Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

mercoledì, febbraio 22, 2017

OPINIONI. Segreteria Pd, Emiliano penserà alla Puglia?

di NICOLA ZUCCARO - Ragionando con il senno del poi, quella mano stretta a Matteo Renzi dopo il suo intervento all'Assemblea del Pd di domenica 19 febbraio ha simboleggiato più un atto di sfida che un semplice gesto di cortesia da parte di Michele Emiliano nei confronti del Segretario uscente dello stesso Partito. Per l'attuale Governatore della Puglia, all'indomani dell'annuncio della sua candidatura alla Segreteria del Pd, potrebbero schiudersi - attraverso le forche caudine delle primarie - le porte di Via Del Nazareno.

Una fase che però è accompagnata dalla seguente domanda: Emiliano penserà alla Puglia? Un quesito, inizialmente banale ma che al tempo stesso è inquietante e di non poco conto, considerati i numerosi problemi (Xylella, Sanità e Trasporti ferroviari) che affliggono a tutt'oggi il Tacco d'Italia. Per essi, l'ex Sindaco di Bari dovrà darne conto ai pugliesi sia durante il periodo precongressuale, sia dopo il congresso, specie nel caso di elezione alla Segreteria, accompagnata da un futuro a Palazzo Chigi nella veste di presidente del Consiglio dei Ministri.
Condividi:

Turismo Puglia, Labriola: piano strategico non sia bluff di Emiliano

BARI - “Mentre il presidente della Regione Michele Emiliano è sempre più impegnato a dirimere le questioni romane di casa Pd, la terra che amministra, o meglio, che dovrebbe amministrare, rimane ferma al palo, senza compiere quei necessari passi di modernizzazione e avanzamento indispensabili per uscire da una difficile fase di stagnazione economica, sociale e culturale. La Puglia, proclami presidenziali a parte, non riesce a disegnare un domani di crescita e di riscatto. Molto si deve fare sul fronte turistico, dando vita ad un sistema regione sino ad oggi rimasto sulla carta o nelle buone intenzioni di pochi. Le potenzialità della nostra terra, in gran parte ancora inespresse, potrebbero consentirci di fare la differenza, di competere egregiamente a livello nazionale ed internazionale. Ma come detto, sino ad oggi, lo stesso piano strategico per il turismo sembra più uno specchietto per le allodole che non un vero percorso di crescita. Per vincere nel turismo bisogna intervenire su altri grandi pilastri: infrastrutture e tutela dell’ambiente in primis. E’ necessario al tempo stesso recuperare gap enormi sul fronte della sicurezza del territorio e della lotta al malaffare. La Regione si metta al lavoro, condividendo con il territorio, e non solo con una parte di esso, e con il mondo che lavora e produce, le azioni necessarie, ricordando che il raggiungimento di importanti risultati è strettamente legato allo sforzo di tutti”, lo dichiara l'onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.
Condividi:

martedì, febbraio 21, 2017

Pd, Emiliano resta nel partito: pronto a sfidare Renzi VIDEO

ROMA - Michele Emiliano resterà nel Partito Democratico. Il governatore pugliese ha partecipato infatti oggi alla direzione sulle regole al Nazareno con l'intenzione di sfidare Matteo Renzi al congresso. Una scelta molto criticata dai bersaniani che, invece, sono ormai fuori dal partito.

Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza e i parlamentari della loro area non cambiano idea: non erano presenti alla direzione di oggi e al congresso del Pd, di cui non condividono le modalità.


LE PAROLE DI RENZI - "Se qualcuno vuole lasciare la nostra comunità - è il messaggio del segretario dimissionario - questa scelta ci addolora, ma la nostra parola d'ordine rimane quella: venite, non andatevene. Tuttavia è bene essere chiari: non possiamo bloccare ancora la discussione del partito e soprattutto del Paese. È tempo di rimettersi in cammino".

"Mentre gli organismi statutari decidono le regole del Congresso, io sono in partenza per qualche giorno per gli Stati Uniti. Vi racconterò sul blog.matteorenzi.it il mio diario di bordo dalla California dove incontreremo alcune realtà molto interessanti. Priorità: imparare da chi è più bravo come creare occupazione, lavoro, crescita nel mondo che cambia, nel mondo del digitale, nel mondo dell'innovazione".

"Personalmente ho giurato a me stesso che non sarò mai il leader di qualche caminetto - ha ribadito - messo lì da un accordo tra correnti: si vince prendendo i voti, non mettendo i veti. Per settimane intere gli amici della minoranza mi hanno chiesto di anticipare il congresso, con petizioni online e raccolte firme, arrivando persino al punto di minacciare "le carte bollate". Quando finalmente abbiamo accolto questa proposta, ci è stata fatta una richiesta inaccettabile: si sarebbe evitata la scissione se solo io avessi rinunciato a candidarmi. Penso che la minoranza abbia il diritto di sconfiggermi, non di eliminarmi".

L'INTERVENTO DI EMILIANO - Mi candido alla segreteria del Pd perché questa è casa mia, è casa nostra e nessuno può cacciarmi o cacciarci via. Lo ha detto Michele Emiliano durante la direzione del Pd.

L’abbiamo costruita assieme a Romano Prodi e ai segretari e vicesegretari che si sono avvicendati, Piero Fassino, Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Dario Franceschini, Pierluigi Bersani, Enrico Letta, Guglielmo Epifani, e a milioni di altri italiani che hanno fortemente voluto la nascita e la sopravvivenza di questo Partito anche a costo di rinunciare ai propri ruoli.

Mai in nessun’altra forza politica italiana tanti hanno rinunciato a tutto pur di far nascere e sopravvivere la loro comunità.

Abbiamo così dato vita alla più grande forza politica della storia del centrosinistra italiano.

Mi candido dunque accogliendo il loro invito ed il loro esempio, ma soprattutto quello tantissimi militanti che mi hanno chiesto in queste ore di far sopravvivere il progetto politico cui abbiamo lavorato insieme a partire dal 14 ottobre del 2007.

Sorrido amaramente quando mi descrivono esitante nel prendere questa decisione: è evidente che chi è capace di tanta superficialità rispetto a questioni così gravi, non ha mai vissuto analogo travaglio.

Sono le stesse persone che nulla hanno avuto da dire ad un segretario e premier che dopo aver personalizzato un referendum costituzionale, promettendo addirittura il ritiro dalla vita politica in caso di sconfitta, oggi vanno avanti con lui senza porgli le domande che fanno a me.

E questo nulla toglie al rispetto profondo delle ragioni e dell’impegno dei tanti militanti che hanno partecipato al referendum e che sono stati coinvolti loro malgrado in una campagna referendaria che ha diviso inutilmente il Paese ed il PD.

Pensare prima di decidere è stata ed è la regola di tutta la mia vita senza paura di mostrare i miei limiti, le mie insufficienze, i miei dubbi.

Ho condotto questa complessa riflessione assieme ad Enrico Rossi e Roberto Speranza che hanno condiviso con me questi giorni difficili.

Enrico e Roberto sono persone perbene di grande spessore umano e politico che sono state offese e bastonate senza ragione da arroganti inviti alla scissione contenuti nei toni ironici e irrispettosi con i quali sono stati approcciati e nel cocciuto rifiuto di ogni mediazione.

L’ex segretario ha mostrato con evidenza di essere il più soddisfatto della possibile scissione.

Se il tuo contraddittore è contento che tu abbandoni la discussione, vuol dire che teme i tuoi argomenti.

Mi candido dunque nonostante il tentativo del segretario uscente, chiaro a tutti, di vincere il congresso ad ogni costo e con ogni mezzo, approfittando di avere gestito per tre anni tutto il potere politico, economico e mediatico di questo Paese.

Ha fretta perché non vuole rinunciare a questa posizione dominante e non concede ai suoi avversari il tempo necessario per girare nemmeno la metà delle province italiane perché i suoi errori e le sue contraddizioni, ove discussi dai militanti in uno spazio ragionevole, provocherebbero, un suo forte indebolimento.

Avremmo potuto confrontarci con la nostra gente sulle idee che ci hanno diviso.

Avremmo potuto chiedere se l’idea di un programma partecipato dal basso, costruito grazie all’organizzazione del PD, se l’idea di un partito vicino vero e umile che sta dalla parte di chi non conta niente, se la battaglia per una civiltà industriale innovativa e rispettosa della salute e dell’ambiente, per regole del lavoro che salvaguardino dignità e benessere delle persone, sono o non sono un patrimonio del nostro partito non sacrificabile per nessuna ragione.

Il nostro è infatti un popolo di “liberi e forti” diceva Don Luigi Sturzo, che sa scegliere e ascoltare, che concede sempre, anche a coloro che non condivide, attenzione e disponibilità a cambiare idea.

Nonostante il poco tempo concesso, ci proveremo lo stesso, perché per noi il congresso non sarà mai una prova muscolare ma l’esercizio dell’anima democratica della nostra comunità.

Enrico, Roberto ed io abbiamo impedito al segretario dimissionario, assieme a migliaia e migliaia di militanti, di precipitare il Paese verso elezioni anticipate chiedendo che un congresso vero e approfondito ci consentisse di riflettere sui 1000 giorni di governo.

Ma lui si è inventato a questo punto un congresso col rito abbreviato da celebrare entro aprile. Se facciamo i bravi entro metà maggio.

Si costringeranno addirittura i circoli e il PD a svolgere il congresso mentre 1500 comuni vanno alle elezioni amministrative respingendo la nostra ragionevole richiesta di primarie in autunno che dessero a tutti il tempo di fare bene la conferenza programmatica, che avremmo potuto sviluppare come un Gran Tour dal vivo di confronto durante tutta l’estate approfittando delle Feste dell’Unità.

Ma evidentemente queste ultime non devono essere concesse agli avversari come luoghi di dibattito, e soprattutto si deve tenere tutti sotto la spada di Damocle di andare ad elezioni anticipate a settembre.

Durante l’assemblea di domenica ho tentato, scuotendo negativamente l’animo di molti miei sostenitori, un’ultima disperata mediazione che impedisse una scissione con l’area della sinistra del partito rappresentata da Rossi e Speranza.

Il mio intervento seguiva quello di Guglielmo Epifani che aveva richiesto al segretario dimissionario una maggiore contendibilità del Congresso per utilizzare questo elemento come punto di partenza di una ricucitura.

Assieme a loro ho aspettato un gesto, semplice e facilmente realizzabile, che avrebbe con certezza evitato la paventata scissione che tutti viviamo come una sciagura.

Ma quel gesto non è arrivato. Anzi il segretario non ha replicato in assemblea lasciando di stucco tutti gli osservatori e l’Italia intera.

E poi oggi è arrivato sino al punto di irridere tutti noi non partecipando a questa direzione per rendere vani i sinceri tentativi fatti in queste ore da tutti i dirigenti e i militanti del Partito Democratico che avrebbero potuto evitare questa irreparabile sconfitta.

La rottamazione di tutto ha preso il posto della funzione della leadership che unisce, media, stempera, costruisce visioni e gruppi di lavoro che cambiano la vita delle persone e migliorano la qualità e l’efficienza delle istituzioni.

Il conflitto per il conflitto, l’eliminazione dell’avversario dal campo con i picadores di turno, gli hater del web e delle riunioni organizzate dove si distrugge ogni ipotesi di comunità al solo scopo di tutelare il comando di un uomo solo.

“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia” diceva don Milani.

E di fronte a tanta avarizia la voglia di andar via da tutto questo è stata tanta, come quella delle migliaia di iscritti ed elettori che abbiamo perso in questi anni rampanti e sterili, nei quali la cultura della potenza ha preso la mano al senso del limite.

Noi siamo qui per trasformare il fremito di tanti ad andare via in desiderio di riprendersi diritto di cittadinanza in questo grande partito. Tutti insieme, con le nostre differenze e le nostre storie, con le nostre infinite e feconde discussioni, rappresentiamo una parte di Italia, strumento indispensabile per il governo di un paese civile.

In questa battaglia di difesa del PD non abbiamo ragionato su tatticismi ed alleanze precostituite, ma fidandoci dei singoli militanti, degli italiani e della loro coscienza. Consapevoli che “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”.
Condividi:

Pd, Guerini: su scissione ci sia ripensamento

ROMA - "Mi auguro che ci possa essere un ripensamento per un passaggio come quello della scissione incomprensibile. Molto è stato accolto, ora è il momento della responsabilità". A dichiararlo il vicesegretario uscente del Pd, Lorenzo Guerini, intervenendo a Porta a porta. Quella della scissione, ha spiegato, "è una scelta dolorosa, impegnativa, che si pone su grandi questioni".

"Ed io - ha aggiunto Guerini - non vedo il tema su cui questa scissione si stia consumando. E non la comprende il nostro popolo. Gli elettori non capirebbero una scissione su una data del calendario, sulla data del congresso". Un congresso, ha aggiunto, che si farà tra aprile e maggio e non certo a giugno perché "per quella data ci sono le elezioni amministrative ed è interesse del Pd arrivarci con un congresso celebrato e una leadership forte, in modo così poi da poter fare tutti campagna elettorale".
Condividi:

Puglia, M5S chiede al Governo di impugnare la legge regionale sui consorzi di bonifica

BARI - Il 6 febbraio scorso, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Puglia, è entrata in vigore la legge regionale n. 1 “Norme straordinarie in materia di consorzi di bonifica commissariati” con cui la Giunta Emiliano intende procedere al risanamento dei Consorzi, attraverso un processo riorganizzativo finalizzato all’autogoverno delle funzioni, a completamento del percorso di riforma precedentemente avviato. L’iter prevede che, a far data dal 1° dicembre 2018, la Sezione Irrigazione ed acquedotti rurali del Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia cesserà le sue funzioni e transiterà, unitamente al personale dipendente afferente, in Acquedotto Pugliese S.p.A., che provvederà all’assunzione con modalità organizzativa compatibile con la legislazione vigente e il suo Statuto, senza necessità di ulteriore atto legislativo o amministrativo. In pratica, ad Aqp andranno le funzioni in materia di “gestione, ammodernamento, realizzazione e manutenzione di opere pubbliche di accumulo, derivazione, adduzione circolazione e distribuzione relative agli acquedotti rurali ed ai sistemi irrigui, nonché delle opere per il recupero delle acque per fini irrigui agricoli, ad esclusione deli impianti di affinamento delle acque reflue urbane”. Alla Sezione Gestione irrigue ed acquedotti rurali andranno anche le funzioni amministrative e di controllo sui pozzi, oggi delle Province.

“La normativa regionale, però, a nostro parere violerebbe gli articoli 117 e 118 della Costituzione – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – poiché vi è una stretta connessione finalistica tra l’attività di bonifica integrale e la tutela del territorio e dell’ambiente. Da un lato, infatti, la ‘tutela dell’ambiente e dell’ecosistema’ costituisce espressione della potestà legislativa esclusiva dello Stato e, dunque, lo Stato può delegare le sole funzioni amministrative e non già quelle legislative. Inoltre – prosegue L’Abbate – anche se l’attività di bonifica vada considerata riferibile alla materia del ‘governo del territorio’, per la quale la Regione ha potestà legislativa concorrente, la legge regionale in questione si pone in contrasto con i principi fondamentali, ricavabili in materia dalla legislazione statale. Per questo – conclude il deputato 5 Stelle – ho presentato una interrogazione parlamentare indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina per chiedere di valutare di impugnare, ai sensi dell’art. 127 della Costituzione, la legge della Regione Puglia n. 1 del 2017”.

“I consorzi, come gli ospedali – aggiunge il consigliere regionale Marco Galante (M5S) – sono stati lottizzati dalla politica, che scientemente hanno fatto fallire. Così sono giustificati nel passaggio di questi beni pubblici ai privati, come nella svendita dell’irrigazione della nostra Regione all’Acquedotto Pugliese”.
Condividi:

Consiglio, abrogata legge su Ecotassa. "Nuovo scaglione di incremento al 5%"

BARI - Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza l’abrogazione della legge regionale n. 25 del 2016, cosiddetta Ecotassa, che avrebbe permesso la destinazione straordinaria in favore dei Comuni del tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi. La decisione di abrogare la legge è stata determinata dalle eccezioni di illegittimità formulate dal Ministero dell’Ambiente e per evitare il contenzioso davanti alla Corte Costituzionale.

SANTORSOLA: “NUOVO SCAGLIONE DI INCREMENTO AL 5%” - “Questa mattina il Consiglio, su iniziativa del Governo Regionale, ha approvato la legge di abrogazione della L.R. 25/2016 che avrebbe permesso la destinazione straordinaria in favore dei Comuni di risorse per compensare i maggiori oneri sostenuti per i conferimenti fuori bacino. La decisione ha avuto origine dalle eccezioni di illegittimità formulate dal Ministero dell’Ambiente sulla norma regionale al fine di evitare. Nello stesso giorno la Giunta ha approvato, su mia proposta, un disegno di legge che riguarda il computo Ecotassa 2017 aprendo una finestra che permette ai comuni di contenere i costi”. A dichiararlo l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola.

“Avevamo anticipato che, nonostante la scelta obbligata di abrogare la 25/2015, avremmo individuato un percorso per evitare di pesare troppo sulle tasche dei cittadini pugliesi e lo abbiamo fatto. Ovviamente – prosegue Santorsola – il provvedimento dovrà seguire l’iter consiliare prima di diventare legge e le forze politiche diranno la loro per emendare e migliorare il testo che attualmente prevede l’accesso alle agevolazioni per i comuni riescono ad implementare di un 5% la propria raccolta differenziata”.

“Va da sé che si tratta di uno strumento – conclude Santorsola – che abbiamo pensato in un’ottica di collaborazione con gli enti locali, auspicando che sia un incentivo a lavorare tutti insieme a migliorare le performance della Regione in termini di raccolta differenziata e non già uno strumento dilatorio delle responsabilità di ciascuno a immaginare un futuro del ciclo dei rifiuti libero dalla schiavitù delle discariche”.
Condividi:

Ridotti in schiavitù nel tarantino, Regione: attivata rete 'Puglia non tratta'

BARI - Con riferimento a quanto annunciato e proposto dal Segretario Generale della CGIL Puglia, Pino Gesmundo, durante una conferenza stampa tenutasi ieri su un drammatico caso di riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento lavorativo che ha coinvolto un gruppo di donne e uomini rumene nella provincia di Taranto, il dirigente della Sezione Sicurezza del cittadino, politiche per le migrazioni ed antimafia sociale della Regione Puglia, Stefano Fumarulo, commenta così: “la Regione raccoglie l’invito del Segretario Generale della CGIL Puglia. Il Protocollo sperimentale di contrasto al caporalato- firmato nel maggio del 2016 con i Ministeri dell’Interno, del Lavoro e dell’Agricoltura, le organizzazioni sindacali e datoriali e alcune realtà del terzo settore- ha individuato in Puglia solamente le province di Foggia, Lecce e Bari come luoghi sui quali focalizzare l’attenzione. Le attività di indagine e le denunce delle vittime dimostrano quanto sostenuto anche dalla Regione Puglia: il problema, indipendentemente dall’aspetto numerico, riguarda vaste porzioni del territorio. Con riguardo alle vittime che hanno denunciato – conclude Fumarulo – è stata attivata la rete regionale ‘la Puglia non tratta’ al fine di avviare immediatamente quanto necessario per proteggere le donne e gli uomini coinvolti in questa tragica vicenda”.
Condividi:

lunedì, febbraio 20, 2017

Pd, Renzi tira dritto: via a congresso. Emiliano: "unità a portata di mano"

(ANSA)
ROMA - E' scontro all'assemblea del Pd. Dopo il discorso di Matteo Renzi, giudicato dalla sinistra troppo duro, il dado sembra tratto. "Aspettiamo la replica, ma Renzi ha alzato un muro", dichiara Pier Luigi Bersani. La minoranza, rende noto l'ex segretario, prenderà le sue decisioni dopo la replica del segretario. "È stato alzato un muro - conferma Enrico Rossi ancora più deciso - sia nel metodo che nella forma. Per noi la strada è un'altra. Sono maturi i tempi per formare una nuova area".

Ieri in apertura Matteo Orfini ha comunicato che sono arrivate alla presidenza le dimissioni formali dello stesso ex premier.

"Io dico fermiamoci, fuori ci prendono per matti. Oggi discutiamo ma poi mettiamoci in cammino", ha esordito Renzi. "La scissione - ha aggiunto - ha le sue ragioni che la ragione non conosce. La nostra responsabilità è verso il Paese e quelli che stanno fuori. Adesso basta: si discuta oggi ma ci si rimetta in cammino. Non possiamo continuare a stare fermi a discutere al nostro interno". "Scissione - ha evidenziato - è una delle parole peggiori, peggio c'è solo la parola ricatto, non è accettabile che si blocchi un partito sulla base dei diktat della minoranza".

Di diversa opinione Michele Emiliano, secondo il quale "e' a portata di mano" ritrovare l'unità: "Siamo a un passo dalla soluzione. Un piccolo passo indietro consente a una comunità di farne cento avanti. Io sto provando a fare un passo indietro, ditemi voi quale, che consenta di uscire con l'orgoglio di appartenere a questo partito. Senza mortificare nessuno". Lo dice Michele Emiliano in assemblea Pd. "Stasera non posso che dire al segretario che ho fiducia in lui", aggiunge, chiedendogli un'ultima mediazione sulla conferenza programmatica.

Emiliano: "Mai cenato con Cavaliere" - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dichiara in merito alle voci di una presunta cena con Silvio Berlusconi: "Con l'on. Berlusconi ho sempre intrattenuto rapporti di rispetto e di umana cordialità ma non posso che smentire di avere mai affrontato con lo stesso argomenti politici riguardanti il PD e più in generale l'assetto dei rapporti tra il Pd e Forza Italia, né ho cenato con lui la scorsa settimana.
In particolare ho incontrato l'On. Berlusconi nel corso della cerimonia di auguri svoltasi al Quirinale ed in quella sede mi sono congratulato con lui per la pronta guarigione a seguito di un intervento chirurgico.
Ribadisco infine la mia posizione di contrarietà alle larghe intese. La prospettiva per il PD, come ho sempre dichiarato e praticato nella mia esperienza politica a Bari e in Puglia, deve essere quella di consolidare la coalizione di centro sinistra, da Sinistra Italiana al Centro", conclude Emiliano.

(ANSA)
Orfini: "Congresso subito ma con fase programmatica" - "Dedicare la prima parte del congresso - da quando viene indetto a quando si presentano le candidature - a una profonda discussione programmatica in ogni federazione. Il tempo c'è, la volontà politica anche, mi impegno personalmente a garantirlo. Se lo vogliamo, possiamo andare avanti insieme. Basta sgombrare dal campo le richieste fatte solo per farsi dire di no". E' la proposta alla minoranza del presidente Pd Matteo Orfini, che però definisce "indispensabile per il Pd" il congresso prima delle amministrative. 

"Che c'entra il congresso con il governo? Nulla. Il governo Gentiloni è il nostro governo. Lo sosteniamo e continueremo fino a quando" Mattarella "considererà conclusa la legislatura. Si minaccia la scissione nel nome del governo. E' tesi incomprensibile". "È vero l'esatto contrario: la scissione restringerebbe il consenso parlamentare al governo e lo metterebbe a rischio". Un congresso "che preservasse l'unità del Pd, invece, stabilizzerebbe il quadro politico e di conseguenza anche il governo".

(ANSA)
Fitto: “Il Partito Democratico va a pezzi. Per il centrodestra è una grande opportunità” - “Il centrodestra ha una grande opportunità perché il Pd e il centrosinistra vanno in pezzi, il M5S sta dando pessima dimostrazione di sé al governo di Roma e noi abbiamo una grande opportunità, ma a condizione che si abbia il coraggio di osare e uscire dalla tattica che caratterizza il dibattito all'interno del centrodestra e si metta in campo una grande visione strategica che guardi ai prossimi anni, che guardi all’Italia”.
Lo dichiara il leader di Direzione Italia, on. Raffaele Fitto, intervenuto oggi a Potenza all’assemblea regionale del nuovo soggetto politico.

“Non dobbiamo metterci insieme contro qualcuno – sottolinea Fitto - ma dobbiamo costruire un programma di governo che dia delle risposte precise al nostro Paese. Per fare questo abbiamo bisogno di uscire dalla logica degli scontri interni per aprire un grande dibattito. Questo lo si può fare solo con Primarie ben regolate e sulla base di un progetto politico che non deve servire solo a scegliere un leader, ma per mettere in campo anche una discussione programmatica che sia coerente con i bisogni del Paese.

È questo che noi di Direzione Italia vogliamo fare con grande serietà, responsabilità, coerenza e senza urlare guardando all'interesse del Paese. Oserei dire basta ad atteggiamenti che sono stati fino ad oggi, basta con contrapposizioni. Mettiamoci insieme e facciamolo, appunto, con Primarie fatte bene: bisogna stabilire una data che sia congrua e che faciliti la partecipazione di tutti”

“Siamo partiti dalla Puglia e oggi siamo in Basilicata – aggiunge - ma nelle prossime settimane sarò in tutte le altre regioni di Italia. Qui a Potenza ho trovato una sala piena di grande entusiasmo, che non è solo un dato territoriale, di vicinanza politica, ma vedo grande entusiasmo attorno a un progetto nuovo che nasce con l'umiltà della novità, ma anche con la convinzione che stiamo proponendo un progetto valido e alternativo al centrosinistra. In queste assemblee regionali, specialmente in quelle Meridionali, vogliamo però anche porci un problema atavico: il tema del Mezzogiorno deve tornare al centro del dibattito e dell’agenda politica del Paese. Non per rivendicare maggiori risorse ma per fare proposte serie che possano consentire di utilizzare bene le risorse che ci sono e, invece, registriamo gravissimi ritardi nell'impiego dei fondi europei”.
Condividi:

Toscana, governatore lascia Pd

FIRENZE - Ho intenzione di "rispedire la mia tessera del Pd alla sezione cui sono iscritto, tra l'altro l'avevo rinnovata da poco, con una lettera di spiegazioni, e magari anche di andare a trovare il segretario locale". Così Enrico Rossi, presidente della Toscana, a RaiNews 24.

"Noi iniziamo un altro percorso" ha aggiunto Rossi, "dispiaciuti, ovviamente, perché potevamo stare insieme se le nostre idee fossero state prese minimamente in considerazione". "Ma ci è stato detto che non è così - ha continuato Rossi - vuol dire che non c'è spazio in questo partito. Emiliano ha fatto un ultimo generosissimo tentativo, ne prendiamo atto senza rancori, senza bisogno di continuare questo patema e drammone. Bisogna mantenere il rispetto, anche da posizioni diverse", ha concluso.
Condividi:

Letta, "Il Pd non può finire così"

ROMA - "Guardo attonito al cupio dissolvi del Pd. Mi dico che non può finire così. Non deve finire così". E' l'appello lanciato dall'ex premier Enrico Letta su Facebook in queste ore di spaccature e rischio scissione all'interno del Partito Democratico. "Mentre tutto a Roma sembra finire - prosegue Letta - mi guardo indietro. Voglio dire con forza che non rinnego, anzi sento forte l'orgoglio di aver partecipato alla nascita dell'Ulivo prima e del Pd poi. Quella è una storia positiva. Lo è stata grazie ai suoi gruppi dirigenti e nonostante i suoi gruppi dirigenti. Ma è una storia che è stata soprattutto scritta da elettori e militanti, che vedo oggi sgomenti. Leggo, anche io sgomento, le cronache compulsive di questa fine accelerata. È così facile distruggere. Quanto più difficile è il 'costruire'. A distruggere ci si mette un attimo, a costruire, una vita. Ricostruire da tutte queste macerie, per chi ci si metterà, sarà lavoro ai limiti dell'impossibile". "Mi viene spontaneo pensare - dice ancora Letta - che per i casi del calendario proprio tre anni fa ero preso da altro sgomento, lasciando Palazzo Chigi dall'oggi al domani e cominciando una nuova vita, fuori dal Parlamento e dalla politica attiva. Quello era uno sgomento solitario. Oggi sento la stessa angoscia collettiva di tanti che si sentono traditi e sperano ancora che non sia vero. Tanti che chiedono di guardare all'interesse del Paese e mettere da parte le logiche di potere. Mai avrei pensato tre anni dopo che si potesse compiere una simile parabola. Proprio nel momento in cui l'Europa, in crisi più che mai, avrebbe bisogno dell'impegno creativo degli ulivisti e democratici italiani. E proprio nel momento in cui il nostro Paese appare lacerato e in cerca di nuove ispirazioni per uscire dalle secche nelle quali si trova".

"Oggi - è l'appello finale dell'ex premier - non ho altro che la mia voce, e non posso fare altro che usarla così, per invocare generosità e ragionevolezza. No, non può finire così". 
Condividi:

Agriturismi, "Criticità per iscrizioni all’albo e attività ferme, Giunta intervenga"

BARI - “Una gran confusione generata dalla legge regionale di riordino delle funzioni e competenze delle Province, che rischia di provocare notevoli disagi ad un settore su cui la Puglia ha puntato molto, quello degli Agriturismi. Per sollecitare un chiarimento ed una risoluzione in merito alle competenze per le procedure di iscrizione nel relativo albo regionale, ho presentato un’interrogazione consiliare diretta al vicepresidente della Giunta Nunziante e all’assessore regionale al ramo Di Gioia”. Così il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Andrea Caroppo.

“Prima dell'entrata in vigore della legge n.9 del 2016 – prosegue - la competenza in materia era delle Province. Oggi, invece, spetterebbe ai Comuni ma, in assenza dell'accordo previsto tra Regione, Upi e Anci per l'effettivo trasferimento delle funzioni nell'ambito dell'Osservatorio regionale, vige il caos normativo. Una confusione che la Giunta regionale deve spazzare, chiarendo definitivamente le rispettive competenze. Attualmente, infatti, parecchie domande di inserimento sono ancora inevase e ciò potrebbe determinare, ovviamente, danni ingentissimi ad agriturismi pronti per partire con le attività, specie con l’approssimarsi della stagione estiva, ma che rischiano di non poter lavorare perché non ancora inseriti nell’albo”.

“Chiedo, quindi, - conclude Caroppo - di conoscere le ragioni della mancata intesa tra le parti interessate, così come chiedo un intervento immediato dei due esponenti della Giunta affinché chiariscano la suddivisione delle competenze nel settore, dando finalmente risposte concrete agli operatori che attendono l'iscrizione nell'apposito registro”.
Condividi:

Ilva, "Con la decarbonizzazione a metà il cielo di Taranto nero resterà"

BARI - “Sulla decarbonizzazione non si può continuare ad offendere l’intelligenza dei pugliesi. Emiliano parla di grande vittoria dopo l’intervista in cui il presidente di Jindal annuncia l’obiettivo di voler produrre una parte di acciaio con tecniche alternative al carbone. Non c’è nulla da festeggiare i cittadini devono sapere che entrambe le proposte presentate per l’acquisto dell’Ilva da ArcelorMittal e Jindal prevedono la produzione di almeno 6 milioni di tonnellate di acciaio con il carbone e tecnologie tradizionali altamente inquinanti, mentre l’utilizzo del gas o di tecnologie innovative sarebbe solo per un eventuale surplus produttivo”. È il commento del consigliere regionale del M5S, Antonio Trevisi dopo l’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore” dal Sajjan Jindal, in cui l’industriale ha chiarito gli obiettivi industriali per il colosso siderurgico.

“Se si continua ad usare il carbone per produrre 6 milioni di tonnellate d’acciaio all’anno il cielo di Taranto resterà nero - spiega il consigliere pentastellato - e i cittadini continueranno a respirare sostanze inquinanti. Purtroppo le parole di Jindal confermano ancora una volta quello che noi del M5S sosteniamo da tempo: l’Ilva è un impianto nato a carbone e non starebbe sul mercato senza l’uso di questo combustibile inquinante. La decarbonizzazione totale non è possibile, e quella a metà di cui sentiamo parlare rischia solo di peggiorare la situazione compromettendo anche il futuro delle prossime generazioni”. “Ribadiamo ancora una volta con forza - continua - come la sola strada percorribile sia quella della chiusura senza se e senza ma. Le possibilità di riconversione industriale ci sono e sono molto diverse da quelle proposte dalla giunta regionale. Lo abbiamo già dimostrato lo scorso 18 settembre in Fiera del Levante dove si è tenuto il primo appuntamento della campagna ‘Riconvertire si può’ lanciata dal M5S”.

Nel corso del convegno, ricorda Trevisi, sono intervenuti Asier Abaunza, assessore all'Urbanistica di Bilbao (Spagna), Gregor Boldt, WMR (Germania) e Maciej Filipowicz, Lodz (Polonia) che hanno portato la loro testimonianza sulla riconversione delle aree industriali in crisi che sono diventate, ad esempio, aree dedicate al sociale. “Ci piacerebbe un giorno - conclude Trevisi - poter essere noi a parlare all’estero della nostra esperienza di riconversione delle aree industriali come l’Ilva, Eni e la centrale di Cerano”.
Condividi:

domenica, febbraio 19, 2017

Cena Berlusconi-Emiliano smentita del governatore. Zullo, "Colleghi di Fi, venite con noi"

BARI - Dichiarazione-invito del presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, ai consiglieri regionali del gruppo di Forza Italia. La cena fra Berlusconi ed Emiliano si inserisce perfettamente al termine di una settimana dove Forza Italia nei suoi massimi vertici, oltre Berlusconi anche il capogruppo alla Camera Brunetta, hanno pubblicamente dichiarato di tifare per la vittoria al congresso del Pd del “nostro” presidente della Regione. Nulla di nuovo sotto il cielo, - spiega Zullo: Berlusconi ha tifato prima anche per Renzi con il quale ha siglato un Patto (quello del Nazareno) al quale noi, attraverso il nostro leader Raffaele Fitto, abbiamo subito detto no, facendo una scelta dolorosa: abbandonando Forza Italia per un’altra forza politica di centrodestra davvero (e non di facciata) alternativa al centrosinistra.
Per questo sento di dover lanciare un appello ai colleghi-amici del gruppo regionale di Forza Italia: venite con noi! Stiamo costruendo un nuovo centrodestra che ha come parole chiavi “coerenza”, “responsabilità” e “partecipazione”. Venite con noi! Il rischio è che vi troviate nel centrosinistra senza neppure averlo deciso in un congresso, conclude Zullo.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dichiara in merito: "Con l'on. Berlusconi ho sempre intrattenuto rapporti di rispetto e di umana cordialità ma non posso che smentire di avere mai affrontato con lo stesso argomenti politici riguardanti il PD e più in generale l'assetto dei rapporti tra il Pd e Forza Italia, né ho cenato con lui la scorsa settimana.
In particolare ho incontrato l'On. Berlusconi nel corso della cerimonia di auguri svoltasi al Quirinale ed in quella sede mi sono congratulato con lui per la pronta guarigione a seguito di un intervento chirurgico.
Ribadisco infine la mia posizione di contrarietà alle larghe intese. La prospettiva per il PD, come ho sempre dichiarato e praticato nella mia esperienza politica a Bari e in Puglia, deve essere quella di consolidare la coalizione di centro sinistra, da Sinistra Italiana al Centro".
Condividi:

sabato, febbraio 18, 2017

P.a.: 50mila assunzioni, allo studio sblocco turn over

ROMA - E' stata confermata dal Governo Gentiloni l'assunzione di 50mila precari e le norme sui licenziamenti sprint dei furbetti del cartellino. Il ministro per la Pubblica Amministrazione. Marianna Madia, in un'intervista al Messaggero, ha ribadito il via alla riforme ("stabilizzato chi ha un contratto a tempo da almeno tre anni") spiegando che è allo studio anche lo sblocco del turn over.

Pronti 2,1 miliardi per gli adeguamenti salariali. "Secondo le nostre stime sono circa 50mila" i precari che verranno stabilizzati con la riforma del pubblico impiego, ha detto. "Abbiamo considerato coloro che hanno contratti temporanei da oltre tre anni. Il piano sarà in vigore dal 2018 al 2020".

Alla domanda quindi se il turn over verrà sbloccato, il ministro ha risposto: "stiamo ragionando nell'ambito del governo di rivedere il turn over per gli enti locali. Nel Testo unico ci sarà una norma sperimentale sulle Regioni e sulle Città metropolitane virtuose". Chiuso il Testo unico si apre il tavolo sul contratto con l'aumento di 85 euro. "Stiamo chiudendo il riparto delle risorse del fondo finanziato nella manovra e che serve a diversi scopi - ha spiegato la Madia - La parte prevalente andrà ai dipendenti pubblici. Ci sono 900 milioni per il 2017 che diventano 1,2 miliardi nel 2018. Sono circa la metà delle risorse necessarie. Il resto lo stanzieremo nella prossima Legge di stabilità"
Condividi:

Cesa (Udc) invita il Pd alla responsabilità

di NICOLA ZUCCARO - Al 'fermati' di Bersani a Renzi, noi aggiungiamo il 'fermatevi', indirizzato a tutto il Pd. Nelle ore che precedono l'assemblea del Partito Democratico (forse l'ultima del soggetto politico unitario) a lanciare questo appello è Lorenzo Cesa. Il Segretario del'Unione dei Democratici di Centro (Udc) ha esortato l'intero Pd a ritrovare l'unità e non a disperdersi in litigi che potrebbero provocare la distruzione del Paese e le cui macerie - sottolinea Cesa - potrebbero essere molte da raccogliere, perchè - prosegue - lo spirito istituzionale si vede sopratutto da questo. Un invito, quello lanciato dal Segretario nazionale dell'Udc, allusivo alle ripercussioni che una eventuale scissione del Pd provocherebbe sulla tenuta dell'intero sistema politico e parlamentare italiano.
Condividi:

Bari, Decaro consegna le onorificenze al 'merito della Repubblica italiana'

BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro ha consegnato i diplomi delle onorificenze al “Merito della Repubblica Italiana”, concessi con decreto del Presidente del 10 febbraio 2016. Sono complessivamente 29 i cittadini baresi insigniti del titolo di Cavaliere o di Ufficiale della Repubblica.

"Oggi desidero esprimervi la gratitudine, mia personale e dell’intera città - spiega Decaro -, per il tempo che avete dedicato a questa città e a tutti noi e per i tanti gesti, grandi o piccoli che hanno segnato la vostra vita e il vostro lavoro quotidiano. L’Italia che desideriamo lasciare ai nostri figli si riflette nelle vostre storie e nelle vostre esperienze di vita che devono essere un esempio per le future generazioni, affinché un giorno, mi auguro non troppo lontano, la dedizione non venga più considerata un'eccezione ma una caratteristica connaturata allo status di cittadino. - La carica politica più importante è quella di privato cittadino -, disse un membro della Corte Suprema degli Stati uniti d'America durante una sua udienza e le persone premiate sono la dimostrazione vivente di questa affermazione, perché fare politica significa servire la propria comunità, prendersene cura, contribuire al suo sviluppo anche solo nel rispetto delle sue regole e delle libertà dei nostri concittadini. Questo è un bel giorno di festa che auguro a tutti di condividere con i propri familiari, con le persone che amate e anche con tutti i baresi con l'augurio che queste onorificenze siano uno stimolo per tutti voi a continuare ancora ad occuparvi della nostra città e a lottare insieme a noi per il nostro bene comune".
Condividi:

venerdì, febbraio 17, 2017

Licenziamenti veloci per i furbetti del cartellino

ROMA - Via libera del Cdm ai decreti correttivi (Madia bis) messi a punto dal ministero della Funzione pubblica su taglio delle partecipate e licenziamenti veloci dei furbetti del cartellino (quello sul riordino della dirigenza medica delle Asl è slittato per cortesia istituzionale nei confronti del ministro della Salute, che non era presente alla riunione del Cdm).

La riforma del pubblico dovrebbe invece approdare in Cdm la prossima settimana. Il ministro Marianna Madia sta lavorando al testo finale, limando gli ultimi dettagli anche alla luce delle richieste avanzate dai sindacati nel corso del confronto a Palazzo Vidoni.
Condividi:

M5S, Roberta Lombardi stronca il nuovo stadio della Roma

ROMA - "Questa è Roma e io non ci sto a vederla martoriata per soddisfare la volontà di qualche imprenditore. Bisogna annullare subito la delibera che stabilisce la pubblica utilità. Mi auguro che l'amministrazione capitolina faccia la scelta giusta e chieda al proponente di avanzare dunque un nuovo progetto che rispetti la legge e la Capitale". A dichiararlo la deputata romana del M5s Roberta Lombardi su Facebook in merito alla vicenda del nuovo stadio della Roma.
Condividi:

Xylella, Nardone: "Regione non ha mai smentito dati su monitoraggi"

BARI - “La Regione Puglia non ha mai smentito i dati relativi al monitoraggio delle piante infette da Xylella fastidiosa: sono pubblicati sul sito web, sono ufficiali e comunicati, tra l’altro, al Ministero e all’Unione europea”. Lo dichiara il Direttore di Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, Gianluca Nardone, commentando quanto pubblicato da un quotidiano nazionale.

“La Struttura regionale ha condotto un'importante azione al fine di verificare la presenza della Xylella fastidiosa sul proprio territorio. Ad oggi, oltre 150.000 ettari sono stati monitorati in maniera certosina. Trenta chilometri di territorio passati al setaccio con tanto di analisi di laboratorio di centinaia di migliaia di piante. Pensavo fosse giusto porre all'attenzione della pubblica opinione questi dati, frutto del lavoro dell'Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia in collaborazione con tanti soggetti (Arif, Innovapuglia e laboratori di tutta la Puglia, da Lecce a Foggia). Purtroppo le notizie apparse ultimamente sulla stampa conducono l'attenzione altrove. Per cui – precisa Nardone - occorrono alcune chiarimenti” .

“Nel merito di quanto apparso su articolo stamane (ndr ‘Il Fatto quotidiano a firma di Laura Margottini, dal titolo ‘Xyella, la Regione Puglia ora smentisce i suoi stessi dati’) è doveroso chiarire che non mi sono mai espresso sul nesso tra malattia  (disseccamento rapido della pianta) e causa (Xylella).  Lascio alle dispute scientifiche la dimostrazione che gli ulivi malati siano causati dalla Xylella fastidiosa o da altro. Smentisco anche di aver trasferito l'informazione che le piante sintomatiche fossero malate. Ho erroneamente comunicato alla giornalista che le 1536 piante monitorate in area infetta fossero sintomatiche. E di ciò mi sono correttamente scusato con lei. Ma mai ho veicolato l'idea che le piante monitorate con sintomi fossero malate. Non avrei potuto perché i sintomi che si osservano sono generici, spesso si tratta di lievi  bruscature fogliari più o meno estese. Considerarli come premesse di un rapido disseccamento della pianta potrebbe essere come dedurre da un semplice starnuto la presenza di una seria polmonite”.

“Pertanto – conclude il direttore Nardone - non devo smentire, perché mai asserito, il seguente sillogismo: 1) tutte le piante sintomatiche sono malate, 2) il 6% delle piante sintomatiche presenta la Xylella, 3) la Xylella, quindi, spiega solo il 6% della malattia. Mi dispiaccio solo per l’uso strumentale che è stato fatto su un tema delicato e che riguarda non solo il nostro paesaggio rurale e la nostra economia, ma le persone e le identità dei nostri luoghi".

Condividi:

Turismo in Puglia, stanziati 36 mln di euro in tre anni

BARI - Per Puglia 365 si entra in una fase di attuazione piena. Il Piano Strategico del Turismo  della Puglia 2016/2025, elaborato da Pugliapromozione con un lavoro di tessitura con gli operatori, le istituzioni e i Comuni, è stato approvato dalla Giunta Regionale che  ha varato anche  la copertura finanziaria per tre anni. La Puglia è la prima regione italiana a sviluppare un Piano, parallelamente ed omogeneamente alla costruzione del Piano Nazionale del Turismo. Il Piano, che da oggi ha anche un quadro economico di attuazione degli interventi, era stato presentato in bozza al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, già il 27 Luglio 2016 a Roma.

“La Puglia è la prima regione italiana ad avere il suo piano strategico del turismo in osservanza alla legge nazionale – ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in conferenza stampa - questo significa che una delle regioni più belle d’Italia da oggi è in campo non solo con il suo istinto, la sua passione e la sua capacità di rischiare e di fare impresa ma è in campo connettendo le istituzioni e gli operatori turistici. Questa è un’unica squadra che combatte per l’Italia e per se stessa per portare lavoro, identità e soprattutto per favorire l’economia complessiva della Puglia perché il turismo è un settore che ha la capacità di far crescere tutti gli altri così come quello estero è un settore che aumenta la ricchezza effettiva di una regione”.

“Il turismo – ha continuato Emiliano - è un’operazione che devi seguire, intuire, mantenendo il contatto permanente con gli operatori. Una visione strategica è necessaria, ma è anche necessario avere quella capacità di cambiare tutto in pochi secondi, così come cambiano in pochi secondi anche i flussi turistici. Questa industria ha una capacità di cambiare direzione che devi sapere intercettare. Resisteremo a tutti quelli che pensavano che l’attività turistica dovesse essere centralizzata da parte dello Stato ma resisteremo con la volontà di collaborare in un settore in cui la Puglia, negli ultimi anni, ha guadagnato rispetto”.

 “Si apre una nuova fase per il turismo in Puglia con il varo in Giunta regionale del  Piano strategico del Turismo Puglia365 – ha affermato l’assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone – un piano scaturito da un processo corale tra operatori del settore, cittadini, Enti Locali, partenariato, associazioni datoriali e sindacali, stakeolder, opinion leader locali, Università. La Regione ha impegnato per i primi tre anni 36 milioni di euro sulla misura 6.8 del P.O Fers 2014/20 destinati alla promozione, alla accoglienza e alla innovazione, soprattutto di prodotto; e per il 2017 è già esecutiva la delibera per dodici milioni di euro. Altre risorse saranno negoziate con gli assessorati allo Sviluppo Economico, alle Infrastrutture e Trasporti e alla Formazione per progetti comuni che riguardano lo sviluppo del turismo. Perché il turismo possa incidere effettivamente sulla crescita economica e sociale dobbiamo fare un grande lavoro. Le azioni concrete riguardano, insieme alla promozione, soprattutto l'accoglienza perché il turismo può essere un vero traino per il lavoro e la nostra attività deve puntare a realizzare sempre di più una occupazione non solo professionale ma anche stabile. In questo senso abbiamo già sperimentato proprio per l'autunno e l'inverno, un sostegno concreto all'attività dei comuni con il progetto  in Puglia 365,  allungando la stagione e consentendo un aumento notevole dei flussi turistici su itinerari e prodotti  definiti.

Con il Piano, che costituisce una prima applicazione della legge sulla partecipazione prevista dal programma regionale 2014-2020 “Una lunga vita felice”, Regione e Pugliapromozione hanno costruito una visione e una strategia del turismo in Puglia che andrà sempre aggiornata, condivisa e partecipata; il processo di consultazione sarà rinnovato almeno semestralmente, per comprovare la bontà delle azioni in corso. Il turismo può diventare un motore dello sviluppo economico e della occupazione. In ogni piazza della Puglia devono esserci strutture di accoglienza turistica, botteghe artigianali, ristoranti e strutture ricettive, esercizi commerciali che lavorano insieme, in connessione nel territorio per offrire servizi di qualità ai turisti. Una strada che, come per la costruzione del Piano, dobbiamo fare insieme, pubblico e privati, per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, primo fra tutti l’allungamento della stagione turistica, e poi la formazione, il miglioramento dell’accoglienza e la costruzione di prodotti turistici in grado di intercettare il flusso turistico internazionale in crescita costante. Se sapremo lavorare bene, avremo colto una occasione unica che ci consentirà anche di creare occupazione e di intercettare nuovi finanziamenti, sia pubblici che privati”.

Gli obiettivi   condivisi del piano e approvati dalla Giunta regionale, sono: far crescere la competitività della destinazione Puglia in Italia e all’estero, aumentare i flussi di turisti internazionali, dare una spinta positiva alla destagionalizzazione, potenziare l’innovazione organizzativa e tecnologica del settore, con l’intento di aiutare così i territori pugliesi ad organizzarsi per un turismo che duri tutto l’anno. Le priorità d’intervento sono: prodotto, formazione, accoglienza, promozione, legate dal filo dell’innovazione e saldamente poggiate su un sistema di infrastrutture e collegamenti interconnessi più veloci e che arrivino nel cuore delle Città e dei Territori.
“Negli ultimi dieci mesi Pugliapromozione ha deciso di dare una accelerazione al progetto pluriennale di sviluppo dell’Agenzia e quindi del turismo della Puglia – ha aggiunto il Commissario di Pugliapromozione, Paolo Verri - Sono stati dieci mesi molto intensi che sono iniziati il 22 marzo con l’avvio del Piano strategico che ci ha messo a lavorare tutti insieme fino all’estate; poi è partito il processo amministrativo con i primi incontri  già a fine luglio con l’Autorità di Gestione della Regione; a partire dalla seconda metà di settembre,  abbiamo elaborato la nuova legge  di riorganizzazione dell’Agenzia Pugliapromozione che verrà portata nei prossimi mesi in Giunta, in accordo con i sindacati che ci hanno dato il plauso rispetto al modello organizzativo proposto. Nelle prossime settimane con l’Assessore Capone avremo modo di presentare ai Comuni, poi agli operatori e infine al Ministro, ad un anno dall’avvio del piano strategico, questo piano di lavoro triennale  appena approvato dalla Giunta, che prevede un bando a sportello per tutte le attività dei Comuni, una fortissima presenza nelle fiere in tutto il sistema della promozione, includendo Mice e Wedding, come ci è stato richiesto da una parte significativa del partenariato,  e una grande presenza anche nella comunicazione che partirà nel periodo pasquale. Ci aspettiamo risultati che consolidino una anno come il 2016, che è stato indimenticabile, con più turisti che mai  che sono stati ospitati dai nostri operatori. Dopo un 2016 che è stato una base molto forte sia di lavoro interno che di consenso da parte dei turisti,  ci aspettiamo un 2017  ancora più luminoso perché non è più un anno di strategie ma un anno di azioni concrete e non solo a breve raggio di azione, ogni tre/sei mesi, ma con uno sguardo a trentasei mesi”.

La sfida  allora è quella di mettere in campo azioni efficaci per perseguire fino in fondo la strategia della destagionalizzazione che il Piano ha evidenziato essere profondamente interconnessa ad un robusto rafforzamento dell’internazionalizzazione che a sua volta dipende da un innalzamento della qualità del prodotto e dell’offerta turistica, a partire dal tema fondamentale dell’accoglienza.

“Questo è un primo passo fondamentale – ha concluso il Responsabile del Piano Puglia365, Luca Scandale - ora bisogna riprendere la partecipazione e la collaborazione con il partenariato per dare attuazione al Piano e divulgarlo, facendo partire al più presto le attività concrete previste nell’accordo triennale da 36 milioni di euro”. 
Condividi: