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VINO DiVINO. Parliamo del Curtefranca, un rosso prodotto in Franciacorta che vi sorprenderà per eleganza e persistenza

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Torniamo in Lombardia nella bellissima provincia di Brescia e sorvoliamo idealmente le colline della Franciacorta, per scoprire un vino non molto noto al grande pubblico, offuscato dalla produzione degli ottimi spumanti metodo classico, Franciacorta. Il vino in questione appartiene alla doc Curtefranca che comprende vini bianchi e rossi, nello specifico andiamo ad analizzare un rosso prodotto da una piccola e premiata casa vinicola, Bredasole. Come sempre lasciamo parlare il vino e le emozioni da esso suscitate durante una degustazione ufficiale.

NOME: Curtefranca Bredasole doc
AZIENDA PRODUTTRICE: Bredasole Franciacorta
VITIGNO:  Cabernet Franc e Sauvignon, Merlot, Nebbiolo e Barbera.
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2013
CATEGORIA DI PREZZO:8-15€
VISTA: Rosso intenso con riflessi granati.
NOTE OLFATTIVE: Corposi ed intensi sentori vegetali ci ricordano il peperone Crusco, la paprica, sentori di grafite, tabacco, confettura di more ed in chiusura sfumature dolci di cioccolata fondente al peperoncino.
GUSTO: Sorprende l'ottima acidità che denota la longevità di questo fantastico vino, i frutti in bocca sono intensi e rimandano alle more ed alle ciliegie mature, di ottimo peso, il tannino è morbido elegante e avvolgente. Stupendi aromi retro nasali esatta corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo persistenza squisitamente lunga.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto che vi sorprenderà per non contenere neanche un ingrediente di origine animale.

Crema veg di patate dolci e menta con sale di Maldon affumicato con pepe di Timut, liquirizia e semi di finocchio ideato dalla bravissima Veronica Scarpa un'esperta di moda prestata al mondo della cucina, avremo modo di intervistarla e parlare a quattrocchi con lei dei suoi preziosi sali aromatizzati che non sono soltanto un condimento ma diventano un vero e proprio ingrediente di grande aiuto in cucina rivolto non solo all'alta ristorazione ma anche a quelle persone che amano sorprendere i propri commensali a cena.

Ingredienti per 4 persone:

500 ml di latte di soia
500 ml di brodo vegetale
350 g di patate dolci pelate
60 g di olio evo
1 cipolla rossa
Un mazzetto aromatico composto da: erba cipollina, menta, origano fresco, rosmarino.
Sale di Maldon della nostra Veronica q.b.

Preparazione:
La ricetta, molto semplice è ideale nelle fredde sere autunnali quando c'è bisogno di scaldarsi senza assumere troppe calorie. Pelate le patate, tagliatele a cubetti di circa 1 cm lavatele con cura successivamente, poneteli in una casseruola antiaderente con coperchio, tritate finemente la cipolla rossa unitela alle patate e rosolate a fuoco lento con olio evo per circa 8 minuti. Aggiungete il sale aromatizzato di Maldon e il mazzetto aromatico, continuate a rosolare il tutto per due minuti, aggiungete il brodo vegetale ancora caldo, il latte di soia e lasciate cuocere, eventualmente schiumando, per circa 40 minuti, quando le patate saranno cotte, frullate con un frullatore ad immersione e lasciate cuocere per altri 10 minuti, quando la crema sarà densa, servite aggiungendo a piacere foglie di menta e Sale di Maldon per rendere squisitamente fresca la vostra crema. Buon appetito!

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su Facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

VINO DiVINO. Giovani e vino, parliamo con Elena giovane vincitrice del concorso 'Miglior Sommelier 2016'

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Oggi per la rubrica Vino diVino ho intervistato la giovane campionessa del concorso “Miglior Sommelier Junior 2016”, Elena Sblendorio. Premetto che è difficile parlare del tema alcool e giovani e nell'intervista non traspare alcun invito ai giovani a fare uso, talvolta smisurato, di bevande alcoliche, ma il vino non è solo alcool ma anche cultura e rappresenta per l'Italia una delle maggiori possibilità in termini di ripresa economica.

E' giusto avvicinare i giovani al mondo enoico, ma è anche giusto informarli sui pericoli che un uso fuori limite di bevande alcoliche può causare alla nostra salute. Le associazioni di settore non fanno altro che spronarti, a centellinare il consumo del vino, seguendo la regola del poco ma buono.

Ricordo con particolare affetto il maestro Enzo Scivetti che durante i corsi di assaggiatore ci redarguiva quando bevevamo tutto il vino da valutare. Io stesso sono stato abituato durante i concorsi a “sputare”, non potendo bere tutti i 20 o 30 vini in degustazione. Detto ciò, lasciamo spazio alla nostra Elena che ci parlerà di lei dei suoi sogni e delle sue ambizioni.

1. Come ti sei avvicinata al mondo del vino?
Quando ero piccina, ho un dolce ricordo di mia nonna Teresa che veniva a prendermi da scuola e non appena arrivavamo a casa e mi sedevo a tavola per mangiare. Mio nonno apriva subito la bottiglia di vino e me ne versava una goccia nel bicchiere mischiato con tantissima acqua, ovviamente a me la cosa non dispiaceva e così conservo nel cuore questo dolce ricordo. Il mio primo approccio professionale con il mondo del vino è avvenuto tramite la mia scuola, l'I.P.S.S.A.R. Istituto Alberghiero di Molfetta,  a tal proposito approfitto delle pagine del vostro giornale per ringraziare il Dirigente scolatico Prof. Antonio Natalicchio e i docenti di Sala Bar e vendite, Sergio Nocco, Gerardo Pepe, Marcello Mastrodonato, Nicola Chiapperini, i quali mi hanno trasmesso la loro cultura, insegnandomi l'arte del vino, trasmettendomi la loro passione e facendomi capire che quando si parla di vino, si parla di un altro mondo, tutto da scoprire.

2. Parlaci di te...
Intraprendente, umile, vivace, forte e determinata...forse questi sono alcuni degli aggettivi in cui mi riconosco. Mi piace relazionarmi con le persone, conoscerle, ascoltare il loro modo di pensare; amo viaggiare e scoprire le culture diverse di ogni territorio, iniziando proprio dal vino. Difatti quest'estate, tramite l'esperienza che ho fatto in un ristorante stellato, precisamente a Villa D'Amelia (CN), ho avuto modo di assaporare i tanto conosciuti e apprezzati vini piemontesi (Barolo, Barbera, Asti, Dogliani ecc.) arricchendo così il mio bagaglio professionale e mettendoli a confronto con quelli pugliesi, scoprendo così le caratteristiche del territorio delle Langhe.

3. Come dev'essere un vino per meritare le tue attenzioni?
Diciamo che io di vino ne devo ancora bere, nel senso che da poco mi sono inserita in questo mondo, sono ancora all'inizio e ho ancora tantissimo da imparare, da assaggiare e degustare. Per quanto riguarda le mie predilezioni e basandomi sui vini che ho assaggiato fino ad ora, ho notato che (relativamente ai rossi) preferisco un vino pronto, a proposito dello stato evolutivo, dotato di un bel colore vivace. Portandolo al naso mi piace sentire nel suo intenso profumo note speziate, che ricordano la cannella, la vaniglia, il pepe nero; ma anche profumi fruttati, quali prugna, amarena e piccoli frutta rossi. Per me un vino deve inoltre risultare morbido ed elegante, con quella tannicità “nobile”che ti fa venir voglia di sorseggiarlo ancora.

4. Vini e giovani: qual è il modo migliore per avvicinare i tuoi coetanei al bere responsabilmente questa bevanda?
Beh, il mondo dei giovani è un mondo alla scoperta di nuove esperienze, fatte a volte in modo superficiale, come lo è anche l'approccio con il vino e gli alcolici in generale. Il loro scopo è solamente quello di inebriarsi e, a volte, non prevedendo le conseguenze negative che questo provoca. L'unico loro pensiero è quello di divertirsi. Riguardo questo argomento ci sono state purtroppo svariate morti causate da abuso di alcool, e nella sfera dei miei amici è capitato che uno di loro, per aver abusato di alcool, ha subito in incidente stradale e ha rischiato la propria vita. E questo non sta bene. Io penso che questo problema si potrebbe risolverlo portando a conoscenza i rischi che l'assunzione di bevande alcoliche provocano. Pertanto i ragazzi devono essere educati a fare prevenzione sia in ambiente familiare sia in quello scolastico, discutendo dei rischi a cui si va incontro se non si pone limite a “bere”e contemporaneamente far conoscere le bevande che si assumono entrando in merito alle loro caratteristiche (dosi consigliate, come sono fatti, il grado di alcolicità, provenienza, ecc,)

5. Quali sono i tuoi progetti futuri? 
Sinceramente non ho un progetto gia' stabilito anche perché c'è ancora tempo per decidere cosa fare, dato che le strade che offre il vino sono veramente tante. Intanto sto frequentando i corsi A.I.S. per diventare Sommelier e poi si vedrà. Valuterò la strada migliore da intraprendere. Di sicuro il mio obbiettivo è arrivare in alto.

6. Hai un sogno nel cassetto? 
Sì, continuare a partecipare ai vari concorsi che l'A.I.S. organizza, sperando di arrivare sempre più in alto.

7. Hai un vino pugliese che porti particolarmente nel cuore? 
Sì, il Primitivo di Manduria ES di Gianfranco Fino. Quando me lo chiedono spesso ironizzo dicendo che sono le iniziali del mio nome e cognome: Elena Sblendorio. Questo vino richiama molto le caratteristiche che ho descritto nella domanda (n. 3) riguardante come deve essere un vino per attirare la mia attenzione.

8. Fatti una domanda e datti una risposta 
Avresti mai pensato di riuscire ad arrivare fin qui? No, non me lo sarei mai aspettato, non avrei mai pensato di intraprendere questo settore e di riuscire a partecipare ad un concorso nazionale e uscirne vincitrice, prevalendo sui ragazzi delle altre regioni. Mi ero posta come obbiettivo arrivare tra i finalisti e poi, una volta riuscita, ho colto l'occasione dando il meglio di me stessa uscendone prima classificata. Questo per me è uno stimolo per continuare su questa strada.

VINO DiVINO. La giovane imprenditrice Daniela Bardelloni, che ha puntato tutto sul 'Franciacorta'

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato di Bardelloni Franciacorta, perciò ho deciso di far parlare lei... la bella e brava imprenditrice che ha deciso di buttarsi 'anema e core' in questa briosa avventura. (segue l'intervista)

NOME: Bardelloni Franciacorta Brut DOCG
AZIENDA PRODUTTRICE: Bardelloni Franciacorta
VITIGNO: Chardonnay 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
ANNATA: Sboccatura 2011
CATEGORIA DI PREZZO:15-22€

VISTA: Giallo tenue quasi trasparente con riflessi verdognoli, perlage fine e persistente.
NOTE OLFATTIVE: Dolci note di crosta di pane uniti a sentori di burro e panettone, sottili tonalità di vaniglia accarezzano i sensi e si perdono in leggere note di fiori d'arancio.
GUSTO:  L'ingresso è sorretto da un'ottima acidità, la corrispondenza aromatica è buona i fiori d'arancio in bocca si trasformano in sentori di agrumi che lasciano spazio ad lunga persistenza.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un branzino scottato su crema di zucchine e burrata.

Branzino scottato su crema di zucchine e burrata

Ingredienti per 4 persone:

2 branzini da 400 g l'uno
400 g di zucchine
250 g di burrata
1 cipolla
olio evo, sale, pepe q.b.

Sfilettate i branzini e ricavatene 4 filetti. A parte lavate e tagliate a cubetti le zucchine e la cipolla, stufate il tutto in padella aggiustando di sale e pepe, appena le zucchine saranno lessate aggiungete la burrata tagliata a tocchetti e passate il tutto con un frullatore ad immersione. Riscaldate a fiamma viva una padella antiaderente, ungetela con un filo d'olio e mettete a scottare i filetti di branzino, prima dalla parte della pelle, premendo leggermente il filetto contro la padella farete in modo che la pelle sia croccante e buona da mangiare, ultimate la cottura del filetto aggiustate di sale e pepe. Impiattate mettendo la crema di zucchine e burrata in un piatto fondo e adagiatevi i filetti di branzino scottati.

Cara Daniela come è nata la tua passione per il vino?
La passione per il vino mi viene trasmessa in primis da mio fratello Davide, aveva un compagno di classe che possedeva una cantina in Franciacorta e tra visite e degustazioni mi ha iniziato ad entusiasmare il mondo vinicolo, poi il mio lavoro da rappresentante mi ha portato a conoscere realtà vinicole veramente importanti, ed era affascinante poter assistere a vendemmie, produzioni e partecipare a fiere come il Vinitaly..e da qua è iniziato il sogno di avere un giorno un'azienda tutta mia.

Parlaci di come è nata l'azienda Bardelloni e quali sono i vostri progetti futuri?
Nel 2010 insieme a Davide abbiamo iniziato a strutturare quello che era il nostro progetto per riuscire ad avere nel 2016 la nostra prima linea di Franciacorta. Progetti? C'è ne sono veramente tanti.
Sicuramente il più importante nel 2017 sarà aprire il canale estero, proprio per questo a fine ottobre saremo presenti al 21° Century Maritime Silk Road a Guangzhou in Cina, un'ottima opportunità per dare visibilità ai nostri prodotti anche nell'ottica della valorizzazione del made in italy nel mondo.

Secondo te la doc “Curtefranca” è oscurata dalla docg “Franciacorta”. Ci puoi parlare di quest'ottimo vino?
Sicuramente quando a una persona parli di Franciacorta la prima cosa che ricorda sono le bollicine.
Il Curtefranca rimane comunque un ottimo vino da tavola, un vino facile e beverino, adatto a tutti i palati

Parlaci di questo connubio Bici e Franciacorta...
Appena ho visto la prima bottiglia prodotta l'ho subito immaginata sul podio del giro d'Italia
Papà ex professionista e poi subito allenatore, fratello ex ciclista e per non farmi mancare nulla anche il mio fidanzato corre in bicicletta tra i professionisti.
Sono cresciuta a pane e biciclette questo spiega il perché di questo connubio!

Qual è il tuo vino pugliese preferito?
Senza dubbio ES PIU' SOLE di Gianfranco Fino

Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno? Sapere che la gente brinda con il mio vino in tutto il mondo.

Fatti una domanda e datti una risposta
Intraprenderesti ancora questa strada?
Si, sempre più convinta!

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VINO DiVINO. Nino Negri, un'eccellenza italiana in una terra fantastica, la Valtellina

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Nino Negri è sicuramente un fiore all'occhiello delle aziende vitivinicole italiane, il territorio di estensione dei vitigni aziendali è la Valtellina, terra di mezzo compresa tra il lago di Como e le impetuose Alpi Retiche.

La catena montuosa protegge dal gelido freddo del nord la valle, mentre i vigneti sono esposti al sole dall'alba al tramonto. Queste particolari condizioni pedoclimatiche, unite ad un'attenzione maniacale sia dei processi di produzione in cantina che di quelli in campo aperto, hanno fatto sì che l'azienda raggiungesse livelli altissimi in termini di qualità. I territori di produzione sono quattro, Grumello, Sassella, Inferno e Valgella e danno il nome alle varie tipologie di vini prodotte.

NOME: Sassella Valtellina Superiore docg
AZIENDA PRODUTTRICE: Nino Negri
VITIGNO: Nebbiolo (Chiavennasca) 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2012
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€
VISTA: Di un bel rosso ramato, penetrabile con la vista.

NOTE OLFATTIVE: Toni caldi ricordano il cuoio, il tabacco, la sella di cavallo sudata, il frutto si fa denso, carico e maturo richiamando alla nostra memoria la mora e il mirtillo, sul finire note erbacee e toni d'alloro invitano ad un gustoso assaggio il fortunato avventore. 
GUSTO: Ingresso avvolgente e corposo, ottimo peso, tannino sottile e raffinato. In bocca il frutto è nettamente più maturo e marcato nel farsi riconoscere, more e mirtilli confermano un' esatta corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo. Sul finale note speziate ricordano il pimento e lasciano spazio ad una lunghissima persistenza.
ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto che sicuramente farà discutere per l'abbinamento eccentrico,  crepes taleggio noci e ciliegie confit.

Crepe taleggio noci e ciliegie confit
Ingredienti per 4 persone:

Per le crepes:
3 uova medie
250 g farina 00
500 ml latte
50 g di burro
1 pizzico di sale

Per il ripieno e la gratinatura
500 g di ciliegie denocciolate
300 g di taleggio
150 g di noci
50 g di zucchero a velo
un pizzico di cannella
50 g di burro
50 g di parmigiano reggiano

Per le crepes:

Fate fondere il burro in un pentolino a fuoco dolce e quando sarà fuso lasciatelo intiepidire. Intanto in una ciotola piuttosto capiente versate le uova e sbattetele con una frusta, unite il latte e amalgamate bene gli ingredienti aggiungendo un pizzico di sale alla fine. Setacciate la farina direttamente nell'impasto precedentemente creato, aggiungete alla fine il burro fuso in precedenza.

Mescolate bene con una frusta fino ad ottenere un composto liscio e vellutato. Cuocete le crepes in una padella antiaderente.

Per il ripieno:

Cotte le crepes prepariamo il ripieno, stendiamo le ciliegie denocciolate in una teglia da forno precedentemente rivestita con carta forno, cospargiamole di zucchero a velo, aggiungiamo la cannella e qualche erbetta aromatica a piacere (menta, timo, alloro), cuociamole nel forno per circa 1 h e 30 min ad una temperatura non superiore ai 90°- 100°. Tagliamo a cubetti il taleggio ed uniamolo alle ciliegie e alle noci, riempiamo le crepes con l'impasto appena creato, posizionate le crepes in una teglia da forno, cospargete le stesse con burro fuso, parmigiano reggiano grattugiato e noci sbriciolate. Lasciate cuocere circa 12 minuti nel forno a 160 modalità grill. Servitele ancora fumanti e sorprendete i vostri commensali con un dolce non dolce, lasciandoli letteralmente a bocca aperta.

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VINO DiVINO. Kalema un rosato prima che il sole tramonti definitivamente sulla nostra estate

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Torniamo a parlare dell'Azienda agricola Fabiana e lo facciamo godendoci gli ultimi scampoli d'estate con un Negroamaro rosato che ci sorprenderà per gusto ed essenzialità da bere, godendoci i tramonti in riva al mare in uno dei tanti punti panoramici che la nostra regione offre.

NOME: Kalema Negroamaro Rosato Salento IGP
AZIENDA PRODUTTRICE: Azienda Agricola Fabiana
VITIGNO: Negroamaro 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€
VISTA: Rosso corallo luminoso

NOTE OLFATTIVE:  Freschi sentori fruttati ricordano la fragolina di bosco, sentori di muschio accompagnano lievi note saline che provocando salivazione invitano all'assaggio.
GUSTO: Fresco, asciutto e sapido. In bocca, i sentori di fragolina di bosco avvertiti durante l'esame olfattivo,  tendono a trasformarsi in sentori di fragola diventando aromi più corposi e rotondi, buona acidità e sul finale buona e lunga persistenza.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto che sicuramente ne esalterà le sfaccettature aromatiche.

Spaghettone di Gragnano con crema di cozze e fonduta di pecorino.
Ingredienti per 4 persone:

500 g di cozze nere a frutto netto
1 patata
½ cipolla
280 g di spaghettoni di Gragnano
150 g di pecorino grattugiato
50 ml di panna fresca
olio evo, sale, pepe q.b.

Preparate la fonduta di pecorino facendo riscaldare la panna a fuoco lento e aggiungendo il pecorino, mescolando con una frusta vigorosamente, a piacere potete aggiungere un pizzico di pepe.
Per la crema di cozze tagliate la patata a fette sottile e mettetela a soffriggere a fuoco lento con olio evo e cipolla tritata finemente, una volta che la patata è cotta aggiungete le cozze, aggiustate di sale ed aggiungete un pizzico di pepe. Frullate il tutto con un frullatore ad immersione.  Cuocete gli spaghettoni di Gragnano al dente e saltateli nella crema di cozze, aggiungete sul piatto terminato la fonduta calda di pecorino.

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VINO DiVINO. Polvanera 17, il Primitivo di Gioia del Colle che sorprende anche i palati più raffinati

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Cantine Polvanera, la forza dell'eleganza. Una scelta aziendale per Polvanera è stata quella in controtendenza di non usare legno in nessuna delle fasi di vinificazione e affinamento, scelta premiata da un'attenta viticoltura, meticolosamente perfetta, mirata alla raccolta e selezione manuale delle uve e al rispetto del territorio. Lavoro che si completa con le competenze enologiche maturate da Filippo Cassano, patron di casa Polvanera sempre pronto ad accogliere nella sua bellissima cantina gli amici e i winelovers che passano da Gioia del Colle.

NOME: Primitivo 17 Gioia del Colle Doc 
AZIENDA PRODUTTRICE: Polvanera
VITIGNO: Primitivo di Gioia del Colle 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 16,5%
ANNATA: Vendemmia 2011
CATEGORIA DI PREZZO:28-35€
VISTA:  alla vista si presenta rosso granato impenetrabile

NOTE OLFATTIVE: dolci sentori fruttati ricordano la prugna, la carruba e la ciliegia sotto spirito, toni speziati rimandano alla memoria il profumo dei dolci natalizi, cannella, chiodi di garofano e vincotto di fichi sul finale sentori vanigliati e leggere note di cioccolata fondente invitano il fortunato avventore all'assaggio. 
GUSTO: : ingresso morbido e dolce, tannino elegantissimo e mai invadente, di ottimo peso corpo e struttura, in bocca permane il piacevole gusto di confettura di prugne, more e ciliegie perfetta corrispondenza con l'esame olfattivo. La lunghissima persistenza fa di questo vino uno dei più buoni della sua categoria. 

ABBINAMENTI:
Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto di mia invenzione, la braciola al contrario. 

Braciola al contrario
Ingredienti per 4 persone:

4 fette di entrecote di manzo tagliata non troppo spessa
8 fette di pancetta fresca
200 g di ragù di manzo ristretto 
100 g di pecorino grattugiato
100 g di mandorle tostate e sbriciolate
olio evo, sale, pepe, aglio, prezzemolo q.b.
1 patata lessa
Per la fonduta:
100 g di pecorino grattugiato
100 ml di panna fresca

Stendete su un ripiano le fette di entrecote, salate, pepate e passate una manciata di pecorino grattugiato. Riponete al centro della braciola il ragù ristretto, chiudete la braciola arrotolandola su se stessa. Arrotolate la pancetta attorno alla braciola e legatela con lo spago. Passate la braciola appena formata in un trito di formaggio, aglio, prezzemolo e mandorle sbriciolate. Ungete una padella antiaderente con un filo di olio, aspettate che si riscaldi e passate la braciola nella padella facendola ben cuocere su tutti i lati, ultimate la cottura in forno a 200°C  per circa 10 minuti. Preparate la fonduta riscaldando la panna a fuoco lento e versandovi il formaggio e un pizzico di pepe.  Tagliate la braciola in due e servite ancora fumante versandovi ben calda la fonduta di pecorino. Buon appetito! 

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VINO DiVINO. Luca Gardini si racconta e parla dei vini pugliesi

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Correva l'anno 2006 era il quattro di luglio e in quell'afosa serata estiva l'Italia si fermava per guardare in tv la semifinale dei mondiali di calcio. Manca un minuto al termine dell'incontro e Grosso, che non era di certo un goleador, infila la porta avversaria con un gran gol che ci portava direttamente a Berlino a giocare e vincere la finale contro la Francia.

Immagino quanti ragazzini davanti alla televisione sognavano di diventare i campioni di domani, i beniamini che tutto il pubblico acclama, alcuni di loro ci saranno riusciti e magari giocheranno i prossimi mondiali, mentre altri ahimè o perché non hanno la stoffa o per sfortuna non arriveranno lontanissimi nel mondo del pallone.

Per chi come me appartiene al mondo del vino è diametralmente simile la sensazione provata nel vedere Luca Gardini vincere il concorso di Miglior Sommelier del Mondo e rimanere incantati davanti alle sue prodezze degustative, altrettanto affascinanti e paragonabili alle prodezze dei più blasonati calciatori.

Luca è uno che il naso lo sa usare fin troppo bene, come recentemente ha dimostrato a milioni di italiani durante la sfida organizzata dal noto programma televisivo “ Le Iene” (http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/296989/casciari-quiz-dei-sommellieres.html), dove il nostro “bomber” ha indovinato in una degustazione alla cieca, 6 vini su 6 indicandone, peculiarità, provenienza e tipologia di vino.

Prendendo ispirazione da Luca, molti giovani si sono affacciati nel mondo del vino ed è guardando le sue “acrobazie enoiche” che sperano un giorno di arrivare lontani. Luca Gardini è una mosca bianca del paradiso “di Bacco”, infatti è uno che  non trattiene per sè alcun segreto, anzi durante i suoi seminari dona tutto se stesso e il suo amore sconfinato per il vino, permettendo a chi lo ascolta di crescere grazie alla sua rubiconda generosità tipica delle genti romagnole.

E' con vero piacere che siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con Luca che ringraziamo a nome di tutta la redazione del Giornale di Puglia e di Vino diVino.


Caro Luca partiamo dalla prima domanda e forse la più scontata: come ti sei avvicinato al mondo del vino?
Sarebbe quasi più corretto dire che non me ne sono mai allontanato… Sono cresciuto in mezzo al vino, mio padre ha sempre fatto il sommelier sia nei ristoranti sia insegnando nei corsi di avvicinamento al vino. Appena ho potuto sono entrato in questo modo e mi ci sono trovato talmente bene dal non esserne ancora uscito.

Quale vino made in Puglia ti è rimasto nel cuore o ti ha colpito maggiormente? 
Uno è poco, inoltre non so se avreste abbastanza spazio se ve li elencassi tutti. Sicuramente il Fiano Minutolo tra i bianchi e, per quanto riguarda i rossi, il duo Primitivo e Negroamaro.

“I giornalisti hanno rovinato il mondo del vino” è una tua testuale citazione e come esempio hai citato proprio il modo di fare “disinformazione” ai danni dei vini pugliesi che fino a qualche anno fa venivano giudicati troppo severamente da una parte della stampa. Tu invece cosa pensi dei vini pugliesi?
 Sono tra i pochi ad avere un forte legame con la terra. Non penso all’alcol o alla concentrazione, ma allo spessore che hanno in bocca. Si sente la materia e le note che la descrivono fanno spesso a gara per emergere. Inoltre quello che non si è ancora capito per i vini pugliesi, specie per i rossi, è che è necessario saperli aspettare. Tanta ricchezza spesso ha bisogno di tempo per trovare un proprio equilibrio.

Quanto è importante per te l'abbinamento cibo-vino in un ristorante? E quanta strada c'è da fare ancora per convincere i ristoratori ad affidarsi alle cure dei sommelier? 
E’ fondamentale, il cibo è fatto per accompagnare il vino e viceversa. Non credo che serva necessariamente un sommelier, quanto una persona che capisca di vino.

Mi diresti le prime tre cose che ti vengono in mente pensando ad un vino pugliese?
Ho già detto materia???? Scherzo, ma non troppo. Parlando di materia non intendo necessariamente eccesso o ridondanza. Solo che se hai tanto da dire, ti serve tempo per portare a termine un discorso.

Qual è il tuo piatto preferito della cucina pugliese? 
Ma come siete avari… uno solo? Bombette per la carne e per il pesce sarei più agevolato se vi dovessi dire una cosa che non mi piace.

Svelaci un segreto: come si degusta davvero un vino e come riesci a riconoscere vitigno e annata della vendemmia? 
Nessun segreto… trattasi di tanto studio e pari talento. Forse ci si accorge meno di questo aspetto, perché alla fine tutti abbiamo un palato. Allo stesso modo tuttavia tutti abbiamo le gambe per giocare a calcio, ma solo alcuni giocano in champions league

Com'è lavorare al fianco di Cracco? 
Un’esperienza che mi ha formato tanto sia a livello umano sia da un punto di vista professionale. Ma ci sono state altre tappe essenziali della mia formazione, ad esempio, non scorderò mai gli anni da Pinchiorri…

Parlaci della tua scuola? 
E’ un format snello, agile, che serve in primo luogo per far capire a tutti che ognuno di noi ha un palato che va allenato, rispettato e per certi versi anche tutelato.

Hai un sogno nel cassetto... puoi raccontarci qualcosa? 
Dopo il Biwa, la mia enoscuola, il mio sito di punteggi (www.gardininotes.com), gli eventi sul vino e le degustazioni in giro dell’Italia che ho il privilegio di condurre spererei più che altro di continuare a dormire, per poter, di conseguenza, continuare a sognare…

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VINO DiVINO. Scopriamo il Verdicchio dei Castelli di Jesi

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Durante uno dei miei viaggi, precisamente al santuario di Loreto, non ho potuto fare a meno di notare nei pressi del santuario un piccolo spaccio aziendale di vini. I vini venduti sono tipici del territorio marchigiano e tra le tante bottiglie ho scelto di acquistare uno dei vini pi rappresentativi della zona, il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Oggi in un caldo fine settimana d'Agosto vorrei condividere con voi questa piacevole esperienza.

NOME:Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa Loreto
  Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico dop
AZIENDA PRODUTTRICE: Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa Loreto
VITIGNO: Verdicchio  100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:5-7€

VISTA:  Giallo paglierino con riflessi verdognoli

NOTE OLFATTIVE:  Fruttato con toni di pesca, erba appena falciata, toni di rosmarino e alloro, fantastici toni minerali preparano il palato e la salivazione all'assaggio.
GUSTO: Ottima acidità, sapido, fresco nei toni balsamici, la frutta in bocca si fa più matura la corrispondenza aromatica è buona, la lunghezza si evolve lasciando in bocca toni di pesca   succosa.

ABBINAMENTI:
Spaghetto aglio e olio su crema di vongole

Ingredienti per 4 persone:
 300g di spaghetti
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
olio evo e prezzemolo tritato e sale grosso qb

Per la crema di vongole:
400 g di vongole
1 patata di medie dimensioni
½ cipolla bianca
olio evo e pepe qb

Iniziamo a preparare la crema di vongole, aprite le vongole a fuoco lento in una padella con il coperchio. Una volta aperte lasciatele raffreddare e separate il frutto dal guscio, filtrate il sughetto che si sarà formato e mettete il frutto delle vongole in ammollo nesso stesso. Prendete una casseruola, metteteci dentro olio evo, cipolla tritata finemente e patata tagliata a cubetti, fate rosolare bene la patata aggiustate di pepe e sale, versateci le vongole con il loro sughetto portate a bollore e passate tutto con un frullatore ad immersione.

A parte preparate un trito con peperoncino e aglio aggiungete l'olio evo e scaldate leggermente la padella senza mai far soffriggere l'aglio, cucinate al dente gli spaghetti, versateli nella padella e fateli saltare aggiungendo prezzemolo tritato. Disponete la crema di vongole su un piatto e aggiungete lo spaghetto aglio olio e peperoncino in modo tale da far decidere ai commensali se mangiarli amalgamati alla crema di vongole o no.

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VINO DiVINO. Felicità, è un bicchiere di vino (vegano) con un panino (giappopugliese)

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Torniamo a parlare di Valentina Passalacqua, la regina del Nero di Troia che dalla sua Apricena alle porte del Gargano ci sorprende con un bianco eccezionale la “Falanghina”, vitigno che in Puglia negli ultimi dieci anni sta riscuotendo enorme successo e sta trovando i terreni ideali per una produzione che punta sempre più alla qualità. 

Quando si parla di Valentina si parla di vini biologici e biodinamici, di vini vegani, di rispetto dell'ambiente e del territorio, di raccolte manuali e lieviti indigeni, ma “bando alle ciance” scopriamo insieme questo vino!

NOME: Falanghina Puglia IGP 
AZIENDA PRODUTTRICE: Valentina Passalacqua 
VITIGNO: Falanghina 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2014
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€

VISTA:  Giallo con riflessi dorati e luminosi

NOTE OLFATTIVE:  Fruttato e floreale, note sottili di vaniglia si perdono in ricordi di posti aldilà dell'oceano, paesi tropicali dove la frutta esotica come la banana e l'ananas inebriano i nostri sensi. Toni erbacei delicati di erba limoncina chiudono un esame olfattivo di gran pregio. 
GUSTO: Asciutto,fresco e sapido. In bocca i sentori tropicali lasciano spazio alla pesca gialla e a frutti riconducibili al nostro territorio, ottima sapidità e freschezza lunga persistenza aromatica.

ABBINAMENTI:
Dall'incontro di due menti creative, quella del sottoscritto e quella del vice campione italiano World Class 2016 Nicola Ruggiero del Katiuscia people & drinks di Giovinazzo è nato il desiderio di creare una serie di  panini Gourmet tra cui ho scelto per voi uno che richiamasse l'unione tra la cultura nipponica e la Puglia, così è nato il TORA!TORA!TORA! Antico motto dei kamikaze del sol levante, il panino si struttura così: tartare di tonno  nebulizzata con vodka al wasabi, stracciatella andriese, crema di datterino giallo e capocollo di Martina Franca. Non vi resta che provarlo in abbinamento alla Falanghina di Valentina Passalacqua o a uno dei fantastici drink preparati da Nicola e Alessandro tra cui l'Happy Harakiri ma non vi svelerò altro.... 

TORA!TORA!TORA!

Ingredienti per 4 persone:
 4 Panini multicereali croccanti
200 g di stracciatella andriese
400 g di tonno rosso (abbattuto) 
50 ml di vodka aromatizzata al wasabi
8 fette di capocollo di Martina Franca
100 ml di passata di datterino giallo
pepe e olio evo qb

Preparate la tartare di tonno tagliando minuziosamente il tonno rosso, condendolo con pepe e olio evo. Riscaldate i panini, tagliateli in due e in sequenza aggiungete la stracciatella andriese, il capocollo di Martina Franca, la tartare di tonno nebulizzata con la vodka al wasabi e concludete con una cucchiaiata di passata di datterino giallo. Gustate il panino ancora caldo... e vedrete che meraviglia. 

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Fiocco, un Fiano del Salento che vi lascerà a bocca aperta...


di AUGUSTO MARINO SANFELICE - Oggi è un piacere ed un onore parlarvi dell'azienda agricola Fabiana di San Giorgio Jonico in provincia di Taranto. Nasce nel 2005 il sogno di ridare valore agli antichi terreni della famiglia Barulli, terreni collocati in agro di Faggiano dove Michele e Fabiana Barulli nel solco della tradizione tramandata da mamma Anna e papà Antonio nel 2008 hanno incominciato a produrre vino, e permettetemi di dire con ottime aspettative e ottimi risultati. Oggi visto che il clima ci invita a bere vini bianchi, parleremo di “Fiocco” un Fiano vinificato in purezza,  certamente nei mesi a venire avremo modo di parlare degli ottimi rossi prodotti dalla famiglia Barulli, quindi restate sintonizzati e non perdetevi le prossime puntate i Vino diVino.


NOME: Fiocco Fiano  Salento Igt
AZIENDA PRODUTTRICE: Azienda Agricola Fabiana
VITIGNO: Fiano 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€


VISTA:  Giallo paglierino con riflessi dorati.


NOTE OLFATTIVE: intenso, fruttato e floreale, gli aromi percepiti richiamano le zeste di limone, la polpa ancora non perfettamente matura del mandarino, toni fruttati ricordano la pesca bianca e il mango, i toni floreali esprimono sentori di zagara e il gelsomino, avvolti in note saline tipiche dei vitigni coltivati non troppo lontani dal mare.
GUSTO:  Fresco, sapido e asciutto. In bocca le tonalità tropicali si esaltano, la corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo e totale, nel complesso il vino ci trasporta verso una lunghissima persistenza.
ABBINAMENTI:
L'abbinamento che ho deciso per voi è uno dei prodotti ittici tipici tarantini, ovvero la cozza, rivisitata dal mio estro.


Cozze nere tarantine con marinatura al peperoncino e limone




Ingredienti per 4 persone:


600 g di cozze nere tarantine
150 g di sale
150 g zucchero di canna
Olio evo, peperoncino fresco, scorza di limone qb.
Aprite con maestria le cozze nere tarantine accertandovi che siano il frutto di una vendita regolare che prevede la depurazione delle stesse. Una volta aperte create una mistura di sale e zucchero integrale, unitevi il peperoncino fresco sminuzzato e la scorza del limone. Riempite le cozze con la mistura e mettetele a marinare nel frigo per almeno due ore. Una volta pronte lavatele sotto abbondante acqua fresca corrente e gustatele con un filo d'olio magari accompagnandole con del pane abbrustolito e ripassato nell'aglio.


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VINO DiVINO. Speziale, un vino che suscita dolci ricordi

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Calde notti, ricordi di paesi lontani, danzatrici nascondono la loro identità dietro un velo.... la capacità di farmi viaggiare, di farmi riaffiorare alla mente ricordi passati è una delle metriche, assolutamente personali, che uso nella valutazione di un vino. Speziale, un Negroamaro prodotto dall'azienda Trullo di Pezza, è riuscito a sedurmi e a conquistarmi facendomi viaggiare in luoghi lontani.

NOME: Speziale Igt Salento

AZIENDA PRODUTTRICE: Trullo di Pezza

VITIGNO: Negroamaro 100%

GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%

ANNATA: Vendemmia 2015

CATEGORIA DI PREZZO:10-15€

VISTA: alla vista si presenta di un bel rosa melagrana brillante

NOTE OLFATTIVE: sottili e dolci sentori di agrumi tra cui spiccano pompelmo e mandarino cinese. Toni leggeri di spaziatura ricordano lo zenzero e la cannella, chiudono gioiosi sentori vinosi e sentori di piccoli frutti rossi.

GUSTO: fresco, sapido di ottima struttura e acidità, in bocca richiama la speziatura, il sentore dei frutti rossi più maturi e dell'arancia sanguinella.

ABBINAMENTI:
Il massimo della goduria dei sensi sarebbe berlo come aperitivo con un invitante focaccia calda barese, magari accompagnata da mortadella (pugliese) e provolone piccante. 

Focaccia Barese

Ingredienti per 4 persone:

250 g di farina 00
250 g di semola rimacinata
300 g di pomodorino ciliegino
60 g di acqua tiepida
250 g di acqua a temperatura ambiente
1 patata lessa
13 g di lievito di birra
Olive in salamoia con nocciolo, sale grosso, sale fino, olio evo, origano e zucchero q.b.

Sciogliete il lievito di birra nell'acqua tiepida con un pizzico di zucchero, aggiungete circa 40 g di farina e lasciate agire il lievito per circa 30 minuti. Schiacciate la patate e disponete al centro del tavolo assieme alla farina restante e alla semola, aggiungete poco per volta l'acqua a temperatura ambiente il sale, due cucchiai d'olio e il composto con il lievito lasciato agire precedentemente, adesso è il momento di rimboccarsi le maniche ed impastare (se avete una planetaria è meglio).
Una vola che l'impasto risulterà liscio ed omogeneo,  mettetelo a lievitare a temperatura costante per circa 3 ore.  Quando l'impasto sarà pronto, disponetelo in una teglia (preferibilmente di ferro), precedentemente oleata, e bagnandovi le mani di olio stendetelo con i polpastrelli cercando di coprire tutto il perimetro della teglia. Condite la focaccia con i pomodorini, schiacciandoli e premendoli contro l'impasto, aggiustate di sale e condite con origano a piacere e olive.  Cuocete nel in forno statico a 230° per circa 20-25 minuti, controllando la cottura soprattutto della parte inferiore della focaccia. Gustatela ancora fumante e accompagnatela ad un buon calice di vino.

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VINO DiVINO. Il migliore Chardonnay di Puglia?

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI  Il sole di Manduria con la sua forza risplende e dona calore ai vigneti della famiglia Angelini. E' proprio qui nella pianura che sovrasta il mare, dove l'estate si toccano anche i 40°, temperature che notoriamente non sono indicate per l'allevamento di vitigni a bacca bianca, che accade il miracolo. Sarà la terra, sarà il sole, sarà la mano dell'uomo o saranno tutti e tre i fattori uniti insieme ma lo Chardonnay Poderi Angelini è proprio un storia da raccontare, un territorio, una poesia da bere.

Vino recentemente non solo eletto da me (umile giornalista) miglior Chardonnay di Puglia ma soprattutto eletto campione del mondo con tanto di medaglia d'oro, da una giuria di super esperti al concorso dedicato agli Chardonnay del mondo.

NOME: Chardonnay Igt Salento
AZIENDA PRODUTTRICE: Poderi Angelini
VITIGNO: Chardonnay 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 14%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€

VISTA:  Alla vista si presenta color dell'oro.

NOTE OLFATTIVE: Al naso si avvertono note mandorlate ed esotiche che ci ricordano il mango, la papaya, l'ananas un mix tropicale sorprendente.
GUSTO:  In bocca è avvolgente, di ottimo peso, esatta è la corrispondenza con l'esame olfattivo, sul finale note sapide preparano il palato ad una lunghissima persistenza.
ABBINAMENTI:
L'abbinamento che ho deciso per voi è uno dei piatti che realizzo nel nuovo ristorante 32 Sedie dove ho l'onore di dirigere la cucina.

Orecchiette con crema di ciliegino giallo, colatura d'alici di Cetara e pane tostato alle erbe.

Ingredienti per 4 persone:

280 g di orecchiette fresche
20 ml di colatura di alici di cetara
500 g di pomodorino ciliegino giallo
100 g di pane raffermo
½ cipolla rossa,olio evo, sale, pepe, zucchero integrale di canna, salvia, rosmarino, maggiorana e alloro q.b.

Tritate finemente la cipolla, fatela rosolare in una casseruola con un filo di olio evo, aggiungete i pomodorini, aggiustate di sale, pepate e lasciate cuocere a fiamma bassa. Quando il pomodoro sarà cotto, passatelo in un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema densa, aggiungete un cucchiaino di zucchero di canna per contrastare l'acidità spiccata del pomodoro giallo. Cuocete a parte in abbondate acqua salata le orecchiette, tritate il pane raffermo e tostatelo in una padella antiaderente con olio ed un battuto di spezie.  Saltate in padella la pasta con la crema di pomodoro, aggiungete la colatura d'alici e completate il piatto con il pane raffermo tostato.

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VINO DiVINO. Muina: a qualcuno piace freddo

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — A qualcuno piace freddo... Ebbene si, in barba a tutti i pareri degli esperti a qualcuno il vino rosso piace freddo, certamente non ghiacciato, e sarebbe più opportuno dire fresco; fresco perché un vino rosso va servito ad una temperatura di 16-18 gradi e mai a temperatura ambiente, quindi di conseguenza se la calura estiva supera i 30 gradi, bere un vino a 16 gradi vuol dire bere un vino fresco ed è con questa doverosa premessa che vado a presentarvi il “Muina” ultimo vino nato in casa, Cantine Due Palme a Cellino San Marco.

Oltre 1200 soci per questa cooperativa agricola esempio di eccellenza tutta made in Puglia, i controlli sulle uve sono meticolosi e partono dai vigneti, nulla è lasciato al caso ed i risultati sono tangibili e riscontrabili nei numerosi premi riscossi dai vini di Cantine Due Palme nei concorsi enologici nazionali ed internazionali.

Una delle punte di diamante tra le numerose risorse aziendali è sicuramente la brava e bella addetta stampa, Monica Caradonna che ringrazio per avermi fatto scoprire ed apprezzare i vini prodotti da Cantine Due Palme.

NOME: Muina Syrah Salento IGP
AZIENDA PRODUTTRICE: Cantine due Palme
VITIGNO: Syrah
GRADAZIONE ALCOLICA: 13 %
ANNATA: Vendemmia 2014
CATEGORIA DI PREZZO:10-14€
VISTA: Rosso rubino con intensi riflessi violacei.

NOTE OLFATTIVE: Aromi vinosi e dolci accarezzano i nostri sensi, trasportandoci in paesaggi caldi e mediorientali, boschi fitti di ciliegi, succo di prugne mature, toni mandorlati ed erbacei ci spingono verso sfumature  speziate che ci guidano in uno dei mercati di  Marrakech.

GUSTO:  Armonico e fresco, sorretto da una buona acidità che richiama subito un altro assaggio. Il vino è un gran piacione, il fruttato è molto presente nelle sfumature di ciliegia e prugna, il tannino si porta dietro un'ottima persistenza che richiama in bocca note dolci e mandorlate.

ABBINAMENTI: L'abbinamento ideale è una giusta unione tra la sapidità della colatura d'alici di Cetara e la tenerezza del filetto di Podolica, un piatto che unisce terra e mare in un caldo e armonico ballo.

Filetto di Podolica alla griglia con mayo alla colatura di alici di Cetara.

Ingredienti per 4 persone:

400g di filetto di Podolica
Per la Mayo:
2 tuorli a temperatura ambiente
25 ml di succo di limone
3 g di aceto di vino bianco
250 ml di olio evo
20 g di colatura di alici di Cetara
Sale q.b.
Per preparare la mayo alle alici preparate versate i tuorli, l'aceto, la colatura di alici il sale e il succo di limone in una ciotola, iniziate a sbattere con una frusta elettrica per circa 3-4 minuti, aggiungete a filo l'olio evo e montate finché il composto non risulti denso ed omogeneo. Scaldate la griglia, arrostite il filetto secondo la cottura desiderata e guarnite il piatto con misticanza e sbuffi di mayo alla colatura di alici di Cetara.

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VINO DiVINO. 10 Grana un Fiano che profuma di macchia mediterranea

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Nel 2012 a Maruggio nei pressi di Manduria, terra da sempre vocata alla viticoltura, da un'idea delle sorelle Lacaita nasce un'azienda vitivinicola che si concentra tutt'attorno ad un'antica Masseria pugliese risalente al 1830. Seguendo la passione per la terra, tramandata dal padre Pietro, Marika e Simona Lacaita hanno ridato nuova vita all'azienda di famiglia portando innovazione ma senza dimenticare la parola “tradizione”, nel loro vino si racconta una storia che parla di territorio e tanta voglia di crescere... strada tutta in discesa per Trullo di Pezza che inizia l'avventura con vini di grande fascino e ricercata raffinatezza.

NOME:  10 Grana Fiano Salento Igp
AZIENDA PRODUTTRICE: Trullo di Pezza
VITIGNO: Fiano 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5 %
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:12-16€

VISTA: Giallo paglierino di grande luminosità.

NOTE OLFATTIVE: Sorprende la vivida sincerità, vino dalle complessità aromatiche indiscusse, i sentori si perdono in una macchia mediterranea fantastica e ricchissima di vegetazione, salvia, rosmarino e alloro colpiscono per il loro modo di essere presenti ma assolutamente non sovrastanti rispetto ai sentori fruttati e minerali. A tratti toni balsamici accarezzano il naso per poi chiudersi in note fruttate e vellutate.

GUSTO: in bocca è il riepilogo di ciò che è stato al naso, la corrispondenza aromatica è buona, sorprende l'ottima acidità e la mineralità probabilmente espressa dalle spiagge di Maruggio vicine ai vigneti aziendali. Buona persistenza aromatica che riempe la bocca di frutta estiva come le pesche noci.

ABBINAMENTI: L'abbinamento di oggi è un che unisce in un unico abbraccio mare e terra. Ricotta al pimento della Giamaica con gambero rosso di Gallipoli marinato alla pesca noce. 

Ingredienti per 4 persone:

500 g di ricotta fresca vaccina
2 Pesche noci biologiche
Pimento della Giamaica q.b.
50 g di zucchero integrale di canna
400 g di gamberi rossi di Gallipoli
olio evo, menta e pepe in grani, qb

Setacciate la ricotta fresca e montatela con una frusta unendovi del sale e il pimento della Giamaica, mettete il composto in frigorifero. A parte sgusciate i gamberetti utilizzando dei guanti in lattice per evitare contaminazioni batteriche. Mettete a marinare in frigo i gamberi rossi di Gallipoli con sale, pimento della Giamaica, zucchero integrale di canna e succo di pesca noce. Passate 5 ore montate il vostro piatto con la ricotta al centro e i gamberetti marinati sopra, guarnite con cubi di pesca noce e menta. Gustate il piatto accompagnandolo al 10 Grana fresco ma non ghiacciato ad una temperatura di 12 gradi.

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VINO DiVINO. Tormaresca, in Puglia uno Chardonnay della famiglia Antinori

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI —  Finalmente è iniziata l'estate, le giornate passate al mare e le cene sulla spiaggia sono la giusta cornice per i vini bianchi pugliesi. Oggi voglio parlarvi di Tormaresca un'azienda nata dalla prestigiosa famiglia Antinori che ha fatto la storia del vino in Italia e nel Mondo “Eravamo, come sempre, io e Cotarella, a metà degli anni Novanta. Sentii subito che qui c’erano uve antiche, risalenti addirittura alla Magna Grecia, che ancora dovevano sbocciare, enologicamente parlando. Se altrove, arrivando in una nuova zona vinicola, eravamo dovuti partire dalla selezione e rielaborazione delle viti e dei terreni, qui la situazione era molto diversa: le uve erano splendide, i terreni perfetti, ma si sentiva la mancanza, a mio parere, di strutture e procedure moderne orientate alla qualità “(Piero Antinori, Il profumo del Chianti – Storia di una famiglia di vinattieri, Mondadori – 2011)

NOME:  Chardonnay Puglia IGT
AZIENDA PRODUTTRICE: Tormaresca
VITIGNO: Chardonnay 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5 %
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:8-12 euro
VISTA: Giallo paglierino brillante e luminoso.

NOTE OLFATTIVE: Note dolci e fruttate ricordano l'ananas, la pesca bianca e il mango con un accenno di banana. Tonalità floreali richiamano alla memoria la vaniglia, ed i fiori di limone.

GUSTO: In bocca si presenta ben strutturato, con una discreta acidità gentile freschezza e mineralità.  La corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo è totale, la lunga persistenza aromatica chiude il nostro assaggio.

ABBINAMENTI: L'abbinamento di oggi è un piatto semplice che saprà conquistare anche i palati più esigenti.

Salmone marinato all'arancia su crema di fave novelle e olio evo. 

Ingredienti per 4 persone:

500 g di salmone fresco
2 arance biologiche
300 g di sale integrale di Cervia
300 g di zucchero integrale di canna
500 g fave novelle
olio evo e pepe in grani, qb

Unite lo zucchero integrale di canna al sale integrale di Cervia. Prendete il filetto di salmone e cospargetelo con succo di arance fresco, pepe in grani e scorzette di arancia, lasciatelo marinare possibilmente sottovuoto per circa due ore in frigorifero. Passate due ore asciugate il salmone e copritelo completamente con il composto di sale e zucchero, ponetelo in un contenitore chiuso e mettetelo in frigorifero per circa 24 ore a marinare. Il giorno dopo sciacquate ed asciugate per bene il salmone. Preparate la crema di fave novelle sbollentando brevemente le stesse in abbondante acqua, raffreddandole poi in acqua e ghiaccio per fissarne il colore. Frullate con un frullatore ad immersione le fave unendo sale ed olio evo al composto. Ponete la crema di fave sul fondo di un piatto adagiate alcune fette di salmone marinato al centro, guarnite con olio evo, pepe rosa in grani e fiori eduli.

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VINO DiVINO. Un dubbio vi tormenta? Sommelier o Assaggiatore, una simpatica intervista doppia vi aiuterà a dormire la notte

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — La domanda è di quelle che non fanno dormire i winelover la notte, è una di quelle domande tipo è nato prima l'uovo o la gallina? Oggi, in esclusiva, Vino diVino ha cercato e scovato per voi due esperti di vino: uno è un sommelier, l'altro è un assaggiatore. Che differenza passa tra i due “mestieri”? Proviamolo a chiedere ai diretti interessati in una singolare intervista doppia.

Nome e cognome?

Sommelier: Pasquale Ieva

Assaggiatore: Vito Antonio Mangialardo

Età?

S: Ormai alla soglia dei 44.

A: 43 anni.

Professione nel mondo del vino?

S: Sommelier AIS, per passione.

A: Assaggiatore di vino Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), Consigliere della delegazione di Bari.

Professione reale?

S: Imprenditore nel campo del commercio\lavorazione alluminio\pvc

A: Cuoco, responsabile di cucina dello Steam Pub & Dreams.

Com'è nata la tua passione per il vino?

S: Non so di preciso quando è nata la mia passione per il vino, ma sicuramente fin dai tempi della scuola elementare, dove, pranzando a casa di un'anziana zia, quest'ultima mi esortava dicendomi:
Pasquale, bevi il Vino che devi andare a scuola. Ecco, queste erano le prime avvisaglie della mia futura passione!

A: La passione per il vino è nata quando ero poco più che bambino, accompagnando mio padre quando si recava per cantine ad acquistare il vino che consumavamo regolarmente a casa. Per me era un momento entusiasmante, l’odore della cantina mi piaceva un sacco, e seppur oggi sappia bene, che prima dei 16/17 anni, non andrebbe neanche assaggiato il vino. Il momento più bello era proprio quando mio padre mi concedeva di bagnarmi appena le labbra con il vino appena acquistato. Guardavo mio padre, e il più delle volte, dopo aver assaggiato, gli consigliavo il vino dalla gradazione alcolica più alta, che quasi sempre era un Primitivo. Oggi i tempi sono cambiati, ed ai bambini giustamente non si permette più di bere il vino diluito con l’acqua, anch’io porto mia figlia in cantina, alla quale però non faccio assaggiare il vino, ma glielo faccio solo annusare dal bicchiere. E’ troppo divertente, perché in tutti i vini sente la ciliegia sotto spirito.

Rossi, bianchi o rosati?

S: Non ho preferenze, consumo sicuramente più rossi ma non disdegno i bianchi ed i rosati, anche in virtù del gioco degli abbinamenti.

A: Domanda per me irrilevante; non ho una tipologia di vino preferita.
Ogni vino che racconta una storia, un'emozione, un momento particolare, è per me il preferito.

Dicci un luogo comune sul mondo del vino?

S: Il vino rosso si beve a temperatura ambiente!

A: Vino e salute. È forse il luogo comune più diffuso, ed anche il più pericoloso a mio avviso, perché il rischio di trasmettere messaggi sbagliati, soprattutto ai più giovani, è alto. Dire che il vino rosso è ricco di resveratrolo, cioè una fitoalessina dall’attività antiossidante ed antinfiammatoria, è un’assoluta verità, ma da qui a consigliarlo per motivi salutistici ce ne passa. Il vino contiene sempre l’etanolo, molecola certamente epatotossica che in certe condizioni può portare alla dipendenza. Sarebbe quindi sempre consigliabile un uso moderato, cosa che purtroppo non sempre avviene.

Dicci un luogo comune sui vini pugliesi?

S: I vini pugliesi sono troppo pesanti ed alcolici e vanno bene per i tagli.

A: Un luogo comune diffusissimo sui vini pugliesi, è quello che li vedrebbe ottimi, solo come vini da taglio. La verità, come si dice, è sempre nel mezzo, e cioè avendo una produzione regionale che va, a seconda dell’annata, dai 5 ai 7 milioni di ettolitri, è facilmente intuibile che buona parte della produzione finisca venduta sotto forma di cisterne, che spesso vanno verso nord. Ma non bisogna dimenticare che negli ultimi anni la produzione enologica pugliese ha visto un incremento pazzesco della qualità. Ne sono la riprova, le tante etichette pugliesi che risiedono stabilmente nelle guide nazionali più importanti.

Apocalisse zombie, dimmi 5 vini che ti porteresti in un bunker aspettando la fine del mondo.

S: Dei vini che rappresentino le varie zone della nostra Italia, isole comprese.
Un piemontese, un nebbiolo; magari un Gattinara riserva Travaglini; un vino che racchiude tutta l’eleganza e la forza del nebbiolo.
Un toscano, come il Solaia; un vino che descriverei come “opera d’arte”, come “opera d’arte”è il territorio in cui nasce, la Toscana.
Un pugliese, ES, di Gianfranco Fino. La Puglia nel calice. Un vino che ha contribuito alla rinascita del vino pugliese e, forse più di altri, ha contribuito a farlo conoscere oltre i confini nazionali.
Un siciliano. Come può mancare un passito o un marsala di Marco De Bartoli. Penso opterei per il Bukkuram Padre della Vigna. Lo descriverei come “un abbraccio tra sole, mare, terra e cielo”.
E per finire, un vino sardo, potente ed elegante al tempo stesso; cocciuto, ma intrigante e ricco.
Come dire, “un sardo”.

A: Non indico 5 etichette ma i vitigni dei vini che, aspettando la fine del mondo, non vorrei mancassero nel mio bunker:  un Aglianico del Vulture, un Primitivo, un Negramaro, un Nero di Troia, un Nebbiolo, un Sangiovese, uno Chardonnay, un Sauvignon Blanc, un Traminer Aromatico, un Montepulciano D’Abruzzo, un Moscato ed un Malvasia etc.etc. Mi rendo conto che la domanda mi chiedeva solo 5 vini, ma permettetemi di aspettare la fine del mondo nel modo migliore bevendo bene e senza ristrettezze.

Quale futuro prevedi per i vini pugliesi?

S: Il vino pugliese ha, già da qualche anno, intrapreso un percorso di ricerca di qualità assoluta, che lo porterà ad essere tra i principali protagonisti a livello non solo nazionale.
Grazie anche alla riscoperta e valorizzazione di tanti vitigni autoctoni, come Minutolo, Bianco d’Alessano , Susumaniello ecc…

A: Come rispondevo qualche domanda più su, la strada intrapresa per la produzione di vini di qualità è quella giusta, resta tanto lavoro da fare per rendere il “Sistema Puglia” più efficiente. Per sistema intendo quella rete creata tra associazioni di settore, produttori, ed istituzioni che non sempre lavorano in sintonia. Diciamo così, il vino lo sappiamo fare benissimo, il marketing territoriale un po’ meno. Un esempio degno di nota che fa eccellente promozione ai vini pugliesi nel mondo è il “caso” dei Rosati.

Il vino che più ti ha emozionato nel corso della tua carriera?

S: Ci sono molti vini che mi hanno emozionato. Forse l’Ornellaia, perché è stato uno dei miei primi “grandi vini”, degustato in verticale. Ed emozionarsi ad ogni calice, ad ogni annata, è stata un’ esperienza difficile da dimenticare.

A: Un Brunello di Montalcino, un Primitivo, uno Chablis, ah uno!? Scusa mi sono fatto prendere la mano.

Hai un sogno nel cassetto, puoi raccontarcelo?

S: Un sogno semplice, forse realizzabile. Un viaggio in Francia, abbastanza lungo da farmi attraversare le varie regioni vitivinicole d’oltralpe e farmi toccare con mano le varie peculiarità di esse.

A: No, sono troppo realista per lasciarmi andare ai sogni. Molti mi raccontano quello che sognano, io invece, ho molta difficoltà a dormire, figuriamoci a sognare. I progetti, quelli si, non mi mancano, e non devono mai mancare, ma non credo che possano confondersi con i sogni.

Fatti una domanda e datti una risposta.
Che cosa vorresti di diverso nel mondo del vino?

S: Preferirei un maggiore controllo degli organi preposti, affinché si limitino al massimo le frodi, o le presunte tali. Che danneggiano l’immagine del vino italiano nel mondo. Ed ultimamente ce ne sono state molte. Alcune, per fortuna, con risvolti positivi.

Fatti una domanda e datti una risposta. 
Credi che la Puglia possa ambire a traguardi sempre più prestigiosi dal punto di vista dei Beni Enogastronomici?

A: Assolutamente sì, ci vuole tanto da fare, ma abbiamo le competenze per affrontare questo tipo di sfide.

Per l'occasione in comune accordo con i nostri intervistati abbiamo voluto recensire insieme uno dei vini più rappresentativi prodotti nella nostra regione, il Five Roses di Leone de Castris, primo rosato in Italia ad essere imbottigliato, pensate nei primi anni del 900.

NOME: Five Roses, Salento rosato IGT 2015
AZIENDA PRODUTTRICE: Leone de Castris
VITIGNO: Negramaro 90%, Malvasia nera di Lecce 10%
GRADAZIONE ALCOLICA: 11,5%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO: 7-12€

VISTA:
Giornalista: Rosa cerasuolo, luminoso e brillante.
Sommelier: Di un bellissimo colore rosso cerasuolo, abbastanza consistente.
Assaggiatore: Alla vista colpisce per il caratteristico rosa cerasuolo molto bello ed accattivante

NOTE OLFATTIVE:
Giornalista: Al naso come una carezza colpisce il suo tocco di pesca matura, il frutto si identifica più vividamente roteando il bicchiere in una ciliegia non molto matura, quasi croccante; a  mettere in risalto la freschezza della ciliegia,leggeri toni di fragoline di bosco si amalgamano con note erbacee e minerali.
Sommelier: Intenso, abbastanza complesso, di qualità fine. Fruttato, floreale, leggeri cenni minerali. Note di ciliegia, fragolina di bosco, lamponi, melograno, leggero agrumato di pompelmo rosa. Rosa, violetta, geranio, cenni salini.
Assaggiatore:  Al naso si evidenziano soprattutto ciliegia e piccoli frutti di bosco.

GUSTO:
Giornalista: In bocca si presenta morbido, di buon peso e pieno, la salivazione è continuamente stimolata da sentori citrini che ricordano il succo del pompelmo rosa, ottima corrispondenza aromatica e buona persistenza che ci lascia intravedere tutte le potenzialità di questo vino.
Sommelier: Secco, abbastanza morbido, abbastanza caldo, fresco e sapido. Di corpo, equilibrato, abbastanza intenso, persistente e fine. Pronto ed armonico.
Assaggiatore:  In bocca risulta fresco, rotondo e molto persistente.

ABBINAMENTI:
Giornalista: Sashimi di spigola (branzino) su letto di misticanza e dressing al pompelmo rosa e olio evo da “Peranzana”.

Sommelier: Provatelo in abbinamento con il sushi.

Assaggiare: Lo abbinerei al nostro Pink Fish, che serviamo allo Steam, un hamburger di salmone con insalta, julienne di carote, pepe rosa,succo di limone, majonese e crema di lime e the verde. 

VINO DiVINO. Farsi sedurre da un vino pugliese senza solfiti

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — L'estate è alle porte ma c'è una sparuta minoranza di persone, tra cui il sottoscritto, che non riescono proprio a rinunciare al vino rosso. Così parcheggiata sulla credenza del soggiorno di casa c'era una bottiglia regalatami dal buon Luigi Di Tuccio che per me è stata dolce incantatrice. Sembravo Ulisse in preda alle sirene, solo che il richiamo era di tutt'altra natura, “bevimi... bevimi... sono un vino biologico... sono senza solfiti... bevimi..” e così è stato, con sommo dispiacere, perché avevo rimandato l'assaggio dei rossi a Settembre, ho assaggiato il “Senza Zolfo” rosso naturale dell'azienda Antica Enotria rimanendone piacevolmente sorpreso.

NOME: Senza Zolfo Puglia IGT Vino Biologico zero solfiti
AZIENDA PRODUTTRICE: Antica Enotria
VITIGNO: Montepulciano Nero di Troia
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5 %
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:12-16€
VISTA: Violaceo intenso.

NOTE OLFATTIVE: Il vino in questione è vinificato secondo il metodo antico, senza l'aggiunta di lieviti e soprattutto senza solfiti. Premesso questo il vino non presenta la benché minima ombra di di difetti, complimenti al produttore. Al naso si presenta dolce, ruffiano con sentori di ciliegia Ferrovia matura, amarena “Fabbri”, la speziatura è vasta e comprende spezie che vanno dalla cannella, allo zenzero fino ad arrivare ai chiodi di garofano. Leggeri sentori balsamici ricordano, la menta e l'eucalipto. Conclude la nostra analisi sensoriale un tocco di mandorla che ci prepara ad un dolce assaggio.

GUSTO: In bocca si presenta dolce e suadante, la corrispondenza aromatica con l'analisi olfattiva è totale, tannini sottilissimi, media persistenza.

ABBINAMENTI: L'abbinamento ideale è da ricercasi nel territorio della Daunia.

Bufala del Gargano affumicata, con salmone carpacciato e prosciutto di Faeto. 

Ingredienti per 4 persone:

100 g di prosciutto di Faeto
500 g di salmone fresco (abbattuto)
4 mozzarelle di bufala del Gargano affumicate da 100g
olio evo, sale, pepe, pepe rosa in grani, succo di limone femminello del Gargano, q.b.
Il piatto è facilissimo da preparare e si adatta molto alla cucina fresca e estiva.

Prepariamo il salmone affettandolo delicatamente cercando di non romperlo, mettiamo a marinare per circa 1h le fette del salmone (abbattuto) con olio evo, sale, pepe, pepe rosa in grani e succo di limone. Componiamo il piatto avvolgendo la mozzarelle di bufala affumicate nelle fette di prosciutto di Faeto, finiamo la preparazione del piatto aggiungendo il salmone alla base della mozzarella e completiamo con un filo di olio evo.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su redazionevinodivino@yahoo.com Facebook Fan Page: Vino divino Press 
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