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giovedì, aprile 27, 2017

No Tap, blitz della polizia contro le barricate VIDEO

BARI - Blitz degli agenti della polizia in Salento, nell’area di San Basilio, vicino Melendugno, zona di approdo del gasdotto Tap, dove nella notte delle ruspe – scortate da agenti in tenuta antisommossa – hanno abbattuto le barricate che gli attivisti contrari all’opera avevano eretto a protezione degli ulivi ancora presenti nel cantiere.

Gli alberi devono essere sistemati nei vasi entro il 30 aprile, come prevede la legge regionale. “Non si può chiamare blitz perché sapevamo che sarebbero arrivati ed è successo. Erano più di trecento uomini delle forze dell’ordine: intorno alle due della scorsa notte, hanno bloccato noi che, come sempre, presidiavamo la zona per procedere alla sistemazione degli ulivi”, riferisce Gianluca Maggiore, portavoce del comitato “No Tap”.

“Quasi trecento uomini per spostare otto ulivi?”, si chiede Maggiore che era lì assieme a una cinquantina di manifestanti: “Eravamo pronti, sapevamo sarebbe successo. Abbiamo tentato con le mani alzate di farci scudo, abbiamo urlato i soliti slogan: come sempre è stata una protesta pacifica”, prosegue il portavoce “No Tap” che evidenzia come “l’arrivo di trecento uomini delle forze dell’ordine è semplicemente ridicolo. Far arrivare ruspe, poliziotti da Napoli e altre zone per otto ulivi da spostare fa ridere”.

EMILIANO: NO SINDROME NIMBY, E' PREPOTENZA STATO - “Lo Stato sta imponendo un’opera pubblica in un luogo quasi caraibico senza ascoltare la Regione che vorrebbe che l’approdo fosse spostato di una trentina di chilometri in un comune che lo vuole per attuare la decarbonizzazione. Non siamo davanti alla sindrome nimby (not in my back yard, ndr) ma alla prepotenza dello Stato esercitata attraverso forze di polizia contro cittadini e amministratori locali. L’arroganza dello Stato amareggia i cittadini che hanno ragione di manifestare pacificamente”. Lo ha detto il candidato alla segreteria del Pd Michele Emiliano intervistato da Rainews24.

SUDDITANZE. Quando Gagliano scacciò il 'suo' Ciardo

di FRANCESCO GRECO - Sospesa tra fatalismo e masochismo, scarsa autostima e rimozione della bellezza, la storia del Sud è fatta anche, o soprattutto, di occasioni mancate, appuntamenti con la storia falliti, treni perduti.
 
Oggi ne raccontiamo una, solo l'ultima di una lunga, lunghissima serie, citazioni della famosa frase di Nanni Moretti: “Facciamoci del male...”.
 
La macchina del tempo ci riporta all'altro secolo, anno di grazia 1996. L'assessore alla cultura del Comune di Gagliano del Capo, Antonio Biasco (foto), piscologo (sposato, 3 figli, laurea a Padova, oggi lavora all'Asl), che con la sua militanza e passione ha fatto la storia della sinistra nel Salento, ha un'idea: valorizzare il grande pittore Vincenzo Ciardo (23/10/1894 - 26/09/1970), “un grande del Novecento” (ipse dixit Vittorio Sgarbi).
 
Lavora su due livelli: l'acquisto della casa avita dov'è nato e ha vissuto l'artista (che negli anni Cinquanta fu anche direttore dell'Accademia di Belle Arti di Napoli, dove si trasferì nel 1920), in piazza San Rocco, il cuore antico del paese.
 
E la ricognizione delle opere (in foto un "Plenilunio") da proporre in una mostra permanente, nell'incantevole location (nata sui ruderi di un palazzo degli Scanderbeg, di cui resta la torretta). Biasco pensa a Palazzo Ciardo come al cuore pulsante e vivo di una comunità, un topos multiforme, semanticamente affollato, di eventi: cultura, dialogo, arte, ecc.

Incluso l'aspetto marketing del territorio, espresso dalla ricchezza dell'enogastronomia. Il paese ne ha bisogno per uscire dal feudalesimo, combattere le sfide della modernità.
 
Un progetto, come si intuisce, in anticipo sui tempi, molto articolato, un bel sogno che se realizzato, darà a Gagliano una leadership culturale, stante la grandezza di Ciardo, e al territorio una ricaduta di qualità, anche di sviluppo e occupazione.      
 
Biasco si appassiona all'idea: parla con i nipoti eredi (che non si sposò e nella Grande Guerra perse 3 fratelli, a cui è intitolato il corso principale di Gagliano). Li convince, ha la loro parola. Lo stabile sarà acquistato dal Comune per 100 milioni, da versare in due tranche.
 
Allo stesso tempo, incontra mecenati del territorio e li convince a comprare un'opera: il presidente della Banca del Salento (poi 121), nonchè presidente del Lecce in serie A, Giovanni Semeraro, l'imprenditore calzaturiero Adelchi Sergio, il barone Salvatore Leone de Castris, produttore di vini. Tutti a di poco entusiasti. Biasco parla anche con artisti di fama del Salento, li convince a donare un'opera (Ercole Pignatelli e la moglie tra i primi).
 
Lo psicologo poi d'incanto si ritrova fra le mani un catalogo e scopre che a Torino, negli anni Settanta, c'è stata una mostra proposta dalla Fondazione Olivetti. La contatta e anche loro si dicono interessati all'idea. Entusiasta anche Nicola Spinosa, all'epoca soprintendente del polo museale di Napoli: “Mio padre Pasquale fu suo allievo in Accademia, è ormai anziano, sarà felice vedere dove nacque e visse il Maestro...”.

E dà la sua disponibilità anche la critica d'arte Angela Vettese, oggi direttrice di Arte Fiera (Bologna) e prestigiosa “firma” dell'inserto domenicale del “Sole 24 Ore”.
Il nome di Ciardo apre tutte le porte.
 
Nello stesso periodo, l'artista Lorenzo Corrado a Novoli (città della Fòcara) propone una collettiva di grandi pittori del Salento, del passato e contemporanei: c'è pure Ciardo con la sua “Processione del Venerdì Santo”, un “Plenilunio”e qualche altra.
Un'altra opera è al Comune, nell'ingresso, e una si trova nella Caserma dei CC. Ma in paese molte sono sparse nelle case di privati cittadini, alcuni artigiani, che entrarono in contatto col Maestro e che ne fece loro dono.
 
Il sogno sta per materializzarsi, ma – e qui sta il masochismo del Sud e le antiche e nuove sudditanze – ecco il black-out. La chiesa locale si inserisce nella trattativa: vuol fare di Palazzo-Ciardo un oratorio parrocchiale. Inoltre salta fuori un altro erede, è vedovo della nipote, è un artista, vive a Milano e possiede alcune fra le più belle opere del Maestro: vuol vendere alla Chiesa perché deve fare un viaggio e lui pensa che il Comune è un cattivo pagatore. La Chiesa invece paga pronta cassa: infatti la Diocesi di Ugento (vescovo Domenico Caliandro, oggi a Brindisi) mette i soldi sul banco.
 
Il Comune a questo punto rinuncia alla sua coscienza laica e invece di combattere si tira fiori. Casa-Ciardo va alla Chiesa, che in questi anni l'ha usata per il catechismo e il calcio balilla e ha fatto delle ristrutturazioni selvagge.
 
Una vicenda così contorta, alla Guareschi, non poteva che concludersi con un colpo di teatro. Poche settimane dopo, una mattina Biasco va in Comune e spulciando la posta del giorno cosa trova? Da Milano, una richiesta di autorizzazione per il trasporto di una salma: è quella del nipote di Ciardo che voleva vendere per farsi un viaggio. Ha realizzato il suo sogno: è morto nel sonno, di infarto, e arriverà a Gagliano per essere tumulato nella tomba di famiglia. Un bel viaggio su un carro funebre comodo, moderno, luccicante. Le opere del prozio in suo possesso finiscono a un ente religioso di Milano.
 
Biasco non si è arreso, è nella sua tempra: in questi anni a più riprese è tornato alla carica: chiedendo anche metà del Palazzo per un museo, visto che la casa è immensa. Ha ricevuto sempre rifiuti. Ma i tempi ormai sono maturi per un onorevole compromesso fra Comune e Chiesa, verrebbe da dire Don Camillo e Peppone. Per onorare un figlio illustre di Gagliano. E anche per far uscire il paese dalle tenebre dell'oscurantismo e del Medioevo. Gli altri stanno sugli esopianeti, qui la parola non vale niente...

Filobus a Lecce: ritardi, disagi e tangenti. M5S, "Disastro bipartisan dei partiti"

LECCE - In merito alle vicende sulla realizzazione e sul funzionamento del filobus a Lecce interviene il deputato Diego De Lorenzis, componente del M5S in Commissione Trasporti alla Camera, a seguito della notizia del rinvio a giudizio per tangenti del consulente giuridico dell’ex sindaco Adriana Poli Bortone, il professore Massimo Buonerba.

“Questo progetto, pensato male e realizzato peggio, continua a gravare sulle tasche dei cittadini senza aver portato alcun beneficio né alla mobilità urbana né tantomeno all’ambiente e alla salubrità cittadina visto che è stato realizzato un progetto ben diverso da quello inizialmente previsto” - dichiara il deputato - “in tutti questi anni sono stati spesi più di venti milioni di euro per invadere la bella e storica città di Lecce di pali e fili decapitando i finanziamenti previsti per altri interventi fondamentali come l’acquisto di mezzi di trasporto pubblico ecologici per aumentarne la frequenza e la capillarità, il bike sharing funzionante, i parcheggi di scambio, l’ampliamento delle zone 30 e della ztl.”

“Ma se la politica locale è stata complice in questo pasticcio, incapace nella gestione dell’opera e chi ha scoperchiato l’affaire oggi è anche candidato sindaco con l’appoggio dei responsabili, anche alla luce delle recenti determinazioni della Procura della Repubblica” - incalza De Lorenzis - “anche il Governo nazionale ha gravi responsabilità ed è inaccettabile la mancanza di trasparenza sui finanziamenti erogati che magicamente coincidono esattamente a quelli previsti per la prima ipotesi progettuale nonostante l’opera poi effettivamente realizzata sia del tutto stravolta e differente per tecnologia, percorso, mezzi!”

“Ho infatti presentato un’interrogazione perché Delrio ci dimostri di aver avviato un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità interne alle strutture ministeriali incaricate dell’opera” - conclude il deputato - “I funzionari corresponsabili di tale sfacelo non dovrebbero essere ancora incaricati di procedure simili e magari destinatari di premi di risultato! Pretendiamo chiarezza dal Governo e che si attivi per il recupero delle somme erogate”.

LEGA PRO. Paganese-Lecce, gara insidiosa per i salentini

di FRANCESCO LOIACONO - Il Lecce giocherà fuori casa contro la Paganese. Il match si disputerà domenica alle 14,30. Per i salentini sarà una partita molto insidiosa. I campani dopo la sconfitta per 2-0 a Siracusa cercheranno di vincere per confermarsi in zona play off. I pugliesi dovranno cercare di contrastare con efficacia in particolare Alcibiade, Carillo Mauri Tagliavacche Bollino Cicerelli Firenze e Reginaldo. Di questi ultimi due il primo ha segnato 8 gol nel girone C di lega pro. Il secondo ha sorpreso 11 volte i portieri avversari. Due saranno gli ex della gara. Alcibiade e Gomis entrambi della Paganese. Il primo giocherà dall’inizio. Il secondo andrà in panchina.

Il Lecce dopo la sconfitta in casa per 1-0 contro il Messina deve centrare un colpo esterno per prepararsi al meglio per gli spareggi che determineranno il salto di categoria. I calciatori salentini avranno motivazioni aggiuntive per fare bene in campo dopo l’arrivo del nuovo tecnico Rizzo al posto dell’esonerato Padalino. Purtroppo però Rizzo dovrà schierare una squadra molto rimaneggiata. Indisponibili Cosenza squalificato,Giosa Drudi e Doumbia infortunati. Nella gara di andata giocata al “Via del Mare” vinsero i pugliesi per 3-1. Le tre reti dei salentini furono realizzate due da Lepore una per tempo, ed una da Caturano nella prima parte di gara. Rizzo ha portato aria nuova tra i tifosi che contestavano in continuazione Padalino dopo il 3-0 subito a Foggia. Per questo la società giallorossa ha deciso per la svolta tecnica. Fondamentale sarà proporre un gioco molto veloce. Si dovranno evitare gli errori in fase di copertura che ci sono stati contro i siciliani.

Nel Lecce in porta Perucchini. Nel reparto arretrato Ciancio, ArrigoniVitofrancesco Lepore e Tsonev. Esterni Costa Ferreira e Agostinone. Regista Pacilli. In attacco Caturano e Torromino. Nella Paganese tra i pali Liverani. In difesa Longo, De Santis Alcibiade Carillo e Mauri. Sulle fasce Tagliavacche e Bollino. Trequartista Cicerelli. In avanti Firenze e Reginaldo. I salentini vogliono soddisfare i loro supporters.

mercoledì, aprile 26, 2017

Trenitalia, linea Martina Franca-Lecce: furto di rame, circolazione rallentata tra Cisternino e Ceglie Messapica

BARI - Tagliati e asportati questa notte circa cento metri di cavi di rame tra le stazioni di Cisternino e di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Danno complessivo circa 20 mila euro. Lo rende noto Trenitalia.

Le squadre tecniche di manutenzione sono al lavoro per ripristinare le normali condizioni per la circolazione ferroviaria.

In attesa del reintegro del materiale trafugato e la riparazione degli apparati, i treni della linea Martina –Franca - Lecce viaggiano registrando ritardi medi di 15 minuti.

L’asportazione di rame non comporta – nel modo più assoluto – problemi di sicurezza alla circolazione dei treni che viaggiano in questi casi secondo protocolli specifici (marcia a vista in prossimità dei passaggi a livello e rallentamenti nella tratta disconnessa). FSE ha sporto denuncia contro ignoti.

Lecce, allo studio prototipo accessibile rosone Santa Croce

LECCE - La città di Lecce avvia un percorso partecipato volto alla realizzazione della riproduzione tattile e dell’audio descrizione di uno dei simboli della città, il Rosone della Basilica di Santa Croce. L’obiettivo è di promuovere la fruizione dell’arte alle persone con disabilità visiva, allargando il processo di costruzione del prototipo del Rosone a esperti in accessibilità dell’arte, in riproduzioni tattili di beni culturali e ad artigiani specializzati nella lavorazione della pietra leccese.

È questo “Arte per Tutti”, progetto realizzato dall’associazione Poiesis, affiliata Arci, e vincitore di ‘Orizzonti solidali’ - Edizione 2016, bando di concorso promosso dalla Fondazione Megamark in collaborazione con i supermercati dok, A&O, Famila e Iperfamila. Insieme a Poiesis, da anni impegnata sul territorio in progetti sull’accessibilità, il Museo Tattile Statale Omero, l’Arcidiocesi di Lecce, il MUSA - Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento, il Centro Italiano Tiflotecnico, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Sezione di Lecce, il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, Arte Amica, Kaleidos e Arci Lecce. «L'accessibilità è un requisito necessario perché il diritto alla cultura e all'arte sia garantito per tutti – spiega Gian Maria Greco, Marie Skłodowska-Curie Fellow presso l'Università Autonoma di Barcellona e responsabile scientifico del progetto. Rendendo accessibile il simbolo più rappresentativo del Barocco leccese, il progetto "Arte per Tutti" è quindi un passo importante verso la costruzione di una vera comunità inclusiva».

Il prototipo sarà realizzato in resina, materiale resistente e adatto alla riproduzione di dettagli, dal Museo Tattile Statale Omero e saranno coinvolti artigiani locali per la creazione in pietra leccese di alcuni dei particolari del Rosone a grandezza reale. Il risultato finale sarà presentato il prossimo autunno e sarà esposto nella Pinacoteca del Museo Diocesano di Lecce. Il patrimonio artistico e culturale di Lecce si apre, così, all’accessibilità, allargando la fruizione di uno dei simboli indiscussi del barocco leccese alle persone con disabilità visiva. Un modo nuovo di pensare anche alla qualità dell’offerta turistica, che diventa più inclusiva e attenta a fasce della popolazione con esigenze differenti, e offre a tutti la possibilità di vivere un’esperienza sensoriale inedita del Rosone.

«Ogni forma d'arte esprime bellezza, e la bellezza è un sapore che dovrebbero gustare tutti – dichiara Salvatore Peluso, presidente UICI della Sezione di Lecce – ma per non vedenti e ipovedenti, però, questo non sempre avviene. “Arte per Tutti” ha il merito di sensibilizzare e per certi aspetti educare le istituzioni a pensare all'accessibilità, perché fruire di un bene culturale, qualunque sia la sua natura è un diritto di tutti. Realizzare una rappresentazione tattile della facciata della Basilica di Santa Croce di Lecce, autentico emblema del nostro barocco, significa che i privi della vista salentini hanno finalmente l'opportunità di conoscerne l'imponenza, la magnificenza, potendone apprezzare dettagli artistici e architettonici».

Grazie ad “Arte per Tutti”, la realizzazione del Rosone diventa un’opportunità per la cittadinanza e per gli operatori del settore di acquisire tecniche e conoscenze per comprendere questo processo e allargare la produzione di materiali accessibili di qualità a persone cieche e ipovedenti. Le attività di formazione e sensibilizzazione, gratuite su prenotazione (project@poiesis.it), si svolgeranno nei locali del MUSA - Museo Storico Archeologico dell’Università del Salento presso il Complesso Studium 2000 in via di Valesio a Lecce dalle ore 9 alle 13.30. Primo appuntamento, il 27 aprile con il modulo su “Riproduzioni tattili”, in particolare sui metodi e strumenti per la traduzione a rilievo per le opere bidimensionali, i laboratori esperienziali al buio e l'arte tattile contemporanea, a cura di Andrea Socrati responsabile della didattica speciale del Museo Statale Tattile Omero di Ancona. Seguiranno i moduli “Accessibilità museale e dei beni culturali” in programma il 10 maggio, a cura di Aldo Grassini e Annalisa Trasatti, rispettivamente Direttore e Responsabile servizi del Museo Omero, “Accessibilità nei musei universitari” il 12 maggio a cura di Grazia Maria Signore, Francesco Meo e Corrado Notario dell’Università del Salento e Giovanna Spinelli, esperta in accessibilità dell’Unione Ciechi e Ipovedenti di Bari, le “Audio descrizioni” nei giorni 3, 16 e 19 maggio con Grazia Maria Signore dell’Università del Salento, Valentina Terlizzi di Poiesis e Gian Maria Greco dell’Università Autonoma di Barcellona e, infine, il modulo sulla “Comunicazione accessibile” con lo stesso Gian Maria Greco e Fabrizio Martina di Poiesis. L’intento è quello di diffondere la cultura dell’accessibilità e la necessità di garantire il diritto di accesso e di pieno godimento dell’arte e della cultura da parte di tutti i pubblici ed in particolare delle categorie a rischio di esclusione sociale. Verrà riconosciuto 1 CFU agli studenti del Corso di Laurea Magistrale in Storia dell'Arte, indirizzo Patrimonio Culturale, del Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento.

«L'accessibilità alla cultura è un settore in espansione a Lecce e nel Salento – ribadisce Federica Legittimo, coordinatrice del progetto – ma perché sia realmente efficace è necessario che la buona volontà sia supportata da consapevolezza e formazione specifica. Grazie al sostegno della Fondazione Megamark e alla collaborazione con esperti del settore, con questo progetto Poiesis continua la sua attività in favore della professionalizzazione del territorio».

LEGA PRO. Lecce, esonerato il tecnico Padalino, al suo posto Rizzo

di FRANCESCO LOIACONO - Svolta improvvisa nel Lecce. La società giallorossa dopo la sconfitta per 1-0 in casa contro il Messina ha esonerato il tecnico Padalino. Alla dirigenza salentina non è piaciuta la prestazione dei pugliesi contro i siciliani. Inoltre l’ex allenatore era nel mirino della contestazione dei tifosi dalla partita persa il 19 marzo a Foggia. Ma fino a domenica scorsa gli era stata confermata sempre la fiducia. Al suo posto è arrivato in Salento Roberto Rizzo, 55 anni nato a San Cesareo in provincia di Lecce. In passato ha allenato la primavera del Lecce, il Martina Franca e il Casarano in C/1. Inoltre ha diretto da bordo campo il Matera in D, è stato tecnico in seconda in serie A con De Canio prima del Lecce e poi di Genoa e Catania. Ha avuto anche una esperienza in B col Lanciano.

Rizzo ha accettato con grande entusiasmo ed è il beniamino dei tifosi salentini, avendo anche allenato le giovanili e la primavera del Lecce. Ha firmato un contratto fino a giugno di quest’anno che sarà rinnovato anche per la prossima stagione se i salentini saranno promossi in B dopo i play off. Il tecnico in seconda è Sandro Morello. Si apre perciò una nuova pagina per il Lecce.

Padalino ha pagato in ritardo anche qualche battuta a vuoto in trasferta come il ko subito per 2-1 a Francavilla Fontana e la prestazione non eccellente nello 0-0 ottenuto a Cosenza che sono stati certamente determinanti alla lunga per la mancata promozione in B diretta dei salentini.

lunedì, aprile 24, 2017

Libri, racconti e Ferrari a Calimera

LECCE - Raduno di Ferrari nel Salento per la presentazione del libro “Sfida alla Transfagarasan – Una Ferrari sulla strada più bella del mondo” di Fabio Barone e Federica Giannone. Domenica 30 Aprile, una sola data per due eventi in due location d’eccezione per altrettanti autori che hanno deciso di catapultare gli amici salentini nell’universo Ferrari per un giorno.

Il ricco programma parte dalla suggestiva Tenuta Santicuti, che dalla mattinata del 30 Aprile ospiterà nel suo ampio parco un raduno di ben 20 Ferrari fra cui la rarissima 458 Speciale. Nella splendida masseria situata all’interno del Parco Nazionale delle Cesine, i ferraristi degusteranno un pranzo tipico preparato da Di Donfrancesco Catering e Banqueting, storico marchio salentino molto noto ed apprezzato.

Nel pomeriggio, l’appuntamento con le rosse di Maranello si sposterà a Calimera nella Sala Consiliare del Comune in Piazza del Sole, dove gli autori Fabio Barone e Federica Giannone presenteranno “Sfida alla Transfagarasan”, il loro nuovo lavoro editoriale scritto a quattro mani, sull’esperienza del Guinness World Record ottenuto da Barone correndo su quella che Top Gear UK ha definito la strada più bella del mondo. Al termine della presentazione, fra gli acquirenti del libro verranno estratti 3 fortunati vincitori di un giro in Ferrari per le vie del paese.

Ciliegina sulla torta sarà il raduno dei cavallini rampanti del Club Ferrari Passione Rossa in Piazza del Sole, dove gli intervenuti potranno ammirarne i 20 esemplari di Ferrari, fra cui la 458 Italia che ha guidato il pilota Barone alla conquista di due record mondiali. Il primo ottenuto nel 2015 tra le montagne dei Carpazi in Romania, sulla suggestiva Transfagarasan, che costeggia la fortezza del Conte Dracula. Il secondo vinto solo un anno dopo con un’altra pericolosissima impresa sulla Tongtian Highway in Cina, dove il pilota romano ha corso rappresentando ufficialmente l’Italia, per sfidare le 99 curve in salita senza guardrail della mitica strada che ha ispirato i creatori del film Avatar.

E’ proprio dal racconto dell’avventura nei Carpazi che è nato il libro “Sfida alla Transfagarasan”, uno speciale diario di bordo collettivo in cui Barone e Giannone hanno raccolto le testimonianze del Dream Team che ha reso possibile l’impresa: dal pilota al navigatore, dai meccanici e preparatori al mental coach fino alla direttrice dell’Ente Nazionale del Turismo romeno.

Da quest’esperienza ha preso vita anche un suggestivo documentario del regista Sante Paolacci, che verrà proiettato durante l’evento di presentazione per catapultare gli spettatori nell’atmosfera dell’avventura di questa squadra, unita dalla passione per il cavallino rampante. Un team che ha aiutato Barone a compiere imprese inimmaginabili, dimostrando che con tenacia, severa preparazione ed amore per ciò che si fa, ogni traguardo diventa possibile.

Se amate la lettura, le sfide o le rosse di Maranello, questo è un appuntamento da non perdere. Domenica 30 Aprile dalle ore 15,00 raduno di Ferrari in Piazza del Sole a Calimera ed alle 17,00 presentazione del libro nella Sala Consiliare del Comune.

Ultrà leccesi assaltano bus

di PIERO CHIMENTI - Un pullman di tifosi baresi, accorsi in terra leccese per assistere al match di seconda categoria Atletico Veglie-Ideale Bari, è stato preso d'assalto da vandali incappucciati, con sciarpa giallorossa. Gli assalitori sono riusciti ad aprire lo sportello dall'esterno con il piede di porco.

Il bilancio parla di sei baresi feriti. Al più grave gli è stata spaccata la testa con un sasso ed è stato subito trasportato all'ospedale Vito Fazzi.

LEGA PRO. Lecce-Messina 0-1, seconda sconfitta in casa per i salentini

di FRANCESCO LOIACONO - Il Lecce ha perso per 1-0 in casa contro il Messina. I salentini si confermano al secondo posto nella corsa verso i play off per la promozione in B. Nel primo tempo i pugliesi insidiosi. Un tiro di destro del portoghese Costa Ferreira è stato bloccato con le mani dal portiere Berardi.

Nel secondo tempo i pugliesi propositivi. Marconi di sinistro ha centrato il palo. Il tecnico in seconda del Lecce Di Corcia che ha sostituito in panchina lo squalificato Padalino, ha fatto entrare in campo l’attaccante Caturano al posto di Pacilli. Il Messina è passato in vantaggio con Anastasi, prontissimo di destro a superare il portiere Perucchini. I salentini hanno replicato. Un sinistro di Agostinone è stato intercettato in corner da Berardi. Di Corcia ha inserito Maimone in luogo di Costa Ferreira. Drudi ha rilevato Vitofrancesco. Nei salentini non hanno giocato Fiordilino e Cosenza squalificati, Doumbia e Mancosu infortunati. Seconda sconfitta interna stagionale per il Lecce dopo quella per 3-0 col Matera nel girone di andata. Colpo esterno fondamentale per il Messina che ha fatto un importante passo in avanti verso la salvezza.

A fine gara i salentini sono stati duramente contestati dai tifosi che si aspettavano un risultato diverso nonostante il torneo fosse già stato deciso con la promozione in B diretta del Foggia. Forse il modo di approcciarsi al match è stato sbagliato per i giallorossi pugliesi a cui è mancata la solita tenacia che esprimono sempre al “Via del Mare”. I pugliesi però hanno le carte in regola per ritrovare compattezza e condizione in vista degli spareggi che decideranno il salto di categoria.

domenica, aprile 23, 2017

Tap, "E se la spostassimo nelle zone già industrializzate?"

di FRANCESCO GRECO - Tap si, Tap no, Tap dove. Ulivi da spostare, poi torneranno (come quelli della Maglie-Otranto): l’arte dei pazzi. Intanto arrivano infiltrati e provocatori di professione: che devastano i muretti a secco, mentre il Tar del Lazio sospende i lavori per qualche giorno.

E’ una lotta contro il progresso? Non vogliamo assumerci i rischi che esso comporta? Non manca intanto il risvolto populista di chi gioca al tanto peggio tanto meglio. La rete che porta il gas ha fatto 8000 km passando dalla Turchia, la Grecia e l’Albania. Non hanno avuto paura. Ora si fermerà?

Ne parliamo col regista Massimo Fersini (“Totem Blue”, 2009), che sulla questione sta preparando un docu-film.

DOMANDA: In questi giorni ci sono stati scontri e proteste nella zona di Melendugno relative alla Tap. Lei che idea si è fatto? 
RISPOSTA: “Sono stato fuori per impegni di lavoro e non ero presente sul territorio, ma seguo quello che accade. Dinanzi a questi fatti cerco di pormi sempre con la massima imparzialità per dare una lettura oggettiva delle cose e per non essere tacciato di pregiudizi a priori, ma ahimè anche stavolta ci ritroviamo davanti a una brutta pagina che coinvolge il nostro territorio. Si parla sempre in nome del progresso e dello sviluppo, mi sono letto dei volantini divulgativi che vogliono tranquillizzare i cittadini, convincerli che la Tap non causa alcun danno, che si tratta solo di un canale che passa sottoterra e nessuno vede nulla. Ma non è proprio così. Intanto dove passa il cosiddetto canale, le piante vengono distrutte, il terreno viene scavato in profondità, ed è molto improbabile che si possa ristabilire tutto così com’era, e poi verranno costruite quelle macchine infernali preposte al funzionamento del gasdotto che non sono certo del tutto innocue, al contrario sono un pericolo per l’inquinamento, in una zona come quella di San Foca, tra le più belle d’Europa”.

D. E’ il caso di spostarlo da un’altra parte? 
R. “Qui non si tratta che nel mio orticello non va bene e negli altri si… Ma mi viene da chiedermi se è davvero necessario far passare miliardi di metri cubi di gas tra spiagge meravigliose e oliveti secolari, anziché in zone già industrializzate. Comunque il problema è la visione globale che ancora oggi si ha di progresso. Noi dobbiamo entrare nell’era che io definisco di “Capitalismo Bianco”, cioè un capitalismo moderno fondato sulle fonti energetiche pulite, sulla riduzione degli sprechi, dell’inquinamento, ma non solo, il Capitalismo Bianco deve rivoluzionare interamente il modello di vita attuale sempre più schizofrenico, con conseguenze anche sull’aspetto psichico delle persone. Bisogna scegliere un modello più slow, avere più attenzione verso ciò che ci circonda se vogliamo che il pianeta ci sopporti ancora per qualche decennio”.

D. E’ una questione che non riescono a risolvere a livello mondiale… 
R. “Non lo vogliono risolvere, e con questi chiari di luna… Tuttavia, negli altri paesi si stanno facendo passi avanti, nonostante tutto. Hanno cominciato la coltivazione della canapa industriale, poi il vento, l’acqua, il sole, addirittura si fanno esperimenti sul processo della fotosintesi come ipotesi di energia alternativa e qui ancora parliamo di gas e carbone”.

D. Si riferisce alla centrale di Cerano? 
R. “Esattamente. Il Salento è continuamente sottoposto a feroci violenze di natura ambientale. Dall’Ilva di Taranto, alla centrale a carbone di Cerano, Brindisi, adesso ci ritroviamo la Tap, per non parlare del flagello della xylella che ha distrutto l’intera economia agricola. E non finisce qui, spesso in mare e in terra c’è il ritrovamento di rifiuti tossici sotterrati per arrivare poi alle trivelle del petrolio in mare. Ma ci vogliamo dare una regolata o no? Tutto questo in un fazzoletto di terra come il Salento, una terra fragile che va preservata. Cosa ne vogliamo fare della penisola Salentina?”.

D. Nonostante tutto è sempre una delle méte turistiche più gettonate… 
R. “Al momento rimane la nostra unica fonte di guadagno, ma non credo che tutte queste operazioni distruttive giovino all’industria turistica. Vede, la forza del turismo nel Salento è proprio la valorizzazione del territorio. Le faccio un esempio: ogni struttura, dal più piccolo b&b al grande villaggio, si sposano con le caratteristiche del territorio. Ogni cosa si immerge nella natura salentina, crea una simbiosi con la campagna circostante, col cibo, col mare… Si crea un ambiente unico che permette agli ospiti di immergersi interamente nella nostra cultura che tradizionalmente è molto accogliente, ricca di storia, di tradizioni. Anche le strutture cosi dette di “divertimentifici”, se mi permette il termine, non sono corpi del tutto estranei al contesto. E questo risultato è stato possibile grazie all’intraprendenza delle persone che ci lavorano, al loro ingegno, che con poco hanno saputo creare un habitat importante per lo sviluppo turistico”.

D. Eppure Briatore dice che questo turismo non funziona con i ricchi… 
R. “Questa cosa mi fa un po’ ridere. Io non so Briatore a quali ricchi si riferisse. Probabilmente a una categoria di ricchi che ama il turismo escort, droga e discoteche. Una volta era sesso droga e rock and roll. Che con tutte le contraddizioni del caso almeno era un manifesto di libertà. Ma al di là delle battute, io so invece che molti ricchi amano proprio il nostro modello di turismo. E le posso assicurare che in Salento ci sono strutture di lusso, molto eleganti, che rispecchiano tutte le caratteristiche di cui dicevo prima. Guardi, dobbiamo capire una cosa. Non siamo a Dubai, dove in mezzo al deserto hanno costruito strutture post-moderne, extra lusso, corpi completamente estranei in mezzo a sterminati km di deserto. Qui da noi è completamento l’opposto. Una sinergia tra territorio, cultura, tradizione, cibo, mare e ovviamente le persone”.

D. Possiamo dire che in questo le politiche regionali hanno funzionato? 
R. “Stop! Non diamo ai politici meriti oltre il loro vero valore. I meriti, ripeto, sono tutti della gente che ci lavora”.

Takitaly Red Wine Selection: nel Salento gli straordinari rossi italiani

LECCE - Una straordinaria squadra di etichette pronta a conquistare il Salento. Quasi 100 vini rossi, provenienti da diverse regioni d’Italia, per “Takitaly red wine selection”, appuntamento imperdibile per i winelovers e gli addetti ai lavori organizzato dall’associazione Vinoway Italia, con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, in programma il 2 maggio prossimo (ore 16) nelle sale del maniero cinquecentesco di Castello Monaci, la cantina- struttura ricettiva immersa nella campagna tra Salice Salentino e San Pancrazio Salentino.

Saranno precisamente 93 vini, e altrettanti produttori, i protagonisti della prima manifestazione nazionale di questa portata mai organizzata nel Salento, ormai patria indiscussa di prestigiosi vini rossi, noti e ricercati in tutto il mondo. Le etichette, selezionate appositamente dagli autori e degustatori di Vinoway.com, magazine on-line di enogastronomia guidato da Davide Gangi, offriranno infatti una ricchissima panoramica sulla produzione italiana di rossi ottenuti dai vitigni autoctoni locali, destinatari ormai di grandi investimenti da parte dei produttori e artefici del successo internazionale del brand Italia in campo enoico. I vini, che provengono da Sardegna, Sicilia, Basilicata, Molise, Campania, Marche, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Puglia, saranno presentati dai rispettivi produttori al pubblico, che potrà degustarli ai banchi d’assaggio, dove il servizio sarà curato dai sommelier della delegazione AIS di Lecce.

“La selezione – spiega il presidente di Vinoway Italia, Davide Gangi - ha riguardato aziende e vini di particolare interesse nell’attuale panorama nazionale, che danno lustro al patrimonio vitivinicolo italiano, anche se abbiamo voluto premiare attività giovanissime che stanno svolgendo un ottimo lavoro e su cui riponiamo fiducia per il prossimo futuro. Un invito, insomma, a fare sempre meglio. Tutti gli addetti ai lavori avranno l’opportunità di degustare vini di alto pregio che in Puglia non sono ancora commercializzati e che potranno essere utili alle loro attività”.

La manifestazione si aprirà alle 16,00 con un focus tematico, al quale prenderanno parte tutti i produttori presenti, le autorità politiche regionali, i presidenti di consorzio di varie regioni e i giornalisti di settore, in cui si proverà ad affrontare in maniera corale temi d’attualità, fra cui quello delle denominazioni e della loro possibile riorganizzazione.

Alle 18,00,  invece, l’apertura dei banchi d’assaggio "Red Wine Selection Vinoway”: insieme ai vini si potranno degustare alcune specialità gastronomiche preparate dagli chef Cosimo Russo e Alessandra Civilla.

Inoltre, a partire dal 3 maggio, il portale vinoway.com ospiterà un sondaggio per i winelovers che potranno votare i vini più graditi dell’evento, che saranno inclusi nella Vinoway Wine Selection 2017.

“Un ringraziamento speciale – aggiunge Gangi -   a Mocavero Salumi, Acqua Fontenoce e al caseificio La Puglia Segreta per i prodotti messi a disposizione, e a Cantina Monaci e AIS Lecce per aver sposato questa nostra iniziativa, dimostrando che si possono realizzare manifestazioni con altissime referenze”.

Appuntamento al 2 maggio, ore 16,00 - Ticket d'Ingresso: €15,00 

sabato, aprile 22, 2017

Espianto ulivi, "Galletti si nasconde dietro a un dito"

BARI - "Sentire parlare di correttezza amministrativa e di piene garanzie ambientali, di fronte al dramma rappresentato dall'espianto di centinaia di piante di alberi di ulivo secolari, pare davvero improprio e surreale. Mentre il ministro Galletti invoca la ragion di Stato, per la realizzazione di un gasdotto che rafforzerà esclusivamente la dipendenza energetica italiana dall'estero, in questo caso dai giacimenti dell'Azeirbaigian, il ministro dell'agricoltura Martina non interviene in una questione che lo riguarda invece da vicino. Dove finiranno, secondo progetto, i 211 ulivi? Quale danno si creerà ad un'economia locale incentrata proprio su una produzione agricola di altissimo livello? Il paesaggio storico salentino rischia di essere irrimediabilmente deturpato, per colpa di un governo irresponsabile. Gli antichi greci punivano con la morte chi uccideva un albero di ulivo, noi li sacrifichiamo per poi nasconderci dietro a un dito. Dimenticando volutamente, non con colpa ma con dolo, che potremmo produrre in piena autonomia energia pulita, nella terra del sole e del vento, scegliendo l'unica strada possibile, quella della tutela di ciò che siamo", lo dice l'onorevole Vincenza Labriola del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

Artigianato, nel Salento l'universo magico del 'made in Italy'

LECCE - Le creazioni di Lella Curiel, i preziosi di Imara Ruffo di Calabria, gli accessori “glam” di Diamante Marzotto, i monili di Alessandra Hercolani con “H.a.s.c.e.”, le conchiglie d’arredo di Guido Pisani, gli orditi preziosi della Tessitura Calabrese, “Alberta Florence”  e gli abiti di Giulia Mondolfi, i gioielli di Gala Rotelli, le belle cose antiche di Giammatteo Malchiodi, le borse di Rossella Troise e Caterina Torlonia con “Red Soul Design”, le paglie dipinte di Marcella Angeletti, i complementi d’arredo di Maga Maison. Solo alcune delle new entry nell’universo magico di Artigianato d’Eccellenza 2017, ottavo appuntamento della prestigiosa mostra-mercato in programma dal 19 al 21 maggio a Lecce nella suggestiva ex Chiesa di San Francesco della Scarpa (inaugurazione venerdì 19 alle 18).

Ospiti della rassegna, come di consueto, i nomi più rappresentativi del miglior artigianato Made in Italy (e non solo) e da quest’anno, per la nuovissima sezione Millennials, anche un giovane professionista del manufatto d’autore selezionato per stile e capacità di incarnare valori positivi come la creatività giovanile e la voglia di riuscire nonostante le difficoltà.

La rassegna ospiterà come di consueto anche un nutrito angolo dedicato ai piaceri del palato made in Salento – tra gli altri i prodotti enogastronomici dell’azienda salentina “Perché ci credo” e la pasta di grano Saragolla del pastificio De Castro – e una mostra d’arte contemporanea, con le installazioni di Giuseppe Zilli, a curata di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva. Prevista inoltre alla Città del Gusto di Lecce, domenica 21 maggio alle 11, una mini-lezione di cucina della scrittrice Flavia Pantaleo e, a seguire, la presentazione del suo libro “La cucina dei pasticci e dei timballi” (Bonanno editore), con annessa degustazione.

Come da tradizione la mostra-mercato, vetrina ormai internazionale di settore nata nel 2009 da un’idea di Maria Lucia Seracca Guerrieri Portaluri, si svolgerà in contemporanea con “Cortili aperti”, la manifestazione promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane che apre ogni anno a turisti e appassionati i giardini e i cortili dei palazzi storici della città barocca, attraendo decine di migliaia di turisti.

Ad Artigianato d’eccellenza è collegato, come di consueto, un importante scopo benefico: quest’anno il contributo solidale della rassegna andrà a TRIACORDA ONLUS e PROGETTO ITACA LECCE, a sostegno dei quali sono previsti uno straordinario concerto della pianista Beatrice Rana e una cena di beneficenza.

Ingresso libero. Per maggiori informazioni: artigianatoeccellenza@gmail.com
artigianatodeccellenza.it
Facebook: ArtigianatodEccellenza
Instagram: artigianato_eccellenzalecce

venerdì, aprile 21, 2017

Tap, "Espianto ulivi è svendita nostra storia"

BARI - “La decisione del TAR del Lazio in merito all’espianto degli ulivi secolari del salento, che ha respinto il ricorso presentato dalla regione Puglia, mi lascia alquanto interdetta e preoccupata. Se il passaggio del gasdotto in quel fazzoletto di terra è considerato strategico per lo Stato, mi chiedo come non debba essere considerata almeno altrettanto strategica la necessità di tutelare un patrimonio naturalistico unico al mondo. Nelle radici di quelle 211 piante di ulivo, al centro di una vera e propria battaglia legale, c’è la storia della nostra terra, che proprio grazie al prodotto agricolo, olio d’oliva in primis, è conosciuta in ogni angolo del globo. Elemento che nei palazzi governativi viene considerato però sacrificabile. Roma, e ne abbiamo ormai da tempo la prova, non si pone alcun problema nel decidere, senza confronto e senza alcuna lungimiranza, sulle sue periferie, o meglio, come si sarebbe detto due millenni fa, sulle sue province. La Puglia non vuole e non può pagare la miopia romana”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

giovedì, aprile 20, 2017

Lecce, più di 400 bimbi delle scuole in festa insieme ai grandi campioni dello sport mondiale

LECCE - Si è svolta in Piazza Libertini a Lecce la seconda tappa dell’edizione 2017 di Banca Generali Un Campione per Amico. Più di 400  bambini delle scuole elementari e medie della città, hanno avuto l’opportunità di giocare e divertirsi con quattro grandi campioni dello sport italiano: Adriano Panatta, Andrea Lucchetta, Ciccio Graziani e Jury Chechi. Il centro cittadino si è trasformato per l'intera mattinata in una vera e propria palestra a cielo aperto: palleggi, rovesci, punizioni, capriole, lo sport e i bambini attori protagonisti sul palcoscenico cittadino.

"Siamo felici ed emozionati ogni anno di riscontrare tanto entusiasmo e partecipazione - ha dichiarato Adriano Panatta – “questa manifestazione, e anche oggi ne abbiamo avuto una grandissima conferma, ha successo perché permette di incontrare lo sport e i valori che ne fanno parte, elementi utili per diventare soprattutto campioni nella vita".

Soddisfazione anche dai vertici di Banca Generali, sponsor per l’ottavo anno consecutivo della manifestazione: "Siamo molto contenti per aver portato a Lecce un evento come Banca Generali Un Campione per Amico – spiega Corrado Liguori, Area Manager di Banca Generali Financial Planner in Puglia, Marche, Abruzzo, Molise e Basilicata -   crediamo sia importante trasmettere ai bambini l’esempio di questi quattro grandi campioni, ma vogliamo anche richiamare l’attenzione di tutti sull’importanza di una corretta educazione finanziaria a cui vogliamo avvicinare i più giovani”.

Appuntamento alla prossima tappa, il 27 Aprile a Caserta.

Segui Banca Generali ­­­- Un Campione per Amico sul sito www.uncampioneperamico.it sulla pagina Facebook, sul profilo Twitter dell’evento e tramite l’APP “BG UCPA” un vero e proprio hub dell’evento con contenuti esclusivi che consentiranno di vivere la giornata coi campioni grazie alle potenzialità della realtà aumentata.

Il Calendario 2017
Le tappe dell’edizione 2017 saranno: Cagliari (12 Aprile); Lecce (20 Aprile); Caserta (27 Aprile); Genova (4 Maggio); Ravenna (9Maggio); Reggio Emilia (11 Maggio); Vercelli (18 Maggio); Trieste    (23 Maggio) Voghera (25 Maggio); Brescia (30 Maggio).

LEGA PRO. Lecce-Messina, partita ostica per i salentini

di FRANCESCO LOIACONO - Questa volta il Lecce dovrà vedersela in casa contro il Messina. La gara si giocherà domenica alle 14,30. Per i salentini si prospetta una partita ostica. I siciliani dopo la sconfitta interna per 4-3 col Melfi cercheranno un colpo in Puglia per evitare di precipitare in zona play out. I giallorossi pugliesi dovranno contrastare con efficacia Da Silva, Musacci Foresta Sanseverino Milinkovic e Madonia. Di questi ultimi due, il primo ha segnato 6 gol nel girone C di lega pro. Il secondo ha sorpreso 4 volte i portieri avversari. Il tecnico del Messina Lucarelli dovrà rinunciare a Palumbo infortunato. Nelle ultime tre gare in trasferta i siciliani hanno totalizzato 3 punti. Vincendo 1-0 ad Andria. Pareggiando 1-1 a Fondi. Perdendo 5-1 a Matera. L’unico ex dell’incontro è l’allenatore dei giallorossi siciliani Cristiano Lucarelli.

Il Lecce dopo il pareggio per 1-1 a Matera deve incamerare i tre punti per consolidare il secondo posto nella corsa verso i play off per la promozione in Serie B. Purtroppo i salentini saranno in formazione rimaneggiata. Indisponibili Cosenza e Fiordilino squalificati, GiosaMancosu e Doumbia infortunati. Anche il tecnico Padalino squalificato per due giornate non potrà andare in panchina. Al suo posto il mister in seconda Di Corcia. Nella gara di andata giocata in Sicilia vinsero i pugliesi 3-0. Le reti furono realizzate da Persano nel primo tempo e due da Caturano una per tempo. Sarà importantissimo sviluppare una manovra di gioco intensa e corale. Determinante potrebbe risultare impostare insistenti azioni in contropiede.

Nel Lecce in porta Perucchini. Nel reparto arretrato Ciancio, Agostinone Drudi Vitofrancesco e Tsonev. Esterni Arrigoni e Costa Ferreira. Regista Lepore. In attacco Caturano e Torromino. Nel Messina tra i pali Berardi. In difesa Marseglia, Maccarrone Bruno Grifoni e Da Silva. Sulle fasce Musacci e Foresta. Trequartista Sanseverino. In avanti Milinkovic e Madonia. Negli ultimi precedenti in serie C, due vittorie dei pugliesi e una dei siciliani.

mercoledì, aprile 19, 2017

Turismo, tre masserie pugliesi e una dimora storica rimesse a nuovo

BARI - Masserie e dimore storiche sono un vero must della Puglia turistica. Ieri la Giunta ha approvato un provvedimento per la ristrutturazione a fini turistico ricettivi di tre masserie e di una dimora storica nel Salento,un provvedimento che va nella direzione della valorizzazione di queste strutture che rendono il paesaggio veramente unico in Puglia e consentono una esperienza turistica autentica. La Giunta regionale ha espresso l’atto di indirizzo all’approvazione della proposta di progetto definitivo presentato dal Corsorzio Salento.

Si tratta di 4 interventi di recupero e ristrutturazione di strutture esistenti per farne strutture ricettive: l’impresa Fanuli srl investe nella città di Lecce per VILLA HIMERA, l’impresa Pascià srl investe per la Masseria Cerra a Otranto, l’impresa MA.De in ITALY per il restauro della Masseria Rauccio e l’ impresa Masseria Bianca SRL investe per Masseria Bianca ad Alezio. La realizzazione del progetto, per un ammontare di oltre 13 milioni di euro, comporterà, per la finanza pubblica un co-investimento di € 5.874.803,10 ( P.I.A. Turismo) e prevede, a regime, un incremento occupazionale complessivo di 24 unità lavorative.

“Ancora un’altra operazione che segue ai tanti investimenti già fatti dalla Regione in questa direzione, che ci permette di ottenere più risultati importanti e di centrare più obiettivi: restaurando e valorizzando masserie e dimore storiche che sono tipiche del tessuto culturale e dell’ambiente della Puglia, proponiamo il rispetto dell'identità dei luoghi,preserviamo le tradizioni e l’unicità del territorio; dall’altro lato potenziamo e miglioriamo l'offerta turistico ricettiva per far godere una vacanza unica a turisti esigenti- commenta l’Assessore Loredana Capone – “Con il Piano strategico Puglia364 abbiamo fatto una scelta importante insieme con gli operatori turistici pugliesi : quella di preservare l’autenticità della Puglia e di farne anzi un must per un turismo diverso e non di massa. La Puglia punta a diventare una nuova destinazione autentica e fuori dai circuiti di massa e godibile tutto l’anno e proprio le masserie e le dimore storiche rappresentano uno dei punti di forza di questa strategia ”.

martedì, aprile 18, 2017

Twiga Otranto, Stea: "Essere contro vuol dire fare il gioco del malaffare"

BARI - “Il Twiga ad Otranto porta lavoro, benessere, sviluppo. Porta ossigeno in una regione che è la più ricca tra quelle povere, ma la più povera tra quelle ricche. Una regione che deve fare i conti con la fuga senza sosta non solo dei giovani laureati, ma ormai anche dei lavoratori stagionali. La storia del Twiga di Otranto è lo specchio di un Paese vittima di un ambientalismo cieco, zeppo di ideologia e vuoto di buon senso. Un ambientalismo lontano anni luce dalla realtà”. È quanto in una nota sottolinea il consigliere regionale (gruppo Ap), Gianni Stea.

“Ben vengano le inchieste della magistratura – prosegue - utili ad accertare che nell’iter per la realizzazione di tali opere non siano stati commessi abusi e soprusi, ma se poi non risulterà alcun illecito, non si dia inizio ad una nuova guerra tra poveri perché la Puglia ha fame di locali quali il Twiga, perché la Puglia ha mare, sole, spiagge, masserie, arte, ma non è l’unica regione in Italia baciata dalla storia e della natura. Perché gli altri vanno avanti e noi restiamo ipocritamente a contare i nostri ragazzi che hanno ricominciato a prendere i treni per il Nord”.

Stea punta l’indice contro i “soliti figli noti pronti alle barricate. Questi signori hanno alternative serie da offrire a centinaia di ragazzi in cerca di occupazione? Questi signori hanno alternative serie da offrire per lo sviluppo di aree costiere dove spesso si confonde la tutela della natura e dell’ambiente con l’abbandono? La Puglia – afferma Stea – ha circa mille chilometri di costa, e solo una minima parte è degna di un’offerta turistica dignitosa a livello locale, nazionale e internazionale perché mancano infrastrutture adeguate, e dove ci sono spesso sono figlie dell’improvvisazione, grondano di degrado, confondono la natura con il nulla. Nessuno, sia chiaro, chiede il via libera agli ecomostri, ma pretendere un po’ di sano buon senso, pretendere l’abbattimento di dannose barriere ideologiche (dove il Twiga è antipatico e brutto solo perché lo realizza Briatore) non può che far bene ad una nuova stagione di sviluppo sociale ed economico. Lontano dalle sirene intellettualoidi e ultra chic di chi combatte il turismo esclusivo con atteggiamenti ancora più esclusivi e lontani dalle reali esigenze dei cittadini”.

“In Consiglio regionale – conclude Stea – trovando del resto la sponda da parte della Giunta, sto portando avanti una proposta di legge per l’allungamento della stagione estiva che prevede anche un diverso calendario scolastico 2016/2017 (attualmente l’inizio delle lezioni in Puglia è fissato al 15 settembre). Creare i presupposti per far sì che la nostra regione possa vivere, e bene, quasi esclusivamente di turismo e poi non solo non far niente affinché questa possibilità si concretizzi, ma addirittura farci una guerra contro, vuol dire danneggiare non Briatore (che nel caso farà altrove i suoi investimenti), ma un’intera società che cerca riscatto e benessere lontano dalle tentazioni del malaffare. Vuol dire fare il gioco del malaffare”.

LIBRI. De Giuseppe, testimone di un tempo insonne

di FRANCESCO GRECO - Il coraggio è la discriminante che distingue l’uomo comune, privo di sogni e di utopie, dal valoroso, che al contrario coltiva una personale visione del mondo e vorrebbe portarla oltre se stesso.
 
C’è un profondo scarto semantico fra l’accademico e l’intellettuale. Il primo rumina il sapere codificato, spesso rendendolo innocuo. Il secondo invece possiede un istinto felino, nobiltà d’animo, nitore dello sguardo, il senso dello stare al mondo e dell’appartenenza a esso, una mission che si è dato e che lo rende unico, in continua lotta per l’affermazione della propria weltanshauung, fermamente convinto di influenzare il pensiero del tempo che gli è toccato in sorte.
 
Tutto questo mutuato, magari inconsciamente, dal codice dei Cavalieri del Medioevo: il cuore oltre l’ostacolo, il senso della responsabilità verso noi stessi, gli altri, il mondo, l’Universo.
 
Alfredo De Giuseppe (primo a sinistra nella foto di Cosimo Cortese) in “Anni di getto” (2006-2016), Giorgiani Editore, Castiglione di Andrano, 2017, pp. 309, euro 12, è un coraggioso, un intellettuale nell’etimo pieno della parola: pratica l’aristocrazia del pensiero, l’eleganza dello spirito.
 
Ha il senso della Storia, sa di doversi aprire un varco attraverso il tempo, di dover mettere in  discussione e destrutturare lo status quo. Dal cuore del Mediterraneo, dal “particulare” all’universale in una rarefatta osmosi, in questo zibaldone sospeso fra enciclopedye e bestiario, riflette col senso del tragico e dell’ethos del filosofi greci.
 
Testimone di un tempo aspro e insonne, lo scrittore propone la commedia umana di questi ultimi dieci anni in cui tutto è stato relativizzato e nebulizzato e i muri ci sono franati addosso: antiche divinità sono andate in frantumi, quelle che le hanno sostituite ci fanno insicuri, ci convincono di esistere perché abbiamo un account e un profilo social, ma ci negano la serenità, tant’è che a disagio nella modernità guardiamo al passato.
 
“Scritti corsari” pregni di un furore escatologico, in alcuni passaggi li leggiamo storditi, quasi con fastidio: vorremmo girarci dall’altra parte, darci un alibi qualunque, abitare un altrove metafisico, migrare nell’isola che non c’è. La dignità che ci siamo dati ce lo impedisce. I bambini ci guardano.    
 
Il libro è stato presentato a Palazzo Gallone davanti a una platea attenta e numerosa. In collaborazione con la libreria “Marescritto” di Isabella e Maria Antonietta Litti, le riviste “39° Parallelo” e “Il Volantino”, Giorgiani Editore. Interventi di Mary Cortese (Associazione Progetto Diritti Onlus, Roma), Alessandro Distante, direttore de “Il Volantino”, Tricase, Ippazio Martella, direttore di “39° Parallelo” (Tiggiano), Andrea Antonio Marra (FB “Sei di Tricase se…”), Ferrara e Francesco Greco.