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giovedì, marzo 23, 2017

La leggenda di Capo di Leuca

di MARIO CONTINO - Un'altra bella leggenda ci arriva dal Sud Salento ed è un misto tra sacro e profano che vale la pena di menzionare. Tutti noi sappiamo che fu l'Apostolo Pietro a fondare la Chiesa su ordine di Gesù stesso, non il Cristianesimo come noi lo intendiamo, il quale si deve probabilmente all'opera si S.Paolo.

Bene, gli abitanti del Capo di Leuca ben conoscono, almeno i più anziani, la leggenda secondo la quale San Pietro, proveniente dall'Oriente, approdò in italia proprio dal Capo, da dove poi incominciò a predicare il Vangelo alle genti italiche.

Questa leggenda va però ben oltre, infatti secondo la stessa nessuno potrebbe entrare in Paradiso se non prima di aver compiuto il pellegrinaggio al Santuario di Santa Maria del Capo, o da vivo o da morto. Quindi è credenza che molte anime di buoni cristiani, che da vivi non hanno compiuto il pellegrinaggio entrano e sostano in preghiera nella chiesa di Maria prima di volare in cielo.

Chiaramente questa leggenda, intrisa di ideologia cristiana, contrasta con gli stessi dogmi della fede, i quali insegnano che dopo la morte del corpo l'anima tende a Dio per un primo giudizio, e sia destinata già in uno dei luoghi prescritti (inferno, purgatorio, paradiso) in attesa del giudizio finale.

Muore Tomas Milian, addio al monnezza

MIAMI - E' scomparso a Miami, dove viveva ormai da anni, Tomas Milian nome d'arte di Tomás Quintín Rodríguez Milián. L'attore era nato a Cuba, a L'Avana, il 3 marzo 1933.

Viveva da molti anni negli Stati Uniti ma era noto sopratutto in Italia dove, nonostante avesse lavorato con autori come Lattuada, Visconti o Maselli, era soprattutto per la sua partecipazione in western e nei film polizieschi dove impersonava l'ispettore Nico Giraldi e il romanissimo Sergio Marazzi, detto Er Monnezza.

WEB TV. Al via 'IntervistaSalento'

GALLIPOLI (LE) - Parte il programma web tv "IntervistaSalento", a cura della scrittrice e poetessa Mariateresa Protopapa. Sarà condotto dalla presentatrice Francesca Protopapa (nella foto, premiata in tutta Italia).

"Il programma - dichiarano le due ragazze - è stato ideato per valorizzare il territorio tramite interviste a grandi scrittori, poeti, giornalisti, medici, operatori cultuali e imprenditori pugliesi e salentini".

Si aprirà con la scrittrice Lilli Pati, salentina, pluripremiata  al "De Finibus Terrae 2015 -2016" (premio Mario Caputo - Maria Domenica Caroli).

Le dirette andranno in onda dalle diverse location della catena alberghiera "Caroli Hotels".

Alla Libreria Campus si presenta 'Verranno i giorni della pace'

BARI - Venerdì 24 marzo 2017 alle ore 18:30 presso Libreria Campus, Via Toma 76/78, Bari, sarà presentato il libro “Verranno i giorni della pace” di Amalia Mancini (Gelsorosso Editore).

Intervengono: Amalia Mancini, autrice e Marilena Masi, psicologa.
Letture di Rossana Lavermicocca.

Il vissuto della gente comune in uno dei periodi cruciali della storia di Bari tra guerra e dopoguerra è al centro di questa incisiva narrazione in forma di romanzo di Amalia Mancini. L’autrice, con una significativa operazione di recupero della memoria, pone al centro della riflessione le drammatiche condizioni di vita e di lavoro di due giovani, una sarta e un marinaio, vissuti all’insegna della paura e delle privazioni negli anni della dittatura e di un’avventura bellica disastrosa. I diversi aspetti delle traversie familiari, della violenza e della disperazione vengono compensati dall’amore e dalla solidarietà nel contesto molto difficile di una città che vive i momenti più duri e sconvolgenti della guerra, soprattutto dopo il tragico bombardamento, messo in atto dai tedeschi il 2 dicembre 1943.
“Verranno i giorni della pace” è il suo primo romanzo che nasce dal bisogno di non dimenticare, di dare voce a tutti quelli che hanno patito la guerra, che la Storia non considera eroi, ma uomini che hanno lottato solo per ritornare a vedere i giorni della pace.

Amalia Mancini nata a Foggia, si trasferisce a Bari subito dopo la nascita. Si laurea con lode in Filosofia con una tesi in Storia contemporanea, successivamente entra nel mondo della scuola, insegnando e occupandosi attivamente di progetti lettura. Nel 1990 pubblica un libro di testo: “Grammatica italiana”. Innamorata della poesia, vi si è spesso cimentata, risultando vincitrice, con i suoi versi in numerosi concorsi letterari. Lettrice instancabile, è da anni creatrice, animatrice e coordinatrice di gruppi di lettura: a Bari con “LeggerMente” (ADIRT) e con il “Building Apulia”; a Mola di Bari con “Un treno di libri”; a Polignano a Mare con “Libri nel foyer”. Si dedica da tempo alla stesura di brevi racconti, recensioni e presentazioni di autori presso associazioni culturali e librerie. 

mercoledì, marzo 22, 2017

25-26 marzo insieme al FAI per le Giornate di primavera: a Bari torna alla luce palazzo San Michele

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Con l’arrivo della primavera, tornano anche le “Giornate FAI di primavera”. Grazie al Fondo Ambiente Italiano oltre 1000 siti tra chiese, ville, aree archeologiche, giardini saranno visitabili, dopo esser stati sottoposti a lavori di recupero. Si tratta di molti posti sconosciuti che, con l’impegno del FAI, tornano ad essere fruibili alla cittadinanza.

Per la venticinquesima edizione nelle giornate del 25 e 26 marzo la delegazione FAI di Bari ha riportato alla luce uno dei tanti palazzi storici presenti nel territorio del I municipio. Con la collaborazione della Sovrintendenza della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari, il palazzo San Michele a Bari vecchia è stato restaurato e portato al suo stato originario. Si tratta di un complesso monumentale che nel corso sei secoli ha avuto diverse stratificazioni legate al gusto decorativo e architettonico del tempo, dal Medioevo fino al XIX secolo. Nel prossimo weekend sarà possibile ammirare questo sito culturale riportato alla sua origine medievale.

Oltre al capoluogo pugliese, la delegazione FAI di Bari invita a visitare altri quattro luoghi della città metropolitana confermando un grande impegno rivolto alla valorizzazione dei tesori nascosti della Puglia: a Giovinazzo si potranno visitare Casale Rufoli e l’Istituto Vittorio Emmanuele, già convento dei domenicani; a Gravina sarà aperta la chiesa e convento di Santa Sofia; ad Altamura il complesso monastico di Santa Chiara; a Monopoli la chiesa e chiostro del monastero di San Martino.

Alla conferenza stampa di presentazione delle Giornate FAI di primavera alla presenza dell’assessore Silvio Maselli che ha lodato l’impegno del FAI che con i suoi promotori e rappresentanti è testimone di tutti i cittadini che vogliono bene alla propria città rendendola migliore. Con il FAI, sui suoi principi di cura, promozione, vigilanza si è creata una grande alleanza con il Comune, ma per il bene di tutto il territorio che può riscoprire altri luoghi che aggiungono bellezza.

Rossella Ressa, capo della delegazione di Bari, durante la conferenza ha sottolineato della presenza dei giovani e degli studenti come elemento positivo per i progressi del FAI. Durante le due giornate, infatti, grazie alla collaborazione degli istituti scolastici saranno oltre 300 i “Ciceroni”, i ragazzi che saranno le guide durante le visite. Tra il FAI e alcuni istituti scolastici è nata una sinergia (con l’alternanza scuola-lavoro)che  mette in gioco le nuove generazioni e restituisce loro il patrimonio artistico-culturale.

Alla conferenza stampa erano presenti la presidente del I Municipio Micaela Paparella e Massimo Biscardi, Sovrintendente della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli, oltre ai gruppi del territorio barese aderenti al FAI.

Oltre alle visite, all’interno dei siti riaperti non mancheranno concerti, balli settecenteschi e mostre di abiti d’epoca.

Una parte di palazzo San Michele a Bari, per esempio, ospiterà una mostra fotografica di Enzo Catalano di scatti di come fu ritrovato il palazzo alla sua riapertura nel 2010; inoltre un altro spazio verrà dedicato al pittore De Nittis. Palazzo San Michele può ritenersi un tesoro nascosto anche per le scarse notizie storiche (si pensa che in questo sito abbiano alloggiato l’abate Elia e Gioacchino Murat) che in qualche modo si sta tentando di recuperare.

Tutti i siti aperti delle Giornate Fai di Primavera sono visitabili con un libero contributo facoltativo.

Teatro, Emilio Solfrizzi ne 'Il borghese gentiluomo e l'abito nuovo'

BARI - Emilio Solfrizzi è Il borghese gentiluomo, di Molière, con la regia di Armando Pugliese. Sarà in Puglia da domani, giovedì 23, per un tour lungo 5 giorni nelle Stagioni di prosa dei Comuni soci del Teatro Pubblico Pugliese. Giovedì 23 a Fasano, Teatro Kennedy, venerdì 24 a Manfredonia, Teatro Lucio Dalla, sabato 25 a Bitonto, Teatro Traetta, domenica 26 a Corato, Teatro Comunale, lunedì 27 a Trani, Teatro Impero.

Il borghese gentiluomo è la storia del signor Jourdain, che sogna di diventare nobile tra persone che lo raggirano e assecondano la sua follia pur di ottenerne un guadagno, e di sua moglie, donna estremamente razionale. Ai Jourdain si aggiunge la coppia dei servitori: Nicoletta e Coviello. Nasce, così, una farsa chiassosa, tipica del teatro comico. Coviello, vestito da turco si presenta a Jourdain e gli fa credere che il figlio del Gran Turco è giunto lì per sposare sua figlia. Lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello e ne nasce un fragoroso balletto-farsa, al termine del quale Jourdain continuerà a sognare tutto quello che non potrà mai avere, divenendo modello esemplare dell’arrampicatore sociale, che pretende di comprare col denaro quei meriti e quei titoli che non avrà mai.

Emilio Solfrizzi
IL BORGHESE GENTILUOMO
di Molière
con Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Lydia Giordano, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari, Roberto Turchetta
regia ARMANDO PUGLIESE

Riprende anche la tournée de L’abito nuovo, il lavoro scritto a quattro mani da Eduardo De Filipo e Luigi Pirandello reinterpretato dalla Compagnia pugliese La luna nel letto Tra il dire e il fare, con la regia, le scene e le luci di Michelangelo Campanale. Con Marco Manchisi, Nunzia Antonino e Salvatore Marci e Vittorio Continelli, Annarita De Michele, Adriana Gallo, Paolo Gubello, Dante Manchisi, Olga Mascolo, Antonella Ruggiero, Luigi Tagliente. Domani giovedì 23, lo spettacolo sarà al Teatro Rossini di Gioia del Colle, venerdì 24 ad Ostuni, Teatro Roma, domenica 26 a Grottaglie, Teatro Monticello.

LIBRI. Presentazione ‘Salento Quante Storie 4’ alla Laica di Lecce

LECCE - Verrà presentato giovedì 23 marzo alle ore 18.30 presso l’Associazione Laica di Lecce, il libro ‘Salento Quante Storie 4’, edito da Edizioni CittàFutura. Il volume è il risultato finale dall’omonimo concorso indetto dalla casa editrice leccese e rivolto a scrittori professionisti e non, a cui si chiedeva di redarre un breve racconto con l’obbligo di ambientarlo in una delle province di Lecce, Brindisi e Taranto.  Il libro raccoglie i dieci scritti ritenuti i più validi tra quelli partecipanti e accuratamente selezionati da una giuria tecnica composta da giornalisti e scrittori. Tra questi dieci, i lettori che avranno acquistato il libro sceglieranno successivamente il vincitore assoluto, al quale andrà una targa e un premio in denaro di 500 euro.

L’iniziativa nasce con lo scopo di mettere in risalto la bellezza della cultura e della terra salentina attraverso storie firmate da chi conosce bene questi luoghi, facendo emergere anche i tanti talenti letterari che il Salento offre. Diversi i temi trattati, tra cui l’amore, i ricordi, l’amicizia, ognuno affrontato in maniera convincente e accattivante e con uno stile originale. Il concorso giunge così alla sua quarta e ultima edizione, poiché, visti i grandi risultati ottenuti finora, negli ultimi mesi la casa editrice ha deciso di allargare il target a cui la competizione è rivolta, trasformandola in ‘Puglia Quante Storie’, di cui sono già aperte le iscrizioni alla sua prima edizione.

I dieci autori che firmano ‘Salento Quante Storie 4’, in ordine casuale, sono: Claudia Forcignanò di Lecce con ‘Il lungo abbraccio di Iside- Storia di un ritorno’, Maria Carrassi di Lecce con ‘Provare per credere’, Giulia Reale di Novoli con ‘Sotterfugi Barocchi’, Isabella Malecore di Lizzanello con ‘Il profumo dei ricordi’, Anna Leo di Lecce con ‘Una stella sul casale’, Sabrina Maniglio di Zollino con ‘Di bellezza e sacrificio’, Monica Conforti di Lecce con ‘Io sono il mare’, Antonio Cotardo di Caprarica di Lecce con ‘Il calzolaio dal cuore grande’, Maria Stefania Ricchiuto di Lecce  con ‘NeroMare’ e Alessio Palumbo di Aradeo con ‘Un gioco non voluto’.

L’evento è organizzato con il patrocinio della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Lecce, del Comune e della Provincia di Taranto e dl Comune e Provincia di Brindisi. Dialogherà con gli autori la giornalista Giovanna Ciracì. Ingresso libero.

Per maggiori info:

Città Futura s.r.l.
Tel. 0832300979

martedì, marzo 21, 2017

Nomenclatura e linguaggio dialettale di alcuni pesci e frutti di mare

di VITTORIO POLITO - E dopo la nascita dell’Accademia del Mare, da un’idea di Matteo Gelardi, noto citologo nasale con la passione del mare, in collaborazione con un noto Ristofish barese, non si può non conoscere il nome di alcuni pesci o di frutti di mare, nonché il loro nome dialettale, che i baresi conoscono molto bene, ma non sempre noti ai forestieri (giargianise).

È sempre più utile e indispensabile conoscere il nostro dialetto, per meglio comprendere terminologie e vocaboli più appropriati. Il dialetto, come è noto, è una forma di linguaggio verbale più immediata e nello stesso tempo più sofisticata, dal momento che riesce ad imprimere quel tanto di drammatizzazione al nostro parlare, funzionando, l’espressione dialettale, come efficace rafforzamento del nostro eloquio e quindi facilitando la comunicazione.

Nel presente caso viene in aiuto Carlo Scorcia con i suoi importanti ed interessanti volumi «Saggio di nomenclatura popolare barese» e «Pesca nel “Mare di San Nicola”», che ha pensato bene di divulgare nell’anno 1967 (ed. Resta), il primo, e nell’anno 1974 (Levante Editori), il secondo. Una sorta di vocabolari scritti in dialetto barese, con traduzione e chiarimenti in italiano e, ove possibile, con i corrispondenti nomi originali in latino e greco dovuti al grande naturalista Linneo, insieme a curiosità e leggende. Un esempio: ‘Pèsce Sambìtte’ (Pesce Sampietro) ovverosia Zeus Faber. Il nome deriva dalla leggenda relativa a San Pietro, il quale, un giorno, costretto a pagare un balzello, prese dal mare un pesce, in bocca al quale trovò la moneta necessaria. Il fatto miracoloso avvenne, molto probabilmente, in alto mare, dimostrando che l’Apostolo doveva essere molto energico nella cattura. Il pesce San Pietro, proprio del Mediterraneo, porta da ciascun lato due macchie nere rotonde che, secondo la leggenda, rappresentano le impronte delle dita.

Il volume «Pesca nel “Mare di San Nicola”», vuole essere uno stralcio aggiornato e largamente arricchito, della parte relativa alla pesca compreso nel citato «Saggio di nomenclatura popolare barese». Scorcia nel suo pregevole lavoro ha volutamente trascurato alcuni ittionimi, abbastanza comprensibili e privi di caratteristiche locali, come anche i neologismi dialettali derivanti dall’italiano. L’autore ha fatto veramente un lavoro certosino. Infatti, per il secondo volume ha partecipato personalmente alla «ricerca orizzontale lunga otto chilometri delle coste baresi e con una verticale dalla zona di spruzzo fino a sei miglia in fuori, – avvalendosi – di anziani pescatori e di quei giovani che continuano la tradizione, senza disdegnare l’azione di efficace insegnamento da parte dei primi, anche se ora troppo pochi». Scorcia, in sostanza, consiglia come amare i valori autentici della nostra Città, offrendo ai lettori il tesoro comune della nostra lingua, raccogliendo i termini dialettali di pesca, agricoltura e della caccia, colmando una lacuna che altri autori non erano riusciti a fare. Dalle citate pubblicazioni, che sono un omaggio ai Baresi del tempo passato ed a quelli di oggi, è stata scelta solo una piccola parte della nomenclatura, quella più comune e conosciuta, dedicata ai crostacei, ai pesci, ai molluschi ed alle voci attinenti la pesca nel “Mare di San Nicola”, rimandando ai testi originali per gli approfondimenti.

Agostinelle: Aghestenèdde. Triglia minore. Triglioline di agosto miste nella Meròsche. Mullus barbatus.

Allìive: Allievo. Seppiolina. Spellate e battute in acqua con pezzi di ghiaccio diventano più tenere e sono ottime crude, specie per i buongustai baresi, Il termine vale per piccolo, non ancora adulto.

Calamaretto: Calamarìidde. Piccolo calamaro. Mollusco cefalopode ottimo fritto a fettine. Allotheutis media.

Canestrella: Canestrèdde. Coniglietta dei pellegrini. Ventaglio. Chlamys varia. Da canestro per la forma.

Cannolicchio: Cannelìicchie. Cannolicchio per la forma a cannuccia. Sole vagina. Ensis Siliqua. È raro da noi perché vive nelle sabbie finissime e candide. Sul mercato vengono dalla pesca di Margherita di Savoia.

Sarago rigato: Capegnòre.  Ottimo pesce per arrosto o lesso. Sargus.

Ciambòtte: Misto di pesci di scoglio con scorfani, labridi, girelle, ghiozzi, per preparare una gustosa zuppa o un aromatico sugo per spaghetti. Il termine, forse, dal francese chabrot.

Cicala: Cecàle de paranze. Canocchia, Squilla. Squilla mantis. Buone lesse nei mesi invernali o in brodetto rosso.

Cierre o cìrre: Tentacolo di polpo o di seppia. “Cirro”. Cirrus.

Cozza nera: Cozza gnore. Mitile comune. Mytilus galloprovincialis.

Cozza pelosa: Modiola pelosa. Modiolus barbatus. Differisce dalla cozza nera per la forma più rigonfia, per il colore marrone. Viene consumata cruda e mai cotta.

Cozza San Giacomo: Cozze San Giàgheme. Conchiglia San Jacopo. Pecten Jacobaeus. Conchiglia fra le più piccole con valve tenute da cerniera.  Da gustare cruda, ma ora è rarissima.

Dattero: Dàttue. Litodomo. Il termine per la somiglianza al dattero della palma. Lythodomus Lythophagus. Oggi è vietata la pesca e il consumo.

Malàndre: Apparato sanguigno del polpo a forma rotondeggiante. I baresi lo mangiano fritto e lo trovano molto gustoso. Dal greco Malacos. Viene ritenuta, a torto, come la glandula dell’inchiostro di seppia, detta anche tasca del nero.

Meròsche: (Amorosa per saporosa). Pesciolini e triglioline che si pescano nel mese di agosto. Gustosissimi crudi.

Mùsce: Arca di Noè. Navicola Noae. Così detto da muscolo, per le carni nervose, semidure e da un ottimo profumo di mare.

Noce reale: Nùsce rèale. Cuore edule, se liscio. Coppa verrucosa, se rugoso. Cardium edule. Venus verrucosa. Il più prelibato, anche perché meno abbondante, è il cuore edule.

Noce: Nùsce de mare o Noce di mare, per la forma. Venere gallina. Venus gallina o Chamelaea gallina.

Occhiata: Acchiàle. Pesce prelibato. Oblada Oculata (per gli occhi grandi) o Oblada Melanura (per la striscia nera sulla coda).

Orata: Aurate. Pesce ricercatissimo, ottimo arrosto o lesso. Sparus Auratus.

Ostrica: Òstie e òstreche. Ostrica. Estrea edulis.

Pelosa: Pelòse. Crostaceo decapodo ricco di peli giallastri rigidi come setole.  Da consumare soprattutto lesso. Eriphia spinifrons Her. Brachiuri.

Polpo: Pulpe. Vi sono diverse varietà, ma quella più nota e apprezzata è u pulpe de pète (polpo delle pietre o di scoglio). Octopus vulgaris. Una goduria per i baresi che la consumano prevalentemente cruda.

Riccio: Rizze du pennìte. Riccio di mare annidato su fondo con alghe penne. Paracentratus lividus. È il più apprezzato.

Salìppece: (Che salta). Gamberetto che vive sotto piccole pietre, quasi alla riva.

Scarpètte: Scarpetta. Piccoli di seppia. Sepiola Rondoleti. Il nome dalla forma di scarpetta. Da consumare cruda.

Sckume de mare: Avannotto di acciuga. Engraulis encrasicholus. Alice nei primi giorni di vita. Anche per questa è proibita la pesca e il consumo.

Spigola: Spinnue. Pesce lupo. Dicentrarchus labrax. Corpo affusolato e armonico e ventre argentei puntellati di nero, riga spinulosa che parte dal capo e giunge alla coda. È tra i più ricercati e apprezzato pessce bbianghe.

Taratùffe. Tartufo di mare per il colore bruno scuro, rotondeggiante, gibboso, somigliante al fungo tuberaceo. Uovo di Mare. Microcosmus sulcatus. È apprezzato per l’errata convinzione che sia afrodisiaco.

Curiosità. Qualche anno fa il periodico “TV Sorrisi e canzoni” e il quotidiano “La Repubblica”, distribuirono un testo sulla “Cucina Regionale Italiana – Puglia”, nel quale si parlava di mare e venivano definiti i nostri allievi “alunni”, mentre parlando di polpi, si legge “Infine, i polpi, opportunamente ripuliti della loro scorza coriacea di colore bruno vengono messi in un cestello e agitati” (?). “E, cosa straordinaria, in seguito a questi trattamenti, il polpo che si dice abbia in origine carne abbastanza coriacea, diventa alla fine tenerissimo”. Ma quali alunni e quale scorza coriacea?! 

lunedì, marzo 20, 2017

"I motivi per scegliere una fidanzata dell’Est", chiuso programma Rai con Paola Perego

ROMA - Vespaio dopo l'ultima trasmissione di Rai1 'Parliamone sabato'. La Rai ha deciso la chiusura del programma in onda su Rai1 e finito nella bufera per il servizio dedicato alle donne dell’est. “Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano”, ha dichiarato il direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto.

“Occorre agire ed evolversi. La decisione di chiudere Parliamone Sabato – ha spiegato il dg Rai – non è infatti solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato, contenuti che contraddicono in maniera indiscutibile sia la mission del Servizio Pubblico che la linea editoriale che abbiamo indicato sin dall’inizio del mandato. E’ anche – ha proseguito – una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai1 sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo. Questo – ha concluso Campo Dall’Orto – al fine di rendere i contenuti Rai sempre più coerenti ai valori che ne ispirano la missione”.

Il direttore di Rai1, Andrea Fabiano, ha aggiunto: “Rinnovo le mie scuse più sincere per quanto accaduto e ribadisco l’impegno per un’offerta sempre ispirata ai valori del Servizio pubblico”.

IRA DELLA BOLDRINI - "Le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione. Questa vergognosa lista - trasmessa durante la trasmissione 'Parliamone sabato', in onda su Rai Uno - è offensiva sicuramente nei confronti delle donne". Lo afferma la presidente della Camera, Laura Boldrini, commentando su facebook il servizio sulle donne dell'est andato in onda sabato su Rai1, nel corso della trasmissione 'Parliamone sabato'.

La polemica contro la rubrica Parliamone sabato, condotta da Paola Perego su Rai1, è per il Codacons "ipocrita ed insensata". "Tutti si scandalizzano per la 'lista' con i motivi per scegliere una fidanzata dell'est, ma nessuno rimane turbato quando, sfogliando le pagine dei quotidiani, la donna appare come un mero oggetto - afferma in una nota il presidente Carlo Rienzi - La rappresentazione delle donne che danno oggi i giornali è assai peggiore del servizio trasmesso da Rai1, perché sulle pagine dei quotidiani il corpo femminile e l'immagine della donna vengono continuamente umiliati e mercificati. Eppure non ci sembra che chi oggi si indigna con la Perego abbia mai protestato contro i direttori delle varie testate giornalistiche". "Parlare delle 'fidanzate dell'est' e delle caratteristiche di donne di altri paesi non ci pare uno scandalo, ma anzi affronta una questione sociale esistente nel nostro paese, dove cresce costantemente il numero di donne provenienti dall'Europa dell'est, e può essere utile per portare ad una riflessione non solo sulla donne ma anche e soprattutto sugli uomini italiani e sui loro comportamenti", conclude il presidente Codacons.

Cinema, 'La Bella e la Bestia' fa il botto: 7 mln di incassi

di REDAZIONE - La magia dei classici Disney conquista tutti. Al cinema sono tornate le emozioni con La Bella e la Bestia film diretto da Bill Condon, che debutta nelle sale italiane registrando un incasso di 6.923.885 euro in soli 4 giorni dall'uscita in 861 sale.

Esordio da record anche al box office Usa dove il film ha rastrellato 170 milioni di dollari nel week end (miglior debutto di sempre nel mese di marzo, 7/o miglior week end d'apertura nella storia del botteghino nord americano). Kong: Skull Island viene spinto così dalla vetta quarto gradino con 729.537 euro, 2.543.120 euro in due week end dall'uscita.

Al secondo e terzo posto troviamo due new entry: l'horror The Ring 3 che ottiene 772.015 euro in 4 giorni e John Wick 2, di Chad Stahelski, thriller collaudato con Keanu Reeves che incassa 766.314 euro. Scivola dal terzo al quinto posto Il diritto di contare, che ottiene 574.010 euro (1.608.917 totali).

Renato Zero festeggia cinquant'anni di carriera

ROMA - Un nuovo album di inediti e un progetto tra musica dal vivo e recitazione con 61 elementi di orchestra sinfonica, 30 coristi, 7 attori e lui, Renato Zero, che festeggia i 50 anni di carriera e torna con "Zerovskij...solo per amore", titolo del concept album in uscita a maggio e del tour che prenderà il via il primo luglio dal Foro Italico con 5 date e si sposterà poi a Lajatico (Pisa) il 29 luglio, al Verona l'1 e il 2 settembre e a Taormina il 7 e il 9.

150 anni Teatro Giordano, Andrea Cheniér a Foggia

FOGGIA - La città di Foggia si prepara a ospitare nuovamente la lirica, dopo 15 anni, celebrando i natali di Umberto Giordano, che qui nacque il 28 agosto 1867. Le celebrazioni sono organizzate dal Comune di Foggia in collaborazione con il Conservatorio “Umberto Giordano”, l’Accademia di Belle Arti, l’Università di Foggia e la Fondazione Banca del Monte di Foggia e la Fondazione “Apulia Felix”. Col sostegno di Amiu Puglia – servizi e tecnologia per l’ambiente, e del Teatro Pubblico Pugliese.

Al teatro che porta il suo nome, Teatro Giordano, due le opere in programma per il 150esimo anniversario della nascita del grande compositore. Andrea Cheniér in programma il 24 (ore 21.00) e 26 marzo (ore 18.30) con la direzione del Maestro Massimiliano Stefanelli e Giove a Pompei, il 5 e 7 maggio 2017. Giove a Pompei, rappresentata l’ultima volta nel 1921, sarà diretta da Gianna Fratta.

Per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario della nascita di Umberto Giordano è stato costituito presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo il comitato tecnico scientifico che avrà il compito di coordinare e promuovere le iniziative culturali previste. Il comitato è presieduto dal Sindaco di Foggia, Franco Landella, e composto dall’Assessore comunale alla Cultura Anna Paola Giuliani, dal Dirigente del Settore Cultura del Comune Carlo Dicesare, dal direttore del Conservatorio “Umberto Giordano”, Francesco di Lernia, dal Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, Eva Belgiovine, dal Prorettore dell’Università degli studi di Foggia, Giovanni Cipriani, dal Presidente della Fondazione Banca del Monte di Foggia, Saverio Russo, dal Presidente della Fondazione Apulia Felix, Giuliano Volpe, dalla pianista e direttrice d’orchestra, Gianna Fratta, dallla Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia, Simonetta Bonomi, da Enrico Sannoner dell’Associazione Amici della Musica di Foggia e dal musicologo Guido Salvetti.

Andrea Chénier STEFANO LA COLLA, Carlo Gérard ELIA FABBIAN, Maddalena di Coigny, CRISTINA PIPERNO, Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano”, Direttore MASSIMILIANO STEFANELLI. Coro Lirico Pugliese. Maestro del coro AGOSTINO RUSCILLO Regista ALBERTO PALOSCIA; Scenografo ALFREDO TROISI, Costumista ARTEMIO CABASSI.

Andrea Chénier – si legge nelle note di regia di Alberto Paloscia - segna una delle tappe più alte del verismo in musica; Giordano risponde al naturalismo al calor bianco di Cavalleria rusticana di Mascagni – titolo di esordio del filone della “Giovine Scuola Italiana” - e a alla poetica intimista della Bohème di Puccini con un sapiente e calibratissimo giuoco musicale e teatrale, imperniato su un profondo e perfetto connubio tra voci, orchestra e palcoscenico. La lezione dell'ultimo Verdi – quello di Otello e Falstaff -, dell'opera francese del secondo Ottocento – in particolare di Bizet e Massenet -, la lezione dell'opera russa e di Musorgskij, particolarmente evidente nel protagonismo del coro e nel magistrale trattamento delle masse corali: tutto questo viene risolto ed equilibrato dalla mano sopraffina del compositore pugliese con un sapiente dosaggio delle sue capacità di orchestratore e di melodista, con il gusto – tutto giordaniano - del “montaggio sonoro” che ha non pochi punti di contatto con la nuova forma di spettacolo che vede la luce proprio alla fine degli anni Novanta dell'Ottocento, quasi contemporaneamente alla gestazione di Chénier: il cinema.

Dramma di ambiente storico in quattro quadri, libretto di Luigi Illica, Maestro concertatore e direttore, Massimiliano Stefanelli, regia Alberto Paloscia, Scene Alfredo Troisi, costumi Artemio Cabassi. L’Orchestra è del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, il Coro Lirico Pugliese con Direttore del Coro Agostino Ruscillo. Andrea Chénier sarà interpretato da Stefano La Colla, Carlo Gérard da Elia Fabian, Maddalena di Coigny da Cristina Piperno, La mulatta Bersi da Sofio Janelidze, Madelon e la contessa di Coigny da Angela Bonfitto, Roucher e Fouquier Tinville da Daniele Piscopo, Pietro Fléville, romanziere e il sanculotto Matthieu da Matteo D’Apolito; un «Incredibile» e l’Abate, poeta da Cataldo Caputo e infine Schmidt, il maestro di casa e Dumas da Carlo Agostini.

Apertura straordinaria del bottegino del Teatro Umberto Giordano lunedì 20 marzo10:00 - 12:00, martedì 21 marzo 10:00 - 12:00/16:00 - 18:00; mercoledì 22 marzo19:00 - 21:00; giovedì 23 marzo; 10:00 - 12:00/16:00 - 18:00; venerdì 24 marzo 10:00 - 12:00/19:00 - 21:00; domenica 26 marzo 16:00 - 18:00. Info Teatro Giordano Foggia - Piazza C. Battisti 0881 792908; www.teatrogiordano.it; facebook teatroumbertogiordano; twitter teatro_giordano; instagram; teatro_giordano

Cristina D'Avena canta la sigla del nuovo film dei 'Puffi'

MILANO - Cristina D'Avena fa rivivere il mito dei Puffi cantando "Noi Puffi Siam Così" il titolo della nuova sigla de "I Puffi : Viaggio nella foresta segreta", il nuovo film in uscita il 6 aprile. A distanza di 35 anni, "Noi Puffi Siam Così" è l'undicesima sigla interpretata da Cristina D’Avena e dedicata agli ometti blu. "I Puffi : Viaggio nella foresta segreta", lungometraggio completamente animato, è il terzo film dedicato alle celebri creature nate dalla penna di Peyo. E' stato diretto da Kelly Asbury, e nella sua versione originale il film presenta le voci di Demi Lovato e Joe Manganiello. Cristina D'Avena supporta infatti "Piccoli Puffi, grandi Obiettivi", la campagna lanciata congiuntamente da ONU, UNICEF e Fondazione delle Nazioni Unite a sostegno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stipulati nel 2015 dai 193 paesi membri delle Nazioni Unite.

La campagna culmina proprio oggi, 20 marzo, durante la Giornata internazionale della Felicità, con una cerimonia nel quartier generale dell'ONU a New York. Cristina D’Avena è l’unica e sola regina incontrastata delle sigle dei cartoni animati, personaggio amatissimo e seguitissimo ancora oggi da un esercito di fan che abbraccia almeno tre generazioni. I suoi concerti in giro per l'Italia registrano sempre il sold out.

domenica, marzo 19, 2017

Scompare Chuck Berry, il padre del rock 'n' roll

Addio al leggendario Chuck Berry, il musicista che con la sua memorabile chitarra firmò l'era del rock 'n roll attraverso brani risultati intramontabili come 'Johnny B Goode' e 'Roll Over Beethoven'. Aveva 90 anni. Il decesso è stato confermato dalla polizia di St. Charles County, in Missouri.

La polizia ha reso noto di essere intervenuta dopo una chiamata di emergenza nel pomeriggio e di aver trovato il musicista senza conoscenza. Non ha risposto ad un tentativo di rianimazione ed è stato dichiarato il decesso. Berry ha influenzato generazioni di musicisti.

Rolling Stones, inoltre, lo ha inserito nella lista dei 100 migliori artisti di sempre dopo i Beatles, Bob Dylan, Elvis e i Rolling Stones.

INTERVISTA. Fabrizio Moro: "Non smetterò mai di ringraziare Pippo Baudo per aver creduto in me"

di NICOLA RICCHITELLI - Abbiamo raggiunto telefonicamente Fabrizio Moro in occasione dell’instore avvenuto presso la Feltrinelli di Bari lo scorso 15 marzo.

Si parla soprattutto del suo ultimo lavoro “Pace” – l’ottavo album della sua carriera – contenente il brano sanremese “Portami via”, un album che il cantautore romano descrive così: «Rappresenta un periodo di grandi emozioni e di cambiamenti nella mia vita. Racconto, o meglio cerco di raccontare – dire racconto sarebbe troppo pretenzioso forse – la ricerca di equilibrio e di pace che è stata una costante che è mancata nella mia vita, essendo una persona abbastanza combattiva e quindi competitiva; ecco, non credo che la pace la troverò spesso, quindi è una condizione che va e che viene…».

E non si è mancato di tornare un po’ indietro nel tempo, fino ad arrivare a quel 2007, quando con il brano “Pensa” Moro si faceva conoscere al grande pubblico vincendo, tra l’altro, la sezione nuove proposte del Festival di Sanremo: «…Stiamo parlando di una canzone che ha fatto un po’ il giro delle sette chiese come si dice a Roma. Fu una canzone che proposi a diverse case discografiche, ma nessuno volle investire in quel brano lì. Ad un certo punto andai caparbio – da buon calabrese quale sono – direttamente da Pippo Baudo, che finalmente mi accolse, ascoltò la canzone e poi è successo quello che è successo, però, ecco, è stato lui in primis a crederci».

D: Dunque Fabrizio, partiamo dal tuo ultimo lavoro, “Pace”, contenente il pezzo sanremese “Portami via”. Aldilà di quanto raccontato a Sanremo, cosa dice di sé Fabrizio Moro in questo album e quali sono gli elementi significativi che un ascoltatore dovrebbe cogliere?
R: «E’ un album che ho scritto in due anni e rappresenta un periodo di grandi emozioni e di cambiamenti nella mia vita. Racconto, o meglio cerco di raccontare – dire racconto sarebbe troppo pretenzioso forse – la ricerca di equilibrio e di pace che è stata una costante che è mancata nella mia vita, essendo una persona abbastanza combattiva e quindi competitiva, ecco, non credo che la pace la troverò spesso, quindi è una condizione che va e che viene. Racconto questo stato d’animo con cui ho vissuto questo nuovo momento della mia vita, specie negli ultimi due anni che sono stati abbastanza difficili per me dove sono successe cose belle e meno belle, cose che ho cercato di raccontare appunto in questo album».

D: Tra l’altro nell’album è contenuto, così come si accennava sopra, il brano portato a Sanremo “Portami via”, un brano che, come dichiarato in varie occasioni, rappresenta un grido, una richiesta di aiuto fatta a tua figlia. Da dove è nata questa esigenza?
R: «Chiedere aiuto è stata una cosa sempre molto complicata per me, questo in generale nella mia vita. Poi succede che arrivi ad una certa età – io ho quasi quarantadue anni – che inizi ad accettare anche qualche limite, anche se ci sono dei limiti che non supererò mai nella vita questo già lo so; limiti che appartengono a me stesso, alla mia personalità, contro i quali continuo a combattere ma so già che non supererò mai. Limiti che fanno parte della mia vita e del percorso emotivo di vita. Una volta iniziato a conviverci con questi limiti ho imparato anche a chiedere aiuto, e l'ho fatto alla persona più importante della mia vita che è mia figlia».

D: Fabrizio, raccontare le proprie emozioni in un testo di una canzone e quelle stesse emozioni poi cantarle dinnanzi ad un pubblico. Che differenza c’è tra questi due momenti?
R: «La parte live è la parte più importante – almeno nel mio percorso artistico – perché durante i live hai la possibilità di farti apprezzare – e perché no fatti disprezzare – a 360 gradi, e quindi non sono solo i tre minuti del passaggio radiofonico. I live sono la parte del mio lavoro che più mi danno soddisfazioni e che mi interessano di più. Non sono mai stato un artista che si è pubblicizzato più di tanto in televisione e in radio, specie negli ultimi due, quindi i live sono sempre stati la base che mi hanno supportato in questo percorso da venticinque anni a questa parte».

D: Giusto dieci anni fa vincevi la sezione delle nuove proposte a Sanremo con un brano che prepotentemente è entrato nella storia della musica italiana: “Pensa”. Ma aldilà di questo, penso che bisogna sottolineare il coraggio che ha avuto Pippo Baudo nel portare questo pezzo a Sanremo. Quanto ha pesato l’incontro in tal senso con Pippo sulla tua carriera?
R: «Molto, perché stiamo parlando di una canzone che ha fatto un po’ il giro delle sette chiese, come si dice a Roma. Fu una canzone che proposi a diverse case discografiche, ma nessuno volle investire in quel brano lì. Ad un certo punto andai caparbio – da buon calabrese il quale sono – direttamente da Pippo Baudo, che finalmente mi accolse, ascoltò la canzone e poi è successo quello che è successo, però ecco è stato lui in primis a crederci».

D: Quanto ha pesato la sua sicilianità e, quindi, una certa sensibilità ai problemi della sua terra nella scelta del pezzo?
R: «Questa cosa si è pensata, però credo che lui non si sia basato solo su un certo legame geografico, credo che lui sia rimasto colpito dal brano in sé per sé, e dall’attualità che ancora oggi ripercorre».

D: Fabrizio, parliamo un po’ del tuo ruolo di professore nella scuola di “Amici”. Spesso hai parlato e raccontato di te come una persona introversa e timida. Quanto lavoro hai dovuto fare su te stesso per affrontare questa esperienza?
R:«Si, soprattutto nell’ultimo anno. Erano già un paio di anni che la produzione mi contattava chiedendomi di far parte dello staff assumendo il ruolo di professore, però devo dire che non me la sono mai sentita. Ogni volta che sei in televisione e dici qualcosa questo fa il giro dei social, insomma la televisione è un posto dove devi calcolare ogni parola, ogni passo, e questa cosa qui devo dire che mi ha sempre spaventato. Però ho visto questa occasione come un momento importante per la mia maturazione artistica, e comunque a quarantadue anni ho fatto un po’ pace con certe dinamiche esistenziali e con un certo tipo di mondo e ho quindi ho deciso di mettermi in gioco. All’inizio mi hanno chiesto di fare due lezioni – senza firmare il contratto – quindi mi hanno dato la possibilità di provare. Dopo queste due lezioni mi sono sentito a mio agio, ha avuto quasi un effetto terapeutico questa cosa, perché ho scoperto un Fabrizio che non conoscevo, molto estroverso, però aldilà di tutto è stato molto bello poter mettere a disposizione dei ragazzi tutta la mia esperienza».  

D: Fabrizio, chiudiamo con il tour: quando partirà e quando ti vedremo in Puglia?
R: «Si, il tour partirà da metà giugno fino a metà ottobre, dove suoneremo in venti città italiane, e in Puglia sono previste due date, una a Bari e un’altra Lecce. Prima del tour ci saranno due anteprime, il 20 aprile al Fabrique di Milano e il 26 e 27 maggio al Palalottomatica di Roma».

Bari, Prem1ere Film distribuirà il corto premio Oscar

BARI - Sarà “Prem1ere Film” il distributore italiano di “Sing”, Miglior Cortometraggio agli Oscar 2017, nella sezione “Best Live Action Short Film”.

Il film ungherese di 25 minuti (titolo originale Mindenki), diretto da Kristof Deák e prodotto da “Meteor Film”, è ispirato ad una storia vera, ambientata nella Budapest anni ’90. La protagonista è Zsofi, una bambina, che desidera entrare a far parte del prestigioso coro della scuola per realizzare il suo sogno: cantare. Ben presto, scoprirà l’oscuro segreto, che si cela dietro la fama del coro.
La  casa di produzione di “Sing” ha affidato la distribuzione festivaliera del cortometraggio, premiato quest’anno agli Academy Awards, alla società barese di Mariapia Autorino e Roberto De Feo, da anni impegnata nella realizzazione e promozione di cortometraggi di qualità, decretando così la prima volta in cui una realtà cinematografica italiana viene incaricata della diffusione di un corto, vincitore del premio Oscar.

La distribuzione di “Sing” è l’ultimo riconoscimento per “Prem1ere Film”, già scelta, lo scorso anno, da “Euro Connection”, il pitch forum di coproduzione europea organizzato dal Festival International du Court Métrage à Clermont-Ferrand, tra le migliori dodici società emergenti nel panorama cinematografico europeo.

Le soddisfazioni per la società pugliese, però, non finiscono qui. Il primo marzo scorso, infatti, “Prem1ere” ha vinto il bando nazionale “Sillumina”, promosso dalla Società italiana degli Autori ed Editori e dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali, aggiudicandosi un finanziamento pubblico pari a ventimila Euro per la distribuzione internazionale dei propri cortometraggi. Il 13 marzo scorso, inoltre, uno dei suoi soci, Roberto De Feo, ha vinto il bando “PIN - Pugliesi Innovativi”, iniziativa dell'Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Puglia, ottenendo un finanziamento di trentamila Euro con “Wrapville”, progetto innovativo di distribuzione internazionale di film, di cui “Prem1ere Film” è il partner principale.

“Produrre film è ormai alla portata di tutti. Al contrario non lo è distribuirli” - ha dichiarato Roberto De Feo. “Sono, quindi, contentissimo che la Regione Puglia abbia creduto nel progetto presentato insieme ad Alberto De Giglio. E sono molti i soggetti pubblici e privati, che, sia in Italia che all’estero, hanno dimostrato grande interesse per le nostre idee”.

La piattaforma “Wrapville” sarà lanciata sul mercato mondiale entro la fine del 2017. Il progetto sarà presentato a finanziatori privati, durante l’imminente edizione del Festival de Cannes.

“Prem1ere”, dunque, guarda ora al mercato internazionale e per l’occasione inaugurerà, a fine marzo, la sua prima sede all’estero, a Parigi.

“Nessuno in Italia prima di “Prem1ere” ha creduto così tanto nelle opportunità offerte dall’industria del cortometraggio” - ha commentato Mariapia Autorino, amministratrice della Società. “Fino a qualche anno fa eravamo gli unici presenti nei mercati internazionali, ora si sono aggiunte realtà come il Centro Nazionale del Cortometraggio ed altre società italiane. Questo, a dimostrazione del fatto che esiste un mercato che può essere sfruttato”.

sabato, marzo 18, 2017

Gino Paoli dimesso da ospedale dopo intervento

MODENA - Gino Paoli, 83 anni, è stato colpito lunedì da un aneurisma all'aorta addominale: il cantante è stato ricoverato nella clinica privata Hesperia Hospital, dove ha subito un intervento programmato, è stato dimesso e sta bene. A rendere nota la notizia il quotidiano 'Il Resto del Carlino' di Modena città dove Gino Paoli trascorre molto del suo tempo da diversi anni.
 
Lo stesso cantautore genovese ha inviato una lettera alla redazione modenese del giornale, dopo le dimissioni dalla clinica, avvenute ieri: "desidero ringraziare l'Hesperia Hospital di Modena per il felice esito delle cure prestate in occasione del mio recente ricovero". 

venerdì, marzo 17, 2017

Presentato ieri a Bari 'Le parole oltre il tempo'

di FRANCESCO LOIACONO - E’ stato presentato ieri sera a Bari, nella suggestiva ambientazione della profumeria “Crabtree e Evelyn”, il libro di Maria Concetta Cataldo “Le parole oltre il tempo”. Il volume parla della storia di tre conversioni a Dio, quelle di Giuda, Maria Maddalena e Giovanni. Il testo nasce da una profonda ricerca sulla Bibbia dell'autrice.

Maria Concetta Cataldo è nata a Lecce. Laureatasi in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito successivamente un diploma in Teologia. E’ una insegnante con una straordinaria passione per la religione e le sacre scritture.

Ne "Le parole oltre il tempo", Giuda rappresenta il dubbio dell’uomo che sente il fascino della verità, mentre Giovanni è l’uomo giovane a cui Dio parla della libertà delle origini. Maddalena assurge - secondo la Cataldo - all’istinto, alla carne che si ribella. Vorrebbe sedurre Dio, ma comprende che il Nazareno sta subendo su di sè tutto l’inferno degli uomini.

La bravissima attrice Lorena Pasotti ha letto con grande trasporto alcuni brani del libro, molto apprezzati dai presenti. Il moderatore Giuseppe Trotta ha stimolato con domande pertinenti l’autrice ed ha recitato sapientemente alcuni passi del tomo. L’editore del volume è Luciano Pegorari, Falvision.

La serata è stata organizzata con grande attenzione da Elisabetta Minenna. Numeroso il pubblico presente.

Festival del Cinema europeo apre con omaggio al grande Totò

LECCE - Doppio anniversario per il Festival del Cinema Europeo di Lecce, diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano: i suoi 18 anni di attività e il cinquantenario dalla scomparsa di Totò.

E proprio al Principe Antonio De Curtis il Festival dedica un particolare omaggio inaugurando la 18esima edizione con l’anteprima mondiale del restauro di Chi si ferma è perduto di Sergio Corbucci, restauro realizzato a cura della Cineteca di Bologna e Titanus, presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata, con il contributo del Festival del Cinema Europeo.

La proiezione sarà presentata dal direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli e si terrà la sera di lunedì 3 aprile al Cinema Multisala Massimo di Lecce alla presenza della nipote del Principe De Curtis, Elena Alessandra Anticoli De Curtis e con la partecipazione straordinaria di Carlo Croccolo, che riceverà l’Ulivo d’Oro alla Carriera a pochi giorni dal suo 90° compleanno e che racconterà al pubblico, in un incontro moderato da Valerio Caprara, la sua lunga carriera insieme a Totò.

Come ogni anno il Festival dedica una sezione a “I Protagonisti del Cinema Italiano” che quest’anno vedrà due generazioni e due epoche a confronto quella di Isabella Ferrari e Valerio Mastandrea insieme a quella di Citto Maselli.

Isabella Ferrari sarà al Festival venerdì 7 aprile e ritirerà l'Ulivo d'Oro alla Carriera, prima della proiezione di Amatemi (2005) di Renato De Maria. Durante le giornate del Festival sarà possibile rivedere alcune delle pellicole che hanno segnato la carriera dell’attrice: Sapore di mare di Carlo Vanzina (1983), Appuntamento a Liverpool di Marco Tullio Giordana (1988), Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola (1995), Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi (2006), Caos calmo di Antonello Grimaldi (2008), Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek(2008), E la chiamano estate di Paolo Franchi (2012), Il venditore di medicine di Antonio Morabito (2013), La vita oscena Renato De Maria (2014). Alla Ferrari, inoltre, sarà dedicata una Mostra fotografica, allestita durante i giorni del Festival presso l’ex Monastero dei Teatini, ad ingresso libero.

Due nomination ai David di Donatello 2017 come miglior attore per il film Fai bei sogni di Marco Bellocchio e come miglior attore non protagonista per il film Fiore di Claudio Giovannesi,Valerio Mastandrea il 4 aprile sarà presentato al pubblico del Festival da Laura Delli Colli e ritirerà l’Ulivo d’Oro alla Carrieraproprio prima della proiezione di Fai bei sogni (2016). Oltre a questo film, in rassegna alcuni dei titoli che lo hanno reso celebre,a cominciare da Tutti giù per terra di Davide Ferrario con il quale nel 1997 si è imposto all’attenzione di critica e pubblico, e a seguire L'odore della notte di Claudio Caligari (1998), Velocità massima di Daniele Vicari (2002), Non pensarci di Gianni Zanasi (2007), Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek (2008), La prima cosa bella di Paolo Virzì (2009), Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana (2011), Gli equilibristi di Ivano De Matteo (2012), La mia classe di Daniele Gaglianone (2013).

Impegno civile e politico, sempre nel nome della cultura, hanno da sempre caratterizzato l’opera e la vita di Citto Maselli che il 6 aprile a Lecce, presentato da Bruno Torri, riceverà l’Ulivo d’Oroalla Carriera. Durante la manifestazione salentina si potranno rivedere ben undici dei film da lui diretti: Ombrellai (1952), Storia di Caterina (1953), Gli sbandati (1955), Gli indifferenti(1964), Lettera aperta a un giornale della sera (1970), Il sospetto(1975), Storia d'amore (1986), L'alba (1991), Il compagno (1999), Frammenti di Novecento (2005), Le ombre rosse (2009).

Realizzato dalla Fondazione Apulia Film Commission e dalla Regione Puglia con risorse del Patto per la Puglia (FSC), il Festival del Cinema Europeo è ideato e organizzato dall’Associazione Culturale “Art Promotion” con il sostegno del Comune di Lecce e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Direzione Generale Cinema.

Il Festival del Cinema Europeo, riconosciuto dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo “manifestazione d’interesse nazionale”, è membro dell’Associazione Festival Italiani di Cinema e si pregia del Patrocinio del Parlamento Europeo, del Centro Sperimentale di Cinematografia, del S.N.G.C.I., della FIPRESCI, del S.N.C.C.I., del Centro Nazionale del Cortometraggio, dell’Agiscuola. 

Vasco Rossi, arriva nelle radio il nuovo singolo 'Come nelle favole'

MILANO - Esce oggi il nuovo singolo di #Vasco Rossi, Come nelle favole. Si tratta del secondo estratto dalla raccolta 'Vasco Non Stop', pubblicata l'11 novembre per celebrare i quarant'anni di carriera del rocker di Zocca. Festeggiamenti che culmineranno con il concertone di Modena, al parco Enzo Ferrari, #modena park, sabato 1 luglio 2017: fino ad adesso sono stati venduti ben 190.000 biglietti e presto saranno in vendita almeno altri 30.000 biglietti.

Sono al vaglio, infatti, le migliori soluzioni da prendere dal punto di vista della viabilità e dell'ordine pubblico vista la grande mole di persone che accorrerà per celebrare il grande evento, che segnerà il record mondiale di spettatori paganti ad un concerto.