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sabato, settembre 23, 2017

Taranto, si ribalta auto nella notte: muore 24enne

di PIERO CHIMENTI - Un ragazzo di 24 anni, che viaggiava insieme agli amici in Renault, ha perso la vita in tragico incidente. L'auto, che viaggiava nel cuore della notte sulla strada che collega Taranto a San Giorgio Ionico, è finita fuori strada per poi ribaltarsi. I passeggeri del vericolo sono stati incastrati nel mezzo e liberati dai vigili del fuoco, riportando lievi ferite. Tra loro non ce l'ha fatta purtroppo il giovane di Carosino.

A Taranto la seconda Giornata Nazionale di Psiconcologia

TARANTO - Con un convegno dal titolo “I bisogni psicologici dei pazienti e dei loro caregivers”, l’Ordine degli Psicologi della Puglia e la Società Italiana di Psico-Oncologia hanno celebrato la Seconda Giornata Nazionale della Psiconcologia. L'evento si è svolto a Taranto, all'interno del Dipartimento Jonico dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

Il cancro è una malattia che mette seriamente in crisi il malato ed i suoi familiari. Può cambiare l’identità della famiglia. La psiconcologia ha l’obiettivo di promuovere un miglioramento della vita della persone coinvolte, limitare il rischio di conseguenze psicobiologiche durante tutto il percorso della malattia.

“La Puglia - dice il Presidente dell'Ordine degli Psicologi regionale Antonio Di Gioia - negli ultimi anni ha risposto in maniera ottimale alla richiesta di interventi psicologici da parte delle famiglie in presenza di patologie tumorali. Le istituzioni però rispondono in maniera parziale. Spesso gli interventi degli psicologi sono eseguiti nella forma del volontariato, come precari con contratti a tempo. In alcuni casi sono le associazioni che si occupano di psiconcologia a sostenere i costi degli interventi specialistici. Alle istituzioni - aggiunge Di Gioia - chiediamo maggiori sensibilità e interventi per migliorare la vita di chi soffre di tumore, dei suoi familiari e amici".

Il sostegno ai pazienti affetti da tumore - afferma Fulvio Giardina Presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi - è ormai un problema sociale. Gli psicologi sono impegnati nell'ampliare il loro contributo professionale che si rivolge non solo al paziente, ma anche a tutto il nucleo familiare. Se supportate adeguatamente, le sofferenze possono essere alleviate. Gli psicologi - continua Giardina - contribuiscono ad attivare quel processo motivazionale che porta il malato a superarsi, ha trovare le risorse e le energie per affrontare il percorso della malattia".

Attenzioni a pazienti e familiari ma anche a tutto il personale medico ed infermieristico che opera nei reparti oncologici. "Il tumore – ha detto il Presidente della SIPO Paolo Gritti - è una malattia che rimodula i nostri rapporti, cambia la vita del paziente e di chi gli è accanto. E non solo della famiglia o degli amici. Cambia in qualche modo la vita di chi ne ha cura, dei medici, dei caregivers. La Psiconcologia è una terra di mezzo. Agisce in maniera trasversale e tocca gli incroci della vita e della nostra professione. La Psiconcologia ci permette di guardare alla medicina del futuro che deve affrontare la malattia del paziente abbracciandolo in tutta la sua integrità, come persona, come uomo”.

venerdì, settembre 22, 2017

Giovanni Paisiello Festival, di scena a Taranto 'Il Barbiere di Siviglia'

TARANTO - Il Conte d’Almaviva ruba la scena a Figaro nel «Barbiere di Siviglia» in programma a Taranto, lunedì 25 e martedì 26 settembre (ore 21), nel Chiostro di Sant’Antonio, per il gran finale del Giovanni Paisiello Festival diretto da Lorenzo Mattei per gli Amici della Musica «Arcangelo Speranza».  Tuttavia, nell’opera composta dal musicista tarantino a San Pietroburgo nel 1782, l’unione tra Rosina e l’aristocratico personaggio si realizza sempre attraverso gli ingegnosi inganni del factotum che, al contrario di Paisiello, Rossini pose al centro del suo «Barbiere» nel 1816. E quanto la nobiltà venga messa a dura prova dalla borghesia, in questa vicenda amorosa tutta sivigliana, è la chiave di lettura tra Settecento e i giorni nostri di Gianmaria Aliverta, giovane regista in grande ascesa che, subito dopo Taranto, è atteso a Venezia con un «Ballo in maschera» di Verdi per l’apertura di stagione della Fenice, teatro - vale la pena ricordare - inaugurato nel 1792 proprio con un’opera di Paisiello, «I giuochi di Agrigento».

C’è particolare entusiasmo intorno a questo nuovo allestimento del «Barbiere» realizzato in coproduzione con VoceAllOpera di Milano, che vede Fabio Maggio sul podio dell’Orchestra da Camera del Giovanni Paisiello Festival. Nel chiostro di Sant’Antonio, spazio restituito alla città di Taranto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, Belle Arti e Paesaggio, il tenore Néstor Losàn vestirà i panni del Conte d’Almaviva, il nobile innamorato della borghese Rosina, che avrà la voce del soprano Graziana Palazzo. Il baritono Gabriele Nani sarà, invece, Figaro, il poeta e barbiere che evita il matrimonio tra Rosina e il suo tutore Don Bartolo, a sua volta interpretato dal basso Luca Simonetti, del quale è confidente Don Basilio, il baritono Luca Vianello, altro giovane interprete di questo cast vocale completato dal tenore Maurizio De Valerio (Il giovinetto, un alcade) e dal basso Gabriele Faccialà (Lo svegliato, un Notaro).

E se in questa doppia rappresentazione si potranno ascoltare parti solitamente non previste, come la splendida cadenza dell’aria della “lezione” di Rosina e il nuovo gran finale con altre due arie scritte da Paisiello per le rappresentazioni al Teatro dei Fiorentini di Napoli, si deve all’edizione critica di Francesco Paolo Russo pubblicata dalla casa editrice tedesca Laaber. Un’edizione che tende a restituire il testo musicale secondo la lezione più vicina alla volontà dell’autore, come lo stesso Russo spiegherà domenica 24 settembre, all’Hotel Delfino (18.30), durante la «Prima della Prima».

E rispettoso della musica, la colonna portante dell’intero allestimento, è lo spettacolo confezionato con soltanto qualche elemento scenico, e un lavoro attoriale sui cantanti, da Gianmaria Aliverta, coadiuvato dalla costumista Sara Marcucci, che ha vestito i protagonisti partendo dalle tinte degli abiti settecenteschi per arrivare alle mode dei nostri giorni.

Inoltre, la «prima» del Barbiere di lunedì 25 settembre sarà introdotta dalla consegna del Premio Giovanni Paisiello Festival, che quest’anno andrà a uno degli intellettuali italiani più complessi ed eclettici.

Dunque, con il Barbiere di Siviglia si chiude la quindicesima edizione del Giovanni Paisiello Festival, che quest’anno ha ottenuto il sostegno di Mibac, Regione Puglia, Comune di Taranto, Puglia Promozione e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e di alcune eccellenze imprenditoriali nazionali e territoriali, Conad, Programma Sviluppo, Caffè Ninfole e Basile Petroli, BCC di San Marzano di San Giuseppe e Confindustria Taranto.
Info e prevendite 099.730.39.72 e www.giovannipaisiellofestival.it.

giovedì, settembre 21, 2017

Taranto, crolla solaio: investita intera famiglia

di PIERO CHIMENTI - Un solaio di una palazzina a tre piani ha ceduto in via D'Alò Alfieri, nel centro di Taranto. Il crollo ha sorpreso nel sonno la famiglia che si trovava al secondo piano, composta da padre, madre e i due figli di 16 e 4 anni.

Trasportati nell'ospedale Ss Annunziata sarebbero state riscontrate ferite più gravi, ma nessuno è in pericolo di vita. L'intervento dei vigili del fuoco ha permesso di far sgomberare lo stabile e metterlo in sicurezza.

mercoledì, settembre 20, 2017

Mattarella a Taranto, Labriola: "Dia impulso al cambiamento"

ROMA - “Il Capo dello Stato, ieri in visita a Taranto, è giunto in città atterrando sulla pista dell’aeroporto di Grottaglie, quella stessa pista che certa politica, in maggioranza a Roma, a Bari, si rifiuta di mettere a disposizione della comunità, con l’apertura dell’Arlotta al traffico passeggeri. Nessuna verifica di fattibilità, nessun tentativo concreto, sino ad ora solo parole. Il presidente Mattarella, che ha dimostrato di essere vicino ai ragazzi, e sensibile nei confronti delle problematiche vissute da Taranto, si batta affinchè il difficile equilibrio tra economia-produzione-ambiente e salute sia effettivamente al centro dell’agenda politica. E’ sicuramente vero che il presidente della Repubblica ha apposto la propria firma sui decreti Ilva, ma è altrettanto vero che alcune direttive di buon senso in essi contenute, a partire dalle bonifiche ambientali e dalla tutela del territorio, non sono mai state attuate. Quel poco di buono contenuto nei decreti destinati a fare sopravvivere l’acciaieria, è divenuto carta straccia. Oggi Sergio Mattarella è certamente più consapevole, e dopo avere ascoltato la voce dei figli di Taranto sono certa si impegnerà per promuovere il cambiamento. La città ionica può e deve rifiorire, trovare nuovi stimoli economici e produttivi, che siano effettivamente alternativi all’industria pesante inquinante. Il mare di Taranto, come l’arte, il museo, le campagne, le realtà agricole e artigianali, l’impresa pulita, il porto e l’aeroporto, sono tutti tasselli che potrebbero contribuire a salvare la città”. Lo dichiara in una nota l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

martedì, settembre 19, 2017

Dopo due mesi di agonia muore per le ustioni

di PIERO CHIMENTI - Non ce l'ha fatta la 48enne di Martina Franca morta all'ospedale Di Venere a Bari. L'incidente domestico è avvenuto a due mesi fa, quando la donna è stata avvolta dalle fiamme a causa di una disattenzione, la caduta del contenitore di alcol puro a 95°C sul fornello acceso che ha dato inizio all'irreparabile. Anche il marito nel disperato tentativo di salvarla è rimasto ustionato a mani e piedi.

Taranto, rissa al Ss Annunziata

di PIERO CHIMENTI - Una violenta lite è scoppiata al quinto piano del nosocomio di Taranto. Protagoniste due neo-mamme insieme ai parenti per vecchi rancori mai risolti, per via di un uomo che ha lasciato una delle protagoniste della vicenda per stare con l'altra ed avere quindi un bambino. E' stato necessario l'intervento della polizia per far ritornare la situazione alla normalità.

Genitori tarantini scrivono a Mattarella, "Folle circo ipocrisia ormai lontano da Taranto"

TARANTO - Riceviamo e pubblichiamo la nuova lettera dei 'Genitori tarantini' indirizzata al Presidente della Repubblica Mattarella.

Il folle circo dell’ipocrisia è ormai lontano da Taranto, il presidente è tornato a Roma per dormire tranquillamente nel letto del suo palazzo e la Rai ha spento nuovamente i riflettori su Taranto, tirando, immaginiamo, un gran sospiro di sollievo.
E’ davvero duro accettare che il Capo della Repubblica democratica italiana arrivi a Taranto non con la tranquillità di camminare sul suolo che lui stesso rappresenta, ma scortato e protetto come il presidente di uno Stato estero. Mai visto un numero così incredibile di poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili urbani, agenti della Digos e dei Servizi segreti tutti insieme (compresi quelli armati che osservavano dai lastrici solari dei palazzi intorno alla scuola Falcone e quelli in borghese che passeggiavano tra i cittadini costretti dietro le transenne, registrando volti e comportamenti nel proprio cervello).
Sarà stato emozionante per i giovani studenti provenienti da tutt’Italia; un po’ meno per i loro accompagnatori che, vogliamo sperare, qualche domanda se la saranno fatta.
Guardando verso l’Ilva, il gran protettorato dello Stato, i nostri ospiti porteranno negli occhi e nei cuori l’immagine di un cielo così terso sotto lo splendente sole che tutte le immagini viste prima e che vedranno in futuro verranno considerate montaggi fotografici. Arriva il Presidente e Ilva ed Eni gli regalano un giorno di fermo della produzione, come nel medioevo i contadini onoravano i regnanti con ceste di prodotti della terra. A mente fredda, è stato proprio questo il più grande schiaffo, la più grande offesa che si potesse fare alla comunità tarantina. Da oggi, proprio come l’altro ieri, i bambini di Taranto torneranno nelle scuole sotto l’infernale cappa che ben conoscono e che i loro coetanei delle altre regioni non potranno raccontare. Ieri si poteva respirare, da oggi si torna alla “normalità” fatta di problemi all’apparato cardiovascolare e a quello respiratorio, fatta di wind days, fatta di “il lavoro debilita anche chi non ce l’ha”, “il lavoro nobilita, ma qui uccide pure”, “qui, anche il disoccupato ha lo stesso dovere di morire che ha un lavoratore”.
“Lasciate che i bambini, ben selezionati, vengano a me.” Poi, il discorso, ben limato dagli scribacchini del Quirinale, soppesato, parola per parola, per dargli l’effetto voluto: il papà che parla ai figli di istruzione e cultura. “A scuola si disegna il futuro. E’ questa l’essenza del mondo della scuola.” E ancora: “Cari ragazzi, si dice sovente, con una frase che è divenuta uno slogan, che il futuro vi appartiene, ma il futuro comincia in ogni momento. Lo costruite da oggi, giorno per giorno, con impegno, anche con fatica.” Un discorso preciso, diretto, fino ad una certa frase, posta a mo’ di domanda retorica che qui riportiamo integralmente: “Chi tra di voi assisterebbe alla distruzione di ciò con cui gioca, del tavolo dove mangia, del letto dove dorme senza provare un senso di ribellione, di sconforto, di delusione, di dispiacere? Quella distruzione rappresenterebbe una ferita, una violenza alla vostra vita di tutti i giorni.”
Sì, Presidente, ha ragione. Provi adesso a pensare quali sentimenti possono muovere chi assiste alla distruzione di un territorio straordinariamente bello, alla distruzione di vite, comprese quelle di bambini così piccoli da non sapere che esiste un tavolo dove mangiare, bambini così piccoli da non arrivare a conoscere neppure la sala giochi di un asilo nido, di bambini cui viene negato quel diritto alla vita e all’istruzione che lei ha voluto ricordare nel suo illuminato discorso. Provi a pensare a quanto dolore alberga in chi resta a piangere i propri morti, alle lacrime che accompagnano la malattia fino all’unica fine possibile.
Lei è venuto a Taranto e poi è tornato a Roma, scortato fino all’aeroporto di Grottaglie come un importante ospite straniero, così lontano dai tempi in cui il Presidente Pertini camminava tra la gente, seppure in situazioni molto più difficili di queste, come una figura istituzionale dovrebbe fare in uno stato democratico.
Della sua visita ci resterà soltanto il ricordo di aver visto per una volta il cielo limpido sull’Ilva, il suo protettorato, e di aver respirato finalmente aria pulita. O almeno questa è stata l’impressione.
E ci resterà per sempre la sensazione che, attraverso i tagli della censura, l’unica canzone che parla di una Taranto libera si sia trasformata, come nei tempi bui dell’Italia, in una canzonetta di regime, svuotandola del valore simbolico che aveva assunto per noi tarantini, con buona pace per la sua stessa affermazione: “A scuola si prepara il domani della nostra civiltà, della nostra democrazia.”
E’ venuto per onorare una scuola spesso vittima di atti di vandalismo in un città vandalizzata con il consenso dello Stato.
Dorma pure tranquillo nel suo letto, Presidente. A noi tarantini, questa tranquillità non è concessa. Dovremmo, come dice lei, provare un senso di ribellione, ma anche questo, a ben vedere, non ci è concesso.

Serie D, Taranto-Sarnese 2-3: esonerato il tecnico Cozza, al suo posto arriva Cazzarò

di FRANCESCO LOIACONO - Il Taranto ha perso per 3-2 in casa contro la Sarnese. Nel primo tempo gli jonici sono passati in vantaggio con Crucitti di sinistro. I campani hanno pareggiato per merito di Cioffi, girata col destro.

Nel secondo tempo il tecnico dei pugliesi Cozza ha fatto entrare in campo l’attaccante Aleksic al posto di Tandara. Ma senza apprezzabili risultati. La Sarnese è andata in gol con Favetta, bordata di destro da fuori area imprendibile per il portiere Spataro. Gli jonici con orgoglio hanno impattato grazie a Crucitti, velocissimo di sinistro a sorprendere il portiere Russo. I campani in contropiede. Il difensore Bilotta nel tentativo di anticipare Talia ha sfiorato l’autogol. I rossoblu pugliesi sono rimasti in dieci. Espulso Scoppetta per un duro fallo su Favetta. La Sarnese è passata in vantaggio grazie a Favetta su rigore concesso per un fallo di D’Aiello su Salvato.

Seconda sconfitta consecutiva per il Taranto dopo quella subita per 2-1 ad Altamura. Un momento no per gli jonici. Poco servito dai compagni di squadra l’attaccante Pera. Ancora è stato ben marcato dai difensori campani Pepe e Arpino. Valido il contributo di Crucitti. Delusi i 2000 spettatori presenti allo “Jacovone”.

Il tempo per risalire c’è senza dubbio. Ma è stato esonerato il tecnico Cozza, al suo posto la società jonica ha scelto Michele Cazzarò,44 anni il quale già in passato è stato nella città dei due mari. Il Taranto con determinazione e tenacia può riprendersi ed evitare di essere troppo attardato rispetto alle altre squadre in corsa per la promozione in C.

lunedì, settembre 18, 2017

Mattarella a Taranto, "Si batta affinchè i nostri ragazzi possano avere un futuro in città"

(ANSA)
ROMA - Nel cortile del plesso di scuola primaria Giovanni Falcone, al quartiere Paolo VI di Taranto, si sta svolgendo la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico 'Tutti a scuola' alla presenza del presidente della Repubblica. Sergio Mattarella, e della ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. La ministra ha sottolineato l'importanza che l'anno scolastico sia iniziato anche nelle zone colpite dal sisma, anche ad Ischia".

"Il Presidente della Repubblica Mattarella ha scelto Taranto per inaugurare il nuovo anno scolastico e questo è già un segno.

Il Presidente ha intuito che questa città ha bisogno della vicinanza dello Stato, ha bisogno veramente non di una vicinanza formale ma sostanziale.

Parlerà ai nostri bambini, oggi, quei bambini che a Taranto soffrono molto più che in altre città, parlerà al mondo della scuola, un mondo che soffre dei molti errori commessi, e parlerà soprattutto alle istituzioni locali perché bisognerà che tutti insieme con grande forza ed energia si pensi al futuro di questa terra meravigliosa che però ha subito troppe ingiustizie negli anni che sono trascorsi.

La sua presenza contiene tutta la sofferenza di Taranto.

Il presidente quando viene riepiloga tutte le motivazioni degli ultimi 60 anni di vita di Taranto.

E il fatto che abbia scelto questa città è molto importante, questo significa che lui ci segue, dentro il suo ruolo che non è quello di prendere decisioni politiche ma quello di essere il garante della Costituzione”.

Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha commentato l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Taranto per la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico, nella scuola "Pirandello" nel quartiere Paolo VI e nel plesso “Giovanni Falcone”.


LABRIOLA (FI): SI BATTA AFFINCHE' GIOVANI POSSANO AVERE UN FUTURO IN CITTA' - “Nel giorno in cui la scuola tarantina accoglie il presidente della Repubblica è doveroso che le istituzioni, la politica tutta, riflettano sul futuro di questi giovani, che sono oggi impegnati nello studio, ma che in futuro dovranno confrontarsi con il mondo del lavoro. Negli ultimi quattro anni dodici mila giovani hanno lasciato la città ionica, alla ricerca di occasioni di crescita, di speranza. Ciò significa che il sistema Taranto non funziona e deve essere rifondato su basi differenti. Il presidente Mattarella dia ossigeno a questa necessità di cambiamento, di trasformazione, che partendo dall’economia avrebbe importanti effetti sul sociale. Presidente, aiuti i nostri giovani a disegnare un futuro diverso”. Così l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

PERRINI (DIT): SCRIVO AL PRESIDENTE NELLA SPERANZA CHE SI OCCUPI DELLA SANITA' TARANTINA - ”Il consigliere regionale DiT, Renato Perrini ha inviato, oggi, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella la seguente lettera:
“Egregio presidente ho ascoltato con attenzione il suo discorso di oggi qui a Taranto.
Mi permetto di scriverle perché come politico, sono un consigliere regionale della Puglia, e come uomo e padre di questa terra, ritengo doveroso portare alla sua attenzione alcune questioni strettamente sanitarie che riguardano Taranto e quindi i “bambini” di Taranto.
Intanto domando: il presidente della Repubblica sa che nel quartiere Paolo VI, che oggi lo ha accolto, è stato chiuso il Pronto Soccorso nell’unico ospedale, il San Giuseppe Moscati, punto di riferimento per tutta l’area Nord della città? E continuo: sa Presidente che in virtù del Piano di Riordino ospedaliero della Puglia, si è deciso di destinare lo stesso ospedale a Polo Oncologico ma che al momento, è passato più di un anno, nulla è stato fatto per renderlo tale? Sa ancora Presidente che da anni si parla di creare un nuovo ospedale all’avanguardia, il San Cataldo, ma ci sono stati, ci sono, e ci saranno decine di ostacoli per la sua realizzazione, di natura ammnistrativa, burocratica e politica? Quindi al momento non c’è a Taranto e provincia, nonostante l’impegno e oserei dire l’abnegazione di alcuni medici e infermieri, i nostri angeli, una struttura sanitaria che risponda in concreto ai bisogni di una città ferita e umiliata, che ogni sacrosanto giorno conta i suoi morti per tumore, o decessi causati da malattie collegate alle esposizioni nocive e velenose?
Caro presidente, lei ha scelto di manifestare la sua vicinanza ai bambini di Taranto, celebrando qui l’inaugurazione dell’anno scolastico, ma vorrei dirle che la città è dovuta ricorrere ad una raccolta fondi per destinare due oncologi pediatri nel reparto di Pediatria ospedale SS Annunziata. Fermo restando che non esiste, e non è neanche a calendario la creazione di un Ospedale totalmente dedicato a bambini e alla loro cura, nonostante sia ampiamente dimostrato che siano i più piccoli e indifesi qui a Taranto a subire conseguenze pesantissime, in termini di malattie, a causa dell’inquinamento ambientale.
Caro presidente, potrei scrivere tanto altro ancora sul livello della sanità tarantina, ma il senso resterebbe sempre lo stesso: vorrei che il Governo tanto celere nei decreti per salvaguardare l’acciaieria e il lavoro, si impegnasse nello stesso modo per potenziare la sanità della provincia jonica, dal più piccolo ambulatorio, ai reparti, ogni reparto, dei nostri ospedale.
Spero che la presente possa essere da lei accolta non come una lettera polemica ma come la mia totale disponibilità a costruire un ponte per il bene della comunità alla quale appartengo”.

di NICOLA ZUCCARO - "Quando si danneggia una scuola viene colpita l'intera comunità nazionale e, al contrario, quando viene restituita un'aula, a giovarne è l'intera società italiana". Dal plesso scolastico 'Pirandello' in Taranto, puntuale è giunto il monito di Sergio Mattarella sull'emergenza del disagio sociale (contrassegnata dal bullismo e dalle atrocità del cyberbullismo), in occasione della cerimonia di apertura dell'Anno scolastico 2017-2018.

Nel suo breve ma incisivo intervento, il Presidente della Repubblica ha invitato le istituzioni e le forze - sia imprenditoriali, sia sociali - a convergere su un piano di concertazione che ridia alla scuola italiana la giusta centralità nello sviluppo della Nazione, poichè l'alunno di oggi - ha sottolineato Mattarella - rappresenta il cittadino del domani.

Mattarella a Taranto: "scuola sia centrale in comunità"

di NICOLA ZUCCARO - "Quando si danneggia una scuola viene colpita l'intera comunità nazionale e, al contrario, quando viene restituita un'aula, a giovarne è l'intera società italiana". Dal plesso scolastico 'Pirandello' in Taranto, puntuale è giunto il monito di Sergio Mattarella sull'emergenza del disagio sociale (contrassegnata dal bullismo e dalle atrocità del cyberbullismo), in occasione della cerimonia di apertura dell'Anno scolastico 2017-2018.

Nel suo breve ma incisivo intervento, il Presidente della Repubblica ha invitato le istituzioni e le forze - sia imprenditoriali, sia sociali - a convergere su un piano di concertazione che ridia alla scuola italiana la giusta centralità nello sviluppo della Nazione, poichè l'alunno di oggi - ha sottolineato Mattarella - rappresenta il cittadino del domani.

"Italcave di Statte, situazione non più sostenibile"

BARI - Nota del consigliere regionale Mino Borraccino, Presidente della II Commissione (Affari Generali e Personale) Regione Puglia.

"Come avevamo già segnalato oltre 10 giorni fa, - dichiara Borraccino - la scelta dell'Agenzia regionale per i Rifiuti di aumentare il carico di rsu (ulteriori 400t al giorno), provenienti da Foggia e da altri Comuni, presso la discarica Italcave, sta suscitando reazioni veementi nel Comune di Statte. Quest'ultimo sta, legittimamente, sollevando la questione a difesa del proprio territorio, al fine di salvaguardare gli interessi della comunità di Statte che, non dimentichiamolo, è fra le più colpite da carichi inquinanti, sia del siderurgico che delle discariche per rifiuti speciali, le quali ininterrottamente, dagli anni novanta, occupano spazi in cave dismesse, utilizzando il territorio per fare un importante business".

"Dopo la richiesta fatta al Presidente della Provincia di Taranto, da parte dell'agenzia regionale, affinchè emetta una ordinanza per autorizzare il conferimento di questi ulteriori rsu presso la discarica Italcave, che essendo una discarica per “rifiuti speciali” risponde a competenze della Provincia di Taranto, noi riteniamo - prosegue - che sia giunto il momento di fermare le bocce e delineare una strategia definitiva".

"Appare - spiega - non più rinviabile, infatti, la discussione su dove e come, devono essere smaltiti i rifiuti urbani di tutta la Puglia, territorio per territoro e sulla realizzazione degli impianti pubblici utili alla chiusura del ciclo, con una programmazione lungimirante e condivisa. Solo in questo modo si potrà recuperare il rapporto fra le comunità e chi determina la governance dei rifiuti. Fino a quando questo non sarà in calendario e gli impegni assunti non diverranno concreti, con tanto di pianificazione ufficiale e crono-programma definito, le comunità locali e i Sindaci dei Comuni nei quali ricadono le discariche della provincia di Taranto, hanno ragione nel sollevarsi in protesta e vedranno l'appoggio incondizionato del sottoscritto e di Sinistra Italiana a tutte le inizitive che metteranno in atto, come già fanno i Circoli territoriali e i nostri Consiglieri eletti in quelle realtà".

"Vista l'evidenza scientifica che individua nella provincia di Taranto e, in particolare proprio in quei comuni che ospitano le discariche, un elemento inconfutabile di criticità nell'equilibrio tra ambiente e salute, chiediamo al Presidente Emiliano di affrontare direttamente questa situazione, sia per bloccare definitivamente il flusso dei rifiuti prodotti in altri territori presso gli impianti della provincia di Taranto, che per definire urgentemente un piano finanziario regionale che contenga il risanamento di quelle aree. Sinistra Italiana propone da tempo di stanziare, almeno, un milione di euro per ciascuno dei Comuni che, in questi anni, si sono fatti carico di smaltire i rifiuti di tutta la regione, per consentire ad essi di risanare il loro territorio e attivare provvedimenti di mitigazione dell'impatto ambientale. Se ciò non avverrà, l'attuale concessione del contributo economico, che la Regione Puglia riconosce a quei Comuni che trasportano i loro rifiuti nel tarantino, apparrebbe come una beffa nei confronti dei territori dove quei rifiuti vengono portati e smaltiti. Si comprende bene che questa situazione non può più essere accettata", conclude Borraccino.

Martina Franca, prima rassegna dei dialetti della Murgia dei Trulli e della Terra jonico-salentina

di TERESA GENTILE - I poeti vernacolari dell’area jonico-salentina sono invitati a farsi conoscere, poiché è tempo di riaffermazione della dignità della parlata del popolo.

Il giorno 23 settembre, a Martina Franca, si terrà un'importantissima rassegna dialettale jonico-salentina. Contattate con sollecitudine, via Facebook, Rosamaria Vinci, Presidente dell'associazione della Cutizza oppure telefonate al numero 349.1263070 per avere indicazioni precise sul posto dove incontrarvi (mi auguro numerosissimi).

Il dialetto è vera espressione della poesia, poiché condensa armonia, verità, sentimento e familiarità. Ogni parlata dialettale è un importantissimo bene culturale immateriale ma ancora vivo, modificabile, attuale proprio perché è stato e continua ad essere prezioso deposito di informazioni etno-antropologiche, di esperienze di vita, di saggezza. Ogni dialetto è arricchimento culturale, è apprendimento di tradizioni, è poter rigustare l’intimità della famiglia, delle amicizie sincere, della spontaneità dei sentimenti, del ritmo poetico ineffabile e capace di creare reali emozioni. Ogni dialetto è una risorsa comunicativa in più poiché ha un ricchissimo potenziale espressivo. È un’altra lingua e proprio tale bilinguismo contribuisce a un rilevante potenziamento delle capacità cerebrali di chi lo parla, agevolando l'apprendimento di altre lingue. Ogni lingua locale va appresa solo oralmente e poi va rafforzata con l’aiuto di vari mezzi oggi a disposizione perché possa essere diffusa, come è avvenuto per il napoletano.

Come ha sottolineato il giornalista Vittorio Polito “ogni dialetto è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura, è un patrimonio da apprezzare, salvaguardare e tramandare”. E per preservare ogni dialetto, per conoscerlo, per parlarlo cosa c'è di meglio che ascoltarlo? Questo è quanto si propone l’Associazione martinese della Cutizza con una manifestazione di altissimo valore CULTURALE a cui i bravissimi poeti dell'arco ionico-salentino sono vivamente invitati PARTECIPARE.

L''imperatore' giapponese della chitarra a Taranto

TARANTO - L’Imperatore della chitarra sbarca in Puglia. Kazuhito Yamashita, il giapponese che a cinquantasei anni è una leggenda vivente della sei corde, suona in esclusiva regionale a Taranto, nell’Auditorium Tarentum, martedì 19 settembre (ore 20.30, biglietti 15 euro). Per quest’appuntamento fuoriprogramma del Festival Ritratti, realizzato nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro in collaborazione con l’Associazione Jonica della Chitarra, Yamashita suonerà una trascrizione delle Suite BWV 1010, 1011 e 1012 per violoncello solo di Johann Sebastian Bach.

Uno stile interpretativo straordinario contraddistingue le interpretazioni del musicista di Nagasaki, virtuoso capace di spingere oltre i limiti le possibilità espressive della chitarra classica dopo aver costruito la propria fama mondiale con trascrizioni avventurose e audaci di brani tratti da altri repertori. Epici gli adattamenti per chitarra dei «Quadri da un’esposizione» di Musorgskij, della «Sinfonia dal Nuovo Mondo» di Dvorak, di «Sheherazade» di Rimskij-Korsakov e dell’«Uccello di fuoco» di Stravinskij.

Nato nella città che ha conosciuto l’orrore dell’atomica, ex bambino prodigio che comincia a suonare a otto anni iniziato dal padre, Yamashita ha solo sedici anni quando si aggiudica, vincitore più giovane si sempre, il Premio internazionale della chitarra di Radio France a Parigi. Il suo nome inizia a circolare nei circuiti che contano e Yamashita, dopo aver fatto gridare al miracolo per le esecuzioni tecnicamente sbalorditive di Stravinskij e Musorgskij, viene invitato nelle cattedrali mondiali della musica, dal Musikverein di Vienna (a vent’anni) al Lincoln Centre di New York.

Per Yamashita, con all’attivo un numero record di registrazioni (circa ottanta) e un repertorio che spazia dalla musica antica a quella contemporanea,  la chitarra rappresenta una vera e propria visione del mondo. Non solo per lui, ma anche per la sua famiglia. Figlio d’arte, Yamashita ha sposato la compositrice Keiko Fujiie. E con i suoi bambini ha fondato un quartetto con cui sta girando il mondo.
Info 320.6646395. Prevendite online www.ensemble05.it.

domenica, settembre 17, 2017

Intervista a Bruno Vespa: "Taranto bella ma è ora di reagire"

di PIERO CHIMENTI - Bruno Vespa, grande appassionato di vino, è giunto nell'antica e suggestiva masseria Histò a Taranto per partecipare all'inaugurazione della nuova edizione del DueMari WineFest, la manifestazione enogastronomica organizzata nel molo Sant'Eligio a Taranto. Prima di prendere parte alla cena, preparata per l'occasione dalle sapienti mani dello chef Vissani, si è fermato a chiacchierare con i giornalisti.

Taranto, basterebbe solo questa parola per iniziare un bel discorso...

Taranto per me significa Museo archeologico. Tutti a pensare all'Ilva, io penso al Museo archeologico che è una cosa meravigliosa. Bisogna guardare le cose positive, poi bisogna anche guardare le cose negative per non diventino ancora più negative. Però questo marchio... Taranto è una città bella che deve reagire, che deve riprendersi un'industria sana, che dia tanto lavoro. Ho notato una cosa da quando sono in Puglia, che è un paradiso che non si riesce a sfruttare fino in fondo, purtroppo. Sto finendo una masseria a Manduria, in cui sto spendendo un bel pò di soldi. Bisogna valorizzare le cose che si hanno, però so che il museo ha delle difficoltà.

Taranto per tanti anni è stata segnata  da una monocultura industriale, 50 anni sono tanti. Anche la cittadinanza ha subito gli effetti negativi...

Molto negativi. Io vengo da una città in cui c'era una monocultura industriale, in cui c'era la Zecca di stato, poi ci fu la Siemens e quindi, ad un certo un punto, una città di 60 mila abitanti dove 5 mila lavoravano là. Oggi credo che siano 100-200. Le università si sono dovute riconvertirsi. Le monoculture sono un disastro perché impigriscono, come è successo alla Fiat a Torino, in maniera più drammatica; invece bisogna far germogliare le iniziative. Sono stato molto amareggiato, avendo investito un mucchio in Puglia: Puglia prima destinazione, ultima per qualità di servizi. Faccio vino primitivo, per questo ho scelto Manduria. Ho una bella masseria del '500 stiamo finendo di ristrutturare, ha soltanto quattro suite lussuose, ne faremo altre sei in mezzo ai vigneti. Faremo la cantina e quindi sarà una zona in cui ci sarà il turismo del vino, però dato che la Puglia è molto bella, da lì si potrà girare e visitare tanti, tantissimi posti, nell'arco di una vacanza ragionevole. C'è anche il mare. L'anno scorso ho subito dei danni, mi hanno tagliato dei vitigni, mi hanno rubato delle chianche molto belle. Però, insomma, spero che questi episodi non si ripetano, la popolazione non c'entra niente perché è molto bella e gentile, però si fatica a trovare personale che parli inglese.

Come mai ha deciso di investire sul Primitivo di Manduria, rispetto ad altri vini con un gusto più delicato?

Se lei assaggiasse il vino si accorgerà che ha un sapore delicatissimo. Sorprende tutti per questo.

In molti dei suoi libri ha spesso parlato di personaggi politici storici rispetto a quelli attuali. Perchè?

Domanda di riserva? C'era allora una maggiore formazione, avevano più tempo. Insomma la Prima Repubblica ha avuto persone che hanno avuto il tempo di formarsi, mentre la Seconda Repubblica è entrata sfondando la porta.  Se pensiamo che prima Berlusconi che era proprio il 'parvenu' adesso sembra Churchill, per vent'anni di esperienza, vuol dire che qualcosa è cambiato.

Mattarella a Taranto, M5S: "Benvenuto, presidente"

ROMA - Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Rosa D'Amato, Portavoce del MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo, indirizzata al presidente Mattarella.

Benvenuto Presidente,

benvenuto al Sud di quel Sud che Lei conosce bene.

Da tarantina, l’idea che il Capo dello Stato abbia scelto la mia città per inaugurare l’anno scolastico non mi dovrebbe dispiacere. Questa visita fa seguito a un grave episodio di cronaca. E’ la reazione delle istituzioni a un atto vandalico, un puerile quanto grave attacco al cuore della culla democratica: la scuola.

Si', lo so. Questa politica ha le sue liturgie e ogni celebrazione si nutre di simboli. "L'Italia c'è?" è il messaggio. Lo ascoltiamo, ne prendiamo atto. E lo facciamo nostro da tarantini e italiani convinti che tanto ancora si possa e si debba fare per il bene comune.

Dunque… benvenuto a Paolo VI, presidente Mattarella.

Tra le case bianche e le case dell’Ilva, tra le cooperative sparse dal boom edilizio e tanta, tantissima brava gente marchiata a fuoco, nell’immaginario collettivo, dai quei pochi che ogni giorno vivono d’altro (certamente non di pane e lavoro) succhiando porzioni di quel bene comune. E che certa politica usa per compiacersi nei seggi.

E mi piace, questo va detto a gran voce, l’idea che lo Stato, nella periferia nord della mia città così meridionale, venga a porre il sigillo del tricolore nella scuola intitolata ad un martire del nostro tempo più recente.

Ma non dia le spalle ad ovest, presidente Mattarella. Faccia sventolare la bandiera italiana al vento di Taranto. Quello che spirando da nord avvelena.

Certo, i decreti poi convertiti nelle leggi che lei ha promulgato dicono che tutto va bene e che se non va bene… tutto si aggiusterà. Dicono che quel vento non sia poi così mortifero e che magari, chiudendo le finestre, i tarantini potrebbero anche trattenere la voglia di respirare: giusto il tempo che quel vento cambi direzione.

Si, signor presidente… lo Stato italiano, con le firme in calce delle più alte cariche dello Stato, ha scritto che Taranto di acciaio deve continuare a vivere, o meglio morire. E che i bambini, gli stessi che lunedì le faranno festa, al primo vagito avvertono l'odore acre delle lamiere.

Guardi ad ovest, presidente Mattarella.

Vedrà l’effetto che fa e che ancora farà quel fumo alimentato dai decreti di Roma sulla pelle degli alunni che lei stesso, domattina, guarderà negli occhi ancora ignari.. o forse NO.

Volti il suo sguardo ad ovest, signor Presidente. Anche se la verità su Taranto potrà già leggerla nello sguardo vispo e dolce degli alunni delle scuole Falcone e Pirandello, nati sotto il cielo rosso Ilva come i bambini di Tamburi che patiscono le polveri che il nostro Stato, da Ella presieduto, continua a nascondere sotto un tappeto di decreti, commi e cavilli che non saranno MAI l'epitaffio della città spartana. Noi non lo permetteremo!

Presidente, Taranto non è più la città che accolse Sandro Pertini!

La coscienza operaia, in quegli anni, si accompagnava all'incoscienza sanitaria e ambientale. Quel rapporto è mutato. Qua di veleno non si vuole vivere più.

C'è una Città impegnata a reagire, che riscopre la storia, che guarda a domani, che costruisce alternative a questo obsoleto marchio di una fabbrica da chiudere. C’è una Città che progetta la sua riconversione sociale ed occupazionale, che si impegna per andare oltre.

Taranto vuole e deve cambiare il proprio racconto. Taranto va riconvertita. Taranto può essere riconvertita. Il grido di dolore, seguito dall’intenzione di rigenerarsi, va ascoltato.

La riconversione è un atto politico possibile: a Taranto continueremo a batterci per spiegare come. Per diventare ciò che non siamo mai stati per la ragion di Stato.

Taranto libera!

Rosa D'Amato
Portavoce del MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo

giovedì, settembre 14, 2017

'Up to the Jefu', l’arte della ceramica in Valle d’Itria

(ph: R.Trani)
MARTINA FRANCA - Una serata al di fuori delle mura grottagliesi per Up to the Jefu. Sarà la cantina I Pastini infatti ad ospitare il consolidato evento che unisce cibo, arte, artigianato, buon bere e naturalmente grande musica.

Domenica 17 settembre dalle 18, l’azienda situata in Valle d’Itria - Strada Rampone Zona A Martina Franca (TA) - accoglierà Up to the Jefu, l’aperitivo Puglia Style più in voga del momento.

Un evento dal sapore culturale tra gli ulivi, i filari e i trulli che vedrà come protagonista un percorso di odori, colori, arte e grande musica.

L’azienda Domenico Caretta Maioliche esporrà i suoi bellissimi prodotti grottagliesi insieme all’artista Pietro Caretta che, per l’occasione, modellerà dal vivo un’opera. Ci sarà anche Diego Lenti, il più giovane torniante di soli 22 anni, pronto a cimentarsi nella creazione di un manufatto al tornio.

Grande spazio sarà poi riservato all’enogastronomia pugliese come le degustazioni dei vini I Pastini abbinati al capocollo del Salumificio Santoro e gli assaggi dei succulenti chicchi Pomgrana e degli oli dell’azienda Agricola Scisci.

Il tutto circondato dalla selezione musicale curata da Massimo Etrix e Paolo Conte Souful. Inoltre, per questo appuntamento, ci sarà una grande novità: sarà effettuata la diretta streaming sulla pagina ufficiale di Facebook Up to the Jefu www.facebook.com/uptothejefu/

Infine, prima dell'evento, sarà possibile (massimo 50 persone) visitare la cantina e i suoi processi di produzione, grazie al percorso illustrato dal produttore Gianni Carparelli. Per la prenotazione è possibile contattare il numero 392 4803315.

“Up to the Jefu si sposta per la prima volta al di fuori del territorio grottagliese. – spiega il creatore e organizzatore Antonio Piergianni - Per me e Sabrina Morea, il nostro amato direttore artistico, è un onore e anche una bella scommessa. Quando abbiamo iniziato a collaborare insieme, il nostro obiettivo era quello di portare un grande pezzo di Grottaglie, la ceramica appunto, fuori dalla città per dimostrare come gli antichi mestieri si sposano perfettamente con la buona musica e l’enogastronomia in ogni luogo. Questo per noi è, e sarà, il mix vincente. Vorrei ringraziare la cantina I Pastini, una delle più affermate aziende di vini, per aver abbracciato immediatamente il nostro progetto. L’appuntamento di domenica sarà un bel biglietto da visita per Grottaglie in un territorio, quello della Valle d’Itria, che accoglie da sempre turismo”.

Info ingressi: 347 4659384

mercoledì, settembre 13, 2017

"Ilva, i lavoratori a rischio esubero meritano più rispetto"

BARI - Di seguito, una nota del consigliere regionale di Alternativa Popolare, Luigi Morgante. “Condivido pienamente il disappunto e le preoccupazioni manifestate dalle rappresentanze sindacali, per il rinvio di quasi un mese – a due giorni dall’appuntamento – del confronto per il passaggio dell’Ilva di Taranto in amministrazione straordinaria alla nuova proprietà. Nessuno - prosegue Morgante - vuole mettere in discussione le motivazioni addotte dalla segreteria del Ministero per lo Sviluppo Economico, ma abbiamo il dovere di ricordare alla gestione commissariale, alla politica, ad Am Investco Italy e a tutte le parti interessate e coinvolte che oltre quattromila persone sono a rischio esubero, e per loro – e le loro famiglie – i giorni che passeranno dal 15 settembre al 9 ottobre saranno carichi di ulteriore tensione e ansia. Ci appelliamo - conclude Morgante - quindi al senso di responsabilità di ognuno, per il rispetto dovuto ai lavoratori e a una città, una comunità già fin troppo provate, e che attendono da tempo ormai immemorabile ben altra considerazione e attenzione. E il mantenimento degli impegni assunti nei tempi annunciati e concordati”.

martedì, settembre 12, 2017

Ilva, Labriola: "su Aia Melucci si svincoli da gestione Stefano"

TARANTO - “Se è vero che la città di Taranto paga sulla propria pelle la scellerata gestione dell’emergenza Ilva da parte del governo nazionale, nei confronti del quale l’ex sindaco Stefano è stato totalmente compiacente, è altrettanto vero che un’amministrazione comunale realmente responsabile, che abbia a cuore in primo luogo la salute e il benessere dei cittadini, non può avere un ruolo passivo in una vicenda tanto complessa e pericolosa. Ben vengano dunque le osservazioni inviate a Palazzo Chigi dal sindaco Melucci in merito alle prescrizioni AIA, alla revisione di quanto previsto a tutela del nostro ambiente, della nostra vita. Il sindaco non si fermi al gesto formale e non si senta già sollevato dalle proprie responsabilità. Come primo rappresentante di una comunità, fortemente danneggiata dall’Ilva così come dall’incuria e dalla superficialità del suo predecessore, porti avanti le istanze dei cittadini, al di là della parte politica alla quale appartiene. Personalmente sono pronta a richiedere e a sostenere, qualora il sindaco lo volesse, una sua audizione in commissione Ambiente alla Camera, per affrontare in modo compiuto una emergenza ormai di vastissime proporzioni. Il bene della città, la difesa del lavoro e della salute, non hanno un colore politico. Il sindaco Melucci ne prenda atto e agisca”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia, componente della Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.

Ilva, 'Genitori tarantini' scrivono a Ministro De Vincenti: "Offensivo su piano Arcelor Mittal, si dimetta"

TARANTO - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dei 'Genitori tarantini' indirizzata al Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.

Dottor Claudio De Vincenti, Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno,
le sue affermazioni sul piano ambientale presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia per l’Ilva (“… è il più avanzato al mondo.”) non solo offende ancora una volta la comunità tarantina, ma sembra voler deridere, ridimensionare, addirittura annullare le osservazioni del tutto negative di Enti civici, Arpa Puglia, Ordini professionali, Sindacati, Associazioni, Rappresentanze politiche.
Lei, noto in tempi non così lontani per la sua “sensibilità”, per la sua “attenzione alla salute pubblica”, sembra affannosamente impegnato, alla pari dei suoi predecessori, a garantire il funzionamento di un’industria altamente nociva per la stessa salute pubblica, conducendo i tarantini tutti verso il baratro, pronto ad assestare il definitivo spintone che li faccia precipitare, risolvendo i problemi più grossi di questa nazione.
Non le interessa la conta dei malati, dei morti; non le interessano le percentuali di disoccupazione galoppanti, no. Come Ministro del Mezzogiorno vuole forse interessarsi del Mezzogiorno? Non esiste! Non in Italia.
“Il piano ambientale presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia per l’Ilva è il più avanzato al mondo.” Crediamo sia un nostro diritto ascoltare le sue argomentazioni. Venga, quindi, a Taranto, venga a spiegare ai tarantini, punto per punto, perché ritiene tale questo piano ambientale. Venga a farlo all’aperto, nel quartiere Tamburi, magari durante un Wind day. La ascolteremo con le orecchie aperte e le mascherine per proteggere le vie respiratorie. Oppure, venga a parlarne nel Cimitero monumentale “San Brunone”, tra i marmi una volta bianchi ed ora rossi di polvere di ferro, tra i campi contaminati dalla diossina, nell’assoluto disprezzo dei nostri morti da parte di una fabbrica e uno Stato indifferenti alle sofferenze di un’intera provincia.
Il suo curriculum parla di pubblicazioni tutte mirate all’economia. Economia. Economia. Economia. Una parola che sembra racchiudere tutto, a che non dice niente. Per esempio, quale economia si regge su malattie e morti?
Tuttavia, vorremmo prendere il buono che intravvediamo nella sua affermazione.
Se il piano presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia (“… il più avanzato al mondo.”) è così aspramente criticato da tutti gli attori chiamati a valutarlo, due sono le strade che lei può percorrere.
Come buon ministro, può definitivamente affermare che la strada giusta porta alla chiusura dell’industria e al ricollocamento del personale impiegato, ricevendo il plauso del popolo sovrano; al contrario, può infischiarsene e continuare sulla strada della strage di connazionali, dell’impoverimento di parte del territorio italiano, del futuro negato. In questo caso, parafrasando le sue parole, lei potrebbe apparire come il peggior ministro del mondo e per questa ragione pretenderemmo le sue scuse e le sue dimissioni.

Genitori tarantini