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domenica, maggio 21, 2017

Puglia, allarme Coldiretti: "ciliegie a rischio"

BARI - Tra la giornata di ieri e quella di oggi violenti nubifragi si sono abbattuti in diverse località del Barese, con grandinate localizzate a Capurso e Putignano, dove si registrano i disagi più gravi e i maggiori danni nelle campagne.

Nelle prossime ore, secondo Coldiretti, solo quando sarà possibile entrare nelle campagne, si potrà procedere alla verifica dei danni, soprattutto sulle ciliegie, dopo i danni sulla qualità Bigarreaux a causa delle forti raffiche di vento della settimana scorsa.
 
"Disastrosi gli effetti sui campi della tropicalizzazione del clima - dichiara Gianni Cantele, Presidente di Coldiretti Puglia - che azzera in pochi attimi gli sforzi degli agricoltori che perdono produzione e subiscono l'aumento dei costi a causa delle necessarie risemine, ulteriori lavorazioni, acquisto di piantine e sementi. Di fronte al ripetersi di queste situazioni imprevedibili diventa sempre più strategico il ricorso all'assicurazione, quale strumento per la migliore gestione del rischio".

lunedì, maggio 15, 2017

Al via la Settimana della Biodiversità

BARI - Al via la Settimana dedicata alla biodiversità in Puglia, dal 18 al 26 maggio, tra mostre, convegni, presentazioni di libri, visite guidate ai campi e alle aziende, laboratori didattici e tanto altro per celebrare la ‘Giornata nazionale della Biodiversità’ (indetta dalla legge nazionale n. 194 del 2015 il giorno 20 maggio).

E’ stato presentato questa mattina alla stampa, dall’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, l’evento dedicato alla riscoperta delle antiche varietà coltivate, fondamento delle tradizioni alimentari e della storia rurale pugliese. Le iniziative della ‘Settimana della biodiversità’ sono organizzate dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, in occasione della ‘Giornata nazionale della Biodiversità’ (indetta dalla legge nazionale n. 194 del 2015), fissata il prossimo 20 maggio. Una otto-giorni per raccontare il lavoro svolto sino ad oggi dalla Regione e dai gruppi di lavoro dei progetti integrati che hanno recuperato, caratterizzato e conservato le risorse genetiche vegetali autoctone.

“La tutela e la valorizzazione della biodiversità è asset strategico per lo sviluppo rurale della nostra Regione – ha sottolineato l’assessore di Gioia - ed eventi celebrativi come quello che presentiamo sono pretesti importanti per raccontare quanto svolto fino ad oggi in termini di studio, ricerca e conservazione delle specie autoctone e di tutto quanto è stato messo in campo dalla politica regionale a favore della tutela e valorizzazione della nostra economia agricola. Il nuovo Programma di Sviluppo Rurale della Puglia per il periodo 2014-2020 riserva alla tutela della biodiversità importanti e nuove risorse finanziarie così da sostenere gli agricoltori che si impegnano a coltivare in modo sostenibile, tale da conservare le risorse naturali e il patrimonio rurale, a vantaggio dell’immenso potenziale agricolo pugliese e della nostra qualità di vita. La Regione Puglia - ha proseguito l’assessore - crede fortemente nel valore della propria diversità agricola, zootecnica, forestale e alimentare, come testimoniato dalla Legge regionale n. 39 del 2013 ‘Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, forestale e zootecnico’ che ha anticipato le scelte nazionali e che rappresenta oggi il quadro istituzionale in cui vanno ricondotte tutte le azioni a tutela della biodiversità di interesse agricolo. Tutelare e difendere la biodiversità vegetale - conclude Di Gioia - significa preservare il paesaggio rurale, conservare tradizioni e tramandare storie millenarie, per consegnare questo patrimonio alle future generazioni”.

Sono 632 le specie autoctone vegetali della Puglia e numerose sono le antiche varietà a rischio di estinzione, gelosamente custodite dai nostri agricoltori, che pensavamo perdute e che sono state ritrovate sui nostri territori grazie ad un’attenta opera di esplorazione.

Gli eventi in programma per la Settimana sono 32 in tutte le province pugliesi, organizzati in collaborazione con i cinque progetti finanziati con il Programma di sviluppo rurale 2007-2013, per un importo complessivo di 9 milioni di euro. Tante le iniziative: seminari, visite guidate ai campi di conservazione delle piante ‘biodiverse’ e alle aziende dei ‘coltivatori custodi’, laboratori didattici presso gli Istituti di ricerca, e ancora una mostra fotografica sulle varietà locali e sui prodotti, mostre pomologiche sui frutti antichi della Puglia, presentazione di libri sulla biodiversità locale, degustazioni e laboratori aperti al pubblico.

La sede dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia (lungomare Nazario Sauro, 45/47, Bari) ospiterà per tutta la durata dell’evento la mostra fotografica ‘Biopatriarchi, varietà locali di ortaggi, legumi, cereali, olivo, vite e frutti pugliesi dimenticati e ritrovati’. La Settimana vedrà anche il coinvolgimento degli studenti universitari del progetto ‘agraria e forestale’, che hanno lanciato un contest fotografico sulla biodiversità delle colture pugliesi.

 “Con la legge – ha specificato il dirigente della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari, Luigi Trotta - anche la Puglia potrà contribuire attivamente al pieno rispetto del Trattato FAO sulle risorse genetiche agricole, d’intesa con il Governo e con le altre Regioni e province autonome”, rimarcando che “la settimana in programma è l’occasione per raccogliere tutte le forze positive che hanno animato la biodiversità pugliese negli ultimi anni: i biopatriarchi, i ricercatori, i cittadini, gli studiosi, gli agricoltori e allevatori, gli studenti, tutti uniti in questi giorni per la grande festa che celebra la riscoperta della nostra identità e una nuova possibilità di sviluppo  dei territori rurali”.

Al termine della conferenza stampa l’Assessore di Gioia ha premiato 18 Biopatriarchi cui è stato riconosciuto il merito di aver conservato e protetto specie vegetali in via d’estinzione a tutela della biodiversità pugliese.

giovedì, maggio 11, 2017

Al via la Settimana della Biodiversità pugliese

BARI - In occasione della Giornata nazionale della Biodiversità, che sarà il prossimo 20 maggio, l’assessore alle Risorse Agroalimentari, Leonardo di Gioia, presenterà alla stampa la Settimana della biodiversità pugliese di interesse agricolo e alimentare, in programma dal 18 al 26 maggio 2017 in numerose località pugliesi.

La conferenza stampa si terrà lunedì 15 maggio alle ore 11.00, nella Sala Conferenze dell’Assessorato regionale all’Agricoltura (Lungomare Nazario Sauro, 45/47).

Tante le iniziative: seminari, visite guidate ai campi di conservazione delle piante ‘biodiverse’ e alle aziende dei ‘coltivatori custodi’, laboratori didattici presso gli Istituti di ricerca, mostra fotografica delle varietà locali e dei prodotti, mostre pomologiche, presentazione di libri sulla biodiversità locale.

 La Settimana è l’occasione per valorizzare e per promuovere le centinaia di varietà vegetali ritrovate sul nostro territorio e gelosamente custodite dai nostri agricoltori, e per favorirne le azioni a tutela delle stesse.

Gli eventi saranno occasione per comunicare risultati, attività e curiosità del prezioso lavoro svolto negli ultimi anni dalla Regione, sia direttamente che attraverso i Progetti integrati sulla Biodiversità a tutela delle antiche varietà di interesse agricolo a rischio di estinzione, delle nostre tradizioni alimentari e della storia rurale della Puglia.

Al termine della conferenza stampa l’assessore di Gioia premierà i Biopatriarchi per l’impegno e lavoro svolto nella tutela della biodiversità pugliese.

mercoledì, maggio 10, 2017

ESCLUSIVO. “Xylella, ecco come l’abbiamo sconfitta…”

di FRANCESCO GRECO. TERRA D’OTRANTO - Dire xylella fastidiosa è come dire leggende metropolitane. La neve dell’Epifania 2017 doveva ridimensionare il batterio, invece pare che lo abbia rafforzato. Altra leggenda: le cosiddette “buone pratiche”, la pulizia dei campi dalle erbacce infestanti. Irrilevante: ci sono distese di ulivi senza un solo filo d’erba, ma attaccate dal terribile batterio-killer.

Eppure, in questa tragedia biblica, tipo cavallette o lebbra, pare aprirsi un piccolo spiraglio di speranza per salvare una pianta secolare, trasfigurata nell’icona del Mediterraneo.

In Salento, da Lecce nord a Leuca, su circa 120 Ha, da oltre un anno, è in corso una sperimentazione informale, naturale, che sta dando buoni risultati (lo confermano soddisfatti alcuni olivicoltori di Alessano): risveglia e ripristina la vitalità e la produttività della pianta e ridimensiona l’azione devastante del batterio.

Ne parliamo con Roberto Polo, contadino.

DOMANDA: La vostra è una sperimentazione naturale: come funziona e in che modo agisce?
RISPOSTA: “E’ assolutamente una sperimentazione naturale. Funziona ripristinando la biodiversità microbica del suolo attraverso la somministrazione di specifici consorzi microbici, che vivendo in simbiosi con la pianta, provvedono a potenziare i nutrimenti e le difese attraverso meccanismi di induzione genomica. Per semplificare, come nell’uomo dopo una cura con antibiotici si ripristina la flora batterica con fermenti lattici, così noi provvediamo al ripristino della biodiversità simbiotica dell’albero e integriamo la sostanza organica”.

D. La pianta reagisce?
R. “Il ciclo di recupero consiste in una prima somministrazione di circa 5000 miliardi di spore ad albero, che si svilupperanno completamente in tre anni. Dopo il primo anno bisogna somministrare un decimo di 5000 miliardi di spore ad albero. Questo comporta che trascorsi circa 60 giorni i microorganismi cominciano man mano a riprodursi e collegarsi simbioticamente con le radici della pianta aiutandola a nutrirsi e ad assimilare tutte le sostanze necessarie. Inoltre gli endofiti dei consorzi microbici, andando in circolo nella pianta, provvedono ad attivare ledifese necessarie. L’albero reagisce rinforzando la vigoria vegetativa e talvolta ricacciando su branche secche nuovi germogli. Il processo di recupero non è immediato”.

D. E’ vero che si usa anche con gli ortaggi?
R. “Si può usare in qualsiasi coltura, in quanto il principio è uguale per tutte le piante. La differenza tra le frutticole e le orticole è che sulle seconde l’evidenza è immediata. L’importanza di questo approccio è che oltre ad aumentare le difese delle piante aumenta le proprietà organolettiche producendo cibi funzionali”.

D. Tutti possono fare questo trattamento?
R. “Tutti gli olivicoltori possono farlo per salvare gli ulivi, ma bisogna anche dare un reddito che garantisca una giusta remunerazione per poter assistere meglio le nostre campagne, quindi non più olio lampante ma alta qualità”.

D. Ci sono altre sperimentazioni diciamo così ufficiali in corso e che risultati stanno dando?
R. Come noi esistono circa 13 altre iniziative di sperimentazione approvate dalla Regione Puglia. Non posso conoscere i risultati delle in quanto la Regione non ha ancora provveduto a stanziare i finanziamenti approvati. Per questa ragione l’anno scorso abbiamo avviato una sperimentazione dal basso con circa 70 operatori agricoli e non, per una superficie di circa 120 Ha, che sta proseguendo e a Nociglia il 24 gennaio scorso abbiamo presentato i primi risultati”.

D. In futuro dovremo cambiare modo di coltivare, senza più chimica, come in passato e producendo olio di alta qualità?
R. “E’ abbastanza evidente il risultato della cosiddetta rivoluzione verde ed è necessario cambiare pagina in quanto i produttori agricoli hanno la responsabilità etica e morale di produrre alimenti che non danneggiano l’uomo. Oggi il cosiddetto benessere ha aumentato la disponibilità’ di cibo, ma di pari passo anche danneggiato fortemente la salute delle persone. E’ possibile fare agricoltura naturale e sostenibile”.

Pomodoro italiano: Cia, "contratto subito o sarà guerra della passata e dei pelati"

RIMINI - Pasta al burro e pizza bianca, il mercato detterà la dieta italiana del 2018. Perché i produttori di pomodoro sono sul piede di guerra ed è lontano l’accordo sul contratto che regola la sua commercializzazione. Distanti le parti, con una forbice di 30 euro per tonnellata, tra domanda e offerta. Un abisso che se non verrà colmato scatenerà una deregulation nel comparto, con tutti i rischi connessi. La Cia-Agricoltori Italiani dal Macfrut di Rimini (la principale fiera specializzata del settore) denuncia una situazione che si sta facendo esplosiva sui campi. Gli agricoltori -spiega l’organizzazione- si sono indebitati per impiantare le coltivazioni, e in assenza di un contratto non sanno se riusciranno a coprire i costi di produzione affrontati. A circa 2 mesi dall’avvio della raccolta del pomodoro, con le piante già a dimora -continua la Cia- tutte le aziende del centro sud del Paese non hanno alcun riferimento e si teme il caos nel comparto. Secondo quanto si apprende l’industria offrirebbe tra gli 82 e gli 87euro per tonnellata, cifra irricevibile dai produttori che non possono scendere sotto i 95 euro per la varietà tonda (quella destinata alla passata) a 105 euro per quella lunga (idonea alla trasformazione in pelati). Lo strumento del contratto -evidenzia la Cia- è l’elemento di garanzia, che va anche oltre gli aspetti commerciali, infatti le regole sono propedeutiche anche per tracciare la qualità del prodotto. Quindi, di quel pomodoro che finirà nelle scatole destinate alla vendita per i consumatori. Non vorremmo dover dare indicazioni ai consumatori di prediligere la pasta o la pizza senza il suo condimento “principe”, perché quest’anno i barattoli conterrebbero solo prodotto turco, tunisino o cinese. La situazione è calda, è in ballo la tenuta di un comparto che muove oltre 3 miliardi di fatturato annui, per una superfice coltivata che supera i 30 mila ettari. Aziende che generano 2,4 milioni di tonnellate di pomodoro, creando lavoro, tra fissi e stagionali, per circa 20 mila persone solo al Sud, dove si concentra più del 53 per cento della produzione totale. Per tali motivi, per l’importanza che questa produzione assume nell’equilibro del tessuto socio economico del meridione d’Italia, “la Cia-Agricoltori Italiani chiede un’assunzione di responsabilità delle parti, l’immediata riapertura delle trattative in un tavolo di confronto basato sulla trasparenza. Non sarebbe tollerabile -conclude la Cia- favorire comportamenti speculativi e lasciare gli agricoltori al loro destino fallimentare”.

martedì, maggio 02, 2017

Grano, "Distretto e innovazione per una nuova era dell'agricoltura pugliese"

FOGGIA - "La costituzione di un Distretto del grano potrebbe rappresentare una svolta per il settore cerealicolo e aprire una nuova era. Instaurare una collaborazione fattiva tra le associazioni di produttori, le organizzazioni agricole e la parte industriale consentirebbe di programmare mensilmente i quantitativi e stabilire un prezzo su base semestrale". Lo ha detto il presidente CIA Foggia Michele Ferrandino in apertura dei lavori del convegno "Tradizione e innovazione per l'agricoltura del futuro: il grano duro di Puglia", organizzato da CIA Puglia in collaborazione con il Crea, il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura, l'Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Foggia e l'Assessorato all'Agricoltura della Regione Puglia, nell'ambito della 68esima Fiera Internazionale dell'Agricoltura di Foggia. "Il momento è delicato. Con questo prezzo e a queste condizioni, alla vigilia della campagna, non si garantisce reddito agli agricoltori che piombano nello sconforto - ha proseguito il presidente Ferrandino - Non vorrei che questa coltura facesse la fine della barbabietola, perché la Capitanata resta il più grande granaio d'Italia: a livello nazionale, ma soprattutto europeo, la politica ha il dovere di intervenire. Non possiamo farci la guerra tra produttori e pastai. Piuttosto, dobbiamo attivare nuove forme di collaborazione: senza aggregazione non si va da nessuna parte".

CIA Puglia ha stretto una collaborazione con il Crea che studia soluzioni atte a migliorare la qualità dei grani. In occasione del convegno promosso da CIA Puglia, il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura di Foggia e le Colture industriali ha presentato il suo brevetto di seminatrice in grado di esercitare un controllo delle erbe infestanti. Il prototipo è stato messo a punto nell'istituto di Foggia e ora c'è già una forte richiesta anche da altre regioni come le Marche e il Lazio. "Il dispositivo nasce dall'idea di rivisitare la classica tecnica colturale dei cereali, del frumento duro in particolare, e soprattutto per incontrare l'esigenza delle aziende che producono grano biologico - ha spiegato Pasquale De Vita, ricercatore CREA - In questi sistemi cerealicoli di tipo biologico, infatti, non si possono utilizzare erbicidi per il controllo delle infestanti. Con questo metodo abbiamo modificato un po' il classico sistema di semina a righe, con file distanti mediamente 15/20 centimetri, abbiamo ridotto l'interfila fino a farla scomparire. In questo modo il frumento ha un vantaggio competitivo nei confronti delle infestanti".

Michele Carlo Lo Storto, agronomo esperto di ricerca agro-industriale, ha relazionato sulla qualità dei grani per l'ottenimento di pasta 100% Made in Italy e sui contratti di filiera. "I contratti di filiera possono essere uno strumento di protezione del prezzo, purché vengano rivisti e adattati all'andamento climatico. Il contenuto proteico deve tenere conto dell'annata, non si può essere rigidi nel contenuto minimo proteico. Bisogna considerare, inoltre, le eventuali impennate del prezzo - ha spiegato Lo Storto - Nel caso in cui superasse la quota stabilita, occorrerebbe riconoscere una premialità a chi ha aderito ai contratti di filiera". L'auspicata introduzione dell'obbligo dell'indicazione di origine del grano non basta, è necessario prevedere anche altri strumenti a tutela del settore e del consumatore. "Dobbiamo dotarci di un disciplinare di produzione, in modo che il frumento duro nazionale 100% italiano abbia le caratteristiche che servono all'industria molitoria. La scelta agronomica e agrotecnica è importante, così come la scelta varietale. Il Centro di Ricerca per la Cerealicoltura a breve finirà di mappare il Dna dei frumenti duri, e lo studio potrebbe consentire di verificare poi se davvero all'interno della pasta viene utilizzato solo grano italiano. L'etichetta non è un punto d'arrivo, è un punto di partenza, c'è ancora molto da lavorare".
Il fondatore di VàZapp' Giuseppe Savino ha raccontato l'esperienza di innovazione sociale dell'hub rurale. Nella prima giornata della Fiera, il Galà dei Contadini ha messo in relazione centinaia di ospiti e operatori del mondo agricolo. "Abbiamo messo al centro le persone. Vàzapp' non propone soluzioni ma cerca di creare contesti per farsi insieme delle domande. Una parola chiave è la disintermediazione, l'aggregazione. È un modo diverso di vedere le cose. Laddove le persone stanno insieme, ritrovano percorsi nuovi per andare avanti".

lunedì, maggio 01, 2017

Usa, start up lancia i nuovi agricoltori urbani: piante in ambienti chiusi e controllati

NEW YORK - Un'idea che forse non riuscirà a sfamare il mondo o a risolvere il problema della disoccupazione giovanile, ma può costituire una soluzione innovativa che pare stia dando risultati positivi in una grande città come New York, se dieci giovani del luogo si sono lanciati nell'impresa e hanno ottenuto i primi successi attraverso una start up di Brooklyn la Square Roots che ha deciso di importare il metodo della coltivazione fuori suolo negli Stati Uniti ed in particolare in una delle metropoli più grandi del Pianeta.

Le piantine sbucano da una parete, sono disposte tutte in verticale e illuminate da una luce psichedelica. Insalata ed erbe aromatiche crescono in un ambiente chiuso (in questo caso si tratta di dieci container allestiti in un grande parcheggio) e perfettamente controllabile, disposte in verticale e alimentate da un sistema idroponico, costituito da acqua mischiata a una combinazione di sali minerali e nutrienti essenziali.

Il progetto intende portare la cultura del cibo a chilometro zero anche a New York, intercettando la tendenza globale della ricerca di alimenti genuini e prodotti a livello locale che per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” potrebbe essere replicata anche nelle grandi metropoli italiane ed europee dove non vi sono più spazi coltivabili.

venerdì, aprile 21, 2017

Maltempo, in Puglia la grandine danneggia pesche e albicocche

BARI - Albicocche, pesche e asparagi sono le vittime dell'ultima ondata di maltempo: intere produzioni sono seriamente a rischio, considerati gli sbalzi termici che stanno interessando anche la Puglia. La grandine ha pesantemente compromesso i frutteti e le colture. La zona più colpita è localizzata in una fascia molto ampia in provincia di Foggia: sono centinaia le aziende che hanno subito danni tra Borgo Tressanti, in agro di Cerignola, e nelle località Fonterosa e Beccarini, in agro di Manfredonia. CIA Agricoltori Italiani Puglia ha raccolto le segnalazioni e ha già avviato un monitoraggio per quantificare i danni.

Risparmiati dal gelo, i frutti di albicocco e pesco, dopo le fioriture anticipate dal caldo, sono stati martoriati dalle grandinate e hanno fatto registrare le perdite più ingenti. I raccolti di asparago sul terreno sono andati persi. Ancora da verificare, ma comunque minori, i danni ai vigneti. Superata la notte tra giovedì e venerdì, soggetta al maggior rischio di gelate, agli agricoltori non resta che sperare in un progressivo miglioramento delle condizioni meteo. Solo mercoledì, un'ulteriore grandinata nella zona di Borgo Mezzanone, in agro di Manfredonia, ha devastato altre colture. Dopo aver subito condizioni di stress idrico - in molte zone della regione non pioveva da mesi - la Puglia si è trovata a fronteggiare repentine variazioni di temperatura.

"L'agricoltura sta pagando a caro prezzo l'instabilità e le bizze del tempo - dichiara il Presidente CIA Puglia Raffaele Carrabba - Non sono più derogabili misure strutturali in grado di tutelare stabilmente il reddito agricolo e i sacrifici di una vita che rischiano di essere annientati ormai con cadenza mensile. Le aziende agricole colpite da calamità eccezionali devono essere ristorate nell'immediato per poter ripartire. Gli agricoltori non possono più essere ostaggio di sconvolgimenti che ribaltano le stagioni. Basti pensare alla neve fioccata dopo giornate di temperature ben oltre la media primaverile. I governi, a tutti i livelli, devono necessariamente pianificare interventi che tengano conto dei cambiamenti climatici in atto". 

domenica, aprile 09, 2017

Agricoltura, la Puglia firma accordo della Piattaforma multiregionale di garanzia

BARI - Favorire l'accesso al credito delle aziende agricole e agroalimentari: questo l'obiettivo della Piattaforma italiana multiregionale di garanzia: l'accordo quadro è stato firmato oggi a Verona, nel palazzo della Gran Guardia, sede di OperaWine, anteprima del Vinitaly.

A siglare il documento la Regione Puglia, rappresentata dall'assessore all'Agricoltura, Leonardo di Gioia, la Banca europea degli investimenti, il Fondo europeo per gli investimenti, la Cassa Depositi e Prestiti e l'Ismea, l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.

La Puglia è tra le prime otto regioni ad aderire all'accordo, con Calabria, Campania, Friuli, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto. Il lancio ufficiale della Piattaforma di garanzia per l'agricoltura è avvenuto al termine di un convegno organizzato dal Ministero delle Politiche agricole per il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma, sul tema “Sessant’anni di Europa, sessant’anni di Politica agricola comune. L’agricoltura europea dalle radici al futuro”. Sono intervenuti il ministro Maurizio Martina, il ministro maltese Roderick Galdes, presidente di turno del Consiglio Agricoltura Ue, il commissario europeo per l'agricoltura Phil Hogan e il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese.

“La firma di questa piattaforma – ha sottolineato il ministro Martina – conferisce una dimensione operativa ai Trattati di Roma. Fuori dal destino europeo non c'è orizzonte”.

“La Puglia - ha detto di Gioia, che è anche coordinatore degli assessori all'Agricoltura nella Conferenza Stato-Regioni – aderisce con entusiasmo alla piattaforma di garanzia, che rappresenta un significativo passo in avanti. Questo strumento consente di superare le criticità del vecchio Psr: le imprese potranno sfruttare al meglio i fondi del nuovo Programma di sviluppo agricolo”.

La giornata inaugurale di Vinitaly, domenica 9 aprile, ospiterà “A prova di naso”, Caccia ai sentori dei vini di Puglia, la presentazione del primo Master Miglior Sommelier del Primitivo e il Focus tasting group con i vini Doc Primitivo di Manduria e Primitivo di Gioia del Colle. In calendario, inoltre, il laboratorio Colori, profumi e sapori di vino, l'evento Buyer Vinitaly International incontra Roséxpo, Rosati d'annata, con Giovanni Resta e la masterclass “Vitigno Puglia 2017” wine tasting di otto grandi vini da Susumaniello.

Nell'area Slow food Puglia, in programma quattro show cooking e nell'International buyers lounge "A passion for Apulian wine": degustazione di vini rosati e rossi con la partecipazione di Jeff Porter, general manager del Gruppo Bastianich&Batali di New York e Giuseppe Baldassarre (Associazione italiana sommelier). 

martedì, aprile 04, 2017

Copagri, nuovo corso dopo un anno di verifica

BARI - Prosegue a ritmo serrato in Puglia il nuovo corso della Copagri avviato un anno fa con il quinto congresso nazionale svoltosi proprio a Bari. La Confederazione dei Produttori Agricoli si è riorganizzata creando il nuovo Centro di Assistenza Agricola CAF AGRI che oggi raccoglie 80 mila mandati da parte degli agricoltori di cui 30 mila dalla Puglia, la regione maggiormente rappresentativa in Italia.

Il percorso della nuova Copagri è stato illustrato dal Presidente Regionale Tommaso Battista nel corso del consiglio generale tenutosi a Bari alla presenza della Direttrice Nazionale Cristina Solfizi che ha sottolineato: “In questo anno abbiamo lavorato intensamente per dare forza ad un percorso intrapreso su tutti i fronti, dai servizi alle linee politiche, per soddisfare le richieste dei nostri associati e per anticipare possibili tematiche politiche che li vedono attori nel contesto agricolo. Intendiamo – ha concluso la direttrice nazionale Copagri – proseguire il cammino ristrutturando anche la nostra organizzazione tecnica per dare maggiore forza all’organizzazione territoriale politica”.

Le sfide politiche e sindacali del mondo agricolo riguardano innanzitutto l’attuazione del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 che in Puglia stenta a partire. “La Copagri – ha spiegato il Presidente Battista – si sta battendo per la modifica di alcune misure come, ad esempio, la 4.3 per consentire anche all’Arif di partecipare al bando per finanziare le opere di miglioramento delle condotte idriche. Prossime iniziative, invece, l’approvazione di una legge regionale per l’agricoltura sociale e la costituzione della federazione dei giovani agricoltori e delle donne. Per la tutela delle aziende agricole associate – ha proseguito nella sua relazione Battista – la Copagri in Puglia ha costituito “Le Coccinelle”, l’associazione regionale degli agriturismo diventata una rete nazionale e ora puntiamo a seguire questo esempio per le aziende produttrici di birra artigianale”.

In conformità al nuovo statuto è stata approvata la nomina del direttore regionale: Alfonso Guerra, commercialista di 55 anni, sposato e padre di due figli, che, con il suo bagaglio di conoscenze nel settore agricolo pugliese da oltre 30 anni ed esperienze anche in Sicilia, rappresenterà una figura tecnica in grado di affiancare e sostenere il lavoro della Copagri. “Oggi – ha dichiarato Guerra – l’imprenditore agricolo ha sempre meno tempo e noi dobbiamo essere in grado di fornirgli le risposte in tempi rapidi. Alle istituzioni chiediamo meno burocrazia e maggiore attenzione ad uno dei settori trainanti del paese, l’unico, oggi, in grado di offrire ai giovani alternative di lavoro concrete”.

giovedì, marzo 23, 2017

Agricoltura, Montecitorio approva le misure di sostegno al settore pataticolo

BARI - Il settore pataticolo occupa un posto di assoluto rilievo tra le produzioni orticole italiane e da oggi può contare anche sul Piano Nazionale. Le misure di sostegno al comparto, infatti, sono confluite in una risoluzione unitaria approvata in Commissione Agricoltura a Montecitorio. Rilevanti i numeri del comparto sia in termini di coltivatori, oltre 50.000, sia di superficie investita, oltre 55.000 ettari, mentre la produzione lorda vendibile è di circa 800 milioni di euro per le patate da consumo e circa 100 milioni di euro per quelle da industria.

“Se da un lato questa coltura ha costi di produzione molto elevati, pari a a oltre 8.000 euro per ettaro a causa del costo del seme, della preparazione del terreno nonostante le nuove tecniche di irrigazione che hanno ridotto il consumo idrico, dall’altro si è cercato di intervenire con misure spot che hanno per lo meno consentito la diversificazione degli investimenti e il mantenimento dell’equilibrio di mercato, salvaguardando il reddito degli operatori – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura e autore di numerose misure contenute nella risoluzione – Ora con l’attuazione del Piano Pataticolo potremo sostenere la produzione nazionale che non soddisfa la domanda interna, costretta ad importare ogni anno 700.000 tonnellate per il fresco e oltre 150.000 tonnellate per l’industria agroalimentare. Incidendo positivamente, così, anche sulla bilancia dei pagamenti dell’Italia”.

La risoluzione unitaria, che ha raccolto anche la soddisfazione di Unapa (Unione Nazionale tra le Associazioni dei Produttori di Patate), contiene numerosi impegni al Governo ad iniziare proprio dal Piano nazionale per il settore pataticolo finanziato sin dal 2012 con circa 3 milioni di euro. Obiettivi: lotta alle problematiche fitosanitarie e alle fisiopatie; progetto di ricerca genetica della patata; innovazioni tecnologiche nella gestione agronomica per aumentare le rese, la redditività e la sostenibilità; programmi colturali dedicati alla produzione di tubero-seme nazionale; tracciabilità dell’origine; informazione al consumatore in materia di sicurezza alimentare; progetti di ricerca sul biologico. Inoltre, la risoluzione impegna l’Esecutivo a inserire la patata nella lista dei prodotti che potranno beneficiare di aiuti accoppiati in occasione della riforma di medio termine della PAC, a riconoscere le associazioni di organizzazioni di produttori (AOP) nazionali, a costituire e promuovere l’Osservatorio economico della patata per definire al meglio le strategie commerciali e, infine, a definire un programma di studio e ricerca relativo allo sviluppo di possibili sostanze, quali l’acrilamide, nella fase di trasformazione delle patate.

“Con il Piano nazionale e le altre misure inserite nella risoluzione unitaria nonché con il relativo sostegno economico – conclude il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S) – si punta a superare quella mancanza di organizzazione delle politiche e di unione tra gli operatori, per non parlare di vero e proprio individualismo, che rappresentano le pecche maggiori del comparto, anche nella nostra Puglia. Ci auguriamo che il Governo, ora, non compia i medesimi errori del 2012, quando ha tenuto nel cassetto il Piano, ma metta in campo quanto prima le misure contenute nella risoluzione”.

martedì, marzo 21, 2017

Prowein, 60 mln per l’agricoltura pugliese. Le cantine potranno investire in tecnologia

BARI - “Nei prossimi mesi la Regione Puglia finanzierà con circa 60 milioni di euro bandi destinati a cantine, frantoi e sistemi di trasformazione dell’ortofrutta”. A dare l’annuncio l’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia: nei giorni scorsi a Bruxelles – spiega - abbiamo avuto un negoziato con la Commissione europea per decidere in che modo aiutare questi settori. La soluzione è stata trovata all’interno della misura 4.2 confermando gli aiuti riservati alle aziende. Il sistema delle cantine – sottolinea Di Gioia - avrà un grande beneficio da questo intervento e potrà giovarsi di investimenti tecnologici, innovativi ed ecocompatibili, per rispettare quei criteri ambientali che rappresentano un valore aggiunto per i consumatori”.

Nella stessa direzione volta a promuovere il settore vitivinicolo, la Regione e Unioncamere Puglia hanno coordinato la partecipazione di oltre 60 imprese alla 22esima edizione del ProWein di Düsseldorf che si chiude oggi. Le aziende vitivinicole pugliesi hanno esposto il meglio della propria produzione all'interno dell'area istituzionale allestita nello stand A31, Padiglione 16.

Protagonisti nel 2017 i tre vitigni autoctoni principali della Puglia a bacca rossa: Nero di Troia, Primitivo e Negroamaro. Quest'ultimo declinato anche nel rosato, vino particolarmente apprezzato nel Nord Europa e in Germania. L'offerta dei rosati si è ulteriormente arricchita per far fronte alla richiesta di buyer e ristoratori europei con etichette prodotte anche dalla vinificazione del Bombino nero di Castel del Monte, il più antico Docg di Puglia.

Molte le novità presentate nell'importante fiera tedesca; primitivi vegani e biologici, vini bianchi ottenuti da antichi vitigni salvati dall'estinzione e rivalorizzati, come il Minutolo e il Fiano di Puglia, spumanti e champagne bianchi e rosati, prodotti sia in metodo classico che Martinotti.

Una vetrina di rilievo per i vini di Puglia i wine tasting guidati dal giornalista Christian Eder, nell’area dell’editore Vinum, che per la fiera ha preparato un dossier sulla Puglia del vino, coniugando bellezze paesaggistiche e tipicità vinicole del territorio. Ogni giorno è stata ripercorsa la storia di Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia con la degustazione di etichette rappresentative per ogni vitigno.

“C’è molta curiosità da parte dei consumatori tedeschi per i vini pugliesi – dice il giornalista di Vinum Christian Eder – e per la diversità di paesaggi e culture. L’interesse per le varietà autoctone è molto di moda: la Puglia ha la fortuna di avere questi tre tipi di vitigni, Nero di Troia nella zona settentrionale, Primitivo al centro e Negroamaro al sud, che danno origine a un vino ideale per il consumatore nordico che ama profumi, gusti e suggestioni legati alla “dolce vita”. La Puglia – continua Eder - dopo aver lavorato molto sulla quantità si sta impegnando per puntare sulla qualità e sui brand. La rinascita della Puglia a cui assistiamo negli ultimi anni è anche la rinascita di una viticoltura tradizionale, di piccole imprese familiari che mettono il vino prodotto sul mercato. È certamente una sfida impegnativa perché ormai l’offerta di vino buono è dappertutto”.

Nello spazio Enoteca dello stand A31, la De.S.A. (Deutschland Sommelier Association) ha promosso tutti i giorni degustazioni delle etichette storiche e delle novità proposte dagli espositori, con focus di approfondimento dedicati ai vini pugliesi.

Sulla pagina Facebook FEELING APULIA è possibile seguire gli appuntamenti live dal ProWein 2017.

lunedì, marzo 20, 2017

Xylella, domani mobilitazione agricoltori

BARI - Il coordinamento delle organizzazioni agricole CIA Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci) e Copagri - annuncia una mobilitazione regionale per sollecitare le istituzioni preposte (Regione Puglia, Governo, Unione Europea) alla grave problematica legata alla Xylella fastidiosa, il batterio che sta distruggendo oliveti in provincia di Lecce, Brindisi e Taranto, e che sta minacciando la piana degli ulivi millenari e la provincia di Bari.

Domani, martedì 21 marzo (dalle ore 9 alle ore 14), in occasione del Consiglio Regionale, delegazioni di agricoltori provenienti da tutta la Puglia manifesteranno sotto la sede del Consiglio Regionale della Puglia (in via Capruzzi a Bari) e chiederanno di essere ricevuti dal Presidente della Giunta regionale Michele Emiliano, per la consegna di un documento di richieste.

venerdì, marzo 17, 2017

Emergenza Xylella: mobilitazione generale degli agricoltori

BARI - Agrinsieme Puglia - il coordinamento delle organizzazioni agricole CIA Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci) e Copagri - annuncia una mobilitazione regionale per sollecitare le istituzioni preposte (Regione Puglia, Governo, Unione Europea) alla grave problematica legata alla Xylella fastidiosa, il batterio che sta distruggendo oliveti in provincia di Lecce, Brindisi e Taranto, e che sta minacciando la piana degli ulivi millenari e la provincia di Bari.

Martedì prossimo 21 Marzo (dalle ore 9 alle ore 14), in occasione del Consiglio Regionale, delegazioni di agricoltori provenienti da tutta la Puglia manifesteranno sotto la sede del Consiglio Regionale della Puglia (in via Capruzzi a Bari) e chiederanno di essere ricevuti dal Presidente della Giunta regionale Michele Emiliano, per la consegna di un documento di richieste.

giovedì, marzo 16, 2017

Cia Puglia, "Irresponsabile chi danneggia produttori agricoli e modello d'eccellenza"

BARI - “CIA Agricoltori Italiani di Puglia esprime tutto il proprio apprezzamento e sostegno al progetto, avviato già da tempo e con ottimi risultati, della pasta 100% pugliese prodotta da Granoro grazie a una filiera che valorizza il lavoro degli agricoltori e dei molitori della nostra regione. Stiamo parlando di un prodotto di eccellente qualità, una pasta che risponde alla domanda crescente – da parte dei consumatori – di prodotti non solo gustosi, ma che garantiscano salubrità e valorizzazione del territorio”. A margine della sua visita agli stabilimenti Granoro, il direttore regionale Cia Puglia Danilo Lolatte ha voluto esprimere, ai dirigenti del pastificio, l’apprezzamento di tutta l’organizzazione per i risultati ottenuti “da una realtà industriale capace di rispettare concretamente i produttori agricoli, valorizzandone il lavoro”. In particolare, conoscendo direttamente ogni attore della filiera – gli agricoltori della Coop. Fra Coltivatori di Apricena, il Molino De Vita e la stessa Granoro – possiamo affermare che la pasta Granoro Dedicato 100% Puglia non è assolutamente prodotta con grano estero e che questo progetto rappresenta un vero esempio per tutti di corretto e virtuoso comportamento etico produttivo e commerciale”.

“Nei giorni scorsi”, ha aggiunto Lolatte, “proprio il progetto della filiera 100% pugliese, che ha il pregio di realizzare un circuito virtuoso per consumatori, produttori agricoli e parte industriale, è stato oggetto della classica bufala, una notizia falsa e completamente infondata”, ha aggiunto Lolatte.

“Abbiamo già preso posizione contro la disinformazione prodotta in campo alimentare. Chi fomenta la rabbia e la paura, facendo leva sulla disinformazione, danneggia in primo luogo proprio gli agricoltori – e in questo caso i cerealicoltori pugliesi – e i consumatori. E’ un gioco irresponsabile”. Il direttore regionale di CIA Agricoltori Italiani, Danilo Lolatte, si riferisce a quella che l’AIDEPI, Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane, a nome dei produttori di pasta italiani, ha recentemente definito in un comunicato stampa ufficiale come “l’ennesima azione denigratoria verso la pasta e i produttori italiani che nasce sulla rete con la sola finalità di creare allarmismo e disinformazione. La pasta italiana è sicura. – si legge in una recente nota diffusa dall’AIDEPI – Far credere che aver individuato tracce di residui, ben al di sotto dei limiti di legge, costituisca di per sé un problema per la salute è irresponsabile”.

martedì, marzo 14, 2017

Cia Puglia, 'no' alla introduzione del reato di omicidio sul lavoro

BARI - Lo scorso 9 febbraio è stato presentato in Senato il disegno di legge “Introduzione del reato di omicidio sul lavoro e del reato di lesioni personali gravi o gravissime”, dai senatori Giovanni Barozzino e Felice Casson. La proposta si inserisce nel contesto del Testo unico 81 del 2008 sulla sicurezza dei lavoratori, proponendo di modificare l’art. 589 del Codice penale, riferito all’omicidio colposo, al fine di introdurre il reato di omicidio sul lavoro e il reato di lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime.

Si tratta di un disegno di legge che se dovesse essere approvato rappresenterà un ulteriore spada di Damocle sulla testa dei nostri agricoltori, che da sempre sono impegnati nel rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, con un enorme aggravio di costi e di burocrazia. Il tutto per rispondere a norme sempre più stringenti e severe introdotte nell’ultimo decennio.

Giova ricordare che il codice penale punisce già sia l’omicidio doloso che l’omicidio colposo.  Il reato sul lavoro rientra di fatto nella fattispecie colposa, e nel 2008, inoltre, è stato fortemente inasprito il trattamento sanzionatorio dell’omicidio colposo e delle lesioni personali colpose dando risalto alle ipotesi in cui tali reati siano commessi con violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro.

Alla luce di ciò e alla luce anche della recente approvazione della “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo” non si comprende un ulteriore inasprimento con l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, con le diverse graduazioni a seconda delle norme violate in tema di sicurezza sul lavoro, il reato di omicidio sul lavoro aggravato nell’eventualità di sfruttamento sul lavoro, il reato di lesioni personali sul lavoro gravi o gravissime, il reato di lesioni gravi e gravissime sul lavoro aggravato dal concorso con lo sfruttamento sul lavoro.

Tale Disegno di Legge se approvato rappresenterà davvero una ulteriore norma penalizzante (insieme alle tantissime altre norme in materia di sicurezza e previdenza) verso le aziende agricole, che scoraggerebbe molte altre imprese nel continuare ad operare e a salvaguardare l’economia della forza lavoro, soprattutto in questo particolare momento di crisi economica per il comparto.

Gli agricoltori, quelli veri, rispettano le norme e sono i primi a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, non fosse altro perché operano anche loro in azienda insieme ai lavoratori.

È evidente che le eccellenze agricole devono essere legate non solo alla qualità, ma anche alla dignità del lavoro e della vita delle persone coinvolte. Il lavoro sano si afferma con regole chiare, semplici e sostenibili, e non con l’inasprimento di norme già chiare e severe.
La Cia – Agricoltori Italiani in questi giorni si sta mobilitando e sta incontrando i senatori pugliesi per sottoporre loro queste riflessioni e per far sì che non venga approvato questo disegno di legge.

Ieri una delegazione di dirigenti regionali e provinciali Cia – composta dal presidente della Cia Puglia Raffaele Carrabba, dal vicepresidente regionale Giannicola D’Amico, dal componente della giunta provinciale della Cia di Lecce, Benedetto Accogli, e dal direttore della Cia di Lecce, Vito Murrone – ha incontrato il senatore Dario Stefàno (presidente della Giunta Elezioni e Immunità Parlamentari e membro della 9ª Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare).

giovedì, febbraio 09, 2017

Agricoltura, Puglia in prima linea per riscrivere le regole del 'made in Italy'

BERLINO - “La nostra agricoltura ha davanti a se una importante sfida: nelle prossime settimane, le Regioni, insieme al governo, saranno chiamate, oltre alla riforma agea e alla disciplina del biologico,  a definire le nuove regole d’ingaggio rispetto a ruolo e funzioni delle associazioni dei produttori agricoli, gli Op e gli Aop. Un tema importante per il settore agroalimentare che diventa determinante per poter aggregare l’offerta di prodotto e poter contare di più commercialmente in Europa e nel mondo”. Così l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Di Gioia, in qualità di responsabile per le politiche agricole della Conferenza delle Regioni, a cui sono state affidate le conclusioni dell’incontro promosso dall’ambasciatore italiano a Berlino, Pietro Benassi, nella sede dell’ambasciata, nell’ambito di Fruit Logistica 2017, la più importante fiera europea dedicata all’ortofrutta.

All’incontro hanno partecipato lo stesso ambasciatore, numerosi assessori regionali, consiglieri economici, rappresentanti di associazioni di categoria e operatori di rilievo nazionale.

“È stata suggellata l’importanza – ha aggiunto l’assessore Di Gioia – del sistema agroalimentare italiano e le potenzialità di crescita sui mercati esteri, anche quello tedesco. La nostra regione è parte essenziale in questo processo”.

La Puglia è fra le prime tre regioni italiane esportatrici di prodotti agricoli e anche per il 2016 – secondo le proiezioni di Unioncamere Puglia in attesa del dato finale – la tendenza in crescita verrà confermata, con un valore dell’export in agricoltura che toccherà i 750 milioni di euro.

La Germania è uno dei partner più consolidati: un terzo dell’ortofrutta “made in Puglia” finisce proprio sul mercato tedesco. Di Gioia, rivolgendosi all’affollata platea di amministratori e produttori presenti in ambasciata, ha spiegato che “ciascuna regione è portatrice di una sua tipicità e di una sua biodiversità, ma la originalità di ciascuno deve essere sintetizzata in una visione unica che consolidi l’ottimo lavoro già svolto a livello nazionale”.

“Il sistema delle regioni – ha sostenuto Di Gioia - continua ad essere un supporto importante per le aziende, alzando l’asticella della produzione di qualità, candidandosi a svolgere il ruolo di cinghia di trasmissione tra il mondo dell’impresa e la filiera istituzionale, come soggetto semplificatore di una burocrazia che ha ancora bisogno di snellirsi”.

La fiera di Berlino, dunque, si conferma occasione di scambi commerciali, ma anche e soprattutto luogo di confronto culturale per un comparto che vuole crescere ed attestarsi come primario nello scenario economico nazionale.

lunedì, febbraio 06, 2017

Emergenza neve, il presidente nazionale CIA in visita alle aziende pugliesi danneggiate

BARI - Continua l’impegno e la vicinanza della Cia – Agricoltori Italiani verso gli agricoltori danneggiati dal maltempo delle settimane scorse.

Dopo la grande attenzione riservata dalla Cia – Agricoltori Italiani alle aziende agricole colpite dal terremoto nei mesi scorsi, e dopo il forte impegno politico-sindacale messo in campo nelle settimane scorse dalla Cia nazionale e regionale relativamente agli ingenti danni subiti dalle aziende agricole pugliesi a causa delle nevicate e delle gelate che hanno interessato la Puglia dal 5 all’11 gennaio scorso, il presidente nazionale Cia Dino Scanavino sarà in Puglia per visitare le aziende danneggiate.

L’occasione servirà a fare il punto della situazione a riguardo delle richieste avanzate a Governo e Regione per venire incontro agli agricoltori messi in ginocchio dal maltempo.

Le intense nevicate e le forti gelate che hanno interessato tutta la Puglia nelle settimane scorse hanno irrimediabilmente compromesso le colture, abbattuto e distrutto impianti e strutture (serre, capannoni, tendoni), decimato numerosi allevamenti. Moltissime aziende agricole sono rimaste isolate e senza corrente, impossibilitate ad utilizzare le strade extraurbane, e centinaia di aziende zootecniche hanno buttato migliaia di ettolitri di latte a causa del mancato conferimento.

Il prossimo mercoledì 8 Febbraio 2017 il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino, insieme ai dirigenti regionali e provinciali della Confederazione, visiterà diverse aziende pesantemente danneggiate dalla neve e dal gelo, presso le quali incontrerà gli agricoltori e la stampa, per fare il punto della situazione e per chiedere con forza ulteriori provvedimenti da parte delle istituzioni.

L'eccezionalità dell'ondata di maltempo che ha investito la Puglia nelle settimane scorse richiede risorse aggiuntive ad erogazione immediata, agevolazioni fiscali e sgravi contributivi che permettano alle aziende agricole pesantemente danneggiate di riprendere l'attività.

martedì, gennaio 24, 2017

Puglia, aiuti alle imprese colpite dal maltempo

BARI – Aiuti alle imprese colpite dal maltempo. Le aziende artigiane della Puglia, che si trovano in difficoltà per le calamità naturali, possono ottenere contributi fino a 5mila euro, finalizzati alla ristrutturazione delle strutture aziendali danneggiate e al ripristino del ciclo produttivo.

Grazie al sistema della bilateralità, l’artigianato si è dotato di un welfare integrativo, capace di coniugare, virtuosamente, risorse pubbliche e private e di tenere insieme la dimensione economica con quella sociale e solidaristica.

Un sistema collaudato che, nella stagione più dura della crisi, ha fornito e fornisce ancora tuttora un contributo fondamentale per il mantenimento dell’occupazione e della capacità produttiva del settore.

L’Ente resta a disposizione per qualunque delucidazione in merito e sulla documentazione da esibire per ottenere il contributo che non deve essere restituito.

Le domande devono essere compilate sulla specifica modulistica messa a disposizione dall’Ebap, scaricabile dal sito www.ebapuglia.it o reperibile presso le sedi delle unità gestionali di bacino o presso le organizzazioni datoriali dell’artigianato (Confartigianato, Cna, Casartigiani, Claai) o le tre organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil).

Per maggiori informazioni ci si può rivolgere agli uffici dell’Ebap, con sede a Bari, in via Re David, 12 oppure telefonando ai numeri 080.5248440 - 080.5242122.

mercoledì, gennaio 18, 2017

Puglia, "la risposta alla crisi agricola è la Cun"

BARI - Il deputato pugliese L’Abbate del M5S replica al dossier sul crac agrumi di Coldiretti Puglia, invitando gli agricoltori a richiedere la Commissione Unica Nazionale per la filiera agrumicola. Il 20 mattina, inoltre, sarà nelle campagne di Castellaneta

Ridurre la forbice dei prezzi tra i costi di produzione e quelli finali di acquisto al consumatore attraverso lo strumento della Cun, la Commissione Unica Nazionale di filiera. Questa la risposta del M5S al flash mob organizzato dinanzi al consiglio regionale pugliese da Coldiretti, in cui è stato presentato il “dossier sul crac agrumi” che interessa soprattutto il territorio tarantino. Una situazione aggravata dal maltempo di queste ultime settimane e dal calo dei consumi, scesi sotto i 15 chilogrammi per persona l’anno per effetto di una diminuzione che negli ultimi 15 anni varia da oltre il 20% per le arance ed oltre il 50% per i mandarini. E, come dichiarato dagli stessi vertici Coldiretti, il grave problema della risposta dei mercati e dei prezzi è ciclico.

“Le problematiche relative ai prezzi pagati agli agricoltori che non riescono neanche a coprire i costi di raccolta, peraltro drammaticamente aggravati dal maltempo e dalla concorrenza sleale, trovano risposta nella Commissione Unica Nazionale di filiera – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – Invitiamo gli agrumicoltori pugliesi a chiedere, assieme a noi, al Governo Gentiloni di istituire la Cun, istituita con un mio emendamento alla legge 91/2015, mettendo così in soffitta, finalmente, le vetuste borse merci e, al contempo, rendendo trasparenti le trattative, stabilizzando i prezzi nonché creando accordi nella filiera tra produttori e trasformatori. La Cun rappresenterebbe una svolta epocale – continua il deputato 5 Stelle – e permettere di porre le basi per il superamento di problematiche che, purtroppo, si ripetono ciclicamente e conferendo finalmente redditività agli agricoltori. Per quanto concerne, invece, le misure attuabili per sostenere le imprese agricole danneggiate dalle avverse condizioni meteo di queste ultime settimane, abbiamo già suggerito al Governo regionale di Michele Emiliano e a quello nazionale le misure da attuare. Anche per spiegare questo agli agricoltori tarantini e per rendermi conto in prima persona della drammatica situazione – conclude L’Abbate (M5S) – nella mattina di venerdì 20 gennaio sarò nei territori di Castellaneta con diversi incontri organizzati dai locali Attivisti 5 Stelle”.