'La luce che racconta': Fabio Zamarion ospite di Unisalento
LECCE - Il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento ospiterà martedì 5 maggio, dalle ore 11.00 alle 13.00, nell’Aula 15-16 di via Birago 64, il seminario “La luce che racconta: direzione della fotografia tra tecnica, visione e narrazione”. L’incontro si inserisce nell’ambito delle attività didattiche del corso di Teorie e Tecniche del Linguaggio audiovisivo.
Relatore d’eccezione sarà Fabio Zamarion, uno dei più importanti direttori della fotografia del cinema italiano contemporaneo. Il seminario offrirà agli studenti e alle studentesse l’opportunità di confrontarsi direttamente con un professionista di primo piano, approfondendo il rapporto tra linguaggio visivo, scelte tecnico-estetiche e costruzione narrativa dell’immagine cinematografica.
Nato a Roma nel 1961, Fabio Zamarion si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1984, dove studia con maestri del calibro di Carlo Di Palma, Beppe Lanci e Franco Di Giacomo. Compie il proprio apprendistato sotto la direzione di Vittorio Storaro, lavorando su produzioni di portata internazionale come “L’ultimo imperatore” (1987) di Bernardo Bertolucci e “Piccolo Buddha” (1993). È poi operatore di macchina per Mauro Marchetti nei film di Marco Risi “Mery per sempre”, “Ragazzi fuori” e “Il muro di gomma”.
Esordisce come direttore della fotografia al cinema nel 2000 con “Occidente” di Corso Salani. La prima candidatura al David di Donatello arriva nel 2003 con “Respiro” di Emanuele Crialese. Nel 2006 inizia la lunga e fortunata collaborazione con Giuseppe Tornatore: “La sconosciuta” gli vale il David di Donatello e una candidatura agli European Film Award. Seguono “L’ultimo Gattopardo” (2010), “La migliore offerta” (2013, con Geoffrey Rush) e “La corrispondenza” (2016, con Jeremy Irons e Olga Kurylenko).
Nel corso della sua carriera ha lavorato anche con Ferzan Özpetek, Saverio Costanzo e altri protagonisti del cinema italiano. La sua filmografia conta oltre quaranta titoli tra cinema e televisione, a testimonianza di una versatilità stilistica che attraversa generi e registri narrativi molto diversi.
«Portare Fabio Zamarion in aula – commenta il professore Luca Bandirali, responsabile del corso di Teorie e Tecniche del Linguaggio audiovisivo - significa offrire a studentesse e studenti qualcosa che nessun testo teorico può dare: la possibilità di ascoltare, dalla voce di un protagonista, come nasce un'immagine cinematografica. La direzione della fotografia non è solo tecnica: è una forma di pensiero visivo, un modo di interpretare e restituire il mondo. Zamarion è uno dei più raffinati esponenti di questa disciplina nel panorama italiano e siamo onorati di averlo con noi».
