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giovedì, giugno 22, 2017

"Il treno diretto Bari-Roma una vittoria? No, una sconfitta per la Puglia"

BARI - Nota del presidente del gruppo regionale di Alternativa Popolare, Giannicola De Leonardis. “Quando il sindaco di Bari - e presidente nazionale dell’Anci - Antonio Decaro - dichiara De Leonardis - ha sollecitato mesi fa i vertici di Trenitalia per l’implementazione di un collegamento diretto tra il capoluogo di regione e Roma, al mattino presto, sono stato il primo a permettermi di ricordargli che l’esigenza di raggiungere la Capitale in orari comodi - per impegni di varia natura - era sentita anche da Foggia e dal considerevole bacino d’utenza della provincia; e che Foggia era - e dovrebbe essere - ancora da considerarsi una città della Puglia, peraltro non con un aeroporto operativo e con voli diretti quotidiani da e per Roma. Considerazioni elementari ma che non hanno prodotto alcun risultato, né indotto nessuna delle parti interessate e direttamente protagoniste di questa vicenda a un ripensamento".

"Il ruolo di semplice consigliere regionale, purtroppo, - prosegue - non mi permette ulteriori iniziative: ma credo ugualmente di esprimere e rappresentare lo stato d’animo di una intera collettività, meritevole di una considerazione che non riesce a ottenere dalle istituzioni, nel considerare questo nuovo collegamento non una vittoria ma una sconfitta. Una sconfitta della politica, dell’imprenditoria e di una classe dirigente che hanno mostrato ancora una volta una colpevole miopia nel bypassare un territorio considerato un peso e non una risorsa e ancora una volta ignorato, salvo poi ovviamente attirare riflettori e passerelle in base a convenienze ed interessi estemporanei. Una sconfitta che suscita e lascia una profonda amarezza, e allarga quel solco di diffidenza e distacco che sarebbe stato invece opportuno e doveroso ricucire e chiudere, nell’interesse dei cittadini, quelli relegati a un eterno limbo e costretti a subire sulla propria pelle decisioni dalle quali vengono sistematicamente scavalcati e traditi”, conclude De Leonardis.

Onco-ematologia pediatrica, "Emiliano promette a Taranto ed inaugura a Bari"

BARI - “Taranto appartiene ad una Puglia di serie B, alla quale molto si promette e poco o nulla si dà. Un esempio eclatante tra tanti, evidenziato nelle scorse ore dalla candidata a Palazzo di Città, Stefania Baldassari, fa riferimento al reparto di onco-ematologia pediatrica, inaugurato nei giorni scorsi a Bari. Una struttura importante, d’avanguardia, che nasce nel capoluogo pugliese, tanto caro al governatore Emiliano, mentre la sanità tarantina, alle prese con un’emergenza continua e mai superata, riceve solo tagli e briciole. Benvenga il nuovo centro specialistico barese, ma si diano almeno pari opportunità alla città più malata e nella quale più ci si ammala e si muore”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

“Ci troviamo di fronte all’ennesima riprova del fatto che il piano di razionalizzazione sanitaria della Regione è totalmente inadeguato – prosegue Labriola –. A Taranto si tagliano posti letto, si cambia il nome ai reparti fingendo di potenziarli, non giungono nuove attrezzature e nuovo personale. E il candidato sindaco del Pd Melucci che fa? Tace, per paura di disturbare Michele Emiliano. Tutto questo non è giusto e non ci piace. Al futuro primo cittadino di Taranto chiediamo coerenza e concretezza, affinchè al primo posto tra le priorità ci siano le difficoltà, da affrontare e risolvere, della gente comune”.

"Ridicolo e patetico il tentativo di Foresio di irretire i dipendenti Lupiae"

LECCE - Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, replica a distanza alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere del Pd, Paolo Foresio. “Ridicolo e patetico. Solo così - dichiara Perrone - si può definire il tentativo del consigliere Foresio di irretire i dipendenti della Lupiae Servizi a pochissimi giorni dal voto. Un'operazione maldestra e inopportuna. Lo sanno bene i leccesi che per dieci anni hanno assistito al tentativo del centrosinistra di provare ad ostacolare qualsiasi iniziativa a favore dei personale della società partecipata del Comune.

"Se 277 dipendenti possono - prosegue - gioire per essere riusciti a salvare il loro posto di lavoro lo devono unicamente ai rappresentanti consiliari della  maggioranza di centrodestra che più volte hanno approvato il Piano di ricapitalizzazione della Lupiae e il ripianamento delle sue perdite, al contrario di Foresio e compagni che hanno sempre votato contro, e quindi a favore del fallimento della società.
Se fosse prevalsa la volontà del centrosinistra ora i 277 dipendenti che Foresio tenta di affabulare sarebbero già a casa e senza stipendio da diverso tempo. Quindi sono sicuro che domenica loro - come tutti i leccesi - sapranno bene da che parte stare”, conclude Perrone.

mercoledì, giugno 21, 2017

Roma, Raggi a rischio processo: no dimissioni, si va avanti

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Alla sindaca di Roma Virginia Raggi è stato notificato l'avviso di chiusura indagini per la vicenda delle nomine al Capodoglio. Il sindaco di Roma rischia di finire a processo per abuso d'ufficio e falso. A riguardo è intervenuto l'avvocato della Raggi, dichiarando: "Sul fascicolo che riguarda Renato Marra, prendiamo atto che cade l'ipotesi di abuso per la sindaca. Sul fascicolo Romeo siamo assolutamente certi di poter chiarire la sua posizione, ma prima dovremo avere piena contezza del contenuto delle indagini. Solo dopo questo passaggio vaglieremo tutte le possibilità, dal deposito di una memoria alla richiesta di essere ascoltati".

Le reazioni politiche non sono mancate. Si è espresso fiducioso il vicesindaco Luca Bergamo che ha ribadito, con toni decisi, di andare avanti perché, malgrado ci sia una valutazione e un giudizio finale, sono tutti tranquilli. Paola Muraro, ex Assessore all'Ambiente della giunta Raggi, dimessa nel dicembre 2016, ha puntato il dito sul Movemto 5 Stelle. Muraro si è dimessa in quanto indagata e perché lo prevedeva il codice etico del movimento. L'ex assessore ha rilasciato delle dichiarazioni in cui dice: "oggi il codice è cambiato per questo non credo che la Raggi si dimetta e per quanto riguarda le mie, mi hanno fatta fuori''.

Ieri sera, a Carta Bianca su Rai3, la diretta interessata Virginia Raggi ha dichiarato: "Seguo le regole del codice etico del M5S. Qui non stiamo parlando del fatto che io abbia rubato soldi, ma di una firma e di una procedura di nomina mai stata contestata. Sono abbastanza tranquilla e con i miei legali credo che potremo spiegare. Per quanto riguarda le dimissioni di Muraro, una sua scelta". A difendere la Raggi ci sono le dichiarazioni di Matteo Salvini, leader della Lega. Per lui la sindaca non deve dimettersi e dovrebbe farlo solo se condannata e non per un rinvio a giudizio.

Caso nomine, rischio processo per Raggi

ROMA - Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, risulterebbe a rischio rinvio a giudizio per le accuse di falso e abuso d'ufficio. La procura di Roma ha chiuso le indagini, atto che di norma precede la richiesta di processo, per il cosiddetto 'pacchetto nomine'. Alla sindaca è contestato l'abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica, il falso per quella alla direzione Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, ex capo del personale.

La Procura di Roma chiederebbe invece di archiviare la posizione della Raggi dall'accusa di abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Renato Marra a capo del dipartimento Turismo. Reato contestato, invece, al fratello, Raffaele, all'epoca capo del personale del sindaco. L'ex braccio destro del sindaco, attualmente sotto processo per corruzione, secondo la Procura si sarebbe dovuto astenere da quella nomina in quanto coinvolgeva il fratello e invece se ne occupò in prima persona.

LEGALE RAGGI: "SU ROMEO CERTI DI POTER CHIARIRE TUTTO" - L'avvocato di Virginia Raggi, Alessandro Mancori, ha reso noto all'Ansa che non intende commentare in modo articolato "finché non accederemo agli atti depositati dai Pm". "Sul fascicolo che riguarda Renato Marra prendiamo atto che cade l'ipotesi di abuso per la Sindaca - ha dichiarato -. Sul fascicolo Romeo siamo assolutamente certi di poter chiarire la posizione della sindaca, ma prima dovremo avere piena contezza del contenuto delle indagini".

Taranto, "Città chiede riscatto, scelgo Baldassarri"

ROMA - “Una città da lungo tempo sotto assedio nella quale le pallottole ti colpiscono sul balcone di casa, un luogo dove a farla da padroni sono la criminalità, il commercio abusivo, il degrado, il disamore nei confronti della cosa pubblica. Taranto è emergenza ambientale e sanitaria, Taranto è un’Ilva che continua ad avvelenare, una città che paga la noncuranza dello Stato, che attende invano che la propaganda lasci spazio al fare. I governi di sinistra hanno fallito, da Roma a Bari, fino al palazzo di Città. Renzi, Emiliano, il sindaco Stefano, hanno perso colpevolmente l’occasione di sostenere il cambiamento, alimentando solo i propri interessi. Non ho alcun dubbio nel ritenere che Stefania Baldassari saprà condurre Taranto oltre la palude, con determinazione e concretezza, gettando le basi per un riscatto morale, sociale ed economico. Il sistema Taranto deve essere completamente ridisegnato, servono istituzioni credibili e capaci, che sappiano battersi contro il malcostume, anche quando questo si annida nella macchina amministrativa. E’ necessario ridare fiducia ai tarantini, scegliendo di stare dalla loro parte, con coraggio, anche (e soprattutto) laddove Palazzo Chigi o la Regione impongano le proprie regole taranticide. La strada non è facile, ma dobbiamo metterci subito in cammino. Chiedo ai miei concittadini di misurarsi, anche in queste ultime ore che ci separano dal ballottaggio, con i programmi, e di evitare le lusinghe di sempre. Taranto può voltare pagina, ma serve l’aiuto di tutti, anche e soprattutto di quegli elettori che traditi dalle sirene grilline, che disegnavano per la nostra città scenari ben diversi, chiedono semplicemente di riappropriarsi della propria libertà”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

martedì, giugno 20, 2017

Consip, caos mozioni a Palazzo Madama

ROMA - Al via oggi nell’aula del Senato il dibattito sulle mozioni sul caso Consip. Il capogruppo del Pd Zanda ha ipotizzato un rinvio del dibattito a dopo il 27 giugno, data in cui l’assemblea dei soci nominerà il nuovo consiglio. Le opposizioni si sono però dette favorevoli a procedere oggi stesso, come previsto dal calendario. “Non vedo le ragioni – sottolinea il capogruppo di FI Paolo Romani – per cui non votare le mozioni in esame” precisando che proprio questa discussione “potrebbe essere utile alla stessa assemblea Consip” perchè darebbe ad essa “l’orientamento del Parlamento sulla vicenda”.

Grasso, preso atto che la maggioranza dei gruppi si sono detti contrari alla proposta del Pd, ha avviato il dibattito come da calendario. Mdp e il M5S hanno chiesto di ritirare le deleghe del ministro dello Sport Luca Lotti, indagato nella vicenda Consip per rivelazione di segreto d’ufficio. Grasso ha però dichiarato inammissibili entrambe le mozioni.

Ilva, Labriola: "Si fa poco e in modo confuso, è campagna elettorale del Governo"

TARANTO - “La cessione di Ilva ad Arcelor Mittal ha purtroppo ancora contorni assolutamente confusi e pertanto non può che preoccupare tutte le persone di buon senso. L’accordo, giunto repentino prima della consultazione elettorale, è l’ennesima carta propagandistica giocata dal governo nazionale. I lavoratori di Ilva, e più in generale tutti i tarantini, hanno ricevuto informazioni totalmente sommarie, in tema di occupazione, di progetto industriale e ambientale. Ilva continua a servire a certa politica, così come è sempre stato, per portare a casa consensi”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

“L’accorata richiesta dei sindacati al governo Gentiloni di farsi garante nei confronti dell’azienda, a tutela di lavoratori e ambiente, la dice lunga sul caos che regna intorno alla vicenda Ilva – prosegue Labriola –.  Cosa sarà dei 4.400 esuberi previsti? E ancora, quando conosceremo le date di inizio (e fine) bonifiche? In merito a quest’ultimo nodo il decreto ministeriale e la legge dello Stato sono divergenti nelle tempistiche, una stortura che nessuno ha ancora pensato di correggere. Ultimo, ma non ultimo, il contratto di lavoro: è infatti assurdo che in Italia non esista un contratto di siderurgia e che ai lavoratori dell’Ilva sia applicato quello metalmeccanico. Uno scenario ben poco chiaro sul quale non mancheremo di dare battaglia”.

lunedì, giugno 19, 2017

Agricoltura, allarme siccità, M5S: "Contrastare lo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche"

BARI - “Non possiamo più sottovalutare la crisi idrica che ogni anno nei mesi più siccitosi investe la nostra Regione. Il problema per la  Puglia non si deve ridurre solo agli invasi, ma va attribuito anche allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche esistenti, che provoca un impoverimento qualitativo e quantitativo delle stesse”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili in merito all’allarme siccità nelle campagne pugliesi.

“Se da un lato infatti risulta predominante nel comparto potabile la provenienza extraregionale delle acque utilizzate, dall’altro gli usi agricoli sono soddisfatti all’80% dalle risorse regionali, rappresentate sostanzialmente dalle acque sotterranee che sono in forte stress idrico. L’eccesso del prelievo di acqua - continua il vicepresidente della Commissione Ambiente - si traduce in un generalizzato deterioramento degli acquiferi, specie per contaminazione salina che espone i nostri terreni ad ulteriore fenomeni di desertificazione. A questo si aggiunge una estesa impermeabilizzazione di suoli, che non permette alle nostre falde di ricaricarsi nei periodi più piovosi”.

Migliaia secondo il consigliere pentastellato i pozzi mai censiti nelle campagne pugliesi con cui vengono prelevate abusivamente risorse idriche sotterranee.

“Una situazione che va affrontata urgentemente ed in modo sistemico - incalza Casili - occorre un intervento che preveda sia una capillare ricognizione dello stato di fatto, che l’individuazione di risorse sostitutive e il ricorso a colture meno idroesigenti. Certamente - spiega il pentastellato - il ricorso al riutilizzo dei reflui, che fino ad oggi sconta forti ritardi con i depuratori, diventerà fonte alternativa importante per la Puglia, se pensiamo che ogni anno per 100 mila abitanti sversiamo in mare 7 milioni di mc di acqua. È evidente che se oggi la principale fonte irrigua per la nostra agricoltura è l’acqua di falda, occorre un cambio repentino di rotta, perché quell’acqua non è illimitata e a fronte delle problematiche riscontrate negli ultimi anni rischiamo di restare veramente a secco o di salinizzare irreversibilmente le acque di falda rendendole inservibili per la nostra agricoltura con un danno epocale. Oggi  nel settore agricolo vi è ancora poca consapevolezza su questa problematica, occorre puntare all’innovazione nelle tecniche di irrigazione, alla disponibilità di specie vegetali produttive a bassa idroesigenza e di tecniche di aridocoltura. Chi oggi propina una olivicoltura superintensiva o sistemi colturali fortemente energivori e idroesigenti - conclude - non sta facendo i conti con la penuria d’acqua sempre crescente”.

Grano, "La Giunta si attivi per la tracciabilità del prodotto e sostenga il comparto"

BARI - “Quando abbiamo saputo dell’arrivo prossimo della ‘balena canadese’ contenente migliaia di tonnellate di grano, abbiamo condiviso e sostenuto la legittima protesta degli agricoltori pugliesi, già duramente provati da una crisi che ha provocato una contrazione di circa 60 mila posti di lavoro con una perdita stimata nel 2016, per il crollo dei prezzi, pari a 145 milioni di euro. Oggi, la notizia del sequestro del grano giunto a Bari per presenza di sostanze chimiche superiori ai limiti, impone una serissima riflessione in sede regionale: non solo c’è un settore in ginocchio, ma anche dei consumatori ignari che vanno tutelati”. Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta.

“Un fatto – aggiunge - che alimenta le ragioni dei nostri agricoltori che producono grano di altissima qualità sostenendo, così, anche costi molto più alti rispetto ai produttori stranieri. Ed il problema della tracciabilità è il nodo centrale: il made in Italy è una garanzia che va assicurata ai cittadini. Purtroppo, invece, il grano arriva nel nostro Paese e utilizzato per fare la pasta che verrà identificata come italiana, quando in realtà non è così. La Giunta regionale – conclude Gatta - deve sollecitare il governo nazionale a richiedere obblighi più stringenti per identificare la provenienza della merce in sede Ue: la nostra è la prima regione d’Italia per produzione di grano duro. Abbiamo più di un motivo per lottare a sostegno degli agricoltori”.

"Assistenza psichiatrica, residenze assistite istituite solo sulla carta"

BARI - “L’inappropriatezza nella gestione dell’assistenza psichiatrica in Puglia non può essere ancora sottaciuta. Le Residenze Assistite per utenti psichiatrici sono rimaste sulla carta per continuare a favorire i signori della Psichiatria”. A dichiararlo è il consigliere del M5S Mario Conca, che nei prossimi giorni depositerà una richiesta di audizione urgente in III Commissione Sanità delle associazioni dei familiari, degli operatori pubblici, dei Direttori Generali, dei DSM, del Dipartimento di Salute e degli Assessori Negro ed Emilano.

“Mesi fa - dichiara il Pentastellato - ho depositato una mozione per chiedere l’istituzione dei budget di salute e dei percorsi terapeutici riabilitativi individuali. Si tratta di strumenti complementari, utili per riconvertire le residenze “pesanti” in percorsi territoriali pubblici che servirebbero ad ottimizzare la spesa sociosanitaria, a ridare dignità alle persone e a rifuggire la cronicità puntando tutto sulla recovery dei pazienti psichiatrici. Una presa in carico globale che coinvolgerebbe le famiglie, gli assistiti e le cooperative sociali senza scopo di lucro, al fine di spendere meno, curare meglio e integrare. Ci avevo già provato - continua - durante l'approvazione del bilancio di previsione 2017 lo scorso dicembre ma il mio emendamento sul PTRI fu bocciato con pressapochismo, così ho deciso di presentare una mozione che attende ancora le grazie della maggioranza. Non ho alcuna intenzione di desistere, continuerò a lottare per le persone più fragili e con più bisogno di attenzioni”.

Il consigliere cinquestelle lo scorso venerdì ha partecipato ad un incontro sul tema al quale hanno preso parte anche medici, psichiatri e pazienti all'Art Village di San Severo. Un vademecum di esperienze per ambire ad un progetto di cura e di vita su misura.

“I legislatori, a tutti i livelli, si erano posti diversi obiettivi senza raggiungerne neanche uno. Il primo obiettivo era quello di chiudere i manicomi - incalza il consigliere cinquestelle - con il risultato di abbandonare questi pazienti negli ortofrenici in un limbo infernale dove vengono privati della loro dignità di persone e non hanno neanche diritto all'assistenza sanitaria. Il secondo obiettivo era quello di impedire i TSO ma di fatto si è passati all’anacronistica contenzione e il terzo obiettivo era il trasferimento dei servizi sui territori, anche questo disatteso nella nostra Regione, nonostante la delibera di Giunta 45/2015. A Perugia, Napoli, Trento e Trieste hanno da tempo sperimentato questi processi di cure territoriali, noi, invece, ne stiamo ancora parlando. Emiliano - conclude Conca - ha avuto altro a cui pensare in questi due anni, disinteressandosi completamente delle tante criticità che attanagliano la collettività”.

Lecce, Perrone: "Rotundo mistifica la realtà"

LECCE - Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, interviene sulla nomina di un componente nel Cda della Sgm. “Come al solito il consigliere Rotundo mistifica la realtà. Avrei potuto nominare 4 componenti di indicazione comunale del Cda della Sgm e per la durata di tre anni. Invece, proprio perché sono in scadenza di mandato, ho preferito limitarmi a confermare solo un unico membro del Cda per consentire al Consiglio stesso di svolgere regolarmente le proprie funzioni".

"Grazie a questa mia determinazione - prosegue - il Consiglio di Amministrazione passa da 7 a 5 membri, con un evidente risparmio per la Sgm e quindi per le casse comunali e la scadenza dello stesso è prevista subito dopo l'approvazione del bilancio 2018.  Se avessi utilizzato appieno le mie prerogative e non avessi avuto la sensibilità di lasciare le scelte alla prossima Amministrazione avrei potuto nominare quattro consiglieri per tre anni invece di un consigliere confermato per solo un anno e mezzo".

E' del tutto evidente, dunque, che il tentativo di Rotundo di suscitare clamore per il  provvedimento adottato dall'Amministrazione sia del tutto fuori luogo e privo di ragionevoli e opportune giustificazioni, se non quello di mirare ad una strumentalizzare a fini elettorali. Invece questo mi permette di specificare che, anche in questo caso, mi sono regolato per il bene della città - consentendo a Sgm di risparmiare - e che ho agito nel rispetto del ruolo e della responsabilità istituzionale conferitami legata alla scadenza del mandato elettorale", conclude Perrone.

domenica, giugno 18, 2017

Ius soli, Grillo: "invotabile". Gentiloni: "è ora"

ROMA - "Sullo ius soli il M5S si è astenuto alla Camera e come annunciato altrettanto farà, con coerenza, al Senato. Trattasi non di legge, ma di pastrocchio invotabile". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. "E' vergognoso - rileva - tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica".

E in un'intervista a Libero, Di Maio spiega che sullo ius soli "il motivo per cui abbiamo deciso di astenerci è semplice: è un tema che riguarda tutta l'Europa perché con le regole attuali chi diventa cittadino italiano ha lo status di cittadino Ue. Inoltre, è mai possibile che prima di pensare al lavoro, o a un piano per dare incentivi e sgravi alle imprese che assumono giovani, oppure a un reale sostegno per le famiglie monoreddito con figli a carico, il Pd pensi a far approvare lo ius soli?".  L'esponente di M5S critica l'operato del governo in tema di immigrazione. "Minniti gioca a fare lo sceriffo di destra nell'ennesimo governo di sinistra nato in provetta, che in Libia ha registrato un flop clamoroso e ha portato ad un aumento vertiginoso degli sbarchi", dice Di Maio, che parla di "palese incapacità" dell'esecutivo.


Secondo il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, invece, è giunto il tempo di poter considerare a tutti gli effetti questi bambini come cittadini italiani. Glielo dobbiamo, è un atto doveroso e di civiltà. Mi auguro che il Parlamento lo faccia presto nelle prossime settimane. Questa legge non riguarda solo il diritto di questi bambini, ma interessa anche la sicurezza del nostro Paese: la via contro la radicalizzazione non è la costruzione di muri, ma quella del dialogo e l'inclusione. C'è una parte dell'opinione pubblica italiana che guarda con diffidenza a questa decisione: non dobbiamo fare finta che non ci sia. Diventando cittadini italiani si acquisiscono dei diritti, ma anche dei doveri. Non sottovalutiamo l'importanza della nostra cultura e della nostra identità.

Lecce, Negro: "Gilberti non adatto a guidare la città"

LECCE - “Le sterili e polemiche affermazioni del candidato sindaco Giliberti dimostrano ancora una volta la sua inesperienza politica e amministrativa e confermano che non è la persona adatta a guidare la città di Lecce”.
L’assessore regionale Salvatore Negro replica così alle dichiarazioni del candidato sindaco del centrodestra di Lecce che ieri ha parlato di presunte pressioni da parte del presidente Emiliano sull’Udc ed il segretario regionale Totò Ruggeri per sostenere l’accordo Salvemini Delli Noci.

“Che Giliberti sia la persona meno adatta a guidare la città di Lecce lo hanno compreso anche i suoi alleati e l’elettorato del centrodestra”, ha sottolineato l’assessore Negro. “Il risultato venuto fuori dalle urne domenica scorsa è un messaggio forte considerato che le preferenze per i candidati delle liste hanno superato di gran lunga quelle per il candidato sindaco. Nonostante ciò Giliberti, probabilmente consigliato male da chi lo ha collocato in quella postazione, continua a sottovalutare e a offendere l’intelligenza dell’elettorato leccese che domenica prossima saprà fare le sue scelte in modo libero e consapevole. In ogni caso non saranno le sue polemiche affermazioni a fermare il vento del cambiamento che ormai soffia forte anche su Lecce”.

Congresso Dit, Fitto: "Stiamo costruendo un partito di centrodestra con valori identitari"


BARI - Il leader del partito, Raffaele Fitto, e' stato eletto presidente di Dit. Nominata la Direzione. Prossimi appuntamenti: consiglio nazionale e conferenza programmatica il mese prossimo."Le primarie sarebbero auspicabili e necessarie per mettere insieme una coalizione vera e soprattutto sarebbero uno strumento per aprire alla partecipazione dei cittadini. Ma siccome non c'è una volontà vera di portare avanti questo percorso, chiameremo gli elettori" a esprimersi "sul nostro programma. Lo faremo ritornando sui territori e raccogliendo le firme per proposte di legge che presenteremo su temi identitari del centrodestra a cominciare dal presidenzialismo e dal maggioritario".
È questo il primo impegno che il leader di Direzione Italia, Raffaele Fitto, prende con i tantissimi iscritti al partito che in un afoso sabato di giugno hanno voluto partecipare, da tutta Italia, al primo congresso nazionale del partito svolto a Roma.

"Alle ultime amministrative - spiega - abbiamo testimoniato la nostra ottima presenza. Cito due numeri: il 18% di Lecce e il 2,5% di Genova. A questo aggiungiamo un percorso fatto di 20 assemblee regionali, di un gruppo dirigente che è cresciuto e di un programma serio e credibile che vogliamo mettere all'attenzione degli elettori di centrodestra, uscendo dalla logica degli inciuci e degli inganni. Vogliamo rappresentare un'area che non sia quella grillina né quella dell'inciucio del patto del Nazareno".

Un modello di centrodestra che viene condiviso dal presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, che ha fatto giungere il suo saluto al Direzione Italia. "Insieme - dice Toti - condividiamo la convinzione che la nostra parte politica rappresenti l'unica vera alternativa per arrestare il declino del nostro paese e per cambiare un destino altrimenti segnato, dominato dal derby tra l'incapacità e l'inconcludenza del Pd renziano e le vane speranze riposte da tanti cittadini nelle proposte grilline, sempre più deludenti alla prova dei fatti".

Ma è un modello che interessa anche alla Lega Nord e a Fratelli d'Italia. "Dobbiamo costruire assieme una proposta di cambiamento per l'Italia intera - sostiene Crosetto di Fdi - un centrodestra che senza timidezze si candidi a guidare il Paese, forte della sua storia, capace di costruire e cogliere le esigenze de futuro". E Barbara Saltamartini della Lega ha rimarcato che anche la Lega e' per il maggioritario: "Perché dove il centrodestra è unito è vincente. Con Fitto siamo dalla stessa parte: no ad inciuci. Nel centrodestra hai ragione, ora occorre fare una sintesi".

"Il modo migliore per mettere insieme il centrodestra - ribadisce Fitto - anche con le leggi elettorali vigenti venute fuori dalla Consulta, è mettere in piedi una lista unica che riesca a puntare al 40% alla Camera". È un Fitto più motivato che mai, è più convinto del cammino intrapreso, per nulla spaventato da chi tenta di oscurarlo o depotenziarlo. "Se lo fanno - ha detto ai suoi che lo acclamavano - è perché hanno paura di noi, altrimenti ci ignorerebbero".

Ai suoi che lo eleggono presidente di Direzione Italia dà appuntamento già prossimo mese per il primo Consiglio nazionale e l'assemblea programmatica, "perché quello che stiamo costruendo - ribadisce - è un Partito vero dove ognuno di voi e' protagonista".
C'è già la prima direzione, ne fanno parte i parlamentari e i dirigenti del partito, ma c'è soprattutto uno Statuto, che è stato votato e approvato, ma che da oggi è presente sul sito del partito (www.direzione-Italia.it).

"Chiunque può dare il suo contributo per migliorarlo, ognuno può partecipare alla crescita di un Programma identitario, perché  - conclude Fitto - il partito è di tutti noi!".

sabato, giugno 17, 2017

Cgil in piazza, "Con i voucher schiaffo alla democrazia"

ROMA - Un enorme guanto rosso, simbolo dello schiaffo alla democrazia. Ad indossarlo la segretaria generale della Cgil, durante la manifestazione indetta Cgil che prevede due cortei verso Piazza San Giovanni da piazza della repubblica e da Ostiense: “lo schiaffo – ha dichiarato la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso – è stato dato dal governo e dal parlamento alle regole costituzionali”.

“Non appena ci sarà la pubblicazione” in Gazzetta ufficiale della manovrina che contiene la norma sulla reintroduzione dei voucher, “faremo le cose che bisogna fare, verificare l’utilizzo e da questo punto di vista attaccare giuridicamente tutte le cose che si possono attaccare e chiederemo alla Corte Costituzionale che vuol dire violare l’articolo 75 della Costituzione” che riguarda i referendum. Sullo striscione di apertura di un corteo colorato e partecipato si chiede “rispetto” proprio della volontà popolare.

“Noi abbiamo un giudizio preciso su un governo che aveva detto che abrogava delle leggi, le ha riproposte di soppiatto e di nascosto, registriamo che aveva paura del giudizio che avrebbero dato i cittadini e continueremo le nostre battaglie sul lavoro ed è per noi fondamentale sapere quale è il futuro della politica del Paese”, ha aggiunto.

A fianco della Camusso diversi leader politici, folta la pattuglia di Mdp, da Pier Luigi Bersani al coordinatore Roberto Speranza a l’ex segretario della Cgil Guglielmo Epifani, senatori e deputati da Scotto a D’attorre, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Alla manifestazione anche Nicola Fratoianni, segretario Si.

Sud Est, Trevisi: "Un disastro annunciato"

BARI - “Lo scontro tra i due treni delle Ferrovie Sud est a Galugnano non può essere considerato un incidente dovuto al caso. Da mesi denuncio la scarsa sicurezza sui treni FSE e le condizioni del personale di condotta e di scorta,  che pare venga sottoposto a carichi di lavoro spropositati a causa delle mancate nuove assunzioni”. Lo dichiara il consigliere del M5S Antonio Trevisi, lo scorso mese ha presentato un’interrogazione urgente all’indirizzo dell’assessore ai trasporti Giannini in merito alle  numerose criticità dei treni FSE in Salento.  Interrogazione  a cui non è ancora pervenuta nessuna risposta così come sono rimaste inascoltate le denunce sui numerosi incendi scoppiati sui mezzi fse nel corso degli anni.

“Quattro giorni prima della sfiorata tragedia  - continua il pentastellato - avevo segnalato come la situazione fosse oltre il livello di guardia, spiegando come un semplice  temporale fosse riuscito a  mandare in tilt gli impianti fissi  e a far saltare il controllo centralizzato del traffico.  A questo  va aggiunta la questione dei  passaggi a livello rigorosamente aperti che, dovendo essere attraversati in sicurezza, causano pericoli e ritardi per la circolazione ferroviaria ed automobilistica. Per non parlare della carenza del personale, per cui  nelle scorse settimane sono state soppresse diverse corse per soli tre dipendenti in malattia. Lo avevamo già detto e lo ribadiamo numerose volte - conclude - la situazione è da tempo oltre il livello di guardia. Non c’è più tempo dunque per le scuse accampate dei politici e dirigenti responsabili direttamente o indirettamente di quanto accaduto: quei treni devono immediatamente essere messi in sicurezza”.

venerdì, giugno 16, 2017

Sanità, sottoscritto protocollo Asl Bari Regione Puglia-Guardia di Finanza

BARI - Presso la sede della Regione Puglia, alla presenza del presidente Michele Emiliano, il Comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza, Gen. D. Vito Augelli, e il Direttore Generale della A.S.L. Bari, dott. Vito Montanaro, hanno formalmente sottoscritto il “Protocollo d’intesa” finalizzato alla erogazione di prestazioni sanitarie specialistiche a favore dei militari in servizio ed in congedo, nonché loro familiari conviventi.

Il citato servizio di consulenza medico-specialistica di 1° livello, nato a seguito delle crescenti richieste nel settore del welfare, verrà erogato, previo pagamento della visita come da tariffario regionale, nel costituendo “Centro di assistenza medica di 1° livello” ubicato presso la Caserma “G. Macchi” in Bari, storica sede del Comando Regionale Puglia del Corpo.

Tale presidio sanitario ha la finalità di rafforzare l’attività di protezione sociale nei confronti degli appartenenti al Corpo, fornire ad essi un’organica assistenza medico specialistica, per poter meglio affrontare le problematiche attinenti la sfera della salute.

L’iniziativa si inquadra in un più ampio rapporto di collaborazione tra Regione Puglia e  Guardia di Finanza, risalente al 2007, avviatosi con la sottoscrizione della Convenzione denominata “Contrasto degli illeciti a tutela del bilancio regionale in materia di spesa pubblica sanitaria”, proseguito con altri accordi, tuttora vigenti, in materia di “contrasto alle frodi agroalimentari pugliesi”, “tutela dell’ambiente”, “monitoraggio dei corpi idrici superficiali (CIS) e delle acque di balneazione”.

Sanità, M5S presenta interrogazione sui superticket: “Ridurli e modularli in base al reddito”

BARI - Sapere se la Giunta regionale abbia valutato la possibilità di ridurre l’incidenza dei ticket e superticket sulle prestazioni sanitarie, così da ovviare ai casi in cui questi contributi superano  il costo effettivo della prestazione. È l’oggetto dell’interrogazione presentata dai consiglieri del M5S Mario Conca e Marco Galante all’indirizzo del presidente della Regione /assessore alla sanità Michele Emiliano.

“Abbiamo presentato quasi un anno fa una mozione sullo stesso tema -  dichiara Conca - ma  ancora non è stata discussa in aula perché evidentemente per Emiliano il fatto che tanti pugliesi rinuncino a curarsi a causa dei costi troppo alti non è tra le priorità. Noi continueremo a non dargli tregua su un tema tanto importante finché non ci darà una risposta. La Puglia è tra le regioni che, secondo i dati della Corte dei Conti riferiti al 2013, hanno incassato di meno dai ticket per la specialistica. Noi chiediamo che questi vengano modulati in base alle capacità contributive dei singoli pazienti”.

Introdotti con la legge finanziaria del 2011, ticket e superticket hanno in questi anni contribuito a ridurre le prestazioni erogate a carico del Sistema Sanitario Regionale. Il cosiddetto “superticket” sull’assistenza specialistica rappresenta una quota fissa del valore di 10 euro che si aggiunge su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche, che ogni Regione sceglie se ed in che misura applicare.

“Ora che anche a livello nazionale si è avvertita la necessità di rivedere il meccanismo dei ticket per  superare le diversità regionali esistenti - continua Conca - chiediamo alla Giunta se sia stata prevista la possibilità di modificare il sistema dei contributi degli assistiti al sistema sanitario. In Puglia il superticket è stato introdotto da Vendola e la cosa più tragica è che il suo governo, considerato di sinistra, non ha nemmeno previsto una calibrazione dei costi in base al reddito o all’entità della prestazione, finendo per danneggiare le fasce più deboli e alimentare la mobilità passiva delle città più vicine alla Basilicata, come Gravina e Altamura,dove non si paga e le liste d'attesa hanno tempistiche ragionevoli, drenando milioni di euro dal sistema sanitario pugliese”.

Il gruppo DiR al primo congresso nazionale: "Importante momento per la vita del partito"

BARI - Domani, 17 giugno, il Gruppo regionale di Direzione Italia (Ignazio Zullo, Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola) parteciperà al primo congresso nazionale del partito, nato meno di cinque mesi fa, che si terrà a Roma all'Auditorium della Tecnica.

"È un momento importante per la vita di Direzione Italia – sostengono dli esponenti DiR - veniamo da una tornata elettorale che ha visto il nostro simbolo debuttare nelle urne e confermare in Puglia un forte radicamento territoriale. In molti Comuni abbiamo raggiunto consensi con percentuali a due cifre, come a Lecce, Canosa, Casarano, Castellaneta, Martina Franca, Mottola, Sava. Siamo il primo partito del centrodestra in Puglia a conferma della validità del progetto politico del nostro leader Raffaele Fitto, impegnato, con noi, nella costruzione di un nuovo centrodestra alternativo al Pd e al centrosinistra. Un centrodestra, che come recita lo slogan del congresso, vuole essere libero da inciuci e inganni".