Visualizzazione post con etichetta AGRICOLTURA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AGRICOLTURA. Mostra tutti i post

venerdì, settembre 22, 2017

Siccità: Montecitorio pressa il Governo per il sostegno agli agricoltori colpiti

BARI - La Camera richiama alle proprie responsabilità il Governo Gentiloni sulla questione siccità, dopo l’ordine del giorno accolto durante l’approvazione della legge contenente disposizioni urgenti per la crescita nel Mezzogiorno, lo scorso 1° agosto. L’impegno richiesto dal deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura a Montecitorio, al ministro per la Coesione Territoriale Claudio De Vincenti riguardava “l’opportunità di provvedere con urgenza a rifinanziare adeguatamente il Fondo di Solidarietà Nazionale di cui al decreto legislativo 102/2004, al fine di sostenere le aziende agricole le cui rese risultano gravemente compromesse dalla eccezionale siccità che si protrae oramai da oltre due mesi”.

“Il caldo anomalo di questa torrida estate, infatti, ha provocato notevoli danni alle imprese agricole, affliggendo intere coltivazioni e mettendo a rischio la sopravvivenza di moltissimi allevamenti. Per questo – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – la legge sul Mezzogiorno aveva previsto che le aziende agricole che non hanno sottoscritto polizze assicurative a copertura dei danni da siccità possano accedere al Fondo di Solidarietà Nazionale previo espletamento delle procedure di declaratoria dell’eccezionalità dell’avversità atmosferica. Uno strumento che, però – conclude il deputato 5 Stelle – senza un adeguato rifinanziamento del Fondo, rischia di rivelarsi inutile nonché di creare false aspettative negli agricoltori e allevatori colpiti. Il Governo, pertanto, non induca ulteriormente e non perda altro tempo nel recepimento delle risorse necessarie”.

domenica, settembre 17, 2017

Puglia, al via progetto 'Apulian Life Style': l’olio come alimento nutraceutico

BARI - L’olio extravergine di oliva sarà l’alimento con cui tornare alle origini e promuovere l’alimentazione del futuro.

Questo seguendo il percorso tracciato da “Apulian Life Style”, progetto regionale multidisciplinare che attraverso la ricerca, la corretta comunicazione ed educazione e l’incentivazione delle tipicità e biodiversità locali, vuole contrastare l’incidenza delle malattie multifattoriali come – ad esempio – l’obesità infantile.

“Vogliamo portare avanti il concetto di dieta mediterranea sostenibile – ha dichiarato Felice Ungaro, responsabile del progetto - con la Presidenza della Regione Puglia abbiamo costruito un tracciato che in Fiera è diventato percorso formativo, con incontri e corsi di assaggio anche del nostro olio extravergine, che è un alimento nutraceutico, ovvero che nutre e cura.

Il cibo deve essere piacere ma anche e soprattutto sostenibilità e cura, perché al consumatore finale dobbiamo dare salute.

Il progetto andrà avanti con l’attivazione di un percorso educativo continuo, grazie alla collaborazione di partners d’eccezione come ricercatori di settore e la crew di Slow Food”.

Studio del prodotto finale ma anche del packaging “perché vogliamo anche prodotti nichel free – ha aggiunto Ungaro - a garanzia del valore del progetto”.

La Puglia custodisce un patrimonio  di raro valore in tema di agro-biodiversità che ha permesse nel tempo di trasferire la cultura agricola della mezzaluna fertile al resto del continente europeo ed oltre.

Apulian Life style intende recuperare e preservare quel patrimonio, mettendo in rete sanità, servizi e  agricoltura.

Secondo quanto previsto dal progetto, nelle mense e a scuola, come all’interno dei distributori automatici, saranno presenti alimenti di origine pugliese.

venerdì, settembre 15, 2017

"No al pomodoro cinese, tutelare produzioni italiane"

ROMA - Continuano le iniziative dell'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini per difendere le eccellenze dell'agricoltura italiana. Nella seduta plenaria del Parlamento europeo, che si è svolta a Strasburgo martedì scorso, Pedicini ha fatto un intervento in aula per chiedere che l'Unione europea si attivi per regolamentare le importazioni in Italia della passata di pomodoro cinese.

"Il pomodoro Xīhóngshì cinese - ha detto il pentastellato - è un prodotto scadente, di bassa qualità, e soprattutto è nocivo perché è pieno di pesticidi. Il pomodoro che viene dall'Italia del Sud, ma anche dalla Grecia, dalla Spagna e da tutti quei Paesi che hanno tanto sole, è invece un prodotto sano e genuino che matura in modo naturale.

Ci chiediamo - ha aggiunto - come sia possibile che non esista ancora una etichettatura precisa e chiara che dia la possibilità di distinguere il pomodoro italiano dal pomodoro cinese, e metta i cittadini nella condizione di poter scegliere liberamente e consapevolmente che cosa mangiare. E' urgente - ha sottolineato - intervenire per salvaguardare le nostre produzioni ed evitare che continuino a subire una inaccettabile concorrenza sleale".

Nel corso dell'intervento, durante il quale Pedicini ha mostrato ai colleghi europei in aula un barattolo di passata di pomodoro italiano, l'eurodeputato ha poi spiegato che "il pomodoro è un ingrediente fondamentale per alimenti come la pasta, la pizza e le lasagne e nelle regioni italiane del Sud è una ricchezza per i propri territori e per le proprie produzioni locali, fino al punto che viene chiamato oro rosso.

Qui di seguito alcuni dati riferiti alla problematica posta da Pedicini.

Con un fatturato export di circa 1,5 miliardi di euro l'anno, l’industria del pomodoro e dei suoi derivati si conferma il punto di forza dell’agroalimentare italiano. Il 60% della produzione è destinata ai mercati esteri e il 40% è riservata al mercato interno.

Negli ultimi 5 anni, però, sono arrivati anche in Italia le passate e i concentrati di pomodoro cinese, per un valore di ben 154 milioni di euro. Buona parte di questo prodotto viene trattata e poi esportata nei mercati nel Nord Africa e del Medio Oriente. Ma 14 milioni di chilogrammi vanno a finire nei sughi e nelle salse consumati in Italia.

Se non si interviene subito, a subire le peggiori conseguenze saranno gli agricoltori italiani e in particolare quelli delle regioni meridionali, inoltre ci sarà un ulteriore abbassamento dei prezzi del prodotto che sono già sotto pressione da tempo.

Quindi, per tutelare il settore e i consumatori è necessaria, così come ha chiesto Pedicini alla Ue, una norma che obblighi i produttori a prevedere un'etichettatura chiara e completa.

mercoledì, settembre 13, 2017

Agricoltura, Stea: "Uniti in difesa dell’olio pugliese"

BARI - "Fronte comune, tra parlamentari, presidenti di Regione, assessori, consiglieri regionali. Il Sud deve fare muro contro il Ceta, accordo scellerato tra Europa e Canada che tutela quattro olii di oliva Dop Veneti, dimenticando – temo dolosamente dimenticando – l’olio Dop della Terra di Bari”. E’ quanto in una nota denuncia il consigliere regionale pugliese, Gianni Stea, chiamando in causa direttamente il presidente Michele Emiliano e l’assessore Leo Di Gioia.

“A pochi giorni dal discorso tutto centrato sulle – future – politiche per il Sud, con il quale il premier Paolo Gentiloni ha inaugurato sabato scorso la Fiera del Levante, possiamo dire di aver visto giusto: parole al vento, parole di circostanza. Ed ecco immediata l’ennesima tegola che va a penalizzare il nostro olio d’oliva, uno dei migliori prodotti a livello mondiale per proprietà organolettiche. L’ennesimo scellerato accordo commerciale che fa temere l’esistenza di un vero e proprio disegno ai danni della nostra economia agroalimentare, già piegata dalla colata di olio d’oliva preveniente dalla Tunisia. L’ennesima beffa che si aggiunge al danno per gli olivicoltori. A questo punto credo necessaria e legittima un’azione congiunta che veda in prima fila la Regione Puglia. Ricordo che il settore, in particolare nel Salento, deve già fare i conti con la gravissima infestazione del batterio della Xylella fastidiosa e con le conseguenze di un’azione di contrasto al momento inesistente”.

mercoledì, settembre 06, 2017

Mediterranea Apulia Festival, la scienza nel cuore dell’alimentazione

FOGGIA – Sarà presentato giovedì 7 settembre, alle ore 11.30, nella Sala della Ruota di Palazzo Dogana, il “Mediterranea Apulia Festival”, evento che per tre giorni – 15, 16 e 17 settembre – porterà in Capitanata cinquanta ricercatori, medici e docenti universitari provenienti da tutta Italia per discutere di scienza e cultura dell’alimentazione. Il Festival - organizzato dall’Associazione Mogli Medici Italiani (AMMI), dai differenti Rotary Club di Lucera e Foggia e dal Club Unesco Lucera – ha un ampio e qualificato partenariato: Università di Foggia, Università di Firenze, il CREA - Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Asl Foggia, sostengono l’evento al pari di CIA Agricoltori Italiani della Puglia e di altre importanti realtà associative e imprenditoriali.

MALATTIE E STILE DI VITA. Le malattie degenerative legate anche, o soprattutto, a un rapporto scorretto e disinformato con il cibo e la nutrizione continuano a essere una realtà molto rilevante. Le malattie croniche legate all’inattività fisica e a una cattiva alimentazione (obesità, ipertensione, disturbi cardiaci, ecc.) sono diventate un problema molto serio sia per gli adulti che per i minori. La maggior parte della popolazione mondiale vive in paesi in cui il sovrappeso e l’obesità provocano più decessi della malnutrizione. Negli ultimi 30 anni, nel mondo, gli adulti affetti da obesità sono aumentati del 200%, gli adolescenti del 400%, l’obesità infantile ha registrato un incremento del 200%. Rispetto al totale della popolazione adulta mondiale, gli obesi rappresentano oggi il 39%.

ALIMENTAZIONE E PREVENZIONE. Il Mediterranea Apulia Festival, preceduto gli scorsi anni da meeting e festival specificamente dedicati alla Dieta Mediterranea, nasce per promuovere uno stile di vita e un’alimentazione più sani, a tutti i livelli, dalle scuole alla famiglia, nelle mense aziendali e in ogni altro tipo di contesto. La Puglia, con la sua agricoltura, è una delle prime produttrici – in Italia e nel mondo – dei migliori alimenti alla base della Dieta Mediterranea: l’olio extravergine di oliva, il grano, la frutta, il pesce e gli ortaggi pugliesi, lembo di terra posto nel cuore stesso del mediterraneo, rappresentano il paniere ideale per un’alimentazione capace di essere fattore di prevenzione contro molti tipi di patologie.

A FOGGIA, LUCERA E ALBERONA. Sulle nuove evidenze scientifiche in favore della Dieta Mediterranea, per tre giorni, si confronteranno ricercatori, medici e docenti universitari provenienti da tutta Italia che arriveranno a Foggia, Lucera e Alberona nelle giornate del 15, 16 e 17 settembre 2017.

lunedì, settembre 04, 2017

"Agricoltura, subito via libera a uso erboristico canapa industriale"

BARI - Eliminare l’attuale “corto circuito” basandosi sui pareri dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute per il rilancio della canapa industriale nel comparto erboristico. Lo chiede il M5S con una risoluzione a Montecitorio

Dopo aver ottenuto, nel dicembre 2016, l’importantissima approvazione della prima legge per il rilancio della canapa industriale, comparto che può divenire cruciale per l’agricoltura italiana e per l’indotto, continuano le pressioni parlamentari del Movimento 5 Stelle affinché si dia slancio a tutta la filiera agroindustriale. Con una risoluzione presentata nelle Commissioni congiunte Affari Sociali e Agricoltura di Montecitorio, infatti, si chiede al Governo di attivarsi per consentire l’uso floreale ed erboristico delle infiorescenze della canapa industriale, creando una regolamentazione ad hoc in grado di colmare l’attuale vuoto legislativo ed escludendole dalla normativa sui medicinali, anche alla luce della Convenzione unica sugli stupefacenti adottata a New York il 30 marzo 1961 che stabilisce una chiara e netta distinzione tra piante da droga e non da droga.

“Alla luce della fissazione allo 0,6% del limite massimo di THC ammesso nella coltivazione, come previsto nella legge del MoVimento 5 Stelle per il rilancio della canapa industriale approvato l’anno scorso – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – le infiorescenze della canapa industriale potrebbero restare escluse dall’applicazione delle norme sui medicinali alle quale sono, invece, attualmente soggette in considerazione delle sostanze farmacologiche ritenute attive presenti nelle infiorescenze della cannabis. Infatti – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – benché contenenti tracce di THC, il quantitativo di principio attivo presente non è di misura tale da provocare effetti stupefacenti o psicotropi, come peraltro già affermato da anni dagli stessi Istituto Superiore di Sanità e Ministero della Salute, consentendo, di conseguenza, l’immissione sul mercato di prodotti derivanti da canapa industriale certificata e tracciata diversi dalla fibra o dal seme. Si tratta, quindi, solo di eliminare l’attuale ‘corto circuito’ dando seguito al parere stesso di Governo e ISS – conclude il deputato 5 Stelle – in modo da liberare un altro segmento della filiera produttiva della canapa industriale da cui possono nascere nuove opportunità professionali e imprenditoriali”.

martedì, agosto 22, 2017

"Grano, la nuova beffa dell'etichettatura d'origine"

BARI - Con i nuovi decreti sull’etichettatura della pasta e del riso, dal prossimo febbraio sarà obbligatorio esplicitare sia la provenienza del grano, ovvero il suo Paese di coltivazione, sia il luogo della sua molitura. In pratica, se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura “Italia e altri Paesi UE e/o non UE” in funzione dell’origine comunitaria o meno della restante metà. Idem per l’etichetta del riso dove dovranno essere chiaramente indicati sia il Paese di coltivazione sia quello di lavorazione e confezionamento. Un provvedimento che ha diviso la filiera con, da un lato, le aziende produttrici di pasta che hanno sempre avuto ritrosia nel dichiarare apertamente che il 20-40% del grano utilizzato proviene da Australia, Canada, Francia o Stati Uniti, difendendosi dietro l’insufficienza della produzione italiana e la sua scarsa qualità proteica mentre, dall’altro lato, le associazioni di categoria degli agricoltori a difesa delle coltivazioni nazionali.

“Ma nel braccio di ferro tra Ministero delle Politiche Agricole e Ministero dello Sviluppo Economico il più grande sconfitto è, purtroppo, il consumatore – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – L’etichetta, infatti, rischia di essere assolutamente ingannevole perché nessuna verifica può garantire che il grano italiano presente nel pacco di pasta che compriamo sia presente al 50% o all’1%. Il limite della percentuale inserita dal Governo non fa altro che raggirare i consumatori italiani. Sarebbe stata più onesta una generica dicitura ‘miscele di grani Ue/non Ue’ piuttosto che illudere tutti dell’acquisto di un prodotto in gran parte tricolore ma che, nei fatti, rischia di non esserlo. Per questo – continua L’Abbate (M5S) – alla riapertura dei lavori della Camera presenteremo una interrogazione parlamentare per chiedere come il Governo intenda verificare la veridicità di ciò che verrà dichiarato in etichetta. Siamo da sempre in prima linea per una ‘etichetta parlante’ ma questo provvedimento, che peraltro non ha rispettato le tempistiche indicate da Bruxelles, sembra essere più uno specchietto per le allodole che uno strumento in mano ai consumatori e alla filiera cerealicola nazionale”.

Le imprese italiane avranno 180 giorni di tempo per adeguarsi alla normativa nonché per smaltire le etichette e le confezioni già prodotte. I provvedimenti, nelle intenzioni del Governo, intendono anticipare la completa ed effettiva entrata in vigore del Regolamento comunitario 1169 del 2011 ma rischia, al contempo, di aprire una procedura d’infrazione da parte di Bruxelles ai danni dell’Italia.

domenica, agosto 13, 2017

Maltempo, Coldiretti: in Puglia gravi danni da piogge


BARI - Brutte notizie per l'agricoltura pugliese. Dopo quasi tre mesi di canicola, la violenta grandinata abbattutasi sulla provincia di Bari ieri ha provocato un danno più grave di quanto si pensasse, secondo quanto rilevano i tecnici della Coldiretti di Bari.

"I campi delle aree rurali di Palo del Colle, Grumo, Toritto, Bitetto, e ancora Molfetta e Terlizzi - denuncia il Delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti - sono stati letteralmente devastati dalla violenta grandinata con chicchi di dimensioni considerevoli".

"Se si divide - prosegue Corsetti - il foglio di mappa di Palo del Colle, per esempio, nelle tre aree bassa, media e alta, eccezion fatta per la zona alta che non vede acqua da mesi ed è rimasta praticamente indenne, sulle due zone bassa e media il danno su mandorli e olivi è pari al 90%. Gli alberi sembrano stati 'potati' dalla grandine e l'intera produzione di mandorle e olive è caduta e giace sui terreni".

Secondo Coldiretti, "vanno attivate senza indugio le procedure per l'attivazione dello stato di calamità naturale".

lunedì, agosto 07, 2017

Angurie e meloni in Puglia, Coldiretti denuncia: tracollo del mercato


BARI - "Crollo verticale dei prezzi di vendita per effetto di distorsioni di filiera e speculazioni, per cui le aziende agricole non riescono neppure a coprire i costi di produzione". Queste le parole di Coldiretti Puglia, che denuncia il tracollo del mercato di angurie, meloni e pomodori nostrani.

"In provincia di Lecce c'è stata una anticipazione della maturazione - dice il presidente, Gianni Cantele - per cui le angurie sono state raccolte e vendute con 2 settimane di anticipo, i primi giorni a prezzi stabili, subito dopo le quotazioni sono crollate. Oggi a Brindisi e Taranto il mercato è al tracollo, con le angurie pagate in campagna a 5/6 centesimi al chilo e i meloni gialli che non superano i 10 centesimi. Agli agricoltori non conviene neppure raccogliere, tanto che stanno interrando il prodotto".

mercoledì, agosto 02, 2017

"A Taranto guerra dell’acqua, la situazione può degenerare"

TARANTO - La CIA Agricoltori Italiani di Taranto evidenzia che persistono problemi per la regolare erogazione dell’acqua destinata all’irrigazione, in particolare nei territori di Palagianello e Castellaneta, erogata dal Consorzio di Bonifica Stornara e Tara. Nel corso delle ore notturne, avverrebbero prelievi non autorizzati che starebbero determinando l’abbassamento del livello di acqua nel canale adduttore lungo i 30 km che attraversano i territori di Ginosa, Castellaneta e Palagiano partendo dalla derivazione di San Marco, con l’acqua che proviene dalla diga del San Giuliano.

Il 24 luglio scorso le organizzazioni agricole della provincia di Taranto hanno incontrato il Prefetto di Taranto Donato Giovanni Cafagna e le forze dell’ordine, mettendo in evidenza questa situazione paradossale che persiste sul territorio servito dal Consorzio di Bonifica Stornara e Tara.

La CIA - Agricoltori Italiani di Taranto ritiene che tutto ciò non faccia che penalizzare, ingiustamente, gli utenti onesti, ovvero gli agricoltori che hanno presentato domanda e pagato regolarmente l’anticipo richiesto.

La CIA - Agricoltori Italiani chiede al Consorzio di Bonifica di Stornara e Tara di verificare in maniera precisa e puntuale se vi siano prelievi abusivi che impediscono la regolare erogazione dell’acqua agli utenti onesti.

Inoltre la CIA - Agricoltori Italiani chiede al Prefetto di Taranto e alle forze dell’ordine maggiore vigilanza e controllo sul territorio al fine di scongiurare eventuali utilizzi fraudolenti dell’acqua.

Non è concepibile che gli utenti che hanno presentato regolare domanda vengano penalizzati, poiché manca l’acqua per soddisfare le esigenze aziendali e delle colture,  in quanto la stessa scompare “magicamente” nel canale dopo essere stata immessa. Tale situazione potrebbe provocare danni ingenti alle colture e problemi di ordine pubblico, poiché la “calura” di questi giorni sta mettendo a rischio le colture in atto.

lunedì, luglio 31, 2017

La Puglia a 6 mesi dall’emergenza neve e gelo: il bilancio degli agricoltori

BARI - Qual è la situazione degli agricoltori e dell’agricoltura, in Puglia, a 6 mesi dall’emergenza gelo e neve abbattutasi sulla regione in gennaio? Quali sono i dati a disposizione e in che modo ha risposto il sistema agricolo pugliese e nazionale? A queste e ad altre domande, martedì 1 agosto 2017, risponderà il presidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani Dino Scanavino, nel corso di una conferenza stampa che prenderà il via alle ore 12, a Bari, nella sede regionale dell’organizzazione in via Salvatore Matarrese n.4.

venerdì, luglio 21, 2017

"Pensioni da fame, agricoltori sotto la soglia dei 500 euro"

BARI - "Pensioni dignitose per i pensionati di ieri, di oggi e di domani”. E’ questo il tema dell’assemblea pubblica organizzata dalla CIA Agricoltori Italiani della Puglia, in collaborazione con il patronato INAC Puglia e l’ANP Puglia Associazione Nazionale Pensionati. L’incontro si terrà lunedì 24 luglio 2017, alle ore 17, all’Hotel Majesty di Bari, in via Gentile 97/b. “L’obiettivo è quello di continuare la nostra azione sindacale”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, “per la discussione e l’approvazione, da parte di Parlamento e Governo, delle nostre proposte in merito all’aumento delle pensioni basse e alla garanzia per i futuri pensionati di una pensione dignitosa, oggi compromessa dal sistema retributivo”.

CIA Puglia, Inac e ANP chiedono che le loro proposte siano discusse e approvate in sede di elaborazione della legge di stabilità 2018. L’Assemblea - cui parteciperanno delegazioni CIA, INAC e ANP da tutta la Puglia – sarà coordinata da Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale CIA Agricoltori Italiani della Puglia. Interverranno Francesco Tinelli, presidente regionale ANP-CIA Puglia, e Antonio Barile, presidente nazionale patronato INAC. Le conclusioni del dibattito saranno affidate a Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia.

Equiparare progressivamente i minimi pensionistici al 40% del reddito medio nazionale (650 euro), come previsto dalla Carta Sociale Europea. Questa la richiesta del sistema CIA Agricoltori Italiani, come recentemente ribadito nel corso dell’incontro a Montecitorio tra i vertici dell’organizzazione e Carlo Leoni, consigliere politico della presidente della Camera Laura Boldrini. Un colloquio frutto dell'impegno dell'Associazione a sostegno dei pensionati con manifestazioni in tutta Italia e, soprattutto, con la petizione popolare presentata ufficialmente nei mesi scorsi a Parlamento e Governo. Centomila firme raccolte dall'Anp-Cia sul territorio nazionale che hanno contribuito all'arrivo, il 1°luglio, della sospirata quattordicesima mensilità per circa tre milioni e mezzo di pensionati. Un miglioramento atteso e invocato, che comunque non basta. La CIA sostiene con forza che quell’intervento debba essere confermato nella legge di Bilancio 2018. Pensioni da fame per chi ha lavorato in agricoltura, le più basse d'Europa con una media largamente sotto i 500 euro al mese. Questo costringe i produttori a continuare l'attività, bloccando il turn-over nei campi. La diretta conseguenza è uno dei più bassi indici mondiali di nuovi ingressi nel settore da parte dei giovani, fermi sotto il 6%.

giovedì, luglio 20, 2017

Etichettatura grano, Stea: "Importante per difendere il Made in Puglia"

BARI - “E' una svolta importantissima, che da tempo chiedevamo e che ora diventa concreta. Dopo il via libera all’etichettatura per certificare la filiera del latte, era indispensabile tutelare in egual modo il grano, uno dei prodotti più genuini della produzione agroalimentare nazionale. E tanto era ed è particolarmente importante per difendere il Made in Puglia, dal momento che siamo ormai davanti ad una vera invasione di prodotti provenienti dall’estero, dalla difficile tracciabilità e con qualità organolettiche assai dubbie”. E’ quanto afferma in una nota il consigliere regionale del Gruppo Ap e componente delle Commissioni Bilancio e Agricoltura, Gianni Stea, condividendo appieno il contenuto del decreto interministeriale, firmato oggi dai ministri Martina e Calenda, e che introduce in via sperimentale, per due anni, l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta”.

“Spero - aggiunge Stea – che sia interesse comune alle istituzioni trovare un punto di intesa per andare oltre la fase sperimentale ed estendere il provvedimento anche al grano utilizzato per altri prodotti e non solo a quello da pasta, in modo da mantenere su livelli di eccellenza la qualità dell’intera filiera agroalimentare pugliese e italiana e nel contempo tutelare la salute dei consumatori, spesso vittime di vere e proprie frodi. Da mesi sosteniamo la necessità dell’etichettatura d’origine obbligatoria, una istanza che abbiamo portato con determinazione su tutti i tavoli locali e nazionali”.

venerdì, luglio 14, 2017

Diga San Giuliano, Cia Puglia: "Campagne a rischio sofferenza idrica"

BARI - Le campagne di Ginosa, Castellaneta e Palagianello rischiano lo stato di sofferenza idrica e, a dispetto di quanto sancito dalla convenzione sulla gestione della diga di San Giuliano, alla Puglia non viene ancora assicurata la normale erogazione di acqua, nonostante le reiterate richieste. È la denuncia di CIA-Agricoltori Italiani Puglia che, in data 8 luglio, ha scritto al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, all'assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Leonardo Di Gioia e al Commissario Straordinario dei Consorzi di Bonifica Alfredo Borzillo per chiedere un intervento tempestivo e risolutorio affinché si garantisca il rispetto dell'accordo che prevede la divisione in parti uguali tra Puglia e Basilicata dell'erogazione delle risorse idriche a uso irriguo dell'invaso. Le due Regioni sono, infatti, comproprietarie della diga in provincia di Matera ed il 50% dell'acqua accumulata su base annua è destinato ad alimentare la rete irrigua del comprensorio del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara.

"La Puglia, lo ricordiamo, si sobbarca la metà delle spese e, dunque, ha tutto il diritto di usufruire della sua quota di disponibilità idrica - insiste il presidente CIA Puglia Raffaele Carrabba - Peraltro, la Basilicata avrebbe quasi esaurito la sua dotazione, perché si irriga già da febbraio, mentre in Puglia la stagione irrigua è iniziata da poco e finora il Consorzio Stornara e Tara ha attinto poca acqua e non si capisce perché il Consorzio di Bradano e Metaponto che gestisce la diga intenda ridurre l'erogazione nei mesi di luglio e agosto". Al dieci maggio, data della prima richiesta del Consorzio pugliese, a fronte di un volume utile di 53.594.000 mc, la Puglia poteva disporre di 26.797.000 mc, la metà appunto. Al 6 luglio ne aveva consumati solo 4.916.160, mentre il Consorzio di Bradano e Metaponto ha utilizzato 9.149.557 mc. Secondo convenzione, alla Puglia spettano ancora 21.880.840 mc, alla Basilicata 17.647.443 mc. Dati che chiaramente variano di giorno in giorno (attualmente la Regione Basilicata sta prelevando circa 3,5 mc al secondo, la Puglia meno della metà) e che non tengono conto dei volumi prelevati dal solo Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto dal primo gennaio al 9 maggio.

Nei fine settimana è già successo che il Consorzio di Bradano e Metaponto abbia ridotto o addirittura chiuso l'erogazione di acqua alla Puglia. "Sono circostanze che consideriamo gravissime e che rischiano di compromettere l'economia agricola di ampie zone della provincia di Taranto, viste le temperature eccezionali che stanno mettendo a dura prova i terreni - conclude il presidente CIA Puglia Raffaele Carrabba - Abbiamo davanti un'estate probabilmente tra le più torride degli ultimi anni e non possiamo rischiare che la siccità bruci le nostre produzioni e devasti la superficie agricola. Confidiamo nel buon senso e auspichiamo il rapido ripristino delle condizioni sancite dalla convenzione, affinché si possa ristabilire il principio di equità".



giovedì, luglio 13, 2017

Agricoltura, M5S: "Italia perde posizioni nel mondo ma piano olivicolo stenta a partire"

BARI - Per fronteggiare il tracollo della produzione di olio extravergine d’oliva italiano, su cui lancia l’allarme il Cno, risulta sempre più necessaria l’attuazione del Piano olivicolo nazionale fortemente voluto dal M5S

Da leader indiscussi del mercato e punto di riferimento mondiale a “nobile decaduta”, superata anche da paesi che non godono neppure di una stabilità politico-economica. È il destino a cui sta andando tristemente incontro l’Italia nel settore olivicolo-oleario con un tracollo nella produzione di olio extravergine d’oliva pari al 31% negli ultimi sei anni. A lanciare l’allarme è il presidente del Consorzio nazionale degli olivicoltori (Cno) Gennaro Sicolo, secondo il quale “il trend di lungo periodo della produzione è in forte calo, mentre i più agguerriti concorrenti europei e mondiali registrano tassi di crescita produttiva eccezionali”. Stando ai dati provvisori della corrente campagna di commercializzazione dell’olio di oliva (ottobre 2016 – settembre 2017), pubblicati dalla Commissione europea su dichiarazioni periodiche trasmesse dai singoli Stati membri, a superare le 183mila tonnellate italiane ci sarebbero anche paesi come la Tunisia e la Siria, oltre la Grecia e la Spagna, attuale maggiore esportatore sul mercato globale con una quota del 53%. Ciò, mentre l’Italia ha visto scendere la propria percentuale di esportazioni mondiali dal 46% al 36% in 25 anni (dal 1990 al 2015).

“Dopo i dati del Crea e del Centro Studi Confagricoltura, resi noti in primavera, che parlavano di una Italia scivolata al quarto posto e con prezzi medi per il proprio prodotto esportato nettamente più bassi di quelli iberici, ecco un altro eclatante segnale di crollo per l’olivicoltura italiana – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Alcune delle motivazioni del tracollo della produzione sono note da tempo come l’abbandono dei campi, la frammentazione delle imprese nonché il mancato ammodernamento del settore. Ma se la Spagna ci ha superato in maniera così evidente è anche perché mentre gli iberici in 30 anni hanno realizzato ben cinque piani olivicoli, in Italia stenta ancora a prendere avvio il primo piano ottenuto, nel maggio 2015, grazie alla nostra risoluzione in Commissione a Montecitorio e atteso da tantissimi anni dal comparto. Continuiamo a sollecitare il ministro Martina a mantenere gli impegni presi in Parlamento”.

Ciò che permette all’Italia di rimanere ancora il paese di eccellenza dell’extravergine sono proprio le importazioni da quei territori oggi maggiormente produttivi che forniscono materia prima, da cui vengono creati blend miscelando le diverse partite e mantenendo i marchi nazionali. Secondo il Cno, “per risalire le classifiche internazionali servirebbero almeno 150 milioni di nuovi olivi in produzione e almeno 25mila nuovi addetti per assicurare il ricambio generazionale nei campi” ma senza una “politica di investimenti” e “un orientamento favorevole verso la tecnologia, l’innovazione e l’impresa” ciò non sarà possibile.

“Sarebbe ora, pertanto – conclude il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – che il Governo si concentri sul finanziamento dei piani produttivi nazionali di filiera, ad iniziare da quello olivicolo, piuttosto che perpetrare una politica di regalie al mondo delle banche, come per i 17 miliardi di euro per il decreto banche venete”.

giovedì, luglio 06, 2017

Caporalato, arresti in Puglia: "Non criminalizziamo gli agricoltori"

BARI - “Piena fiducia nel lavoro della magistratura, la politica e la pubblica opinione non facciano l’errore di criminalizzare un intero comparto: l’agricoltura è fatta soprattutto di persone perbene, che a costo di enormi rischi e sacrifici cercano di produrre sviluppo e reddito non solo per stessi ma per migliaia di famiglie”. E’ con queste parole che Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, commenta la notizia degli ultimi arresti sul territorio pugliese.

“A Foggia, con il contributo di tutti gli attori del tavolo, siamo riusciti a raggiungere un’intesa proficua con il nuovo contratto agricolo provinciale”, ha aggiunto Carrabba. “Stiamo lavorando tutti i giorni affinché questo risultato possa essere raggiunto anche per le altre province, a cominciare da Bari, Lecce, Brindisi e Taranto”. Alla base della lotta alla illegalità, secondo CIA Agricoltori Italiani della Puglia, devono esserci regole realmente condivise, una visione più ampia del ruolo fondamentale ricoperto dagli agricoltori non solo economicamente e dal punto di vista occupazionale, ma anche dal punto di vista sociale e culturale.

“Lo abbiamo detto in tempi non sospetti”, ha continuato Carrabba: “massimo rigore nel perseguimento di gravi reati quali il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori e, allo stesso tempo, coordinamento nei controlli, messa in atto di azioni positive e di sostegno verso le aziende agricole sane, che sono la stragrande maggioranza. L'azione repressiva nei confronti di gravi reati quali il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori non può che esser perseguita con la massima tenacia e durezza, allo stesso tempo non va trascurato il fatto che le normative in tema di caporalato vanno ad aggiungersi a un apparato sanzionatorio già estremamente articolato e complesso. Servono azioni positive e di sostegno nei confronti della maggioranza delle aziende agricole sane, con incentivi alle assunzioni e semplificazione amministrativa, per un reale cambiamento, altrimenti si darà ragione a chi, sbagliando, criminalizza un comparto che è l’unico, in Italia, a far crescere l’occupazione in generale, offrendo le maggiori possibilità lavorative a giovani, donne e immigrati”.

CIA Agricoltori Italiani della Puglia chiede da tempo un approccio ispettivo completamente nuovo e diverso da quello attuale, un sistema di vigilanza che dia priorità alle violazioni sostanziali rispetto a quelle formali, che non sia percepito dalle aziende come vessatorio, che sia più efficiente nei confronti delle reali situazioni di violazione, più fiducioso nei confronti di tutto il resto di un settore che, tra mille difficoltà, apporta valore, lavoro, qualità. I controlli vanno operati, ma sugli stessi è necessario vi sia pianificazione e coordinamento tra gli esecutori degli stessi. Non è accettabile, infatti, che in una stessa azienda agricola, sul medesimo appezzamento e per l’identico gruppo di operai si concentrino più controlli nell’arco di pochi giorni da parte di Carabinieri, Ministero del Lavoro, Corpo Forestale dello Stato e Guardia di Finanza che richiedono di verificare – a distanza di poche ore – la stessa documentazione bloccando per ore e ore il lavoro aziendale. Serve, dunque, che venga urgentemente reso operativo il registro unico dei controlli e che sia attuato uno snellimento burocratico di tutte le procedure.

“Non c’è una guerra tra produttori agricoli e lavoratori, anzi, la stragrande maggioranza degli agricoltori e delle persone che lavorano nelle aziende agricole, insieme, costruiscono giorno per giorno un patto sul quale si fondano la serenità e il futuro di migliaia di famiglie, con un rapporto di fiducia e collaborazione che dura in molti casi da tanti anni”, ha aggiunto Carrabba. “Questo significa che le organizzazioni come la nostra, e la CIA non lo dimentica mai, devono favorire con equilibrio i legittimi interessi degli agricoltori e dei lavoratori, senza mortificare le istanze dell’una o dell’altra componente del sistema”. “I veri agricoltori, i nostri agricoltori, sono impegnati nel rispetto della legge e della legalità, e nella valorizzazione di una ‘fabbrica a cielo aperto’ in cui investono tutta la loro vita, col rischio di vedere vanificati i loro sforzi da fenomeni climatici impazziti o dai furti e dall’azione della criminalità. Sostenere l’agricoltura è un impegno comune che deve contraddistinguere tutti quanti, enti, istituzioni, associazioni e aziende”, ha concluso Carrabba.

venerdì, giugno 23, 2017

Caporalato, a Lecce il camper Asl che tutela la salute dei braccianti

LECCE - Nei giorni scorsi la Asl ha approvato il progetto “Interventi itineranti per la sicurezza in agricoltura : vigilanza e controllo sanitario ed informazione/formazione dei lavoratori stagionali con particolare riguardo a quelli migranti”,  nel quadro dell’accordo della regione con i ministeri dell’interno, dell’Agricoltura e del Lavoro, per il contrasto al caporalato e lo sfruttamento del lavoro.
Prende così corpo il protocollo d’intesa fra la Asl di Lecce, il comune di Nardò, il Consiglio Italiano per i Rifugiati, la Caritas della diocesi Nardò-Gallipoli, la cooperativa sociale “Rinascita” e l’Istituto di cultura mediterranea.

Il settore agricolo è considerato ad alto rischio infortunistico. Nei primi mesi del 2016  due lavoratori nordafricani morirono in campagna a distanza di poco tempo l’uno dall’altro. Il primo per patologia generica aggravata dalle avverse condizioni ambientali e di lavoro, il secondo per il ribaltamento di un trattore privo dei requisiti di sicurezza. Un ruolo importante rivestono anche gli infortuni legati all’utilizzo di prodotti fitosanitari e alla movimentazione manuale dei carichi pesanti.

In prima linea il personale del Dipartimento di Prevenzione della Asl che svolgerà opera di formazione e informazione in tema di sicurezza del lavoro e controllo sanitario, in collaborazione con le associazioni,  per offrire i servizi “a domicilio”, in prossimità delle residenze provvisorie dei lavoratori.

Al centro dell’attenzione soprattutto il campo allestito presso “Masseria Boncuri” in agro di Nardò, dove un’equipe composta da un medico, un tecnico della prevenzione e un’ unità per le mansioni infermieristiche e amministrative, effettuerà visite di controllo a bordo di un camper attrezzato o in locali prossimi alle dimore dei lavoratori.

Il progetto si pone inoltre l’obiettivo di promuovere legalità e sicurezza nei rapporti di lavoro, con la presenza sul campo di ispettori e presìdi  medico-sanitari mobili per assicurare interventi di 1° soccorso e di prevenzione. La presenza di mediatori linguistici favorirà la consapevolezza nei lavoratori dei diritti sociali sindacali e sanitari e dei rischi per la salute.

Il controllo prevede la visita medica per valutare l’idoneità per il rischio bio-meccanico della colonna vertebrale, oltre al rischio cardiovascolare legato alla fatica fisica, caratteristica del lavoro agricolo. Se occorre anche esame spirometrico ed elettrocardiografico. Costo complessivo  del progetto 38.750 euro.

lunedì, giugno 19, 2017

Agricoltura, allarme siccità, M5S: "Contrastare lo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche"

BARI - “Non possiamo più sottovalutare la crisi idrica che ogni anno nei mesi più siccitosi investe la nostra Regione. Il problema per la  Puglia non si deve ridurre solo agli invasi, ma va attribuito anche allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche esistenti, che provoca un impoverimento qualitativo e quantitativo delle stesse”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili in merito all’allarme siccità nelle campagne pugliesi.

“Se da un lato infatti risulta predominante nel comparto potabile la provenienza extraregionale delle acque utilizzate, dall’altro gli usi agricoli sono soddisfatti all’80% dalle risorse regionali, rappresentate sostanzialmente dalle acque sotterranee che sono in forte stress idrico. L’eccesso del prelievo di acqua - continua il vicepresidente della Commissione Ambiente - si traduce in un generalizzato deterioramento degli acquiferi, specie per contaminazione salina che espone i nostri terreni ad ulteriore fenomeni di desertificazione. A questo si aggiunge una estesa impermeabilizzazione di suoli, che non permette alle nostre falde di ricaricarsi nei periodi più piovosi”.

Migliaia secondo il consigliere pentastellato i pozzi mai censiti nelle campagne pugliesi con cui vengono prelevate abusivamente risorse idriche sotterranee.

“Una situazione che va affrontata urgentemente ed in modo sistemico - incalza Casili - occorre un intervento che preveda sia una capillare ricognizione dello stato di fatto, che l’individuazione di risorse sostitutive e il ricorso a colture meno idroesigenti. Certamente - spiega il pentastellato - il ricorso al riutilizzo dei reflui, che fino ad oggi sconta forti ritardi con i depuratori, diventerà fonte alternativa importante per la Puglia, se pensiamo che ogni anno per 100 mila abitanti sversiamo in mare 7 milioni di mc di acqua. È evidente che se oggi la principale fonte irrigua per la nostra agricoltura è l’acqua di falda, occorre un cambio repentino di rotta, perché quell’acqua non è illimitata e a fronte delle problematiche riscontrate negli ultimi anni rischiamo di restare veramente a secco o di salinizzare irreversibilmente le acque di falda rendendole inservibili per la nostra agricoltura con un danno epocale. Oggi  nel settore agricolo vi è ancora poca consapevolezza su questa problematica, occorre puntare all’innovazione nelle tecniche di irrigazione, alla disponibilità di specie vegetali produttive a bassa idroesigenza e di tecniche di aridocoltura. Chi oggi propina una olivicoltura superintensiva o sistemi colturali fortemente energivori e idroesigenti - conclude - non sta facendo i conti con la penuria d’acqua sempre crescente”.

Grano, "La Giunta si attivi per la tracciabilità del prodotto e sostenga il comparto"

BARI - “Quando abbiamo saputo dell’arrivo prossimo della ‘balena canadese’ contenente migliaia di tonnellate di grano, abbiamo condiviso e sostenuto la legittima protesta degli agricoltori pugliesi, già duramente provati da una crisi che ha provocato una contrazione di circa 60 mila posti di lavoro con una perdita stimata nel 2016, per il crollo dei prezzi, pari a 145 milioni di euro. Oggi, la notizia del sequestro del grano giunto a Bari per presenza di sostanze chimiche superiori ai limiti, impone una serissima riflessione in sede regionale: non solo c’è un settore in ginocchio, ma anche dei consumatori ignari che vanno tutelati”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta.

“Un fatto – aggiunge - che alimenta le ragioni dei nostri agricoltori che producono grano di altissima qualità sostenendo, così, anche costi molto più alti rispetto ai produttori stranieri. Ed il problema della tracciabilità è il nodo centrale: il made in Italy è una garanzia che va assicurata ai cittadini. Purtroppo, invece, il grano arriva nel nostro Paese e utilizzato per fare la pasta che verrà identificata come italiana, quando in realtà non è così. La Giunta regionale – conclude Gatta - deve sollecitare il governo nazionale a richiedere obblighi più stringenti per identificare la provenienza della merce in sede Ue: la nostra è la prima regione d’Italia per produzione di grano duro. Abbiamo più di un motivo per lottare a sostegno degli agricoltori”.

venerdì, giugno 16, 2017

Xylella, Cia Puglia: "Riavviare subito il monitoraggio"

BARI - “Finora è stato fatto un ottimo lavoro, adesso occorre riavviare il monitoraggio effettuato dagli ispettori fitosanitari dell’Arif”. CIA Agricoltori Italiani della Puglia chiede alla Regione di riprendere a monitorare una situazione, quella della Xylella, che appare in continua evoluzione, come si registra da nuove segnalazioni riguardo a casi sospetti e non ancora verificati sul possibile avanzamento del batterio.

“Da agosto 2016, e fino a qualche settimana fa, è stato fatto un grande lavoro dalla Regione Puglia, soprattutto attraverso il controllo puntuale e il monitoraggio sul campo di circa 160mila ettari di uliveti”, ha dichiarato Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. “Il monitoraggio ha permesso non solo di mappare la situazione, in modo da costituire una base per la ricerca e le altre azioni di controllo e prevenzione, ma è stato oltremodo utile per riscontrare nuovi focolai così da poter programmare azioni di contrasto e contenimento”. Riavviare il monitoraggio, per CIA Puglia, significa anche estendere i controlli oltre la zona cuscinetto, in modo da avere le informazioni necessarie ad attuare interventi, misure di prevenzione e tutto quanto è indispensabile per continuare la lotta contro la Xylella.

“La Regione Puglia si è trovata ad affrontare una emergenza drammatica e lo ha fatto senza lesinare impegno e risorse, come noi di CIA Puglia abbiamo chiesto sempre, anche con la grande manifestazione che lo scorso marzo ha portato davanti alla sede del Consiglio regionale oltre 2mila agricoltori dalle province di Lecce, Brindisi e Taranto”, ha ricordato Giannicola D’Amico. “La mobilitazione contro l’avanzata del batterio e per il sostegno agli olivicoltori deve essere permanente, e di questo sono certamente consapevoli il presidente Michele Emiliano e l’assessore Leonardo Di Gioia, che in questi due anni hanno dimostrato la necessaria sensibilità verso una questione enorme”, ha aggiunto il vicepresidente regionale di CIA Puglia.

“Il nostro ruolo, come organizzazione agricola, è quello di non abbassare mai la guardia perché l’obiettivo è quello di contrastare l’espansione del batterio e di perseguire una strategia che garantisca un futuro alle aziende agricole danneggiate”, ha concluso D’Amico.