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giovedì, marzo 23, 2017

Terrore ad Anversa, auto tenta di schiantarsi sui passanti

(ANSA/EPA)
ANVERSA - Torna la paura in Belgio poche ore dopo l'attacco a Londra. Un'auto avrebbe cercato di schiantarsi sulla folla sull sul Meir, la via principale pedonale della città, piena di giovani. Non ci sarebbe nessun ferito, l'auto è stata intercettata dai militari e il sospetto è stato arrestato.  L'uomo si chiama Mohamed R., un francese domiciliato in Francia, nato nel 1977, ha annunciato la Procura federale belga.

Numerose le armi ritrovate nel bagagliaio dell'auto, una Citroen rossa immatricolata in Francia: armi bianche, un'arma antisommossa e una tanica "contente un prodotto non ancora identificato".

Il primo cittadino di Anversa, Bart de Wever, ha evocato un "attentato sventato" nella sua città.

Londra, attacco 'legato al terrorismo islamico' VIDEO

(ANSA/AP)
L'attacco di ieri a Westminster è "legato in qualche forma al terrorismo islamico". Così il ministro della Difesa britannico, Michel Fallon, in un'intervista radiofonica alla Bbc. Gli investigatori, ha sottolineato Fallon, "hanno lavorato duro nella notte sul retroterra (dell'attentatore), oltre che per stabilire come si sia procurato l'automobile (con cui ha investito i passanti), dove la vettura sia stata negli ultimi 1-2 giorni e chi abbia potuto o non potuto aiutarlo".

La regina Elisabetta offre i suoi ''pensieri, preghiere e la più profonda solidarietà'' a quanti coinvolti dalla ''terribile violenza'' dell'attacco di Londra.

L'attentatore dell'attacco di Londra "è stato ispirato dal terrorismo internazionale". E' quanto sta emergendo dalle indagini condotte da Scotland Yard - secondo quanto riferito dal vice capo della polizia di Londra Mark Rowley - che ribadisce che l'uomo avrebbe agito da solo, mentre i sette arresti compiuti in diverse località del Paese riguardano possibili fiancheggiatori ma non complici.

RAID POLIZIA, 8 ARRESTI - Sono 8, secondo quanto riporta il sito della Bbc, i fermi effettuati dalla polizia nei raid legati all'attacco di ieri a Westminster. Secondo la Cnn, i sette arresti sarebbero stati compiuti in almeno sei diversi indirizzi in varie località del Paese.


di PIERO CHIMENTI - Cruento attacco a Londra ieri pomeriggio, esattamente un anno dopo Bruxelles. Ucciso l'attentatore che ha ferito 40 persone. Cinque in tutto le persone uccise e venti i feriti dopo l'attacco davanti al Parlamento inglese.

Tra i feriti una donna romana e una giovane bolognese: quest'ultima vive a Londra da sei anni ed è rimasta lievemente ferita.

L'attentatore, un uomo di origini asiatiche, è stato ucciso da dei colpi di pistola sparati da agenti in borghesi nei pressi del cancelli del Westminster.

(ANSA/AP)
Scattato il piano di sicurezza in difesa della regina che si troverebbe a Buckingham Palace, con agenti armati e la chiusura dei cancelli.

IL BILANCIO FINALE: 5 VITTIME, 40 FERITI - Attimi di paura a Londra, dove 40 persone sono rimaste ferite in un attacco al Parlamento. Cinque le vittime.

Un agente di polizia è stato accoltellato nel cortile del Parlamento dall'assalitore che era sceso dalla macchina dopo essere passato sul Westminster bridge. Lo riferisce il leader dei Comuni, David Lidington.

L'IRRUZIONE IN 4X4 SULLA FOLLA - L’individuo a bordo di un’auto ha prima investito diversi pedoni lungo il Westminster Bridge – il ponte che conduce al Parlamento di Londra – prima di andarsi a schiantare contro la recinzione di ferro dello stesso Palazzo di Westminster. Dopo lo schianto, l’uomo sarebbe uscito dall’auto con l’intenzione, secondo diversi media, di penetrare all’interno del Parlamento; imbattutosi in un poliziotto lo ha accoltellato, ferendolo; l’agente ha reagito prontamente abbattendolo a colpi d’arma da fuoco.

In una nota, la polizia ha dichiarato che i fatti di Westminster “sono al momento trattati come incidente terroristico sino a diversa prova”.

Sospesa la seduta ed evacuata dal Parlamento di Westminster la premier britannica Theresa May che si trovava al suo interno quando è avvenuto l'attacco. Ne dà notizia un testimone a Sky News. Secondo i media l'assalitore, armato di coltello, è stato colpito e ucciso.

"THERESA MAY STA BENE" - La premier britannica Theresa May sta bene e “non è stata coinvolta nell’incidente”, aveva fatto sapere Downing Street dopo le notizie di un’evacuazione d’urgenza della premier. Testimoni oculari hanno visto un gruppo di agenti di sicurezza che scortavano la May verso una Jaguar color argento.

Londra, l'euroterrorismo continua

(ANSA/AP)
di NICOLA ZUCCARO - "Evento terroristico". La conferma a stretto giro di Scotland Yard - in attesa della 'definitiva' rivendicazione - indica lapidariamente il ritorno, a partire da Londra, del terrorismo. Dopo Parigi, e a distanza di 1 anno dagli attentati di Bruxelles, l'Europa continua ad essere il bersaglio di atti che, forse anche per la Capitale del Regno Unito, hanno come unica regia quelle cellule collegate all'Isis.

L'attentato di mercoledì 22 marzo 2017 nel cuore di Londra assume una maggiore risonanza nel momento in cui si pensa, e con non poca preoccupazione, all'imminente evento a Roma di sabato 25 marzo 2017, con la celebrazione dei 60 anni dalla firma dei Trattati europei del 1957.

L'innnalzamento del livello d'allerta sarà sufficiente a prevenire un attentato con una dinamica simile se non identica a quello di Londra? Nell'auspicio che ipotesi di codesta portata vengano cancellate, resta quell'amara certezza rappresentata dal ritorno nel Vecchio Continente della paura per una nuova escalation del terrorismo. Riuscirà un'Europa che a tutt'oggi appare disunita a far fronte comune contro questa riedizione del terrore?

Bimbo foggiano malato: genitori, negata assistenza

BARI - Appello alla Regione Puglia e al presidente della giunta, Michele Emiliano, dei genitori di un bimbo di appena un anno del Foggiano affetto da una grave patologia rara e che aspetta da mesi l'assistenza sanitaria domiciliare.

Il bambino è nato nel marzo 2016 e già durante la gravidanza i genitori sapevano della sindrome di Charge, che causa sordità, cecità e nel caso del bimbo di Foggia anche insufficienze dell'apparato intestinale.
 
Le cure al bimbo sono state prestate nei primi mesi all'ospedale Bambin Gesù di Roma. Non appena è stato dimesso, nell'agosto 2016, i sanitari hanno prescritto cure domiciliari specifiche che ancora oggi non sono state del tutto fornite. E anzi,durante un successivo ricovero nell'ospedale di Foggia,i genitori sono stati denunciati da un medico per abbandono di minore per aver insistito perché il loro figlio restasse in ospedale dal momento che a casa non avevano gli strumenti per curarlo. Il Tribunale per i Minorenni di Bari ha dichiarato nei giorni scorsi il non luogo a procedere.

Il direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti, commenta così il caso: “La vicenda del piccolo paziente della provincia di Foggia è ben nota ai nostri uffici che stanno davvero cercando di fare tutto il possibile per alleviare le sofferenze e i disagi non solo del piccolo ma anche dei genitori. Attualmente il piccolo è a casa, assistito in assistenza domiciliare integrata secondo il Piano Assistenziale Individuale redatto dall’Unità di Valutazione Multidimensionale (sulla scorta degli standard previsti dalle norme nazionali e regionali). Tutti i presidi assistenzialistici di cui il piccolo necessita sono stati forniti dalla Asl. Il piano prevede una copertura assistenziale al giorno multidisciplinare di 10 ore. All’interno di queste ore, c’è naturalmente (oltre ad altre figure tra le quali il professionista della riabilitazione o il medico di base) anche la presenza di un infermiere per 60 minuti. Purtroppo noi non possiamo aumentare le ore di assistenza dell’infermiere, fino ad arrivare a sei al giorno così come ci chiede la famiglia, perché c’è un Piano assistenziale che è stato redatto non da me ma dall’Unità di Valutazione che ha tenuto conto di tutta una serie di cose, non ultima che il Care Giver di riferimento nella famiglia (la mamma) è un medico. Credo che sia stato suggerito anche alla famiglia di fare richiesta per l’assegno di cura, strumento per integrare la rete dei servizi per la non autosufficienza assicurati da ASL e Comuni per sostenere il carico di cura di cui comunque si fa carico la famiglia. Devo ribadire dunque che la normativa in materia di assistenza domiciliare non prevede l’assistenza infermieristica continuativa, ma un’equipe di professionisti che erogano le prestazioni necessarie per il soddisfacimento dei bisogni di salute e supportano il Care Giver (il riferimento familiare) nell’assistenza al paziente”.

Diritto al veganesimo, Tar: "Non è possibile che il Comune neghi il menu vegano ai bimbi senza motivarlo"

BARI - Una decisione che farà senz'altro discutere perchè riguarda un tema sempre più scottante in quanto concerne il diritto o meno dei genitori di allevare i figli secondo un'alimentazione vegana che si va a scontrare con le prassi e le regolamentazioni di una società e delle istituzioni ancorate al valore delle diete tradizionali. Ed è il Tar della sezione autonoma di Bolzano a sentenziare l'ok al menu vegano per il bambino che va a scuola dell’infanzia.

E lo motiva con il principio secondo cui il Comune non può negare la dieta senza carne, pesce, uova, latte e derivati al bambino che l’ha seguita fin dalla nascita senza una motivazione circa le «ragioni giuridiche» del diniego. Nè l'amministrazione comunale può limitarsi a indicare l’elenco tassativo dei quattro menu alternativi a quello standard che offre ai bimbi dei suoi asili: ogni provvedimento dell’Amministrazione deve infatti essere motivato e mai essa «è libera di agire secondo arbitrio».

La sentenza 107/17 costituisce una significativa vittoria di una mamma altoatesina che aveva deciso di proporre ricorso al tribunale amministrativo producendo, peraltro, un certificato medico del pediatra che consigliava di escludere gli alimenti indicati dalla dieta del bambino perché potrebbero avere «effetti non favorevoli», dato che in famiglia il bambino è stato cresciuto seguendo questo tipo di alimentazione. Il provvedimento del comune è stato così annullato per carenza di motivazione perché a fondamento del rifiuto non risulta posta alcuna previsione normativa o regolamentare.

Anche in sede giurisdizionale l'ente non è in grado di motivare il diniego: è non ha alcun valore la circostanza che l’amministrazione invochi la delibera della Giunta, limitandosi ad affermare di non avere «alcun obbligo di fornire un menu vegano ai bambini iscritti nei suoi asili» senza indicare alcuna norma o atto: «tanto basta a rendere illegittimo il provvedimento», evidenzia la corte. Anche se la decisione si rifà alla legge regionale del Trentino Alto Adige, il principio applicato è sostanzialmente identico alla normativa nazionale sull’obbligo di motivazione dei provvedimenti amministrativi: l’ente «deve sempre operare secondo la legge», altrimenti non può provvedere esercitando il suo potere.

Ovviamente rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, non sta a noi stabilire o meno la correttezza della scelta della famiglia, ma resta il fatto che alle amministrazioni comunali, in assenza di specifiche norme e regolamenti in materia, resta preclusa la proibizione della somministrazione di diete vegane o vegetariane anche ai bambini.

Sud Est, "L’ad spieghi in Commissione Trasporti i continui disservizi"

BARI - Dichiarazioni del Consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini. "Resto a dir poco interdetto rispetto all’annuncio fatto dal nuovo Ad delle Ferrovie Sud Est di voler fare delle nuove divise ai dipendenti. Sia chiaro, nulla contro questa scelta, ma mi pare che l’azienda (alle prese con la gestione di un debito di oltre 250 milioni di euro, con i creditori su tutte le furie e tutt’oggi in una delicatissima fase di concordato preventivo) abbia ben altre priorità da dover gestire. La società acquisita dalle Ferrovie dello Stato dovrebbe occuparsi come prima cosa di porre rimedio ai disagi dei migliaia di viaggiatori che ogni giorno salgono su un treno o su un autobus del gruppo.
Non ero a conoscenza della lettera inviata ai dipendenti nella quale si fa cenno alle nuove divise, ma comunque lunedì avevo scritto all’assessore regionale ai trasporti Giovanni Giannini, e martedì al presidente dalla V Commissione Filippo Caracciolo per segnalare i continui disservizi in particolare dei pullman delle Ferrovie sud Est in tutta la provincia di Taranto. Ma sono abbastanza certo che tali inefficienze siano documentabili in tutta la Puglia.
Tornando al territorio jonico, ho segnalato al presidente Caracciolo, ciò che l’utenza, soprattutto studenti e giovani, lamenta, ovvero guasti tecnici dei mezzi e continue avarie del motore. Tali problematiche comportano costanti ritardi e ovviamente sono causa di stress emotivo e rabbia. In particolare è capitato in più occasioni che i pullman non siano mai partiti, e siano state le famiglie a dover intervenire, recuperando i propri figli e accompagnandoli a scuola, ovviamente con grande ritardo. Tutto ciò è oggettivamente insostenibile, anche perché episodi come questo sono praticamente all’ordine del giorno. Nel tentativo di capire come trovare una soluzione ho chiesto in forma ufficiale al presidente Caracciolo di ascoltare in commissione i vertici delle Ferrovie Sud Est nonché lo stesso assessore Giannini”.

Dalla scoperta dei fisici pugliesi aperta la strada per comprendere il segreto delle stelle

BARI - Carpire il segreto della forza che fa bruciare le stelle, la forza nucleare, la più potente in natura; capire perché bruciano gli astri e perché splende il sole potrebbero essere un traguardi più prossimi grazie alla straordinaria scoperta di due fisici pugliesi, Antimo Palano, professore ordinario di Fisica all’Università di Bari, uno dei massimi esperti internazionali nel campo della fisica delle alte energie, della spettroscopia e della ricerca di nuove particelle, e Marco Pappagallo, laurea in fisica e dottorato a Bari, diverse borse di studio e poi il trasferimento all’estero per lavorare.

La scoperta definita dal Cern di Ginevra “un focolaio di nuovi ed eccezionali risultati di fisica” è un concentrato di primati. Sono state scoperte simultaneamente 5 nuove particelle subnucleari, le particelle elementari Omega_c, analizzando i dati raccolti dal 2011 al 2015 da Lhcb, uno dei quattro grandi esperimenti in corso all’acceleratore Lhc del Cern di Ginevra (l’Organizzazione europea della ricerca nucleare). E non solo, alla scoperta che potrebbe fare luce su alcuni straordinari e ancora inspiegabili misteri dell’universo, si aggiunge una caratteristica davvero singolare delle particelle: la loro straordinaria longevità.

La ricerca è stata presentata in conferenza stampa dai due protagonisti dello studio con l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone, il direttore del Dipartimento interateneo di Fisica Salvatore Vitale Nuzzo e il direttore della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Mauro De Palma. Una vera e propria anteprima mondiale a Bari perché è la Puglia la regione che ha reso possibile tutto ciò. Dal 25 marzo al I aprile i risultati di questa ricerca saranno protagonisti della conferenza internazionale “Recontres de Moriond Qcd and High Energy Interctions” programmata a La Thuile in Val D’Aosta e usciranno a breve sulla più prestigiosa rivista scientifica internazionale di settore “Physical Review Letters”.

All’impegno dei ricercatori, al lavoro del Cern, del Dipartimento interateneo di fisica e della Sezione di Bari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, si aggiunge quel quid senza il quale oggi non avremmo potuto raccontare questa storia. Marco Pappagallo, 39 anni, ricercatore di talento, richiesto dagli atenei di tutto il mondo, nel 2015 lavora all’università di Glasgow, nel Regno Unito. La Regione Puglia nel frattempo attiva il bando FutureInResearch, che avvalendosi del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) mette a disposizione 26 milioni di euro per favorire il ricambio generazionale all’interno delle cinque università pugliesi. La misura rende possibile assumere per tre anni 170 ricercatori con un budget di 150mila euro per ciascuno di essi. I dottori di ricerca presentano una proposta progettuale, ma poi sono le università a bandire i concorsi. Marco Pappagallo da Molfetta, che vive e lavora in Scozia, vince e torna a Bari, al Dipartimento interateneo da cui proviene. Insegna fisica in diverse facoltà universitarie, ma soprattutto studia intensamente al progetto con un maestro, Antimo Palano, famoso in tutto il mondo dal 2003, quando, partecipando all’esperimento BaBar, nei laboratori di Slac, alla Stanford University, in California, scopre una nuova particella in un’epoca in cui si pensava che in quel campo non ci fosse più nulla da scoprire. Il duo Palano-Pappagallo lavora insieme all’esperimento Lhcb, uno dei quattro installati sul grande anello Lhc (27 km di circonferenza) del Cern, una collaborazione di 769 fisici di 69 università di 16 nazioni, tra cui 13 italiane al quale si aggiunge l’Istituto nazionale di fisica nucleare che finanzia con fondi del governo italiano la fisica delle alte energie. Una scommessa mondiale che i ricercatori pugliesi vincono per tutto il team, portando al mondo un risultato clamoroso.

E proprio ieri sera la comunità scientifica internazionale che sta vagliando la ricerca prima della pubblicazione su Physical Review Letters, ha espresso i primi commenti sul lavoro, promuovendo a pieni voti i due ricercatori, l’Italia e la Puglia.

Grande la soddisfazione della Regione e dell’assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone: “E’ un risultato per il mondo”, sottolinea. “Sono orgogliosa perché finalmente la Puglia e l’Italia hanno la possibilità di conoscere e apprezzare ricercatori notissimi all’estero ma sconosciuti da noi. Nulla come l’investimento per la ricerca ha un effetto moltiplicatore. La scoperta, che lega fondi pubblici, università, Istituto nazionale di fisica nucleare e istituzioni, è il termometro di come politiche pubbliche mirate possano funzionare. La Regione Puglia ci ha creduto e ci crede. Il bando FutureInResearch, tra l’altro, avvalendosi del Fondo di sviluppo e coesione legato ad un accordo quadro tra Regione Puglia e Miur ci ha permesso di finanziare anche la ricerca di base consentendo ai nostri talenti di continuare a lavorare in Puglia, lasciando qui e non altrove i frutti del loro ingegno. Marco Pappagallo è uno dei 170 ricercatori assunti con questa misura”.

La scoperta - Ai fisici il racconto della scoperta. “È un risultato importante – spiega Antimo Palano –  che dimostra ancora una volta l’eccellenza della ricerca italiana. Non era mai accaduto nella storia della fisica che cinque nuove particelle fossero scoperte simultaneamente al di là di ogni incertezza sperimentale”.
“Si chiamamo Omega_c e fanno parte della famiglia dei barioni, la stessa dei protoni e dei neutroni che, come è noto, costituiscono il nucleo dell’atomo. Ogni barione è formato da tre quark, che rappresentano i mattoni con cui sono costruite le particelle elementari. Secondo le conoscenze attuali i quark sono sei ed hanno nomi fantasiosi (up, down, strange, charm, beauty e top). Le nostre particelle sono la combinazione di un quark “charm” e due quark “strange”. La forza che lega insieme i quark è la forza nucleare forte: la più grande esistente in natura, quella che fa bruciare le stelle e che regola le reazioni del sole. Questa forza è molto complessa e difficile da calcolare, nonostante le sue basi teoriche siano abbastanza note. Le misure sperimentali delle proprietà di queste particelle aiuteranno a comprendere meglio le proprietà di questa forza”.

“In fisica le diverse combinazioni di quark si chiamano ‘eccitazioni’”, aggiunge Marco Pappagallo. “Immaginiamo i quark come fossero dei lego. Tre mattoncini uno incastrato sull’altro sono stabili. Tre in verticale uno sull’altro sono invece instabili. Dal punto di vista teorico gli stati eccitati sono instabili e dunque vivono di meno. E invece la nostra ricerca ci ha messo di fronte ad una situazione inedita: non solo cinque nuove particelle subnucleari in un solo colpo, ma longeve più di ogni aspettativa. Oggi non si riesce a capire perché riescano a vivere così tanto, ma sarà sicuramente oggetto di prossimi studi”.

“Questa scoperta – continua il ricercatore – ci aiuta a comprendere una forza che regola l’universo, ma lo fa con una tempistica diversa rispetto a quanto è avvenuto per il bosone di Higgs. Il bosone fu teorizzato quarant’anni prima rispetto all’esperimento che poi l’ha individuato. In questo caso è l’esatto contrario: ciò che è stato osservato non era stato previsto. Adesso dovrà essere la fisica teorica a darci una spiegazione”.

Il direttore del Dipartimento interateneo di Fisica Salvatore Vitale Nuzzo e il direttore della Sezione di Bari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) Mauro De Palma si sono soffermati sul ruolo del dipartimento e dell’Infn.

“Il Dipartimento Interateneo di Fisica – dice Nuzzo – è l’unico dipartimento in Italia che afferisce a due università, in questo caso l’Università e il Politecnico di Bari. Esso svolge, dai primi anni ’60, la maggior parte delle sue ricerche nel campo della fisica delle particelle elementari in collaborazione con la Sezione di Bari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare che ha sede nel Dipartimento. Sono tante le scoperte di risonanza mondiale ottenute dal ricercatori del Dipartimento e dall’Infn, da quella del Bosone di Higgs, avvenuta nel 2012, a quella recentissima delle cinque nuove particelle Omega_c”.

“L’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) – aggiunge D Palma – è l’ente pubblico nazionale di ricerca, vigilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dedicato allo studio dei costituenti fondamentali della materia e delle leggi che li governano. In particolare, la Sezione di Bari che lavora in completa sinergia con i colleghi dell’università, svolge ricerca su tutti i temi portanti dell’Infn: fisica subnucleare, fisica astroparticellare, fisica nucleare, fisica teorica e ricerche tecnologiche e interdisciplinari partecipando a molti esperimenti in laboratori nazionali ed esteri. È dotata di laboratori d’avanguardia e, in co-gestione con il Dipartimento, del potentissimo Data Center ReCaS, il più importante del Mezzogiorno, per la gestione e l’analisi dei dati raccolti dagli esperimenti. L’Infn ha finanziato la ricerca presentata oggi”.

Ex Rossani, in corso i lavori per la demolizione del muro di via Gargasole

BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro, l’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco e il presidente del Municipio II Andrea Dammacco hanno assistito all’avvio dei lavori di demolizione del muro perimetrale della ex caserma Rossani sul lato di via Gargasole.

“Uno ad uno stanno venendo giù i muri che per troppi anni hanno impedito ai cittadini di conoscere e vivere questo spazio straordinario che è la ex Caserma Rossani - ha detto Antonio Decaro -. Oggi ne buttiamo giù un altro, dopo quello di via De Bellis che ha aperto le porte all'Urban Center, il luogo simbolo della co-progettazione in cui i cittadini immaginano insieme all’amministrazione comunale il futuro della città.  Questo cantiere è un altro simbolo, il simbolo della cittadinanza attiva che lavora con l’amministrazione e che, attraverso le associazioni, ci ha stimolato a demolire questo muro. Oggi, dopo 30 anni apriamo questo spazio, un piccolo parco nato spontaneamente che sarà affidato proprio ai cittadini perché lo vivano e lo custodiscano. Voglio ringraziare ancora una volta i baresi, perché se siamo qui è anche grazie allo loro tenacia. Grazie a tutti quelli che, forse più di noi, hanno creduto nelle straordinarie potenzialità di questo luogo, e grazie per aver riposto fiducia in noi spronandoci a portare avanti questo progetto. Questo è il segno di come ad amministrare questa città non sono solo il sindaco e gli assessori ma siamo noi, tutti insieme. È l'esempio di come i cittadini possano incidere nelle scelte dell'amministrazione e cambiarne il corso e il senso. Torneremo presto per prenderci cura di questo piccolo giardino che i cittadini hanno conquistato non solo per i residenti di questo quartiere ma per l’intera città. Tra due mesi spero di tornare qui e di trovare i bambini che giocano felici all’aria aperta”.

“L’abbattimento di questo muro consentirà alla cittadinanza di fruire dell’area verde di via Gargasole - ha sottolineato Carla Tedesco -. Si tratta di un altro tassello della grande strategia di riqualificazione dell’area della ex caserma Rossani. L’apertura dell’area di via Gargasole, mi piace ricordarlo, è stata immaginata e progettata insieme ai cittadini, e con i cittadini sono stati piantati alcuni giovani alberi che oggi arricchiscono la vegetazione già presente in questo grande spazio. Parallelamente ai lavori, attraverso laboratori di autocostruzione in programma all’Urban Center, mettere mo a punto gli arredi per rendere più vivibile  il giardino secondo un modello sperimentale di restituzione in tempi brevi degli spazi pubblici possibili grazie a interventi minimali ma significativi. I cittadini si prenderanno cura di uno spazio da loro stessi disegnato e realizzato. L’amministrazione sperimenta così un approccio nuovo alla cura dello spazio pubblico, basato sulla capacità di intercettare l'energia e la volontà  d'azione dei cittadini”.

“Nel momento in cui nel mondo ci sono 28mila chilometri di muri - ha commentato Andrea Dammacco - e ci sono persone che continuano ad alzarne per dividere anziché riunire, oggi l’abbattimento del muro di via Gargasole rappresenta un momento storico per la città. Grazie a questo intervento l’amministrazione comunale restituisce ai cittadini una parte del parco della caserma Rossani chiuso da decenni. Per noi è un momento importante, el’invito che sento di rivolgere ai cittadini è quello di prendersene cura come se fosse casa loro, frequentandolo insieme alle famiglie, ai bambini, per viverlo tutti insieme. Un ringraziamento particolare all’assessora Tedesco che con tenacia e passione ha seguito il percorso partecipativo in questi mesi per rendere possibile questo intervento che oggi si realizza”.

Come noto, gli interventi prevedono la rimozione del vecchio muro, che verrà parzialmente demolito e abbassato fino all’altezza di un metro con la realizzazione di due cancelli, uno pedonale e uno carrabile, il primo dotato anche di rampa d’accesso per disabili, il secondo, della larghezza di tre metri, necessario a permettere anche l’eventuale accesso di mezzi a motore. Il muro oggetto degli interventi è lungo quasi 100 metri, l’intera area sarà perimetrata e separata dalla restante parte mediante una recinzione a pannelli analoga a quella presente all’interno del parcheggio della ex Rossani. Lungo via Gargasole sarà anche realizzato un marciapiede contiguo alla nuova recinzione e verranno conservati i circa 40 posti auto attualmente presenti.

MAFIE. Dal Salento a Locri per la legalità e il futuro

di FRANCESCO GRECO - LOCRI. "Se oggi i diritti sono deboli, non è solo a causa di chi li attacca, ma anche a causa di chi li difende debolmente". Sono le parole di don Luigi Ciotti, presidente nazionale di "Libera", nel giorno appena trascorso della memoria e dell 'impegno. Parole scandite a chiare lettere davanti a folle festose di scolaresche e di rappresentanti di istituzioni scolastiche accorsi a Locri da tutta Italia.
 
Tra di esse anche una delegazione di 45 studenti delle classi seconde dell' Istituto "Gaetano Salvemini" di Alessano (Lecce), accompagnati dai loro docenti.
 
Alessano è terra di frontiera dove il "confine" è vissuto non tanto come un limite quanto come punto di partenza per guardare oltre, per interfacciarsi con nuove realtà.
 
Don Ciotti nel suo discorso ha richiamato alla memoria di tutti il pensiero del pedagogo Danilo Dolci secondo cui "l'educazione è un sogno condiviso, un'azione corale".
 
"Ritengo che la scuola, in quanto agenzia educativa, debba sensibilizzare gli alunni ai temi del rispetto dell'ambiente, delle regole e della persona in generale - afferma la Dirigente dell' I.I.S.S. Salvemini, Chiara Vantaggiato - crediamo che tutti i saperi, da quelli tecnico-scientifici a quelli umanistici, debbano essere informati a una visione antropologica. Per questo il nostro istituto è impegnato a 360° sul fronte della legalità e del rispetto delle regole.

La nostra partecipazione a Locri è solo l'ultima, in ordine di tempo, di una serie di azioni volte a far capire ai giovani che i diritti sono il presupposto di ogni progresso sociale, civile ed economico.
 
"Si tratta - aggiunge la prof. - di educare i giovani alla responsabilità, istradarli a diventare cittadini consapevoli in grado di operare delle scelte politiche (non partitiche) recuperando l'etimologia greca del termine, intesa come salvaguardia del bene comune. Non è una sfida semplice - conclude - ma neppure utopistica. Del resto si tratta di ricominciare ad alimentare e accelerare la speranza dei giovani, di instillare in loro la fiducia che la cultura e l'istruzione servano a qualcosa".

Aggrediti i giocatori del Taranto: rinviata la partita del campionato

(Lapresse)
di PIERO CHIMENTI - Le ultime sconfitte del Taranto, che ha fatto precipitare la squadra in zona play-out di Lega Pro, ha fatto 'riscaldare' gli animi dei tifosi, che hanno aggredito i giocatori durante gli allenamenti allo Iacovone. Secondo le prime ricostruzioni, una trentina di uomini incappucciati, dopo un primo lancio di uova e bombe carta, sono passati dalle parole ai fatti, con violenze fisiche ai danni dei giocatori.

Nella colluttazione è rimasto coinvolto anche l'allenatore della squadra nel tentativo di riportare la calma. Purtroppo non è il primo episodio di violenza che avviene nella Lega Pro. Prima della squadra rossoblu altre squadre come il Matera, Catanzaro e Ancora, avevano dovuto fare i conti con la furia dei tifosi. Per stigmatizzare questi fenomeni, la scorsa giornata di campionato era iniziata con 15 minuti di ritardo. Forte condanna sull'accaduto, oltre che dalla società Taranto F.C. 1927, anche dal Presidente della Lega Pro Gravina, che al momento ha escluso il blocco del campionato come risposta per i perpetrati fatti di violenza.

Bari, inaugurato Palazzo San Michele

BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro, il soprintendente Massimo Biscardi insieme alla dr.ssa Eugenia Vantaggiato, Segretario Regionale del Mibact per la Puglia, all’architetto Francesco Longobardi, responsabile unico del procedimento dei lavori del Segretariato Regionale e all’architetto Francesca Marmo, Direttore dei Lavori del Segretariato Regionale hanno inaugurato i nuovi spazi restaurati di Palazzo San Michele.

Sono infatti terminati gli interventi di restauro del Palazzo a Bari vecchia, ceduto sei anni fa dal Comune di Bari alla Fondazione Petruzzelli, con l’obiettivo di patrimonializzare la Fondazione. I lavori, finanziati con 4 milioni e 900mila euro rivenienti da fondi POIN dell’Unione europea e CIPE statali, hanno interessato l’antico bene architettonico, situato a Bari vecchia, con un restauro importante e complesso ad opera del Segretariato Regionale per i Beni Culturali.

Palazzo San Michele ospiterà al piano inferiore uno spazio espositivo destinato ad eventi culturali, non solo della Fondazione, ma anche del Comune di Bari.

La Convenzione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali prevede anche l’organizzazione in loco di eventi a cura dello stesso Mibact e la possibilità per il pubblico di visitare il “Percorso Medievale”. Al piano superiore sono già operativi gli uffici della Fondazione Petruzzelli.

La disdetta dei contratti di affitto dei locali che finora hanno ospitato la Fondazione permetterà di risparmiare oltre 80mila euro all’anno, grazie all’eliminazione dei fitti passivi.

Inoltre l’investimento pubblico consentirà alla Fondazione Petruzzelli di consolidare ulteriormente il proprio valore patrimoniale.

“Voglio ringraziare la Soprintendenza per il lavoro straordinario svolto per il recupero di un edificio storico come Palazzo San Michele – ha dichiarato il sindaco Decaro -. Don Franco, che oggi ci accompagna in questa inaugurazione, ha detto giustamente che le pietre parlano e, grazie a un intervento accurato, effettuato con grande professionalità, oggi possiamo osservare queste pietre che parlano lingue diverse, culture diverse e raccontano tante storie a seconda degli strati in cui sono state posizionate. Questo è un momento importante per noi tutti e per la Fondazione Petruzzelli, che trasferisce i suoi uffici in questo immobile, che ha una valenza storica e architettonica quasi maggiore del Teatro Petruzzelli, che pure è uno dei nostri gioielli più importanti. Questo è un edificio bellissimo, un luogo simbolico con un valore notevole anche dal punto di vista religioso, perché in questo monastero benedettino, ubicato accanto alla chiesa dove sono anche state custodite per un breve periodo le spoglie di San Nicola.

Al primo piano di questo edificio apriremo uno spazio che potrà accogliere anche piccole mostre storiche e d’arte contemporanea che permetteranno a tanti cittadini di visitarlo e conoscerlo. Già sabato e domenica prossimi Palazzo San Michele sarà aperto al pubblico perché il FAI l’ha scelto tra i 5 luoghi regionali da far conoscere ai cittadini in modo da permettere a tutti di godere di questo spettacolo. Dal punto di vista amministrativo raggiungiamo anche un altro risultato fondamentale perché risparmieremo 80mila euro l’anno di fitti passivi che serviranno a rafforzare il bilancio della Fondazione.

Credo che, dopo un periodo in cui è stata percepita come esempio negativo di amministrazione, la Fondazione Petruzzelli oggi sia in grado di dimostrare un cambio di passo importante: questo risparmio rappresenta una nota positiva per la nostra comunità e per il suo stesso bilancio”.
Il Segretario regionale Mibact, Eugenia Vantaggiato ha ricordato:“ Oggi è stato raggiunto un importante risultato che  tutti possono ammirare finalmente e che è il frutto di un lavoro di squadra e una felice realizzazione con fondi pubblici del Ministero dei Beni Culturali.
L'apertura di Palazzo San Michele è la restituzione di un bene culturale alla città di Bari”.

Podolski saluta la nazionale con il gol vittoria contro l'Inghilterra

di PIERO CHIMENTI - L'amichevole andata in scena allo stadio di Dortmund tra Germania e Inghilterra è stata una passerella per salutare l'addio alla nazionale tedesca di Podolski, giunto a 130 presenze con la maglia teutonica, con cui ha vinto il mondiale 2014. L'attaccante, con un passato poco fortunato nell'Inter, ha deciso l'incontro con un bel tiro da fuori che non ha lasciato scampo ad Hart.

Tutti i tifosi hanno salutato l'uscita dal campo di "Poldi" con una standing ovation. L'attaccante tedesco, che nel recente passato ha giocato nell'Inter, concluderà la stagione con la maglia del Galatasaray, per poi iniziare da giugno una nuova avventura nella J1 League giapponese nelle file del Vissel Kobe, dove ha firmato un triennale da 15 mln di euro.

mercoledì, marzo 22, 2017

"Sud Europa ha speso soldi in alcool e donne", nessuna scusa da Dijsselbloem

ROMA - Non ha presentato alcuna scusa, ieri, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem per le polemiche provocate dalle sue frasi choc sui Paesi del Sud Europa, che a suo dire avrebbero “speso soldi in alcool e donne”. A chi, in serata, gli chiedeva se si scusava ha risposto chiaro e tondo: “No, certamente no”. Ma le critiche nei suoi riguardi sono piovute da più parti, persino dalla commissione europea.

Il suo futuro a capo dell’Eurogruppo era già incerto in virtù del fatto che non è scontato che mantenga la carica di ministro delle Finanze (necessaria al momento della nomina alla testa del gruppo), dopo che la sua formazione è uscita sconfitta delle recenti elezioni in Olanda.

Ad oggi Dijsselbloem ha dichiarato che il suo mandato all’Eurogruppo scadrà a gennaio e che se prima di allora dovesse non essere più ministro la questione verrà valutata dall’Eurogruppo stesso.

"Schaeuble apprezza il lavoro di Jeroen Dajsselbloem. E noi contiamo sul fatto che l'eurogruppo sia ancora pienamente funzionante per il resto della legislatura". Così la portavoce di Wolfgang Schaeuble, alla conferenza stampa di governo, rispondendo a una domanda sulle diverse richieste di dimissioni, arrivate dopo l'intervista rilasciata alla Faz da Jeroen Dijsselbloem. "Io non do voti alle interviste", ha aggiunto.

Corea del Nord, fallito nuovo test missilistico VIDEO

(Epa)
PYONGYANG - Non è andato a buon fine il nuovo lancio di un nuovo missile nordcoreano. L’ha dichiarato il ministero della Difesa della Corea del Sud, due settimane dopo che Pyongyang ha lanciato quattro missili in un ulteriore test vietato dalle risoluzioni Onu.

Il missile sarebbe stato lanciato dal porto orientale di Wonsan stamani, ma “si ritiene che il lancio sia fallito”, ha detto in un comunicato il ministero.

“Stiamo analizzando che tipo di missile fosse”, ha proseguito. Pyongyang mira a sviluppare missili in grado di colpire gli Usa e le basi americane in Giappone.

XYLELLA. M5S: "Istituito ennesimo poltronificio a spese dei pugliesi"

BARI - “Questo pomeriggio (ieri, ndr) è stata approvata una legge che speculando sull’emergenza Xylella ha istituito l’ennesimo poltronificio inutile a spese dei pugliesi” questo il primo commento dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che hanno votato contro la legge approvata dal Consiglio regionale.

“La legge è frutto di un grande lavoro fatto in commissione che ha portato all’approvazione di 38 emendamenti presentati da noi che hanno contribuito a migliorare il testo iniziale. Tuttavia alcuni emendamenti chiave - dichiarano i cinquestelle -  come l’abrogazione dell’art.11 che istituisce l'agenzia regionale per l'innovazione in agricoltura (ARXIA) sono stati respinti. Per la provincia di Lecce abbiamo chiesto un piano agricolo straordinario e  un monitoraggio per studiare  il comportamento delle cultivar presenti sul territorio e che possono dimostrarsi tolleranti alla fitopatia. La risposta è stata: non ci sono soldi. Dunque ci chiediamo che senso abbia approvare una legge se non ci sono le risorse finanziarie per rispondere alle necessità delle aziende e degli olivicoltori ormai giunti al collasso?”

Respinto l’emendamento presentato da Rosa Barone che impegnava la Regione a promuovere l’olio salentino in Italia e nel mondo, per smentire la cattiva informazione riguardante l'olio derivante da ulivi colpiti da Xylella, e far capire che  non risente della malattia sia dal punto di vista del sapore che delle qualità organolettiche. Una campagna informativa importante per agricoltori e produttori, che sarebbero stati tutelati dalla Regione nella promozione del loro prodotto.

Sono stati respinti anche gli emendamenti presentati dal consigliere Cristian Casili finalizzati ad assicurare alle imprese agricole e a quelle vivaistiche l’accesso alle misure finanziarie di sostegno e all’individuazione di ulteriori risorse per il mancato reddito a causa dei disseccamenti. Ancor più grave la mancata approvazione di un altro emendamento presentato dal consigliere pentastellato che chiedeva priorità nel PSR con riferimento a una serie di misure a sostegno dei territori interessati dalla fitopatia.

“Inconcepibile - commenta Casili - come prima del Consiglio il Governo abbia finto di ascoltare il grido di dolore degli olivicoltori e dei sindaci delle zone colpite  che chiedevano con forza un sostegno economico, e successivamente abbia bocciato in Consiglio i nostri emendamenti finalizzati a garantire gli interventi finanziari tanto auspicati”.

Punta Perotti, tribunale rigetta richiesta di risarcimento di 52 mln Giem

BARI - Con una sentenza favorevole per il Comune di Bari, stamane si è concluso il primo grado del giudizio, durato più di 16 anni, promosso dalla GIEM, che aveva richiesto un risarcimento di 52.000.000 di euro per presunti danni subiti a carico dei suoli di proprietà della stessa, compresi nell’intero complesso di Punta Perotti.

Di seguito una breve cronistoria del processo.

Nel 2001, all'indomani della sentenza con la quale la Corte di Cassazione, pur assolvendo gli imputati (legali rappresentanti delle società Sudfondi, Mabar e Iema) da ogni reato agli stessi contestato, disponeva la confisca e l'acquisizione al patrimonio del Comune di Bari dei suoli abusivamente lottizzati, e dell'intero complesso di Punta Perotti, la società Giem s.r.l. citava in giudizio i signori Levi Montalcini, i quali avevano venduto alla medesima società un suolo ubicato in detto comprensorio, poi oggetto di confisca.
La GIEM proponeva nei confronti dei signori Levi Montalcini azione di risoluzione per inadempimento, sostenendo che i proprietari Montalcini avevano venduto il suolo come edificatorio, mentre era poi emerso, come affermato dalla Suprema Corte, che lo stesso non aveva alcuna vocazione edificatoria.
I signori Levi Montalcini, citati in giudizio da GIEM, pur respingendo la richiesta dell'attrice, sostenendo la natura edificatoria delle aree compravendute, in via subordinata chiamavano in causa il Comune di Bari per essere da questi garantito, affermando di avere fatto affidamento sulla edificabilità dei suoli attestata dal certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Bari e allegato all'atto di compravendita.
Il Comune si costituiva in giudizio con l'Avvocatura comunale (avv. Chiara Lonero Baldassarra e Augusto Farnelli)  e chiedeva il rigetto della domanda proposta dai signori Montalcini nei suoi confronti.
Nel 2005, la GIEM proponeva dinanzi al Tribunale di Bari un’altra azione per responsabilità da fatto illecito ex art.2043 c.c. nei confronti del Comune di Bari, sostenendo di avere perso la proprietà del suolo per effetto della confisca a causa degli atti e provvedimenti posti in essere dal Comune di Bari, il quale era inoltre rimasto del tutto inerte a fronte del provvedimento prima di sequestro e poi di confisca.
Chiedeva, pertanto, al Comune un risarcimento di € 52.000.000 così quantificando il danno sofferto. Anche in questo caso l'Avvocatura comunale si è costituita, con gli avvocati Renato Verna, Biancalaura Capruzzi, Alessandro Labellarte e Luisa Amoruso, contestando tutti i presupposti della pretesa responsabilità civile della P.a., eccependo in via preliminare il difetto di giurisdizione, e chiedendo di chiamare in causa in garanzia Ministero per i Beni culturali, la Regione Puglia e le società lottizzanti Sudfondi, Mabar e Iema, ai quali, ove ritenuta sussistente la responsabilità del Comune, erano comunque addebitabili i danni. Tutti i chiamati in causa si costituivano  in giudizio, chiedendo il rigetto di ogni domanda proposta nei loro confronti. Quest'ultima causa veniva sospesa perché la GIEM proponeva ricorso per regolamento di giurisdizione dinanzi alla Suprema Corte, la quale, con ordinanza del 2009, affermava la giurisdizione del giudice ordinario.
Successivamente, le due cause venivano riunite e riservate per la decisione, ma, per vari problemi (morte della sen. Rita Levi Montalcini, revoca della confisca da parte della Cedu per i suoli Sudfondi, Mabar e Iema, nomina di nuovi giudicanti), venivano rimesse sul ruolo più volte, e, quindi, veniva disposta una consulenza tecnica d’ufficio (Ctu), le cui risultanze erano fortemente contestate dalla società GIEM.
Di oggi la sentenza con la quale la Terza Sezione Civile del Tribunale di Bari (Giudice Valeria Spagnoletti) ha respinto tutte le domande proposte da GIEM, addebitandole per intero le spese di Ctu, e ha compensato le spese legali tra tutte le parti per la complessità delle questioni, il mutamento nel corso del giudizio della situazione dei suoli di Punta Perotti, e l'emanazione di provvedimenti giurisdizionali che hanno inciso sulla materia del contendere.
Il giudice si è quindi pronunciato in primo luogo sulla domanda proposta da GIEM nei confronti dei venditori Levi Montalcini, respingendola, affermando che il bene oggetto della compravendita era edificabile, come attestato dal certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Bari e allegato all'atto di compravendita, e lo stesso, come accertato dal Ctu, è ancora oggi edificabile, pur essendo necessaria l'autorizzazione paesaggistica. Pertanto  non ci sono i presupposti per una azione di risoluzione del contratto per inadempimento e neppure di nullità del contratto per impossibilità o illiceità dell'oggetto.
Sulla domanda proposta nei confronti del Comune di Bari e dei suoi chiamati in causa, parimenti il giudice ha ritenuto l’infondatezza della richiesta.
La GIEM sostanzialmente aveva fondato la sua domanda sulla perdita della proprietà del suolo per effetto della confisca e sulla perdita della possibilità di edificazione, qualità che aveva indotto la stessa società a comprare i suoli.
Il giudice ha osservato che la società GIEM è ritornata in piena proprietà dei suoli in quanto il Comune di Bari, all'indomani della sentenza Cedu, ha proposto incidente di esecuzione dinanzi al giudice della esecuzione perché ne disponesse la revoca, restando invece la GIEM totalmente inerte. Non avendo perso il suolo, la GIEM non ha diritto ad ottenere il valore del medesimo dal Comune di Bari.
Né spetta, quindi, alla GIEM alcun risarcimento per non aver potuto sfruttare il suolo secondo il programma prefissato al momento della compravendita.
Infatti, la GIEM non ha provato alcun danno, né ha mai posto in essere alcuna iniziativa concreta volta allo sfruttamento edilizio delle aree, e tanto neanche dopo la revoca della confisca; ma anche prima, tra il 1991 (data dell'acquisto) e il 1997 (data del sequestro), non ha avviato alcuna attività prodromica alla edificazione, non sottoscrivendo alcuna convenzione di lottizzazione e disinteressandosi completamente per almeno 5 anni dello sfruttamento dei suoli, pur non essendovi alcun impedimento giuridico.
Al Comune di Bari non possono essere imputati, pertanto, né i danni per la detenzione del bene durante la confisca, disposta dalla Cassazione in base alla normativa nazionale, né le conseguenze della totale inerzia della società, sia in ordine alla edificazione sia in ordine alla restituzione dei suoli dopo la sentenza della Cedu.
La stessa società è oggi proprietaria infatti di una area che il Ctu ha stimato di valore oltre 12 milioni, più di quanto abbia la stessa pagato ai Montalcini (5 milioni) e, in ogni caso, non ha dimostrato in giudizio di avere perso migliori possibilità di sfruttamento e/o danni ulteriori.
Il giudice, quindi, ha condiviso le tesi difensive sostenute dalla Avvocatura comunale nel corso di questo lungo e complesso grado di giudizio.

Straordinaria scoperta: ricercatori pugliesi trovano 5 particelle subnucleari

BARI - Straordinaria scoperta nella storia della fisica delle particelle. Due ricercatori pugliesi analizzando i dati raccolti dal 2011 al 2015 da Lhcb, uno dei quattro grandi esperimenti in corso all’acceleratore Lhc del Cern di Ginevra (l’Organizzazione europea della ricerca nucleare) dove è stato scoperto il bosone di Higgs, scoprono in un unico colpo 5 nuove particelle subnucleari, le particelle elementari OmegaC. Nella storia della fisica è un record da Guiness dei primati,  sotto il profilo scientifico apre nuove prospettive nello studio della forza nucleare.

L'articolo è pubblicato sull'archivio generale di Fisica della Cornell dello stato di New York e sarà presentato alla stampa in anteprima mondiale a Bari prima ancora della conferenza internazionale “Recontres de Moriond QCD and High Energy Interctions” programmata in Val D’Aosta dal 25 al I aprile 2017 marzo.

L’esperimento è frutto di una collaborazione internazionale di 769 fisici di 69 università e laboratori di tutto il mondo, l’Italia con 13 università ha un ruolo di primo piano sia nella costruzione che nella direzione dell’esperimento e nella produzione di risultati di fisica, ma sono due fisici pugliesi dell’Università e della sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli autori della scoperta.  Uno è Antimo Palano, professore ordinario di Fisica all’Università di Bari, originario di Oria (Br) uno dei massimi esperti internazionali nel campo della fisica delle alte energie, della spettroscopia e della ricerca di nuove particelle, l’altro è Marco Pappagallo, fisico di Molfetta (Ba) e cervello di primo piano in fuga dall’Italia. Lavorava all’Università di Glasgow nel Regno Unito quando un bando della Regione Puglia, FutureInResearch, lo fa rientrare a casa. Tornato al Dipartimento interateneo di Fisica di Bari lavora intensamente al progetto mettendo a segno una delle scoperte destinate a cambiare la storia della fisica delle particelle.

Saranno i due ricercatori a presentare la scoperta con l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone, il direttore del Dipartimento interateneo di Fisica Salvatore Vitale Nuzzo e il direttore della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Mauro de Palma.

L’appuntamento con i giornalisti è domani, 23 marzo, a Bari alle ore 12,00 nella sala stampa della presidenza della Regione Puglia (lungomare Nazario Sauro 33, secondo piano).

Dieselgate, inchiesta anche per FCA

PARIGI - Dopo le accuse dell'agenzia per la protezione ambientale americana sulla violazione delle norme sulle emissioni anche i magistrati francesi hanno aperto un'inchiesta nei confronti di Fiat Chrysler Automobiles (FCA) in merito a supposte violazioni delle norme sulle emissioni inquinanti delle automobili diesel.

L'ipotesi su cui lavora la procura è che sia stata compiuta una frode ai danni dei consumatori montando software truccati sulle vetture prodotte dalla casa automobilistica. FCA era entrata in precedenza nel mirino delle autorità statunitensi, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, per alcuni dei suoi veicoli sui quali sarebbe stato montato il software che consente emissioni diesel più alte degli standard.

La multa massima che l'Agenzia per la Protezione Ambientale potrebbe comminare e' di 44.359 dollari per ogni auto che viola le norme, per un totale nel caso di FCA di 4,6 miliardi di dollari.Intanto nel Regno Unito, il governo sta testando le emissioni della casa automobilistica Jeep Grand Cherokee.

Tumori, diminuiscono i decessi in Italia: -1134 morti nel 2013

BARI - Per la prima volta diminuiscono in Italia i decessi per tumore: 1.134 morti in meno registrate nel 2013 (176.217) rispetto al 2012 (177.351). Migliore adesione ai programmi di screening, efficacia delle campagne di prevenzione e nuove armi stanno evidenziando risultati significativi.

Passi in avanti ottenuti anche grazie all’oncologia di precisione che determina una vera e propria rivoluzione del modo di “pensare” il cancro: l’obiettivo è individuare le singolarità genetiche dei diversi tipi di tumore, per impostare la cura in rapporto alle esigenze di ogni paziente. A questo nuovo approccio l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) dedica un convegno nazionale che si svolge oggi al Ministero della Salute. “In diciassette anni (1990-2007) i cittadini che hanno sconfitto il cancro nel nostro Paese sono aumentati del 18% (uomini) e del 10% (donne) - afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -. Oggi sappiamo che non esiste ‘il’ tumore ma ‘i’ tumori e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente in ogni persona. Perché il paziente possa ricevere una terapia di precisione sono necessarie una diagnosi accurata e una definizione del profilo molecolare della malattia con test specifici. La diagnosi può essere garantita attraverso il lavoro di laboratori di qualità in grado di fornire risultati standardizzati che supportino il lavoro dei clinici. L’oncologia di precisione cambia anche il concetto di appropriatezza, diventa cioè necessario verificare se il paziente riceva il test molecolare e la terapia indicati.

In questo modo si possono ottenere risparmi notevoli per il sistema evitando trattamenti inutili e le conseguenti tossicità per i pazienti”. Oggi sono disponibili terapie mirate per alcuni dei tumori più frequenti (colon-retto, seno, polmone e stomaco). “All’identificazione di un fattore molecolare con ruolo predittivo deve far seguito una terapia mirata, perché questo è l’unico modo di migliorare l’aspettativa di vita dei malati – sottolinea la prof.ssa Paola Queirolo, Responsabile del DMT (Disease Management Team) Melanoma e Tumori cutanei all’IRCCS San Martino IST di Genova -. Un caso esemplare è quello del melanoma che fa registrare ogni anno nel nostro Paese quasi 14mila nuovi casi. In questo tumore della pelle funzionano trattamenti a bersaglio molecolare che agiscono su specifiche alterazioni a carico del DNA della cellula tumorale. In particolare circa il 50% dei pazienti presenta la mutazione del gene BRAF-V600. Prima dell’arrivo di queste armi innovative, la sopravvivenza mediana in stadio metastatico era di appena 6 mesi, con un tasso di mortalità a un anno del 75%. Queste nuove molecole hanno aperto un ‘nuovo mondo’ non solo in termini di efficacia e attività ma anche di qualità di vita per la bassissima tossicità e la facile maneggevolezza”.

L’AIOM ha costituito un tavolo di lavoro permanente con la Società Italiana di Anatomia Patologica e Citopatologia (SIAPEC-IAP) per la caratterizzazione molecolare delle neoplasie in funzione terapeutica. “Da più di 10 anni - continua il prof. Paolo Marchetti, Direttore dell’Oncologia Medica all’Ospedale Sant’Andrea di Roma - abbiamo unito gli sforzi per redigere le raccomandazioni che permettono di definire con precisione le caratteristiche biologiche di cinque tipi di cancro: al seno, al colon-retto, al polmone, allo stomaco e il melanoma. La collaborazione tra oncologo e patologo è fondamentale per realizzare un approccio personalizzato alla cura del paziente. Ciò che l’anatomopatologo scrive nel referto diventa infatti uno dei pilastri fondamentali delle successive scelte terapeutiche”. La qualità dei test molecolari nel tempo è molto migliorata proprio grazie all’impegno delle due società scientifiche. “Abbiamo promosso controlli di qualità nazionali dei centri di patologia molecolare – continua il prof. Pinto –. Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire nell’intero territorio la possibilità di accesso a test molecolari validati. Uno dei requisiti indispensabili per la reale istituzione delle reti oncologiche regionali è rappresentato proprio dalla identificazione dei laboratori di riferimento per i test di biologia molecolare. Come evidenziato in un editoriale pubblicato su una famosa rivista scientifica, il New England Journal of Medicine, abbiamo solo cominciato a parlare delle potenzialità della medicina di precisione e siamo ben lontani dal raggiungimento dell’obiettivo finale”. Una delle caratteristiche di questo approccio è la multidisciplinarietà.

“La collaborazione fra diversi saperi è un fattore essenziale per governare la complessità che deriva dal considerare ogni paziente come potenzialmente unico - spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) -. Inoltre i tumori stanno diventando sempre più patologie croniche con cui i pazienti possono convivere a lungo, questo si traduce in una presa in carico crescente da parte dei medici di famiglia. L’oncologia di precisione deve affrontare la sfida della complessità: lo studio di ogni singolo paziente nella sua peculiarità porterà a un aumento esponenziale dei dati, sia qualitativo sia quantitativo. I medici di famiglia possono offrire un supporto fondamentale agli specialisti nel ‘governare’ questa mole di informazioni, un’esperienza che la SIMG ha sviluppato da tempo grazie al database Health Search”. Per la prima volta l’AIOM dedica all’oncologia di precisione un progetto nazionale, con la distribuzione in tutte le oncologie italiane di un opuscolo strutturato come un dialogo fra il presidente Pinto e Jorge Lorenzo, per cinque volte campione del mondo di motociclismo.

“Abbiamo deciso con entusiasmo di sostenere il progetto dell’AIOM - conclude il dott. Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia – che avrà un impatto positivo per i pazienti e per il sistema sanitario. Novartis è da anni impegnata nell’Oncologia di Precisione, per sviluppare farmaci sempre più efficaci contro il cancro, che migliorino la sopravvivenza dei pazienti e la loro qualità della vita, nel rispetto della sostenibilità del sistema”.

Scompare Reichlin, deputato di Puglia col PCI

di NICOLA ZUCCARO - La politica pugliese è in lutto per la morte dell'On.Alfredo Reichlin, deceduto dopo una lunga malattia nella serata di martedì 21 marzo all'età di 91 anni. Nato a Barletta nel 1925 e trasferitosi a Milano a seguito della famiglia, Reichlin rimase legato alla Puglia al punto da ricoprire il ruolo di segretario regionale del Partito Comunista italiano e di riservare due pubblicazioni ad essa ed in special modo alla saggistica meridionalistica. La prima fu avviata nel 1963 - anno del suo trasferimento a Bari - e dal titolo "Dieci anni di Politica meridionale 1963-1973". La seconda, sempre nel 1973, " Classi dirigenti e programmazione".

Unanime il cordoglio della sinistra di Puglia. Fra questi vi è quello di Michele Emiliano. Il Governatore della Puglia - ricorda in una nota - Reichlin quale autore e fautore di un'idea modernissima della Questione meridionale, distante dal recinto della retorica e lontana da quella banalità puntualmente emersa nel perenne confronto dialettico sul processo di sviluppo del Mezzogiorno d'Italia.