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giovedì, febbraio 09, 2017

Agricoltura, Puglia in prima linea per riscrivere le regole del 'made in Italy'

BERLINO - “La nostra agricoltura ha davanti a se una importante sfida: nelle prossime settimane, le Regioni, insieme al governo, saranno chiamate, oltre alla riforma agea e alla disciplina del biologico,  a definire le nuove regole d’ingaggio rispetto a ruolo e funzioni delle associazioni dei produttori agricoli, gli Op e gli Aop. Un tema importante per il settore agroalimentare che diventa determinante per poter aggregare l’offerta di prodotto e poter contare di più commercialmente in Europa e nel mondo”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Di Gioia, in qualità di responsabile per le politiche agricole della Conferenza delle Regioni, a cui sono state affidate le conclusioni dell’incontro promosso dall’ambasciatore italiano a Berlino, Pietro Benassi, nella sede dell’ambasciata, nell’ambito di Fruit Logistica 2017, la più importante fiera europea dedicata all’ortofrutta.

All’incontro hanno partecipato lo stesso ambasciatore, numerosi assessori regionali, consiglieri economici, rappresentanti di associazioni di categoria e operatori di rilievo nazionale.

“È stata suggellata l’importanza – ha aggiunto l’assessore Di Gioia – del sistema agroalimentare italiano e le potenzialità di crescita sui mercati esteri, anche quello tedesco. La nostra regione è parte essenziale in questo processo”.

La Puglia è fra le prime tre regioni italiane esportatrici di prodotti agricoli e anche per il 2016 – secondo le proiezioni di Unioncamere Puglia in attesa del dato finale – la tendenza in crescita verrà confermata, con un valore dell’export in agricoltura che toccherà i 750 milioni di euro.

La Germania è uno dei partner più consolidati: un terzo dell’ortofrutta “made in Puglia” finisce proprio sul mercato tedesco. Di Gioia, rivolgendosi all’affollata platea di amministratori e produttori presenti in ambasciata, ha spiegato che “ciascuna regione è portatrice di una sua tipicità e di una sua biodiversità, ma la originalità di ciascuno deve essere sintetizzata in una visione unica che consolidi l’ottimo lavoro già svolto a livello nazionale”.

“Il sistema delle regioni – ha sostenuto Di Gioia - continua ad essere un supporto importante per le aziende, alzando l’asticella della produzione di qualità, candidandosi a svolgere il ruolo di cinghia di trasmissione tra il mondo dell’impresa e la filiera istituzionale, come soggetto semplificatore di una burocrazia che ha ancora bisogno di snellirsi”.

La fiera di Berlino, dunque, si conferma occasione di scambi commerciali, ma anche e soprattutto luogo di confronto culturale per un comparto che vuole crescere ed attestarsi come primario nello scenario economico nazionale.
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lunedì, febbraio 06, 2017

Emergenza neve, il presidente nazionale CIA in visita alle aziende pugliesi danneggiate

BARI - Continua l’impegno e la vicinanza della Cia – Agricoltori Italiani verso gli agricoltori danneggiati dal maltempo delle settimane scorse.

Dopo la grande attenzione riservata dalla Cia – Agricoltori Italiani alle aziende agricole colpite dal terremoto nei mesi scorsi, e dopo il forte impegno politico-sindacale messo in campo nelle settimane scorse dalla Cia nazionale e regionale relativamente agli ingenti danni subiti dalle aziende agricole pugliesi a causa delle nevicate e delle gelate che hanno interessato la Puglia dal 5 all’11 gennaio scorso, il presidente nazionale Cia Dino Scanavino sarà in Puglia per visitare le aziende danneggiate.

L’occasione servirà a fare il punto della situazione a riguardo delle richieste avanzate a Governo e Regione per venire incontro agli agricoltori messi in ginocchio dal maltempo.

Le intense nevicate e le forti gelate che hanno interessato tutta la Puglia nelle settimane scorse hanno irrimediabilmente compromesso le colture, abbattuto e distrutto impianti e strutture (serre, capannoni, tendoni), decimato numerosi allevamenti. Moltissime aziende agricole sono rimaste isolate e senza corrente, impossibilitate ad utilizzare le strade extraurbane, e centinaia di aziende zootecniche hanno buttato migliaia di ettolitri di latte a causa del mancato conferimento.

Il prossimo mercoledì 8 Febbraio 2017 il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, insieme ai dirigenti regionali e provinciali della Confederazione, visiterà diverse aziende pesantemente danneggiate dalla neve e dal gelo, presso le quali incontrerà gli agricoltori e la stampa, per fare il punto della situazione e per chiedere con forza ulteriori provvedimenti da parte delle istituzioni.

L'eccezionalità dell'ondata di maltempo che ha investito la Puglia nelle settimane scorse richiede risorse aggiuntive ad erogazione immediata, agevolazioni fiscali e sgravi contributivi che permettano alle aziende agricole pesantemente danneggiate di riprendere l'attività.

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martedì, gennaio 24, 2017

Puglia, aiuti alle imprese colpite dal maltempo

BARI – Aiuti alle imprese colpite dal maltempo. Le aziende artigiane della Puglia, che si trovano in difficoltà per le calamità naturali, possono ottenere contributi fino a 5mila euro, finalizzati alla ristrutturazione delle strutture aziendali danneggiate e al ripristino del ciclo produttivo.

Grazie al sistema della bilateralità, l’artigianato si è dotato di un welfare integrativo, capace di coniugare, virtuosamente, risorse pubbliche e private e di tenere insieme la dimensione economica con quella sociale e solidaristica.

Un sistema collaudato che, nella stagione più dura della crisi, ha fornito e fornisce ancora tuttora un contributo fondamentale per il mantenimento dell’occupazione e della capacità produttiva del settore.

L’Ente resta a disposizione per qualunque delucidazione in merito e sulla documentazione da esibire per ottenere il contributo che non deve essere restituito.

Le domande devono essere compilate sulla specifica modulistica messa a disposizione dall’Ebap, scaricabile dal sito www.ebapuglia.it o reperibile presso le sedi delle unità gestionali di bacino o presso le organizzazioni datoriali dell’artigianato (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai) o le tre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil).

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere agli uffici dell’Ebap, con sede a Bari, in via Re David, 12 oppure telefonando ai numeri 080.5248440 - 080.5242122.
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mercoledì, gennaio 18, 2017

Puglia, "la risposta alla crisi agricola è la Cun"

BARI - Il deputato pugliese L’Abbate del M5S replica al dossier sul crac agrumi di Coldiretti Puglia, invitando gli agricoltori a richiedere la Commissione Unica Nazionale per la filiera agrumicola. Il 20 mattina, inoltre, sarà nelle campagne di Castellaneta

Ridurre la forbice dei prezzi tra i costi di produzione e quelli finali di acquisto al consumatore attraverso lo strumento della Cun, la Commissione Unica Nazionale di filiera. Questa la risposta del M5S al flash mob organizzato dinanzi al consiglio regionale pugliese da Coldiretti, in cui è stato presentato il “dossier sul crac agrumi” che interessa soprattutto il territorio tarantino. Una situazione aggravata dal maltempo di queste ultime settimane e dal calo dei consumi, scesi sotto i 15 chilogrammi per persona l’anno per effetto di una diminuzione che negli ultimi 15 anni varia da oltre il 20% per le arance ed oltre il 50% per i mandarini. E, come dichiarato dagli stessi vertici Coldiretti, il grave problema della risposta dei mercati e dei prezzi è ciclico.

“Le problematiche relative ai prezzi pagati agli agricoltori che non riescono neanche a coprire i costi di raccolta, peraltro drammaticamente aggravati dal maltempo e dalla concorrenza sleale, trovano risposta nella Commissione Unica Nazionale di filiera – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Invitiamo gli agrumicoltori pugliesi a chiedere, assieme a noi, al Governo Gentiloni di istituire la Cun, istituita con un mio emendamento alla legge 91/2015, mettendo così in soffitta, finalmente, le vetuste borse merci e, al contempo, rendendo trasparenti le trattative, stabilizzando i prezzi nonché creando accordi nella filiera tra produttori e trasformatori. La Cun rappresenterebbe una svolta epocale – continua il deputato 5 Stelle – e permettere di porre le basi per il superamento di problematiche che, purtroppo, si ripetono ciclicamente e conferendo finalmente redditività agli agricoltori. Per quanto concerne, invece, le misure attuabili per sostenere le imprese agricole danneggiate dalle avverse condizioni meteo di queste ultime settimane, abbiamo già suggerito al Governo regionale di Michele Emiliano e a quello nazionale le misure da attuare. Anche per spiegare questo agli agricoltori tarantini e per rendermi conto in prima persona della drammatica situazione – conclude L’Abbate (M5S) – nella mattina di venerdì 20 gennaio sarò nei territori di Castellaneta con diversi incontri organizzati dai locali Attivisti 5 Stelle”.
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martedì, gennaio 17, 2017

Loizzo e Cera al flash mob Coldiretti: "solidarietà al mondo agricolo"

BARI - In occasione del flash mob Coldiretti in via Capruzzi, il presidente del Consiglio regionale e il capogruppo dei Popolari, Napoleone Cera, hanno manifestato la solidarietà e l'attenzione dell'Assemblea per i problemi sollevati dall'organizzazione agricola (foto allegate). I danni arrecati dalla neve alle colture hanno aggravato una situazione negativa per l'agrumicoltura, aggiungendosi al crollo dei consumi e dei prezzi, in particolare nel tarantino. Coldiretti chiede misure urgenti.

"La Giunta regionale e l'Assessorato all'agricoltura stanno valutando in questi giorni non solo i danni, che sono purtroppo evidenti e drammatici – ha dichiarato il presidente Loizzo - ma insieme al governo nazionale e al Ministero stanno esaminando tutti i possibili interventi, tanto immediati che strutturali. Per parte nostra, la Conferenza dei capigruppo ha appena deciso che la prossima seduta del Consiglio regionale si aprirà con una relazione del governo regionale e un confronto in Aula sull'intensità dell'evento e sui danni. Verranno considerati anche gli effetti sul mondo agricolo nel suo complesso e illustrate le misure che la Regione sta mettendo in campo".
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sabato, gennaio 14, 2017

Grano, CIA Puglia: "Battaglia per il made in Italy e contro la disinformazione"

BARI - “La battaglia contro le importazioni indiscriminate di grano dall’estero è sacrosanta e va condotta sia sul piano culturale, aiutando i consumatori italiani a scegliere la qualità e la salubrità del grano italiano, sia dal punto di vista normativo e dei controlli”. E’ Cia Agricoltori Italiani di Puglia a tornare su una questione di centrale importanza per i produttori pugliesi. Stop alle importazioni selvagge, senza garanzie, senza certezze sulla qualità del grano che poi ci ritroviamo nel pane, nella pasta, nei nostri migliori prodotti.

“E’ una battaglia che va condotta in modo rigoroso, serio, non come fanno alcune pseudo associazioni sulla cui natura, e anche sui fini reali che li caratterizzano, ci sono le stesse incertezze che gravano sulla qualità del grano proveniente dall’estero”.

Negli ultimi mesi, purtroppo, Cia Agricoltori Italiani di Puglia sta rilevando che, su una questione così complessa e delicata, si va facendo strada una disinformazione controproducente. Si parla di controlli deficitari, attribuendo la titolarità del controllo e delle analisi sui carichi delle navi a organismi – come le dogane (che effettuano un controllo di altro tipo, di certo non quello inerente le analisi) o le Capitanerie di Porto – ai quali non compete affatto l’onere e la responsabilità di analizzare la qualità e salubrità degli alimenti. In alcuni ultimi articoli pubblicati su certi blog, organi ufficiali di (dis)informazione appartenenti alle pseudo associazioni di cui sopra, ci si improvvisa esperti di politica internazionale e di regolamenti europei sul controllo degli alimenti dimostrando di essere completamente all’oscuro dei meccanismi e delle normative che regolano la materia in questione. Dietro questo tipo di falsa informazione, per lo più agitata strumentalmente per fini che nulla hanno a che fare con il bene dell’agricoltura italiana e i più che sacrosanti interessi dei produttori del settore agroalimentare, sembra profilarsi lo spettro della “politica politicante”, tutta proiettata all’acquisizione di consensi del tutto slegati alla reale soluzione dei problemi. Una falsa informazione caratterizzata dalla gara a chi urla di più, a chi la spara più grossa per attirare attenzione e consensi sulla pelle e sulla rabbia di tanti agricoltori. L’ultimo e goffo tentativo di attirare l’attenzione riguarda il DON, il deossinivalenolo, una micotossina che può essere presente nei cereali. A chi tenta di mettersi sotto i riflettori strumentalmente, per accaparrare consensi che saranno spesi in chissà quale campagna elettorale, non interessa che le sue false informazioni danneggino la battaglia per promuovere la qualità e la salubrità dell’agricoltura 100% italiana.

“A CIA Agricoltori di Puglia, invece, interessa solo questo: sappiamo produrre bene e meglio degli altri, con una qualità e una salubrità che non hanno eguali nel mondo, certificando processi di produzione e provenienza di ciò che produciamo. La battaglia per il grano, il pomodoro, gli ortaggi, la frutta, le olive, l’olio e le carni italiane va condotta con serietà e rigore, avanzando proposte serie nelle giuste sedi, chiedendo il rispetto delle regole, pretendendo un adeguato livello di controllo che riesca, in Europa e in tutto il resto del mercato globale, a eguagliare i livelli di controllo cui sono giustamente sottoposti i prodotti del made in Italy. Tutto il resto sono, purtroppo, chiacchiere di avventurieri, opportunisti e mistificatori che urlano per farsi notare”.
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martedì, gennaio 10, 2017

Bestiame sotto la neve, CIA Puglia: "Urgente smaltimento delle carcasse"

BARI - “Al fine di consentire lo smaltimento delle carcasse dei capi di bestiame deceduti a causa del gelo, e di operare nel più breve tempo possibile per evitare rischi igienico-sanitari”, Cia Puglia ha chiesto alla Regione Puglia “di valutare la possibilità di far effettuare lo smaltimento delle carcasse con l’impiego delle procedure a disposizione dell’Autorità Locale di Protezione Civile nonché dell’Autorità Sanitaria Locale. Sarebbe anche un modo di alleviare i tanti disagi e i danni sopportati dagli allevatori pugliesi”. La proposta, attraverso una lettera ufficiale, è stata sottoposta all’attenzione del presidente della Regione Michele Emiliano, dell’assessore regionale alla Protezione Civile Antonio Nunziante e del dirigente della Sezione Protezione Civile della Regione Puglia Lucia Di Lauro.

“In questo modo”, ha spiegato Carrabba, “si eviterebbe agli allevatori pugliesi, già messi in ginocchio dall’emergenza gelo, di sobbarcarsi gli esorbitanti costi previsti per lo smaltimento delle carcasse”. Sono moltissimi gli animali che, a causa del gelo, sono morti negli allevamenti pugliesi, nelle aziende zootecniche operanti nelle zone più colpite dall’emergenza neve di questi giorni. Nella Murgia barese sono decine le aziende zootecniche rimaste senza energia elettrica. L'Enel dopo diverse ore di interruzione del servizio ha ripristinato l'erogazione dell'energia, anche grazie alla collaborazione delle stesse aziende che con i trattori hanno accompagnato i tecnici nei pressi delle centrali elettriche. Il gelo ha ghiacciato le condutture dell'acquedotto rurale provocando danni  di approvvigionamento idrico. Intere aree rurali son rimaste completamente isolate. Per quelle aziende della zootecnia pugliese, i danni patiti sono pesantissimi.

“Servono iniziative e proposte concrete per aiutare chi, una volta superata la fase emergenziale, dovrà ricominciare daccapo, riavviare l’attività e superare l’ennesimo duro colpo assestato al lavoro e all’impegno di una vita”. Intanto Cia Puglia continua a raccogliere segnalazioni, foto e video per documentare i danni dell’emergenza e tenere viva l’attenzione sulle conseguenze subite dall’agricoltura. Sulla pagina facebook dell’organizzazione continuano ad arrivare e ad essere pubblicati centinaia di richieste d’aiuto, commenti, scatti fotografici e video che testimoniano le dimensioni e la gravità dell’emergenza.
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lunedì, gennaio 09, 2017

Emergenza neve nelle campagne: CIA Puglia chiede lo stato di calamità

BARI – Vigneti abbattuti dalla neve, ortaggi e agrumi distrutti dalle gelate, masserie isolate, al buio e senza acqua per giorni: nelle campagne di tutta la Puglia è emergenza. "Chiediamo lo stato di calamità - annuncia il Presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba - Questa eccezionale ondata di maltempo ha colpito l'intera regione, mettendo in ginocchio tutto il mondo agricolo. Ci sono agricoltori e allevatori stremati, in un momento già difficile per il settore".

I tecnici della CIA-Agricoltori Italiani in tutta la regione sono impegnati nei sopralluoghi per una puntuale valutazione dei danni. È prematuro fare una stima, se non approssimativa, perché i danni non riguardano una sola coltura o un solo comparto, ma l'intera agricoltura. Le temperature rigide, nonostante le nevicate non siano durate a lungo, non hanno consentito lo scioglimento della coltre di ghiaccio, imprigionando soprattutto le colture orticole. Nelle campagne le criticità non riguardano solo le coltivazioni: sono tanti gli agricoltori, soprattutto nelle zone rurali più impervie, che stanno vivendo un dramma per la mancanza di corrente e acqua, il freddo popolare, i disagi e l'impossibilità di raggiungere con i mezzi le masserie per il ritiro del latte o la consegna dei mangimi.

"Nonostante le difficoltà e i loro stessi problemi, tanti nostri soci si stanno prodigando per aiutare la Protezione Civile a fronteggiare questa emergenza con trattori, pale e altri mezzi meccanici - racconta il direttore regionale CIA Puglia Danilo Lolatte - esprimendo la solidarietà che è propria di un mondo genuino, fatto di semplici gesti. E ai volontari della Protezione Civile va il nostro ringraziamento per l'enorme lavoro svolto in questi giorni difficili".

La scelta di chiudere le scuole in numerosi comuni si è rivelata provvidenziale anche per i tanti figli di agricoltori impossibilitati a raggiungere le città. Nessuna provincia è stata risparmiata dal maltempo.

TARANTO | Diverse centinaia di ettari di vigneti sono state abbattute dalla neve. Le reti e le strutture, in alcuni casi decennali, non hanno retto al peso della coltre bianca e dopo le abbondanti precipitazioni nevose hanno ceduto, schiacciando le vigne. In particolare, a Castellaneta, praticamente in pianura, sono finite al suolo intere coltivazioni di uva da tavola Italia e della varietà Red Globe. In un'azienda in Contrada Gaudella, a Castellaneta Marina, trenta ettari di vigneto sono stati letteralmente rasi al suolo. La raccolta degli agrumi e degli ortaggi è ormai compromessa dalle gelate. Le temperature in picchiata non hanno danneggiato solo i frutti ma anche le piante. Un manto bianco ha avvolto i frutteti distruggendoli. Il maltempo non ha risparmiato nemmeno le serre: i tendono non hanno protetto le fragole dalla neve e dal ghiaccio. Per tre giorni molte aziende zootecniche sono rimaste senza luce e senza acqua, lamentando lentezza nei soccorsi. I danni alle strutture sono ingenti. Diverse strade rurali risultano tuttora impercorribili, specie nel versante occidentale della provincia di Taranto, dove il Prefetto ha decretato la chiusura di alcune arterie. I comuni più colpiti: Castellaneta, Ginosa (comprese le località di Ginosa Marina e Castellaneta Marina), Laterza, Mottola, Martina Franca, Crispiano, e in misura inferiore Palagianello, Palagiano e Massafra. È risultata preziosa la collaborazione delle associazioni di volontariato, in particolare dell'associazione ERA Castellaneta, che ha provveduto al trasporto di agricoltori bisognosi delle cure mediche.

BARI | Ad ormai quattro giorni dall'ondata di freddo glaciale che ha colpito l'intera provincia di Bari la situazione continua ad essere grave. Decine di aziende floricole sono rimaste senza energia elettrica. L'Enel ha ripristinato il servizio dopo oltre 12 ore di interruzione. I danni effettivi si potranno stimare nei prossimi giorni. Sulla Murgia barese sono decine le aziende zootecniche che sono rimaste senza energia elettrica. L'Enel dopo diverse ore di interruzione del servizio ha ripristinato l'erogazione dell'energia, anche grazie alla collaborazione delle stesse aziende che con i trattori hanno accompagnato i tecnici nei pressi delle centrali elettriche. Il gelo ha ghiacciato le condutture dell'acquedotto rurale provocando danni  di approvvigionamento idrico. Intere aree rurali son rimaste completamente isolate. Problemi anche per la viabilità provinciale, in particolare lungo la SS96 che collega Bari a Matera. Le condutture rotte necessitano di interventi, i cui costi aggraveranno le condizioni di difficoltà economiche delle aziende. A ciò si aggiunge il rischio di morte degli animali a causa del gelo, insieme alla situazione di isolamento in cui versano tutte le aziende agricole e zootecniche. Una situazione che rende pressoché impossibile anche l'approvvigionamento degli sfarinati per l'alimentazione dei capi di bestiame e la raccolta del latte. I problemi nelle serre floricole sono aggravati dalla mancata assegnazione del carburante per le note disfunzioni del sistema Umaweb da parte degli uffici regionali utile per il riscaldamento delle serre. I danni maggiori alle colture si registrano per gli ortaggi. Il patrimonio zootecnico è rappresentato da circa 2000 aziende che presidiano il territorio e lo preservano dal degrado. Le aziende florovivaistiche sono circa 700, di cui circa il 40% in provincia di Bari.

LECCE | La vera e propria bufera di neve che si è abbattuta nei giorni scorsi su Lecce e provincia ha danneggiato soprattutto gli ortaggi. Tanta neve in Salento non si vedeva da trent'anni. A parte il colpo d'occhio eccezionale, anche nei campi, gli agricoltori hanno vissuto disagi e ore di isolamento. Anche le produzioni in serra e i vivai hanno subito ingenti danni e il freddo ha inevitabilmente aggravato i costi per i riscaldamenti.

BAT | La provincia di Barletta-Andria-Trani è stata in parte risparmiata dall'ondata artica. Si registrano danni per le colture di ortaggi a pieno campo, mentre per gli agrumi e le serre sono ancora da verificare. Vigneti, oliveti, frutteti e seminativi sono stati colpiti soprattutto dalle gelate.

FOGGIA | Monti Dauni e Gargano hanno vissuto le situazioni più critiche. In sofferenza le aziende zootecniche, sopratutto nelle zone rurali rimaste isolate per ore. Nelle aree dove si sono registrate le maggiori criticità per la viabilità gli allevatori si sono trovati nell'impossibilità di raggiungere le proprie aziende, in difficoltà per l'approvvigionamento dei mangimi. La CIA provinciale ha chiesto alle autorità competenti di provvedere con urgenza a liberare definitivamente le strade e renderle percorribili. Alla quantificazione dei danni immediati, bisogna aggiungere quelli che si verificheranno in seguito, sia sugli ortaggi che su frutteti, oliveti e vigneti, con le piante compromesse dal freddo. Particolarmente colpite colture e allevamenti a Casalvecchio di Puglia e in agro di Monte Sant'Angelo e Manfredonia. A compromettere i raccolti, insieme al gelo, nei campi del foggiano, sono state soprattutto le forti raffiche di vento. Interi campi di finocchi sono ridotti al macero.

BRINDISI | L'intera provincia di Brindisi è finita nella morsa del gelo, nonostante le precipitazioni nevose non abbiano interessato tutti i comuni. Si registrano ingenti danni alle colture orticole e ai carciofeti. Migliaia di ettari di ortaggi sono andati completamente distrutti. Ingenti i danni alle strutture aziendali e alle serre. Colpite anche le colture arboree e gli ulivi, con molti ulivi secolari spezzati dalla neve. In difficoltà alcune aziende zootecniche per le condutture di acqua per le stalle e gli animali ghiacciate. I comuni più colpiti: Fasano, Brindisi, Cisternino, Ostuni, Mesagne, Latiano, Carovigno, Francavilla Fontana, San Pietro Vernotico, Cellino San Marco, San Donaci, San Pancrazio Salentino, Torre Santa Susanna.
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martedì, gennaio 03, 2017

"2017 anno decisivo per l’agricoltura pugliese"

BARI - “Per il 2017, abbiamo già programmato una intensificazione quantitativa e qualitativa della nostra azione in tutti i rami del comparto, dalla zootecnia all’olivicoltura, dal biologico alla cerealicoltura e viticoltura, con progetti e azioni che riguardano tutte le filiere, dall’ortofrutta alla valorizzazione e al recupero delle antiche cultivar che fanno della Puglia una delle miniere mondiali della biodiversità”, ha annunciato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. Nel 2017, proseguirà il lavoro svolto dall’organizzazione per collaborare con gli istituti di ricerca dei vari settori per elaborare progetti e proposte da sottoporre ai tavoli tecnici su sviluppo e innovazione.

"Il 2016 è stato uno degli anni più difficili per l’agricoltura. Il batterio Xylella avanza e mette a serio rischio gli uliveti anche in territorio barese. Negativa anche la campagna dell’olio, con la produzione ridotta al minimo. Caldo e gelate fuori stagione, assieme a grandine e alluvioni, hanno colpito duramente le colture arrecando danni per milioni di euro, dai prodotti orticoli alla frutta, incidendo pesantemente sulla campagna vitivinicola. I cambiamenti climatici hanno avuto conseguenze drammatiche per le aziende agricole. CIA Puglia ha proposto un radicale cambiamento del sistema che regola assicurazioni e risarcimenti. Gravissima anche la questione dei furti nelle campagne. Nel 2016, gli agricoltori hanno affrontato il verificarsi di più variabili negative: al crollo dei prezzi, si sono aggiunti i disastri climatici, la violenza di vecchi e nuovi batteri, gli squilibri del mercato, l’escalation delle agromafie con contraffazioni e truffe. Su ognuna delle questioni elencate, CIA Agricoltori Italiani della Puglia ha incentrato la propria lotta a sostegno del comparto primario. L’organizzazione presieduta a livello regionale da Raffaele Carrabba ha lottato al fianco dei produttori sul versante dei prezzi, pungolando e stimolando l’azione del governo nazionale e di quello regionale per sostenere la cerealicoltura, le eccellenze produttive del grano, le nuove leggi e i piani nazionali a sostegno del comparto olivicolo e di quello vitivinicolo. Battaglie che, nel 2017, continueranno con ancora più forza e determinazione. Alle tante problematiche che hanno investito il comparto primario, CIA Puglia ha risposto mettendo in campo un impegno straordinario dal punto di vista sindacale, informativo e progettuale. In questa ottica vanno lette la nascita di ANABIO PUGLIA, declinazione regionale dell’Associazione Nazionale dell’Agricoltura Biologica, e il primo contratto di rete nella storia dell’olivicoltura pugliese. Un’intesa, quest’ultima, nata grazie al Consorzio Nazionale degli Olivicoltori e della Cia Puglia. L’accordo mette insieme l’APO Foggia, Oliveti Terra di Bari, l’Organizzazione Produttori Olivicoli di Foggia e l’APOL LECCE: 52mila olivicoltori di tutta la Puglia. La CIA ha confermato il proprio impegno con l’apertura di nuove sedi, il potenziamento della propria azione, il rafforzamento dei servizi messi a disposizione di agricoltori e semplici cittadini. L’organizzazione, nel 2016, ha valorizzato le eccellenze produttive dei suoi associati partecipando a fiere nazionali e internazionali, sostenendo il rilancio della Fiera dell’Agricoltura di Foggia e della Fiera del Levante a Bari. Intensa, incisiva e innovativa è stata l’azione di Donne in Campo CIA, con le imprenditrici agricole promotrici di numerose iniziative in tutta la regione. L’ANP, Associazione Nazionale Pensionati della Cia, nel 2016 ha portato avanti, con coerenza e determinazione, la battaglia sulle pensioni minime e sul diritto effettivo a una sanità migliore, organizzando iniziative, assemblee, incontri e petizioni per sollecitare le istituzioni. Di grande rilievo anche l’impegno messo in campo da Turismo Verde, organizzazione della CIA che sviluppa azioni in favore dello sviluppo del settore agrituristico. “Stiamo facendo un lavoro importante di formazione e informazione in favore degli agricoltori che vogliono utilizzare i finanziamenti del PSR Puglia 2014-2020. Il 2017 è un anno decisivo: noi siamo pronti”, ha concluso Carrabba.
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giovedì, novembre 24, 2016

Consiglio, approvato a maggioranza ddl gestione Xylella fastidiosa

BARI - La IV commissione consiliare presieduta da Donato Pentassuglia ha approvato a maggioranza, con l’astensione del Movimento 5 stelle, di CoR e Forza Italia, il disegno di legge per la gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa. Alla seduta è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano che ha riassunto il senso del provvedimento: “La legge rappresenta dal punto di vista normativo e politico l’abbandono della situazione di emergenza e affronta la gestione della fitopatia con mezzi ordinari. Partendo dal presupposto che il batterio si è ormai insediato nel nostro territorio e non può essere eradicato, dobbiamo provare a contenere da un lato la diffusione dell’infezione e dall’altro realizzare un luogo stabile di elaborazione di ricerche scientifiche, di strategie che consentano alle piante di resistere al batterio, restando produttive.

L’obiettivo è quello di gestire la situazione nel lungo periodo: da qui la necessità di modificare la missione della nuova Agenzia per l’innovazione in Agricoltura (Arxia) che si occuperà della gestione operativa della batteriosi da Xylella. Il percorso intrapreso serve a scongiurare sanzioni da parte dell’Unione europea sui vivai e prevede inoltre un piano di rilancio del sistema agricolo nelle zone più fortemente colpite”.

Il testo è composto da 11 articoli che sviluppano tre elementi essenziali: il primo riguarda l'approccio fitosanitario e in particolare le attività fondamentali riguardanti il monitoraggio del territorio, la prescrizione delle pratiche agricole per il controllo del vettore e per il rafforzamento della pianta e le misure di estirpazione delle piante infette localizzate in nuovi focolai. Inoltre si mettono a fuoco le iniziative utili a ripristinare l'equilibrio economico ed ambientale delle aree colpite e a tutelarne il paesaggio. Si prevede infine l’istituzione dell’Agenzia regionale che attuerà e coordinerà le iniziative per la gestione della batteriosi implementando le misure di monitoraggio, prevenzione, estirpazione e comunicazione.

La commissione ha esaminato gli emendamenti presentati dal consigliere regionale del M5S Cristian Casili: con l’impegno da parte degli uffici dell’assessorato a riesaminare alcuni aspetti riguardanti la tutela del patrimonio paesaggistico e il ripristino dell’equilibrio economico delle zone infette, sono stati cassati tre commi riguardanti la ricostituzione del patrimonio produttivo danneggiato, che verranno riproposti in Consiglio.

Il consigliere regionale Domenico Damascelli (CoR) ha motivato il voto di astensione sul provvedimento constatando che si tratta di un atto di “ordinaria amministrazione, che recepisce disposizioni comunitarie e nazionali. Manca un approccio di tipo scientifico, nei confronti di quella che resta una grave emergenza per il settore agricolo pugliese e siamo nettamente contrari alla costituzione di una ulteriore agenzia”. Dello stesso parere il consigliere pentastellato Cristian Casili che ha sottolineato la necessità che "la Puglia si doti di uno strumento in grado di intervenire in maniera più concreta per sostenere l’agricoltura, con riferimento particolare ai territori più colpiti dall’epidemia”.

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mercoledì, novembre 16, 2016

Nasce la rete degli Agriturismi Copagri 'le coccinelle'

BARI - Nasce in Puglia l’Associazione degli imprenditori agrituristici aderenti alla Copagri. “Le Coccinelle”, dal simbolo della confederazione dei produttori agricoli, raccoglie un centinaio di agriturismi dalla Capitanata al Salento. Il progetto è stato presentato nel corso di un convegno regionale svoltosi a Putignano presso l’azienda agrituristica “La Conea” al quale hanno partecipato numerosi operatori del settore ai quali i tecnici presenti hanno illustrato le opportunità offerte dai finanziamenti europei con i prossimi bandi in attesa di pubblicazione del Piano di Sviluppo Rurale.

I lavori sono stati introdotti e coordinati dal Presidente Regionale della Copagri Puglia che ha sottolineato l’importanza di alcune misure per favorire lo sviluppo delle imprese multifunzionali e la cooperazione intersettoriale nel turismo rurale: “si tratta – ha spiegato Battista – di una misura che porta reddito alle aziende agricole in quanto permette la diversificazione delle produzioni e delle attività: non solo attività agricola tradizionale, ma accoglienza-ospitalità (attività alberghiera), gastronomia e filiera corta con la commercializzazione diretta”.

La Puglia è la regione pilota per la Copagri che ha colto l’occasione per lanciare la rete nazionale degli agriturismi con il simbolo della coccinella, come ha spiegato nel suo intervento la direttrice nazionale dell’organizzazione agricola. “Gli agriturismi negli ultimi anni – ha affermato Maria Cristina Solfizi – sono stati un modello vincente per avvicinare il consumatore, far riscoprire e valorizzare una rete rurale spesso abbandonata ed emarginata e attraverso la frequentazione degli agriturismi si ha la possibilità di una maggiore conoscenza dei prodotti stagionali. Per questo – ha concluso la dirigente nazionale Copagri – noi chiediamo alle istituzioni aiuti concreti a questo settore con incentivi attraverso la defiscalizzazione e un maggiore sfruttamento delle risorse comunitarie”.

L’incontro è stato concluso dal senatore Dario Stefano che ha evidenziato l’importanza dell’iniziativa Copagri. “Significa cogliere in pieno il senso di una agricoltura moderna, che punta sulla multifunzionalità e che proprio in Puglia – ha sostenuto Stefano – ha dimostrato di saper tenere insieme la necessità di dare reddito agli agricoltori e incrementare l’offerta turistica. La Puglia – ha proseguito il parlamentare – vince turisticamente perché si colora di identità e l’offerta rurale rappresenta una peculiarità straordinaria e Copagri fa bene ad essere protagonista di questa aggregazione perché, come sempre, lo stare insieme aiuta a fare meglio”.
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mercoledì, novembre 02, 2016

Grano, CIA Puglia: "Contratto spot per soli 800 ettari"

BARI - "Quattromila tonnellate di grano sono il raccolto di un'azienda di circa 800 ettari e non rappresentano che lo 0,2% della superficie coltivata in Puglia, pari a 370mila ettari, principalmente nelle province di Foggia e Bari". Il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba commenta così la notizia dell'accordo che prevede l'acquisto da parte del gruppo alimentare pugliese Divella di 4mila tonnellate di grano a 28 euro al quintale dalla provincia di Foggia (con un'ulteriore premialità per un contenuto proteico maggiore del 14,5%). “Non si generino facili entusiasmi nei cerealicoltori pugliesi”, chiosa Carrabba.

Se si considera che la resa media in Puglia è di 4,5 tonnellate per ettaro, senza considerare la media di quest'anno caratterizzata da rese superiori, si arriva alla stima di circa 800 ettari interessati dall'accordo.

"Apprezziamo il segnale, ma i numeri non sono certo gratificanti poiché parliamo di piccoli volumi, che sicuramente non risolvono i problemi del comparto cerealicolo - continua Raffaele Carrabba - È un contratto in linea con le esigenze di un'azienda che vuole acquistare grano proteico, ma non possiamo affermare sia un accordo commerciale in grado di dare ossigeno alla cerealicoltura pugliese".

Il prezzo fissato a 5,00 – 6,00 euro in più rispetto alla quotazione, tenuto conto del contenuto proteico, non differisce molto da quello già stabilito in passato per alcune trattative dirette produttore-pastificio quando le quotazioni erano decisamente inferiori.

"Considerate le semine imminenti, è fondamentale stabilire quanto prima il numero di ettari su cui si vuole investire per garantire un reddito dignitoso ai produttori - aggiunge il direttore regionale CIA Puglia Danilo Lolatte - Così come è importante definire la scelta varietale, fattore alla base dell'eventuale costituzione di una filiera. Sono gli elementi essenziali da cui partire, altrimenti gli accordi saranno soltanto spot. Sulla scorta delle ultime dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina auspichiamo - conclude Lolatte - che ci sia la più ampia condivisione e collegialità nella concertazione per definire accordi che possano davvero assicurare un'equa remunerazione del lavoro agricolo".

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mercoledì, ottobre 26, 2016

Agricoltura, M5S: "va in scena il 'funerale del grano' mentre si attende l'approvazione del decreto Cun"

BARI - In un anno, il prezzo del grano duro è crollato da 315 a 160 euro. Il deputato L’Abbate (M5S) chiede al ministro Martina di dare finalmente attuazione alle Commissioni Uniche Nazionali

È andato in scena in provincia di Siena il “funerale del grano”, una protesta con cui gli agricoltori hanno voluto manifestare a difesa di uno dei simboli del tanto decantato made in Italy. Un corteo funebre che giunge dopo l’ennesimo periodo travagliato per il comparto cerealicolo nazionale, con un crollo verticale del prezzo del grano duro solo lo scorso luglio da 315 a 160 euro a tonnellata rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“Non possiamo che sollecitare nuovamente il Governo a rendere operative al più presto le misure da noi proposte e fatte approvare dal Parlamento a luglio 2015 – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Lo strumento delle Commissioni Uniche Nazionali (Cun) ha avuto da poco, infatti, anche l’approvazione del Consiglio di Stato e se il ministro Martina riuscisse a realizzarle nel più breve tempo possibile (quantomeno per la filiera del grano duro) si aprirebbe finalmente la possibilità ad una trattativa più equa e trasparente sul prezzo delle materie prime tra produttori agricoli e industria della trasformazione. È trascorso più di un anno, purtroppo, dal mio emendamento che ha reso legge le Cun ma il loro iter di approvazione procede troppo a rilento – prosegue L’Abbate (M5S) – rispetto ad una crisi dei prezzi che sta mettendo in ginocchio tutta la filiera del grano made in Italy, che include eccellenze simbolo come la pasta italiana. La bozza del decreto sul grano andrebbe ulteriormente migliorata visto che non favorisce adeguatamente l’aggregazione, non coinvolge i molini, i pastai e la grande distribuzione, che oggi usa la pasta come prodotto civetta. Potrebbe essere integrata con gli interventi contenuti in altri provvedimenti presentati dal Movimento 5 Stelle – conclude il deputato 5 Stelle – come ad esempio la risoluzione  sul Piano Cerealicolo Nazionale che dà delle indicazioni fondamentali per tutelare le produzioni di qualità grazie anche alla differenziazione dei grani attraverso lo stoccaggio e all’uso dei legumi nella rotazione delle coltivazioni per aumentare la qualità dei terreni”.
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mercoledì, ottobre 12, 2016

Cia Puglia, "migliaia di produttori biologici onesti nella nostra regione"

BARI - Il servizio andato in onda su Rai 3, nell'ambito della trasmissione Report sulle produzioni biologiche e sulle relative certificazioni rilasciate dagli organismi preposti, ha messo in risalto solo un aspetto (sicuramente censurabile sulla base di quanto raccontato da Bernardo Iovene) del comparto biologico. Un comparto che non comprende solo grandi aziende che trasformano, commercializzano e vendono i prodotti biologici certificati, ma che interessa anche migliaia di produttori agricoli onesti che rispettano i protocolli, che producono prodotti bio che stanno riscontrando sempre più il parere favorevole di centinaia di migliaia di consumatori e che ovviamente prendono le distanze da quanto denunciato da "Report".

In Puglia le aziende che operano nel biologico sono 6599 e riguardano principalmente i seguenti settori: olivicolo, ortofrutticolo, cerealicolo.

Anche in Puglia il comparto del biologico sta registrando importanti performance e sta permettendo a migliaia di agricoltori di fare reddito, in un momento in cui per le aziende agricole convenzionali è davvero difficile andare avanti a causa di una crisi economica senza precedenti dovuta principalmente al crollo dei prezzi sui campi e agli elevati costi di produzione. Nell’ultimo rapporto ISMEA per il Ministero delle Politiche Agricole, relativo al 2015, si registra una crescita complessiva del 20% per il comparto biologico. I prodotti più richiesti sono proprio quelli in cui la Puglia è un’eccellenza: derivati dei cereali, frutta e ortaggi freschi e trasformati, lattiero-caserari. La Puglia, con 6.599 operatori biologici, occupa la terza posizione in Italia dopo la Sicilia (9.660) e la Calabria (8.787). In queste tre regioni del Sud si concentra oltre il 45% degli operatori italiani. In Puglia, le coltivazioni biologiche si sviluppano su 176.998 ettari.

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martedì, settembre 27, 2016

Grano, l'Università di Bari in audizione alla Camera

BARI - Continua il lavoro della Commissione Agricoltura di Montecitorio per il comparto cerealicolo, mentre il M5S punta anche sulla differenziazione qualitativa dei grani e sui residui chimici, oltre che su Cun, Piano proteico e organizzazione della filiera

Mentre si assiste a timidi segnali di ripresa nelle contrattazioni, il dibattito sulle misure da attuare per risollevare le sorti future del comparto cerealicolo nazionale alla Camera dei Deputati prosegue. Oggi, martedì 27 settembre, con l’audizione di Giuseppe De Mastro, professore associato in Coltivazioni erbacee presso la Facoltà di Agraria di Bari, il quale ha sottolineato le tre criticità del comparto: aspetto quantitativo tra importazioni e capacità produttiva nazionale, qualitativo in riferimento ai livelli proteici dei grani nazionali e l’innovazione organizzativa, tra accordi di filiera e contratti di coltivazione che finalmente iniziano a diffondersi. Ma la caratteristica più preoccupante dell’ultimo periodo, secondo il docente dell’Università di Bari, è l’abbandono di queste colture (anche in vista dell’imminente semina) a causa dell’instabilità del mercato e dei costi che superano troppo spesso i ricavi. “Per questo – ha proposto De Mastro – sarebbe opportuno prendere spunto dall’esempio virtuoso della Francia che intende raddoppiare la superficie coltivabile a frumento per soddisfare l’industria pastaia d’Oltralpe. Serve impostare a livello nazionale un studio di zonizzazione della vocazionalità alle coltivazioni cerealicole come abbiamo già realizzato in Puglia dove si potrebbero aumentare gli ettari da 350 a 400 mila, raggiungendo potenzialmente il 60% della superficie agricola pugliese”.

Intanto, proprio a seguito delle diverse audizioni tenutesi in Commissione Agricoltura alla Camera, il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo 5 Stelle, ha implementato la propria risoluzione inserendo nuovi impegni per il ministro Maurizio Martina. Viene chiesto così di “destinare specifiche risorse finalizzate alla realizzazione o al miglioramento di impianti di stoccaggio; a predisporre adeguati interventi per garantire lo stoccaggio differenziato di grano duro nonché una griglia di valutazione volta a definire le classi di qualità anche sulla base delle caratteristiche chimiche e microbiologiche intese come contenuto di micotossine, residui di erbicidi quali il glifosato, pesticidi, metalli pesanti e radioattività”. E poi di “realizzare un adeguato monitoraggio fitosanitario anche attraverso il campionamento organizzato nelle aree cerealicole”. Ciò oltre a “rivedere il meccanismo di formazione del prezzo, sostituendo l’anacronistico sistema delle Borse merci con le Commissioni Uniche Nazionali in grado di garantire maggiore trasparenza ed equità nei rapporti di forza tra produttori e industriali; a sostenere l’aggregazione dei produttori agricoli e ad applicare il Piano proteico nazionale basato sulla rotazione delle colture di grano con le leguminose così da potenziare la quantità e la qualità del grano italiano”. Il voto finale sulle risoluzioni in discussione è previsto entro fine mese.
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giovedì, settembre 15, 2016

Puglia, "2500 terreni in mano a mala"

BARI - Più controlli per assicurare maggiore sicurezza agli agricoltori e agli operai. E' la richiesta avanzata da Coldiretti Puglia oggi alla Fiera del Levante l'indagine sulla "sicurezza per il lavoro nelle campagne".

Secondo i dati dell'Osservatorio sulla criminalità dell'agricoltura e sul sistema agroalimentare promosso dalla Confederazione e presieduto da Gian Carlo Caselli, l'intero comparto è caratterizzato da fenomeni criminali legati a furti, estorsioni e alla contraffazione di prodotti alimentari ed agricoli e dei relativi marchi garantiti, ma anche dal fenomeno del caporalato.
   
Dei 26200 terreni in Italia nelle mani di soggetti condannati in via definitiva per reati che riguardano, tra l'altro, l'associazione per delinquere di stampo mafioso e la contraffazione, in Puglia - emerge dall'indagine - ben 2.489 (il 9,5%) sono in mano alla mafia.
   
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venerdì, agosto 12, 2016

Consorzi di Bonifica, Cia Puglia: “Bene la sospensione delle cartelle”

BARI - “Era dall’inizio del 2015 che chiedevamo l’annullamento o, in alternativa, almeno la sospensione degli avvisi di pagamento inoltrati dai Consorzi di Bonifica alle aziende agricole, siamo soddisfatti dunque della decisione di sospendere le cartelle, è un passo importante e doveroso”. Così Danilo Lolatte, direttore regionale di CIA Agricoltori Italiani Puglia, commenta l’intesa annunciata a Bari dall’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia, durante l’incontro con i sindaci convocato per discutere del futuro dei Consorzi di Bonifica. La sospensione riguarda le cartelle relative al 2014, mentre sarà bloccata l’emissione delle cartelle del 2015 e non ci sarà iscrizione a ruolo della tassa riferita al 2016.

“In attesa che la Commissione Tributaria si pronunci sui ricorsi contro le ingiunzioni di pagamento, credo che la posizione espressa da Leonardo Di Gioia sia assolutamente corretta e giunga a fare chiarezza in un momento molto difficile per gli agricoltori pugliesi”, ha aggiunto Lolatte.
La scorsa primavera, dopo l’approvazione dello stanziamento di 2 milioni di euro da parte del Consiglio regionale per avviare la stagione irrigua, la Cia-Agricoltori Italiani della Puglia era tornata a chiedere che si facesse chiarezza su una questione da troppo tempo in sospeso. Anche allora, la Cia e le altre organizzazioni del coordinamento Agrinsieme ribadirono con forza che non sarebbe stato giusto né equo far anticipare agli agricoltori i costi dell’acqua. “Costi che – dichiarò lo scorso aprile proprio Agrinsieme Puglia – incidono pesantemente sulle voci di spesa che sopportano le nostre aziende agricole e che quindi influiscono in maniera determinante sulla competitività delle stesse. L'anticipazione richiesta avrebbe determinato un aggravio finanziario insostenibile per gli agricoltori”.

Una posizione ribadita anche ultimamente dal presidente regionale della Cia-Agricoltori Italiani della Puglia, Raffaele Carrabba, nel corso della riunione tenutasi lo scorso 29 luglio con i Consorzi di Bonifica.

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giovedì, agosto 11, 2016

Caporalato, Regione Puglia sottoscrive accordo a Foggia

FOGGIA - Oggi presso la Prefettura di Foggia è stato sottoscritto un Accordo per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo e prevenire così forme illegali di intermediazione di manodopera.

"Con questo accordo - commenta Stefano Fumarulo, dirigente della sezione politiche per le migrazioni della Presidenza della Regione Puglia - si fa un ulteriore passo concreto nell'applicazione del Protocollo sperimentale contro il caporalato firmato il 27 maggio scorso. In Puglia le Istituzioni, le parti sociali e le associazioni stanno lavorando senza sosta. Un problema trentennale non si può risolvere in pochi mesi, ma i gesti che si stanno realizzando sono concreti".

 La dirigente della sezione lavoro della Regione Puglia, Luisa Anna Fiore, sottolinea come "questo Accordo mira a far impegnare le parti firmatarie ad una reale collaborazione affinché dalle parole si possa passare ai fatti mediante l'incrocio tra domanda ed offerta di lavoro. La Giunta Regionale la settimana scorsa ha approvato l'avvio di Sportelli Mobili Multifunzione che saranno gestiti dal settore politiche del lavoro delle Province di Foggia, Bari e Lecce e che renderanno le procedure più semplici a tutela proprio dei lavoratori".
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lunedì, agosto 08, 2016

Cia Puglia: “Calamità sempre più intense, urge attrezzarsi”

BARI - Pioggia e grandine hanno danneggiato 500 ettari di campi coltivati a pomodoro. La zona più colpita è quella tra Foggia e Manfredonia, tra le borgate di Mezzanoe, Tavernola, Tressanti e Cervaro. Per tre giorni la raccolta si è fermata, aggravando di fatto la crisi che già attanaglia il settore. Danni anche al 70% delle colture olivicole e dei mandorli: sono ingenti i danni provocati da pioggia e grandine che hanno colpito con violenza la provincia di Bari, in particolare le zone di Palo del Colle, Terlizzi, Grumo Appula, Toritto e Ruvo. In alcune aree dei comuni menzionati, sono andati distrutti o gravemente danneggiati quasi il 70% delle colture in fase di maturazione. Nei casi più gravi, i chicchi di ghiaccio hanno causato lesioni anche agli alberi, circostanza che creerà danni anche alle produzioni dei prossimi anni per l’insorgenza di fitopatie attraverso le ferite provocate dall’impatto del ghiaccio. E’ stata colpita dalle grandinate anche la zona di Acquaviva, Casamassima, Monopoli e Castellana. Nelle aree di Acquaviva e Casamassima, in diverse aziende agricole, anche le reti poste a protezione dei vigneti di uva da tavola sono state travolte dalla furia del vento e dal violento impatto della grandine. “I cambiamenti climatici e la violenza dei fenomeni atmosferici stanno avendo un impatto devastante sull’agricoltura pugliese”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA-Agricoltori Italiani della Puglia. “Ormai i casi si ripetono con una frequenza nettamente superiore a quella riscontrata soltanto qualche anno fa. Non si tratta più di eventi sporadici, ma di calamità caratterizzate da una periodicità sempre più stretta”. Negli ultimi mesi, CIA-Agricoltori Italiani, in Puglia e in tutta Italia, ha rimarcato in più di un’occasione, purtroppo, come per gli agricoltori sia aumentato in modo esponenziale il rischio d’impresa legato alla possibilità di perdere in parte o in tutto il raccolto, il lavoro e il reddito di intere stagioni. Ecco perché l’organizzazione presieduta a livello nazionale da Dino Scanavino torna a ribadire che, se i rischi aumentano, anche l’apparato normativo che regola assicurazioni e risarcimenti deve rispondere in modo più adeguato ai cambiamenti climatici in atto. Negli ultimi mesi, tutti i territori della Puglia sono stati colpiti da gelate, grandinate, alluvioni. Dal nord della regione, con i fenomeni che hanno investito soprattutto l’area dell’Appennino Dauno, fino all’estremità più a sud. Prima delle grandinate che hanno interessato il Barese e la Capitanata, il maltempo aveva già devastato coltivazioni e creato danni per centinaia di milioni di euro nelle zone di Lesina, a Turi e in tutto il Nord Barese, così come nel Salento e nell’area di Taranto. Quella che un tempo era l’eccezione, oggi è diventata la regola. Per questo, come ha più volte ribadito Dino Scanavino, presidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani, è sempre più necessario rafforzare e rendere tempestivi sia gli interventi in caso di crisi sia gli strumenti di gestione del rischio, come quelli assicurativi e mutualistici. E’ necessario che le istituzioni, a tutti i livelli, a cominciare da Unione Europea e governo italiano, affrontino strutturalmente la questione assumendo il punto di vista degli agricoltori, vale a dire di quegli operatori economici, sociali e culturali da cui passano gran parte delle possibilità di attuare e programmare azioni a difesa del territorio.
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giovedì, luglio 28, 2016

Crisi del grano la proposta del presidente Loizzo: un accordo tra produttori e pastai pugliesi


di Redazione - Un accordo di filiera tra i produttori pugliesi di grano duro e le aziende pugliesi della pasta per garantire i prezzi del grano, graduandoli per grado proteico, in modo da tutelare il reddito dei produttori e la qualità della produzione. È la strada da seguire per superare la crisi del grano locale, indicata dal presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo alla delegazione della Confederazione italiana agricoltori (CIA).

Nella giornata di mobilitazione nazionale di denuncia delle difficoltà delle aziende cerealicole, strette tra il crollo dei prezzi e l’incremento dell’import dall’estero, il presidente della CIA regionale Raffaele Carabba ha chiesto al presidente Consiglio regionale l’approvazione di un ordine del giorno consiliare di sostegno. Con Loizzo hanno partecipato all’incontro i vicepresidenti Giandiego Gatta e Peppino Longo e i capigruppo Paolo Pellegrino Sabino Zinni.
Il percorso possibile, ha insistito il presidente Loizzo, è provare ad incidere sulla tracciabilità della pasta prodotta con grano pugliese, nel quadro del processo di valorizzazione del Made in Puglia e del prestigioso brand regionale agroalimentare.
L’Assessorato all’agricoltura e il governo regionale potrebbero adoperarsi per attivare un tavolo di filiera tra produttori di grado duro e pastifici, per favorire “un accordo leale”. I produttori agricoli avrebbero l’opportunità di lavorare al meglio, con un disciplinare utile a migliorare la qualità e a vendere il grano prodotto in Puglia - una quantità non eccessiva che può essere tutta assorbita dai pastai regionali - con un prezzo minimo garantito a seconda del grado proteico del prodotto conferito. (fel)
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