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lunedì, settembre 25, 2017

Vini: riconoscimenti internazionali per il rosato del Salento

ROMA - Il rosato è sempre più gustato, ma soprattutto "riconosciuto". Fresco, armonico  e piacevole come il popolo salentino, vitale come il territorio e il clima che lo ispirano, il vino rosato rappresenta l'anima del Salento e oramai un'identità che ha imparato ad imporsi anche nel macro-panorama enoico.

E dati di mercato positivi a parte, sono anche i riconoscimenti "a cascata" a confermarlo: l'Associazione Italiana Sommelier premia il Negroamaro Rosato Rohesia 2016 con "Le Quattro Viti" e Monica Larner assegna 90 punti su "Wine Advocate" - la rivista del famoso critico Robert Parker - al Negroamaro Rosato "Classica" 2016.

Due riconoscimenti per la Cantele, entrambi di grande prestigio, che suggellano il successo di una produzione versatile, fresca, e per questo molto amata anche dal pubblico giovanile, catturato  dalla novità di un vitigno che sa esprimere il proprio significato e da vini a lungo ingiustamente ritenuti marginali.

"Ormai lontani dai primordiali pregiudizi che ritenevano il vino rosato una via di mezzo tra il vino bianco e il vino rosso, oggi il rosato salentino è in grado di raccontarsi, proprio come accade per molte zone vinicole al mondo (si pensi alla Provenza francese) dove il rosato ha da sempre avuto una sua dignità.

Un carattere deciso che lo rende originale e un legame ormai quasi indissolubile con la stagione estiva hanno decretato la riscossa dei rosati salentini, sia in versione bollicine che in quella "ferma", con continui aumenti nei livelli di produzione e di consumo", ha detto Paolo Cantele, brand manager dell'omonima cantina di Guagnano.

"Le potenzialità del Negramaro, non solo come rosso, ma anche come rosato, sono decisamente entusiasmanti e le tendenze degli ultimi anni ci hanno dimostrato che una volta scoperto, il mondo del vino in rosa non si abbandona, anzi invita a nuove ricerche e sperimentazioni. Il vino en rosedel Salento è certamente destinato a diventare celebre anche in fette di mercato prima sconosciute".

Serie C, Catanzaro-Lecce 1-3: prima vittoria in trasferta per i salentini

di FRANCESCO LOIACONO - Il Lecce ha vinto 3-1 a Catanzaro. Nel primo tempo i calabresi arrembanti. Un colpo di testa di Anastasi ha sfiorato il palo. Replica dei salentini. Una botta di destro di Tsonev è stata deviata in corner dal portiere Nordi. Il Lecce è passato in vantaggio con Lepore di sinistro. Per il centrocampista secondo gol nel girone C di serie C. Il Catanzaro propositivo. Una pennellata di Benedetti su punizione è finita di un soffio a lato. I giallorossi pugliesi hanno raddoppiato per merito di Torromino, tocco di destro. Terzo gol stagionale per l’attaccante. Si è fatto notare Caturano, palla alta. I salentini in gol per la terza volta grazie a Cosenza, che con un sinistro da pochi metri ha sorpreso il portiere Nordi. Seconda rete per il difensore.

Ripresa. Il Lecce, sulla cui panchina ha debuttato il nuovo tecnico Liverani, ha insistito. Tsonev davanti a Nordi incredibilmente ha calciato fuori. Il Catanzaro velocissimo. Incursione di Letizia, neutralizzata da Cosenza. La squadra di Erra in contropiede. Maita in girata non ha inquadrato la porta. Il Lecce incisivo. Caturano non è riuscito a tirare in porta. Tsonev ha mancato il bersaglio. Un sinistro di Caturano è stato intercettato in angolo dal difensore Zanini. Il Catanzaro ha segnato con Lukanovic di destro.

Prima vittoria in trasferta per il Lecce. Secondo successo consecutivo dopo l’1-0 casalingo sul Rende. I salentini sono secondi a 10 punti. Ottimo momento con Liverani subentrato a Maragliulo e Morello, sono in corsa per la promozione in B.

8° Rally dei Comuni: trionfa Adamuccio su Peugeot 207

(credits: A.Calsolaro)
TRICASE – è stata la pioggia, una bomba d’acqua che si è abbattuta nella zona del basso Salento alle ore 14:15, mentre si concludeva lo svolgimento della PS 6 “Tiggiano”, a decretare lo stop dell’8° Rally dei 5 Comuni, gara a validità nazionale ed ultima prova del Campionato Regionale ACI Sport 2017 di Puglia, Molise, Basilicata e Abruzzo. Impossibile proseguire la competizione “per impraticabilità del percorso da parte dei mezzi di soccorso e delle vetture” – ha dichiarato il direttore di gara, Mauro Zambelli di Bologna.

Con l’en-plein di vittorie dopo sei prove speciali sulle 9 previste, avendo sempre lasciato largo margine agli inseguitori, l’equipaggio di Ruffano (LE) composto da Mauro Adamuccio e Salvatore Tridici, a bordo di una Peugeot 207 S2000 della scuderia Salento Motor Sport, ha tenuto stretto in mano lo scettro di Tricase conquistato lo scorso anno, chiudendo con il tempo di 31’26.1. Ed una vera incoronazione è sembrata la cerimonia di premiazione che, in via eccezionale - considerate le pessime condizioni meteo che hanno reso inagibile anche piazza dei Cappuccini – si è tenuta nella sala del Trono di Palazzo Gallone, sede del Comune. Il pilota salentino, come del resto avrebbe fatto chiunque avesse vinto per unanime volontà dei concorrenti, ha dedicato la vittoria alla giovane Noemi Durini. Gli equipaggi hanno infatti corso con un adesivo applicato sul lunotto delle vetture riportante un pensiero rivolto alla sfortunata vittima di Specchia. I genitori di Noemi hanno voluto ringraziare i concorrenti per il gesto.

La lotta all’interno dello schieramento alle spalle dei battistrada si è decisa nel corso della PS 5 “Specchia” e tutti i contendenti hanno dovuto affrontare dei problemi: il ruffanese Gabriele Passaseo, fino a quel momento secondo nella generale parziale, al 3°km ha forato lo pneumatico anteriore destro; il barese Franco Laganà è andato dritto con la sua Ford Fiesta R/R5; lungo, sullo stesso modello di auto, è finito anche il leccese Fabrizio Mascia, su Ford Fiesta R/R5. Albino Pepe, di Salve, è riuscito a totalizzare il terzo tempo nonostante alcune noie elettroniche della sua Mitsubishi Lancer Evo IX.

Ad uscire nel migliore dei modi dalla bagarre è stato Laganà che, in coppia con il leccese Salvatore Invidia per la scuderia New Jolly Motors, e con un gap di 1’25.1, ha strappato il secondo gradino del podio ai ruffanesi della Salento Motori Passaseo-Fiorito, su Skoda Fabia R/R5, terzi assoluti con un ritardo di 5 secondi, ed al duo leccese Mascia-Caroli, anch’essi su Ford Fiesta R/R5 (gap +1’40.4). Più distaccati, Albino Pepe e Pierpaolo Panico sono giunti quarti, su Mitsubishi Lancer Evo IX N4 (+2’29.1), davanti a Mauro Santantonio e Marco Scorrano, su Peugeot 208 T16 R/R5 (2’43.5).

Classifica assoluta: 1. ADAMUCCIO-TRIDICI (PEUGEOT 207) in 31'26.1; 2. LAGANA'-INVIDIA (FORD FIESTA) a 1'25.1; 3. PASSASEO-FIORITO (SKODA FABIA) a 1'30.1; 4. MASCIA-CAROLI (FORD FIESTA) a 1'40.4; 5. PEPE-PANICO (MITSUBISHI LANCER EVO IX) a 2'29.1; 6. SANTANTONIO-SCORRANO (PEUGEOT 208 T16) a 2'43.5; 7. SERAFINI-FERILLI (RENAULT CLIO RS LIGHT) a 3'49.5; 8. LUCREZIO-MASTROGIOVANNI (RENAULT CLIO RS LIGHT) a 4'06.8; 9. MELCARNE-DE ROSA (PEUGEOT 106 MAXI) a 4'10.5; 10. PRIMOCERI-CIULLO (RENAULT CLIO WILLIAMS) a 5'01.0; 11. ZOMPI'-ROSATO (RENAULT CLIO) a 5'08.4; 12. PISACANE-LIGUORI (PEUGEOT 206 RC) a 5'14.1; 13. BRANCA-LEGITTIMO (PEUGEOT 106) a 7'17.2; 14. RUSSO-SORRONE (CITROEN C2) a 9'06.9; 15. FILONI-INDINO (PEUGEOT 106 RALLY) a 9'12.1; 16. VITALI-DE MAGGI (OPEL ASTRA GSI) a 9'59.5; 17. SARCINELLA-COLETTA (PEUGEOT 106 RALLY) a 12'06.2; 18. MONACO-MONACO (RENAULT CLIO RS LIGHT) a 12'37.5; 19. RUGGIO-RIEZZO (FIAT SEICENTO) a 18'20.2; 20. MANCO-STEFANELLI (CITROEN SAXO') a 18'37.2; 21. FALCONE-TRIDICI (CITROEN SAXO') a 19'34.9;

domenica, settembre 24, 2017

Renzi a Lecce: "Il candidato premier sono io"

di FRANCESCO GRECO. LECCE – Sfotte Salvini: “Ha detto che starebbe bene nella Corea del Nord? Allora aiutiamolo a casa sua…”. Vetriolo  su Grillo: “Di Maio candidato premier? Non è detto, la lotta è all’ultimo voto”. Cogliona D’Alema: “Certa sinistra ha promesso cose che non ha mai fatto…”. Demolisce il pensiero di Latouche: “La decrescita felice? E’ per chi ha i soldi”.

Dal vangelo secondo Matteo. Scravattato, istrionico, sferzante, un po’ sovrappeso. Renzi-tour fa tappa a Lecce, fra i ruderi del Teatro Romano, nella sera mediterranea odorosa di sale e di mirto. Presenta “Avanti” e a sentirlo sono accorse 500 persone. Siede fra Teresa Bellanova e Dario Stefano (in stand-bye per il listino). Intervista (al bromuro) di Paola Moscardino (La7). Master della banalità.

Uomo “felice, fortunato, forte”, nonostante nessun vitalizio, indennità, immunità parlamentare. Sa di suscitare sentimenti cool, e propone: “E se sostituissimo l’invidia con l’ammirazione?”. Disposto all’autocritica: “Abbiamo criminalizzato intere categorie di lavoratori”.  

Storytelling dejà-vù: 80 euro, tasse abbassate, il 41% alle Europee 2014, la 14ma, il Pil che aumenta, il Jobs Act “ha funzionato, 118 mila nuovi posti di lavoro (poi lievitati a “200mila in 3 anni”), disoccupazione giovanile scesa dal 44% al 35%, canone Rai in bolletta, bonus-bebè, bonus ai 18enni, la “Dopo di noi”, sulle unioni civili, sul caporalato, ecc. “Tutte cose di sinistra…”, sorride. Applausi.
 
Svela retroscena (che sono nel libro Feltrinelli): su Letta 2014 (“la ricostruzione di Stai sereno è sbagliata”), il Nazareno (“l’ha voluto Berlusconi dopo una telefonata con D’Alema, fatti mai smentiti… Ma B. non lo ha rispettato”), elogia i suoi uomini, Gentiloni su tutti (“Lo volli agli Esteri, sono orgoglioso di lui… Siamo una bella squadra”). Mette in guardia dalle fake-news, fa un elenco, ne siamo immersi. L’impressione è che non scaldi i cuori, non folgori le menti.
 
Poi, alla magnifiche sorti e progressive, delinea ipotesi di futuro (“Bellezza e capacità personali“, “Sono un inguaribile ottimista”, vede “un popolo che si rimette in cammino”, “abbiamo le carte in regola per uscire dalla crisi, andare in Europa “a gomiti larghi, farci dare 40 mld per le famiglie e per chi crea lavoro”), nicchia sul ritorno, via Rosatellum 2.0, in discussione (salvo imboscate), il Nazareno II, conferma di candidarsi a premier nel 2018 citando  Luigi XIV: “Il candidato sono io, mi ha scelto il popolo”. E la “concorrenza” di Gentiloni, Minniti, Delrio? Sorride, come a dire: Siamo seri…
 
(credits: A.Biasco)
Il Renzi-pensiero a tutto campo, come un cavaliere medievale, in una sera dolce, di fine estate, incantato da Lecce (“Abbiamo avuto tanto dai nostri padri e dalla natura”), contestato dai No-Tap (“Non attardiamoci su battaglie di retroguardia, abbiamo ritardi per cui l’energia costa di più, per cui l’opera è fondamentale per l’approvvigionamento energetico, al di là da dove approderà...”, apre). Gli risponde un attivista: “Sono laureato in Economia, faccio l’imbianchino per necessità”), nessuna parola sulle trivelle in arrivo al largo di Leuca, star del turismo planetario: la Moscardino tiene famiglia, ignora il tema ambiente, su cui pure il segretario Pd pensa a “interventi”, presenti nel concept del prossimo governo.    

DOMANDA: Torna perché ha dei conti in sospeso?
RISPOSTA: “Assolutamente no. Ho governato per mille giorni e sono uscito con un senso di gratitudine. La politica è fatti ed emozioni”.

D. Banche: avete regalato un po’ di soldi ai banchieri…
R. “Abbiamo salvato i correntisti, anche della 121, banca che qui a Lecce conoscete bene…”.

D. Come evolverà la questione Consip? 
R. “Aspetto di sapere chi ha falsificato i verbali”.

D. Referendum dicembre 2016: una lezione da trarre?  
R. “Ho preso una tramvata in faccia, anche per errori miei: è stata bocciata l’innovazione istituzionale. Davanti alle sconfitte, un leader si assume le sue responsabilità. Ma di referendum non parlerò per i prossimi 73 anni”.

D. Il Rei è una citazione del reddito di cittadinanza del M5S?
R. “Ma no, il reddito di inserimento è ben altro, perché la Costituzione è fondata sul lavoro, non sul sussidio”.

D. Per la legge elettorale finalmente è la volta buona? 
R. “Se son rose fioriranno…”.

D. Cosa vede all’orizzonte della sinistra e del Paese?
R. “Abbiamo fatto tante cose, ma le più belle sono ancora da fare. Smettiamo di litigare su tutto e guardiamo a quel che ci unisce. Fuori dalla sinistra c’è solo Grillo, o Salvini…”.
 
Game over, leccesi in fila per i selfie. Il circo leva le tende, il tour continua: the show must go on…

Lecce, una t-shirt per ricordare Noemi

di PIERO CHIMENTI - A Specchia, in provincia di Lecce, è ancora forte la commozione per la tragica scomparsa della 16enne Noemi, ammazzata violentemente dal suo fidanzato. Le sue amiche, per ricordarla, nella Messa della domenica hanno indossato le maglie raffigurante un grosso cuore con l'immagine della vittima vittima e la scritta: 'Tu vivi dentro i nostri cuori... perché sappiamo che non passerai mai'

Lecce, vandali distruggono gli innesti contro la Xylella. Il proprietario: "E’un crimine contro la scienza"

di ANTONIO GAZZILLO - Gli ulivi del Salento non sembrano avere pace. Oltre alla Xylella, ora si sono messi anche i vandali a distruggere gli innesti di un campo sperimentale nato per testare alcune varietà al batterio.

I carabinieri hanno dato avvio alle indagini per scovare i colpevoli mentre appaiono contrastanti le reazioni all’accaduto: se da un lato c’è stata indignazione soprattutto da parte della Coldiretti  e di molti esponenti politici pugliesi, dall’altro qualcuno ha gioito su Facebook.
Il clima di tensione in merito al disseccamento degli ulivi esiste ormai da sei anni e l’unica soluzione adottata dall’Unione Europea è stata l’eradicazione degli alberi malati.

Alcuni ritengono che la Xylella sia stata portata volontariamente in Puglia e che il problema dei disseccamenti sia stato sottovalutato da chi aveva il compito di occuparsene ma in realtà la situazione è più grave e va oltre tutte queste teorie perché l’ulivo ha un ruolo chiave nell’economia del Salento ed è un simbolo della tradizione.

E proprio per salvarli era nato un campo sperimentale a Presicce  ma una buona parte del lavoro è andata ormai distrutta. “ E’un crimine contro la scienza, causato da un clima complottistico e antiscientifico”, queste le parole del proprietario del fondo, Giovanni Melcarne, indignato dall’accaduto che ha colpito quel progetto su cui aveva investito migliaia di euro.

sabato, settembre 23, 2017

Noemi, padre: "Voglio verità per mia figlia"

ROMA - "Voglio verità e giustizia per mia figlia Noemi": così Umberto Durini, il padre di Noemi, sedicenne di Specchia uccisa il 3 settembre dal suo fidanzato di 17 anni che ha poi confessato l'omicidio. L'uomo si è affidato all'avvocato del foro di Perugia Walter Biscotti, già legale della mamma di Sarah Scazzi e difensore di Salvatore Parolisi, che si è recato appositamente nella città pugliese per incontrarlo.

Lecce, in aumento le minidiscariche a due passi dello Stadio di via del Mare

LECCE - La raccolta differenziata “porta a porta” a Lecce ormai a pieno regime, era una necessità indifferibile per arginare il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ma ha determinato la nascita di mini discariche a cielo aperto a causa di quegli incivili che si ostinano ancora a non differenziare e che si trovano costretti ad abbondare i propri scarti sulle strade.

La prova è data dalle numerose segnalazioni che sono giunte allo “Sportello dei Diritti” nel corso del tempo e che sono state oggetto di nostri interventi, che almeno in passato, non hanno trovato la pronta reazione della precedente amministrazione, tanto che le aree in questione sono aumentate per numero ed estensione.

L'ultima nell’ordine è la zona tra via Enrico Ameri e via Luigi Scrimieri a due passi dallo Stadio, dove per svariate centinaia di metri è possibile verificare visivamente ai margini delle due strade la presenza di cumuli di rifiuti di ogni tipo, dall’immondizia “residenziale”, alle gomme, mobilio in disuso, frigoriferi e chi più ne ha più ne metta, che nel corso del tempo sono stati oggetto di incendi che hanno reso l’aria irrespirabile per centinaia di metri.

Una situazione di degrado non più tollerabile per il decoro pubblico e per l’igiene urbana, che per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dev’essere prontamente risolta da parte del Comune di Lecce con un intervento immediato di rimozione dei rifiuti e l’installazione di fototrappole per identificare prontamente e sanzionare coloro che gettano i rifiuti.

venerdì, settembre 22, 2017

Noemi, l'autopsia: picchiata e poi accoltellata

BARI - E' stata picchiata, probabilmente a mani nude, e successivamente accoltellata al capo e al collo. A stabilirlo l'autopsia eseguita sul corpo di Noemi Durini. In particolare, i medici legali hanno riscontrato sul cadavere della sedicenne "lesioni contusive multiple da picchiamento al capo e agli arti e lesioni da arma bianca al capo e collo".

L'autopsia è stata compiuta tre giorni fa dal medico legale nominato dalla Procura, Roberto Vaglio, e dal consulente della famiglia della vittima, il medico legale barese Francesco Introna. Il fidanzato 17enne della ragazzina, omicida reo confesso, è attualmente detenuto in Sardegna con l'accusa di omicidio premeditato.

giovedì, settembre 21, 2017

Noemi, il nostro caro angelo lasciato solo

di FRANCESCO GRECO - Conoscevo Noemi Durini: una piccola donna bionda, esile, timida. Il sorriso ingenuo, delicato. Una ragazza del nostro tempo. Un angelo che abbiamo lasciato solo, un fiore strappato con ferocia, che non abbiamo saputo difendere dall’oltraggio, proteggere, ascoltare il suo sottinteso grido d’aiuto.

Un fallimento di tutti, una pena infinita che come zavorra per sempre ci porteremo nel cuore.
 
La conoscevo perché vivo a Montesardo, nella stessa zona della mano assassina, le belve che hanno infierito su di lei, prima con i sassi, poi con le parole: senza pietà. Una sera di giugno, sulla nostra via il traffico era bloccato: da “Macurano” all’entrata del paese auto ferme: il “fidanzatino” la stava picchiando davanti a tutti, la afferrava per i capelli e la sbatteva a terra con violenza, più e più volte, e poi la inondava di parolacce, le peggiori possibili.
 
Quando riuscì a liberarsi dirigendosi verso la piazza, mi passò vicino. Piangeva e le dissi: “Non venire più, lascia perdere…”. Noemi si girò e mi sorrise: era bella, pudica, innocente: un fiore che sbocciava aprendosi delicatamente alla vita: faceva tenerezza come ogni ragazzina della sua età. Lei era già adulta, responsabile, lavorava, si guadagnava la vita. Qualcuno poi la riaccompagnò a Specchia.
 
Paese antico e di origini nobilissime, Montesardo era disgustato: conosceva la “fonte” di chi spargeva veleno su una piccola donna acqua e sapone, il viso pulito, il sorriso dolce. Noi tutti qui volevamo bene a questa forestiera simpatica, l’avevamo quasi “adottata” (ogni tanto faceva acquisti nei nostri negozi).

Noemi era vivace, curiosa della vita, aveva fretta di crescere, di diventare donna, ma non aveva capito quali bestie immonde aveva incontrato (o lo sapeva ma credeva di dominare il destino) e da cui non ha avuto la forza di staccarsi in tempo, fino al sacrificio estremo, povera, piccola Noemi. Volevi solo amare, dare al mondo e agli altri la tua gioia: è questa la tua “colpa”.

Quella sera pensavo, e speravo, di averla convinta, e infatti per qualche settimana sparì. Ero contento per lei: a quell’età di amici le ragazze per bene ne trovano a centinaia. Poi all’improvviso riapparve: forse ignorava i Tso del “fidanzatino”, e come ci era arrivato: a 16 anni crediamo a tutte le balle che ci raccontano. Mi guardò come per dire: “Si, sono tornata, ma tranquillo, so gestirmi, so quel che faccio…”.

Tremai per lei. Noemi sembrava fragile, in realtà era una piccola donna già forte, determinata, sicura. Mi dissero che era accaduto un’altra volta, sempre sulla nostra via, che anche a Specchia era stata picchiata e a fine luglio ad Alessano, alla festa di San Trifone.  

La madre, donna intelligentissima, sensibile, che lavora con i bambini, aveva preso carta e penna e informato le istituzioni, e nonostante ciò il “fidanzatino” (ripetiamo: 3 Tso) andava in giro tranquillo, come ha fatto nei giorni dopo il 3 settembre, fino all’arresto.

Spesso le istituzioni sono negligenti, talvolta irresponsabili, chi le rappresenta le vive in modo burocratico, indifferente, senza impegno né passione civile ed etica, alla “Mi faccio i fatti miei e tiro il 27”. L’Italia è devastata da questa mentalità diffusa, che ormai è “cultura”, per cui non è mai colpa di nessuno. Atteggiamenti che preparano il terreno alle tragedie, che invece si potrebbero evitare: come questa di Noemi, che oggi potrebbe essere qui fra noi, con la sua famiglia e i suoi amici, quelli veri, a scuola, al lavoro, a fare mille progetti, a sognare il suo futuro.

La sua ingenuità ha fatto il resto, ma chi poteva sospettare che la tragedia era così vicina? Intanto nel paese c’è stato un miracolo: da un pò non ci sono più furti nelle nostre case e rapine a banche, uffici postali, centri commerciali della zona.

Quando s’è sparsa la voce che eri sparita, abbiamo sperato, e pregato col cuore, affinché ti fossi rifugiata da un’amica, così, per giocare a essere grande, ma sapevamo che era un’illusione.

Ora la tragedia si è compiuta, hanno spento il sorriso di un angelo. Ti pensiamo, Noemi, quella notte come un cucciolo spaventato nelle grinfie sporche del tuo carnefice (ma è uno solo?) che non hai mai voluto denunciare. La tua agonia, sola fra gli ulivi, mentre il sole sorge e inonda il mare di Leuca e dolcemente ti accarezza i capelli e tu senti il suo respiro caldo, e il nostro cuore si spezza. Povera, povera Noemi figlia, nipote, amica nostra: è stato terribile, ed è terribile per noi accettare la realtà.

Piccola donna del nostro tempo, pensiamo ai tuoi sogni spezzati, ai tuoi mille progetti, le tue fantasie, alla vita che lupi feroci travestiti da agnelli, subdoli e falsi, ti hanno rubato. E intanto, come belve insaziabili, prima con le pietre, poi con le parole, continuano a sporcarti!

E pensiamo allo strazio indicibile di una madre, il suo cuore lacerato, il padre che pure aveva mostrato disponibilità verso il “fidanzatino”, la sorella maggiore Benedetta, quasi laureata, orgoglio della famiglia, e tutta la brava gente di Specchia incredula, senza parole.
 
Lo siamo anche noi a Montesardo, sconvolti, addolorati e affranti per un angelo da troppi lasciato solo che piange nella notte. Soffriamo quanto voi, siamo vittime anche noi, ma vi preghiamo di crederci: non siamo un paese di “mostri”, non c’entriamo niente con loro, anzi, li abbiamo subìti, e combattuti da sempre. Anche noi più volte abbiamo lanciato grida d’allarme e nemmeno noi siamo stai ascoltati.

A Noemi, alla sua famiglia, alla comunità di Specchia, Montesardo è vicino con affetto sincero e umilmente chiede perdono.

Ora speriamo che la giustizia sia veloce, e giusta, che non si trovino cavilli insulsi, alibi posticci, attenuanti ridicole, né garantismi inopportuni, sempre a favore dei delinquenti, mai delle vittime. Troppe volte abbiamo visto i responsabili di crimini orrendi dopo qualche mese in giro liberi e felici, a fare i loro porci comodi.

Non condividiamo certe asprezze dei social, ma stavolta hanno ragione: che si butti via la chiave, anzi, se i “mostri” se ne andranno da questo paese di gente per bene, che hanno infettato abbastanza, ci faranno un favore (staremo meglio anche noi), perché ci occupano l’aria e non sopportiamo il loro fetore, sbattuti come siamo sotto gli occhi del mondo dal “giornalismo” morboso alla Barbara D’Urso.

Cara Noemi, nostro caro, caro angelo fragile, indifeso, adorabile: volevi solo vivere ed ecco che cosa ti hanno fatto i grandi. Non abbiamo saputo difendere il tuo sorriso, la tua innocenza, la tua dolcezza, la tua bontà, i tuoi incanti di bambina che diventa donna. E’ qui la nostra amara sconfitta, la colpa che ci graverà per sempre sul cuore.
 
Non abbiamo capito la tua esuberanza, la voglia di crescere in fretta e ti abbiamo fatto conoscere la faccia peggiore della vita, un mondo brutto e sudicio, quel mondo dei grandi che invece di rispondere ai tuoi mille perché e alle tue speranze, non ha ascoltato i tuoi silenzi. Abbiamo fallito tutti: come genitori, cittadini, educatori, comunità, istituzioni. Non sappiamo difendere i nostri figli, il futuro, l’innocenza, la bellezza. Vergogna, mille volte vergogna! I nostri cuori sono oppressi dai sensi di colpa.

Ora Noemi sarai donna per sempre, perché quello volevi essere. Eri una creatura speciale. Ci resta il tuo sorriso, la tua gioia di vivere contagiosa, l’incanto di una bambina che si fa donna, di un anatroccolo che si fa cigno: i tuoi doni più belli. Grazie!

Come un bellissimo fiore di campo che sboccia a primavera, il tuo profumo rimarrà sempre nell’aria, perché la grazia e la bellezza sono per sempre, e tu possedevi l’una e l’altra.

Ciao Noemi, figlia nostra cara cara cara, ti mandiamo un grande, caldo, immenso abbraccio. Non sei sola e mai sarai sola, noi siamo lì con te a farti compagnia fra gli ulivi, mentre il sole tramonta sul mare della sirena Leucasia e fa sfavillare d’oro la tua pelle e i tuoi capelli.

Di noi ti puoi fidare, siamo sinceri, ti vogliamo bene davvero, anche chi non ti conosceva o ti ha vista solo di sfuggita. Il tuo sorriso sarà sempre nel nostro cuore.

E tu, se puoi, cara, cara Noemi, perdonaci…    

L’'Oscillum' di Pizzolante al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano


MILANO - Matteo Pizzolante di origine salentina formazione europea ha studiato all' Hochschule für Bildende Künste di Dresda con Wilhelm Mundt e Carsten Nicolai, classe 1989 è tra gli artisti più giovani presente all’evento Fair Resonances 2017, promosso dalla Commissione Europea che in questa edizione propone il tema della Fairness (equità), particolarmente caldeggiato dalla presidenza Juncker.

L’importante evento è stato progettato dal CCR Centro Comune di ricerca di Ispra in collaborazione con il  Museo della Scienza e tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, e ha avuto la sua anticipazione al JRC lombardo  in un succedersi di tre giorni (12/15 settembre) di incontri e conferenze.  All’inaugurazione presso il Centro di Ricerche sono intervenuti il Direttore generale Vladimir Suchă e Paul Du Jardin direttore artistico del Palais des Beux Art di Bruxelles che insieme ad artisti e scienziati hanno dibattuto tra arte e scienza, non più discipline separate ma a binario unico.

I temi cardini su cui ci si è confrontati, e da cui si è partiti hanno considerato diverse domande: come possiamo costruire un mondo equo? Pari opportunità, uguaglianza di reddito, uguale accesso alla tecnologia e istruzione per tutti sono diritti legati solamente alla casualità geografica oppure il mondo è veramente fuori controllo? Come ci sentiremmo se non cercassimo di rendere il mondo un posto equo? Sarebbe un luogo governato dal caos, dalla paura, dalla rabbia, piuttosto che dalla giustizia, dall'ordine e dall'uguaglianza? Come possono scienza e arte, combinando le proprie forze, coinvolgere la società? A queste domande le ipotesi artistiche hanno privilegiato un “incontro” concertato a riavvicinare l’arte con la scienza ma soprattutto ad alimentare riflessioni sulle problematiche dei nostri tempi per un mondo più “equo” e responsabile.
Gli artisti
Frederikde Wilde,
Evelina Domnitch & Dmitry Gelfand,
Anne Marie Maes,
Fabio Lattanzi Antinori,
Lorenzo Montarini,
Honey &Bunny (Martin Haeblesreiter e Sonja Stummerer),
Markus Zohner,
Alan Alpenfelt,
Fabio Cian,
Davy Vanham & Luc Feyen,
Anaïs Tondeur,
Mario Costanzi,
Matteo Pizzolante,
Kim De Ruysscher

di origine e formazione internazionale sono presenti dal 22 di Settembre fino al 22 di Ottobre al Museo della Scienza e Tecnica di Milano in un allestimento personalizzato dove le opere dialogano con i reperti in permanenza creando un’osmosi spaziale e temporale unica.

L’opera di Matteo Pizzolante ha radici nella tradizione messapica infatti gli antichi abitanti in un rituale propiziatorio erano soliti appendere ai rami degli ulivi, dischi di terracotta per scongiurare catastrofi naturali. Da questa antica usanza, l’articolazione dell’opera “Oscillum” affronta con chiarezza insieme ad un equipe di ricercatori guidati dall’ecologista Pieter Beck le problematiche della Xilella batterio killer, che di fatto ha messo in atto la trasformazione del  paesaggio salentino disseccandone gli sterminati uliveti. L’installazione che sarà presentata al Museo Milanese tra video, immagini, sculture e suoni, pone delle domande provocatorie sulla drammaticità di un ambiente naturale scardinato dal batterio ma dove le responsabilità dell’uomo sono rilevanti.

Resonances Festival 2017
Museo della Scienza e tecnologia “Leonardo da Vinci” Milano
22 Settembre 22 Ottobre 2017
inaugurazione Giovedì 21 Settembre ore 16.30

Lecce, la rassegna 'Calici di Cinema' si chiude con l'omaggio a Tomas Milian

LECCE - Si conclude in bellezza la rassegna “Calici di Cinema”, ideata da Antonio Manzo per omaggiare l’indimenticabile Tomas Milian, cogliendo l’occasione per abbinare il cinema d’autore al gusto dei vini salentini. L’evento è inoltre organizzato da “Vite Colta” di Marta Cesi, enosteria dell’azienda vitinicola DeiAgre di Felline, diventata ormai un accogliente e inedito contenitore culturale, oltre a essere un punto di ritrovo per estimatori dei vini di qualità.

Venerdì 22 settembre, con inizio alle ore 21, si terrà l’ultimo appuntamento di questa fortunata rassegna che ha già ottenuto grande riscontro con i primi tre incontri. A essere proiettato nella suggestiva Piazza Castello di Felline, uno dei borghi più caratteristici del Salento, sarà il film “Identificazione di una donna”, girato nel 1982 da Michelangelo Antonioni, uno dei registri più stimati del cinema italiano.

Una pellicola che spazia tra il drammatico e il sentimentale, nella quale Tomas Milian veste i panni di Niccolò, un regista alla ricerca di un volto femminile per il suo nuovo lavoro. È in questa situazione che conoscerà la seducente Mavi, interpretata da Daniela Silverio, con la quale inizierà una relazione passionale e allo stesso tempo burrascosa. Il rapporto tra i due dovrà superare diversi ostacoli, tra cui l’opporsi di parenti e amici di lei contrari ad esso perché Niccolò appartiene a un ceto sociale inferiore. Una storia d’amore complicata, che rischierà di risolversi in maniera infelice.

Nella colonna sonore del film, che all’epoca fu molto apprezzato e fece vincere ad Antonioni il Premio del 35° anniversario al Festival di Cannes, compaiono due brani di un’esordiente Gianna Nannini.

Come di consueto, la visione del film sarà accompagnata da un gustoso buffet con i vini pregiati DeiAgre, prodotti enologici unici poiché naturali, ottenuti eliminando la chimica in cantina.

Per info e prenotazioni: tel. 348 7792184

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile: anche a Lecce tutti al lavoro in bicicletta

LECCE - Al lavoro in bicicletta: sarà questa la nuova sperimentazione in cui si cimenterà la città di Lecce nell'ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.

Domani, venerdì 22 settembre, il "Bike to work" coinvolgerà dipendenti di aziende, liberi professionisti e dipendenti comunali che decideranno singolarmente o in gruppo di raggiungere il proprio posto di lavoro pedalando.

Due i punti informativi, coordinati dalle associazioni "Avvocati in Bicicletta" e "FIAB Cicloamici Lecce", per ottenere informazioni sulla mobilità casa-lavoro e per promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto per raggiungere il posto di lavoro.

L'Associazione "Avvocati in Bicicletta" allestirà il proprio banchetto informativo presso il tribunale di Via Brenta dalle ore 8,30 alle ore 11,00. In occasione dell'iniziativa, l'Associazione avvierà una raccolta firme per l'istituzione di una zona a traffico limitato dalle ore 8.00 alle 14.00 in Via Brenta e offrirà un ticket-colazione a tutti coloro (avvocati, magistrati, dipendenti del Ministero della giustizia, periti) che si recheranno presso gli uffici giudiziari in bicicletta.

Attivo dalle ore 8,00 in Piazza Sant'Oronzo il punto informativo coordinato dall'Associazione "FIAB Cicloamici Lecce" che incoraggerà i dipendenti comunali ad utilizzare una forma più sostenibile di pendolarismo nel tragitto casa-lavoro, fornendo loro tutte le informazioni utili. L'Associazione distribuirà inoltre dei gadget e un ticket-colazione a tutti i dipendenti comunali che si recheranno a Palazzo Carafa in bici.

Sul blog biketoworklecce.wordpress.com è possibile creare delle squadre di alunni o di colleghi di lavoro e competere sul numero di chilometri percorsi per raggiungere la scuola o il lavoro durante la settimana della mobilità.

Luigi Parrotto, la caduta dell’impero di un business man milionario

BARI - Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu! Anche se questa espressione ha oramai travalicato i confini locali del Salento, la più in voga meta turistica italiana degli ultimi anni, una traduzione è doverosa per chi non ha familiarità con il dialetto parlato nel Tacco d’Italia.

Salento: il sole, il mare, il vento! Un detto che racchiude l’essenza di quella terra magica protesa ad oriente tra Adriatico e Ionio che sarà stato familiare anche a Luigi Parrotto, il giovanissimo imprenditore di Casarano, provincia di Lecce, che con la sua idea geniale del mini eolico ha dato vita alla start-up GPRenewable che prometteva, grazie alle sue mini turbine, di creare un piccolo impianto eolico per uso domestico capace di produrre un terzo dell’energia elettrica necessaria ad una piccola abitazione.

Purtroppo, come molti fatti di cronaca continuano a raccontare, la favola del ragazzino-imprenditore baciato da un’intuizione geniale, che inventa un dispositivo in grado di rendere accessibili le fonti energetiche rinnovabili a tutte le famiglie, capace di fondare un impero milionario nel profondo sud capace si attrarre anche ingenti capitali dagli USA, sembra essere destinata a non conoscere un lieto fine.

Nessun “E vissero felici e contenti” perché un consulente tecnico nominato dal Tribunale di Lecce, a seguito della denuncia di un cittadino di Ugento che aveva installato sul suo terrazzo una dei “miracolosi” mini impianti eolici di Luigi Parrotto, monitorando l’attività della mini turbina ha accertato, dati alla mano, che questa non produceva energia elettrica.

Il giudice Alessandro De Lorenzi ha dunque emesso una sentenza a favore dello sfortunato abitante di Ugento che ha ottenuto la risoluzione del contratto stipolato con la società di Parrotto e la restituzione di quanto sborsato per l’installazione dell’impianto, una cifra vicina ai 14.000 euro.

Il caso in questione potrebbe essere isolato, relativo ad un impianto installato in una zona forse priva di una costante ed importante esposizione al vento, anche se la perizia tecnica effettuata ha accertato non solo il mancato funzionamento dell’impianto ma anche una serie di carenze che vanno dal cablaggio insufficiente ed errato in accoppiata a pannelli fotovoltaici già esistenti, fino al mancato completamento del collegamento con inverter e rete elettrica.

Tuttavia la sentenza potrebbe dare il La ad una serie di richieste risarcitorie se, come risulta dalla perizia disposta dal Tribunale e da numerosi dubbi che cominciano a circolare circa l’effettivo rendimento delle miracolose turbine della GPRenewable, e anche sulla società a stelle e strisce accreditata di aver acquistato l’azienda di Parrotto staccando un assegno da 5 milioni di euro aver acquistato.

Ricerche ed approfondimenti tecnici sulle turbine, delle quali si è fatto sempre fatica a reperire le schede tecniche dei vari modelli, quantomeno per conoscere i valori di potenza erogati, nonché indagini riguardanti le realtà economiche che avrebbero inglobato la società di Parrotto, che riportano notizie frammentarie e mai chiare sull’asset societario dietro la creatura, a quanto pare oramai in mano americana, dell’imprenditore salentino.

Siamo di fronte dunque alla veloce ascesa e caduta di un impero milionario oppure a qualcosa che in realtà non è stata mai nulla di più che un soffio di vento?

Serie C, Catanzaro-Lecce: gara insidiosa per i salentini

di FRANCESCO LOIACONO - Questa volta il Lecce dovrà vedersela sul campo del Catanzaro. La partita si giocherà sabato alle 20,30. Per i salentini si preannuncia una gara molto insidiosa. I calabresi dopo il successo per 2-0 a Bisceglie cercheranno di ripetersi per avvicinarsi al primo posto in classifica. Sarà importante cercare di contrastare con efficacia Spighi, Falcone Letizia e Cunzi. Quest’ultimo dopo 4 giornate ha già realizzato 2 gol nel girone C di serie C. L’unico ex del match è il trequartista del Catanzaro Falcone il quale ha giocato dal 2010 al 2012 nel settore giovanile del Lecce.

I calabresi nelle due partite interne giocate allo stadio “Ceravolo” hanno totalizzato 4 punti. Vincendo 2-1 sulla Casertana e pareggiando 0-0 con la Juve Stabia. Il Lecce dopo la vittoria casalinga per 1-0 sul Rende vuole ottenere un colpo esterno in Calabria nella corsa verso la promozione in serie B. Nei due match esterni finora disputati i pugliesi hanno ottenuto solo un punto, 1-1 a Brindisi con la Virtus Francavilla Fontana. Nell’altra gara lontano dal “Via del Mare” un pesante 3-0 subito a Catania.

Sulla panchina del Lecce debutterà il nuovo tecnico Fabio Liverani, arrivato in Salento dopo il provvisorio insediamento di Maragliulo e Morello che erano subentrati al dimissionario Rizzo. Liverani è giunto a Lecce con molto entusiasmo, convinto di fare molto bene dopo avere portato la scorsa stagione la Ternana alla salvezza in serie B. Purtroppo dovrà rinunciare a Di Piazza che deve scontare due giornate di squalifica e Ciancio infortunato. Importante sarà proporre un gioco veloce. Fondamentale effettuare progressioni insistenti in tutte le zone del campo.

Nel Lecce in porta Perucchini. Nel reparto arretrato Lepore, Drudi Cosenza Di Matteo e Armellino. Esterni Costa Ferreira e Mancosu. Regista Pacilli. In attacco Caturano e Torromino. Nel Catanzaro tra i pali Nordi. In difesa Zanini, Riggio Sirri Imperiale e Onescu. Sulle fasce Benedetti e Spighi. Trequartista Falcone. In avanti Letizia e Cunzi.

mercoledì, settembre 20, 2017

Noemi, funerali a Specchia. Vescovo: "Cercavi l'amore"


LECCE - Si sono svolti oggi a Specchia, nel Leccese, i funerali di Noemi Durini, la sedicenne scomparsa il 3 settembre scorso e del cui omicidio si è auto-accusato il fidanzato diciassettenne Lucio.

"Cara Noemi, cercavi l'amore, hai trovato la morte ma Dio ti ridona la vita". Con queste parole monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento ha chiuso nella chiesa parrocchiale di Specchia gremita di persone, l'omelia alla cerimonia funebre della giovane. Il vescovo si è rivolto, tra l'altro ai genitori e famigliari della giovane esprimendo comprensione per il loro dolore e per la difficoltà, di "tenere a freno rancore e amarezza, nutrendo sentimenti di astio e risentimento nei riguardi di chi ha portato via troppo presto vostra figlia".

La bara bianca di Noemi è stata stata trasportata a spalla tra due ali di folla e accompagnata da un lungo applauso commosso. Alla cerimonia funebre hanno partecipato tantissime persone, molte delle quali non sono riuscite ad entrare e sono rimaste sul sagrato.

Intanto è stata compiuta in queste ore l'autopsia sul corpo in stato di decomposizione della giovane, che però finora non avrebbe fornito elementi certi per stabilire le cause della morte della giovane salentina.

Tuttavia i medici legali hanno "forti sospetti" su alcune lesioni presenti tra il collo e la testa della giovane. Il fidanzato di Noemi, detenuto per l'omicidio, ha detto di aver ucciso la ragazza con una coltellata al collo.

Gli accertamenti sulle cause del decesso si sono rivelati sinora piuttosto difficili. Il cadavere di Noemi, come già detto, era in cattivo stato di conservazione e le lesioni delle larve avevano complicato il già difficile lavoro dei medici.

Il medico legale nominato dalla Procura, Roberto Vaglio, e il consulente della famiglia, il prof. Francesco Introna, hanno deciso di compiere esami istologici e cito-chimici sui tessuti prelevati dal cadavere e hanno disposto l'esame delle larve per accertare l'epoca della morte.

GIP: FIDANZATO NON HA SENSI DI COLPA - "Un'organizzazione borderline di personalità con capacità intellettive al limite". E' il quadro psicologico di Lucio, il 17enne che ha confessato di avere ucciso Noemi, la sua fidanzata. E' quanto emerge nel decreto di convalida del gip del Tribunale per i Minorenni di Lecce in merito alla relazione neuropsichiatrica psicologica del dipartimento di salute mentale dell'Asl di Lecce redatta lo scorso 14 settembre. Per il gip, il ragazzo leccese "non manifesta cenni di reale senso di colpa".

Nel decreto di convalida del fermo il gip ritiene inoltre che sussista un pericolo di fuga del giovane.

Yoga astroenergetico a Lecce: cos'è, chi lo organizza e perchè


di BEATRICE GALLUZZO - L’associazione Anahata, presente a Lecce e Nardò, nasce nel 2003 e si occupa delle cosiddette “discipline interne” al fine di – come si legge sul loro sito – “promuovere nell'individuo un processo di auto miglioramento e trasformazione interna, favorendo così il risveglio del proprio potenziale e l'Armonia sia interna che esterna”. Al momento, stanno organizzando lezioni di “AstroYoga”. 

Dal momento che “l’Armonia sia interna che esterna” latita nella mia persona, e dal momento che ho un’idea molto vaga di cosa sia l’Astroyoga, sono andata a trovarli nella sede della loro associazione a Lecce, in via Lupiae 41.

Quando entro, percepisco un vago sentore di incenso, e mi accoglie una luce calda veramente piacevole. Ad accogliermi ci sono Pietro Potenza e Cinzia Lippolis, insegnante di Yoga da oltre 13 anni.

Mi puoi spiegare in parole povere cosa fate? Cos’è l’AstroYoga?
Inizio col dire che lo yoga è una disciplina che racchiude in sè varie forme: l’Hatha yoga è una di queste, ed è quello che facciamo qui. In particolare, Yoga astroenergetico significa che utilizziamo le Asana (posture) dell’Hatha yoga, però in base ai cicli astrali. Il calcolo lo faccio io stessa, ad inizio di ogni lezione, considerando vari fattori tra cui il giorno della settimana in cui viene effettuato l’incontro.

In pratica, come si svolgono le lezioni?
Le lezioni si svolgono nella sala attigua, in gruppi in genere molto piccoli, massimo dieci persone. La durata è di un’ora e mezzo, suddivisa in Asana e rilassamento finale. E’ molto importante, mentre si pratica, mantenere il silenzio, affinchè si raggiunga il giusto grado di concentrazione mentale, fisica ed emotiva. Lo yoga è una disciplina peculiare e necessita tranquillità- venire qui non è come andare a lezione di ballo.

Ascolta, quali sono i benefici della disciplina?
 Guarda ti posso dire, parlando terra terra che ci sono dei doni che lo yoga ti fà, dopo alcuni tempi, a livello quotidiano. In senso fisico dona elasticità ai muscoli, in senso psicologico migliora il tono dell’umore, riduce lo stress. Ma quello che voglio fare capire è che è riduttivo trattare la questione in termini solo di benefici psico-fisici; il fine ultimo dello yoga trascende queste cose- arriva a toccare l’Essenza dell’individuo. Ed è veramente difficile da spiegare se non lo fai.

Cosa intendi quando parli di “Essenza”?
Bè, per te cos’è l’Essenza?

Così su due piedi francamente è un quesito che non mi sono mai posta. Probabilmente non sono una persona abbastanza spirituale.
Guarda, non è solo un fatto di spiritualità, in realtà io sono una persona molto concreta. La gente a volte ci dipinge come stralunati che vivono su eremo, ma voglio dire, io ho una vita normalissima. Il mio pensiero è che bisogna essere ben radicati per elevarsi verso qualcosa di più grande.

Comunque, cosa ne pensi del fatto che una disciplina come lo yoga sia diventata negli ultimi anni molto diffusa e, passami il termine, molto “glamour”?
Penso che l’eccessiva pubblicizzazione dello yoga abbia anche dei risvolti negativi. La gente che viene qui per seguire una moda interpreta lo yoga in una maniera fuorviante, concentrandosi sugli aspetti più frivoli della disciplina, mancando però di afferrare il senso ultimo del percorso. Questo atteggiamento lo ha svuotato moltissimo del suo significato originario. Quando lo yoga era meno pubblicizzato, le persone facevano anche più fatica a trovarci: questo le motivava ancora di più.

Praticare lo yoga, almeno nell’immaginario comune, si inserisce all’interno di uno stile di vita più ampio che abbraccia alcune scelte di vita come per esempio la medicina omeopatica. Cosa ne pensi?
Chi fa yoga si trova a percorrere un percorso di ricerca del benessere che è a tutto tondo, e che in effetti spesso passa anche per la naturopatia, la cura con i fiori di Bach, eccetera. Quando inizi a pensare a cosa può farti bene, o a cosa stai introducendo nel tuo corpo molto spesso le strade si trovano a convergere. Non è assolutamente un percorso obbligato. Nella mia storia personale, è stato così.
Alla fine, quando sto per andarmene, mi chiedono di che segno sono. “Vergine”, dico io. Ridendo, mi comunicano che sen’erano accorti subito.

Come considerazione finale mi preme dire che, dietro una porticina un po’ nascosta nella periferia di Lecce, adesso so che ci sono Cinzia e Pietro:  due persone gentili, calorose, sorridenti.  Più di tutto, le definirei serene, di una serenità contagiosa. Se sia merito dello yoga, dei calcoli astrali, dei cicli cosmici, io questo non saprei dirlo.

Noemi, funerali a Specchia. Vescovo: cercavi l'amore

LECCE - Si terranno nella giornata di oggi a Specchia, nel Leccese, i funerali di Noemi Durini, la sedicenne scomparsa il 3 settembre scorso e del cui omicidio si è auto-accusato il fidanzato diciassettenne Lucio.

"Cara Noemi, cercavi l'amore, hai trovato la morte ma Dio ti ridona la vita". Con queste parole monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento ha chiuso nella chiesa parrocchiale di Specchia gremita di persone, l'omelia alla cerimonia funebre della sedicenne uccisa dal suo fidanzato il 3 settembre scorso. Il vescovo si è rivolto, tra l'altro ai genitori e famigliari della giovane esprimendo comprensione per il loro dolore e per la difficoltà, di "tenere a freno rancore e amarezza, nutrendo sentimenti di astio e risentimento nei riguardi di chi ha portato via troppo presto vostra figlia". La bara bianca di Noemi è stata stata trasportata a spalla tra due ali di folla e accompagnata da un lungo applauso commosso. Alla cerimonia funebre hanno partecipato tantissime persone, molte delle quali non sono riuscite ad entrare e sono rimaste sul sagrato. Intanto è stata compiuta in queste ore l'autopsia sul corpo in stato di decomposizione della giovane, che però finora non avrebbe fornito elementi certi per stabilire le cause della morte della giovane salentina.

Tuttavia i medici legali hanno "forti sospetti" su alcune lesioni presenti tra il collo e la testa della giovane. Il fidanzato di Noemi, detenuto per l'omicidio, ha detto di aver ucciso la ragazza con una coltellata al collo.

Gli accertamenti sulle cause del decesso si sono rivelati sinora piuttosto difficili. Il cadavere di Noemi, come già detto, era in cattivo stato di conservazione e le lesioni delle larve avevano complicato il già difficile lavoro dei medici.

Il medico legale nominato dalla Procura, Roberto Vaglio, e il consulente della famiglia, il prof. Francesco Introna, hanno deciso di compiere esami istologici e cito-chimici sui tessuti prelevati dal cadavere e hanno disposto l'esame delle larve per accertare l'epoca della morte.

GIP: FIDANZATO NON HA SENSI DI COLPA - "Un'organizzazione borderline di personalità con capacità intellettive al limite". E' il quadro psicologico di Lucio, il 17enne che ha confessato di avere ucciso Noemi, la sua fidanzata. E' quanto emerge nel decreto di convalida del gip del Tribunale per i Minorenni di Lecce in merito alla relazione neuropsichiatrica psicologica del dipartimento di salute mentale dell'Asl di Lecce redatta lo scorso 14 settembre. Per il gip, il ragazzo leccese "non manifesta cenni di reale senso di colpa".

Nel decreto di convalida del fermo il gip ritiene inoltre che sussista un pericolo di fuga del giovane.

martedì, settembre 19, 2017

Mostre: al Salone Teatini di Lecce espone Nando Lianò


di MARIO CONTINO - Dal 14 settembre al 2 ottobre, sarà possibile visitare l'esposizione artistica di Nando Lianò (Umana Historia), presso Salone Teatini in Lecce.

Fernando Corlianò, questo il nome dell'artista di origini campane, leccesi di adozione, ebbe il suo esordio nel lontano 1963, da allora ha tenuto mostre nelle più importanti gallerie artistiche italiane.

Pluri premiato, l'artista ha suscitato l'interesse dei più noti critici e giornalisti nazionali ed internazionali, comparendo nelle rubriche artistiche delle TV nazionali più autorevoli.

Questa mostra: Umana Historia, ruota intorno ad un'interpretazione artistica dei testi sacri, una riscrittura personale in chiave illustrata, in grado di dar vita a capolavori che rapiscono le menti e le anime di chi li osserva, incuriosito o con occhio critico.

Non volendo azzardarci a ricoprire il ruolo del critico d'arte, che sicuramente non ci compete, non possiamo che consigliare di recarvi presso il salone ed assistere ad una delle esposizioni più singolari mai realizzate, in rado di far riflettere e sognare.

Noemi, autopsia: sospetti su lesioni al collo

BARI - E' stata compiuta in queste ore l'autopsia sul corpo in stato di decomposizione di Noemi Durini, che però finora non avrebbe fornito elementi certi per stabilire le cause della morte della giovane salentina.

Tuttavia i medici legali hanno "forti sospetti" su alcune lesioni presenti tra il collo e la testa della giovane. Il fidanzato di Noemi, detenuto per l'omicidio, ha detto di aver ucciso la ragazza con una coltellata al collo.

Gli accertamenti sulle cause del decesso si sono rivelati sinora piuttosto difficili. Il cadavere di Noemi, come già detto, era in cattivo stato di conservazione e le lesioni delle larve avevano complicato il già difficile lavoro dei medici.

Il medico legale nominato dalla Procura, Roberto Vaglio, e il consulente della famiglia, il prof. Francesco Introna, hanno deciso di compiere esami istologici e cito-chimici sui tessuti prelevati dal cadavere e hanno disposto l'esame delle larve per accertare l'epoca della morte.

GIP: FIDANZATO NON HA SENSI DI COLPA - "Un'organizzazione borderline di personalità con capacità intellettive al limite". E' il quadro psicologico di Lucio, il 17enne che ha confessato di avere ucciso Noemi, la sua fidanzata. E' quanto emerge nel decreto di convalida del gip del Tribunale per i Minorenni di Lecce in merito alla relazione neuropsichiatrica psicologica del dipartimento di salute mentale dell'Asl di Lecce redatta lo scorso 14 settembre. Per il gip, il ragazzo leccese "non manifesta cenni di reale senso di colpa".

Nel decreto di convalida del fermo il gip ritiene inoltre che sussista un pericolo di fuga del giovane.