Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

mercoledì, aprile 26, 2017

Alitalia, Gentiloni: "no condizioni per ricapitalizzare" VIDEO

BENEVENTO – “Non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione di Alitalia”. A dichiararlo il premier Paolo Gentiloni, a Benevento, a conclusione della visita al pastificio Rummo.

“Tuttavia, il governo si sente impegnato a difendere i lavoratori, i cittadini, gli utenti e i contribuenti – ha proseguito Gentiloni – e a non disperdere le risorse della compagnia, come hanno già detto altri ministri competenti”. Il premier Gentiloni ha poi aggiunto parlando della grave situazione di Alitalia: “Ci lavoreremo sapendo che la decisione sul referendum rende più difficile una sfida che si trascina già da 15 anni”.

Il presidente del Consiglio ha inoltre espresso la propria opinione in merito, spiegando: “Da parte mia c’è stata delusione per il fatto che l’opportunità di un accordo azienda-sindacati non sia stata colta. Su questa questione bisogna dire la verità, l’avevo detta prima e l’ho detta adesso. Non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione dell’Alitalia”.


M5S: "Occasione per la Puglia" - In merito alle vicende legate al respingimento, da parte dei dipendenti, del piano di salvataggio di Alitalia e alle ricadute sulla Puglia, interviene Diego De Lorenzis, deputato pugliese del M5S in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera.

“Il disastro di Alitalia”- dichiara il deputato - “non dipende dal costo del lavoro ma ha un problema di ricavi dovuto alla mancanza di capacità organizzativa dei vertici. Alitalia è stata vittima delle scelte scellerate dei Governi di Berlusconi, con i suoi capitani coraggiosi, e del PD di Renzi con Etihad. Inetti e incapaci: sono stati sperperati soldi degli italiani in un’azienda privata e nessuno è riuscito a garantire un piano industriale serio e credibile che desse rilancio alla compagnia aerea! Ovviamente la nazionalizzazione non è una alternativa possibile.”

“Questa vicenda mette anche in evidenza il problema di avere, in Italia come in Regione, compagnie aeree in posizioni dominanti.”- aggiunge il deputato - “Dipendere da pochi vettori per molte delle rotte è una situazione inaccettabile: occorre favorire la concorrenza e diversificarli, evitando gli incentivi con effetti distorsivi sui servizi a mercato: gli operatori economici seguono la domanda e pertanto le rotte eventualmente in futuro non coperte da Alitalia saranno rimpiazzate da altri vettori: in questo senso questa situazione potrebbe anche essere un’occasione di rilancio degli scali pugliesi!”.

“Per questo è anche sbagliato cedere quote di Aeroporti di Puglia a privati: la società chiude i bilanci in attivo e il Presidente Emiliano invece di fare campagna elettorale per la sua personale scalata al partito dovrebbe rilanciare il turismo nella nostra Regione, per esempio con una strategia ad hoc per Taranto.” - conclude De Lorenzis.

Promozione della lettura in Puglia, firmato protocollo d'intesa

BARI - Collaborare insieme e creare un sistema (comuni, scuole, università, associazioni etc) per attivare e consolidare iniziative di promozione della lettura in Puglia per qualificare sempre più l'offerta regionale e stimolare giovani e meno giovani alla consapevolezza che dal libro e dalla lettura passa la crescita culturale e sociale dell'intera regione. Questo è il principale obiettivo del protocollo d'intesa, prima esperienza in Italia, sottoscritto questa mattina in Presidenza, nel corso di una conferenza stampa con l’assessore all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia Loredana Capone, tra la Regione Puglia e il Ministero dei Beni Culturali, Attività Culturali e del Turismo - Centro per il Libro e per la Lettura.

"Oggi firmiamo un protocollo di collaborazione molto importante e significativo con il Centro per il Libro e per la Lettura del Mibact che rappresenta la prima esperienza in Italia. Ancora una volta dunque, la Puglia si pone all’avanguardia – ha detto la Capone – si tratta di un piano regionale di promozione della lettura con un programma pluriennale di interventi per incrementare i lettori in Puglia: è questa la sfida della Regione, una sfida che vogliamo vincere insieme ai Comuni, alle imprese e alle associazioni culturali, agli editori, al mondo della scuola e dell'Università, alle nostre Agenzie regionali, all’associazione dei Presìdi del Libro. Perché se è vero che siamo la terra dei grandi scrittori, della musica, del teatro, del cinema, è altrettanto vero che continuiamo a restare al margine delle classifiche nazionali per la percentuale di lettori, per lo stato delle nostre biblioteche, gli orari di apertura al pubblico, la qualificazione dei nostri dipendenti. Proprio le biblioteche pubbliche, invece, rappresentano un servizio essenziale per le nostre comunità”.

In questa ottica, diventa cruciale il ruolo delle biblioteche e a questo proposito la Regione Puglia ha affidato alla Fondazione Apulia Film Commissione, nell'ambito del Progetto "Mediateca Regionale", uno studio di fattibilità sul sistema delle biblioteche pugliesi, con particolare attenzione a quelle pubbliche dipendenti dai Comuni, considerato il fine di garantire servizi accessibili e gratuiti per tutti i cittadini, per la realizzazione di un Polo Bibliotecario Regionale. L’obiettivo dello studio, che parte dall'analisi di un campione di biblioteche regionali, è quello di fornire un censimento delle biblioteche per trasformarle in piazze del sapere che vedranno, presso l’ex Caserma Rossani di Bari, il centro di coordinamento regionale del Polo al quale la Regione sta già lavorando avvalendosi delle competenze di Antonella Agnoli, fondatrice e direttrice della Biblioteca di Spinea (Venezia) e di San Giovanni di Pesaro, e collaboratrice di numerose biblioteche italiane e internazionali.

"Il nostro impegno - ha aggiunto l'assessore - non è soltanto a garantire la conservazione e la gestione del patrimonio documentale esistente, ma rendere le biblioteche aperte a tutti, con tecnologie e orari adeguati, con personale qualificato e un’offerta culturale ampia. La biblioteca è una città nella città, un posto per famiglie, un luogo di distacco e di allegria, un incubatore di processi di inclusione e di coesione sociale, un centro che contribuisce a migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

"La città può e deve diventare uno strumento per allargare la base dei lettori - ha sottolineato Loredana Capone. Per riuscire nell'intento, però, non può prescindere dall’esistenza di strutture deputate alla lettura quali in particolare biblioteche, librerie e scuole. È necessario che queste strutture si facciano portatrici sane di progetti educativi che permettano la creazione di 'capacità' e benessere nella comunità. La "Città del Libro" deve dar vita a una rete di rapporti che colleghi tutti i soggetti attivi nel territorio (Istituzioni, Enti pubblici, agenzie educative, soggetti non profit e profit) e che, grazie a una prassi di collaborazione continuativa, renda la lettura un’abitudine sociale diffusa nonché uno strumento di inclusione sociale per tutti quelle categorie e quei soggetti più svantaggiati normalmente esclusi dalla partecipazione culturale. La Regione Puglia in questo percorso c'è – ha concluso la Capone - ed è al fianco della città di Lecce. Proprio in questi giorni stiamo discutendo con il partenariato il bando per sostenere il rilancio delle biblioteche scolastiche, di Enti locali e Università di tutta la Puglia. Venti milioni di euro per trasformare questi "non luoghi" in biblioteche della comunità, in Community Library. Un presidio di partecipazione e coesione culturale, un modello contemporaneo di biblioteca con servizi innovativi capaci di stimolare lettura e cultura”.

Per il presidente del Centro per il Libro e per la Lettura del Mibact, Romano Montroni, “per diffondere la cultura della lettura e sensibilizzare i cittadini occorre lavorare sui bambini piccoli, altrimenti non si va da nessuna parte”.

“In Italia non si legge molto, lo sappiamo – ha proseguito Montroni – ecco perché dobbiamo seminare i germi della lettura sin da quando i bimbi sono piccoli. La Puglia è una regione molto collaborativa e competente e per questo noi collaboriamo insieme sin da 2012. Tra l’altro è stata una delle sei regioni italiane scelte nel 2016 per il progetto sperimentale per la promozione della lettura nella prima infanzia da 0 a 6 anni che si chiama In vitro, un progetto promosso dal Centro”.

Nel corso della conferenza stampa si è parlato anche del programma di "Lecce Città del Libro 2017", in considerazione del fatto che il Centro per il libro e la lettura ha attribuito a Lecce il titolo di "Città del libro 2017" per il ruolo svolto dalla città pugliese nell’ambito del progetto In vitro e, più in generale, dell’impegno dimostrato per la promozione della lettura.

L'accordo tra Regione Puglia e Centro per il Libro e per la Lettura del Mibact si pone infatti in continuità proprio con il progetto sperimentale di promozione della lettura, "In vitro", ideato e finanziato dal Centro, che vede la Provincia di Lecce impegnata nella diffusione della cultura del libro tra i più piccoli insieme ad altre quattro province italiane (Biella, Ravenna, Nuoro, Siracusa) e alla Regione Umbria. In virtù di questo ruolo e, più in generale, dell'impegno dimostrato per la promozione della lettura, il Centro ha attribuito al capoluogo leccese la qualifica di "Città del Libro 2017". Lo scopo è stimolare le Amministrazioni comunali a diventare riferimento per attività permanenti da realizzare di concerto con gli attori locali.

La coordinatrice dei Presìdi del Libro, Ines Pierucci, ha poi sottolineato come al Bando “Città che leggono” del Centro per il Libro e per la Lettura del Mibact, abbiano partecipato 500 città italiane, ne siano state ammesse 300 e di queste, oltre 50 siano Comuni dove operano i Presìdi del libro.

Hanno partecipato alla conferenza stampa anche l’assessore alla Cultura della città di Lecce, Luigi Coclite (“mi auguro che attraverso il protocollo si possano implementare le iniziative per favorire la lettura soprattutto tra i bambini”) e il responsabile cultura dell’Anci nazionale Vincenzo Santori (i Comuni hanno un ruolo importantissimo perché gestiscono la maggior parte delle biblioteche).

Il bando "Community Library" è una delle azioni 'work in progress' previste nell'ambito del Piano Strategico della Cultura per la Puglia 2017-2025, Piiil - Prodotto, Identità, Innovazione, Impresa, Lavoro, il cui stato dell'arte, in quanto modello sperimentale, sarà presentato in anteprima a Torino nel corso della XXX edizione del Salone Internazionale del Libro in programma dal 18 al 22 maggio. La presenza della Puglia a Torino è organizzata in collaborazione con i Distretti Produttivi regionali Puglia Creativa e Dialogoi e APE, l'Associazione degli Editori Pugliesi. Gli operatori e gli editori pugliesi avranno tempo fino al 2 maggio per presentare la loro proposta: dagli incontri con gli autori alla presentazione di novità editoriali, all'organizzazione di workshop legati all'Industria dell'editoria.

Sanità, Labriola: "Riforma Emiliano crea gravi disagi e riduce offerta"

BARI - “Un sistema sanitario regionale in gran parte carente e pieno di falle, spesso incapace di garantire un’adeguata assistenza ai cittadini pugliesi, rischia di essere ulteriormente peggiorato dal piano di riordino ospedaliero voluto dal presidente Emiliano, una finta razionalizzazione, che renderà ancora più deficitaria l’offerta di servizi. Un’azione peggiorativa mascherata da riforma, che a Taranto evidenzia già i primi effetti devastanti, a partire dalla diminuita capacità d’accoglienza dei pronto soccorso. La chiusura di quelli del Moscati e del San Marco di Grottaglie ha reso quasi impraticabile la struttura del Santissima Annunziata, che non riesce a fare fronte all’esorbitante numero di richieste. Situazione che potrebbe precipitare con la temuta chiusura dei punti di primo soccorso di Ginosa, Mottola e Massafra. Meno reparti di pronto soccorso, meno posti letto, meno assistenza. A crescere sono solamente i disagi. Tutto questo mentre la cittadinanza chiede invece da tempo, e a gran voce, il potenziamento della sanità. Si tagliano i posti letto al pubblico per attivarne, in numero ridotto, nel privato. Una destrutturazione che pagheranno sempre più le persone deboli, che non possono permettersi di lasciare la propria terra per farsi curare altrove. Emiliano si è dimenticato dell’emergenza sanitaria a Taranto, dei bambini e degli adulti che si ammalano sempre più per colpa di un ambiente malato, di un inquinamento che va ben oltre il tollerabile, e che dati alla mano, uccide. Il governatore dipinge scenari lontani anni luce dalla realtà, parlando di una sanità moderna e di qualità, illudendo in tal modo i cittadini. Il tarantino ha bisogno di quantità e qualità: di più posti letto, di più specializzazione, di più personale”, così l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo in commissione Lavoro alla Camera per il Gruppo Misto dei Deputati.

martedì, aprile 25, 2017

Bari, Decaro alle iniziative per i festeggiamenti per il 25 aprile

BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro ha partecipato alla cerimonia svoltasi presso il Sacrario dei caduti d'oltremare in onore dei festeggiamenti per il 72° anniversario della Liberazione.
Di seguito l'intervento del sindaco:

"Autorità civili, religiose e militari,
compagni e amici dell’ANPI,
cittadine e cittadini,

sono lieto di essere ancora una volta qui, con voi, per celebrare la Liberazione del nostro Paese!
Di questo ringrazio l’ANPI, le associazioni combattentistiche, le Forze armate e, in particolare, la 3^ Regione aerea dell’Aeronautica militare che ogni anno si prodiga, con competenza e passione, per ricongiungerci in questo luogo sacro e bellissimo e ricordare a tutti noi l’importanza di mantenere vivo il ricordo dei valori sui quali abbiamo costruito l’Italia repubblicana.

Oggi ricordiamo il 25 aprile di 72 anni fa, quando la lotta di Liberazione contro il nazifascismo ebbe il suo epilogo con la vittoria contro la barbarie della dittatura e della guerra, quando il sacrificio di decine di migliaia di italiani consentì al Paese una nuova prospettiva di libertà e democrazia. Un sacrificio che racconta ancora oggi la passione civile, il fervore delle idee, l’amore per la nostra Italia, così profondamente colpita, nella sua storia e nel suo orgoglio, in quella stagione buia.

Ed è in onore dei nostri caduti e della nostra libertà, che, oggi come allora, dobbiamo ritrovarci uniti per raggiungere l’obiettivo più grande: far sì che tutti i Paesi e tutti i popoli siano finalmente liberi degli orrori della guerra.

É necessario rigettare con forza le logiche di morte e di sopraffazione - troppi sono ancora i teatri di guerra, troppo l’orrore e la violenza nel mondo - consapevoli che il nostro futuro passa dalla capacità quotidiana di noi tutti, di non tradire le ragioni della democrazia, della tolleranza e del dialogo.
Vorrei quindi, qui oggi, ricordare il legame profondo e indissolubile che c’è tra la Resistenza e la Costituzione, sancito dall’art. 11 della nostra Carta: “L’Italia ripudia la Guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…”.

Questa frase rappresenta insieme un monito e una sfida impegnativa, alla quale siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo per il bene del nostro Paese e per il futuro dei nostri figli.
Gli italiani devono dimostrare ancora una volta di essere fieri testimoni degli insegnamenti che la Resistenza ha lasciato in eredità a noi tutti.

Per questo è nostro dovere, in tutte le sedi opportune e riconosciute dal diritto internazionale, a cominciare dalle istituzioni europee, rigettare ogni istanza di guerra, ovunque si presenti, e far prevalere la ragione e il diritto alla vita, sugli interessi particolari, siano essi economici, politici o religiosi.

Così come dobbiamo continuare a lavorare per contrastare, passo dopo passo, ogni forma di privazione di diritti, ogni totalitarismo che rischia di diffondersi e crescere nelle pieghe di una società che rischia di essere sopraffatta dalla paura.

Mi piace qui ricordare una frase di Erodoto, storico dell’antica grecia, considerato il padre della storia e, con essa, della civiltà,: “Non esiste uomo folle al punto di preferire la guerra alla pace. In pace i figli seppelliscono i padri, in guerra sono invece i padri a seppellire i figli”.
Hanno imparato bene questa lezione l’Italia e gli italiani che si lasciarono lusingare dalla dittatura fascista e da una promessa di sicurezza e benessere che altro non era, se non la moneta di scambio per la loro libertà.

Conoscono bene questa vicenda i baresi. Voglio qui, ancora una volta, ricordare i valorosi ragazzi di Bari Vecchia, i lavoratori del Porto di Bari, il giovanissimo Michele Romito, le vittime innocenti di via Nicolò dell’Arca, voglio ricordare il sacrificio del generale Bellomo e  Giorgio Salamanna, testimone del dramma di tanti giovanissimi pugliesi strappati ai loro affetti e alla loro terra per combattere una insensata e drammatica guerra nei Balcani. Vorrei onorare qui, con voi, anche le tante esperienze che hanno fatto della nostra città un presidio di resistenza e lotta per la libertà di tutti gli italiani in quegli anni: penso alle tante cittadine e cittadini, ai giovani intellettuali, agli esponenti politici che parteciparono alla prima assemblea del Comitato di Liberazione Nazionale nel teatro Piccinni, nel gennaio del 1944, desiderosi di dare il proprio contributo alla storia e al futuro di questo Paese.

Sul petto di tutti quei figli della città di Bari, noi oggi appuntiamo idealmente la medaglia d’oro al merito civile per la lotta di liberazione e la Resistenza di cui la nostra città è stata insignita.
Libertà e diritti che oggi ci rendono lo straordinario Paese che siamo, capace ancora di dare lezioni di umanità a tutto il mondo. Resistono, infatti, e lottano per garantire il diritto alla libertà dei popoli e degli individui tutti i volontari che ogni giorno tendono la mano alle centinaia di donne, bambini e uomini che vedono in questa terra la speranza della libertà dalle oppressioni che purtroppo a poche decine di miglia dalle nostre coste, sono ancora tollerate.
Resistere significa andare controcorrente, avere il coraggio di essere un sindaco che non rinuncia ad accogliere, a discutere con i propri concittadini, a contrastare i subdoli tentativi del malaffare di insinuarsi nelle pratiche quotidiane, avere la forza di insegnare che non sempre la strada giusta è quella più breve o la più facile.

Per questo voglio ricordare qui la mia collega sindaca di Lampedusa, Giusy Nicolini, insignita qualche giorno fa del premio Unesco per la pace. A lei, sindaco di frontiera, sempre in prima linea per difendere la libertà degli ultimi, dedico questo 25 aprile, giornata di memoria, di valore civile e di resistenza.

Ognuno di noi può scegliere ogni giorno da che pare stare ed essere partigiano nelle proprie battaglie, silenziose, quotidiane, piccole e grandi che siano, perché schierarsi, avere la voglia e la determinazione di non restare indifferenti davanti a quello che accade oltre i confini della nostra casa, del nostro quartiere, delle nostre comunità, sono gli unici strumenti che abbiamo per onorare la grande storia del nostro Paese.

L’auspicio che voglio condividere con tutti voi è quello di saper andare oltre l’indifferenza dei singoli e di impegnarci per fare delle nostre singole battaglie un movimento collettivo che determini un cambiamento reale per promuovere la libertà e l’emancipazione sociale e culturale di migliaia di donne e uomini, cui ancora oggi questi diritti sono negati.

È questo l’impegno che dobbiamo prendere con la nostra storia, con la storia di chi ha vissuto la stagione della Resistenza, con chi in quegli anni non ha esitato a rischiare la vita per consegnarci un Paese libero e democratico. Viva la libertà, viva la democrazia, viva l’Italia".

Turismo, Stefàno: "Sbloccare subito iter autorizzativo per gli agriturismi"

BARI - “Non è ammissibile che a finire nelle spire dei vuoti normativi sia un settore in crescita e, con esso, quanti intendono cominciare a misurarsi in questo campo. La Regione Puglia si attivi immediatamente per risolvere questo paradosso, avocando a sé la possibilità di istruire le pratiche per l’avvio degli agriturismi. A sottolinearlo è il senatore Dario Stefàno, capogruppo in Commissione Agricoltura del Senato e Presidente del Movimento la Puglia in Più che ha condiviso le preoccupazioni sul blocco in essere nella lavorazione delle autorizzazioni per l’avvio delle aziende agricole, manifestate dall’Ordine degli Agronomi di Lecce.

“Non possiamo nasconderlo: questa situazione incresciosa - sostiene Stefàno - è figlia delle modifiche sugli assetti e sulle funzioni delle amministrazioni provinciali previste dalla riforma degli enti locali, la cosiddetta riforma Delrio, che hanno creato una serie di malintesi rispetto alle competenze in capo a ciascun livello amministrativo. Alcune competenze sottratte alle province stanno facendo andare in tilt i comuni, già vessati dai blocchi delle assunzioni che penalizzano gli organici, e questa è una di quelle. Se è vero che la riforma ha creato dei vuoti incredibili è anche vero che non si può assistere all’inerzia delle Regioni. Non possiamo accettare che a pagare il prezzo alto, come al solito, siano i cittadini e chi ha voglia di intraprendere un’attività".

“Ci troviamo, oltretutto, dinanzi a una circostanza ulteriormente aggravata perché in questa vicenda il danno riguarda uno dei settori che, nonostante la crisi e la recessione, sta registrando ogni anno trend in crescita, assicurando un aumento dei lavoratori indipendenti e dei lavori dipendenti e sta contribuendo alla promozione del nostro patrimonio rurale e delle nostre produzioni. Occorre, in ultimo, considerare - conclude Stefàno - che è attiva una misura del Piano di Sviluppo Rurale specifica per questo settore e il rischio è che venga penalizzato il territorio della provincia di Lecce”.

lunedì, aprile 24, 2017

Emiliano, semplicistico Renzi su vittoria Macron

ROMA - "Che Macron sia l'argine ai populismi è una banale dichiarazione che Renzi rilascia dopo avere persino copiato lo slogan del leader centrista francese. Ma non credo che il successo di Macron corrisponda ad una crisi dei partiti tradizionali che prescinda dagli errori nell'individuare la giusta leadership di queste formazioni politiche". Lo scrive sulla sua pagina Facebook, Michele Emiliano candidato segretario nazionale PD.

"Il partito socialista, infatti - spiega Emiliano- si è dissolto non per ragioni storiche ineluttabili, ma solo perché Hollande è stato un pessimo presidente e Hamon, che ha vinto le primarie, non ha avuto il tempo e la forza di rimediare agli errori commessi da Hollande. La destra peggio ancora, Fillon che batte Sarkozy alle primarie, era pieno di scandali familistici e non avrebbe mai potuto vincere. I populismi avanzano solo davanti a leadership e prassi politiche sbagliate, non credibili ed opache dei partiti riformisti. Mélenchon ottiene uno strepitoso risultato personale per la sua credibilità e per l'attenzione verso gli ultimi sella società francese, per la sua capacità di legare i francesi in un progetto di società fondato su uguaglianza e protezione di chi non conta nulla. Macron deve costruire adesso una coalizione che tenga al suo interno la sinistra francese, senza commettere l'errore del PD italiano, gestione Renzi, di pensare di poter sostituire Forza Italia spogliandola del suo elettorato abbandonando nell'area del non voto o peggio al M5S gli elettori della sinistra rimasti senza riferimento. La pericolosa frammentazione della società francese, infatti, non consente i calcoli arroganti, clientelari e di potere portati avanti dal PD renziano e conclusisi con la disfatta referendaria. Al ballottaggio non è importante solo vincere per Macron, ma anche costruire una coalizione ed una comunità di persone che corrisponda a quella coalizione come un progetto condiviso e realmente partecipato. Se pensasse alla Renzi di vincere da solo come diavolo farà a tenere unito il paese sulle grandi scelte sociali ed economiche? Dal terrorismo, all'Europa, dalle periferie alle politiche sul lavoro, la Francia - come l'Italia nei tre anni passati - senza governi seri e vasti di coalizione rischia di ritrovarsi nel caos. Il ballottaggio assicura a uno dei due di vincere, ma sarà sempre un partito ed un leader che nella società ha avuto il 22/23%. Da segretario del PD mi piacerebbe lavorare con Macron alla costruzione degli Stati Uniti di Europa. Noi siamo quelli che vogliono mettere insieme tutto: dalla difesa alla giustizia, passando per un bilancio vero con fisco, welfare e politiche per gli investimenti. Renzi continua a pretendere solo qualche zero virgola di flessibilità. Un giorno si arrabbia e un giorno fa gli accordi. Ma questo provinciale tatticismo viene ignorato e ridicolizzato in Europa come un patetico espediente senza prospettiva".

Ex Isola Verde, siglato accordo collaborazione. Emiliano: "Salvi 120 lavoratori"

BARI - Stamani è stato firmato un accordo di collaborazione tra Regione Puglia, Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto e lo stesso Comune di Taranto che ricollocherà i 120 lavoratori dell'ex Isola Verde. “Vorrei esprimere la felicità della Regione Puglia per la soluzione di questo caso drammatico di Isola Verde. Un caso particolarmente complesso e triste perchè ha riguardato una società totale partecipazione pubblica e dei lavoratori con grandi capacità operative. Volevo cogliere l’occasione per ringraziare tutti i protagonisti dell’accordo, Regione Puglia, Comune di Taranto, Commissario Straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, sindacati, i lavoratori stessi che hanno avuto una capacità di resistenza  straordinaria, perchè ci sono stati momenti drammatici dove loro e le loro famiglie hanno sofferto moltissimo. Abbiamo dimostrato in modo pratico e senza fare chiacchiere quale è la nostra idea del lavoro. Il lavoro è un elemento identitario delle persone, fa parte della loro dignità, non serve a comprarle, serve a farle vivere dando un senso alle cose e alla vita. Quando hai un lavoro nessuno può comprarti così facilmente come quando invece questo lavoro non ce l’hai”.
Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che questa mattina a Taranto ha sottoscritto l’Accordo. L’accordo, fortemente voluto da Emiliano, servirà ad attuare il progetto Verde Amico con l’obiettivo di qualificare, riqualificare ma soprattutto ricollocare, nell’ambito delle bonifiche e della riqualificazione e ambientalizzazione dell’area di Taranto, i 120 lavoratori provenienti dalla ex Taranto Isola Verde, società in house della Provincia, dichiarata fallita nel luglio 2016.

"Sono particolarmente contento che questo salvataggio sia avvenuto in una città come Taranto, martire del lavoro – ha aggiunto Emiliano - abbiamo fatto tanti interventi di salvataggio, ovunque in Puglia, insieme con il mio capo di Gabinetto, Claudio Stefanazzi,  e il capo della Task force regionale, Leo Caroli ma, consentitemi di dire che se avviene a Taranto, io sono particolarmente commosso, soddisfatto ed incoraggiato ad andare avanti. Stiamo seguendo tutto ciò che riguarda questa città con grandissima attenzione e partecipazione.  Ho detto più volte che Taranto mi è entrata nel sangue ed evidentemente questa sua sofferenza infinita è per me una fonte continua di energia e di stimolo a fare il meglio possibile”.

"Con la firma di oggi restituiamo speranza a queste famiglie, e apriamo la strada ad un nuovo settore che potrebbe rivelarsi strategico per il futuro di Taranto, l’industria della bonifica. Una specialità che potrebbe costituire un distretto e consentire a queste aziende pubbliche e private di continuare il lavoro anche in altri luoghi d’Italia”.

“Noi lavoriamo con una prospettiva che dura anni, non c’è altra possibilità – ha continuato il Presidente – e Il fatto che il commissario Vera Corbelli si sia messa a disposizione di questo progetto è un elemento di grande conforto. Quando il Governo si comporta con intelligenza e con spirito di collaborazione e ascolta e dialoga con il territorio, le soluzioni sono facili, utili e durature. Quando il Governo invece pretende di dire la sua senza ascoltare il territorio, succedono incomprensioni molto gravi. Qui si gioca di squadra, i superman non esistono più e non sono mai esistiti, tutti quelli che si presentano nel fare politica come superman sono dei truffatori. Qui ha funzionato la squadra: tutti insieme abbiamo trovato la soluzione, dal più piccolo al più grande. Nessuno ha sperato nell’insuccesso, tutti  hanno vissuto questa vicenda come il proprio successo. Non sono venuto qui a riscuotere un successo personale, sono venuto a simboleggiare la volontà della Puglia, come è successo qualche giorno fa quando ho sentito parte dei maestri del Conservatorio Paisiello suonare in occasione della conferenza organizzativa della Uil Scuola, di dare risposte concrete. È chiaro che la soluzione con il Governo di un’altra vertenza, quella del conservatorio Paisiello è un altro passo, è la prossima battaglia”.

“Stiamo realizzando – ha aggiunto il presidente del Comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Aree di Crisi, Leo Caroli - grazie a questa formidabile sinergia tra i livelli istituzionali (Regione, Governo, Comune), con il sindacato, con le sue lotte e le sue proposte, un progetto fortemente innovativo che ribalta il rapporto culturale tra Taranto e le crisi: stiamo infatti trasformando un punto di debolezza, la chiusura e il fallimento cioè di Isola Verde, in una opportunità non soltanto di lavoro, ma di inclusione sociale e di prospettiva. Taranto diventa un esempio per tanti territori di Puglia e d’Italia. Più di 120 persone assunte per bonificare, mettere in sicurezza e manutenere parte del sito di interesse nazionale soggetto alle bonifiche. Lo facciamo assumendo il personale ex Isola Verde e investendo 6 milioni di euro. 4 milioni rivengono dal Commissario per le bonifiche Corbelli, 2 milioni li mette la Regione Puglia, con l’obiettivo di mettere le persone in condizione di riqualificarsi e di far nascere a Taranto un distretto delle bonifiche con professionalità altissime. Costituiamo un gruppo tecnico tra i livelli istituzionali per avviare il progetto, che dovrà collaborare poi anche con il sindacato”.

Bimba nata morta al Di Venere, esposto in Procura M5S: "La politica non scarichi le colpe sui medici"

BARI - “Nessuno scarichi sui medici le responsabilità dei casi di malasanità pugliese. La tragedia della bambina coratina nata morta all’ospedale di Venere lo scorso 3 maggio perchè non c’era una sala operatoria disponibile in cui fare un cesareo d’urgenza è purtroppo il tragico emblema di storie che quotidianamente si ripetono nel nosocomio barese, purtroppo anche a causa del totale disinteresse della politica regionale.” lo dichiara il consigliere regionale M5S Mario Conca che annuncia un esposto in Procura per “denunciare quanto avviene ogni volta che si verifica un’emergenza, nel reparto ostetricia del Di Venere”.

Il consigliere cinquestelle evidenzia come sui media si sia dato grande risalto alla lite tra l'anestesista di ginecologia e il chirurgo che aveva già predisposto la sala operatoria di chirurgia generale per un’appendicectomia d’urgenza. Lite che ha portato a un ritardo di due ore nell'effettuare il cesareo, dal momento che la sala parto era già occupata  e alla conseguente morte della piccola.

“Ieri nel programma  “Le Iene” - prosegue Conca - è emersa solo una parte delle verità, purtroppo però non sono venute fuori le responsabilità politiche, quelle che hanno portato i due medici a dover discutere su chi dovesse essere operato per primo. Nessuno ha detto che una delle due sale del blocco operatorio al 4° Piano dedicate all'Ostetricia era chiusa per una presunta ristrutturazione. Nessuno ha detto che un mese dopo il tragico evento la sala è stata magicamente riaperta dopo aver, forse, sostituito il pavimento in gomma. Nessuno ha detto che dal 2011 è pronta la sala operatoria dedicata alla sala parto al 6° piano che non è mai stata aperta e avrebbe salvato la vita della bambina. Perché una Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) che catalizza le gravidanze a rischio di una provincia intera e conta all'incirca 1500 parti all'anno, non deve avere una équipe dedicata adiacente alla sala parto? Perché nessuno ha detto che l'organico è in continua emergenza perché mancano medici? Perchè nessuno ha detto che manca la gestione del rischio clinico ed una Governance in grado di far funzionare la macchina non dico nel migliore dei modi ma almeno non nel peggiore?”
“Questo tragico caso di cronaca è stato purtroppo solo la punta dell’iceberg e per questo presenterò un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare quanto avviene ogni giorno in ostetricia quando si verifica un’emergenza. Nelle more invito Emiliano, Ruscitti, Montanaro e l'intera commissione Sanità della Regione Puglia a fare una visita guidata dei luoghi per rendersi conto dello stato in cui gli operatori sanitari sono costretti ad operare e ad attivarsi ad horas per aprire la sala operatoria dell'unità di terapia intensiva neonatale. Il personale è ridotto non certo per colpa dei lavoratori. Sono stati assunti anestesisti ma la sala operatoria annessa alla sala parto non è stata ancora aperta, stiamo aspettando un'altra morte innocente? Se qualcuno ha deciso di chiudere il Di Venere, di spostare la UTIN al polo pediatrico che non ha idonea infrastruttura e di agevolare le strutture private circostanti, abbia il coraggio di dirlo chiaramente e la smetta di addossare la colpa ai medici che lavorano sotto stress e si fanno in quattro per evitare casi di malasanità. Con la vita dei pugliesi - conclude - non si può fare business e tantomeno si deve scherzare".

domenica, aprile 23, 2017

Presidenziali in Francia: proteste a seno nudo contro Marine Le Pen (VIDEO)


FRANCIA - Proseguono, nella giornata odierna, le votazioni per le elezioni presidenziali francesi. Tuttavia, non mancano le proteste, che questa volta prendono di mira la già discussa candidata Marine Le Pen. La polizia, infatti, ha fermato un gruppo di attiviste che - a seno nudo - hanno manifestato dinanzi al seggio di Hénin-Beaumont.

Le attiviste hanno scelto questo luogo perchè sarebbe il seggio in cui si è recata a votare la leader del Front National. Tra le donne arrestate, una indossava proprio una maschera raffigurante la candidata in corsa per l'Eliseo.

sabato, aprile 22, 2017

"Populismi non vinceranno in Italia e Europa"

(ANSA)
ROMA - "Se dicessi che non si tratta di una sfida impegnativa sbaglierei. Ma non sono preoccupato che questi movimenti possano davvero vincere nel mio Paese. Non vinceranno in nessun altro paese europeo. Questa e' la mia opinione". A dichiararlo il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni rispondendo ad una domanda del Washington Post circa le eventuali preoccupazioni per un'avanzata del Movimento 5 Stelle e del populismo in Italia.

"Nelle ultime settimane e mesi abbiamo avuto rischi in Austria e Olanda. Poi la realta' mostrato che abbiamo una maggioranza pro-Europa. - ha proseguito Gentiloni - Ma questa maggioranza e' sotto stress perche' l'Europa sta mancando di efficacia su questioni principali, le politiche sulle migrazioni e la crescita economica. Se non rispondiamo su questi due piani, non dico che perderemo il governo, ma saranno piu' forti".

"Noi siamo a favore del libero scambio. Non siamo particolarmente preoccupati al momento riguardo alle decisioni in discussione negli Usa. Ma vedremo", ha anche detto il premier italiano al Washington Post circa le possibili preoccupazioni sull'aspetto protezionistico dell'amministrazione Trump e l'eventualita' di una 'border tax' sulle importazioni di cui si parla negli Usa.

"Noi rimaniamo nella Ue, ma molte cose devono cambiare" ha sottolineato Gentiloni nell'intervista.

Espianto ulivi, "Galletti si nasconde dietro a un dito"

BARI - "Sentire parlare di correttezza amministrativa e di piene garanzie ambientali, di fronte al dramma rappresentato dall'espianto di centinaia di piante di alberi di ulivo secolari, pare davvero improprio e surreale. Mentre il ministro Galletti invoca la ragion di Stato, per la realizzazione di un gasdotto che rafforzerà esclusivamente la dipendenza energetica italiana dall'estero, in questo caso dai giacimenti dell'Azeirbaigian, il ministro dell'agricoltura Martina non interviene in una questione che lo riguarda invece da vicino. Dove finiranno, secondo progetto, i 211 ulivi? Quale danno si creerà ad un'economia locale incentrata proprio su una produzione agricola di altissimo livello? Il paesaggio storico salentino rischia di essere irrimediabilmente deturpato, per colpa di un governo irresponsabile. Gli antichi greci punivano con la morte chi uccideva un albero di ulivo, noi li sacrifichiamo per poi nasconderci dietro a un dito. Dimenticando volutamente, non con colpa ma con dolo, che potremmo produrre in piena autonomia energia pulita, nella terra del sole e del vento, scegliendo l'unica strada possibile, quella della tutela di ciò che siamo", lo dice l'onorevole Vincenza Labriola del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

venerdì, aprile 21, 2017

Peperoncini, aglio e corno anti jella per Michele Emiliano


NAPOLI - Un corno in ceramica di Capodimonte. Questo il regalo anti-jella donato dai sostenitori napoletani a Michele Emiliano, che durante la campagna elettorale per le primarie del Pd è stato vittima di un infortunio al tendine.

"Renzi ha detto di avere un alibi, ma gli amici napoletani, che di queste cose se ne intendono, non si fidano e hanno voluto mettermi al sicuro con questo dono come si fa con le persone cui si vuole bene. Lo porterò con me - ha detto il governatore pugliese, gradendo l'omaggio - e poi è anche biancorosso, i colori di Bari". A completare il cadeau, una treccia di aglio e peperoncini, celebri antidoti contro il malocchio (almeno secondo la tradizione popolare).

(photo credit: Ansa)

Tap, "Espianto ulivi è svendita nostra storia"

BARI - “La decisione del TAR del Lazio in merito all’espianto degli ulivi secolari del salento, che ha respinto il ricorso presentato dalla regione Puglia, mi lascia alquanto interdetta e preoccupata. Se il passaggio del gasdotto in quel fazzoletto di terra è considerato strategico per lo Stato, mi chiedo come non debba essere considerata almeno altrettanto strategica la necessità di tutelare un patrimonio naturalistico unico al mondo. Nelle radici di quelle 211 piante di ulivo, al centro di una vera e propria battaglia legale, c’è la storia della nostra terra, che proprio grazie al prodotto agricolo, olio d’oliva in primis, è conosciuta in ogni angolo del globo. Elemento che nei palazzi governativi viene considerato però sacrificabile. Roma, e ne abbiamo ormai da tempo la prova, non si pone alcun problema nel decidere, senza confronto e senza alcuna lungimiranza, sulle sue periferie, o meglio, come si sarebbe detto due millenni fa, sulle sue province. La Puglia non vuole e non può pagare la miopia romana”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola del Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

giovedì, aprile 20, 2017

Il Senato accoglie le dimissioni di Minzolini con 142 sì VIDEO

ROMA – Il Senato della Repubblica italiana accoglie la richiesta di dimissioni di Augusto Minzolini con 142 sì. Nella votazione, fatta a scrutinio segreto, i no sono stati 105 mentre gli astenuti sono stati 4. Minzolini, condannato per peculato quando era direttore del Tg1, nel suo intervento prima del voto ha ricordato quanto accaduto il 16 marzo e ha definito quell’episodio “una prova di coraggio di non poco conto” che “ridà respiro non solo alle istituzioni ma alla politica intera”.

In quell’occasione, ha dichiarato Minzolini, è stata scritta “una bella pagina” in cui “il Senato è tornato ad assumere il ruolo che gli compete” “Ringrazio – ha aggiunto – anche chi si è astenuto o non partecipando al voto ha dimostrato di avere delle riserve. Ringrazio anche chi ha votato a favore, anche se per ragioni diverse. C’è chi lo ha fatto come il M5S per rispetto, dicono, della legalità, in ossequio al principio per cui la legge va applicata sempre in un senso senza tenere conto dei casi specifici. Una posizione che ricorda le parole del gran sacerdote del Tempio, Caifa, che chiedeva la morte di Cristo: ‘così chiede la legge’. Poi c’è chi lo ha fatto per opportunità” attuando “un comportamento che ricorda quello di Pilato”.

Tap, Tar respinge il ricorso della Regione Puglia. Emiliano, "Andremo avanti"

ROMA - Il Tar del Lazio respinge il ricorso della Regione Puglia per ottenere l'annullamento delle note del Ministero dell'Ambiente che autorizzava il Tap all'espianto degli ulivi nell'area del cantiere per il gasdotto. Il Tar nei giorni scorsi aveva sospeso l'efficacia della nota, ma ora ha respinto il ricorso.

Lo scorso sei aprile la terza sezione del Tribunale amministrativo del Lazio, con decreto 01753/2017, si legge nel provvedimento, aveva accolto l'istanza presentata dalla Regione Puglia "per l'annullamento, previa sospensione, della nota del Ministero dell'Ambiente del 27 marzo scorso" con cui è stata dichiarata pienamente ottemperata la prescrizione "A44".

A seguito della sospensiva il consorzio Tap aveva fermato le operazioni di espianto degli alberi, che avaveno portato a diverse proteste e a scontri con la polizia, fino a oggi. Anche se di fatto da rimuovere ne restavano solo 43, di cui molti già espiantati ma rimasti nel cantiere a causa delle proteste.

Questa prescrizione è riferita alla cosiddetta fase 0 dei lavori e autorizza Tap, il consorzio a cui fa capo la realizzazione del gasdotto, a espiantare gli ulivi nell'area del cantiere. Ieri il Tar ha riesaminato l'intera questione nel merito, in camera di consiglio, e ha deciso di respingere il ricorso.

Emiliano: "Andremo avanti" - “Andremo avanti perché crediamo fermamente che sia ingiusto che la Tap approdi in una delle spiagge più belle d’Europa e che si debbano costruire chilometri di gasdotto sotto il maggiore giardino di ulivi d’Italia”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, prendendo atto della sentenza del Tar Lazio che respinge il ricorso della Regione contro l’espianto degli ulivi per la realizzazione del cantiere Tap.

“Continueremo – ha aggiunto – a porre il problema in tutte le sedi, a partire dalla Corte Costituzionale dove pende il giudizio sulla partecipazione della Regione Puglia all’iter decisionale”.

“Siamo convinti – ha detto infine Emiliano – che il tema dell’idoneità tecnica dell’approdo a San Foca non sia derubricabile a un semplice vezzo degli ambientalisti, ma che sia una delle questioni fondanti del rapporto tra sviluppo e identità di un territorio, come quello salentino, che non può essere appaltato a decisioni che vengono da lontano.

Intendiamo proseguire nel proporre soluzioni alternative che permettano la salvaguardia del territorio insieme all’implementazione delle necessità energetiche nazionali, cui la Puglia da sempre contribuisce massivamente”.

M5S: "Tar Lazio conferma le enormi responsabilità della Regione Puglia” - “La sentenza del TAR Lazio conferma purtroppo ciò che già avevamo compreso da tempo: le responsabilità della Regione Puglia sull’avanzamento del progetto TAP sono enormi” lo dichiara il consigliere regionale salentino del M5S Antonio Trevisi che prosegue: “Basta leggere le motivazioni della odierna sentenza del TAR Lazio per capire che la Regione Puglia sta conducendo, dai tempi di Vendola fino ad oggi, solo una finta guerra contro il gasdotto TAP. Senza i cittadini nel presidio e il M5S nelle istituzioni la multinazionale svizzera TAP sarebbe, con tanto di tappeto rosso, già padrone del futuro delle nostre coste e del nostro paesaggio.”

Il consigliere cinquestelle evidenzia i passaggi della sentenza del TAR Lazio, nei quali si sottolineano responsabilità dell’ente regionale che, con diverse azioni fatte in passato, ha finito per delegittimare le sue stesse censure proposte nell’ultimo ricorso: dapprima rimettendo, in precedenti note interlocutorie, le valutazioni finali al Ministero pur essendo la stessa Regione ente vigilante sulla prescrizione A44 (la Regione Puglia [...] nelle varie note interlocutorie dalla stessa redatte (tra cui quella del 4 novembre 2016, in risposta alla nota ministeriale del 25 ottobre 2016), ha invero rimesso la valutazione finale al MATTM, pur essendo la stessa coinvolta quale ente vigilante nella verifica dell’ottemperanza alla prescrizione A44);) e, successivamente, ponendo in essere un comportamento quasi “schizofrenico” con due dipartimenti regionali che nel tempo hanno sostenuto posizioni diverse: prima il Dipartimento Agricoltura ha concesso le autorizzazioni agli espianti, e poi il Dipartimento Ecologia ha presentato delle osservazioni contrarie agli espianti che non hanno, tuttavia, avuto alcun effetto sulle precedenti autorizzazioni (le ulteriori osservazioni del Dipartimento di Ecologia della Regione Puglia (articolazione diversa da quelle prima citate), in data 15 marzo 2017, non hanno posto nel nulla le predette autorizzazioni regionali del 6 e del 9 marzo scorso né è stato chiarito il rapporto esistente tra le predette articolazioni dello stesso ente territoriale, con riferimento alla competenza nella concessione delle autorizzazioni all’espianto delle piante di ulivo).

“Siamo stati gli unici - prosegue Trevisi - che si sono da sempre e da subito, sia in Parlamento che in Regione, opposti al gasdotto e ad una politica energetica basata sull’utilizzo di fonti fossili anziché su fonti rinnovabili che utilizzano sistemi di generazione elettrica distribuita. Costruire il TAP non servirà a rilanciare l’economia e a uscire dalla crisi economica che persiste. Non serve a chi ha perso il posto di lavoro, o a chi è stato costretto a chiudere la propria attività. Non serve neanche a chi vorrebbe emanciparsi dal gas russo, perché i russi sono parte del progetto con la loro azienda petrolifera Lukoil, impegnata nell’estrazione proprio del gas che dovrebbe essere trasportato dal TAP. Il TAP, dunque, fino ad oggi è servito solo al PD di Renzi per guadagnarsi il favore di qualche multinazionale e a Emiliano come argomento di scontro in vista delle elezioni primarie. E’ invece - conclude - una gran brutta notizia per il nostro territorio e per i nostri cittadini costretti ancora una volta a pagare il prezzo dell’inerzia del governo regionale e di scelte scellerate fatte dal governo PD nazionale”.

Ilva, Perrini: "Rinnovo richiesta audizione Commissari straordinari"

BARI - Dichiarazione del consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini. “L’Ilva di Taranto cade a pezzi, zero manutenzione sugli impianti, zero sicurezza per i lavoratori diretti, cassa integrazione e famiglie di operai nell’incertezza più totale. L’appalto Ilva è allo stremo, le imprese avanzano troppi soldi e minacciano licenziamenti, e a pagare sono sempre i lavoratori sui quali ricade tutto il peso di questo stallo della siderurgia a Taranto. E infine la questione che preoccupa l’intera città: l’altissimo rischio sanitario e ambientale dovuto all’inquinamento. Il quadro, nel qui e ora, è sempre più preoccupante. Pur comprendendo che l’Ilva oggi attraversa la delicata fase di cessione e pur comprendendo i tempi di questa difficile transizione del siderurgico, che spero vivamente non si prolunghino troppo, devo rinnovare ai presidenti della IV e V Commissione, rispettivamente Donato Pentassuglia e Filippo Caracciolo, la richiesta di convocare una seduta congiunta delle Commissioni con all’ordine del giorno l’audizione dei tre commissari dell’Ilva, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba. So bene che i tre Commissari sono molto impegnati nel dover scegliere una delle due cordate e dunque la migliore offerta/proposta, ma credo che tutte queste emergenze sopra esposte, non possano attendere ancora, perché ogni giorno che passa aumenta il pericolo all’interno dell’azienda, l’appalto è sempre più in affanno e il rischio licenziamenti è sempre più alto. Il mio è un vero e proprio grido di allarme che spero non resti inascoltato”./comunicato

mercoledì, aprile 19, 2017

Accanimento terapeutico, Camera approva norma VIDEO

ROMA – E' stato approvato dall’Aula di Montecitorio un articolo della legge sul biotestamento che esclude l’accanimento terapuetico per i malati terminali. La norma è frutto di un lavoro parlamentare che ha cercato un compromesso tra le varie sensibilità politiche presenti in Parlamento ed è stata approvata con il voto a favore del relatore di minoranza e di Forza Italia ma con l’astensione del Pd. 240 i si, 4 i no.

Il testo introduce anche la terapia del dolore e le cure palliative anche se il malato ha scelto la rinuncia al trattamento sanitario: “Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative”.

“Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico puo ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico”.

Fondi Ue, M5S: "Ritardi in Puglia e nel Sud potevano essere evitati"

BARI - "Avevo denunciato da tempo i ritardi della Puglia e delle altre regioni del Sud a mettersi al passo con le nuove norme sui fondi Ue. Ma sia il governo Renzi-Gentiloni, sia i presidenti delle regioni del Mezzogiorno (tutti in quota Pd), hanno fatto orecchie da mercante. Con il risultato che a tre anni dall'avvio della nuova programmazione,  la spesa è pari a 0 in Puglia e quasi nulla nel resto del Sud. Una dimostrazione di incapacità politica e amministrativa. Ma soprattutto uno schiaffo in faccia ai cittadini alle prese con la crescente povertà del Paese". Lo dice la capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Rosa D'Amato, che aggiunge: "Adeguarsi alle nuove norme non era poi cosi' complicato, visto che altre regioni europee lo hanno fatto tranquillamente. Bastava nominare le nuove autorità di gestione".

"Detto questo - prosegue - l'Italia deve fare i conti con un'altra grave emergenza sui fondi Ue. Al 31 marzo 2017, infatti, tra fondi FESR e FSE, la Commissione europea non ha ancora rimborsato 2 miliardi e 265 milioni della vecchia programmazione 2007-2013. Come mai? Di sicuro, pesano i ritardi con cui l'Italia, soprattutto le regioni del Sud, hanno utilizzato queste risorse. Per evitare il rischio di perderle, si è fatto ricorso massiccio ai cosiddetti 'progetti sponda' o coerenti, un trucchetto per spendere i soldi europei subito, ma in maniera inappropriata. Questa operazione cerca di 'salvare il salvabile' ma è la conseguenza di una programmazione fatta male e porta quasi sempre solo opere che non servono al territorio. E' spreco di denaro pubblico".

D'Amato conclude: "Sorveglieremo lo stato dei pagamenti, in particolare sul FSE Calabria 2007-13 (per adesso, la percentuale dei pagamenti è ferma al 67,05%) e per il PON Ricerca e Competitività (74% dei pagamenti, con ben 801 milioni totali ancora da liquidare). I cittadini non possono pagare per l'incapacità e la cattiva amministrazione della solita politica arraffona e clientelare".

Latte, Gatta: "Buona notizia, ora battaglia per tracciabilità di altre eccellenze nostrane"

BARI - “La tracciabilità del latte è una grande notizia per la nostra Regione e per la Capitanata, dove si producono vere e proprie eccellenze nel settore caseario. Su questo fronte, il ‘Made in Puglia’ potrà certamente beneficiare di un impulso forte al consumo di prodotti locali, ma rappresenta un’importanza garanzia per i consumatori che potranno avere massima contezza della provenienza di quanto acquistano”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta.

“Le eccellenze enogastronomiche ed agroalimentari – aggiunge - sono il frutto di un lavoro appassionato, di tradizioni antiche che oggi si coniugano agli sviluppi tecnologici mantenendo alta la qualità, e sono tratti assolutamente identitari per la nostra Regione. La tracciabilità è un ostacolo alle contraffazioni, un sostegno concreto ai nostri imprenditori e una tutela in più per i cittadini. Adesso -conclude Gatta - ci aspettiamo che il Governo nazionale intraprenda la strada della maggior tutela e valorizzazione di tutte le produzioni italiane, a partire dall'olio extravergine d'oliva, che hanno un rilevantissimo peso specifico per l’economia agroalimentare di regioni a forte tradizione agricola, come la Puglia”.

domenica, aprile 16, 2017

Pd, Emiliano: confronti tv ovunque per il bene del partito

ROMA – “Consentire agli italiani di conoscere le diverse idee che animano il dibattito nel partito democratico ritengo debba essere un dovere di tutti i candidati. Non può essere sufficiente un solo confronto per un’intera campagna congressuale, nonostante la gentile disponibilità di Sky”. A dichiararlo Michele Emiliano, candidato segretario nazionale Pd.

“Chiedo, dal giorno in cui mi sono candidato – prosegue Emiliano – la possibilità di confrontarmi il più possibile con gli altri candidati e condivido la proposta di Orlando per uno specifico confronto televisivo sul servizio pubblico Rai e, aggiungo, su tutte le tv commerciali che dovessero ritenere utile ospitare un nostro confronto”. “E’ importante che tutti gli italiani abbiano il diritto di assistere a un dibattito tra i tre candidati alla segreteria nazionale del partito democratico facendosi un’idea chiara su quanto sta accadendo e su come ognuno di noi intende cambiare il Pd. Ribadisco dunque, da subito, la mia totale disponibilità al confronto televisivo su qualsiasi rete”, conclude Emiliano.