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Sharon Stone, donna alfa di Hollywood


FRANCESCO GRECO
- La serial killer accavallò le lunghe gambe dopo essersi tolta le mutandine, ed entrò nel mito con il film “Basic Instinct”. Nacque così l’icona sexy Sharon Stone, che dura da oltre trent’anni, e durerà ancora.

Seconda di quattro figli, nata in un paesino della Pennsylvania, la star confida la sua vita da bambina che, a 8 anni assiste alle attenzioni morbose del nonno sulla sorellina Kelly di appena 5, a quando faceva la cameriera in un fast food ai giorni nostri, in cui ha fatto rumore un suo post sui social desiderosa di compagnia, e infatti si definisce una donna “affamata d’amore”.

Non ha taciuto nulla di sé e della sua vita non facile nell’autobiografia soffusa a tratti di lieve ironia appena uscita da Rizzoli, titolo: “Il bello di vivere due volte”, pp. 276, euro 18, e-book euro 9,99. A 63 anni può dire di aver visto e vissuto tutto, purtroppo anche le malattie: l’ictus che la colpì nel 2001, il cancro, aborti spontanei e ultimamente anche la morte dell’adorata nipotina.

E poi la scoperta del buddismo, la beneficenza, Un rapporto edipico col padre Joe e uno conflittuale con la madre Dot, che ha ricomposto solo di recente (il libro è dedicato proprio a lei). Tre figli adottivi, un matrimonio finito con Phil Bronstein (che però le ha tolto il figlio Ronan).

Da ragazzina “facevo quella cosa che è considerata disdicevole per il genere femminile: pensare”. E oltre a pensare, leggeva avidamente i libri. Una storia molto americana, do-it-yourself. Serviva hot-dog ai tavoli, ma un giorno arriva la telefonata dell’agenzia di modelle più importante e famosa d’America, la “Eileen Ford” di New York.

Subito per Sharon il cinema d’autore, Woody Allen, “Stardust Memories”. La coscienza di quel che poteva essere però gliela dà proprio “Basic Instinct”, una storia che le permette di lavorare su sé stessa: “Mi ha insegnato a mostrarmi meno debole… Hanno detto che lo le palle più grandi di Hollywood…”. Così parlò Sharon la tosta, la donna alfa del cinema americano.

La diva si fa rispettare da registi e produttori, anche senza bisogno del #metoo. Femminista per istinto. Riesce anche a farsi pagare quasi quanto gli attori maschi. L’ictus però la riduce a brandelli, ma lei reagisce con la determinazione del suo carattere, fierezza e autostima.

Oggi è una donna realizzata, ma temuta dal sistema, che la tollera solo perché i suoi film vanno bene. Ma lei è come i gatti, ha mille vite, è una donna sempre pronta a giocarsi tutto e a ripartire da zero. L’ha fatto tante volte, lo farà ancora: è la donna alfa di Hollywood…