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lunedì, marzo 27, 2017

"Sanità 'privata' ma pubblica", lettera aperta al Giornale di Puglia

BARI - Riceviamo dai "professionisti 'a testa alta' del Presidio di Riabilitazione 'Padre Pio' di Capurso (Ba)" una lettera aperta, che volentieri pubblichiamo.

«Quella che stiamo per raccontarvi non è la solita storia di lavoratori senza stipendio. La crisi che investe il nostro Paese purtroppo ci sta abituando a drammi che hanno spesso in comune le difficoltà di aziende private che non riescono a far fronte ad un sistema concorrenziale sempre più complesso, ma qui stiamo per parlare di un pubblico servizio, di soldi pubblici, gestiti da privati per conto di un ente pubblico che si chiama Asl in virtù di un accreditamento istituzionale concesso dal Governo Regionale.

Siamo a Capurso, ad appena 10 km da Bari, al Presidio di riabilitazione "Padre Pio" che si occupa di pazienti in regime residenziale, semi residenziale, ambulatoriale e domiciliare per una copertura di prestazioni sanitarie riabilitative fino ad un volume di 7 milioni di euro circa su base annua. Soldi pubblici che la Asl regolarmente paga mensilmente in base alle fatture presentate, tranne qualche piccola eccezione, e che ai gestori del Presidio non sono mai bastati.

Già, perché già dal lontano 2005, anno in cui la "Padre Pio " è stata accreditata, la società G.M.S. (gestore del Presidio) ha cominciato ad accumulare debiti che oggi ammontano a diversi milioni di euro, con fornitori, consulenti, piccole società di servizi esternalizzati quali cucina e pulizie fino ad arrivare ad Equitalia non avendo pagato gli oneri contributivi ai propri dipendenti per diversi anni. In quasi dodici anni di gestione, la corresponsione degli stipendi è stata sempre irregolare in deroga al CCNL ed i circa 160 dipendenti sono stati anche fino a 6 mesi senza vedere un centesimo.

Il Presidio di riabilitazione "Padre Pio" di Capurso, in ogni caso, eroga un servizio di qualità che trova il consenso dei tanti assistiti che lo scelgono per le proprie cure grazie ad un gruppo di lavoro fatto di persone leali e capaci, dotate di resilienza e soprattutto di una educata, quanto mai rara oggigiorno, pazienza. Già, perché di pazienza ce ne vuole proprio tanta trovandosi cronicamente a rincorrere gli stipendi che vengono erogati a singhiozzo ed in maniera irregolare con tutti i problemi che ne derivano.

I lavoratori di questo delicato servizio, qual è la salute, hanno poca voglia di avventurarsi in elucubrazioni mentali che diano loro lumi su quelle che possano essere le cause di tale anomalia, di quella che a ragione reputano una forma di ingiustizia sociale, nonché una limitazione della libertà dell'individuo e si trovano nel bel mezzo di un teatro che vede protagonista anche parte delle istituzioni regionali che nicchiano a possibili soluzioni di una ormai nota vicenda che per quanto riguarda gli eroici lavoratori in questione, non necessariamente dovrebbero essere quelle proposte dall'azienda in crisi.

Tra agonizzanti o golosi imprenditori da una parte ed ignavi o accidiosi personaggi del governo regionale dall'altra, una fetta della sanità poggia sulle spalle ormai logore di tanti lavoratori in un inferno dal quale non si esce più.

Nessuno vuole prendersi la responsabilità di decidere, su argomenti come deaccreditamento, voltura dell'accreditamento a nuova società, eventuale ricollocazione dei dipendenti in altre strutture riabilitative e delle mille altre tematiche che la vicenda del Presidio di riabilitazione "Padre Pio" ha aperto in questi ultimi anni.

Solo negli ultimi due anni i dipendenti del Presidio di riabilitazione "Padre Pio " hanno scioperato ben 5 volte (8 aprile 2015, 4 aprile 2016, 10 e 11 maggio 2016, 14 e 15 giugno 2016), un vero e proprio record per una struttura accreditata che dovrebbe essere controllata dalle Istituzioni che minacciano il deaccreditamento, ma nei fatti continuano a far funzionare una società inadempiente sulle spalle dei lavoratori.

I lavoratori sono arrivati a chiedere alla Asl, committente del pubblico servizio affidato alla “Padre Pio”, il pagamento diretto degli stipendi in luogo dell'inadempiente datore di lavoro (all'art. 30 comma 6 del D. Lgs n. 50 del 18/04/2016) e sulla possibilità di tale applicazione lo scorso anno hanno chiesto parere all'ANAC, senza ricevere alcuna risposta e fatto fare anche un'interrogazione parlamentare.

L'inadempienza contrattuale all'obbligo della corretta corresponsione degli stipendi comporta la revoca dell'accreditamento istituzionale (cosa che puntualmente la Regione minaccia, comunica e poi tutto si risolve per poi ripetersi) ed espone i lavoratori al rischio di perdere il posto di lavoro. In caso di chiusura di una struttura deaccreditata, infatti, è prevista la ripartizione tra gli altri competitor delle prestazioni (del tetto di spesa, per intenderci), ma non vi è certezza sul futuro dei lavoratori. Pertanto alla Regione i lavoratori hanno chiesto di inserire una clausola sociale nei regolamenti sugli accreditamenti a salvaguardia dei posti di n caso di revoca dell'accreditamento, trovando sinora soltanto la dichiarata volontà politica del Governatore.

La GMS spa, società inadempiente che gestisce il Presidio di riabilitazione, dal canto suo ha presentato un piano industriale alla Regione che prevede un fitto di ramo d'azienda ad altra sua nuova società, la MEFIR S.r.l., che libera da pressioni debitorie, gode delle garanzie dell'Istituto bancario di riferimento. Già a luglio 2016 la MEFIR aveva anticipato una importante somma per far fronte al pagamento di 6 mensilità arretrate dei 160 dipendenti.

Da Luglio 2016 si attendeva un esame approfondito degli organi competenti del governo regionale per la valutazione della possibilità di passaggio dell'accreditamento istituzionale dalla GMS alla MEFIR (vedi consiglio regionale del 21 luglio 2016), ma questo non è avvenuto costringendo le due società a far ricorso al TAR sul finire del mese di febbraio 2017.

Intanto, tra mancanza di liquidità della GMS spa, ritardo (per la verità è la prima volta) dell'Asl nel liquidare le ultime fatture e conguagli, pignoramenti sulle determine da parte di altri creditori, i lavoratori (sulla carta creditori privilegiati) muoiono di fame in un dramma psicosociale che in un paese come il nostro non si può tollerare.

L'ultima anomalia in questa vicenda arriva dalla Prefettura di Bari. I lavoratori chiedono attraverso le proprie organizzazioni sindacali in data 8 marzo la procedura di conciliazione amministrativa, ma il Prefetto non risponde nei tempi previsti. Si arriva così alla proclamazione dell'ennesimo sciopero per il 4 aprile attraverso una nota trasmessa per PEC il giorno 23 marzo. Solo allora il Prefetto si ricorda di aver dimenticato qualcosa e convoca (per il 5 aprile p.v.), attraverso una nota inviata il 24 marzo, azienda ed organizzazioni sindacali. Queste ultime, come si legge in una nota, revocano lo sciopero per il 4 aprile "per rispetto delle Istituzioni" scatenando l'ira dei lavoratori.

Viene da chiedersi come si possa ancora andare avanti in questo modo ed essere rispettosi di un Sistema che non tutela chi lavora!

Sembra che si voglia in tutti i modi soffocare la vicenda ed evitare di darne risalto. Si tratta di un servizio pubblico, di soldi pubblici che nella gestione di un ente privato generano problematiche sociali di lavoratori senza stipendio che possono portare a precarietà nell'assistenza agli utenti.

Poiché al Presidio di riabilitazione Padre Pio si lavora bene, per qualcuno il problema non esiste... Probabilmente il Sistema si sveglierà soltanto dopo che ci troveremo a commentare in cronaca un caso di malasanità. Il lavoro è un diritto, ma non dimentichiamo che si lavora per il pane!»

I professionisti 'a testa alta' del Presidio di Riabilitazione 'Padre Pio' di Capurso.

Piazza Battisti, lavori di installazione pali nuova illuminazione e 12 telecamere di videosorveglianza

BARI - L’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso rende noto che sono in corso, in piazza Cesare Battisti, le operazioni di installazione dei pali che verranno utilizzati sia per sostenere i nuovi corpi illuminanti, che consentiranno di rafforzare l’illuminazione della piazza, come richiesto da tempo da residenti e cittadini, sia per allocare le dodici telecamere previste per presidiare questo spazio pubblico.

“Gli interventi odierni - commenta Galasso - rientrano nell’appalto complessivo da 340mila euro che comprende anche le sedici telecamere nelle due porzioni di piazza Umberto separate dall’asse centrale, che sarà interessato dai lavori di riqualificazione di via Sparano e dunque sarà controllato grazie al sistema di videosorveglianza già previsto nell’ambito dei lavori di restyling della storica strada dello shopping barese. Le sedici telecamere di piazza Umberto sono state già installate, come pure gli armadi tecnici a servizio del sistema, che al termine dei lavori saranno nascosti grazie a dispositivi interrati così da rendere piazza Umberto libera dall’ingombro visivo delle attrezzature tecniche. Su piazza Cesare Battisti, invece, i lavori saranno ultimati entro fine aprile, con l’obiettivo di garantire un sensibile incremento dell’illuminazione anche nelle zone che ad oggi rimanevano in ombra e di poter disporre dodici telecamere di ultima generazione collegate con la centrale operativa della Polizia municipale”.

sabato, marzo 25, 2017

'Stop alla pedofilia': la luce delle fiaccole fuori lo stadio San Nicola non si spenga più

(Gdp photos)
di LUIGI LAGUARAGNELLA - Attorno allo stadio San Nicola i cittadini e le associazioni, insieme alle istituzioni, hanno illuminato con numerose fiaccole la zona per sollecitare, richiamare l’attenzione e denunciare il giro di pedofilia che il programma televisivo “Le Iene” ha portato alla luce dell’opinione pubblica. Dietro un grande striscione con la #stopallapedofilia si è marciato in quelle strade degradate dove nelle ore notturne, ma come documentato dal programma di Mediaset anche durante il giorno, avveniva un vero e proprio giro di pedofilia e prostituzione dove i bambini venivano letteralmente venduti per sesso, approfittando dei casolari abbandonati vicino lo stadio.

Si trattava di bambini di etnia rom, ma la gravità di questi episodi è legata soprattutto alla pedofilia, alla presenza di persone che abusano di bambini. Cittadini, o meglio “orchi” che, senza alcun ritegno e pudore, approfittavano di bambini preda di un sistema diabolico. Lo ha ricordato Silvia Russo Frattasi, presidente dell’associazione Seconda Mamma, che è stata promotrice, insieme al Comitato Unicef Bari, di questa fiaccolata a cui hanno aderito le associazioni In.Con.tra., Penelope, la Croce Rossa. Durante la fiaccolata silenziosa sono state effettuate brevi tappe nei pressi dei luoghi dove avvenivano questi episodi di pedofilia. E’ la presidente di Seconda Mamma a spiegare il senso della presenza di quelle fiaccole: “Queste candele sono il simbolo di qualcosa che si accenderà in questa zona. Noi dobbiamo fare in modo che nessuno possa dire di non sapere. In questo luogo di sera e di mattina, persone, alcune delle quali malate, si fermano perché sanno di trovare il mercato del sesso. Non è giusto per nessuno, soprattutto per i bambini. Faremo in modo che le luci in questo posto non si spengano più”.

In prima fila, oltre ai rappresentanti delle associazioni, c’erano anche gli assessori Bottalico, Brandi, Palone, il Garante dei Diritti dei Minori Rosy Paparella, ed è intervenuto anche il sindaco Decaro che, ringraziando per le segnalazioni delle associazioni, ha detto che si è potuto provvedere ad alcuni arresti. Il sindaco, inoltre,  rassicura e spera che la giustizia possa fare il proprio corso per questi “orchi” su cui è aperta un’inchiesta e sicuramente nei prossimi mesi si avranno ulteriori aggiornamenti.

La zona dello stadio San Nicola è risaputo essere abbandonata, lasciata al degrado. Tali giri del mercato del sesso e della pedofilia impongono un punto di non ritorno che permetta alla giustizia, alla legalità e alla valorizzazione di fare il proprio corso.

Violenza minori, Silvia Russo Frattasi: "Dire stop a giro pedofilia, vicenda non si riduca a questione etnica"

(Gdp Photos)
di LUIGI LAGUARAGNELLA - L'esterno dello stadio San Nicola si sta riempiendo di cittadini e associazioni per la fiaccolata organizzata dopo il servizio shock del programma televisivo "Le Iene", che ha denunciato un giro di prostituzione minorile proprio nelle zone dello stadio di Bari.

Silvia Russo Frattasi dell'associazione Seconda Mamma, tra le promotrici di questa fiaccolata, dichiara: "Abbiamo intitolato questa fiaccolata 'Stop alla pedofilia', non casualmente. La questione di questo grave giro di pedofilia non può e non deve riguardare l'aspetto etnico, in quanto erano coinvolti bambini rom, ma il fatto è grave perché presume ci sia, purtroppo, una grande domanda a questa perversa offerta. I video trasmessi dalle Iene evidenziano come queste persone agissero alla luce del sole, senza essere disturbati. Il nostro impegno è di fare in modo che le istituzioni non abbassino la guardia per combattere la pedofilia", conclude Russo Frattasi.

Lecce, via Leuca inaccessibile ai disabili in carrozzina

LECCE - Siamo stati tra i primi a denunciare le problematiche del “cantiere” di via Leuca a Lecce, prevedendone il fiasco completo già mentre venivano realizzate le opere. Ora dopo tutte le questioni estetiche e quelle relative ai parcheggi realizzati sul marciapiede, a lavori pressochè ultimati, siamo costretti a portare all'attenzione pubblica anche quelle che appaiono come una serie di defaillance realizzative per quanto riguarda la fruibilità della strada ed in particolare della zona pedonale, da parte dei disabili. Anche oggi, infatti, un cittadino ha documentato fotograficamente le oggettive difficoltà che una persona in carrozzella elettrica incontra nel percorrere l'importante arteria cittadina.

Tutto ciò, rileva Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, è assurdo perchè si tratta di un'opera appena ultimata e che quindi dovrebbe contenere in sé tutti i crismi dei più moderni principi di abbattimento delle barriere architettoniche che, non è da dimenticare, costituiscono comunque degli obblighi normativi e regolamentari che tutte le nuove strutture, sia pubbliche che private dovrebbero rispettare.

Ma evidentemente il problema per l'amministrazione comunale è irrilevante, tant'è che solo a pochi metri, in via XX settembre, gli uffici comunali presso l'ex clinica “Vallone” presentano la stessa problematica: nessuna rampa di accesso all'ingresso o elevatore. Non ci resta, quindi, che continuare a segnalare anche se le risposte dagli esponenti del governo cittadino non arrivano mai.

Bari, inaugurato a Torre a Mare il 'Giardino dei paesaggi'

BARI - E' stato inaugurato stamattina, presso la scuola dell'infanzia Elisabetta e Chiara Acquaro di Torre a Mare,  nel corso di una festa che ha coinvolto gli alunni e le famiglie, il “Giardino dei paesaggi” realizzato dalla Fondazione Reggio Children - Centro Loris Malaguzzi ed Enel Cuore Onlus nell'ambito del progetto “Fare scuola”.

“Fare Scuola” è partito nel 2015 con l’obiettivo di intervenire nell’arco di 3 anni in 60 scuole dell’infanzia e primarie nel territorio nazionale per migliorare la qualità degli ambienti scolastici intesi come contesti di apprendimento e luoghi di relazione. Ogni progetto è occasione di attivazione di esperienze di cittadinanza attiva nei territori: il percorso prevede infatti la partecipazione delle comunità delle famiglie coinvolte, incontri di condivisione con docenti e genitori e focus educativi in dialogo con l’esperienza di Reggio Emilia.

Bari è stata scelta tra le aree target di progetto e l’intervento ha riguardato la scuola Acquaro che è stata attivamente coinvolta non solo nel percorso di recupero degli spazi di accoglienza e del giardino attraverso la co-progettazione con i docenti e i bambini, ma in un processo più ampio di sensibilizzazione agli standard educativi di Reggio Children che ha previsto sessioni di study visit dei docenti presso la sede di Reggio Emilia.

I luoghi interessati dall'intervento sono gli spazi di interconnessione (zone di accoglienza, corridoi, atri/saloni/piazze), le sezioni/classi, gli atelier/laboratori delle scuole.

“Sono felice di questo clima di festa che coinvolge le famiglie, i bambini e le scuole che hanno bisogno di tutto il nostro sostegno per portare avanti la loro attività - ha detto il sindaco Antonio Decaro -, fondamentale per la crescita della comunità. Stiamo facendo di tutto per aumentare e migliorare gli investimenti sui diritti dell’infanzia e sulla conciliazione dei tempi della vita delle famiglie: in poco più di due anni abbiamo inaugurato due nuovi asili nido, due centri ludici per la prima infanzia, una scuola materna e stiamo lavorando per la messa in sicurezza di tante scuole in tutta la città. Con questo intervento proseguiamo nella riqualificazione degli spazi scolastici come luoghi di apprendimento e di crescita per le comunità dove i bambini imparano il valore del dono degli spazi belli e la condivisione della cura. Da oggi infatti saranno loro a prendersi cura di questo piccolo parco all'interno della scuola. Ringrazio vivamente la Fondazione Reggio Children ed Enel Cuore Onlus per aver scelto e inserito Bari nel Progetto Fare Scuola e per il loro impegno attivo e costante di supporto alle amministrazioni".

“Le scuole custodiscono spazi straordinari come il giardino che inauguriamo oggi - ha proseguito l'assessora alle Politiche educative e  giovanili Paola Romano - che vanno progressivamente qualificati e aperti quanto più possibile alle famiglie e ai cittadini perché possano essere percepiti come opportunità di socializzazione e di crescita collettiva. Con le scuole abbiamo condiviso un percorso di apertura che sta dando i suoi risultati: penso alla valorizzazione degli orti scolastici, alla riqualificazione di corti interne e giardini, all’infrastrutturazione di auditorium e laboratori tecnologici, come pure all’allestimento delle biblioteche scolastiche che spero diventino presto presidi stabili di quartiere".

“Reggio Children rappresenta un’eccellenza mondiale sul fronte dell’educazione all’infanzia - ha concluso la dirigente scolastica Anna Maria Lagattolla - e siamo orgogliosi di essere stati coinvolti nel progetto Fare Scuola così come nel percorso di formazione pedagogica che i nostri docenti hanno potuto frequentare a Reggio Emilia. Grazie a questo intervento, oggi la nostra scuola garantisce maggiori opportunità di gioco, di relazione e di apprendimento ai nostri bambini che potranno esprimere in modo più compiuto la propria identità attraverso un ridisegno dello spazio che ne amplifica le competenze.

La Fondazione Reggio Children

La Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi è una fondazione internazionale nata nel 2011 a Reggio Emilia con l’obiettivo di promuovere progetti di solidarietà attraverso la ricerca. I progetti di ricerca promossi dalla Fondazione hanno come focus tematiche quali il rapporto tra pedagogia e architettura, la valorizzazione di scambi formativi tra esperienze e insegnanti di diversi contesti nazionali e internazionali, la ricerca sulle opportunità che nascono dall’uso di nuove tecnologie in contesti educativi e lo sviluppo di solidarietà che si possa realizzare in forma nuova attraverso la ricerca. La Fondazione opera attraverso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi che si propone come manifesto del sistema Reggio Emilia Approach, composto da Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, Reggio Children e Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. Il Reggio Emilia Approach è una filosofia educativa che nasce e si sviluppa a partire dai primi anni ‘60 nei nidi e nelle scuole comunali dell’infanzia di Reggio Emilia – oggi gestite dall’Istituzione – che si fonda su un’immagine di bambino e, in generale di essere umano, portatore di potenzialità e soggetto di diritti, che apprende e cresce nella relazione con gli altri.
www.reggiochildrenfoundation.org

Enel Cuore Onlus

L’importanza e il ruolo dell’energia per lo sviluppo sociale, economico e civile delle società ha portato il Gruppo Enel a sentirsi sempre di più una parte integrante delle realtà nelle quali opera. Per questo nel 2003 nasce Enel Cuore Onlus, una struttura autonoma senza scopo di lucro che ha come obiettivo di gestire le risorse destinate alla filantropia nel rispetto dei valori espressi all’interno del Codice Etico dell’azienda, dando vita a iniziative di solidarietà sociale a sostegno di coloro che vivono in condizioni svantaggiate. In quest’ottica, Enel Cuore sostiene progetti promossi da organizzazioni non profit, anche in collaborazione con enti istituzionali, impegnate sul territorio in attività di assistenza sociale, assistenza sanitaria, educazione, sport e ricreazione. Dalla sua costituzione Enel Cuore ha sostenuto 660 progetti in Italia e all’estero, destinando circa 53.6 milioni di euro. Oggi l’attenzione di Enel Cuore è focalizzata sul territorio nazionale, dove si sostengono prevalentemente progetti di grandi dimensioni, anche di durata pluriennale, sui temi prioritari dell’infanzia e della terza età.
www.enelcuore.it

L'intervento nella Scuola dell’Infanzia "Elisabetta e Chiara Acquaro"

Il progetto sviluppato dall’arch. Carmelo Baglivo dello Studio BAN per la  nasce dall’idea di offrire ai bambini e agli adulti un parco ricco di episodi con confini provvisori che aprono e lasciano intravedere altri mondi possibili e di qualificare lo spazio dell’accoglienza.Si è voluto così dar vita ad un paesaggio dinamico dove la mutevolezza della natura dialoga con interventi che creano spaesamenti e diverse percezioni.Le sezioni si affacciano su cespugli profumati e di diversa colorazione; la collina del bosco di bambù prevede la possibilità di uno scivolo e di attraversamenti fatti di fruscii di foglie, di bagliori di luci, di sentieri da cercare e da inventare; i triangoli specchianti su tutti i lati consentono di conquistare spicchi di cielo con cui relazionarsi e giocare. Questi elementi, sia fissi sia scorrevoli, su binari per combinazioni sempre diverse, assicurano un ampliamento spaziale e percettivo grazie alla loro studiata disposizione che permette di specchiarsi infinite volte; nell’aula all’aperto convivono diversi piani di ardesia, circolari e orizzontali, su cui poter raccontare storie, fumetti, sperimentare le qualità dei materiali naturali.E’ stato inoltre realizzato un intervento nell’ingresso della scuola per valorizzare, durante l’intero anno,  l’accoglienza di bambini, insegnanti e genitori. L’ambiente è reso gradevole dalla presenza di arredi che favoriscono la comunicazione e la possibilità di sedersi per conversare, mentre le piante disegnano lo spazio dedicato all’accoglienza e evidenziano il dialogo tra esterno e interno.

Vittime della strada, 4 aprile consegnato a cittadinanza obelisco più alto del mondo

SAN SEVERO - Il 4 aprile 2017 il Monumento alle vittime della strada con l'obelisco più alto del mondo realizzato dall'imprenditore Dario Montagano nel Cimitero di San Severo sarà donato al Comune e diventerà patrimonio della collettività Si terrà il 4 aprile 2017 la cerimonia di consegna al Comune dell'obelisco più alto del mondo realizzato nel cimitero di San Severo per ricordare le vittime della strada.

Con l'ultimo step burocratico compiuto l'obelisco monolitico realizzato dall'imprenditore Dario Montagano diventerà a tutti gli effetti un monumento cittadino. La data scelta è proprio quella della nascita del figlio Umberto, scomparso prematuramente a 22 anni proprio a causa di un incidente stradale. Una iniziativa che ha riscosso interesse e consensi da parte dei cittadini e che ha contribuito ad abbellire l'ala nuova del Camposanto di via Zannotti.

“L’obelisco alle vittime della strada – spiega l'imprenditore Dario Montagano – ha la stessa struttura monolitica di quello presente a Roma, ma sezionata, per un’altezza complessiva di 46,90 metri, che lo rende l’obelisco più alto del mondo. Inoltre alla sommità si eleva una croce illuminata ben visibile anche da lontano a coloro che vivono nel dolore per la perdita del proprio caro”.

In questi mesi di costruzione del monumento sono state tante le famiglie che hanno contattato l'imprenditore per far incidere sulla stele i nomi di coloro, giovani e meno giovani, che hanno perso la vita sull’asfalto. 

“Purtroppo ora lo spazio sull'obelisco per l'incisione dei nominativi è terminato – spiega l'imprenditore sanseverese -, mentre continuano inesorabilmente ad aumentare le vittime della strada e sono tante le famiglie che vorrebbero ricordare così i propri congiunti. Mi appello quindi agli imprenditori della città e all'Amministrazione affinché in collaborazione possano portare a compimento tale desiderio magari prevedendo delle steli ai piedi del monumento così come avvenuto per ricordare i caduti della patria in Piazza Allegato”.

Dall'imprenditore sanseverese Dario Montagano parte quindi un auspicio a continuare l'opera di sensibilizzazione ai pericoli che si corrono lungo le strade e ad avviare tutte le iniziative necessarie per rendere le strade della Capitanata sempre più sicure. “L’angoscia per la mancanza improvvisa di un figlio o di un congiunto - conclude Dario Montagano - non ti dà il tempo di comprenderlo, è inaspettato, non ti rassegni e ti segna la vita per sempre. Per questo dobbiamo tutti fare in modo nel nostro piccolo di sensibilizzare i giovani e di avere noi stessi comportamenti corretti alla guida al fine di tutelare la nostra vita e quella degli altri”.

venerdì, marzo 24, 2017

Esercito, giurano gli allievi della 'Teuliè': tra loro 10 pugliesi

MILANO - Oggi settantadue Allievi del 1° anno della Scuola Militare “Teuliè”, tra i quali 6 ragazzi e 4 ragazze provenienti dalla Puglia, hanno giurato fedeltà alla Repubblica Italiana alla presenza del Sottosegretario alla Difesa, Onorevole Domenico Rossi, del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico e del Comandante per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito Generale di Corpo d’Armata Pietro Serino.

All'evento hanno partecipato, autorità civili, militari e religiose oltre ai familiari degli allievi protagonisti della giornata. Nel corso della  cerimonia, il Comandante della Scuola Militare “Teuliè”, Colonnello Gianluca Ficca ha riconsegnato all'assessore alla trasformazione digitale e servizi civici di Milano, professoressa Roberta Cocco, il Primo Tricolore che sventolò durante le storiche “Cinque Giornate” di Milano.

“La nostra società accusa principalmente una crisi di valori etici e morali”, ha detto il Sottosegretario di Stato alla Difesa Domenico Rossi nel suo intervento rivolgendosi agli allievi della Scuola, “voi che alla vostra età avete fatto una scelta, siete la risposta a questa crisi. Siate dunque portatori di germi sani di cui la società ha bisogno per avere un futuro migliore”.

Dopo aver rivolto un pensiero di vicinanza alle vittime del recente attentato a Londra, il Sottosegretario Rossi ha concluso esortando gli allievi a “non aver paura di perseguire i propri sogni e ideali, rimanendo sempre fedeli, nella vita, al giuramento prestato”.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, durante il suo intervento, rivolgendosi ai giurandi,  ha sottolineato come “con il giuramento che avete appena proferito vi siete assunti un impegno che vi lega al rispetto di valori quali: onore, disciplina, costanza, lealtà e senso del dovere e dell’appartenenza, che si perpetueranno in ogni espressione della vostra esistenza e che costituiscono, da sempre, il patrimonio etico di quanti indossano un’uniforme e di ogni cittadino degno di questo nome”.

Presenti anche i Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Gonfalone del comune di Milano, della Regione Lombardia e della città metropolitana di Milano oltre che la gloriosa Bandiera dell’Istituto, decorata di Medaglia di Bronzo al merito dell'Esercito e centinaia di ex allievi.

La Scuola Militare “Teuliè”, Liceo d’elite dell’Esercito Italiano, mediante un concorso pubblico, offre la possibilità a tutti i ragazzi e le ragazze che abbiano concluso con esito positivo il secondo anno dei Licei classico e scientifico di proseguire il triennio di studi. Peraltro, è di questi giorni la pubblicazione del bando di concorso per l’ammissione all'anno scolastico 2017-2018.

La Scuola garantisce una vasta e profonda preparazione particolarmente attenta al completamento di tutti i programmi didattici previsti e nel contempo includendo nel percorso formativo diverse discipline sportive tra cui l’equitazione, il nuoto e la scherma.

L’elemento che caratterizza maggiormente gli allievi formati dall'istituto sono i valori etici e morali propri dei militari dell’Esercito italiano che attualmente garantisce un impegno complessivo  di circa 12.000 uomini e donne quotidianamente presenti sul territorio  nazionale, nell'ambito delle operazioni “strade sicure” e “sabina”, circa 8.000,  e all'estero nell'ambito delle principali missioni, circa 4.000.

Bari, giunta approva progetto riqualificazione lungomare Starita - Umberto Giordano

BARI - Questa mattina la giunta comunale ha approvato il progetto preliminare per il recupero e la valorizzazione del lungomare Starita e Umberto Giordano per un importo complessivo di 2.500.000 euro. Gli interventi previsti riguarderanno la zona fronte mare a nord del quartiere San Cataldo, dal Cus fino all’incrocio con viale Paolo Pinto.

Già nei mesi scorsi sono stati avviati una serie di lavori per un restyling "soft" che ha riguardato il recupero e la sistemazione dei parapetti in pietra e l’installazione di candelabri ornamentali, nei pressi della Fiera del Levante, simili a quelli già esistenti sul lungomare Nazario Sauro e Imperatore Augusto. In continuità con questi primi interventi, l’amministrazione intende proseguire con le opere di riqualificazione che riguarderanno il rifacimento e la risagomatura della superficie dei marciapiedi e dei piani viabili, il tutto mirato ad una migliore compatibilità con la fruizione pedonale, che da qualche anno ha caratterizzato la zona. Nello specifico, i marciapiedi saranno riqualificati con i nuovi materiali utilizzati dall’amministrazione in altre zone della città, attraverso la rimozione di quelli attuali in diversi tratti attualmente in asfalto. Sarà interamente sostituito anche il manto stradale.

La nuova configurazione, oggetto della progettazione, è stata immaginata per favorire la viabilità pedonale assicurando percorsi sicuri e confortevoli. Per quanto riguarda la superficie stradale, i lavori costituiranno l’occasione per rivisitare anche il sistema di raccolta e deflusso delle acque meteoriche.

“L’attenzione alla riqualificazione di tutte le zone del waterfront della città è una cifra di questa amministrazione – spiega Pino Galasso –, per questo, in continuità con i grandi progetti su cui l’amministrazione ha lanciato concorsi di idee, stiamo portando avanti progetti di riqualificazione di altri tratti del lungomare per consentire ai cittadini una maggiore fruizione del litorale. Nello specifico, il tratto in oggetto negli ultimi due anni ha visto anche sperimentazioni di chiusure al traffico delle auto molto apprezzate sia dai commercianti sia dai cittadini, che con l’arrivo delle belle giornate trascorrono il loro tempo libero sul mare. Contiamo, quindi, di concludere entro la fine dell’anno l’iter della progettazione e di essere pronti per avviare la gara e subito dopo i lavori”.

giovedì, marzo 23, 2017

Ex Rossani, in corso i lavori per la demolizione del muro di via Gargasole

BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro, l’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco e il presidente del Municipio II Andrea Dammacco hanno assistito all’avvio dei lavori di demolizione del muro perimetrale della ex caserma Rossani sul lato di via Gargasole.

“Uno ad uno stanno venendo giù i muri che per troppi anni hanno impedito ai cittadini di conoscere e vivere questo spazio straordinario che è la ex Caserma Rossani - ha detto Antonio Decaro -. Oggi ne buttiamo giù un altro, dopo quello di via De Bellis che ha aperto le porte all'Urban Center, il luogo simbolo della co-progettazione in cui i cittadini immaginano insieme all’amministrazione comunale il futuro della città.  Questo cantiere è un altro simbolo, il simbolo della cittadinanza attiva che lavora con l’amministrazione e che, attraverso le associazioni, ci ha stimolato a demolire questo muro. Oggi, dopo 30 anni apriamo questo spazio, un piccolo parco nato spontaneamente che sarà affidato proprio ai cittadini perché lo vivano e lo custodiscano. Voglio ringraziare ancora una volta i baresi, perché se siamo qui è anche grazie allo loro tenacia. Grazie a tutti quelli che, forse più di noi, hanno creduto nelle straordinarie potenzialità di questo luogo, e grazie per aver riposto fiducia in noi spronandoci a portare avanti questo progetto. Questo è il segno di come ad amministrare questa città non sono solo il sindaco e gli assessori ma siamo noi, tutti insieme. È l'esempio di come i cittadini possano incidere nelle scelte dell'amministrazione e cambiarne il corso e il senso. Torneremo presto per prenderci cura di questo piccolo giardino che i cittadini hanno conquistato non solo per i residenti di questo quartiere ma per l’intera città. Tra due mesi spero di tornare qui e di trovare i bambini che giocano felici all’aria aperta”.

“L’abbattimento di questo muro consentirà alla cittadinanza di fruire dell’area verde di via Gargasole - ha sottolineato Carla Tedesco -. Si tratta di un altro tassello della grande strategia di riqualificazione dell’area della ex caserma Rossani. L’apertura dell’area di via Gargasole, mi piace ricordarlo, è stata immaginata e progettata insieme ai cittadini, e con i cittadini sono stati piantati alcuni giovani alberi che oggi arricchiscono la vegetazione già presente in questo grande spazio. Parallelamente ai lavori, attraverso laboratori di autocostruzione in programma all’Urban Center, mettere mo a punto gli arredi per rendere più vivibile  il giardino secondo un modello sperimentale di restituzione in tempi brevi degli spazi pubblici possibili grazie a interventi minimali ma significativi. I cittadini si prenderanno cura di uno spazio da loro stessi disegnato e realizzato. L’amministrazione sperimenta così un approccio nuovo alla cura dello spazio pubblico, basato sulla capacità di intercettare l'energia e la volontà  d'azione dei cittadini”.

“Nel momento in cui nel mondo ci sono 28mila chilometri di muri - ha commentato Andrea Dammacco - e ci sono persone che continuano ad alzarne per dividere anziché riunire, oggi l’abbattimento del muro di via Gargasole rappresenta un momento storico per la città. Grazie a questo intervento l’amministrazione comunale restituisce ai cittadini una parte del parco della caserma Rossani chiuso da decenni. Per noi è un momento importante, el’invito che sento di rivolgere ai cittadini è quello di prendersene cura come se fosse casa loro, frequentandolo insieme alle famiglie, ai bambini, per viverlo tutti insieme. Un ringraziamento particolare all’assessora Tedesco che con tenacia e passione ha seguito il percorso partecipativo in questi mesi per rendere possibile questo intervento che oggi si realizza”.

Come noto, gli interventi prevedono la rimozione del vecchio muro, che verrà parzialmente demolito e abbassato fino all’altezza di un metro con la realizzazione di due cancelli, uno pedonale e uno carrabile, il primo dotato anche di rampa d’accesso per disabili, il secondo, della larghezza di tre metri, necessario a permettere anche l’eventuale accesso di mezzi a motore. Il muro oggetto degli interventi è lungo quasi 100 metri, l’intera area sarà perimetrata e separata dalla restante parte mediante una recinzione a pannelli analoga a quella presente all’interno del parcheggio della ex Rossani. Lungo via Gargasole sarà anche realizzato un marciapiede contiguo alla nuova recinzione e verranno conservati i circa 40 posti auto attualmente presenti.

mercoledì, marzo 22, 2017

Bari, giardino e arte per Marilena Bonomo

di DONATO FORENZA - L'area verde destinata a giardino ubicata nella zona del Municipio, tra corso Cavour, lungomare Araldo Di Crollalanza e piazza IV Novembre, è stata intitolata alla famosa gallerista Marilena Bonomo di Bari. La manifestazione è stata ideata dal Soroptimist Club di Bari ed accolta dal Comune di Bari, con l’obiettivo di ricordare le donne che hanno avuto un ruolo di rilievo nella storia della città.

Il riconoscimento a Marilena Bonomo, notevole esponente della vita artistico- culturale costituisce, per l’amministrazione comunale una rilevante attestazione per il cospicuo impegno che la gallerista barese ha implementato nel sistema artistico e culturale di Bari e del Mezzogiorno nel contesto di crescita ed innovazione fornendo una nuova attenzione a Bari verso il bello e la cultura. Marilena Bonomo inizia la sua attività innovatrice di gallerista a Bari nel 1971 con la prima mostra caratterizzata da artisti italiani e stranieri portatori di nuovi stili di arte moderna riconosciuta nel panorama dell’arte internazionale, come Barry, Weiner, Bochner, Paolini, Boetti, Buren, Darboven, Fabro, ed altri noti interpreti delle avanguardie.

Ricordiamo che in virtù del suo rilevante curriculum, la Bonomo è stata, designata anche curatrice della prima edizione della Fiera internazionale di Arte contemporanea Expo Arte Bari, in sinergia di famose gallerie internazionali. Alla cerimonia ha partecipato un folto pubblico e, fra gli altri, il sindaco Antonio De Caro gli assessori alla Toponomastica, Angelo Tomasicchio, e alle Culture, Silvio Maselli. Notevole la partecipazione di varie associazioni; hanno aderito alla manifestazione, inoltre, Michela Labriola, Mariateresa Muciaccia e Mimma Pasculli del Soroptimist e Rossella Ressa del FAI.

"Sono importanti quei giorni in cui dedichiamo uno spazio pubblico, una piazza, una strada, a personalità del passato della nostra città - ha esclamato Decaro - Quando intitoliamo uno spazio pubblico a qualcuno, lo facciamo perché vogliamo lasciare anche alle nuove generazioni l'insegnamento di chi tanto ha dato alla nostra città".

martedì, marzo 21, 2017

Locri, 25mila studenti in piazza contro le mafie VIDEO

LOCRI - Oltre 25mila studenti in piazza a Locri, in Calabria, contro le mafie. I giovani protagonisti oggi, al fianco di Libera e di don Luigi Ciotti, ed in tutte le piazze d’Italia per la XXII “giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.

”Anche questo 21 marzo siamo in tutta Italia al fianco di Libera come studentesse e studenti per costruire scuole, università e territori che si ribellano al giogo della criminalità organizzata – dichiara in una nota Martina Carpani, coordinatrice nazionale Rete della Conoscenza – Da Locri a Milano, da Prato a Napoli, da Trapani a Bari, fino a Ostia cuore di Mafia Capitale, con Libera abbiamo dato uno schiaffo a tutte le mafie. A partire dalle piazze di oggi vogliamo cambiare i nostri territori per non doverli lasciare sotto il controllo silenzioso delle nuove criminalità sempre più colluse con i poteri economici e con la politica. Per sconfiggere le mafie serve la democrazia partecipativa dal basso ed il rafforzamento di un potere popolare che sappia contrastare quello mafioso. Priorità sono i maestri di strada, la gratuità dell’istruzione ed il contrasto alla dispersione scolastica, l’individuazione di nuove misure di welfare, la promozione di investimenti pubblici per costruire opportunità di futuro”.

“I nostri colori ed i nostri desideri di speranza hanno invaso le periferie del Paese ed i luoghi dove oggi la povertà in aumento lascia spazio alla criminalità organizzata – aggiunge Francesca Picci, coordinatrice nazionale Unione degli Studenti – Non siamo i giovani del sud o delle periferie metropolitane dal destino già scritto, siamo quelli che vogliono cambiare l’esistente per liberarci dalle mafie, soprattutto in memoria dei nostri coetanei deceduti negli ultimi anni per mano della criminalità organizzata! Tantissime studentesse e studenti oggi in tutta Italia hanno invaso le strade ed urlato la loro rabbia e la loro speranza. Noi siamo l’Italia migliore che combatte caporalato, devastazioni ambientali, ingiustizia e promuove la giustizia economica. La responsabilità dell’arricchimento delle mafie è politica e chiediamo che la politica non faccia orecchie da mercante”.

Bari, i sindaci di Puglia sfilano contro la mafia


di NICOLA ZUCCARO - Dal Governatore della Puglia Michele Emiliano al Prefetto della Provincia di Bari, Marilisa Magno. Dal Sindaco di Bari, Antonio Decaro, alla neo presidentessa della Commissione Criminalità presso il Consiglio regionale pugliese, Rosa Barone. E' toccato a questi esponenti istituzionali in Piazza Prefettura a Bari, nell'odierna mattinata, aprire la lettura dell'elenco dei nomi delle 960 vittime innocenti della mafie, in occasione della 22a giornata nazionale della memoria e dell'impegno a favore della legalità e della giustizia.

Valori che sono stati il filo conduttore della lunga marcia organizzata dalla sezione pugliese di Libera che, con il patrocinio dell'ANCI Puglia ed in concomitanza con la manifestazione nazionale in quel di Locri, ha attraversato la centrale via Napoli dopo il raduno alle 8.30 con partenza dallo Stadio della Vittoria e con, alla testa, i sindaci pugliesi quale attuale testimonianza della lotta contro ogni forma di criminalità, come documentata dagli atti di intimidazione, recentemente subiti da alcuni di essi.

Bari, piazza IV Novembre intitolata a Marilena Bonomo

BARI - Si è tenuta ieri mattina, alla presenza del sindaco Antonio Decaro, degli assessori alla Toponomastica, Angelo Tomasicchio, e alle Culture, Silvio Maselli, e della presidente del Municipio I Micaela Paparella, la cerimonia di intitolazione del giardino di piazza IV Novembre a Marilena Bonomo.

L’area verde, ubicata nel territorio del Municipio I tra corso Cavour, lungomare Araldo Di Crollalanza e piazza IV Novembre, è stata intitolata alla gallerista barese accogliendo la proposta del Club di Bari “Soroptimist International Italia”, con l’obiettivo di ricordare le donne che hanno avuto un ruolo di rilievo nella storia della città di Bari.

Il riconoscimento a Marilena Bonomo, esponente di spicco della vita culturale barese, rappresenta per l’amministrazione comunale un’attestazione importante allo straordinario lavoro che la gallerista barese ha impresso nel tessuto culturale della città nel segno del futuro.

“Sono importanti quei giorni in cui dedichiamo uno spazio pubblico, una piazza, una strada, in questo caso un giardino, a personalità del passato della nostra città - ha detto Antonio Decaro -. Quando intitoliamo uno spazio pubblico a qualcuno lo facciamo non solo perché vogliamo ricordare quella persona e cosa ha fatto ma perché vogliamo lasciare, anche alle nuove generazioni, l’insegnamento di chi tanto ha dato alla nostra città. Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Marilena Bonomo, né di apprezzare il suo profilo umano, la sua sensibilità, la sua passione per l’arte, ma avverto la sua presenza e, soprattutto, il valore del suo lascito. Ho avuto l’opportunità da cittadino, prima, e l’onore, oggi, da sindaco, di sapere quello che ha fatto per Bari. Ha permesso a questa città di non essere conosciuta nel mondo solo come città di commercianti e marinai ma anche come città capace di una nuova attenzione verso il bello e la cultura. L’ha fatta conoscere oltre i confini nazionali come una città in fermento, attenta all’arte contemporanea, un merito che le è riconosciuto da tutti. E questo è uno dei motivi per i quali in questi giorni parliamo di arte contemporanea, perché qui di fronte, già da alcuni mesi, abbiamo avviato la ristrutturazione del Margherita, e da qualche giorno anche quella dell’ex mercato del Pesce che, insieme alla Sala Murat, costituiranno il Polo delle arti contemporanee. Mentre parliamo del restauro di questi grandi, bellissimi contenitori, che ci auguriamo nel tempo sapranno ospitare contenuti all’altezza degli spazi che li conterranno, abbiamo voluto parlato di due figure importantissime per la storia dell’arte contemporanea nella nostra città: Angelo Baldassarre e, ovviamente, Marilena Bonomo. A loro, in collaborazione con l’Università Aldo Moro di Bari, abbiamo pensato di dedicare una borsa di studio e un percorso di ricerca, consapevoli dell’importanza di riannodare i fili della storia e della cultura, e oggi sono molto felice di poter intitolare a Marilena Bonomo questo giardino, uno spazio verde e fiorito che guarda proprio al nascente Polo, con l’auspicio che il suo sguardo possa accompagnare e proteggere questa grande avventura”.

“Marilena Bonomo, con lungimiranza ed inventiva, ha saputo creare in una città in cui dominava ancora l’arte tradizionale locale, un ponte tra Bari e tutto il resto del mondo - ha proseguito Micaela Paparella -. Il Municipio I, con grandissimo orgoglio, ha portato avanti la proposta del Soroptimist International Club di Bari, quella di intitolare un luogo della nostra città a questa meravigliosa donna e non ci è sembrato esistesse un sito più rappresentativo di questo piccolo giardino storico, che guarda il mare e il Polo dell’arte contemporanea e racchiude un magnifico roseto che il prossimo mese fiorirà, per ricordare la personalità di Marilena. Vorrei ringraziare ancora una volta il Soroptimist International Club di Bari nelle persone di Maria Teresa Muciaccia e Michela Labriola per aver dato questa opportunità alla nostra città e per aver donato la targa di intitolazione di questo giardino, e vorrei ringraziare la delegazione FAI per essersi immediatamente attivata con la raccolta firme necessaria per ottenere la deroga prefettizia all’intitolazione. Ringrazio anche il prefetto di Bari, che ci ha consentito di procedere, e tutti i cittadini, gli intellettuali, gli studenti, gli artisti e i critici d’arte che hanno creato un movimento di opinione intorno a questo progetto, e il nostro sindaco che ha colto il grande significato di questa intitolazione. Io, che ho conosciuto personalmente Marilena Bonomo, non avrei mai pensato né sperato di poter intitolare un luogo della mia città, nel territorio del Municipio I che ho l’onore di presiedere, alla sua memoria”.

“Ringrazio il sindaco e Micaela Paparella per aver permesso e favorito questa intitolazione. Non solo un riconoscimento simbolico alla figura di mia madre ma la testimonianza di un impegno di valorizzazione del suo lavoro. A Bari, grazie al lavoro di Marilena Bonomo, abbiamo il wall drawing di Sol Lewitt nella sala Murat, e se oggi in Puglia esiste un’opera del grande Pino Pascali, “Le pozzanghere”, lo dobbiamo ancora a lei e a Pina Belli D’Elia, che oggi è qui con noi e che ringraziamo - ha dichiarato Magda Bonomo -. Come si fa, in questa occasione, a non ricordare mia zia Silvana: se questo giardino guarda il nascente Polo del contemporaneo, Silvana lo guarda da via Venezia, e allora, signor sindaco, lei è circondato. Ed è circondato anche da tanti artisti baresi che sono qui, sono bravissimi e meritano tutto il sostegno della città. È un invito che le rivolgo, signor sindaco, un compito che le affido. Vorrei anche ringraziare Nunzio, che ha donato a Bari un’opera molto importante, un bellissimo lavoro che è a largo due Giugno ed è un’opera da inserire nell’agenda dei luoghi d’arte di questa città. Concludo con due domande, fatte a mia madre all’inizio della sua carriera: la prima è, naturalmente, Where is Bari? La seconda, che mia madre ci raccontava, è legata all’inaugurazione della sua galleria, quando una serie di persone si trovarono in evidente imbarazzo rispetto alle opere esposte, che apparivano del tutto incomprensibili, tanto da chiederle piuttosto dove avesse acquistato e tende della galleria, complimentandosi per la scelta. Oggi per fortuna non è più così: questa città, grazie al lavoro di molte persone, tra cui mia madre e mia zia, ha maturato una certa sensibilità all’arte, c’è una richiesta per l’arte, ma quelle rimangono domande importanti sulle quali riflettere. Noi ci aspettiamo molto da questo nascente Polo museale per il quale il sindaco e la giunta si sono spesi tanto, e speriamo in un futuro promettente”.

Alla cerimonia di questa mattina erano presenti la famiglia Bonomo, gli artisti della Galleria Bonomo, alcuni critici d’arte, la presidente Soroptimist International club di Bari Michela Labriola e la past president Mariateresa Muciaccia, intervenute per ricordare la straordinaria figura della gallerista e le motivazioni alla base della scelta di promuovere l’intitolazione del giardino e la donazione della targa alla città, nonché la delegazione FAI di Bari, guidata da Rossella Ressa, che ha condiviso l’iniziativa e raccolto le firme per richiedere la deroga al prefetto.

Biografia

Maria Maddalena Macario nasce a Bari nel 1927 e consegue la laurea in Lettere e Filosofia nell’Università di Bari; nel 1952 sposa il prof. Lorenzo Bonomo, medico e immunologo e con lui si trasferisce a Dallas, in Texas, dove lavora al Dallas Museum of Art.
Nel 1971 Marilena Bonomo inizia la sua attività di gallerista a Bari con una prima mostra che include artisti italiani e stranieri considerati nuovi in quegli anni, oggi individualità riconosciute nel panorama dell’arte contemporanea, come Barry, Bochner, Boetti, Buren, Darboven, Fabro, Paolini, Weiner. La galleria ha tuttora sede nella città di Bari.
Sin dalla sua inaugurazione nella galleria Bonomo si sono avvicendati molti artisti inediti per l’Italia e per l’Europa, alcuni dei quali risiedono e lavorano a Bari. Opere provenienti dalla galleria sono state collocate in sedi prestigiose: musei, banche, parchi, collezioni pubbliche e private (Museo d’Arte Moderna di New York, Centre Pompidou a Parigi, Stedelijk Museum di Amsterdam, Fondazione Deste di Atene).
Nel 1981 Marilena Bonomo viene invitata a Ginevra, al Centre d’Art Contemporain, per allestire una mostra antologica in cui si ricostruisce la storia culturale dei suoi primi dieci anni di attività. Attività editoriali, happenings, spettacoli di danza musica e teatro, installazioni d’arte d’ambiente e concerti d’avanguardia, mostre di arte antica indiana, giapponese ed africana, si sono alternati alle mostre d’arte.
Nella primavera dell’86, è stata proposta la mostra “Sculture da Camera”, una raccolta di 70 opere di altrettanti artisti contemporanei ben noti a livello internazionale. La mostra, partita dal Castello Svevo di Bari, è stata esposta in musei e fondazioni internazionali: Utrecht, Ginevra, Berlino, Atene, Spoleto, Los Angeles.
Nel ‘98 il Comune di Bari ha incaricato Marilena Bonomo di curare la I Rassegna di arte contemporanea, Arte&Maggio. La mostra, dal titolo “Arena Puglia”, che rappresentava il panorama artistico della regione, comprendeva oltre 170 artisti, tra pittori, scultori e fotografi. Un tentativo di collegare gli artisti residenti nella regione a quelli che se ne erano allontanati, che ha trovato lusinghieri riconoscimenti.
L’anno seguente, sempre il Comune di Bari ha riproposto la mostra con una nuova ottica, incaricando Marilena Bonomo di ricercare e presentare i lavori di quegli artisti internazionali che hanno attraversato la Puglia e vi hanno lavorato. Il titolo della mostra era “Felici coincidenze”.
Nel 2000 Arte&Maggio viene concepita come collaborazione tra gli artisti newyorchesi scelti dall’Accademia Americana a Roma e gli artisti baresi proposti da Marilena Bonomo a Bari. In questa mostra l’artista newyorchese Antonakos fece eseguire una sua opera in loco per le arcate della Sala Murat che tuttora identificano con la loro luce questo spazio come spazio di cultura di arte. Nello stesso anno il FAI .- Fondo per l’Ambiente Italiano, si avvale della collaborazione artistica della Galleria Bonomo per la presentazione di edifici di valore storico restaurati e restituiti alla città.
Marilena Bonomo è stata, inoltre, curatrice della prima edizione di Expo Arte Bari (Fiera internazionale di arte contemporanea), con la presenza delle migliori gallerie della scena internazionale. Quest’anno Arte Fiera Bologna 2015 (la più importante fiera d’arte italiana) ha dedicato a Marilena Bonomo un omaggio per sottolineare l’importanza del percorso suo e della sua galleria negli ultimi 40 anni della vita culturale italiana.
Marilena Bonomo si è spenta a Bari il 25 agosto 2014.

domenica, marzo 19, 2017

Lecce, al Galilei-Costa nasce 'iStartup'

LECCE - Da qualche anno termini come “startup”, “autoimprenditorialità” e “educazione all’impresa”, oltre che in ambito universitario e post laurea, iniziano a circolare anche nelle aule e nei laboratori delle superiori, sempre più scuole infatti approcciano questo nuovo mondo fatto di “makers”, di “problem solvng”, di “pitch” e di “business plans”. Tra queste vi è sicuramente l’Istituto “Galilei-Costa” di Lecce il quale, da oltre quindici anni, applica una didattica innovativa attraverso la quale incentiva i propri studenti ad ideare ed implementare micro e piccole startup imprenditoriali, sia economiche che sociali (alcuni esempi sono “Smart Siti”, “Mabasta” e “Nectarea”).

Da questa intensa e ricca esperienza nasce oggi la volontà e l’esigenza di istituire un vero e proprio percorso formativo denominato “iStartup” ed improntato all’Educazione all’Imprenditorialità che, a partire dal primo anno (ragazze e ragazzi di 14 anni), prevede da un lato un aggiornamento ed un adeguamento di alcuni programmi didattici e, dall’altro, una forte e costante interazione con le realtà aziendali ed imprenditoriali esterne alla scuola, o meglio, con gli imprenditori e gli startuppers che hanno tanto da insegnare ai giovani.

Dal prossimo anno scolastico 2017/2018, quindi, gli alunni delle classi prime del Settore Economico del “Galilei-Costa” (con sedi a Lecce e a Campi Salentina), saranno protagonisti attivi di questo nuovo percorso formativo che non prevede alcuna variazione nel quadro orario ufficiale (materie e distribuzione oraria restano invariati) mentre è prevista una forte impronta al digitale (stampa 3D, sharing economy, big data) e l’introduzione in discipline quali Economia Aziendale, Diritto, Informatica, Lingue Straniere, ma anche Lettere e Storia, di alcuni concetti base e pratiche proprie della cultura d’impresa autonoma. Inoltre, e soprattutto, gli alunni vedranno spesso nella propria aula imprenditori di successo, giovani e non, insieme a startuppers che sono riusciti a realizzare il proprio sogno ed esperti di auto-imprenditorialità, i quali racconteranno ai ragazzi i loro percorsi, costellati spesso anche di tanti “fallimenti”, che però non vanno mai considerati solo tali.

«Sono sicura che questo nuovo percorso – dichiara la Dirigente della scuola Addolorata Mazzotta – rappresenta un contributo molto valido alla crescita dei ragazzi, non solo in termini di competenze economiche ed imprenditoriali. L’allenamento al problem solving, l’educazione alle scelte decisionali, la cooperazione tra pari, il fallire per poi correggere e la partecipazione a storie di vita vissuta sono tutte pratiche che rendono gli adolescenti più autonomi, più consapevoli delle proprie capacità, più fiduciosi nel futuro e più resilienti, tutte caratteristiche che aiutano non poco, sia nella prosecuzione futura degli studi universitari che nell’affrontare il mondo del lavoro.»

«Tutti questi anni di esperienza – aggiunge Daniele Manni docente delle scuola – ci hanno insegnato che, se opportunamente stimolati, seguiti e incentivati, le ragazze ed i ragazzi sono capaci di stupirci con idee e azioni strabilianti. Ecco perché è importante nutrire la loro creatività con visioni, pratiche ed esperienze. C’è poi un risvolto molto concreto da non trascurare, noi ci auguriamo che la quasi totalità degli studenti voglia e possa proseguire gli studi e specializzarsi ancora di più, ma a coloro che intendono lavorare al termine del quinquennio di studi superiori è nostro compito fornire le opportune conoscenze e competenze perché possano essere degli esperti nelle future professioni digitali, tra cui la sharing economy, stampa 3D, internet delle cose, programmazione di app e web, grafica computerizzata e videomaking. Tutte abilità che, unite alla cultura d’impresa, possono far crescere tanti giovani e giovanissimi startuppers in grado di crearselo il lavoro e non di cercarlo.»

È un nuovo modo di concepire l’Alternanza Scuola Lavoro? Anche. Sono tante le aziende del territorio che già conoscono l’impegno e la didattica “business-oriented” del Galilei-Costa di questi ultimi anni e che hanno dato la loro piena disponibilità a collaborare per il progetto “iStartup”, sia per quanto concerne gli interventi di imprenditori ed esperti presso la scuola che relativamente alla presenza degli studenti (sempre più frequentemente e per periodi più lunghi) presso le sedi e gli stabilimenti esterni.

venerdì, marzo 17, 2017

Giornata Mondiale dell’Acqua, a Noci appuntamento nazionale

BARI - Quest’anno la Giornata Mondiale dell’Acqua sarà dedicata alla “Wastewater” ossia alle acque reflue che, dagli impianti di depurazione civili e industriali, vengono scaricate nei corpi d’acqua. Le acque di scarico sono oggetto di studio e di dibattito in tutto il mondo per le conseguenze del loro sversamento in acque superficiali o per la loro possibile riutilizzazione. Il riuso è fondamentale: basti pensare che in Italia, in media, un terzo dell’acqua immessa nelle tubature finisce sprecata.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Legambiente Puglia, con il patrocinio di Assessorato alla Mobilità, Lavori Pubblici, Risorse idriche e Tutela Acque della Regione Puglia, Comune di Noci, Acquedotto Pugliese, Autorità Idrica Pugliese e Arpa Puglia, organizza l’iniziativa di carattere nazionale “Depuriamolacqua: dall'uso al riuso. Processi virtuosi e nuove opportunità”, per promuovere la buona depurazione e il riuso delle acque depurate e affinate.

L’evento si terrà presso il depuratore di Noci, in contrada Brisacane, Strada Vicinale Scarle, un impianto a membrane microporose dall’elevata capacità depurativa, e si svolgerà dalle ore 10 alle ore 13. L’iniziativa vedrà la partecipazione delle scuole, coinvolte nella campagna di educazione ambientale di Legambiente “Non si butta un tubo nei tubi”, un vademecum realizzato per identificare i rifiuti da non buttare mai nel wc o nel lavandino per non intasare i sistemi fognari e favorire così una corretta depurazione delle acque. Gli alunni visiteranno il depuratore e saranno impegnati in laboratori ludico esperienziali sull’acqua.

Nell’arco della mattinata si terrà anche un momento di confronto tra esperti e tecnici nazionali e regionali sul tema della depurazione e, in particolare, sul riuso delle acque in agricoltura. Parteciperanno: Domenico Nisi, Sindaco di Noci, Lucia Parchitelli, Assessore all’Ambiente Comune di Noci, Giovanni Giannini, Assessore Mobilità, Lavori Pubblici, Risorse Idriche e Tutela Acque della Regione Puglia, Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia, Nicola De Sanctis, Presidente Acquedotto Pugliese, Nicola Giorgino, Presidente Autorità Idrica Pugliese, Luca Pucci,  Presidenza Comitato Scientifico Legambiente, Francesco Fatone, Coordinatore Azione di innovazione Horizon2020 Smart-Plant, Vito Bruno, Direttore generale Arpa Puglia, Vito Uricchio, Direttore CNR-IRSA e Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico Legambiente. Il dibattito sarà moderato da Antonio Stornaiolo.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, inoltre, prende il via #giuilrubinetto, la nuova campagna no profit sullo spreco dell’acqua, sviluppata da Ogilvy Change in collaborazione con Legambiente, per sensibilizzare sullo spreco idrico e per educare all’uso responsabile dell’acqua di rete, rivolta ai bambini delle scuole elementari con l’obiettivo di far abbandonare l’abitudine di lasciare scorrere l’acqua mentre si lavano i denti (in media, lo spreco in due minuti è pari a 32 litri d’acqua potabile al giorno). Sarà distribuito un bracciale elastico Aqualoop, insieme a un dépliant informativo sullo spreco d’acqua, che svolgerà il ruolo di strumento ludico e didattico: i bambini saranno invitati a indossarlo e ad avvolgerlo intorno alla leva del rubinetto quando si laveranno i denti. In questo modo ogni volta che la leva verrà alzata per aprire l’acqua, l’elasticità del bracciale la riabbasserà interrompendo il flusso. Con il tempo, Aqualoop passerà dalla sfera del gioco a quella di promemoria del comportamento da tenere. Dopo circa un mese la nuova abitudine dovrebbe essersi consolidata: quando il bambino si laverà i denti assocerà il rubinetto al bracciale e, automaticamente, penserà a chiudere il primo senza sfilarsi il secondo dal polso (info su: www.giuilrubinetto.it).

A Giovinazzo lo show delle Frecce tricolori

GIOVINAZZO - E’ stato questo uno degli annunci fatti oggi, in conferenza stampa, dal sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma, e il Generale Fernando Giancotti, Comandante Scuole Aeronautica Militare\ 3^ Regione Aerea.

“Oggi chiudiamo un cerchio cominciato due anni fa con il generale Girardi e continuato in splendida sintonia con il generale Giancotti”- ha detto Depalma- “ I nostri due lungomari si richiamano alle forze armate, ci sembrava ingiusto che l'Aeronautica non avesse un giusto e uguale riconoscimento. Abbiamo individuato un posto bellissimo, l'anfiteatro che abbiamo realizzato sul mare, e sarà dedicato all'Aeronautica. Ringrazio il generale Giancotti perché mi ha fatto comprendere che al di là dei ruoli e delle divisa esistono le persone che hanno voglia di donarsi. Con lui ho trovato un'intesa bellissima e sono certo che si tratti solo dell’inizio di tante belle iniziative da realizzare insieme”.
Per tutto il mese di marzo, l’Aeronautica Militare terrà incontri nelle scuole di Giovinazzo. Dal 6 al 9 aprile, una mostra di aeromodellismo curata dall’associazione Arma Aeronautica di Giovinazzo, si terrà nella Cittadella della Cultura. Nella prima settimana di maggio, invece, un aliante sarà posizionato nella centrale piazza Vittorio Emanuele II mentre il 6 maggio ci sarà un concerto della Fanfara dell’Aeronautica sul piazzale dedicato all’Arma azzurra alla presenza della campionessa olimpica giovinazzese Marinella Falca.

“Grazie per averci fatto trovare i ragazzi delle scuole, noi siamo il comando delle scuole a Bari, la formazione e l’addestramento sono la nostra missione”- ha dichiarato il Gen. Giancotti- “ Il Comune di Giovinazzo, nella persona del sindaco Depalma, ci ha proposto  un'iniziativa di grande valore simbolico che come l’intitolazione di una parte del Lungomare all'Aeronautica Militare. Un’operazione che abbiamo ritenuto molto intelligente ed esemplare, questo lungomare è una risorsa per tutti voi e sancisce un legame speciale tra Giovinazzo e la nostra Arma. Il nostro grazie alla città lo esprimeremo con tante iniziative, non ultima quella dello show dl 7 maggio delle Frecce Tricolori sul Lungomare di Levante”.

giovedì, marzo 16, 2017

Periferie leccesi abbandonate, via Vecchia San Pietro in Lama altro emblema del degrado di una città

LECCE - Potremmo apparire eccessivamente pedanti nel segnalare quotidianamente quanto ci riportano i cittadini sullo stato delle periferie della città di Lecce. Ma a rischio di ripeterci, continueremo a riportare le denunce documentate da coloro che vivono il capoluogo leccese, perchè è intollerabile il gap, mai colmato, tra centro e periferia cittadina.

Questa volta è via Vecchia San Pietro in Lama nei pressi della chiesa di Santa Barbara a finire nel mirino del solerte residente di turno che ha fotografato la situazione che si protrae da tempo quasi immemorabile, con rifiuti lasciati in strada ed edifici abbandonati e pericolanti alla mercè dei senzatetto, come se nulla fosse accaduto già nel recente passato ai malcapitati clochard leccesi nella tragedia dell'immobile abbandonato di via Taranto.

A questo punto, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è lecito ritenere che l'abbandono delle periferie sia proprio un fatto culturale, o meglio di scarsa cultura istituzionale che si respira in primo luogo nelle amministrazioni comunali susseguitesi negli ultimi vent'anni, e che poi a cascata coinvolge una parte della cittadinanza, che per la verità non è mai stata adeguatamente sensibilizzata verso la tutela del proprio territorio mentre in altre realtà, anche della nostra provincia, sono stati fatti passi da gigante verso virtuosi percorsi comuni di salvaguardia dei luoghi che viviamo.

Bari, domani in largo Albicocca 'L’amore tra le stelle'

BARI - Domani, venerdì 17 marzo, a partire dalle ore 21.30, in largo Albicocca, la piazza della città vecchia dedicata all’amore, appuntamento con “L’amore tra le stelle”, un’iniziativa a cura di Vincenzo Coppa, divulgatore astrofilo, realizzata in collaborazione con l’assessorato alle Culture del Comune di Bari.

Una lezione di astronomia sui generis, aperta a tutti, che parte da Dante per raccontare i misteri delle stelle e l’energia cosmica.

“L’amor che move il Sole e le altre stelle”: è cosi che Dante conclude la Divina Commedia, miscelando in una breve frase due incredibili forme di energia, creatrici di vita e di vitalità. Alle stelle, come agli esseri umani, non piace stare da sole e la maggior parte di esse vive in compagnia, come Sirio A e B, che danzano tra loro, fedeli, da miliardi di anni e sembrano non poter fare a meno l’una dell’altra. Anche le galassie sembrano amarsi, come le Mice, una coppia davvero sexy che insieme emette un incredibile bagliore, una specie di estasi che dura dalla notte dei tempi. Quando una supernova esplode emette un’energia ed una luce pari a quella di miliardi di stelle… e non è forse così che ci sentiamo quando siamo innamorati, abbaglianti, creativi e pieni di energia? Tra circa 4 miliardi di anni la nostra galassia, la Via Lattea, si fonderà con la galassia di Andromeda: per ora hanno solo fatto le pubblicazioni del loro matrimonio, avranno un bel po’ di tempo per conoscersi bene e chissàche non sia questo il segreto per una felice unione...

L’Universo, dentro e sopra di noi, due mondi accomunati da un destino beffardo: l’incapacità, a volte, di descrivere con le giuste parole l’incanto, la magia e il turbinio di emozioni che scatenano. Un viaggio tra le stelle, dai toni romantici, alla ricerca di contatti tra quei due universi, forse paralleli.

“Ringrazio Vincenzo Coppa e la sua associazione per aver colto l’opportunità che una piazza così bella offre a chi abbia belle idee per coinvolgere la cittadinanza nella conoscenza di cose nuove - commenta l’assessore alle Culture Silvio Maselli - . Questo appuntamento dimostra che la strada tracciata con il recupero di largo Albicocca è quella giusta, e che la bellezza è la precondizione per vivere al meglio i luoghi della città e condividere momenti di conoscenza e di arricchimento reciproco”.

mercoledì, marzo 15, 2017

Taranto, 'Je jesche pacce pe te' raccoglie 337mila euro

di PIERO CHIMENTI - Si è chiusa la raccolta fondi per aiutare i bambini malati di Taranto. A sostenerla la Iena Nadia Toffa, madrina dell'iniziativa, lanciata dal Mini Bar. La somma raccolta permetterà all'Ospedale SS Annunziata di avvalersi di due specialisti in oncologia per il reparto pediatrico.

La gran parte della somma è maturata da offerte spontanee effettuate in tutta Italia, tramite bonifico, mentre 'solo' 100 mila euro dalla vendita delle magliette con la scritta 'Je jesche pacce pe te'. L'offerta più alta per aggiudicarsi la t-shirt è stata fatta dal Presidente della vigilanza Vis Spa, che se l'è aggiudicata su eBay per 10.500 euro.