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martedì, febbraio 21, 2017

Sarah, Cassazione conferma ergastoli per Sabrina e Cosima

ROMA - E' stato confermato dalla prima sezione penale della Cassazione l'ergastolo per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, come richiesto dall'accusa. Confermata così la sentenza di primo e secondo grado per la morte di Sarah Scazzi ad Avetrana il 26 agosto 2010.

La I sezione penale della Cassazione ha anche confermato la condanna a otto anni per Michele Misseri per la soppressione del cadavere.

La Corte ha poi ritoccato al ribasso di un anno la pena per il fratello di Michele, Carmine Misseri, riducendola a quattro anni e 11 mesi.
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Manuel Neuer in gita a Martina Franca

(credits: F.Mazza)
di PIERO CHIMENTI - La città della Valle d'Itria ha ospitato nelle scorse ore un campione del mondo di calcio. Stiamo parlando di Manuel Neuer, portiere del Bayern Monaco e della Nazionale tedesca.

La sua presenza prima correva per passa parola tra i martinesi, per poi essere immortalata dalle foto che alcuni fan hanno fatto insieme al giocatore. Pare che Neuer si trovasse in terra pugliese come turista per rilassarsi per poter preparare al meglio i prossimi impegni di campionato e coppe.
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Ridotti in schiavitù nel tarantino, Regione: attivata rete 'Puglia non tratta'

BARI - Con riferimento a quanto annunciato e proposto dal Segretario Generale della CGIL Puglia, Pino Gesmundo, durante una conferenza stampa tenutasi ieri su un drammatico caso di riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento lavorativo che ha coinvolto un gruppo di donne e uomini rumene nella provincia di Taranto, il dirigente della Sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione Puglia, Stefano Fumarulo, commenta così: “la Regione raccoglie l’invito del Segretario Generale della CGIL Puglia. Il Protocollo sperimentale di contrasto al caporalato- firmato nel maggio del 2016 con i Ministeri dell’Interno, del Lavoro e dell’Agricoltura, le organizzazioni sindacali e datoriali e alcune realtà del terzo settore- ha individuato in Puglia solamente le province di Foggia, Lecce e Bari come luoghi sui quali focalizzare l’attenzione. Le attività di indagine e le denunce delle vittime dimostrano quanto sostenuto anche dalla Regione Puglia: il problema, indipendentemente dall’aspetto numerico, riguarda vaste porzioni del territorio. Con riguardo alle vittime che hanno denunciato – conclude Fumarulo – è stata attivata la rete regionale ‘la Puglia non tratta’ al fine di avviare immediatamente quanto necessario per proteggere le donne e gli uomini coinvolti in questa tragica vicenda”.
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Estorsioni nel settore ittico, 6 arresti a Taranto

TARANTO - Con le accuse di associazione per delinquere dedita a estorsioni sono state arrestate sei persone nell'ambito dell'operazione 'Piovra 2' eseguita dal Comando provinciale dei carabinieri e la Capitaneria di porto - Guardia costiera. I sei appartengono secondo gli inquirenti ad un sodalizio ritenuto responsabile di estorsioni a carico di mitilicoltori e titolari di pescherie tarantine.

Nell'ambito dell'operazione sono in corso numerose perquisizioni con l'ausilio anche di cani di ricerca armi e esplosivi. Nell'operazione hanno partecipato circa 50 militari, e motovedette della guardia costiera e dei carabinieri con un elicottero dell'Arma.
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lunedì, febbraio 20, 2017

Ilva, "Con la decarbonizzazione a metà il cielo di Taranto nero resterà"

BARI - “Sulla decarbonizzazione non si può continuare ad offendere l’intelligenza dei pugliesi. Emiliano parla di grande vittoria dopo l’intervista in cui il presidente di Jindal annuncia l’obiettivo di voler produrre una parte di acciaio con tecniche alternative al carbone. Non c’è nulla da festeggiare i cittadini devono sapere che entrambe le proposte presentate per l’acquisto dell’Ilva da ArcelorMittal e Jindal prevedono la produzione di almeno 6 milioni di tonnellate di acciaio con il carbone e tecnologie tradizionali altamente inquinanti, mentre l’utilizzo del gas o di tecnologie innovative sarebbe solo per un eventuale surplus produttivo”. È il commento del consigliere regionale del M5S, Antonio Trevisi dopo l’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore” dal Sajjan Jindal, in cui l’industriale ha chiarito gli obiettivi industriali per il colosso siderurgico.

“Se si continua ad usare il carbone per produrre 6 milioni di tonnellate d’acciaio all’anno il cielo di Taranto resterà nero - spiega il consigliere pentastellato - e i cittadini continueranno a respirare sostanze inquinanti. Purtroppo le parole di Jindal confermano ancora una volta quello che noi del M5S sosteniamo da tempo: l’Ilva è un impianto nato a carbone e non starebbe sul mercato senza l’uso di questo combustibile inquinante. La decarbonizzazione totale non è possibile, e quella a metà di cui sentiamo parlare rischia solo di peggiorare la situazione compromettendo anche il futuro delle prossime generazioni”. “Ribadiamo ancora una volta con forza - continua - come la sola strada percorribile sia quella della chiusura senza se e senza ma. Le possibilità di riconversione industriale ci sono e sono molto diverse da quelle proposte dalla giunta regionale. Lo abbiamo già dimostrato lo scorso 18 settembre in Fiera del Levante dove si è tenuto il primo appuntamento della campagna ‘Riconvertire si può’ lanciata dal M5S”.

Nel corso del convegno, ricorda Trevisi, sono intervenuti Asier Abaunza, assessore all'Urbanistica di Bilbao (Spagna), Gregor Boldt, WMR (Germania) e Maciej Filipowicz, Lodz (Polonia) che hanno portato la loro testimonianza sulla riconversione delle aree industriali in crisi che sono diventate, ad esempio, aree dedicate al sociale. “Ci piacerebbe un giorno - conclude Trevisi - poter essere noi a parlare all’estero della nostra esperienza di riconversione delle aree industriali come l’Ilva, Eni e la centrale di Cerano”.
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domenica, febbraio 19, 2017

Sfruttavano braccianti, tre denunciati nel Tarantino

CASTELLANETA - I Carabinieri della Compagnia di Castellaneta negli ultimi giorni sono stati impegnati in mirati servizi di controllo del territorio, finalizzati al monitoraggio ed al contrasto del fenomeno del caporalato e del lavoro nero ed irregolare nelle varie attività produttive.

In tale ambito, il personale della Stazione di Marina di Ginosa ha denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Taranto, tre cittadini di nazionalità rumena, domiciliati in quel centro, ritenuti responsabili dei reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei campi.

I militari, nel corso dell’attività, hanno notato due autovetture che si aggiravano lungo le strade delle contrade di Ginosa Marina. Insospettiti, ritenendo che i soggetti alla guida stesse, trasportassero illecitamente braccianti agricoli, decidevano di bloccarli, al fine di eseguire un controllo più accurato.

All’esito dell’attività è emerso che gli stessi stavano trasportando quindici braccianti, tutti di nazionalità rumena, destinati alla manodopera per attività agricola, in condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Sono state infatti accertate, a carico dei due autisti e di uno dei passeggeri, specifiche responsabilità, e più precisamente: uno denunciato in stato di libertà poiché ritenuto il procacciatore di manodopera alla scopo di destinarla al lavoro presso terzi, mentre gli altri due in quanto collaboravano col primo, nel trasporto dei lavoratori.

Entrambi i veicoli, sono stati sottoposti a sequestro e affidati ad una depositeria giudiziaria. In corso approfondimenti intesi a verificare in quali aziende e con quali modalità di ingaggio siano stati impiegati i braccianti trasportati.

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LEGA PRO. Catania-Taranto 0-0, un punto d’oro per gli jonici in Sicilia

di FRANCESCO LOIACONO - Il Taranto ha pareggiato per 0-0 a Catania. Un punto d’oro per gli jonici nella corsa verso la salvezza. Nel primo tempo i pugliesi arrembanti. Paolucci per pochissimo non è riuscito a tirare in porta. I siciliani in contropiede. Un colpo di testa di Mazzarani è finito di un soffio a lato. Il Catania velocissimo.Pozzebon è stato anticipato all’ultimo momento dal portiere Maurantonio. Una botta col destro di Russotto è stata bloccata con le mani dal numero uno dei pugliesi. Si è fatto notare Gil, ma Maurantonio ha intercettato in angolo. Ha tentato da trenta metri Di Grazia senza esito positivo. Il Taranto propositivo. Una punizione col destro di Lo Sicco ha centrato la traversa. Un destro di Pambianchi non ha inquadrato la porta.

Nel secondo tempo gli jonici determinatissimi. De Giorgi ha calciato col sinistro da fuori area ma il pallone è finito oltre la traversa. Il Catania in azione di rimessa. Un sinistro di Mazzarani è stato deviato in corner dal difensore Stendardo. Nei pugliesi purtroppo si è infortunato l’esterno Guadalupi, al suo posto è entrato Pirrone. Per gli etnei una incursione veloce di Pozzebon ha trovato prontissimo Maurantonio. Per il Taranto una bordata col sinistro di Lo Sicco ha esaltato la bravura del portiere Pisseri.Una rapida percussione di Pirrone è finita in curva. Una girata col destro di Magnaghi non è terminata in rete davvero per un nonnulla. Il Catania incisivo. Pozzebon si è fatto valere in area di rigore, Maurantonio gli ha negato la gioia del gol. Una bella inzuccata di Gil non ha centrato il bersaglio. Eccellente divisione della posta per il Taranto.

Un risultato positivo per gli jonici su un campo molto difficile dove avevano perso a sorpresa il Lecce e il Matera, cioè due tra le candidate più autorevoli per la promozione in B. Secondo risultato utile consecutivo per il nuovo tecnico dei rossoblu pugliesi Ciullo dopo la vittoria in casa per 2-0 contro il Foggia nel derby pugliese. Buone le prove di Magnaghi e Paolucci. Validissima la partita di Maurantonio. Veloce e continuo Lo Sicco. Il Taranto ha ritrovato compattezza e rapidità di manovra. Può farcela a restare in lega pro.
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sabato, febbraio 18, 2017

Ilva, Legambiente Taranto: realismo e fermezza

TARANTO - Forse qualcuno pensa che si possano mantenere in funzione gli impianti dell'Ilva, così come sono oggi, fino a che non arrivino alla naturale fine del loro ciclo produttivo. Noi no. Noi crediamo che l'attuale produzione ridotta, pur lontana dai picchi raggiunti in passato, non possa essere il lasciapassare per continuare a tenere in marcia gli impianti esistenti senza interventi profondi, gli unici in grado di garantire salute e sicurezza per i lavoratori e per i cittadini. Così in una nota Legambiente Taranto.

Lo abbiamo già detto in passato, - prosegue la nota - ma sentiamo la necessità di ribadirlo dopo il pronunciamento del gip di Milano che ha rifiutato la richiesta di patteggiamento avanzata dai Riva, ritenendo incongrue le pene concordate, e – soprattutto - dopo le recenti comunicazioni di fonti vicine ai Commissari straordinari dell'Ilva. In tali comunicazioni è stata manifestata grande preoccupazione per il futuro dello stabilimento, considerando la conclusione della transazione tra Ilva e famiglia Riva (ritenuta non pregiudicata dalla decisione del gip di Milano) fondamentale per la sopravvivenza della società e indispensabile a garantire che le attività si svolgano in condizioni di assoluta sicurezza.

Abbiamo guardato con ovvio interesse alla possibilità che consistenti risorse provenienti dalla famiglia Riva fossero utilizzate a Taranto, anche per risanare la fabbrica. Di fronte alle decisioni assunte dalla magistratura cui, vogliamo dirlo con chiarezza, è opportuno che tutti guardino in ogni caso con fiducia e rispetto, senza retropensieri, sia per quelle assunte in passato che per quelle che assumerà in futuro, a Taranto come a Milano, tocca agli ex proprietari dell'Ilva  modificare la loro proposta se, davvero, vogliono patteggiare la pena e decidere se mantenere fermo l'accordo transattivo con Ilva.

In mancanza, - spiega la nota - l'onere degli interventi per adeguare al nuovo piano ambientale lo stabilimento di Taranto non potrà che ricadere per intero sui suoi possibili acquirenti. Da questo punto di vista riteniamo rilevanti i contenuti dell'intervista rilasciata al Sole 24 Ore dal Presidente della Jindal che parla di possibile investimento di una cifra significativa, nell'ordine di diversi miliardi di euro (al link   http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-02-16/jindal-ecco-nostri-piani-l-ilva-taranto-e-l-italia-164231.shtml?refresh_ce=1)

Le preoccupazioni manifestate sul futuro immediato dell'Ilva ci portano però a pensare che altri provvedimenti "urgenti" possano essere messi in cantiere dal Governo e dal Parlamento nelle prossime settimane. Noi riteniamo che altri interventi che guardassero alle sole esigenze della mera continuità produttiva - senza dare risposte alle questioni della salute, della bonifica e dei risarcimenti - suonerebbero come un insulto all'intelligenza dei cittadini, non solo di Taranto, ma – crediamo – di chiunque abbia nella memoria l'inanellarsi di atti, decreti, modifiche di leggi che si susseguono ininterrottamente dal 2012 ad oggi. Siamo da tempo di fronte alla mancata attuazione dell'A.I.A. Ilva e questo determina una diffusa sensazione di impotenza e di rabbia, una miscela esplosiva che può produrre effetti devastanti in una città martoriata. Crediamo che tutti ne siano consapevoli.

Non si può continuare così. Avevamo chiesto che l'ennesima proroga del termine ultimo di attuazione dell'AIA trovasse un sia pur parziale contrappeso nell'indicazione di scadenze intermedie il cui mancato rispetto portasse alla chiusura degli impianti interessati, in modo da mettere un punto fermo e lanciare un segnale concreto e forte che attestasse la volontà di passare davvero ai fatti dopo tante promesse e parole. Torniamo a ribadire, con forza, la nostra richiesta. Chiediamo di prevedere l'adozione di termini ultimativi circa l'uso di impianti ancora privi degli interventi che possano ridurne il carico inquinante.

Avevamo chiesto che venissero stanziate risorse adeguate per la bonifica del territorio e del mare di Taranto e che si passasse dalla fase degli studi, pure necessari, a quella delle concrete realizzazioni, in particolare per il Mar Piccolo, tenuto conto che - allo stato – gli unici interventi effettuati hanno riguardato solo il rifacimento di alcune scuole e la rimozione dello strato superficiale contaminato di alcuni terreni del quartiere Tamburi. Avevamo chiesto che si tenessero in considerazione le giuste richieste di cittadini, aziende, Comune di Taranto, di essere risarciti per i danni materiali subiti in questi anni e, in riferimento al quartiere più colpito, i Tamburi, avevamo avanzato l'ipotesi di un contributo specificatamente destinato ai proprietari di immobili per la riqualificazione del quartiere attraverso l'effettuazione di lavori di ristrutturazione delle facciate e degli impianti.

Torniamo a chiederlo, a segnalare esigenze che non si possono ignorare. A questo crediamo abbia fatto in qualche modo riferimento anche il gip di Milano indicando la necessità di altre forme di salvaguardia in relazione agli interessi di coloro che hanno il diritto ad essere risarciti.

Ai rappresentanti istituzionali della nostra comunità, dal Comune alla Regione, ai consiglieri regionali e ai parlamentari del nostro territorio chiediamo di compiere un immediato intervento congiunto sul Governo per esigere risposte chiare sullo stato delle procedure di vendita, sull'effettuazione degli interventi previsti dall'A.I.A. e compatibili con i piani ambientali presentati dalle due cordate interessate all'acquisto di Ilva, sull'attivazione degli interventi di bonifica territoriale di cui continuiamo a denunciare inascoltati lo stallo, sui risarcimenti che spettano alla città ed ai cittadini.

Sono risposte dovute. Dovute ai dipendenti dello stabilimento e delle aziende che vi operano, che vivono da anni in una angosciante condizione di incertezza, di timore per la propria salute e per il proprio lavoro.

Dovute ai cittadini di Taranto che ignorano anch'essi il loro futuro e non possono conoscere le modifiche al piano ambientale dell'Ilva proposte dai suoi possibili acquirenti, mentre da giorni sono apparse sugli organi d'informazione indiscrezioni circa possibili incongruenze degli atti posti a base delle procedure di vendita tali da comportare un ulteriore slittamento dei tempi o, addirittura, la loro possibile annullabilità (al link http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-02-12/un-cavillo-gara-ilva-140540.shtml?uuid=AEyTZRT).

Il Ministro dell'Ambiente, il Governo hanno il dovere di chiarire come stanno effettivamente le cose, di parlare il linguaggio della verità e dirci perché il processo di vendita subisce continui rallentamenti e se ancora, nei prossimi mesi, si continuerà a fare poco o nulla per realizzare gli importanti interventi previsti dall'AIA, se le bonifiche resteranno un'araba fenice e i risarcimenti dovuti un sogno, se gli interventi per la città previsti nel Contratto Istituzionale di Sviluppo, dal museo dell'Arsenale alla riqualificazione della Città Vecchia, rimarranno per molto tempo tracciati solo sulla carta.
La complessità della questione Ilva richiede risposte che non possono più essere a senso unico, quello della tutela del ciclo del carbone per la produzione dell'acciaio, ma devono allargarsi alla bonifica, alla salute, all'ambiente, alla messa a norma degli impianti, alla necessaria innovazione tecnologica basata sull'uso del gas, del preridotto, dei forni elettrici.

Il futuro è adesso. Adesso è il momento, per la città, di coniugare realismo e fermezza, conclude la nota di Legambiente.
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Taranto, arrestato estorsore

di PIERO CHIMENTI - Una donna, dopo aver subito il furto della propria auto con all'interno i documenti, aveva ricevuto dal ladro una serie di chiamate anonime, in cui le intimava di dargli 270€ perchè le restituisse l'auto insieme ai documenti. L'incontro sarebbe avvenuto in una via del centro del capoluogo ionico.

In preda al panico, la donna si è rivolta ai Carabinieri, che in borghese, confondendosi con i passanti, hanno organizzato un blitz, bloccando l'estorsore quando si è presentato all'appuntamento con la donna. Il 46enne è stato poi accompagnato nel carcere di Taranto.
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venerdì, febbraio 17, 2017

Massafra, intimidazione con ordigno a sala giochi

TARANTO - Momenti di paura a Massafra, nel tarantino, per un ordigno rudimentale che e' stato fatto esplodere la scorsa notte dinanzi all'ingresso di una sala giochi. La deflagrazione, poco dopo la mezzanotte, ha danneggiato la saracinesca del locale e due autovetture in sosta. I carabinieri stanno indagando per risalire ai responsabili dell'intimidazione.
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Bonifiche Taranto, M5S: "Necessario cambiare approccio non agire solo su emergenza"

TARANTO - "Senza un piano di riconversione industriale dell'area tarantina gli effetti delle bonifiche dureranno solo qualche anno ecco perché si rende necessario un vero e proprio cambio d'approccio culturale alla problematica".
È quanto hanno dichiarato i consiglieri del M5S Cristian Casili e Antonio Trevisi, nel corso  della seduta della V Commissione Consiliare Ambiente in cui è stata ascoltata la dottoressa Valeria Corbelli, commissario alle bonifiche di Taranto.

"Non si può agire solo sull'emergenza, non è sufficiente parlare solo di bonifica - ha detto in commissione il vicepresidente Cristian Casili - occorre un approccio di tipo sistemico per tutelare l'area tarantina, che ha elementi paesaggistici unici al mondo come il complesso sistema delle gravine o le biocenosi del mar Piccolo, solo per fare alcuni esempi. La Puglia ha un piano paesaggistico straordinario che ha già individuato gli elementi da valorizzare e gli indirizzi ambientali, rurali, storici e culturali  da mettere in connessione con la Città. Il commissario alle bonifiche ha condiviso questo approccio che ha bisogno di una reale presa di coscienza della politica regionale attraverso gli strumenti a propria disposizione.”

"Bisogna responsabilizzare tutti gli attori coinvolti - ha dichiarato Trevisi - non è pensabile che le industrie presenti nel tarantino abbiano solo i profitti, mentre i danni sociali vengono scaricati sul territorio. Bisogna obbligare le industrie che inquinano a ridurre le loro emissioni e a ripagare il costo delle bonifiche dovuto per  i danni che causano all'ambiente”.

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giovedì, febbraio 16, 2017

Ilva, Emiliano: da Renzi annuncio scorretto

BARI - "Si è confermato, come avevamo predetto, che spesso e volentieri anche su questa città il governo è riuscito sì e no a raccontare cose che poi non si sono mai concretizzate, compresa la storia del miliardo e 300 milioni". Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, in merito alla decisione del gip di Milano di respingere la richiesta di patteggiamento dei Riva che del blocco del rientro dalla Svizzera del denaro sequestrato agli ex proprietari dell'Ilva, intervenendo all'assemblea regionale della Cgil sul tema "Sviluppo, lavoro, ambiente", che si è tenuto oggi a Taranto alla presenza del leader nazionale della Cgil Susanna Camusso.
“La Cgil non mi fa un centesimo di sconto quando fa il suo lavoro di sindacato, né io chiedo che questo sconto mi sia dato - ha detto - ma attraverso il dialogo abbiamo costruito delle relazioni anche umane intorno a valori comuni. Quando nasci nelle istituzioni e sai qual è il tuo ruolo nella comunità, sai quali sono i limiti”.

Emiliano ha parlato della questione del “gran ghetto” del Foggiano: “Da 18 mesi aspettiamo che il Ministero dell’Interno fissi la data di chiusura del ghetto, che è una ferita all’immagine del Lavoro e della Puglia e una vergogna per i diritti delle persone”.

“Oggi siamo a Taranto, dove abbiamo iniziato da subito una battaglia per la decarbonizzazione dell’Ilva, ipotesi che abbatte verso lo zero le emissioni e costituisce una risposta che tiene insieme le ragioni della salute, dell'ambiente e del lavoro. Taranto ha avuto una pazienza infinita rispetto alla Repubblica Italiana. Ma quando si esaurisce la pazienza del mite, è difficile rimediare. Se l’Italia decarbonizzasse l’Ilva e anche la centrale Federico II di Brindisi avremmo assolto ai nostri obblighi internazionali sottoscritti per la riduzione di emissioni inquinanti”.

Emiliano, ribadendo la priorità della tutela della vita e della salute delle persone, ha ricordato “il conflitto terribile che si è verificato a Taranto anche dentro il sindacato, che è stato ricattato per anni nell’alternativa tra salute e lavoro. E su questo ci siamo azzuffati, ma in buona fede, perché in questa vicenda siamo compagni di sventura e ne vogliamo uscire insieme, con una linea comune. Siamo ora una comunità pensante, libera, che non si fa dettare la linea da nessuno e che ragiona con la sua testa e anche grazie alle libertà sindacali è in grado di trovare la migliore delle soluzioni al peggiore dei problemi. Questa è la Puglia. E questa potrebbe essere tutta la nostra società”.

Parlando poi dei referendum della CGIL, sottoscritti da Emiliano mesi fa: “Andrò a votare e voterò due sì per l’abrogazione dei voucher e le norme sugli appalti”.

"Stiamo dando vita in Puglia – ha concluso - a un disegno di legge sulla partecipazione che darebbe al sindacato, come a tutte le associazioni e ai cittadini, la possibilità di intervenire su tutti gli aspetti della vita regionale. Perché abbiamo un’esperienza che parte dal nostro programma di governo, scritto dai pugliesi in maniera autonoma e indipendente perfino dal candidato che ci rende consapevoli di una cosa: pensare da soli è rischioso, ti fa sentire solo la voce dei potenti. E non quella dei singoli cittadini la cui voce, da sola, non è facile arrivi. Per questo c’è bisogno di partecipazione, perché servono molte orecchie, molti occhi, molti cuori e molti cervelli, che insieme si facciano sentire”.
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Taranto, donna presa a pugni da marito violento

di PIERO CHIMENTI - Un uomo di 51 anni avrebbe raggiunto alla casa del figlio la moglie di 47 anni, convincendola a parlare del loro rapporto, con la scusa di accompagnarlo a fare la spesa. Il litigio è esploso con violenza ai danni della donna che è stata raggiunta da un pugno.

Soccorsa da un passante, è stata trasportata da un'ambulanza all'ospedale di Castellaneta, dove è stata accertata la rottura del setto nasale. I carabinieri, nel frattempo, hanno provveduto all'arresto del marito violento.
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Emergenza Taranto, "Su Ilva Governo gioca sporco, Mattarella intervenga"

TARANTO - "La risposta del governo al question time in commissione Ambiente alla Camera, circa tempistiche e modalità di attuazione del percorso di ambientalizzazione dello stabilimento Ilva di Taranto e portata della produzione, nell'ambito della cessione a privati dell'acciaieria stessa, è a dir poco sconcertante". Lo dichiara l'onorevole Vincenza Labriola, capogruppo in commissione Lavoro per il Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

"In apparenza - prosegue Labriola - ci troviamo di fronte ad una non risposta della sottosegretaria Velo, che evidenzia l'impossibilità di rendere noti i piani ambientali presentati dagli offerenti, nella realtà è invece chiarissima la posizione oltremodo ambigua di un esecutivo che sottovaluta e posticipa il tema dell'inquinamento ambientale, della salute dei cittadini, all'esito di una trattativa che al momento appare tutta in salita. Palazzo Chigi gioca sulla pelle delle persone. Mentre a Taranto di Ilva si muore, e purtroppo si continuerà a morire, il governo si pone in parte terza in una situazione che lo dovrebbe invece vedere totalmente dalla parte dei più deboli: operai e cittadini. Di fronte a questo pericoloso silenzio il presidente della Repubblica Mattatella ha il dovere di non stare a guardare", conclude Labriola.
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LEGA PRO. Catania-Taranto, gara difficile per gli jonici

di FRANCESCO LOIACONO - Questa volta il Taranto dovrà vedersela sul campo del Catania. La partita è in programma sabato alle 14,30. Per gli jonici si prospetta una gara molto difficile. I siciliani dopo la sconfitta per 2-1 in trasferta contro l’Akragas nel derby cercheranno di assicurarsi i tre punti per confermarsi in zona play off. Gli etnei inoltre avranno delle motivazioni aggiuntive per l’arrivo del nuovo tecnico Mario Petrone al posto dell’esonerato Rigoli.

I pugliesi dovranno evitare di lasciare spazi notevoli a Marchese, Di Grazia PozzebonTavares e Mazzarani. Quest’ultimo ha già sorpreso 7 volte i portieri avversari nel girone C di lega pro. Il Catania è particolarmente temibile in casa. Ha sconfitto tra gli altri il Lecce e il Matera 2-0 e la Juve Stabia per 3-1, cioè tre delle candidate più autorevoli per la promozione in serie B. Ma il Taranto dopo il successo per 2-0 allo “Jacovone” nel derby pugliese sull’ex solitaria capolista Foggia vuole ottenere un risultato positivo per fare un importante passo in avanti nella corsa verso la salvezza.

Sarà il primo incontro fuori casa per il nuovo allenatore Ciullo, il quale ha esordito bene superando i dauni. Con lui qualcosa è cambiato per il Taranto. Ha ridato compattezza e tenacia ad una squadra che sembrava incanalata in un tunnel pericoloso ed era precipitata nella “paludosa” zona play out. Certo ora dovrà proseguire con qualità di gioco, propositività e grande velocità per trovare una eccellente continuità di rendimento e di risultati. In una gara amichevole di preparazione a questa partita gli jonici hanno vinto per 4-0 contro la squadra Berretti allenata da Boccadamo. Le reti sono state realizzate nel primo tempo da Magri e Lo Sicco. Durante la ripresa invece c’è stata una doppietta di Magnaghi. Nell’andata i siciliani riuscirono a strappare uno 0-0 in Puglia.

La squadra di Ciullo dovrà impostare delle rapide azioni in contropiede per tornare a casa imbattuta. Nel Taranto in porta Maurantonio. Nel reparto arretrato De Giorgi, Altobello Magri Pambianchi e Maiorano. Esterni Guadalupi e Lo Sicco. Regista Paolucci. In attacco Viola e Magnaghi. Nel Catania tra i pali Pisseri. In difesa Gil, Bucolo Marchese Parisi e Biagianti. Sulle fasce Mazzarani e Scoppa. Trequartista Tavares. In avanti Di Grazia e Pozzebon. Gli jonici sicuramente hanno notevoli possibilità di rendere felici i loro tifosi.
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mercoledì, febbraio 15, 2017

Ilva: Fiom Cgil, inaccettabile cig per 5mila

TARANTO - "La richiesta dell'Ilva di quasi 5mila lavoratori in cassa integrazione straordinaria e' inaccettabile, l'abbiamo detto e lo ribadiamo". A dichiararlo a Taranto, in una conferenza stampa per l'Ilva, il segretario nazionale Fiom Cgil, Rosario Rappa.

"Nel 2015, quando si sono prodotti quasi 5 milioni di tonnellate, l'Ilva - osserva Rappa - ha avuto fuori dal ciclo produttivo, con i contratti di solidarieta' e quindi equivalenti alla cassa integrazione, dai 1200 ai 1800 addetti, perche' adesso chiederne 4984 in cassa integrazione considerato che l'anno scorso a Taranto si e' prodotto di piu', attestandosi quasi a 6 milioni di tonnellate? Non vorrei - rileva Rappa - che i commissari stessero lavorando per ridimensionare l'organico, portare Taranto da 11mila a 6mila addetti, e quindi venire incontro alle richieste di qualche compratore, Arcelor Mittal nello specifico". Rappa sottolinea poi "la positivita' della rapida convocazione da parte del viceministro Mise, Bellanova, il fatto che sara' lei stessa a presiedere il confronto, e l'intervento del Governo che nel decreto legge Sud ha inserito un emendamento per aumentare e migliorare con 24 milioni nel 2017 la copertura degli ammortizzatori sociali per i lavoratori Ilva".

Direzione Italia: "Subito seduta monotematica Consiglio" - Martedì mattina il gip di Milano ha bocciato l’accordo annunciato dall’ex premier Matteo Renzi durante la campagna elettorale per il referendum. Il giudice ha respinto le richieste di patteggiamento perché "incongrue", avanzate da Adriano, Fabio e Nicola Riva nell'ambito del procedimento con al centro il crac del gruppo. Il gip ha ritenuto troppo basse le pene concordate con la procura. Il via libera al patteggiamento è legato allo sblocco di oltre 1.3 miliardi di euro depositati in Svizzera e da destinare al risanamento dello stabilimento come stabilito da un emendamento inserito dal Governo nell’ultima legge di Bilancio.

I soldi in questione, a prescindere dal “quantum” ritenuto insufficiente dal tribunale, al momento non ci sono, perché lunedì, il Tribunale federale di Losanna, in Svizzera, avrebbe dovuto esprimersi sull’ok al trasferimento, ma è stato costretto a rinviare la decisione al 31 marzo. Questo è accaduto perché i giudici non hanno ricevuto alcuna risposta alle istanze di sblocco avanzate all’Isola di Jersey, dove i soldi sono depositati. La mancata decisione del tribunale svizzero avrà ripercussioni anche sulla prossima udienza del processo Ambiente svenduto in corso a Taranto.

L’1,3 miliardi di euro dovevano servire alla “nuova” Ilva per attuare il risanamento (1,1 miliardi di euro erano per il risanamento ambientale della fabbrica, e altri 230 milioni erano per la gestione corrente della società); tale fase di stallo ora rischia di avere ripercussioni importanti sul processo di vendita. In questo contesto, da marzo per circa 5 mila dei diecimila lavoratori impiegati nel siderurgico è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria.

Esuberi dichiarati che, secondo i sindacati, sono il primo passo verso il licenziamento della metà degli occupati. E restando sempre in tema di emerga occupazionale, va segnalata anche l’estrema difficoltà delle imprese dell’indotto Ilva, che già negli scorsi anni hanno avuto una pesante batosta per ciò che riguarda i crediti pregressi.

Restano inoltre ancora in piedi i dubbi sul futuro ecologico dello stabilimento; la questione del risanamento è ancora aperta perché i nodi irrisolti in fabbrica sono tantissimi. Solo un esempio: le prescrizioni Aia sono state rinviate o realizzate solo in parte. L’azienda per altro è in forte sofferenza. L'Ilva, com'è oggi, o produce tanto o è destinata a fallire. E produrre tanto, nelle condizioni in cui è ora, vuol dire continuare ad inquinare. A questo si aggiunge che l'Italia ha già due procedure d'infrazione in corso a causa del siderurgico: sulla gestione ambientale e sulle norme relative alla concorrenza. Alla fine dello scorso mese si sono verificati con più frequenza i fenomeni di sloping nelle acciaierie dell’Ilva. Si tratta di fenomeni che alimentano preoccupazione dentro e fuori lo stabilimento. E’ evidente quindi che siamo ancora lontani da un ciclo produttivo rispettoso di ambiente salute e sicurezza. 

Turco: “Consiglio monotematico solo se sostenuto da atti concreti” - “Un Consiglio regionale su Taranto, sulla sua gente e soprattutto sull’Ilva, può essere sì un’occasione utile, ma deve essere sostenuto da atti concreti e non da meri ed estenuanti dibattiti che rischiano solo di creare un clima già di per sé incandescente sul diritto alla salute e al lavoro”.
Lo dichiara il consigliere tarantino de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, commentando la mozione di Renato Perrini (Direzione Italia) sulla richiesta di un Consiglio regionale su Taranto, allargato anche ai parlamentari pugliesi”.

“Renato, persona che ammiro e che stimo al netto delle evidenti divergenze politiche che ci separano, fa bene a porre con forza la questione Taranto. E ricordo quando qualche mese fa abbiamo simbolicamente occupato insieme la commissione Sanità per il blocco a Roma dei 50 milioni. Ma ho il timore che il dibattito in Consiglio regionale si dimostri alla fine infruttuoso proprie nelle settimane in cui la magistratura sta prendendo decisioni importanti sui risarcimenti. Se Consiglio regionale deve esserci, confrontiamoci preventivamente attorno a un tavolo che coinvolga i Consiglieri regionali, di tutte le forze politiche, eletti nella provincia ionica”.
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"Quindici milioni di investimenti per Ict e aerospazio"

BARI - Prodotti Ict innovativi per la manifattura sostenibile, applicazioni per i droni e caschi a comandi vocali e display integrati. A queste tecnologie sono dedicati i prossimi investimenti delle imprese Fincons e Sipal due società per azioni, una svizzera e l’altra torinese, che stanno investendo rispettivamente a Bari e Grottaglie.

I due Contratti di programma tra Regione Puglia e imprese sono stati sottoscritti oggi a Bari nella sede dell’assessorato allo Sviluppo economico. Valgono complessivamente 15 milioni di investimenti di cui 7,8 milioni le agevolazioni richieste e 203 i lavoratori a regime (tra vecchi e nuovi occupati).

Presente alla sottoscrizione l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “Con questi progetti – ha sottolineato – facciamo un salto reale nel futuro e nell’industria 4.0 perché le imprese puntano la stragrande maggioranza dell’investimento su ricerca e sviluppo. Fincons, che è un’eccellenza nazionale nel settore dei media, realizzerà prodotti Ict che sfruttando tecnologie innovative ed ecosostenibili aiuteranno le aziende manifatturiere a trasformarsi in fabbriche intelligenti. Ho visitato di recente l’azienda rendendomi conto di persona del grande potenziale che ha per la Puglia. Il fatto che un’impresa come Fincons che offre servizi altamente tecnologici nei settori dell’energia, dei media, delle banche e assicurazioni, dei trasporti e logistica, del manifatturiero e delle pubbliche amministrazioni, investa a Bari, è fondamentale per traghettare la Puglia nella nuova frontiera del 4.0 sia per il manifatturiero che per i servizi. Accogliamo inoltre con grande piacere l’annuncio di nuovi investimenti che si sommano a quelli in corso di realizzazione. Fincons aggiungerà efficienza e valore a tutto il sistema produttivo pugliese”.

“Lo stesso – ha continuato Loredana Capone –  vale per Sipal, che con il Contratto di programma sottoscritto oggi investe più di 9 milioni esclusivamente in ricerca e sviluppo per sviluppare applicazioni da installare a bordo di droni per rendere più sicuri i cantieri, monitorare i flussi di traffico, semplificare i lavori di manutenzione. I droni consentiranno

infatti, grazie alle nuove applicazioni, di rilevare dati in modo rapido e preciso e potranno  essere usati anche per il pattugliamento delle coste, per l’agricoltura intelligente e per la sicurezza. Un altro filone di ricerca riguarda lo sviluppo di caschi e occhiali che permettono di fruire di informazioni e comandi vocali avendo le mani libere di lavorare anche su mezzi complessi oppure consentono di essere proiettati in una realtà virtuale che riproduce nei minimi dettagli ambienti reali. Una tecnologia fondamentale nell’aeronautica per permettere, ad esempio, di allenarsi o lavorare in una cabina di pilotaggio del tutto identica a quella reale. In sostanza la Puglia diventerà l’anima tecnologica della Sipal con l’hub di ricerca e sviluppo a Grottaglie”.

“Con i due progetti di oggi – ha poi aggiunto l’assessore – i Contratti di programma superano i 544 milioni di investimenti richiesti, dei quali quasi la metà è in ricerca e sviluppo. Quest’ultimo elemento rappresenta il valore aggiunto dello strumento, quello che fa fare il salto di qualità alla Puglia sul mercato nazionale e su quelli esteri”.

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"Basta discariche, Taranto non è la pattumiera d’Italia"

TARANTO - “Basta discariche in provincia di Taranto, non siamo la pattumiera d'Italia”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale tarantino Michele Mazzarano, presidente del gruppo del Partito Democratico, raccogliendo l’allarme lanciato da cittadini e rappresentanti istituzionali del territorio, già pesantemente vessati dalle note emergenze ambientali e sanitarie, che hanno espresso forte preoccupazione per l'autorizzazione alla società Italcave rilasciata dalla Provincia di Taranto per la coltivazione della cava e per le sue conseguenze.

“Ritengo grave il solo immaginare di poter continuare a riempire di rifiuti il nostro territorio – ha sottolineato Mazzarano - che da tempo si sta battendo per arginare le sofferenze causate dalle molteplici fonti di inquinamento. Scoprire che la Provincia di Taranto rilascia un’autorizzazione allo sbancamento di una delle più grandi discariche che insistono sul territorio, atto che con ogni evidenza prelude a un suo prossimo ampliamento, francamente mi lascia molto perplesso”.

“Non è certo questa la sede – ha aggiunto il consigliere regionale Pd - per discutere della legittimità o meno della scelta della Provincia. Anche se risulta agli atti che sia stata concessa una autorizzazione nonostante pareri precedenti di contrarietà dell'Arpa e del Comune di Statte, perché gli esiti della caratterizzazione ambientale, avvenuta nel corso del 2015, avevano mostrato un superamento delle Csc (concentrazione soglie di contaminazione) di alcuni elementi fra cui Cr, Pb, IPA, PCDD e Be, principali inquinanti di contaminazione della matrice del suolo”.

“Mi risulta che su questa vicenda siano stati consegnati degli esposti alla Procura – ha continuato - la giustizia farà il suo corso. Quello che mi preme affermare in questa sede, però, è un principio sul quale non sono disposto a transigere: Taranto ha già dato, in termini ambientali, sanitari e in termini di vite umane. Chi si ostina a non vedere o a far finta di niente, provoca un grave danno irreparabile alle popolazioni”.

“Mi auguro che il Consiglio comunale di Statte, convocato per domani proprio su questi temi, possa fare chiarezza sull'intera vicenda – ha concluso Mazzarano - sapendo che avrà al suo fianco, oltre che il sottoscritto, la stragrande maggioranza dei cittadini”.
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martedì, febbraio 14, 2017

INTERVISTA. Ale e Franz per la prima volta a Taranto

di PIERO CHIMENTI - Ale e Franz, per la prima volta a Taranto, hanno portato al Teatro Orfeo il loro spettacolo 'Tanti Lati Latitanti'. Uno spettacolo che oscilla tra la risata e la riflessione, toccando con leggerezza anche temi come la religione e la politica. Prima di dar vita allo show, i due comici milanesi, si sono resi disponibili per rispondere a qualche domanda:

Siete arrivati in città immagino con un scenario particolare. Cosa vi è venuto in mente al di là da quello che si sente, si dice su Taranto. Cosa avete visto e come la commentate?

FRANZ: In realtà siamo arrivati da 8 minuti, però la sensazione...  non siamo stati mai a Taranto ma è davvero è una città bellissima, ordinata, i palazzi sono bellissimi, davvero ci ha colpiti molto, una città molto bella, molto affascinante. Ci dispiace che ripartiamo stanotte e non possiamo vederla bene.

Possiamo dire che questi fumi non spaventano Ale e Franz? 
ALE: No, assolutamente no, perché dovrebbero spaventarci? Una città veramente bella e poi ha questo affaccio in un mare meraviglioso. Complimenti.

I tarantini si aspettano di sedersi, di guardarvi e di sorridere con voi. Di cosa parlate in questo spettacolo? 
FRANZ: Sono vari incontri. Sono varie coppie che si incontrano su questo palco uniti da un filo conduttore che non vi svelerò, altrimenti vi rovineremmo la sorpresa e sono tanti personaggi che s'incontrano su questo palco, quindi non vediamo l'ora che il pubblico di Taranto veda cosa abbiamo combinato.

Per quanto riguarda sempre lo spettacolo. 'Tanti Lati Latitanti', potrebbe essere il concentrato delle nostre debolezze di quello che siamo e di quello che magari potremmo anche essere? FRANZ: Qui è bravissimo lui... il titolo l'hai pensato te... rispondi!
ALE: E' vero, molte volte alcuni lati del carattere spariscono, e quindi latitano. E quindi un po' quello il gioco di parole che simpaticamente abbiamo trovato.

Quanto c'è d'improvvisazione nello spettacolo e d'interazione col pubblico? 
FRANZ: In quello di stasera non c'è nulla d'improvvisato. Nel senso che abbiamo improvvisato tanto quando l'abbiamo creato per tanto tempo. Poi al teatro le cose si fissano, si cerca di far rendere al massimo quello che si è provato nelle date precedenti, quindi il lavoro d'improvvisazione l'abbiamo fatto, abbiamo fatto tanto per questo spettacolo, quasi un'ottantina di date. Lo chiamavamo lavori in corso. Adesso l'abbiamo confezionato e stasera si fa attenzione a tenere un bel ritmo, e quindi è un classico spettacolo teatrale da vedere e da ascoltare.

Qual é la novità di questo spettacolo rispetto ai vostri precedenti lavori? 
FRANZ: Che è nuovo. E' diverso dai precedenti perché è nuovo. Siamo sempre noi, la nostra comicità, il nostro far teatro. Poi a teatro abbiamo uno stile un po' nostro. Siamo convinti che la risata perfetta sia quella che parte dalla pancia, arriva alla testa e passa dal cuore, quindi se riesci a far pensare emozionare e a far ridere di pancia è lo spettacolo perfetto. Noi ci proviamo, insomma, a modo nostro.

Brillanti in tv, brillanti in teatro, ma cosa preferite? Il contatto vero con chi sta di fronte a voi e vi guarda o quello con le telecamere? 
FRANZ: Ma in realtà la televisione che abbiamo fatto è sempre stata particolare, perché sono sempre state le telecamere a spiarci, quindi siamo stati fortunati. Però direi sicuramente che il contatto col pubblico dà forza, dà energia al tuo lavoro, perché non sai mai come andrà. Ogni sera è una conquista, ogni sera è un rimettersi in gioco, quindi direi che sicuramente il lavoro teatrale è quello più emozionante.

La vostra comicità, i vostri testi, da cosa nascono? Da episodi quotidiani o da altro? 
ALE: Nascono un po' da tutto, da quello che osserviamo, da quello che ci viene in mente, da quello che ci fa ridere. Quello che diverte noi due, abbiamo un metro che diverte noi. Questa è l'unità di misura, la cosa che diverte noi cerchiamo di trasmetterla agli altri, già diverte noi, speriamo che faccia divertire gli altri.

Rappresentare l'uomo con i suoi vizi e le sue virtù, un canovaccio forse tra i più classici. Quanto coraggio ci vuole per continuare a farlo con il vostro carattere con la caratterizzazione che avete dato a questa formula di rappresentazione? 
FRANZ: Coraggio non lo so. E' la nostra linea, il nostro modo di fare spettacolo. Uno spettacolo di stasera è uno spettacolo divertente ma anche uno spettacolo particolare, articolato anche complesso sotto certi aspetti per la nostra storia. Questo è il nostro modo, non so dire se è coraggio o meno, questo è il nostro modo di metterci in gioco, ogni volta si riparte. Un po' il senso di questo lavoro; bisogna cambiar pagina, avere delle cose da dire, avere il coraggio di dirle. Questo è quello che facciamo. Chi fa scelte differenti, non le comprendo, da parte nostra più che coraggio è coerenza per il nostro lavoro.

Di tanti lati che rappresentate c'è qualcuno che vostro personale e che vi fa ridere magari reciproco? 
ALE: Per fortuna no. Per fortuna non siamo così come si può vedere nello spettacolo. Ci abbiamo messo fantasia, abbiamo calcato un po' la mano, siamo andati sopra le righe, siamo scesi, saliti, diciamo che è un po' l'estremizzare dell'essere umano, ma a volte magari a volte avvicinarci alla realtà, però per fortuna non siamo così.

Progetti in cantiere? 
FRANZ: Aprire un cantiere. No, scherzo. Adesso stiamo finendo la tournèe, poi incominceremo con un altro spettacolo ad aprile nel Piccolo Teatro a Milano e per ora abbiamo questo. Poi si vedrà.

Progetti televisivi o cinematografici in cantiere? 
FRANZ: Per adesso siamo in teatro. Ripeto, ad aprile debuttiamo al Piccolo Teatro, che è un traguardo importante per chi fa teatro in generale, poi per noi che è la nostra città. Quindi, quest'anno più che mai abbiamo messo le energia nel teatro. Poi ci sono tante cose in stand-by.

Ale e Franz, com'è avere un meteorite col vostro nome? 
ALE: E' un grosso impegno, soprattutto perché a trovare qualcuno che te lo tiene pulito non è facile... E' stato un po' un gioco, uno scherzo di un conoscente che ce l'ha intestato; non so come abbia potuto farlo, però è successo veramente. Speriamo che non faccia danni.

Affiancando Ruggeri in tour con lo spettacolo 'C'è un tedesco, un francese, un italiano...' avete creato il Comic Rock. Questa nuova formula potrebbe essere usata in un progetto futuro? 
FRANZ: E' stata un'esperienza che abbiamo girato, abbiamo fatto un'estiva, ci siamo divertiti e poi abbiamo ripreso ognuno le proprie direzioni, le proprie strade. Però, chissà mai, magari in futuro si deciderà di fare un'altra parentesi. Comunque lo spettacolo che faremo ad aprile avrà la musica, quindi in realtà ci siamo fatti prestare la band di Enrico e la portiamo in giro per un po'... gliel'abbiamo presa in affitto. Quindi ha portato quel progetto ad aprire altre strade, siamo molto contenti.

Vi è mai venuto in mente di proporvi individualmente in una formula diversa o l'esigenza di seguire un progetto personale? 
ALE: No...
FRANZ: Ce la fan sempre. Se litigate... quando vi sciogliete, se avete progetti individuali. Per adesso no, magari un giorno può essere finché abbiamo progetti comuni da portare avanti e voglia di farlo insieme è così. Per i primi 23 anni è così, poi non so cosa riserverà la vita. Ma secondo me quando segui una strada tua, fai fatica a seguire una strada di gruppo, perché se le idee te le sviluppi per i fatti tuoi come fai?Quindi finché ci sono progetti comuni è meglio farli. Forse è meglio chiudere un capitolo e poi fare delle esperienze individuali, secondo me... poi non lo so.

Infine un saluto ai tarantini? Corale, ve lo dobbiamo chiedere. 
ALE: A tutti gli amici di Taranto...
FRANZ: E dintorni...
ALE: Un grosso saluto affettuoso da Ale...
FRANZ: E da Franz. Grazie d'averci ospitati in questa città bellissima.
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Vendita Ilva, "Si rischia il flop totale"

BARI - “L’asta per la cessione dell’Ilva potrebbe saltare per mancata presentazione di offerte vincolanti o potrebbe addirittura essere invalidata per motivi giuridici. Uno scenario, quello paventato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore, tutt’altro che remoto. A mettere a rischio l’operazione, stando a quanto riferito dal quotidiano di Confindustria, sarebbe il nodo relativo alla difformità del decreto del ministero dell’Ambiente rispetto alla legge sull’Ilva, in relazione alle tempistiche dei lavori per l’ambientalizzazione e alla portata della produzione. Se è vero che un decreto ministeriale non può porsi al di sopra di una legge nazionale, il rischio di un ‘tutto da rifare’ è dietro l’angolo. Ci troviamo di fronte ad una situazione che rischia di essere paradossale. Che la cessione dell’Ilva non sia un gioco da ragazzi è risaputo, ma le difficoltà, che hanno portato anche allo slittamento della scadenza della presentazione delle offerte, avvenuto su richiesta di proroga da parte delle cordate in gara, potrebbero essere insormontabili. Di fronte a tutto questo, il governo irresponsabilmente tace”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.
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