Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Storia. Mostra tutti i post

sabato, agosto 06, 2016

Il Giappone ricorda le vittime di Hiroshima


GIAPPONE - "Auspichiamo una presenza sempre maggiore dei capi di stato di tutto il mondo per contribuire all'abolizione degli arsenali nucleari". A dirlo è Kazumi Matsu, sindaco di Hiroshima che ha tenuto un discorso di commemorazione per il 71 esimo anniversario del lancio della bomba atomica. Il triste evento, infatti, ebbe luogo il 6 agosto del 1945. Alla cerimonia ha preso parte anche il premier nipponico, Shinzo Abe, che si è appellato alle nuove generazioni, affinchè non scordino quanto accaduto.
Allo stesso orario dello sgancio della bomba, alle 8.15, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare le 140 mila vittime.

8 agosto 1991, il Vlora sconvolge Bari


di NICOLA ZUCCARO - Bari, giovedì 8 agosto 1991. Nel corso di una calda mattinata, una montagna galleggiante, paragonabile ad un formicaio umano, dalle grande dimensioni, cattura l'attenzione dei bagnanti del Lido San Francesco e del Litorale di San Cataldo ; è il Vlora. Di lì a poco -sono le 10.30 circa- verso mezzogiorno, attraccherà al Molo Foraneo del Porto barese. In questo preciso punto dello scalo portuale si concludeva così l'odissea del Mercantile inizialmente diretto a Brindisi ma poi, repentinamente dirottato su Bari, a seguito del colloquio telefonico intercorso fra l'allora vice prefetto brindisino, Bruno Pezzuto, e l'allora Capo di Gabinetto della Prefettura barese, Antonio Nunziante. Questo dirottamento fu " motivato" e " giustificato " dal fatto che, non trattandosi di una migrazione composta da poche centinaia di profughi ma di 20.000 albanesi in fuga e avendo già Brindisi, nel marzo 1991, fatto fronte ad un precedente e consistente sbarco, la rotta verso Bari, divenne a quel punto, inevitabile.

Se per il Comandante del Mercantile, Hadim Milaqi, costretto a salpare per l'Italia, terminò un calvario ( su misura per un testo di Epica), per la città di Bari, iniziarono dei giorni difficilissimi, relativamente alla gestione dell'emergenza. Alle difficoltà provocate dalla suddivisione degli interventi di Protezione Civile e legati sia alla sicurezza che all'ordine pubblico ( numerosi furono gli albanesi, alcuni dei quali impauriti, che vagavano per la città, fuggendo dal Molo Foraneo, dopo essersi tuffati dalla Nave) presso i due luoghi di quella drammatica vigilia ferragostana quali il Porto e lo Stadio della Vittoria. Quest'ultimo, chiuso da un anno al Calcio, si trasformò da quel catino infuocato dal tifo per il Bari, in quel luogo infernale dove la rabbia e la disperazione si mescolarono, tanto da mobilitare l'Esercito italiano e successivamente le Forze speciali della Polizia di Stato ; intervenute sotto il diretto controllo del rispettivo Capo, il Prefetto Vincenzo Parisi.

Su Bari, anche per la presenza di alcuni rivoltosi e disertori dell'Esercito albanese (inizialmente trasportati dal Porto allo Stadio a bordo dei Bus dell'Azienda del Trasporto Urbano e poi, alcuni di essi, ricondotti in Albania, nell'ambito di un ininterrotto ponte aereo) si accesero i riflettori dell'informazione nazionale ed internazionale e si concentrò anche l'attenzione delle istituzioni italiane. Di esse la Presidenza della Repubblica che per voce dell'allora Capo dello Stato Francesco Cossiga, chiese le dimissioni, avocandogli, per le funzioni spettanti alla suo ruolo, la rimozione del Sindaco dell'epoca ; il compianto Prof. Enrico Dalfino.

Quale fu la motivazione? L'irresponsabilità nella gestione di un'emergenza, le cui colpe, oggettivamente, dovevano essere attribuite a quella macchina governativa che non riuscì, forse e probabilmente, a prevedere e a frenare per tempo un esodo che mise alla prova la straordinaria solidarietà dei baresi, testimoniata dalla donazione di indumenti e scarpe ( la gran parte dei profughi sbarcò scalza al Porto di Bari) e dalla messa a disposizione di alloggi da parte delle Parrocchie vicine allo scalo portuale e allo Stadio della Vittoria.

L'arrivo del Vlora mutò il tessuto sociale di una Bari che dall'agosto 1991, si trasformò in larga parte albanese, per l'inserimento dei componenti della relativa nazionalità, nel contesto lavorativo e universitario, e promuovendo, nello stesso tempo, il capoluogo pugliese quale città italiana, per eccellenza ( così la ricordò in una successiva intervista rilasciata dal sindaco Dalfino all'emittente televisiva Tele Bari, nei mesi successivi a quell'evento dal sindaco Dalfino all'emittente televisiva Tele Bari ) sul piano dell'accoglienza e dell'integrazione etnico-culturale.

martedì, agosto 02, 2016

Strage di Bologna, ricordate le vittime baresi


di NICOLA ZUCCARO - Sonia Burri, Francesco Cesare e Vito Diomede Fresa, Errica Frigerio, Patrizia Messineo, Giuseppe Patruno e Silvana Serravalli in Bàrbera. Sono le 7 vittime baresi che il 2 agosto 1980, perirono presso la Stazione ferroviaria di Bologna in una delle più dure imprese criminali del nostro paese, come la definì l'allora Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini. A ricordarlo il Sindaco di Bari Antonio Decaro, nel corso della deposizione di una corona ai piedi della lapide posta all'esterno di Palazzo di Città. Una commemorazione resa tanto attuale - come ha sottolineato Decaro - dai recenti attentati terroristici e a seguito dei quali, la memoria della Strage di Bologna deve essere mantenuta viva (questo è stato anche il pensiero espresso dal Governatore della Puglia Michele Emiliano, intervenuto alla Commemorazione assieme al Prefetto della Provincia di Bari Carmela Pagano) unitamente alla ricerca della verità, negli ultimi tempi, ostacolata - ha chiosato Decaro - dai ripetuti depistaggi.

lunedì, agosto 01, 2016

Presto il restauro delle catacombe di Santa Sofia a Canosa


BAT - Le uniche catacombe cristiane ritrovate in Puglia, quelle di Santa Sofia (II-VIII sec. d.c.) saranno rese fruibili grazie alla consegna delle chiavi da parte del sindaco di Canosa al Sovrintendente archeologico delle Catacombe.
L'incontro si è svolto a Roma, presso la sede della Pontificia commissione di archeologia sacra. "Siamo convinti - dichiara nella nota il sindaco di Canosa - che gli interventi che la Soprintendenza archeologica delle Catacombe potrà ora mettere in atto produrranno ricadute positive".

sabato, luglio 30, 2016

50 anni fa il "dubbio" goal mondiale


di NICOLA ZUCCARO - Wembley, sabato 30 luglio 1966. L'Inghilterra scende in campo per il suo appuntamento con la Storia del Calcio che potrebbe consegnargli davanti al pubblico di casa ( con in testa i Reali Elisabetta e Filippo di Edimburgo) la sua prima Coppa del Mondo. La selezione definita per antomasia dei " Maestri del Calcio " ebbe la meglio sulla Germania e conquistò quel titolo che mancava, e stranamente, nella sua bacheca, per il ruolo storico precedentemente citato, solo ai tempi supplementari.
Dopo che i novanta minuti terminarono sul 2-2, Geoff Hust ( autore, in quella Finale di una tripletta) realizza per il momentaneo 3-2, non una rete di ordinario vantaggio per il tabellino, quanto piuttosto, una segnatura destinata a passare alla storia, per la relativa ed effettiva dinamica consistente nell'aver superato la linea di porta. Quel goal che spianò con il definitivo 4-2 la strada del successo all'Inghilterra, aprì, nel contempo, quel dibattito lungo 50 anni, inerente l'applicazione dei sensori in prossimità delle porte, per accertare il reale ingresso della sfera, nella rete avversaria.

giovedì, luglio 28, 2016

Decaro commemora il 73° anniversario della strage di via Niccolò dell'Arca. Un riconoscimento a Umberto Cassano


di Redazione - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro è intervenuto alla cerimonia organizzata dal Comune in collaborazione con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), l’IPSAIC (Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea), l’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti), la CGIL Camera del Lavoro metropolitana e l’ARCI Bari per commemorare il 73° anniversario della strage di via Niccolò dell’Arca, in cui persero la vita venti persone e altre cinquanta rimasero ferite mentre sfilavano pacificamente in un corteo che andava ad accogliere gli antifascisti all’uscita del carcere, all’indomani della caduta di Mussolini.
La cerimonia si è svolta presso il monumento in piazza Umberto I che ricorda le venti vittime della strage, i cui nomi sono incisi in altrettante pietre d’inciampo sull’asfalto della piazza.
A margine della cerimonia il sindaco Decaro ha consegnato un’onorificenza a Umberto Cassano, classe 1925, uno dei feriti di quella giornata, che insieme ad altri episodi della lotta di Liberazione è valsa alla città di Bari il riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile da parte del Presidente della Repubblica.



Di seguito il discorso pronunciato dal sindaco nel corso della cerimonia di questa mattina:

"Signore e signori, autorità, amici,
siamo qui, anche quest’anno, per ricordare il sacrificio di 20 tra cittadini inermi, studenti e docenti che all’indomani della caduta del fascismo si riunirono spontaneamente in un corteo pacifico diretto all’ingresso del carcere di Bari, dove si attendeva la scarcerazione di numerosi detenuti politici.
In quella giornata di 73 anni fa, che insieme ad altri episodi della lotta di Liberazione è valsa alla città di Bari il riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile, altri cinquanta innocenti rimasero feriti.
Ed è anche a loro che rendiamo omaggio oggi: a Umberto Cassano, maestro del lavoro, classe 1925, che abbiamo voluto insignire di un’onorificenza ufficiale per il suo impegno instancabile per il riconoscimento dei diritti al fianco dei lavoratori e dei cittadini più deboli.
A Vito Sciacovelli, che vorremmo insignire di un’analoga onorificenza nei prossimi mesi, e a tutti i testimoni - penso a Paolo Laterza e a Carlo Setta - di quella giornata di sangue in cui una parte della nostra migliore gioventù, cresciuta negli ideali della libertà e negli insegnamenti di Benedetto Croce e del gruppo di Casa Laterza, volle contribuire a scrivere una storia di riscatto per il nostro Paese, stremato dagli orrori del ventennio fascista.
Dal 2012 i nomi delle vittime della strage di via Niccolò dell’Arca sono impressi nelle pietre d’inciampo infisse nell’asfalto di questa piazza, la stessa piazza che ha raccolto quel sangue innocente. Quegli uomini, quei ragazzi - è impressionante leggerne le date di nascita - hanno lottato con le armi della conoscenza, delle idee, dei valori di pace e giustizia per costruire un Paese migliore, quello in cui oggi abbiamo la fortuna di vivere.
E se ci ritroviamo qui, insieme, anno dopo anno, è grazie alla collaborazione con l’ANPI, l’IPSAIC, l’ANPIA e la CGIL, che sono accanto all’amministrazione comunale nell’impegno per ricostruire la comune memoria e per insegnare ai più giovani il valore della libertà e della democrazia sulle quali si fonda la nostra Carta Costituzionale.
Consentitemi di ringraziare, tra gli altri, il professor Leuzzi, che oggi parla a nome dei familiari delle vittime di questa folle strage, per il suo impegno a tutela della verità storica, che significa ricerche infaticabili tra i fascicoli processuali, negli archivi e nei documenti dell’epoca. Ricerche che speriamo ci consentiranno di individuare, infine, tutti i sopravvissuti e i testimoni della strage di via Niccolò dell’Arca, ai quali intendiamo rendere omaggio.
Perché onorare la memoria dell’antifascismo barese, la verità della storia e la forza delle idee è il modo migliore che abbiamo per guardare con coraggio al futuro: un futuro che garantisca pace e giustizia per tutti."

sabato, maggio 21, 2016

Auschwitz, scoperto anello del doppio fondo di una tazza


POLONIA - Un tesoro rimasto nascosto per quasi un secolo, ma venuto alla luce durante ordinari lavori di pulizia. La storia di oggi arriva dal campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, in Polonia, dove un addetto ai lavori ha scoperto un doppio fondo in una vecchia tazza. Spesso accadeva che, per evitare il sequestro dalle guardie tedesche, si tentava di nascondere i beni di valore in oggetti di uso quotidiano. E proprio questa tazza, nel suo doppio fondo, nascondeva un anello ed una collana, rimasti stipati per oltre 70 anni e scoperti solo ora.

(credit: Getty Images)


venerdì, maggio 20, 2016

Aeroporto di Bari, mostra gratuita su Leonardo da Vinci


Fino al 30 settembre, l'Aeroporto di Bari-Palese "Karol Wojtyla" ospiterà una straordinaria mostra sul Genio per eccellenza, dal titolo "Il volo: dalle Ali di Leonardo... a oggi (1480-2016)". Col patrocinio della Regione Puglia, l'esposizione sarà allestita al secondo piano dell'aerostazione passeggeri, dove saranno esibiti numerosi progetti e disegni di Leonardo da Vinci, con la fedele riproduzione di circa quaranta macchine da lui ideate, che per l'occasione saranno funzionanti e potranno essere toccate da tutti i viaggiatori e visitatori.

Alla mostra delle macchine, si affiancherà quella degli elementi macchinali, ossia di quei meccanismi progettati da Leonardo e aventi numerose possibilità di applicazione. L'esposizione sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 9.00 alle 21.00, con ingresso libero.

mercoledì, aprile 27, 2016

L'Amleto in scena a Palazzo Fizzarotti


In occasione dei 400 anni dalla morte di William Shakespeare, Palazzo Fizzarotti ospiterà a Bari l'Amleto, con la regia di Nicola Valenzano. La celebre opera del drammaturgo inglese andrà in scena venerdì 29 aprile, alle 20:00 e alle 21:30. Nel cast degli attori, ci sono: Daniele Ciavarella, Saverio Desiderato, Tano D'Amore, Annamaria Vivacqua, Danilo Giuva, Barbara Grilli, Nicola Marino, Nicola Moschetti, Maurizio Della Villa.

A differenza di ogni altro spettacolo teatrale, il pubblico svolgerà il ruolo di spettatore-attore, venendo coinvolto dalle scene e dalle vicende dei protagonisti. Valenzano - infatti - ha sceneggiato un vero e proprio Amleto itinerante, perchè la trama si snoderà lungo le varie stanze del celebre e prezioso palazzo novecentesco barese.

Ecco il volto dell'Uomo di Altamura


Grazie a quanto ricostruito dagli archeologi, è finalmente possibile conoscere il volto dell'Uomo di Altamura. Il suo viso è stato ottenuto partendo dallo scheletro scoperto nell'ottobre del 1993 nella grotta di Lamalunga, appartenente ad un Homo neanderthalensis e risalente a circa 180 mila anni fa. 

«Abbiamo qui ad Altamura un tesoro prezioso per tutta la Puglia, anzi per il mondo culturale e scientifico intero: sono pochi i reperti fossili umani con una simile combinazione di caratteri morfologici. Non c'è nulla di altrettanto completo nella documentazione paleoantropologica mondiale che precede la comparsa e la diffusione della nostra specie; niente del genere prima di Homo sapiens». Questo è ciò che si legge nella nota diffusa da Loredana Capone, assessore regionale all'industria turistica e culturale.

giovedì, aprile 21, 2016

Siccità in Messico e il tempio riemerge dalle acque


di PIERPAOLO DE NATALE - La forte siccità che quest'anno ha colpito il Messico ha causato l'abbassamento del livello d'acqua nel fiume Grijalva, nello stato del Chiapas. L'altezza del bacino è scesa di 25 metri, riportando alla luce lo spettacolare e magico tempio di Santiago, celebre anche come tempio di Quechula. L'edificio fu costruito da alcuni monaci nel XVI secolo, è lungo 61 metri, largo 14 ed alto 10, con un campanile che tocca i 16 metri di altezza. "È una chiesa eretta con l'idea che sarebbe stata il centro di un'area vastamente popolata, ma ciò non è mai successo", dichiara l'architetto messicano Carlos Navarrete. "Probabilmente non ha mai nemmeno avuto un proprio prete, ma riceveva visite da parte di quelli di Tecpatán".

Intanto, cogliendo l'occasione, i pescatori si improvvisano guide turistiche, traghettando i turisti a bordo delle proprie barche, per ammirare la magnificenza di questa costruzione spuntata dal nulla in tutta la sua maestosità.



mercoledì, aprile 20, 2016

Un volto per l'Uomo di Altamura


di PIERPAOLO DE NATALE - Il celebre Uomo di Altamura ha finalmente un volto, che sarà reso noto in anteprima mondiale il 26 aprile. Come ricorderete, i resti dell'Uomo di Altamura furono portati alla luce nei primi anni Novanta, quando un gruppo di speleologi altamurani e baresi rinvenne uno scheletro umano completo, appartenente - probabilmente - all'estinta specie dell'Homo neanderthalensis

Il 26 aprile, alla stampa nazionale ed internazionale, sarà presentata una ricostruzione a grandezza naturale dello scheletro, all'interno della grotta di Lamalunga. Il progetto è stato portato a termine grazie alla collaborazione dei paleo-artisti olandesi Andrie e Alfons Kennis. Avvalendosi di dati scientifici ed interpretazione artistica è stato finalmente possibile dare un volto all'Uomo di Altamura, con tanto di capelli e baffi.

mercoledì, aprile 13, 2016

Torna il Murgia Express: Bari-Altamura col treno degli anni '30


di PIERPAOLO DE NATALE - Con l'arrivo della nuova stagione torna sui binari, restaurato e tirato a lucido per l'occasione, lo storico Murgia Express. Stiamo parlando di un treno delle Ferrovie Appulo Lucane risalente al 1931. L'antico convoglio riprenderà vita nei giorni 24 e 25 aprile, in occasione di Federicus, attesissima rievocazione medievale allestita nel centro storico di Altamura.

L'iniziativa è organizzata dall'associazione Rotaie di Puglia, che - grazie al treno di Federicus - trasporterà i viaggiatori da Bari ad Altamura, dal 2016 al XIII secolo. Come in un magico viaggio nel tempo, coloro che saliranno a bordo dei vagoni saranno proiettati nel medioevo, quando nel 1232 l'imperatore Federico II faceva ritorno dalla Sesta crociata in Terra Santa e si fermava proprio in Puglia, affascinato dalla bellezza dell'Alta Murgia.

I biglietti del Murgia Express sono subito andati a ruba, segno di un crescente interesse da parte dei baresi, desiderosi di conoscere meglio il passato delle proprie terre, scoprendone arte, cultura e tradizione. Il convoglio è composto da tre carrozze dalle tonalità bordeaux, ciascuna delle quali presenta una fascia nera sulla fiancata, dove furono segnate in bronzo il numero di vettura, la classe di appartenenza e la dicitura Fal. I due vagoni di prima classe hanno un fine rivestimento in legno di radica di noce e sono dotati di comode poltroncine in velluto rosso. Il vagone di seconda classe dispone, invece, di elementi più sobri ma ugualmente funzionali, come i vecchi sedili in legno.

Ecco le fermate che il Murgia Express compirà nelle giornate del 24 e 25 aprile.
Andata:
  • Bari Centrale Fal - 9.30
  • Bari Scalo - 9.35
  • Modugno Fal - 9.55
  • Altamura - 10.55
Ritorno:
  • Altamura - 16.00
  • Modugno Fal - 17.00
  • Bari Scalo - 17.20
  • Bari Centrale Fal - 17.25

lunedì, marzo 28, 2016

Rubato il teschio di William Shakespeare


di PIERPAOLO DE NATALE - Il teschio di William Shakespeare è stato rubato: questo l'esito delle indagini portate a termine da un team di archeologi inglesi. Per mezzo di un georadar gli studiosi hanno analizzato la tomba del celebre autore, sita nella Holy Trinity Church di Stratford-upon-Avon. La notizia è stata resa nota dal dott. Kevin Colls, protagonista di un documentario che andrà in onda su Channel 4: "Abbiamo notato una strana irregolarità con gli strumenti all'altezza della testa e abbiamo un racconto secondo cui, in un certo momento della storia, qualcuno è venuto e ha preso il teschio di Shakespeare. E sono convinto che non si trovi nemmeno nella Holy Trinity Church". Lo studioso si riferisce a quella che - fino a poco tempo fa - era considerata solo una leggenda di fine '800. Eppure, nel lontano 1794, dei cacciatori di trofei pare che abbiano realmente sottratto il teschio del celebre scrittore.

L'archeologo a capo delle ricerche ha sollevato alcuni dubbi anche riguardo le salme dei parenti dell'autore, tutte conservate in sudari e non all'interno di bare in legno. In modo decisamente opposto la pensa Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute di Birmingham, secondo cui era piuttosto inusuale che nel XVIII secolo si profanassero le tombe dei grandi autori. All'antitesi si unisce pure il vicario della Holy Trinity Church, il quale sostiene che "non ci sono prove sufficienti per affermare che il teschio sia stato preso".

Le diatribe vengono rapidamente soffocate da tutti gli estimatori di William Shakespeare, che si augurano venga fatta luce sulla questione il prima possibile - soprattutto considerando che quest'anno ricorrono i 400 anni dalla morte dell'autore, scomparso il 23 aprile 1616.


martedì, gennaio 05, 2016

Un bellissimo viaggio con una guida d’eccezione: Nino Lavermicocca


di Vittorio Polito - È stato pubblicato da Adda Editore il volume di Nino Lavermicocca (1942-2014), “Sulle ali del Levante”, raccolta di una serie di articoli pubblicati dal 2004 al 2013 sulla rivista di Aeroporti di Puglia “Ali del Levante”.
Il volume che si divide in tre parti dedicate a “La Puglia e il suo patrimonio archeologico, storico-artistico e folklorico”, “San Nicola, il Natale, il Presepe” e “Viaggi alla scoperta di nuovi orizzonti di conoscenza”, vuole essere un bellissimo viaggio con una guida d’eccezione, alla quale non si può che esprimere la propria commossa riconoscenza.

Com’è noto, Lavermicocca, archeologo, ha diretto la Soprintendenza Archeologica della Puglia, in qualità di responsabile per la Regione del settore medievale ha condotto scavi programmatici ed esplorazioni di archeologia medievale. Promotore e animatore di mostre, attività didattiche, itinerari turistico-culturali, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo. Mi piace ricordare la sua ultima pubblicazione “La nave dei miracoli – Storie prodigiose di San Nicola di Bari” (Edizioni di Pagina), un bel volume che parla di San Nicola quale presenza tuttora viva e affascinante nel mondo contemporaneo, emblema ecumenico di un patrimonio mistico e mitico mirabilmente condiviso. Il desiderio del riconoscimento di San Nicola quale «patrimonio ed eredità europea e mondiale, fortemente condivisa». Nino Lavermicocca è stato un viaggiatore che ha percorso ogni strada possibile per raccogliere e studiare tracce per la devozione nicolaiana coniugata con l’arte e l’artigianato. E San Nicola lo proteggerà sicuramente nell’eternità.

Stefania Mola, che firma la prefazione «Grazie, Nino” scrive: ci ha lasciato un’impronta d’amore e conoscenza indelebili per la Puglia, sa di potersi concedere il lusso di pensieri non accademici, non istituzionali né formali, abbandonandosi semplicemente al ricordo affettuoso e sincero e mettendo da parte i toni da circostanza. Nino Lavermicocca è stato prima di tutto un vulcano. Lavorava a un’idea e già guardava oltre, moltiplicando i progetti, le prospettive, gli spunti, immaginando di poter fare, dire, raccontare, realizzare cose bellissime come solo l’amore e la fierezza del suo essere pugliese – e prima di tutto figlio di Bari vecchia – poteva suggerirgli».

giovedì, dicembre 31, 2015

Relitto a Porto Cesareo, navigazione interdetta dalla CP


LECCE - Navigazione interdetta dalla Capitaneria di porto di Gallipoli nel tratto antistante la costa di Porto Cesareo, nel leccese. Nei giorni scorsi, infatti, proprio lì è stato rinvenuto il relitto di una nave che, secondo gli esperti, avrebbe un'importante rilevanza storica e archeologica. Secondo l'ordinanza emessa, sono vietati ancoraggio, sosta, pesca (sia professionale che sportiva), immersioni e qualsiasi altra attività a fini ludici e ricreativi. Il divieto vale entro un raggio di 50 metri dal punto in cui giace l'oggetto della formidabile scoperta, a nord-est della penisola della Strea.

Il relitto era stato scoperto nei giorni scorsi da un pescatore professionista e immediatamente segnalato alle autorità. Secondo quanto ricostruito dai ricercatori dell'Università del Salento, si dovrebbe trattare di una nave lunga più di 18 metri, risalente ad un periodo compreso tra dodicesimo e tredicesimo secolo.

mercoledì, novembre 25, 2015

Pompei ed Ercolano hi-tech, una mostra per viaggiare nel passato


NAPOLI - 450 mq dove ricostruire la vita quotidiana degli antichi abitanti della costa del Vesuvio. Venti installazioni multimediali che permettono di rivisitare i luoghi più importanti della vita associativa, pubblica e privata, delle città romane alle pendici del Vesuvio, spazzate via dall'eruzione del vulcano. Tutto questo nella mostra organizzata dal centro culturale Villa Regina, aperta (con ingresso gratuito) dal 27 novembre al 25 gennaio.

mercoledì, agosto 12, 2015

Associazione Italiana Ricercatori del Mistero visiterà Gravina sotterranea


di Mario Contino Presidente Associazione Italiana Ricercatori del Mistero - Sita a circa 60 Km da Bari ed a soli 30 Km da Matera, Gravina offre al turista una valida alternativa culturale, affascinante e misteriosa. Storicamente nota già a partire dal VII secolo risentì inizialmente dell'influsso della Magna Grecia e successivamente, sotto l'Impero Romano, divenne un centro di stazione di rifornimento sulla Via Appia. Le successive incursioni nemiche, che causarono la distruzione dei centri abitati, spinsero la popolazione a rifugiarsi nel sottostante burrone, gravina, sfruttando le grotte preesistenti e scavando la morbida roccia locale al fine di ricavarne altre ed adibirle a vere e proprie abitazioni, dando il via ad una vera e propria civiltà rupestre.

Oggi Gravina sotterranea appare nel suo immenso splendore come una delle più belle città sotterranee italiane, con i suoi cunicoli, gli acquedotti, le chiese rupestri e tanto altro ancora. Grazie all'autorizzazione dell'associazione “Gravina Sotterranea”, impegnata nella tutela dei luoghi e la divulgazione culturale atta a far conoscere gli stessi in tutto il mondo, nel mese di Settembre 2015 l'Associazione Italiana Ricercatori del Mistero (www.associazioneairm.it) effettuerà delle ricerche all'interno dei vari siti rupestri.

Saranno quindi effettuate riprese video-fotografiche con tecnologia full spectrum e termo-fotografia, e registrazioni audio con strumenti in grado di captare infrasuoni ed ultrasuoni, saranno altresì monitorati altri parametri come: umidità, temperatura, campo elettromagnetico ecc.. Il tutto al fine di stabilire se, come qualcuno avrebbe accennato, all'interno delle gravine ci sia o meno la presenza di attività paranormale legata allo spirito di qualche antico abitante del luogo. A.I.R.M. Acronimo di Associazione Italiana Ricercatori del Mistero, è un'associazione culturale, apolitica e senza fini di lucro avente come scopo lo studio delle antiche tradizioni, con particolare riguardo verso gli aspetti filosofico-religiosi e storico-esoterici delle più svariate culture del mondo. Gli aspetti principalmente trattati sono:
  • Studio dell'iconologia storica;
  • Studio del simbolismo esoterico-religioso;
  • Studio dell'architettura in relazione alle varie ideologie interconnesse;
  • Studio e conservazione delle leggende inerenti al folklore popolare, proprio della zona presa in esame.
A ciò si aggiunge lo studio e la ricerca delle fenomenologie rientranti nell'ambito del paranormale e della parapsicologia, trattate con metodo e serietà grazie all'appoggio di figure professionali in ambito medico-scientifico e tecnico-analitico.

Gravina di Puglia offre uno scenario ideale nel quale l'associazione A.I.R.M. possa svolgere i propri studi ed impegnarsi nella divulgazione di aspetti storico-culturali alternativi ma utili soprattutto allo sviluppo di un turismo alternativo, destagionalizzato e diversificato, basato sull'attenta ricerca e la divulgazione di misteri e leggende apprezzate in tutto il mondo da attenti appassionati del settore.

Tali studi, in altre Nazioni, sono stati alla base della nascita di veri e propri “tour del mistero”, come ad esempio accade in Scozia o negli U.S.A. O come in Italia succede per Torino, ormai nota come città esoterica e della magia.

A seguito degli studi, l'Associzione Italiana Ricercatori del Mistero, renderà noti i risultati attraverso un video-documentario che sarà divulgato attraverso i propri canali, si preannuncia un interessante studio ricco di colpi di scena che, come sempre accade a seguito dell'operato di A.I.R.M., terrà tutti con il fiato sospeso e contribuirà ad innalzare l'attenzione sul sito preso in esame.

lunedì, agosto 10, 2015

La chiesa dei diavoli a Tricase

di Mario Contino, Presidente Associazione Italiana Ricercatori del Mistero - Anche questa volto voglio “accompagnarvi” in un viaggio nel folklore pugliese, armatevi dunque di spirito d'avventura e seguitemi.

Pochi sanno che nella periferia di Tricase (LE) esiste un monumento ricco di leggenda e mistero, una chiesetta la cui storia è densa di elementi affascinanti e, per alcuni versi, terrificanti.

La leggenda, pur cangevole in base a chi la narra, più o meno racconta la seguente storia:

Esisteva a Tricase un Principe, signore del luogo, spietato e crudele a tal punto da avere la macabra abitudine di condannare a morte chiunque lo infastidiva, uccideva anche per futili motivi e pareva divertito dall'altrui dolore e sofferenza.

Il principe, nella sua lucida follia, era però consapevole di non poter uccidere tutti, altrimenti non ci sarebbero stati più sudditi da dominare.

Nella sua crudele astuzia decise di acconsentire alle numerose richieste di alcuni coraggiosi contadini che volevano una Chiesa nella zona, probabilmente per placare gli animi dei più svegli ed ingannare il popolo ancora una volta evitando sommosse popolari.

Fin qui il racconto sembrerebbe narrare le normali vicissitudini di un popolo dominato da un tiranno, ergo un epoca storica purtroppo ben descritta nei libri di storia, poi però il tutto assume una piega mistica, misteriosa, intrisa di folklore e religiosità.

Il principe decise di chiedere aiuto al “Diavolo”, con il quale instaurò un vero e proprio patto: il Demonio si sarebbe impegnato a costruire in una sola notte la Chiesa sfruttando i suoi poteri e l'aiuto di ogni sorta di Demone e spirito sotto il suo dominio, in cambio il Principe avrebbe dovuto offrire un'ostia consacrata ad un caprone, che simbolicamente avrebbe rappresentato Satana, in quella stessa chiesa.

Mantenendo fede al patto, il Diavolo costruì l'edificio in una sola notte e contento dell'alleanza stretta, portò con se un forziere pieno d'oro da offrire al Principe.

Questi però non ebbe il coraggio di sfidare Dio e venne meno al suo obbligo scatenando la furia del Demonio.

Lucifero (Spesso in queste leggende le figure di Satana e Lucifero si sovrappongono) si adirò e fece sparire le statue ed i dipinti che adornavano l'altare, poi fece sprofondare in mare le campane della chiesa attraverso il canale “Rio” da lui stesso creato e nascose il forziere d'oro destinato al Principe scambiandolo con uno pieno di rame (carboni secondo alcune versioni).

I popolani, nel momento in cui appresero il nome del reale costruttore della Chiesa, il Diavolo in persona, decisero di murarla affinché lo “spirito del male” restasse imprigionato al suo interno.

Attualmente la sacra struttura è stata riaperta e restaurata, molti hanno dimenticato la leggenda che la circonda, altri non ne sono mai venuti a conoscenza, personalmente ritengo di fondamentale importanza che queste vecchie storie così ricche di mistero e tradizioni restino ben vive nei ricordi dei pugliesi di oggi e di quelli che verranno domani.

Per alcuni l'unico vero mistero che circonderebbe il sacro luogo sarebbe la sua forma Ottagonale che ben ricorderebbe Castel del Monte.

Costoro dimenticano, probabilmente, che l'Ottagono è uno dei simboli sacri del Cristianesimo, e non solo, e che molti sono i riferimenti ad esso in ambito religioso, basti pensare che le fonti battesimali hanno (o dovrebbero avere) tutte forma ottagonale.

Un altro esempio banale è dato dalla Croce da tutti conosciuta come emblema dei Cavalieri di Malta, la croce delle “Otto” beatitudini derivante proprio dalla geometria dell'Ottagono.

Chiudo questa breve ma obbligata parentesi per ritornare sulla chiesetta di Tricase, luogo affascinante e da visitare. Chissà!

Con un po' di fortuna potreste incappare nel forziere pieno d'oro li nascosto fin dai tempi del mito narrato.

Casarano, “Mai più una catastrofe come Marcinelle”


di Francesco Greco - L'8 agosto 2015, alle 8 e un quarto am, 272 rintocchi hanno incupito il cielo di Marcinelle. Hanno ricordato al mondo distratto il sacrificio dei minatori di tutta Europa (molti gli italiani, pugliesi, baresi, foggiani, leccesi) in quell'8 torrido agosto 1956.

Per non dimenticare “La Catastrofe” (Paolo Di Stefano del “Corriere” ne ha fatto un libro) dal Belgio sono giunti a Casarano, la città salentina che molto ha dato all'emigrazione e dove il compianto Lucio Parrotto, minatore, fondò un museo sulle miniere di carbone che prima fu itinerante e poi stanziale.
Quest'anno, per ricordare il sacrificio del lavoro italiano nel mondo e i martiri di Marcinelle di 59 anni fa, prima è stata celebrata una messa nella cappella dell'ospedale “Francesco Ferrari” e poi, nei giardinetti adiacenti, dove c'è il monumento al minatore - per cui tanto si batterono Parrotto e la moglie Angela - sono state deposte – nella commozione generale - quattro corone d'alloro.
Michele Russo è un siciliano (Enna) figlio di minatori: il padre lo portò in Belgio a 6 anni. La moglie è di Cisternino (dove hanno un trullo), entrambi in pensione, hanno 2 figli e 4 nipoti. “Siamo qui per ricordare questo tragico evento e il sacrificio dei nostri genitori, affinché le nuove generazioni non dimentichino... ”, ha detto il vice-presidente dell'Asbl-Upem (Unione Pugliesi Emigrati Mons). A Marcinelle ha fondato un museo nel 2012 dichiarato patrimonio Unesco e dove arrivano visitatori da tutto il mondo, persino dal Giappone e l'India.
Il giornalista Sebastiano Scanderebeg nel 1956 era un giovane cronista free-lance. Era in Brasile quando il suo giornale, “Le Rapel”, lo mandò a “coprire” la tragedia di Marcinelle: visse un mese e mezzo accampato nei dintorni del pozzo dove si era consumata la tragedia e mandò servizi in tutto il mondo.

Il ricordo incrina la voce: “Seguii la tragedia ora per ora, molti potevano essere salvati...”. Di un giovanissimo minatore, Pompeo Bruno, di Racale, non si trovò nulla: il fuoco lo divorò e al suo paese si fece un funerale surreale: si inumò una bara vuota. Oggi, anche lui da pensionato, sta lavorando a un grande sogno: un museo del minatore a Felline, il paese che gli diede i natali. “Ho molto materiale...”, sorride e invita il cronista curioso a dare un'occhiata.
Ha poi preso la parola il sindaco, Gianni Stefano, figlio di un minatore: “Dobbiamo far capire ai giovani il sacrificio dei nostri padri, che lasciarono il paese per un lavoro che desse loro da vivere...”. A riprova di questo concept, si annuncia intenso l'interscambio culturale fra Belgio e Salento: a fine settembre arriverà a Casarano un gruppo di studenti, per conoscere la terra dove nacquero i loro nonni e dal Salento andranno a Marcinelle a vedere dove e come vivevano e lavoravano.
“Spero che tragedie come queste non si ripetano mai più”, si commuove Antonella Carrossino, figlia di un minatore, genovese di nascita e salentina di adozione. Dopo aver vissuto in Belgio tutta la vita, da tre anni si è messa in aspettativa e vive a Casarano per accudire la madre malata. E aggiunge: “Vedo molti giovani partire, il lavoro è precario e sono pessimista... Lontani dalla loro terra, i loro cari... Soffro quando sento che un giovane lascia l'Italia...” (in foto un pannello della mostra itinerante sull'emigrazione dell'artista Franco Gelli).

Intanto già si lavora al 60° anniversario del rogo di Marcinelle. Quando informiamo il gruppo di belgi che alcuni Comuni pugliesi celebreranno il 9 agosto la giornata del lavoro italiano nel mondo, pensano a un difetto di comunicazione: “Come? Come?”, sorride incredulo Claudio Guerriero, presidente Asbl-Upm.
E se poi aggiungiamo che lo ha sancito la Regione Puglia, non ci credono. Eppure è la verità. Se errare e umano, c'è chi, invece di rimediare modificando la delibera, diabolicamente persevera nell'errore. E della serie: la mamma del cretino è sempre incinta, alla commemorazione di Nardò addirittura ci sarà una parlamentare eletta in Germania a “benedire” un falso storico che sta facendo ridere il pianeta.