'Amiamo il nostro lavoro, ma pretendiamo rispetto': l'appello del pizzaiolo Dominik Ligorio alla comunità di Ceglie Messapica


CEGLIE MESSAPICA (BR)
– Un grido d'allarme che nasce dall'esperienza quotidiana dietro il bancone e che dà voce a molti professionisti della ristorazione. È quello lanciato da Dominik Ligorio, pizzaiolo professionista e istruttore tecnico di Ceglie Messapica, che attraverso una lettera aperta denuncia il crescente clima di tensione, maleducazione e mancanza di tutele che, a suo dire, sta rendendo sempre più difficile il lavoro di chi opera nel settore.

Dominik Ligorio, che lavora nell'attività di famiglia al fianco del padre, rivendica con orgoglio il ruolo svolto dagli artigiani della gastronomia nella crescita di Ceglie Messapica, oggi riconosciuta come una delle capitali pugliesi del buon cibo e meta sempre più apprezzata dal turismo.

Qui sotto vi proponiamo la sua lettera aperta giunta alla nostra redazione:

"Ceglie è un'eccellenza gastronomica, ma chi rispetta chi lavora nei locali?
Negli ultimi anni Ceglie Messapica è cresciuta tantissimo, diventando un punto di riferimento assoluto per il turismo e la gastronomia. Ne sono profondamente fiero, perché dietro questo successo ci sono enormi sacrifici, notti in bianco, costanti investimenti economici e la professionalità di noi artigiani del settore. Io vivo questa realtà ogni sera, lavorando nel locale di famiglia fianco a fianco con mio padre.
C'è un limite invalicabile, però, che ultimamente si sta superando troppo spesso ed è diventato del tutto insostenibile: la totale mancanza di rispetto, di tolleranza e di basilare educazione da parte di una fetta di clientela.
Assisto sempre più frequentemente a scenari inaccettabili. Clienti intolleranti che, per soli 15 minuti di attesa sull'orario dell'asporto, alzano la voce, pretendono l'impossibile o aggrediscono verbalmente chi si trova dietro al bancone, senza guardare in faccia all'età, all'esperienza o al rispetto per il lavoro altrui.
A questo si aggiunge un carico ormai insostenibile per noi artigiani: la totale assenza di tutele e controlli sul territorio ci costringe troppo spesso a dover gestire, a nostre spese e forze, dinamiche che non ci competono affatto. Non siamo vigilantes, non siamo parcheggiatori né addetti alla sicurezza o alla nettezza urbana: siamo ristoratori. Eppure, ogni sera ci ritroviamo a dover arginare il caos dei parcheggi selvaggi davanti alle vetrine e a rimediare all'inciviltà di chi abbandona rifiuti, il tutto mentre cerchiamo di fare il nostro lavoro nel laboratorio.
Si dimentica, purtroppo, che dietro quel bancone ci sono persone in carne e ossa, padri e figli di famiglia, professionisti qualificati che stanno dando il massimo delle proprie forze, spesso affrontando turni massacranti a causa della nota carenza di personale che colpisce il settore. Se i giovani oggi si allontanano da questo mestiere è anche e soprattutto a causa del logorio e dello stress psicologico a cui si viene sottoposti ingiustamente ogni sera.
Io amo profondamente Ceglie e amo il mio lavoro. Voglio continuare a far uscire prodotti impeccabili e ad accogliere i clienti col sorriso. Ma oggi chiedo con forza alla mia comunità, alle istituzioni e a chiunque frequenti i nostri locali di fare un passo indietro verso l'empatia. La fretta smodata e la maleducazione stanno uccidendo la bellezza del lavoro artigianale. Se vogliamo essere un paese turistico ed eccellente, dobbiamo prima di tutto dimostrare di essere un paese civile.
Dominik Ligorio - Pizzaiolo e Istruttore"

Il messaggio affidatoci da Dominik Ligorio resta profondamente legato all'amore per la propria città e per il mestiere che svolge. Il suo appello è rivolto alla comunità, alle istituzioni e ai clienti affinché si recuperino valori come il rispetto, l'educazione e l'empatia.

Una riflessione che apre un dibattito più ampio sulle condizioni di lavoro nel settore della ristorazione e sul rapporto tra qualità dell'accoglienza, rispetto reciproco e crescita del territorio.