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sabato, agosto 12, 2017

Da 70 anni la festa di San Rocco a Casamassima



di VITTORIO POLITO - Com’è noto si festeggia tra agosto e settembre di ogni anno a Casamassima la tradizionale festa in onore di San Rocco da Montpellier, dedicata ai residenti ed a coloro che giungono da ogni parte del mondo per questa solenne ricorrenza. Quest’anno Onofrio Mancini, già Maresciallo Maggiore dell’Esercito, amante della fotografia, nato a Casamassima, ma residente a Ravenna, ha voluto ricordare l’evento con la pubblicazione, per le edizioni Levante, del volume “San Rocco, 70 anni di Festa a Casamassima 1946-2016”, un elegante testo di grande formato, ricco di foto e manifesti, volutamente in bianco e nero, poiché la mancanza del colore, secondo l’autore, lascia apparire con maggior vigore l’incanto delle emozioni che i volti rivelano.

Mancini ha svolto un prezioso lavoro di ricerca del materiale pubblicato e delle foto realizzate da egli stesso e da alcuni amici, a testimoniare la sua devozione per il Santo protettore e del suo grande amore per Casamassima. Egli utilizza la fotografia con lo scopo non solo di dare testimonianza di un evento, ma soprattutto per attestare la sua partecipazione culturale ed emotiva all’evento stesso.

L’Architetto Antonio Pastore, che firma presentazione, scrive: “al di là del rapporto intimo-affettivo tra il Casamassimese e il Santo, Mancini focalizza la vera essenza della festa, quale momento di catarsi collettiva in cui si intrecciano fede, storia, tradizioni, identità, passato e futuro, che nel corso del tempo ha coinvolto l’intera comunità attraverso momenti di grande trasporto emotivo e culturale”.

                                                

Sfogliando l’elegante testo leggiamo anche la nota della professoressa Beatrice Birardi, che fa un po’ la storia tra tradizione e coralità, della festa di San Rocco a Casamassima e nella quale scrive che “La festa di san Rocco a Casamassima è considerata e vissuta, dopo il Santo Natale, come la ricorrenza più importante dell’anno.

E, per finire, qualche notizia su San Rocco, nato a Montpellier, che rimasto orfano vendette tutti i suoi beni, distribuendo il ricavato ai poveri e partì in pellegrinaggio a Roma. Si fermò all’Ospizio di Acquapendente (Viterbo), dove si dedicò al servizio degli appestati, operando guarigioni miracolose. San Rocco è rappresentato con il cane, quel cane del nobile Gottardo Pallastrelli che gli portava da mangiare per l’impossibilità del Santo di camminare a causa di un “bubbone” ad una gamba. Morì in provincia di Varese nel 1379. Dal 1999 è attiva presso la Chiesa di San Rocco in Roma l’Associazione Europea Amici di San Rocco, con lo scopo di diffondere il culto e la devozione verso il Santo della carità attraverso l’esempio concreto di amore verso i malati ed i bisognosi.

San Rocco è protettore dei pellegrini, dei chirurghi, dei prigionieri e del bestiame, è invocato contro la peste, le malattie contagiose ed i disastri naturali.

Il volume, che si avvale del Patrocinio del Comune di Casamassima, della Pro Loco della stessa città e del Comitato Festa di San Rocco, riporta anche il saluto del Sindaco Vito Cessa. Un bel regalo per i cittadini di Casamassima che potranno così rivedere dal 1946 ad oggi, tutte le manifestazioni sia religiose che folcloristiche svoltesi con i complessi bandistici, gli artisti, i cantanti ed i complessi di musica leggera, che nei vari anni si sono esibiti.

mercoledì, agosto 09, 2017

40 anni senza Angelo De Palo, Presidente e tifoso della Bari


di NICOLA ZUCCARO - Il pomeriggio del 2 agosto 1977 a Poggio Bustone (Rieti), durante il ritiro estivo del Bari, Angelo De Palo fu colpito da un ictus e ricoverato in serata al Policlinico "Gemelli" in Roma, dove morì il 9 agosto 1977. Terminò con questo drammatico epilogo (probabilmente preannunciato dalla frase "mi raccomando al Bari" e trascritta su un un ricettario dei medicinali, ritrovato a bordo dell'ambulanza che lo trasferì presso l'ospedale romano) una delle Presidenze più lunghe dell'Associazione Sportiva Bari.

Nel 1963 dopo 2 anni di permanenza nel Commissione di reggenza, composta dai commendadori La Gioia, Brunetti e, dal 1962, Marino, a seguito delle dimissioni di quest'ultimo e della fine del commissariamento dell'Associazione Sportiva Bari, decretato dall'Assessore comunale allo Sport, fu eletto Presidente dal nuovo Consiglio di Amministrazione. Svolse questo ruolo con la stessa passione manifestata in gioventù, quando da studente universitario presso la Facoltà di Medicina di Torino, seguiva le trasferte del Bari nel Nord Italia e alternava le presenze in sala operatoria a quelle presso la sede sociale in Piazza Moro e allo Stadio della Vittoria, presenziando anche agli allenamenti. 

Questa alternanza completata dall'incarico di Vice Presidente della Lega (all'epoca unificata in A e B) gli valse il soprannome di "Ginecologo volante". Durante la sua Presidenza, il Bari disputò due stagioni in Serie A (1963-64 e 1969-70), 9 in B e 5 in C, delle quali l'ultima, 1976-77, fu sofferta per le difficoltà economiche che attraversava la compagine sociale e che costrinsero De Palo, a impegnare i suoi risparmi professionali e alcune delle sue proprietà presenti nella natia Terlizzi. In questo periodo difficile fu comunque affiancato da due stimati amici quali Michele Mincuzzi (titolare di uno "storico" esercizio commerciale nel centro di Bari) e da Aurelio Gironda (noto penalista del foro barese) che, all'indomani della morte del Prof. De Palo, rilevarono provvisoriamente la Società, in attesa dell'ingresso della nuova proprietà, avvenuto il 15 ottobre 1977 e rappresentata dalla famiglia Matarrese. Essa indicò il giovane Onorevole Antonio, quale nuovo Presidente. La scomparsa di Angelo De Palo provocò un dolore profondo nella tifoseria biancorossa che, numerosa, accorse a Terlizzi ( si calcolarono 20.000 presenze) per tributargli l'estremo saluto, il 16 agosto 1977. L'affetto e la gratitudine della Bari sportiva nei riguardi del Presidente-Galantuomo, restano con due testimonianze nel capoluogo pugliese, a 40 anni di distanza dalla sua scomparsa. La prima è rappresentata dalla costruzione di un Centro Sportivo di avviamento al Calcio, risalente al 1983 e per opera dell'imprenditore Francesco Tunzi e con il sostegno della vedova De Palo, ubicato in Palese, alla periferia Nord di Bari. La Seconda testimonianza è rappresentata dall'intitolazione in suo nome di un Piazzale antistante lo Stadio della Vittoria, su proposta della sezione barese dell'Unione nazionale dei Veterani dello Sport e successivamente accolta nei primi anni del 2000 dall'Amministrazione Comunale di Bari.

martedì, agosto 08, 2017

8 agosto 1991, il Vlora sconvolge la città di Bari


di NICOLA ZUCCARO - Bari, giovedì 8 agosto 1991. Nel corso di una calda mattinata, una montagna galleggiante, paragonabile ad un formicaio umano, cattura l'attenzione dei bagnanti del Lido San Francesco e del Litorale di San Cataldo: è il Vlora. Di lì a poco - sono le 10.30 circa - verso mezzogiorno, attraccherà al Molo Foraneo del Porto barese. In questo preciso punto dello scalo portuale si concludeva così l'odissea del Mercantile inizialmente diretto a Brindisi, ma poi repentinamente dirottato su Bari, a seguito del colloquio telefonico intercorso fra l'allora vice prefetto brindisino, Bruno Pezzuto, e l'allora Capo di Gabinetto della Prefettura barese, Antonio Nunziante. Questo dirottamento fu "motivato" e "giustificato" dal fatto che, non trattandosi di una migrazione composta da poche centinaia di profughi (ma di 20.000 albanesi in fuga) e avendo già Brindisi, nel marzo 1991, fatto fronte ad un precedente e consistente sbarco, la rotta verso Bari divenne a quel punto inevitabile.

Se per il Comandante del Mercantile, Hadim Milaqi, costretto a salpare per l'Italia, terminò un calvario (su misura per un testo di Epica), per la città di Bari iniziarono dei giorni difficilissimi relativamente alla gestione dell'emergenza. Molte furono le difficoltà provocate dalla suddivisione degli interventi di Protezione Civile e legati sia alla sicurezza che all'ordine pubblico (numerosi furono gli albanesi, alcuni dei quali impauriti, che vagavano per la città, fuggendo dal Molo Foraneo, dopo essersi tuffati dalla nave) presso i due luoghi di quella drammatica vigilia ferragostana quali il Porto e lo Stadio della Vittoria. Quest'ultimo, chiuso da un anno al calcio, si trasformò da catino infuocato dal tifo per il Bari, a luogo infernale dove la rabbia e la disperazione si mescolarono, tanto da mobilitare l'Esercito italiano e successivamente le Forze speciali della Polizia di Stato - intervenute sotto il diretto controllo del rispettivo Capo, il Prefetto Vincenzo Parisi. 

Su Bari, anche per la presenza di alcuni rivoltosi e disertori dell'Esercito albanese (inizialmente trasportati dal Porto allo Stadio a bordo dei bus dell'azienda del trasporto urbano e poi, alcuni di essi, ricondotti in Albania, nell'ambito di un ininterrotto ponte aereo) si accesero i riflettori dell'informazione nazionale ed internazionale e si concentrò l'attenzione delle istituzioni italiane. Fra esse, la Presidenza della Repubblica che per voce dell'allora Capo di Stato, Francesco Cossiga, chiese le dimissioni, vocando ad egli, per le funzioni spettanti alla suo ruolo, la rimozione del Sindaco dell'epoca ; il compianto Prof. Enrico Dalfino. Quale fu la motivazione? L'irresponsabilità nella gestione di un'emergenza, le cui colpe dovevano oggettivamente essere attribuite a quella macchina governativa che non riuscì, forse e probabilmente, a prevedere e a frenare per tempo un esodo che mise alla prova la straordinaria solidarietà dei baresi, testimoniata dalla donazione di indumenti e scarpe (la gran parte dei profughi sbarcò scalza al Porto di Bari) e dalla messa a disposizione di alloggi da parte delle parrocchie vicine allo scalo portuale e allo Stadio della Vittoria. 

L'arrivo del Vlora mutò il tessuto sociale di una Bari che dall'agosto 1991 si trasformò in larga parte albanese, per l'inserimento dei componenti della relativa nazionalità, nel contesto lavorativo e universitario, e promuovendo, nello stesso tempo, il capoluogo pugliese quale città italiana, per eccellenza (così la ricordò in una successiva intervista rilasciata nei mesi successivi a quell'evento dal sindaco Dalfino all'emittente televisiva Tele Bari) sul piano dell'accoglienza e dell'integrazione etnico-culturale.

sabato, agosto 06, 2016

Il Giappone ricorda le vittime di Hiroshima


GIAPPONE - "Auspichiamo una presenza sempre maggiore dei capi di stato di tutto il mondo per contribuire all'abolizione degli arsenali nucleari". A dirlo è Kazumi Matsu, sindaco di Hiroshima che ha tenuto un discorso di commemorazione per il 71 esimo anniversario del lancio della bomba atomica. Il triste evento, infatti, ebbe luogo il 6 agosto del 1945. Alla cerimonia ha preso parte anche il premier nipponico, Shinzo Abe, che si è appellato alle nuove generazioni, affinchè non scordino quanto accaduto.
Allo stesso orario dello sgancio della bomba, alle 8.15, è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare le 140 mila vittime.

8 agosto 1991, il Vlora sconvolge Bari


di NICOLA ZUCCARO - Bari, giovedì 8 agosto 1991. Nel corso di una calda mattinata, una montagna galleggiante, paragonabile ad un formicaio umano, dalle grande dimensioni, cattura l'attenzione dei bagnanti del Lido San Francesco e del Litorale di San Cataldo ; è il Vlora. Di lì a poco -sono le 10.30 circa- verso mezzogiorno, attraccherà al Molo Foraneo del Porto barese. In questo preciso punto dello scalo portuale si concludeva così l'odissea del Mercantile inizialmente diretto a Brindisi ma poi, repentinamente dirottato su Bari, a seguito del colloquio telefonico intercorso fra l'allora vice prefetto brindisino, Bruno Pezzuto, e l'allora Capo di Gabinetto della Prefettura barese, Antonio Nunziante. Questo dirottamento fu " motivato" e " giustificato " dal fatto che, non trattandosi di una migrazione composta da poche centinaia di profughi ma di 20.000 albanesi in fuga e avendo già Brindisi, nel marzo 1991, fatto fronte ad un precedente e consistente sbarco, la rotta verso Bari, divenne a quel punto, inevitabile.

Se per il Comandante del Mercantile, Hadim Milaqi, costretto a salpare per l'Italia, terminò un calvario ( su misura per un testo di Epica), per la città di Bari, iniziarono dei giorni difficilissimi, relativamente alla gestione dell'emergenza. Alle difficoltà provocate dalla suddivisione degli interventi di Protezione Civile e legati sia alla sicurezza che all'ordine pubblico ( numerosi furono gli albanesi, alcuni dei quali impauriti, che vagavano per la città, fuggendo dal Molo Foraneo, dopo essersi tuffati dalla Nave) presso i due luoghi di quella drammatica vigilia ferragostana quali il Porto e lo Stadio della Vittoria. Quest'ultimo, chiuso da un anno al Calcio, si trasformò da quel catino infuocato dal tifo per il Bari, in quel luogo infernale dove la rabbia e la disperazione si mescolarono, tanto da mobilitare l'Esercito italiano e successivamente le Forze speciali della Polizia di Stato ; intervenute sotto il diretto controllo del rispettivo Capo, il Prefetto Vincenzo Parisi.

Su Bari, anche per la presenza di alcuni rivoltosi e disertori dell'Esercito albanese (inizialmente trasportati dal Porto allo Stadio a bordo dei Bus dell'Azienda del Trasporto Urbano e poi, alcuni di essi, ricondotti in Albania, nell'ambito di un ininterrotto ponte aereo) si accesero i riflettori dell'informazione nazionale ed internazionale e si concentrò anche l'attenzione delle istituzioni italiane. Di esse la Presidenza della Repubblica che per voce dell'allora Capo dello Stato Francesco Cossiga, chiese le dimissioni, avocandogli, per le funzioni spettanti alla suo ruolo, la rimozione del Sindaco dell'epoca ; il compianto Prof. Enrico Dalfino.

Quale fu la motivazione? L'irresponsabilità nella gestione di un'emergenza, le cui colpe, oggettivamente, dovevano essere attribuite a quella macchina governativa che non riuscì, forse e probabilmente, a prevedere e a frenare per tempo un esodo che mise alla prova la straordinaria solidarietà dei baresi, testimoniata dalla donazione di indumenti e scarpe ( la gran parte dei profughi sbarcò scalza al Porto di Bari) e dalla messa a disposizione di alloggi da parte delle Parrocchie vicine allo scalo portuale e allo Stadio della Vittoria.

L'arrivo del Vlora mutò il tessuto sociale di una Bari che dall'agosto 1991, si trasformò in larga parte albanese, per l'inserimento dei componenti della relativa nazionalità, nel contesto lavorativo e universitario, e promuovendo, nello stesso tempo, il capoluogo pugliese quale città italiana, per eccellenza ( così la ricordò in una successiva intervista rilasciata dal sindaco Dalfino all'emittente televisiva Tele Bari, nei mesi successivi a quell'evento dal sindaco Dalfino all'emittente televisiva Tele Bari ) sul piano dell'accoglienza e dell'integrazione etnico-culturale.

martedì, agosto 02, 2016

Strage di Bologna, ricordate le vittime baresi


di NICOLA ZUCCARO - Sonia Burri, Francesco Cesare e Vito Diomede Fresa, Errica Frigerio, Patrizia Messineo, Giuseppe Patruno e Silvana Serravalli in Bàrbera. Sono le 7 vittime baresi che il 2 agosto 1980, perirono presso la Stazione ferroviaria di Bologna in una delle più dure imprese criminali del nostro paese, come la definì l'allora Presidente della Repubblica italiana Sandro Pertini. A ricordarlo il Sindaco di Bari Antonio Decaro, nel corso della deposizione di una corona ai piedi della lapide posta all'esterno di Palazzo di Città. Una commemorazione resa tanto attuale - come ha sottolineato Decaro - dai recenti attentati terroristici e a seguito dei quali, la memoria della Strage di Bologna deve essere mantenuta viva (questo è stato anche il pensiero espresso dal Governatore della Puglia Michele Emiliano, intervenuto alla Commemorazione assieme al Prefetto della Provincia di Bari Carmela Pagano) unitamente alla ricerca della verità, negli ultimi tempi, ostacolata - ha chiosato Decaro - dai ripetuti depistaggi.

lunedì, agosto 01, 2016

Presto il restauro delle catacombe di Santa Sofia a Canosa


BAT - Le uniche catacombe cristiane ritrovate in Puglia, quelle di Santa Sofia (II-VIII sec. d.c.) saranno rese fruibili grazie alla consegna delle chiavi da parte del sindaco di Canosa al Sovrintendente archeologico delle Catacombe.
L'incontro si è svolto a Roma, presso la sede della Pontificia commissione di archeologia sacra. "Siamo convinti - dichiara nella nota il sindaco di Canosa - che gli interventi che la Soprintendenza archeologica delle Catacombe potrà ora mettere in atto produrranno ricadute positive".

sabato, luglio 30, 2016

50 anni fa il "dubbio" goal mondiale


di NICOLA ZUCCARO - Wembley, sabato 30 luglio 1966. L'Inghilterra scende in campo per il suo appuntamento con la Storia del Calcio che potrebbe consegnargli davanti al pubblico di casa ( con in testa i Reali Elisabetta e Filippo di Edimburgo) la sua prima Coppa del Mondo. La selezione definita per antomasia dei " Maestri del Calcio " ebbe la meglio sulla Germania e conquistò quel titolo che mancava, e stranamente, nella sua bacheca, per il ruolo storico precedentemente citato, solo ai tempi supplementari.
Dopo che i novanta minuti terminarono sul 2-2, Geoff Hust ( autore, in quella Finale di una tripletta) realizza per il momentaneo 3-2, non una rete di ordinario vantaggio per il tabellino, quanto piuttosto, una segnatura destinata a passare alla storia, per la relativa ed effettiva dinamica consistente nell'aver superato la linea di porta. Quel goal che spianò con il definitivo 4-2 la strada del successo all'Inghilterra, aprì, nel contempo, quel dibattito lungo 50 anni, inerente l'applicazione dei sensori in prossimità delle porte, per accertare il reale ingresso della sfera, nella rete avversaria.

giovedì, luglio 28, 2016

Decaro commemora il 73° anniversario della strage di via Niccolò dell'Arca. Un riconoscimento a Umberto Cassano


di Redazione - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro è intervenuto alla cerimonia organizzata dal Comune in collaborazione con l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), l’IPSAIC (Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea), l’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti), la CGIL Camera del Lavoro metropolitana e l’ARCI Bari per commemorare il 73° anniversario della strage di via Niccolò dell’Arca, in cui persero la vita venti persone e altre cinquanta rimasero ferite mentre sfilavano pacificamente in un corteo che andava ad accogliere gli antifascisti all’uscita del carcere, all’indomani della caduta di Mussolini.
La cerimonia si è svolta presso il monumento in piazza Umberto I che ricorda le venti vittime della strage, i cui nomi sono incisi in altrettante pietre d’inciampo sull’asfalto della piazza.
A margine della cerimonia il sindaco Decaro ha consegnato un’onorificenza a Umberto Cassano, classe 1925, uno dei feriti di quella giornata, che insieme ad altri episodi della lotta di Liberazione è valsa alla città di Bari il riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile da parte del Presidente della Repubblica.



Di seguito il discorso pronunciato dal sindaco nel corso della cerimonia di questa mattina:

"Signore e signori, autorità, amici,
siamo qui, anche quest’anno, per ricordare il sacrificio di 20 tra cittadini inermi, studenti e docenti che all’indomani della caduta del fascismo si riunirono spontaneamente in un corteo pacifico diretto all’ingresso del carcere di Bari, dove si attendeva la scarcerazione di numerosi detenuti politici.
In quella giornata di 73 anni fa, che insieme ad altri episodi della lotta di Liberazione è valsa alla città di Bari il riconoscimento della medaglia d’oro al valor civile, altri cinquanta innocenti rimasero feriti.
Ed è anche a loro che rendiamo omaggio oggi: a Umberto Cassano, maestro del lavoro, classe 1925, che abbiamo voluto insignire di un’onorificenza ufficiale per il suo impegno instancabile per il riconoscimento dei diritti al fianco dei lavoratori e dei cittadini più deboli.
A Vito Sciacovelli, che vorremmo insignire di un’analoga onorificenza nei prossimi mesi, e a tutti i testimoni - penso a Paolo Laterza e a Carlo Setta - di quella giornata di sangue in cui una parte della nostra migliore gioventù, cresciuta negli ideali della libertà e negli insegnamenti di Benedetto Croce e del gruppo di Casa Laterza, volle contribuire a scrivere una storia di riscatto per il nostro Paese, stremato dagli orrori del ventennio fascista.
Dal 2012 i nomi delle vittime della strage di via Niccolò dell’Arca sono impressi nelle pietre d’inciampo infisse nell’asfalto di questa piazza, la stessa piazza che ha raccolto quel sangue innocente. Quegli uomini, quei ragazzi - è impressionante leggerne le date di nascita - hanno lottato con le armi della conoscenza, delle idee, dei valori di pace e giustizia per costruire un Paese migliore, quello in cui oggi abbiamo la fortuna di vivere.
E se ci ritroviamo qui, insieme, anno dopo anno, è grazie alla collaborazione con l’ANPI, l’IPSAIC, l’ANPIA e la CGIL, che sono accanto all’amministrazione comunale nell’impegno per ricostruire la comune memoria e per insegnare ai più giovani il valore della libertà e della democrazia sulle quali si fonda la nostra Carta Costituzionale.
Consentitemi di ringraziare, tra gli altri, il professor Leuzzi, che oggi parla a nome dei familiari delle vittime di questa folle strage, per il suo impegno a tutela della verità storica, che significa ricerche infaticabili tra i fascicoli processuali, negli archivi e nei documenti dell’epoca. Ricerche che speriamo ci consentiranno di individuare, infine, tutti i sopravvissuti e i testimoni della strage di via Niccolò dell’Arca, ai quali intendiamo rendere omaggio.
Perché onorare la memoria dell’antifascismo barese, la verità della storia e la forza delle idee è il modo migliore che abbiamo per guardare con coraggio al futuro: un futuro che garantisca pace e giustizia per tutti."

sabato, maggio 21, 2016

Auschwitz, scoperto anello del doppio fondo di una tazza


POLONIA - Un tesoro rimasto nascosto per quasi un secolo, ma venuto alla luce durante ordinari lavori di pulizia. La storia di oggi arriva dal campo di concentramento di Auschwitz Birkenau, in Polonia, dove un addetto ai lavori ha scoperto un doppio fondo in una vecchia tazza. Spesso accadeva che, per evitare il sequestro dalle guardie tedesche, si tentava di nascondere i beni di valore in oggetti di uso quotidiano. E proprio questa tazza, nel suo doppio fondo, nascondeva un anello ed una collana, rimasti stipati per oltre 70 anni e scoperti solo ora.

(credit: Getty Images)


venerdì, maggio 20, 2016

Aeroporto di Bari, mostra gratuita su Leonardo da Vinci


Fino al 30 settembre, l'Aeroporto di Bari-Palese "Karol Wojtyla" ospiterà una straordinaria mostra sul Genio per eccellenza, dal titolo "Il volo: dalle Ali di Leonardo... a oggi (1480-2016)". Col patrocinio della Regione Puglia, l'esposizione sarà allestita al secondo piano dell'aerostazione passeggeri, dove saranno esibiti numerosi progetti e disegni di Leonardo da Vinci, con la fedele riproduzione di circa quaranta macchine da lui ideate, che per l'occasione saranno funzionanti e potranno essere toccate da tutti i viaggiatori e visitatori.

Alla mostra delle macchine, si affiancherà quella degli elementi macchinali, ossia di quei meccanismi progettati da Leonardo e aventi numerose possibilità di applicazione. L'esposizione sarà aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 9.00 alle 21.00, con ingresso libero.

mercoledì, aprile 27, 2016

L'Amleto in scena a Palazzo Fizzarotti


In occasione dei 400 anni dalla morte di William Shakespeare, Palazzo Fizzarotti ospiterà a Bari l'Amleto, con la regia di Nicola Valenzano. La celebre opera del drammaturgo inglese andrà in scena venerdì 29 aprile, alle 20:00 e alle 21:30. Nel cast degli attori, ci sono: Daniele Ciavarella, Saverio Desiderato, Tano D'Amore, Annamaria Vivacqua, Danilo Giuva, Barbara Grilli, Nicola Marino, Nicola Moschetti, Maurizio Della Villa.

A differenza di ogni altro spettacolo teatrale, il pubblico svolgerà il ruolo di spettatore-attore, venendo coinvolto dalle scene e dalle vicende dei protagonisti. Valenzano - infatti - ha sceneggiato un vero e proprio Amleto itinerante, perchè la trama si snoderà lungo le varie stanze del celebre e prezioso palazzo novecentesco barese.

Ecco il volto dell'Uomo di Altamura


Grazie a quanto ricostruito dagli archeologi, è finalmente possibile conoscere il volto dell'Uomo di Altamura. Il suo viso è stato ottenuto partendo dallo scheletro scoperto nell'ottobre del 1993 nella grotta di Lamalunga, appartenente ad un Homo neanderthalensis e risalente a circa 180 mila anni fa. 

«Abbiamo qui ad Altamura un tesoro prezioso per tutta la Puglia, anzi per il mondo culturale e scientifico intero: sono pochi i reperti fossili umani con una simile combinazione di caratteri morfologici. Non c'è nulla di altrettanto completo nella documentazione paleoantropologica mondiale che precede la comparsa e la diffusione della nostra specie; niente del genere prima di Homo sapiens». Questo è ciò che si legge nella nota diffusa da Loredana Capone, assessore regionale all'industria turistica e culturale.

giovedì, aprile 21, 2016

Siccità in Messico e il tempio riemerge dalle acque


di PIERPAOLO DE NATALE - La forte siccità che quest'anno ha colpito il Messico ha causato l'abbassamento del livello d'acqua nel fiume Grijalva, nello stato del Chiapas. L'altezza del bacino è scesa di 25 metri, riportando alla luce lo spettacolare e magico tempio di Santiago, celebre anche come tempio di Quechula. L'edificio fu costruito da alcuni monaci nel XVI secolo, è lungo 61 metri, largo 14 ed alto 10, con un campanile che tocca i 16 metri di altezza. "È una chiesa eretta con l'idea che sarebbe stata il centro di un'area vastamente popolata, ma ciò non è mai successo", dichiara l'architetto messicano Carlos Navarrete. "Probabilmente non ha mai nemmeno avuto un proprio prete, ma riceveva visite da parte di quelli di Tecpatán".

Intanto, cogliendo l'occasione, i pescatori si improvvisano guide turistiche, traghettando i turisti a bordo delle proprie barche, per ammirare la magnificenza di questa costruzione spuntata dal nulla in tutta la sua maestosità.



mercoledì, aprile 20, 2016

Un volto per l'Uomo di Altamura


di PIERPAOLO DE NATALE - Il celebre Uomo di Altamura ha finalmente un volto, che sarà reso noto in anteprima mondiale il 26 aprile. Come ricorderete, i resti dell'Uomo di Altamura furono portati alla luce nei primi anni Novanta, quando un gruppo di speleologi altamurani e baresi rinvenne uno scheletro umano completo, appartenente - probabilmente - all'estinta specie dell'Homo neanderthalensis

Il 26 aprile, alla stampa nazionale ed internazionale, sarà presentata una ricostruzione a grandezza naturale dello scheletro, all'interno della grotta di Lamalunga. Il progetto è stato portato a termine grazie alla collaborazione dei paleo-artisti olandesi Andrie e Alfons Kennis. Avvalendosi di dati scientifici ed interpretazione artistica è stato finalmente possibile dare un volto all'Uomo di Altamura, con tanto di capelli e baffi.

mercoledì, aprile 13, 2016

Torna il Murgia Express: Bari-Altamura col treno degli anni '30


di PIERPAOLO DE NATALE - Con l'arrivo della nuova stagione torna sui binari, restaurato e tirato a lucido per l'occasione, lo storico Murgia Express. Stiamo parlando di un treno delle Ferrovie Appulo Lucane risalente al 1931. L'antico convoglio riprenderà vita nei giorni 24 e 25 aprile, in occasione di Federicus, attesissima rievocazione medievale allestita nel centro storico di Altamura.

L'iniziativa è organizzata dall'associazione Rotaie di Puglia, che - grazie al treno di Federicus - trasporterà i viaggiatori da Bari ad Altamura, dal 2016 al XIII secolo. Come in un magico viaggio nel tempo, coloro che saliranno a bordo dei vagoni saranno proiettati nel medioevo, quando nel 1232 l'imperatore Federico II faceva ritorno dalla Sesta crociata in Terra Santa e si fermava proprio in Puglia, affascinato dalla bellezza dell'Alta Murgia.

I biglietti del Murgia Express sono subito andati a ruba, segno di un crescente interesse da parte dei baresi, desiderosi di conoscere meglio il passato delle proprie terre, scoprendone arte, cultura e tradizione. Il convoglio è composto da tre carrozze dalle tonalità bordeaux, ciascuna delle quali presenta una fascia nera sulla fiancata, dove furono segnate in bronzo il numero di vettura, la classe di appartenenza e la dicitura Fal. I due vagoni di prima classe hanno un fine rivestimento in legno di radica di noce e sono dotati di comode poltroncine in velluto rosso. Il vagone di seconda classe dispone, invece, di elementi più sobri ma ugualmente funzionali, come i vecchi sedili in legno.

Ecco le fermate che il Murgia Express compirà nelle giornate del 24 e 25 aprile.
Andata:
  • Bari Centrale Fal - 9.30
  • Bari Scalo - 9.35
  • Modugno Fal - 9.55
  • Altamura - 10.55
Ritorno:
  • Altamura - 16.00
  • Modugno Fal - 17.00
  • Bari Scalo - 17.20
  • Bari Centrale Fal - 17.25

lunedì, marzo 28, 2016

Rubato il teschio di William Shakespeare


di PIERPAOLO DE NATALE - Il teschio di William Shakespeare è stato rubato: questo l'esito delle indagini portate a termine da un team di archeologi inglesi. Per mezzo di un georadar gli studiosi hanno analizzato la tomba del celebre autore, sita nella Holy Trinity Church di Stratford-upon-Avon. La notizia è stata resa nota dal dott. Kevin Colls, protagonista di un documentario che andrà in onda su Channel 4: "Abbiamo notato una strana irregolarità con gli strumenti all'altezza della testa e abbiamo un racconto secondo cui, in un certo momento della storia, qualcuno è venuto e ha preso il teschio di Shakespeare. E sono convinto che non si trovi nemmeno nella Holy Trinity Church". Lo studioso si riferisce a quella che - fino a poco tempo fa - era considerata solo una leggenda di fine '800. Eppure, nel lontano 1794, dei cacciatori di trofei pare che abbiano realmente sottratto il teschio del celebre scrittore.

L'archeologo a capo delle ricerche ha sollevato alcuni dubbi anche riguardo le salme dei parenti dell'autore, tutte conservate in sudari e non all'interno di bare in legno. In modo decisamente opposto la pensa Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute di Birmingham, secondo cui era piuttosto inusuale che nel XVIII secolo si profanassero le tombe dei grandi autori. All'antitesi si unisce pure il vicario della Holy Trinity Church, il quale sostiene che "non ci sono prove sufficienti per affermare che il teschio sia stato preso".

Le diatribe vengono rapidamente soffocate da tutti gli estimatori di William Shakespeare, che si augurano venga fatta luce sulla questione il prima possibile - soprattutto considerando che quest'anno ricorrono i 400 anni dalla morte dell'autore, scomparso il 23 aprile 1616.


martedì, gennaio 05, 2016

Un bellissimo viaggio con una guida d’eccezione: Nino Lavermicocca


di Vittorio Polito - È stato pubblicato da Adda Editore il volume di Nino Lavermicocca (1942-2014), “Sulle ali del Levante”, raccolta di una serie di articoli pubblicati dal 2004 al 2013 sulla rivista di Aeroporti di Puglia “Ali del Levante”.
Il volume che si divide in tre parti dedicate a “La Puglia e il suo patrimonio archeologico, storico-artistico e folklorico”, “San Nicola, il Natale, il Presepe” e “Viaggi alla scoperta di nuovi orizzonti di conoscenza”, vuole essere un bellissimo viaggio con una guida d’eccezione, alla quale non si può che esprimere la propria commossa riconoscenza.

Com’è noto, Lavermicocca, archeologo, ha diretto la Soprintendenza Archeologica della Puglia, in qualità di responsabile per la Regione del settore medievale ha condotto scavi programmatici ed esplorazioni di archeologia medievale. Promotore e animatore di mostre, attività didattiche, itinerari turistico-culturali, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo. Mi piace ricordare la sua ultima pubblicazione “La nave dei miracoli – Storie prodigiose di San Nicola di Bari” (Edizioni di Pagina), un bel volume che parla di San Nicola quale presenza tuttora viva e affascinante nel mondo contemporaneo, emblema ecumenico di un patrimonio mistico e mitico mirabilmente condiviso. Il desiderio del riconoscimento di San Nicola quale «patrimonio ed eredità europea e mondiale, fortemente condivisa». Nino Lavermicocca è stato un viaggiatore che ha percorso ogni strada possibile per raccogliere e studiare tracce per la devozione nicolaiana coniugata con l’arte e l’artigianato. E San Nicola lo proteggerà sicuramente nell’eternità.

Stefania Mola, che firma la prefazione «Grazie, Nino” scrive: ci ha lasciato un’impronta d’amore e conoscenza indelebili per la Puglia, sa di potersi concedere il lusso di pensieri non accademici, non istituzionali né formali, abbandonandosi semplicemente al ricordo affettuoso e sincero e mettendo da parte i toni da circostanza. Nino Lavermicocca è stato prima di tutto un vulcano. Lavorava a un’idea e già guardava oltre, moltiplicando i progetti, le prospettive, gli spunti, immaginando di poter fare, dire, raccontare, realizzare cose bellissime come solo l’amore e la fierezza del suo essere pugliese – e prima di tutto figlio di Bari vecchia – poteva suggerirgli».

giovedì, dicembre 31, 2015

Relitto a Porto Cesareo, navigazione interdetta dalla CP


LECCE - Navigazione interdetta dalla Capitaneria di porto di Gallipoli nel tratto antistante la costa di Porto Cesareo, nel leccese. Nei giorni scorsi, infatti, proprio lì è stato rinvenuto il relitto di una nave che, secondo gli esperti, avrebbe un'importante rilevanza storica e archeologica. Secondo l'ordinanza emessa, sono vietati ancoraggio, sosta, pesca (sia professionale che sportiva), immersioni e qualsiasi altra attività a fini ludici e ricreativi. Il divieto vale entro un raggio di 50 metri dal punto in cui giace l'oggetto della formidabile scoperta, a nord-est della penisola della Strea.

Il relitto era stato scoperto nei giorni scorsi da un pescatore professionista e immediatamente segnalato alle autorità. Secondo quanto ricostruito dai ricercatori dell'Università del Salento, si dovrebbe trattare di una nave lunga più di 18 metri, risalente ad un periodo compreso tra dodicesimo e tredicesimo secolo.

mercoledì, novembre 25, 2015

Pompei ed Ercolano hi-tech, una mostra per viaggiare nel passato


NAPOLI - 450 mq dove ricostruire la vita quotidiana degli antichi abitanti della costa del Vesuvio. Venti installazioni multimediali che permettono di rivisitare i luoghi più importanti della vita associativa, pubblica e privata, delle città romane alle pendici del Vesuvio, spazzate via dall'eruzione del vulcano. Tutto questo nella mostra organizzata dal centro culturale Villa Regina, aperta (con ingresso gratuito) dal 27 novembre al 25 gennaio.