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lunedì, settembre 25, 2017

A 'Jazz Meeting' con il trombettista Flavio Boltro

BARI - ‘A Jazz Meeting’ è il titolo del concerto fuori rassegna con il trombettista Flavio Boltro e l'Ensemble dei docenti del Dipartimento Jazz del Conservatorio N. Piccinni di Bari che si esibiranno giovedì 28 settembre alle 21,00 al Teatro Forma di Bari per l’Associazione culturale musicale “Nel Gioco del Jazz”.

Il Dipartimento di Musica Jazz del Conservatorio N. Piccinni di Bari, diretto da Roberto Ottaviano da circa 30 anni, vanta oggi un parterre di musicisti d'eccezione e promuove con regolarità occasioni di incontro con musicisti internazionali di grande rilievo. Quest'anno sarà la volta del grande trombettista Flavio Boltro, che eseguirà in prima assoluta le partiture degli stessi docenti. Avvicinatosi al mondo del jazz sin dalla più tenera età, a 9 anni comincia a suonare la tromba. Artista brillante e versatile, Boltro si è messo in luce con gruppi come i Lingomania di Maurizio Giammarco e Roberto Gatto negli anni '80. Ha al suo attivo una carriera strepitosa che annovera collaborazioni con Jimmy Cobb, Michel Petrucciani, Cedar Walton e l'Orchestra Nazionale del Jazz Francese. Altra determinante formazione per il suo percorso musicale è l'originale trio con Manu Roche alla batteria e Furio Di Castri al contrabbasso, poi ampliatasi in quartetto con l'arrivo del sassofonista Joe Lovano. Nel 1984 viene eletto "miglior talento" dalla rivista Musica Jazz. Nel 1994 Laurent Cugny sceglie Flavio Boltro e Stefano Di Battista come trombettista e sassofonista dell'ONJ (Orchestra Nazionale del Jazz) poco prima di lasciare la quale Boltro entrerà nel sestetto di Michel Petrucciani. Risale al 1997 la formazione del quintetto con Stefano Di Battista, Eric Legnini al piano, Benjamin Henocq alla batteria e di Rosario Bonaccorso al basso. Oltre a Boltro il Jazz Ensemble Dipartimento del Conservatorio è composto da Roberto Ottaviano - sax, Andrea Sabatino – tromba, Vito Andrea Morra – trombone, Mauro Campobasso – chitarra elettrica, Gianna Montecalvo – voce, Massimo Colombo, Alessandro Diliberto, Livio Minafra – pianoforte, Maurizio Quintavalle – contrabbasso, Enzo Zurilli – batteria.

Costo biglietto unico : 15,00 euro
Particolarmente vantaggiose le riduzioni a favore degli studenti universitari, muniti di relativo tesserino. L’Associazione “Nel Gioco del Jazz” mette a loro disposizione 40 biglietti al costo di 5,00 euro, direttamente al botteghino del Teatro Form la sera del concerto.

Il prossimo appuntamento della rassegna “Ecotopia” è per giovedì 5 ottobre, al Teatro Forma di Bari con il duo Enrico Rava (tromba) e Makiko Hirabayashi (pianoforte).

Per informazioni su tutti gli eventi dell’associazione è possibile scaricare l’APP dal sito ufficiale, www.nelgiocodeljazz.it, Google Store, Facebook e da tutti i dispositivi tablet, smartphone e iphone.

Biglietti e abbonamenti in vendita presso CENTRO MUSICA – C.so Vitt. Emanuele 165 – Bari - tel. 0805211777, oppure chiamando l’Associazione Nel Gioco del Jazz al 3389031130, o inviando una mail a info@nelgiocodeljazz.it – Fb

domenica, settembre 24, 2017

Il mago Forest, Baz e i Tribemolle per la festa Echo Events

BARI - Sabato 30 settembre, al Teatro Forma di Bari si terrà una speciale serata di cabaret con il Mago Forest, Baz e altri personaggi del mondo dello spettacolo, della musica e del giornalismo, per celebrare i nove anni dell’associazione culturale Echo Events.

In questo evento dedicato ai soci e diiretta artisticamente dal noto autore comico tarantino Fabiano Marti, il sipario si alzerà alle ore 21 e sul palcoscenico saranno proposti spettacoli, esibizioni musicali, sketch comici e tanto altro ancora. Principale protagonista di questa serata sarà il mago Forest, ovvero Michele Foresta, comico, showman e conduttore televisivo. Originario della Sicilia, dopo aver ottenuto il diploma di Ragioniere e Perito Commerciale, si è trasferito a Milano, dove ha frequentato Quelli di Grock, una scuola di mimo e teatro. Di qui i primi lavori nei cabaret milanesi e anche in locali londinesi e parigini. I primi lavori in televisione sono arrivati grazie a Renzo Arbore, che l’ha fatto partecipare al celebre programma “Indietro tutta” e al conterraneo Nino Frassica. Durante la sua esibizione, con la simpatia e la bravura che lo contraddistinguono, proporrà il suo personaggio del mago, indegno erede dei maghi Silvan e Harry Houdini.

Tra i protagonisti, con varie incursioni nel corso della serata, ci sarà anche Baz, all’anagrafe Marco Bazzoni. Anch’egli isolano, nato a Sassari, in Sardegna è stato tra i principali comici del programma televisivo Colorado, in onda sulle reti Mediaset. L’iter è lo stesso: trasferitosi a Milano, dopo il diploma, ha frequentato diverse scuole di recitazione, improvvisazione e canto. Ha ricevuto molti premi e riconoscimenti. Tra questi, nel 2005 ha ottenuto il primo premio al “Festival del Cabaret” di Martina Franca.

Ad accompagnare Baz, il Mago Forest e le altre sorprese che si susseguiranno nel corso del compleanno Echo Events, ci saranno i Tribemolle, gruppo musicale e cabarettistico formato da Domenico Leserri alle percussioni, Vito Caramia alla melodica e Fabio Ancona in voce. Questo trio vocale-comico ripropone brani nazionali ed internazionali, in chiave corale e coloriti dalla innata e genuina simpatia frutto di oltre dieci anni d’amicizia.

Nel corso della serata, come in ogni ricorrenza, la Echo Events conferirà uno speciale premio a un personaggio locale che si è messo in evidenza per la sua bravura, dando lustro al territorio. In questa occasione il premio sarà conferito ad Attilio Romita, giornalista Rai, Caporedattore della Tgr Puglia, capace di portare la voce del territorio nelle case degli italiani.

Teatro Forma – Via Fanelli – Bari
Info: www.echoevents.it
Apertura: 20:00

La 'Scienza della mente': evento internazionale a Pisa con Richard Gere e il Dalai Lama


PISA - Dopo il Festival Mondiale della Robotica di 2 settimane fa, Pisa è stata centro mondiale di un evento ricco di gente che si occupa di mente e di coscienza. Il convegno si è svolto in 3 sessioni incentrate sui rapporti che la Scienza della Mente ha sia con la Meccanica Quantistica, che le Neuroscienze e la Filosofia. Impreziosito dalla presenza di Richard Gere - attore buddhista con un vivo carisma che ha incantato tutti con il suo speech - l’evento è stato presieduto dalla massima autorità di una tradizione millenaria, il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, a cui il Rettore della Università di Pisa, Paolo Mancarella, ha conferito la Laurea Honoris Causa in Psicologia Clinica e della Salute (www.unipi.it).

Generato dalla Convenzione tra l’Università di Pisa (UniPi) e l’Istituto Lama Tzong Khapa (ILTK) del febbraio 2016, il convegno The Mindscience of Reality ha voluto espandere gli ambiti delle Neuroscience, favorendo la cooperazione fra culture, esperienze e metodologie diverse che studiano i processi mentali per migliorare il benessere personale e sociale. I principali processi da esplorare in modo integrato per arricchire la nostra conoscenza sono: Interazione con la realtà esterna, Percezione, Training, Controllo, Consapevolezza, Sviluppo di Potenzialità.

Su tali temi, oggi, chi studia la mente valuta 2 approcci fra loro complementari: quello delle Scienze Occidentali e quello delle Tradizioni culturali d’Oriente. Da qui la necessità di creare luoghi di incontro tra la filosofia/psicologia del buddhismo (ad es. analisi in prima persona dei processi mentali, introspezione, meditazione, concentrazione, ecc.) e la filosofia/scienza occidentale (ad es. analisi in seconda e terza persona del comportamento umano, vista in chiave psicologica, psichiatrica,  psicofisiologica, neurofisiologica e neuro-scientifica).

Fra i tanti dell’evento pisano, anche la Puglia era presente, in primis con il Prof. Sergio Salvatore, psicologo dell’Università del Salento, invitato per i suoi studi e i suoi libri di rilievo internazionale. Infatti, un obiettivo dell’evento era quello di far emergere domande di ricerca a cui si potrà rispondere solo con la guida di project leader competenti, con giovani motivati a far ricerca e con protocolli ben congegnati. La sinergia fra studiosi e discipline darà certamente buoni frutti, anche per comprendere il ruolo della mente in tante patologie umane, incluse quelle cardiache, che spesso sono la punta di un iceberg.

La Psico-Cardiologia, sogno condiviso con il pioniere della Psicologia pisana, il compianto Prof. Mario Guazzelli - il cui ultimo allievo, Prof. Angelo Gemignani ha organizzato The Mindscience of Reality - riceverà luce intensa dagli studi sulla mente, così come impostati in questo convegno che ho seguito con attenzione, anche in memoria dell’amico scomparso, dice il Prof. Alessandro Distante, già docente pisano e presidente dell’istituto scientifico biomedico ISBEM di Mesagne.

Peraltro, ILTK e UniPi conducono in sinergia didattica e scientifica il Master “Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative” per studiare i correlati psicofisiologici delle pratiche meditative con i loro effetti mentali e corporei. È una vera opportunità per giovani e senior che vogliono arricchire le proprie conoscenze, con la formazione continua (lifelong learning), seguendo approcci praticabili  anche in periferia, come quelli dei Monasteri del 3° Millennio.

sabato, settembre 23, 2017

Bari e la pulizia delle strade tra realtà e curiosità

di VITTORIO POLITO - La città di Bari, nonostante gli sforzi degli amministratori, è ormai una discarica a cielo aperto. Centinaia di cassonetti sono sistematicamente lasciati aperti e spostati qua e là, secondo le “necessità” dei vari automobilisti, mobili e materassi gettati qua e là. Per non parlare di quello che succede dopo il passaggio dei vari “cercatori” identificati negli extracomunitari e negli zingari, che ripetutamente effettuano la “visita” dei cassonetti, lasciando spesso per terra rifiuti di ogni genere.

È appena il caso di ricordare ai signori amministratori che l’igiene è un ramo della medicina che mira alla salvaguardia dello stato di salute ed al miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche della popolazione e al suggerimento delle misure di protezione sanitaria. Ma prima dell’igiene viene la pulizia, cioè la mancanza di ogni sorta di sudiciume e di sporcizia, che per l’inciviltà di certi abitanti e per l’inadeguato servizio di nettezza urbana e di controllo, la città di Bari lascia molto a desiderare.

Basti pensare ai nostri mercati, ove gli esercenti gettano per strada quintali di rifiuti: dalle verdure, alla frutta, ai residui di prodotti ittici, ecc., il cui odore nauseabondo, specie in estate, è insopportabile, ma è altrettanto appetibile per scarafaggi, topi, cani e gatti. In altre città gli esercenti sono obbligati a gettare ogni sorta di rifiuti in appositi contenitori sistemati anche nei mercati. A Bari è normale lasciare le strade piene di luridume e di rifiuti di ogni genere o portare i cani a spasso senza eliminare le deiezioni, ecc. I controlli? Scarsissimi o inesistenti. Numeri verdi che lasciano il tempo che trovano.

Molti negozianti scopano il marciapiedi antistanti gli esercizi e gettano sotto i marciapiedi i rifiuti. Raccolta differenziata? Non esiste per certi esercizi come bar, ristoranti, pizzerie, pescherie: buttano tutto nel cassonetto comune, dai cartoni, al vetro, alla plastica, ecc. Per non palare delle centinaia di bottiglie e lattine abbandonate sui marciapiedi. Se queste sono le tecniche per far elevare le quantità di raccolta differenziata, allora stiamo perdendo solo tempo e quattrini.

Che la pulizia delle strade a Bari sia stato da sempre un problema è storia vecchia e lo ricorda Vito Antonio Melchiorre nei suoi libri “Il diario del Sindaco Carlo Tanzi” e “Storie di Bari” (Adda Editore).

Durante il sindacato di Carlo Tanzi (1789-1791), Melchiorre, ricorda, tra l’altro, i “Patti che si devono apporre nell’offerta della pulizia delle strade”. I “Patti” prevedevano, tra l’altro, di «far pulire le immondizie, e adunarle in montoni…; di “destinare tante persone corrispondenti al fabbisogno giornaliero della pulizia delle strade, cosicché tutta la città intieramente in ogni giorno dovrà essere polita; che per ogni mese si devono eleggere i Deputati a’ quali distribuirsi tutte le strade, e dovranno questi badare che venghi in ogni giorno pulito il proprio Rione…, ecc.”.

Nel 1816, re Ferdinando IV di Borbone, promulgò la legge che conteneva tutte le disposizioni utili e necessarie in relazione alle esperienze, ai progressi e al benessere del popolo per l’amministrazione civile. Un testo unico delle leggi apparse durante il periodo di occupazione del decennio francese (1806-1815). In base all’articolo 4 della stessa legge, il Comune di Bari adottò nel 1817, un regolamento di polizia urbana, primo nella storia della città, di ben 102 articoli, nel quale, tra l’altro, regolamentava la “conservazione e nettezza urbana delle strade, salute pubblica, ecc.”.

Ciò che rende interessante il regolamento, che alla luce della moderna attualità certe norme appaiono curiose, era, ad esempio, la proibizione di suonare le campane nella imminenza di temporali per non attirare fulmini sull’abitato o, nel secondo caso, per non spaventare gli ammalati.

In relazione alla pulizia delle strade il regolamento prevedeva, per coloro che abitavano al piano terra, la pulizia del tratto di strada davanti alla propria abitazione e se non c’erano abitazioni al piano terra l’obbligo incombeva agli inquilini dei piani superiori, anche se si trattava di religiosi.

Pertanto il Comune di Bari, l’AMIU e la Polizia Municipale sono vivamente invitati ad interessarsi maggiormente di tali problematiche e di istituire severi controlli e seri servizi di “tolleranza zero”, non solo per i cittadini che non si attengono alle regole, ma anche per gli operatori che non fanno il loro dovere per il quale sono pagati.

venerdì, settembre 22, 2017

Checco Zalone in campo per i malati di Sma

di PIERO CHIMENTI - Checco Zalone, fino al 9 ottobre, sensibilizzerà tramite spot in tv l'aiuto alla ricerca con donazioni tramite sms di 2 o 5 euro al 45521 contro la Sma, l'atrofia muscolare spinale che colpisce i bimbi nei primi mesi di vita. La raccolta fondi ha lo scopo di continuare lo studio del farmaco salvavita che permette di inibire la malattia soprattutto per i neo natali fino ai 6 mesi di vita, oltre ad incrementare la squadra di ricerca, con la realizzazione di centri regionali dove effettuare le ricerche.

Cinema: al via in Puglia le riprese del nuovo film di Miccichè con Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli

BARI - Primo ciak ieri in Puglia per “Ricchi di fantasia”, la commedia di Francesco Miccichè che avrà come protagonisti Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli. Prodotto da Fulvio e Federica Lucisano, il film è una produzione Italian International Film, società controllata da Lucisano Media Group, con Rai Cinema e sarà distribuito nelle sale italiane nel 2018 da O1 Distribution.

La commedia racconta le vicende di una coppia di amanti, il carpentiere Sergio (Sergio Castellitto) e l’ex cantante Sabrina (Sabrina Ferilli), innamorati ma impossibilitati a lasciare i rispettivi compagni per le loro ristrettezze economiche. Tutto sembra cambiare quando i colleghi di Sergio si vendicano dei suoi scherzi facendogli credere di avere vinto alla lotteria 3 milioni di euro. Convinto di essere diventato ricco, Sergio decide di abbandonare la sua vecchia vita portando con sé non solo Sabrina, ma anche i loro cari. Quando Sergio e Sabrina scoprono che la vincita non esiste, non gli resterà che tenere in piedi la recita trascinando le proprie famiglie in un viaggio on the road dalla periferia romana alla Puglia. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte e le tensioni tra caratteri tanto diversi sono destinate a esplodere.

Le riprese sono iniziate oggi in Puglia e si svolgeranno tra Polignano, Monopoli e Bari per concludersi a Roma.

Oltre a Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli, nel cast figurano anche Valeria Fabrizi, Matilde Gioli, Antonio Catania, Antonella Attili, Gianfranco Gallo e Paolo Calabresi. Il film verrà realizzato anche con il contributo di Regione Puglia, Unione Europea e Fondazione Apulia Film Commission.

Libri: il ritorno di Nigro in Lucania

di LIVALCA - Quando l’uomo che parla ai ‘cavalli’ della gloriosa libreria di piazza Moro - al secolo Ruggiero Riefolo -  mi ha sussurrato al telefono ‘come mai non hai segnato il volume del tuo amico Raffaele, per caso l’hai avuto in omaggio dall’editore?’, mi sono visto costretto a dire ‘possiamo fare benissimo trentuno’ (A volte sono obbligato a comprare libri per i miei amici, perché convinti che un editore - alla stregua di un pasticciere… non ho detto faccendiere - possa disporre di tutti i libri in ‘circolazione ‘).

Appena il libro in questione incontra il mio sguardo comprendo che la copertina è opera del Maestro Michele Damiani, il quale ci regala, all’interno dello stesso, un ottavino con tavole figlie del suo credo artistico che, al momento, grazie al colore, ci avvicinano e allontanano - sta a noi scegliere - le frontiere del Meraviglioso.

Raffaele sta per Nigro e il libro - Progedit - ha per titolo ‘Ritorno in Lucania’.

Un capitolo a parte meriterebbero le foto del ‘fotografo-avvocato’ Piero Lovero, foto che rendono giustizia agli amanti delle immagini-parlanti in una stagione dell’umanità in cui sono tutti bravi a scattare ‘selfie’ (spero si scriva così, altrimenti rischio la…’radi(o)azione’) senza un palpito di vita. Una foto su tutte meriterebbe un panegirico, per cui mi limito a citarla: Valsinni, Castello di Isabella Morra.

Si deve a Benedetto Croce se Isabella Morra, figlia del Barone di Favale, ebbe riconoscimenti letterari, ampliati dalla circostanza che visse solo cinque lustri, ed il suo assassinio, ad opera dei fratelli, diede rilevanza ad una ‘mentalità’ ancor oggi dura a sparire, imputata quasi sempre al Meridione e non ad un vizio italico… come ritengo sia (solo per la cronaca la Morra visse dal 1525-1545… motivo per cui dovremmo dire atavico e non italico!).

Il testo di Nigro è godibile, quasi sempre attendibile - purtroppo chi ha frequentato con successo la narrativa spesso si fa prendere la mano e perde le ‘redini’, ma come direbbe, un indulgente medico curante, è un male fisiologico - e per giunta costruito con quella raffinatezza di scrittore che possiede solo il destinatario di ‘grazia ricevuta’, quotidianamente alimentata da studio e lettura.

Dalla mia veloce immersione nel cartaceo emergono le pagine dedicate a Carlo Levi, Leonardo Sinisgalli e Rocco Scotellaro: sono le più sentite perché il lucano-barese si mette al servizio di quello che deve analizzare e far rivivere, dimenticando il suo ‘io’ o citandolo solo se strettamente necessario o comunque attore del racconto.  Nigro parlando di colui che fu sindaco di Tricarico si lamenta dell’oblio in cui finiscono personaggi che meriterebbero attenzione e riflessione: ‘Forse perché la critica è impazzita dietro una follia editoriale che non ci dà più spazio per riflettere su ciò che si scrive e su ciò che è il caso di consumare. Forse perché nessuno più vuol ricordare gli anni in cui tutti eravamo povera gente’.  Raf concordo con quest’ultima veritiera ‘supposizione’.

Non posso dilungarmi oltre perché il direttore del ‘Giornale di Puglia’ Ferri - che ringrazio per la riduzione delle giornate di ‘fermo’ forzato -  è stato tassativo: attenersi alle ‘battute’ concordate… pensare che una volta - non molto tempo fa - avevo illimitata libertà di ‘battute’…oggi mi vengono contate (Settembre controllato, inverno tribolato!).

Degno di menzione è il saggio dedicato a Pasquale Festa Campanile che, quando tornava nella natia Melfi, si faceva accompagnare, racconta Raffaele, ‘dalla bellona (…amico mio la tua invidia trasuda tempesta ormonale che hai scaricato, in seguito, in alcuni romanzi) lanciata come attrice’.

Spero di ricordare male, ma il nostro appella Maria Grazia Spina come ‘bellona’ e si tratta di un ‘affronto’ per una bella donna, sensuale e mai volgare, brava attrice di teatro con opere di Goldoni e pittrice per studi fatti, che da veneziana, mal sopportava la gelosia del regista Campanile.  Raffaele tu hai tutto per ‘espiare’ e farti perdonare, qualora fossi ‘colpevole’: la penna è il più grande perdono… dopo la televisione.

Nigro parla della figura di Tommaso Pedio, delle sue tante pubblicazioni dedicate al ‘brigantaggio’ e di come lo conobbe servendosi di Melfi e di una piccola innocente, ma utile ‘bugia’.  Invito i 323 contatti che mi sono rimasti fedeli a non chiedermi notizie sulla ‘frottola’, ma di volare in libreria e portarsi a pagina 124.  Certo una bugia tira l’altra, per giunta oggi un individuo deve mentire a se stesso per fare una semplice ammissione di ‘fede’.

Penso di aver conosciuto abbastanza bene il carattere del professore Pedio, avendolo accompagnato innumerevoli volte a casa in compagnia dei tanti libri che cercava fra i troppi da noi pubblicati di suo interesse (i pesi li portava quasi sempre Massimiliano Pezzi).  Pedio temeva sempre che qualcuno potesse ‘accedere’ ai suoi scritti prima della pubblicazione ed evitava accuratamente di parlare in presenza di estranei. Da noi ha sempre avuto libero accesso ed il suo punto di riferimento era mio padre, lo cercava ovunque per proporre il solito viaggio verso un nuovo libro o un ‘caffè’…’fumante’.

Tralascio ogni altro appunto - dal punto di vista della verità storica cui mi sono sempre attenuto e mai di quella veritiera - e considerazione che può interessare il ‘livalca’ del tempo che fu, ma non posso non sobbalzare nel leggere che Pedio, caro Raffaele, ti ha sostenuto nel 1981 per il Premio Basilicata, so che sei esperto di ‘eufemismo’… ma questo è troppo viscerale-lucano per essere mandato giù.

Hai avuto un solo grande sponsor per quel premio: Mario Cavalli. Per ben quattro volte sono andato a prendere Pedio per portarlo in azienda e fargli toccare con mano che stavamo stampando e che, quella coinvolgente quanto appassionante impresa, da lui ritenuta impossibile, si stava concretizzando. Tralascio ogni particolare - anche se sono in vita persone, oltre il sottoscritto, che possono testimoniare quanto don Mario si spinse oltre - ed ogni considerazione: quel Premio lo devi non solo alla tua bravura, ma ad uomo che ti aveva preso in simpatia a tal punto… da far scattare in me una ‘gelosia controllata’.

“Forse perché nessuno vuol ricordare gli anni in cui eravamo tutti povera gente” sono parole tue, che io mi limito ad avvalorare - tralasciando di precisare povera gente con forti e nobili ideali - e che confermano ancora una volta che sei nato per aver sempre ragione, anche quando ti trovi (obtorto collo (?) dalla parte del ‘torto’.

Tanto di ‘CAMPIELLO ’ all’intellettuale che partendo dall’UMANESIMO e il BAROCCO della BASILICATA, si gettò con impeto nei FUOCHI del BASENTO per rintracciare la BARONESSA dell’OLIVENTO, ma da PIANTATORE di LUNE notò delle OMBRE sull’OFANTO e dimenticò il DIO di LEVANTE, trovando rifugio  nell’ADRIATICO selvaggio alla ricerca di DESDEMONA e COLA COLA; la natura, sempre matrigna oltre che benigna, fece fiorire una MALVAROSA che vide, suo malgrado, i ‘cecchini’ pretendere il GIUSTIZIATELI sul CAMPO, tanto da far gridare alle spaventate contadine SANTA MARIA delle BATTAGLIE; barriti, scambiati per nitriti (la coscienza? no solo LA METAFISICA COME SCIENZA), annunciavano l’arrivo di FERNANDA e gli ELEFANTI BIANCHI di HEMINGWAY (Addio alle armi o Per chi suona la campana?)…a questo punto il CUSTODE del MUSEO delle CERE decise che poteva considerarsi, al momento, concluso il VIAGGIO in BASILICATA.

Detto ciò mi piace ricordare alcuni periodi tratti dalla prefazione che Michele Dell’Aquila nel 1981 scrisse per il libro che vinse il Premio Basilicata: ‘Il libro va accolto dagli studiosi con gratitudine e simpatia anche perché - si direbbe - il Nigro lavora per essi più che per sé’.  Il prof. Dell’Aquila terminava con queste parole il suo intervento accorato (solo alcuni mesi prima vi era stato il devastante terremoto che aveva colpito la Basilicata) e sobrio intervento: “Nigro - che è studioso e uomo di cultura versatile, impegnato su più fronti del fare letterario, anche quello creativo - saprà tornare su questo materiale che ora offre con generosità all’attenzione degli specialisti; e lo farà con l’intelligenza e lo scrupolo che gli riconosciamo. Al momento, quel che importa - e va segnalato il pericolo fattosi più grande per le distruzioni e i crolli di antiche dimore nel recente terremoto - è lo slancio e l’impegno civile, oltre che culturale, dell’operazione, ‘il lungo studio e il grande amore’ che gli han fatto‘ cercare’ i volumi dei padri”.

Il prof. Dell’Aquila ben trentacinque anni fa aveva visto giusto: IN NOME DEI PADRI.

Giovanni Paisiello Festival, di scena a Taranto 'Il Barbiere di Siviglia'

TARANTO - Il Conte d’Almaviva ruba la scena a Figaro nel «Barbiere di Siviglia» in programma a Taranto, lunedì 25 e martedì 26 settembre (ore 21), nel Chiostro di Sant’Antonio, per il gran finale del Giovanni Paisiello Festival diretto da Lorenzo Mattei per gli Amici della Musica «Arcangelo Speranza».  Tuttavia, nell’opera composta dal musicista tarantino a San Pietroburgo nel 1782, l’unione tra Rosina e l’aristocratico personaggio si realizza sempre attraverso gli ingegnosi inganni del factotum che, al contrario di Paisiello, Rossini pose al centro del suo «Barbiere» nel 1816. E quanto la nobiltà venga messa a dura prova dalla borghesia, in questa vicenda amorosa tutta sivigliana, è la chiave di lettura tra Settecento e i giorni nostri di Gianmaria Aliverta, giovane regista in grande ascesa che, subito dopo Taranto, è atteso a Venezia con un «Ballo in maschera» di Verdi per l’apertura di stagione della Fenice, teatro - vale la pena ricordare - inaugurato nel 1792 proprio con un’opera di Paisiello, «I giuochi di Agrigento».

C’è particolare entusiasmo intorno a questo nuovo allestimento del «Barbiere» realizzato in coproduzione con VoceAllOpera di Milano, che vede Fabio Maggio sul podio dell’Orchestra da Camera del Giovanni Paisiello Festival. Nel chiostro di Sant’Antonio, spazio restituito alla città di Taranto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, Belle Arti e Paesaggio, il tenore Néstor Losàn vestirà i panni del Conte d’Almaviva, il nobile innamorato della borghese Rosina, che avrà la voce del soprano Graziana Palazzo. Il baritono Gabriele Nani sarà, invece, Figaro, il poeta e barbiere che evita il matrimonio tra Rosina e il suo tutore Don Bartolo, a sua volta interpretato dal basso Luca Simonetti, del quale è confidente Don Basilio, il baritono Luca Vianello, altro giovane interprete di questo cast vocale completato dal tenore Maurizio De Valerio (Il giovinetto, un alcade) e dal basso Gabriele Faccialà (Lo svegliato, un Notaro).

E se in questa doppia rappresentazione si potranno ascoltare parti solitamente non previste, come la splendida cadenza dell’aria della “lezione” di Rosina e il nuovo gran finale con altre due arie scritte da Paisiello per le rappresentazioni al Teatro dei Fiorentini di Napoli, si deve all’edizione critica di Francesco Paolo Russo pubblicata dalla casa editrice tedesca Laaber. Un’edizione che tende a restituire il testo musicale secondo la lezione più vicina alla volontà dell’autore, come lo stesso Russo spiegherà domenica 24 settembre, all’Hotel Delfino (18.30), durante la «Prima della Prima».

E rispettoso della musica, la colonna portante dell’intero allestimento, è lo spettacolo confezionato con soltanto qualche elemento scenico, e un lavoro attoriale sui cantanti, da Gianmaria Aliverta, coadiuvato dalla costumista Sara Marcucci, che ha vestito i protagonisti partendo dalle tinte degli abiti settecenteschi per arrivare alle mode dei nostri giorni.

Inoltre, la «prima» del Barbiere di lunedì 25 settembre sarà introdotta dalla consegna del Premio Giovanni Paisiello Festival, che quest’anno andrà a uno degli intellettuali italiani più complessi ed eclettici.

Dunque, con il Barbiere di Siviglia si chiude la quindicesima edizione del Giovanni Paisiello Festival, che quest’anno ha ottenuto il sostegno di Mibac, Regione Puglia, Comune di Taranto, Puglia Promozione e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e di alcune eccellenze imprenditoriali nazionali e territoriali, Conad, Programma Sviluppo, Caffè Ninfole e Basile Petroli, BCC di San Marzano di San Giuseppe e Confindustria Taranto.
Info e prevendite 099.730.39.72 e www.giovannipaisiellofestival.it.

giovedì, settembre 21, 2017

L’'Oscillum' di Pizzolante al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano


MILANO - Matteo Pizzolante di origine salentina formazione europea ha studiato all' Hochschule für Bildende Künste di Dresda con Wilhelm Mundt e Carsten Nicolai, classe 1989 è tra gli artisti più giovani presente all’evento Fair Resonances 2017, promosso dalla Commissione Europea che in questa edizione propone il tema della Fairness (equità), particolarmente caldeggiato dalla presidenza Juncker.

L’importante evento è stato progettato dal CCR Centro Comune di ricerca di Ispra in collaborazione con il  Museo della Scienza e tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, e ha avuto la sua anticipazione al JRC lombardo  in un succedersi di tre giorni (12/15 settembre) di incontri e conferenze.  All’inaugurazione presso il Centro di Ricerche sono intervenuti il Direttore generale Vladimir Suchă e Paul Du Jardin direttore artistico del Palais des Beux Art di Bruxelles che insieme ad artisti e scienziati hanno dibattuto tra arte e scienza, non più discipline separate ma a binario unico.

I temi cardini su cui ci si è confrontati, e da cui si è partiti hanno considerato diverse domande: come possiamo costruire un mondo equo? Pari opportunità, uguaglianza di reddito, uguale accesso alla tecnologia e istruzione per tutti sono diritti legati solamente alla casualità geografica oppure il mondo è veramente fuori controllo? Come ci sentiremmo se non cercassimo di rendere il mondo un posto equo? Sarebbe un luogo governato dal caos, dalla paura, dalla rabbia, piuttosto che dalla giustizia, dall'ordine e dall'uguaglianza? Come possono scienza e arte, combinando le proprie forze, coinvolgere la società? A queste domande le ipotesi artistiche hanno privilegiato un “incontro” concertato a riavvicinare l’arte con la scienza ma soprattutto ad alimentare riflessioni sulle problematiche dei nostri tempi per un mondo più “equo” e responsabile.
Gli artisti
Frederikde Wilde,
Evelina Domnitch & Dmitry Gelfand,
Anne Marie Maes,
Fabio Lattanzi Antinori,
Lorenzo Montarini,
Honey &Bunny (Martin Haeblesreiter e Sonja Stummerer),
Markus Zohner,
Alan Alpenfelt,
Fabio Cian,
Davy Vanham & Luc Feyen,
Anaïs Tondeur,
Mario Costanzi,
Matteo Pizzolante,
Kim De Ruysscher

di origine e formazione internazionale sono presenti dal 22 di Settembre fino al 22 di Ottobre al Museo della Scienza e Tecnica di Milano in un allestimento personalizzato dove le opere dialogano con i reperti in permanenza creando un’osmosi spaziale e temporale unica.

L’opera di Matteo Pizzolante ha radici nella tradizione messapica infatti gli antichi abitanti in un rituale propiziatorio erano soliti appendere ai rami degli ulivi, dischi di terracotta per scongiurare catastrofi naturali. Da questa antica usanza, l’articolazione dell’opera “Oscillum” affronta con chiarezza insieme ad un equipe di ricercatori guidati dall’ecologista Pieter Beck le problematiche della Xilella batterio killer, che di fatto ha messo in atto la trasformazione del  paesaggio salentino disseccandone gli sterminati uliveti. L’installazione che sarà presentata al Museo Milanese tra video, immagini, sculture e suoni, pone delle domande provocatorie sulla drammaticità di un ambiente naturale scardinato dal batterio ma dove le responsabilità dell’uomo sono rilevanti.

Resonances Festival 2017
Museo della Scienza e tecnologia “Leonardo da Vinci” Milano
22 Settembre 22 Ottobre 2017
inaugurazione Giovedì 21 Settembre ore 16.30

Lecce, la rassegna 'Calici di Cinema' si chiude con l'omaggio a Tomas Milian

LECCE - Si conclude in bellezza la rassegna “Calici di Cinema”, ideata da Antonio Manzo per omaggiare l’indimenticabile Tomas Milian, cogliendo l’occasione per abbinare il cinema d’autore al gusto dei vini salentini. L’evento è inoltre organizzato da “Vite Colta” di Marta Cesi, enosteria dell’azienda vitinicola DeiAgre di Felline, diventata ormai un accogliente e inedito contenitore culturale, oltre a essere un punto di ritrovo per estimatori dei vini di qualità.

Venerdì 22 settembre, con inizio alle ore 21, si terrà l’ultimo appuntamento di questa fortunata rassegna che ha già ottenuto grande riscontro con i primi tre incontri. A essere proiettato nella suggestiva Piazza Castello di Felline, uno dei borghi più caratteristici del Salento, sarà il film “Identificazione di una donna”, girato nel 1982 da Michelangelo Antonioni, uno dei registri più stimati del cinema italiano.

Una pellicola che spazia tra il drammatico e il sentimentale, nella quale Tomas Milian veste i panni di Niccolò, un regista alla ricerca di un volto femminile per il suo nuovo lavoro. È in questa situazione che conoscerà la seducente Mavi, interpretata da Daniela Silverio, con la quale inizierà una relazione passionale e allo stesso tempo burrascosa. Il rapporto tra i due dovrà superare diversi ostacoli, tra cui l’opporsi di parenti e amici di lei contrari ad esso perché Niccolò appartiene a un ceto sociale inferiore. Una storia d’amore complicata, che rischierà di risolversi in maniera infelice.

Nella colonna sonore del film, che all’epoca fu molto apprezzato e fece vincere ad Antonioni il Premio del 35° anniversario al Festival di Cannes, compaiono due brani di un’esordiente Gianna Nannini.

Come di consueto, la visione del film sarà accompagnata da un gustoso buffet con i vini pregiati DeiAgre, prodotti enologici unici poiché naturali, ottenuti eliminando la chimica in cantina.

Per info e prenotazioni: tel. 348 7792184

Luigi Parrotto, la caduta dell’impero di un business man milionario

BARI - Salentu: lu sule, lu mare, lu ientu! Anche se questa espressione ha oramai travalicato i confini locali del Salento, la più in voga meta turistica italiana degli ultimi anni, una traduzione è doverosa per chi non ha familiarità con il dialetto parlato nel Tacco d’Italia.

Salento: il sole, il mare, il vento! Un detto che racchiude l’essenza di quella terra magica protesa ad oriente tra Adriatico e Ionio che sarà stato familiare anche a Luigi Parrotto, il giovanissimo imprenditore di Casarano, provincia di Lecce, che con la sua idea geniale del mini eolico ha dato vita alla start-up GPRenewable che prometteva, grazie alle sue mini turbine, di creare un piccolo impianto eolico per uso domestico capace di produrre un terzo dell’energia elettrica necessaria ad una piccola abitazione.

Purtroppo, come molti fatti di cronaca continuano a raccontare, la favola del ragazzino-imprenditore baciato da un’intuizione geniale, che inventa un dispositivo in grado di rendere accessibili le fonti energetiche rinnovabili a tutte le famiglie, capace di fondare un impero milionario nel profondo sud capace si attrarre anche ingenti capitali dagli USA, sembra essere destinata a non conoscere un lieto fine.

Nessun “E vissero felici e contenti” perché un consulente tecnico nominato dal Tribunale di Lecce, a seguito della denuncia di un cittadino di Ugento che aveva installato sul suo terrazzo una dei “miracolosi” mini impianti eolici di Luigi Parrotto, monitorando l’attività della mini turbina ha accertato, dati alla mano, che questa non produceva energia elettrica.

Il giudice Alessandro De Lorenzi ha dunque emesso una sentenza a favore dello sfortunato abitante di Ugento che ha ottenuto la risoluzione del contratto stipolato con la società di Parrotto e la restituzione di quanto sborsato per l’installazione dell’impianto, una cifra vicina ai 14.000 euro.

Il caso in questione potrebbe essere isolato, relativo ad un impianto installato in una zona forse priva di una costante ed importante esposizione al vento, anche se la perizia tecnica effettuata ha accertato non solo il mancato funzionamento dell’impianto ma anche una serie di carenze che vanno dal cablaggio insufficiente ed errato in accoppiata a pannelli fotovoltaici già esistenti, fino al mancato completamento del collegamento con inverter e rete elettrica.

Tuttavia la sentenza potrebbe dare il La ad una serie di richieste risarcitorie se, come risulta dalla perizia disposta dal Tribunale e da numerosi dubbi che cominciano a circolare circa l’effettivo rendimento delle miracolose turbine della GPRenewable, e anche sulla società a stelle e strisce accreditata di aver acquistato l’azienda di Parrotto staccando un assegno da 5 milioni di euro aver acquistato.

Ricerche ed approfondimenti tecnici sulle turbine, delle quali si è fatto sempre fatica a reperire le schede tecniche dei vari modelli, quantomeno per conoscere i valori di potenza erogati, nonché indagini riguardanti le realtà economiche che avrebbero inglobato la società di Parrotto, che riportano notizie frammentarie e mai chiare sull’asset societario dietro la creatura, a quanto pare oramai in mano americana, dell’imprenditore salentino.

Siamo di fronte dunque alla veloce ascesa e caduta di un impero milionario oppure a qualcosa che in realtà non è stata mai nulla di più che un soffio di vento?

mercoledì, settembre 20, 2017

I 'Dialoghi di Trani' anche a Bisceglie, incontro sulla dieta mediterranea

di FRANCESCO BRESCIA - La bellezza è il tema protagonista dell'edizione 2017 de “I Dialoghi di Trani”, la rassegna letteraria che si tiene a fine settembre a Trani.

I "Dialoghi" toccano anche città limitrofe per coinvolgere un pubblico sempre più vasto e, infatti, quest'anno Bisceglie ospiterà, a Palazzo Tupputi, un appuntamento della rassegna made in Trani giovedì 21 settembre alle 19.

Argomento cardine dell'incontro sarà il gusto. Relatori della serata saranno Elisabetta Moro (Professoressa di Antropologia culturale, Tradizioni alimentari del Mediterraneo e Mitologie contemporanee - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli), Marino Niola (professore di Antropologia dei simboli, Antropologia delle arti e della performance, Miti e riti della gastronomia contemporanea - Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, svolge attività di divulgazione su Tv e Radio Rai) e Vito Santoro (docente a contratto di Letteratura e cinema - corso di Laurea magistrale in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale - Università di Bari) che inviteranno i presenti ad “Andare per i luoghi della Dieta Mediterranea”, questo il titolo dell'appuntamento. La dieta mediterranea, infatti, non è solo un modello alimentare fatto di stagionalità, tipicità e biodiversità, ma è un modo di vivere che rimette in equilibrio l'ambiente e lo sviluppo.

Clicca qui per il programma completo della sedicesima edizione.

Trani, la cena delle beffe con Toti e Tata

TRANI - Giovedì 21 settembre si rinnova l’appuntamento con la cena delle beffe, presso il ristorante Le Lampare al Fortino di Trani. Ospiti della serata la coppia Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo alias “Toti e Tata” che porteranno in scena lo spettacolo live “Il cotto e il crudo”.

Emilio Solfrizzi, barese, e Antonio Stornaiolo, napoletano, avviano il loro sodalizio artistico a Bari nel lontano 1985, dando vita al duo comico Toti e Tata, che in realtà è un trio, comprendendo anche l’autore dei testi Gennaro Nunziante, regista dei film di Checco Zalone.
Passano con successo dal teatro cabarettistico alla televisione e alla radio assurgendo in brevissimo tempo a beniamini irresistibili di un folto pubblico di telespettatori.

Grazie all’eccezionale successo, propongono ed esportano un modello di comicità “made in Puglia” , più vicina alla satira che al vernacolo e all’intrattenimento fine a se stesso. Con le affilate armi dell’ironia e della leggerezza, attraverso pensieri laterali, dialoghi serrati, poesie demenziali, fraseggi comici, esilaranti calembour, lo spettacolo propone  la reunion in scena di una coppia storica della comicità pugliese.

Dopo gli iniziali convenevoli e cerimonie, tra Emilio ed Antonio, scoppia un conflitto senza precedenti che nel giro di un quarto d’ora li porta inesorabilmente “al chi sono io ed al chi sei tu”. Niente e nessuno potrà fermare la “resa dei conti” tra i due, mentre parleranno di crisi economica, di politica, di energie alternative, di ricordi d’infanzia, di poesia e di metalinguistica.
A beneficiarne sarà il Pubblico che, tra una lite e l’altra, riderà a crepapelle.

Inizio cena ore 20,30
Inizio spettacolo ore 22,00
Prenotazioni  0883.480308

Libri: Matteo Renzi al Polo Museale di Trani per presentazione 'Avanti'

TRANI - Sabato 23 settembre, alle 9:30, nella sala conferenze del Polo museale di Trani, l’ex Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, presenterà il suo libro “Avanti!”

Un libro che non è solo un diario personale, ma anche una riflessione sul suo operato e su ciò che sarà. Una sorta di luogo cartaceo di condivisione di idee, emozioni, speranze, a volte ritrovate, altre perse.

Tra le pagine di questo libro, edito Feltrinelli, sono impressi anche i risultati ottenuti e gli errori commessi.

È un viaggio, dunque, che invita a guardare il futuro attraverso il passato ed il presente. L’appuntamento ospitato dalla Fondazione S.E.C.A. è ad ingresso libero fino ad esaurimento posti. 

'Nel Gioco del Jazz', Fabrizio Bosso Quartet in concerto

BARI - Prosegue la IX^ Rassegna Musicale 2017/2018 “Ecotopia” dell’Associazione culturale musicale “Nel Gioco del Jazz”. Dopo il successo dell’inaugurazione con Paolo Fresu e Uri Caine, sabato 23 settembre alle 21,00 presso il Teatro Forma di Bari si esibirà il quartetto del trombettista Fabrizio Bosso composto inoltre da Julian Oliver Mazzariello, al pianoforte, Jacopo Ferrazza, al contrabbasso e Nicola Angelucci, alla batteria.

Fabrizio Bosso presenterà “State of The Art”, il nuovo doppio album live, registrato durante i concerti di Roma, Tokyo e Verona, e pubblicato con Warner Music sia in CD che in vinile. Qui il trombettista raggiunge la sua più completa e matura espressione artistica, sia in qualità di musicista che di compositore. Non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio.

Nell’album si ravvisa, oltre al talento per l’improvvisazione, anche una cifra compositiva sempre riconoscibile (come nei brani originali Rumba For Kampei, Mapa, Black Spirit, Dizzy’s Blues, Minor Mood) in cui è evidente la caratura di Bosso in qualità di leader, in grado di trascinare il gruppo ma, allo stesso tempo, di lasciare  lo spazio necessario per esprimere le singole personalità dei musicisti che lo accompagnano.

Quando ho deciso di mettere in piedi questo quartetto, non l’ho fatto pensando a un disco. Avevo piuttosto voglia di ascoltare la mia musica suonata da altri musicisti, con un’energia e un “colore” che fossero diversi, freschi. Questo è il suono del mio presente - afferma Bosso - e loro sono, oltre che degli amici, anche i musicisti che mi appagano di più sul palco perché capaci di tirare fuori il suono che ho in testa. Con loro, il mio grande lusso è che potrei permettermi di non suonare e la musica funzionerebbe ugualmente.

Ogni brano racconta una storia diversa, complici anche, il calore del pubblico, le latitudini diverse, che caratterizzano fin dall’inizio il lungo tour di “State of the Art” iniziato nel 2016, e che dopo aver toccato l’America, la Polonia, il Giappone, a ottobre arriverà anche in Oriente.

Costo biglietto: 27,00 euro settore “A” - 21,00 euro settore “B” - 15,00 euro settore “C”

Il prossimo appuntamento della rassegna “Ecotopia” è per giovedì 28 settembre, sempre al Teatro Forma, con il trombettista Flavio Boltro.
Per informazioni su tutti gli eventi dell’associazione è possibile scaricare l’APP dal sito ufficiale, www.nelgiocodeljazz.it, Google Store, Facebook e da tutti i dispositivi tablet, smartphone e iphone.

Biglietti e abbonamenti in vendita presso CENTRO MUSICA – C.so Vitt. Emanuele 165 – Bari - tel. 0805211777, oppure chiamando l’Associazione Nel Gioco del Jazz al 3389031130, o inviando una mail a info@nelgiocodeljazz.it – Fb

martedì, settembre 19, 2017

Mostre: al Salone Teatini di Lecce espone Nando Lianò


di MARIO CONTINO - Dal 14 settembre al 2 ottobre, sarà possibile visitare l'esposizione artistica di Nando Lianò (Umana Historia), presso Salone Teatini in Lecce.

Fernando Corlianò, questo il nome dell'artista di origini campane, leccesi di adozione, ebbe il suo esordio nel lontano 1963, da allora ha tenuto mostre nelle più importanti gallerie artistiche italiane.

Pluri premiato, l'artista ha suscitato l'interesse dei più noti critici e giornalisti nazionali ed internazionali, comparendo nelle rubriche artistiche delle TV nazionali più autorevoli.

Questa mostra: Umana Historia, ruota intorno ad un'interpretazione artistica dei testi sacri, una riscrittura personale in chiave illustrata, in grado di dar vita a capolavori che rapiscono le menti e le anime di chi li osserva, incuriosito o con occhio critico.

Non volendo azzardarci a ricoprire il ruolo del critico d'arte, che sicuramente non ci compete, non possiamo che consigliare di recarvi presso il salone ed assistere ad una delle esposizioni più singolari mai realizzate, in rado di far riflettere e sognare.

Saggi: alieni in un paese triste e morto

di FRANCESCO GRECO - Ho un hobby, lo coltivo da quand’ero bambino: ascoltare i vecchi. Lo facevo nelle loro case dinanzi al fuoco e al vino e nelle osterie, e oggi nelle piazze. Li ascolto in silenzio, non li interrompo, non solo per la buona la educazione che i miei fantastici genitori, Antonietta e Cosimo, pace e memoria, m’hanno insegnato, ma anche affinché il flusso della memoria scorra libero e gaio, agile come un ruscello al sole della primavera.
 
Giorni fa, un vecchio ormai prossimo al secolo, che era amico di papà e ancora coltiva l’uliveto e piange guardando un suo albero devastato da quella lebbra che non osiamo manco nominare, come si fa con le brutte malattie, mi diceva che quando era bambino sentiva i grandi dire: “La fine del mondo è vicina, chissà che deve venire… I vivi invidieranno quelli che se ne sono andati, moriranno onza a onza (lentamente)…”.
 
La xylella cos’è, a leggerla con disincanto, se non una metafora dell’Apocalisse, la cupio dissolvi in cui ci siamo avviluppati e perduti? La lebbra che ci hanno contagiato, anche con la nostra cattiva coscienza, pigrizia, vigliaccheria, fuga dalle responsabilità?

Le nostre vite sono anonime, borderline, prive di luce, corrotte dalla bellezza posticcia, al botulino. Consumiamo emozioni seriali, che devastano lo spirito.
 
Siamo degli alieni, marziani, forestieri in paese ormai sconosciuto, senza più memoria, radici, senso comunità. Le parole sono vuote di senso, l’afasia dei sentimenti ci corrompe, impera il darwinismo più cupo e la solitudine cosmica ci rende inquieti e infelici.

Se chiedessimo a un ragazzo ha letto Leopardi, se conosce Pasolini, Sciascia, Fellini, Carmelo Bene, cosa risponderebbe? I loro film non si trasmettono, le opere non si ristampano. Tutto rimosso.
 
Abbiamo ceduto il nostro libero arbitrio. Non pensiamo se non con la forma mentis di chi ci domina, il suo nichilismo è penetrato nel nostro io più profondo, balbettiamo il loro mantra in un universo più che “liquido” atomizzato.
 
Ci voleva molto coraggio per addentrarsi nel labirinto oscuro e osceno del nostro tempo e mostrarne tutte le piaghe e le patologie, le interfacce tragiche, deliranti, aberranti, folli.

Lo ha fatto per noi Paolo Vincenti in “Italieni”, Besa Editore, Nardò 2017, pp. 292, euro 20,00 (prefazione di Massimo Melillo, postfazione di Maurizio Nocera).
 
Ci sbatte in faccia una gallery di mostruosità che ci avvolge come un perfido peplo e in cui ci hanno spinti, col nostro consenso.  E’ come Dante, ci prende per mano e ci conduce nei gironi dell’Inferno dove oziano gli “osceni” topoi della nostra quotidianità, dove è avvenuta l’eterogenesi dei mezzi divenuti fini, che stagnano nel nostro immaginario collettivo colonizzato dalla bruttezza e dalla volgarità: i servi di tutti i regimi, i tuttologi dei media, gli intellettuali embedded che hanno tradito la loro funzione critica e ci vendono una realtà che non c’è, in sinergia ci interessi con i politici dediti al loro ombelico e allo status.

Viviamo una vita degradata – ci dice Vincenti nei panni di critico della modernità -  di surrogati, ostaggi della criminalità e della politica criminale.
 
La tv, ieri “cattiva maestra” (Karl Popper), oggi è pornografia pura. Come la politica, stessa metamorfosi: volgari luci rosse. Tv e politica: cloache che rispondono al principio dei vasi comunicanti.
 
Berlusconismo vs renzismo, politica e tv: contiguità semantica, rubbish che si riversa nelle nostre coscienze corrompendole, riducendoci a consumatori, abbrutendo lo spirito, la vita. E una è funzionale all’altra.
 
L’oblio del tutto e di noi stessi prevale, la rimozione è selvaggia: senza passato, viviamo sospesi in un presente volgare e “osceno”.
 
Il resto lo ha fatto il web, che ci dà un potere illusorio, di esercitare dei diritti, di vivere in democrazia sol perché pratichiamo i social: invece i suoi padroni ci schedano e ci menano per mano dove vogliono come pecore al macello, bestiame brado. E che ha portato a un sapere conformista, trasfigurato in un’ignoranza di massa.

I piccoli, illuminanti saggi di Vincenti non spuntano come funghi dopo la pioggia, ma hanno padri nobili. La sottile ironia di Flaiano, il sarcasmo cupo di Sergio Saviane. Un pò Marziale, un pò Oscar Wilde, un po’ Mark Twain, in certi passaggi si intravede il furore etico, iconoclasta del “Male” o del “Canard Einchenè”.
 
Gloria imperitura dunque a Vincenti l’iconoclasta, il Chomsky italiano che denuda il Re e i potenti e ci porta per mano nel mare tempestoso del tempo triste che ci è toccato, in una selva improvvisamente oscura, che non riconosciamo più, governato da èlite finanziarie avide, che cercano solo il profitto, in cui siamo turisti sperduti, citazioni del marziano di Flaiano.
 
Un tunnel viscido in cui siamo finiti col nostro consenso, per vigliaccheria e pigrizia, larve senza più autostima.
 
Forse, chissà, potremmo reagire ritrovando un pò di autostima e di coraggio. Cominciando a spegnere la tv, togliendo la delega ai politici che ci hanno condotti sin qui, quelli che promettono di salvarci senza rendere conto delle parole di ieri.
 
Chissà, potremmo tornare a cercare la bellezza, la poesia, la sapienza del cuore, la vita, la condivisione del sentimento che unisce gli uomini, l’energia universale. Ricordare che non siamo qui per fare le comparse, ma i protagonisti, non per vivere come “bruti”, ma per “godere di virtute e conoscenza”.

La Puglia a Londra raccontata dal fotografo Richard James Taylor

LONDRA - “Sono stato veramente felice di sapere che sarei tornato in Italia e avrei avuto l’opportunità di scoprire la Puglia per lavorare ad un progetto per il National Geographic Traveller Festival. E’ una regione affascinate e tranquilla, fuori dai circuiti turistici battuti". E’ quanto afferma il fotografo Richard James Taylor sulla sua esperienza in Puglia raccontata con una mostra di sue foto a Londra al National Geographic Traveller Festival 2017 del quale l’Agenzia regionale del turismo Pugliapromozione è stata Destination Partner.

Al Festival un angolo dedicato alla Puglia con le foto scattate dal fotografo inglese per il reportage pubblicato su National Geographic Traveller. Lo stesso Taylor era sul posto a raccontare la sua esperienza  pugliese. Incuriosito e interessato il pubblico inglese che ha partecipato anche alla competition che assegnerà un viaggio di tre giorni in Puglia più volo aereo con un sorteggio fra coloro che hanno saputo dire qual’è la capitale della Puglia.

“La Puglia  è un tesoro di arte, storia e natura. Una terra solare e ospitale, una striscia  nel sud d’Italia in posizione strategica nel cuore del Mediterraneo. Secoli di storia e una varietà di paesaggi sono solo alcune delle ragioni che spiegano perché in questa destinazione unica si possano vivere esperienze indimenticabili”. Parola di National Geographic Traveller.

lunedì, settembre 18, 2017

Assassinato in Messico uno dei producer della serie Netflix 'Narcos'

di BEATRICE GALLUZZO - Carlos Muñoz Portal, 37 anni, era assistente di produzione e fotografo. Negli ultimi giorni si trovava in Messico, in un paese che conta meno di 4000 anime, di nome San Bartolomé Actopan, facente parte del Municipio di Temescalapa, Stato del Messico, a pochi chilometri dalla regione di Hidalgo. E’ qui che lunedì 11 settembre Carlos è stato brutalmente ucciso in circostanze ancora da chiarire. L’uomo, originario di Puebla, si trovava nello Stato centroamericano per svolgere un lavoro ben preciso: fotografare possibili locations per la realizzazione della quarta stagione della fortunata serie di Netflix “Narcos”, che racconta, appunto, di lotte, affari e sangue nell’America Latina del narcotraffico.

L’uomo lavorava da solo. Con lui, alcune macchine fotografiche e l’automobile, nient’altro. Forse un po’ poco, data la pericolosità dello Stato del Messico: solo nel mese di luglio si contano ben 182 omicidi. Il suo corpo è stato rinvenuto all’interno del veicolo, stipato nel bagagliaio crivellato di colpi di arma da fuoco. L’abitacolo era caduto in un fosso lungo una strada desolata, lontana dal centro abitato, immersa nel paesaggio arido e punteggiato di cactus del Paese.

 Come sia arrivato lì, questo è ancora da chiarire. Un’ipotesi è che quel campo sia stato l’esito sfortunato  di un inseguimento. E rimane ancora nebuloso anche il perchè dell’assassinio. Forse l’obiettivo della macchina fotografica di Carlos aveva osato posarsi su un luogo “caldo”, forse aveva involontariamente visto o filmato qualcosa che non doveva uscire da San Bartolomè. Forse a qualcuno l’idea che una grande produzione statunitense mettesse il naso nei territori dei cartelli messicani faceva venire voglia di premere il grilletto.

Comunque, sono iniziate le indagini per stabilire i colpevoli dell’omicidio. Indagini non facili, comunque, perchè come dichiarato dal portavoce della procura Claudio Barrera: “la zona è poco abitata e non ci sono testimoni”. In un paese dominato dalle gangs della droga, nessuno è mai da nessuna parte e nessuno vede mai niente. Garantito.

Carlos non era nuovo nell’ambiente del cinema, anzi. Poteva contare nel suo curriculum collaborazioni di pregio, per esempio con Mel Gibson per le riprese di “Apocalypto”, ambientato nello Yucatan; o con Tony Scott per “Man of fire” con Denzel Washington, pellicola che racconta del sequestro di una bambina a Città del Messico. E ancora “Sicario”, di Denis Villeneuve con Benicio del Toro, e “Spectre”,  ventiquattresimo capitolo della serie cinematografica di James Bond.

Lady Gaga annulla il tour europeo: ''Pregate per me, sto male''


di REDAZIONE - Lady Gaga si ferma. La pop star, dopo aver annullato il concerto di Rio negli scorsi giorni per la fibromialgia che l'affligge, ha deciso di far slittare anche il tour europeo al 2018. Era attesa a Milano, per l'unica data italiana, il 26 settembre. 

L'annuncio che la cantante dovrà rimanere sotto cura per le prossime settimane è arrivato tramite i social ed è stato accompagnato da una foto mentre tiene un rosario tra le mani.

"Sono sempre stata onesta circa le mie battaglie per la mia salute fisica e mentale. Ho cercato per anni di arrivare alla radice di tutto. E' complicato e difficile da spiegare e stiamo cercando di farci un quadro preciso. Non appena mi sentirò più forte e quando sarò pronta racconterò la mia storia più in profondità, e ho in progetto di farlo in maniera forte, in modo da non solo aumentare la consapevolezza di quello che è accaduto ma anche di espandere la ricerca per altri che soffrono come faccio io, per aiutare a fare la differenza". Noi e tutti i fan le auguriamo una buona guarigione.